Grave reazione dopo la seconda dose, ottiene un’esenzione temporanea

L’odissea dopo aver avuto una reazione allergica al vaccino. Lo sfogo: «Tra 25 giorni dovrò ricominciare tutto daccapo»

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CECINA. Esentato dal fare la terza dose del vaccino anti Covid-19. Ma solo a tempo. Il 14 marzo Mario Manzi, operaio di 54 anni, di Cecina, a cui non viene consentito di completare il ciclo vaccinale, dopo aver avuto una inaspettata reazione allergica a seguito della seconda somministrazione, rischia di ritrovarsi punto e a capo.

Nelle maglie di una burocrazia che da settimane gli sta complicando la vita. Quel foglio dal 15 febbraio è necessario per potersi presentare al lavoro, come previsto dalle nuove disposizioni per arginare il rischio di contagio. Il decreto del governo ad oggi fissa l’obbligo fino al 31 marzo. E così tra non molti giorni dovrà intraprendere di nuovo la via della richiesta all’Azienda sanitaria per rinnovare l’esenzione. «È mai possibile che ogni 25 giorni uno debba ricominciare tutto da capo e raccomandarsi di avere la risposta per tempo?». La domanda Manzi l’ha posta agli uffici dell’Asl e l’ha girata anche al difensore civico della Toscana Sandro Vannini.

Riavvolgiamo il nastro di questa storia di ordinaria burocrazia. «Sono un pro vax della prima ora e infatti ho fatto due dosi di vaccino come previsto dal protocollo iniziale – dice Manzi – . Purtroppo, dopo la seconda dose, a distanza di circa 8-9 giorni dalla somministrazione ho avuto un grave problema di salute, riconducibile a una reazione allergica al vaccino». All’inizio nessuno pensa che quello strano torpore alle gambe e ai piedi sia scatenato da un’allergia. «La reazione dopo circa due mesi è rientrata, si è risolta autonomamente, prima ancora di sapere cosa effettivamente fosse successo. Tra l’altro prima di capire cosa avevo i medici ci hanno impiegato del tempo e ho speso molti soldi per le analisi» puntualizza.

Ma l’operaio crede nell’importanza della vaccinazione e il 24 gennaio, nonostante tutto, si presenta al centro vaccinale di Cecina per la terza dose. «Avendo più di 50 anni non potevo fare altrimenti», aggiunge sconsolato. Prima della vaccinazione però viene fermato, visto il precedente non proprio rassicurante. «I medici stessi non mi hanno fatto il vaccino: sono considerato a rischio di una recidiva che mi può creare problemi ancor più gravi».

L’ODISSEA

«Dal 24 gennaio è iniziata una specie di odissea. Dal centro vaccinale mi mandano dal medico di amiglia, che si guarda bene di fare qualcosa, e mi rimanda al centro vaccinale. Dopo giorni di rimpallo mi viene consigliata una nuova strada. Mi dicono di presentare la documentazione medica alla commissione medica appositamente costituita per analizzare i documenti ed eventualmente concedere l’esenzione medica alla vaccinazione stessa». Manzi ha in mano una lettera rilasciata da uno specialista Neurologo che lo ha visitato a seguito della reazione allergica. «La sindrome viene ricondotta con una probabilità del 99 per cento a una reazione scatenata dal vaccino anti Covid-19. Tra l’altro il mio non è stato l’unico caso».

IL TEMPO SOSPESO

La soluzione è arrivata in zona cesarini. «Il codice per poterla scaricare mi è stato inviato via posta elettronica il pomeriggio del 14 febbraio», dice Manzi. Ovvero, poche ore prima dell’entrata in vigore dell’obbligo governativo. Il guaio è che per giorni è rimasto in attesa di una risposta che non arrivava. Al punto che il 7 febbraio Manzi ha raccontato la sua storia al Tirreno chiedendo un aiuto per abbattere il muro della burocrazia. A tendergli una mano, dopo aver appreso del caso, è stato il difensore civico della Toscana Vannini che ha scritto alla direttrice generale dell’Azienda sanitaria Toscana Nordovest Maria Letizia Casani e al direttore generale alla Sanità della Regione Federico Gelli.

LA NOVITÀ

Le sollecitazioni hanno spinto chi di dovere a rilasciare l’atteso certificato per consentire a Manzi di potersi recare sul luogo di lavoro. “Se non ci avesse messo le mani il dottor Claudio Marabotti sarei dovuto restare a casa – si sfoga Manzi – E nonostante tutto il suo interessamento mi hanno rilasciato l’esenzione con scadenza a 30 giorni. Alla mia domanda su che cosa avrei dovuto fare per rinnovarla mi è stato scritto di richiederla nuovamente”.

Che aggiunge: “Tra l’altro non è neppure chiaro se per richiederla devo ripresentare di nuovo tutta la documentazione – sottolinea – . Se si trattasse di una semplice richiesta potrei anche stare tranquillo ma dati i precedenti vivo con il pensiero di rimanere scoperto e non potermi presentare al lavoro». Che conclude: «Sul sito del ministero della Salute ho verificato che la scadenza dell’esenzione è a discrezione del medico che la rilascia».

Fonte articolo: https://iltirreno.gelocal.it/cecina/cronaca/2022/02/21/news/covid-non-puo-fare-la-terza-dose-ma-l-esenzione-e-solo-a-tempo-1.41245308

 

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