Home / ComeDonChisciotte / GLI AFGHANI: RIVOGLIAMO I TALEBAN

GLI AFGHANI: RIVOGLIAMO I TALEBAN

DI CHRIS SANDS
The Independent

Almeno ci sentivamo sicuri sotto gli estremisti, dicono i residenti di Kandahar, troppo spaventati per uscire quando è buio

Faiz Mohammed Karigar, padre di due figli, ha lasciato Kandahar mentre i Talebani erano al potere in Afghanistan, in quanto era contrario alle loro restrizioni sull’educazione. Ora vuole che i fondamentalisti tornino.

“Quando i Talebani erano qui, scappai verso il confine con l’Iran, ma non fui mai preoccupato per la mia famiglia”, dice. “Ogni singolo minuto degli ultimi tre anni sono stato preoccupato. Forse questa notte gli Americani verranno nella mia casa, molesteranno mia moglie e i bambini ed arresteranno me”.La settimana scorsa, il presidente Hamid Karzai ha riconosciuto per la prima volta di aver avuto incontri con i Talebani in un tentativo di raggiungere un accordo di pace ed evitare una battaglia sanguinosa per il controllo del sud e dell’est del paese, dove il movimento ha goduto di una rinascita lo scorso anno.

Il fallimento delle forze NATO nell’assicurare sicurezza e sviluppo, e le crescenti vittime civili causate dalle forze occidentali negli scontri coi Talebani, hanno portato ad una perdita di supporto a Kandahar. “Come possiamo perdonare gli Americani?”, chiede Karigar, che come la maggior parte delle persone, qui, non distingue tra i differenti elementi della Nato. “Li combatterò in ogni modo”.

La maggioranza delle forze nella provincia di Kandahar sono canadesi, con un comandante britannico, il Maggior Generale “Jacko” Page, che sta per assumere la reponsabilità di tutto l’Afghanistan meridionale in un periodo in cui è considerata imminente una nuova offensiva talebana. Le truppe britanniche si sono stabilite principalmente nella provincia confinante di Helman, ma le truppe fresche che stanno arrivando ora operano in tutta la regione.

L’anno scorso i Talebani non sono riusciti a mettere in atto la loro minaccia di riprendere il potere nella provincia di Kandahar, la loro vecchia roccaforte, e la Nato insiste che il movimento non potrà mai vincere militarmente contro l’Alleanza, anche se molti Afghani lo reputano possibile. Ma gli occupanti hanno perso un sostegno cruciale nella città, che è diventata uno dei luoghi più pericolosi dell’Afghanistan.

La violenza politica e criminale si è ampiamente diffusa tra la popolazione, e la maggioranza cerca di evitare di uscire dopo il calare della sera, quando gli unici suoni sono gli elicotteri che volano sopra le loro teste e sinistre scariche di fuoco nelle strade. Gli attacchi suicidi sono comuni, e in molte occasioni, nei mesi recenti, soldati nervosi della Nato hanno sparato a civili che credevano erroneamente stessero per farsi saltare in aria.

Qualunque sia la causa del massacro, quasi sempre la popolazione locale accusa i soldati stranieri nel mucchio. Persino gli Afghani moderati stanno dichiarando apertamente che si uniranno all’insorgenza.

Il Governo Britannico chiama i Talebani “terroristi” ed “estremisti”, ma a Kandahar la gente li associa con la sicurezza. Prima dell’invasione nel 2001, dicono, potevano camminare nelle strade in sicurezza, a patto che si conformassero con la rigida interpretazione della Legge Islamica del movimento. Ora persino una semplice uscita al mercato locale è vista come un rischio, e i Talebani, insediati negli anni ’90 come risposta al caos, stanno guadagnando nuova forza.

“Penso che la vita sotto i Talebani fosse molto buona”, ha detto Maria Farah, madre di cinque figli. “Se avevamo fame, potevamo almeno avere un po’ di cibo e andarcene a dormire, e se andavamo fuori da qualche parte non c’erano problemi. Ma adesso? Se usciamo, non sappiamo se arriveremo a casa o meno. Se c’è un’esplosione e gli Americani stanno passando, apriranno il fuoco su chiunque. I problemi di sicurezza sono troppi qui”.

I tentativi stranieri per lo sviluppo vengono respinti da Haji Abdul Rahman, un anziano locale, che ha chiesto: “Se viene costruita una strada, e tu vieni ucciso, che razza di bene è? Chiunque fa lo scippatore. Ti garantisco che se sali nella mia auto e ci facciamo un giro, nessun Talebano ti porterà via. Ma non posso garantirlo per la polizia. Se ti fermi, ti ruberanno il denaro e la tua macchina fotografica”.

La Forza Internazionale di Assistenza alla Sicurezza guidata dalla Nato nega che l’insorgenza stia guadagnando forza. “La maggior parte dei dati dai sondaggi dimostra che solo il 5 % circa della popolazione supporta davvero gli estremisti Talebani”, ha detto un portavoce, insistendo che combattere nella provincia di Kandahar è un risultato delle truppe straniere e locali, che hanno “esteso l’influenza del governo legittimo” nelle roccaforti militanti.

Ma un recente sondaggio a molte migliaia di uomini a Kandahar ed Heland del Senlis Conuncil, un thinktank con sede a Brussels, ha scoperto che il sostegno ai Talebani tra i civili è balzato vicino al 27%. Solo il 19 %, nelle due provincie pensava che i soldati stranieri li stessero aiutando personalmente. [Ndt: E’ ovvio che – con il rischio concreto di essere giustiziati o di finire a subire anni e anni di tortura in qualche centro di detenzione – non tutti sono disposti ad ammettere di sostenere un movimento di resistenza. Aggiungiamoci che il Senlis Council è un’organizzazione conservatrice che fornisce stime sistematicamente al ribasso e…]

Nell’Afghanistan meridionale, ha detto il rapporto, la gente “è sempre più pronta ad ammettere il proprio supporto per i Talebani, ed è diffusa l’idea che il governo e la comunità internazionale non saranno in grado di sconfiggere i Talebani”.

Nel distretto di Panjwayi, ad ovest di Kandahar, che lo scorso hanno è stato teatro di aspri combattimenti, Mawlawi Abdul Hadid dice che 18 membri della sua famiglia morirono in un attacco aereo, lo scorso maggio, contro sospetti insorti. “All’inizio avevate solo un nemico. Poi ne avete fatti due, poi tre e adesso anch’io sono contro di voi”, ha dichiarato.

Chris Sands
Fonte: http://news.independent.co.uk/
Link: http://news.independent.co.uk/world/asia/article2432448.ece
08.04.2007

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da CARLO MARTINI

Pubblicato da God

  • marzian

    TALIBAN BUONI E TALIBAN CATTIVI

    “Vi sono dei rappresentanti dei
    talibani che da lungo tempo si incontrano con diversi organismi del
    governo afgano”, ha detto Karzai ad una conferenza stampa. “Vi sono
    anche alcuni talibani che vengono a parlarmi”.

    — Il presidente dell’Afghanistan Hamid Karzai,

    Newsday.com
    [www.newsday.com]
    Un interessante articolo del 2 aprile 2007 di

    Kanchan Lakshman sulla
    SOUTH ASIA
    INTELLIGENCE REVIEW-South Asia Terrorism Portal

    dal titolo “ Waziristan:
    Taliban’s War Within
    [www.satp.org]” fornisce l’occasione per cercare di
    comprendere meglio quello che sta realmente accadendo in
    Afghanistan, al di là della ridicola propaganda dei media
    controllati e dei facili schematismi. Vi è logicamente molto che non
    ci viene detto e che verrà tenuto nascosto per sempre, a cominciare
    dalle manovre e rivalità nella regione tra le diverse potenze
    regionali e globali nel periodo precedente l’aggressione USA/NATO al
    paese, un’aggressione in preparazione già da molto tempo prima del
    pretesto ufficiale degli “attacchi terroristici” dell’ 11 settembre
    2001. E molto è pure quello che non ci verrà mai detto sui giochi
    politico-diplomatici che non corrispondono mai alla divisione in
    bianco e nero di una lotta in atto tra la “civiltà” occidentale ed i
    fanatici tagliagole “talibani”.

    * * *

    Nell’articolo
    viene riferito che il 7 marzo il segretario alla difesa USA

    Robert Gates ha
    detto che i talibani ed “al Qaeda” utilizzano le aree tribali del
    Pakistan, in particolare il Nord

    Waziristan, per riorganizzarsi. Inoltre, nel settembre 2006,

    George W. Bush disse
    [www.whitehouse.gov] che “i terroristi di bin Laden sperano di
    scacciare l’America e la nostra coalizione dall’Afghanistan, in modo
    che possano ristabilire il rifugio sicuro che hanno perduto quando
    le forze della coalizione li espulsero cinque anni fa”. Dunque,
    cosa stanno facendo in Afghanistan gli USA e le altre forze della
    NATO? Nel marzo del 2006, il

    presidente afgano Karzai
    [www.sciencedaily.com] annunciò che uno studio USA-afgano
    modifica le stime dei depositi di petrolio e gas nel bacino
    afgano-tagiko e nel bacino del fiume Amu Darya ed “incrementa le
    risorse petrolifere di 18 volte e di oltre il triplo le risorse di
    gas naturale”. Si crede che non ci si accorga che

    “Mazar-e-Sharif” si trova proprio qui nella

    m [encarta.msn.com] appa
    del bacino dell’Amu Darya
    [encarta.msn.com]
    e che è dove si sono stati molti combattimenti. Capita proprio che
    una importante rotta di pipeline corra esattamente attraverso quel
    “rifugio sicuro”.

    Un altro
    rapporto del 24/25
    settembre 2006
    [www.waynemadsenreport.com] rivela che l’accordo del governo pakistano con le
    tribù filo talibane, specialmente quelle del
    Nord

    Waziristan, lascia nel luogo numerosi combattenti affiliati ad “al
    Qaeda” (i cosiddetti arabi-afgani), compresi quelli da Arabia
    Saudita, Egitto, Cecenia, Uzbekistan, Uighurstan e da altri paesi
    che ora vivono sotto la protezione dell’Emirato Islamico del
    Waziristan riconosciuto dal Pakistan – una entità che procura ai
    talibani e ad “al Qaeda” il loro primo stato sicuro dopo la perdita
    dell’Afghanistan a vantaggio di un governo sostenuto dagli USA a
    Kabul…..

    A sostegno della pipeline

    Termez-Herat-Kandahar-Quetta-Sui-Gwadar
    pipeline gli Stati Uniti continuano a ricostruire l’originale
    autostrada Kabul-Kandahar-Herat, a suo tempo costruita dalla società
    di costruzioni Morrisen Knudsen negli anni ’60 con finanziamenti
    degli USA. Nel 1996, la Boise, del Washington Group dell’Idaho
    acquisì la Morrisen Knudsen. Secondo degli specialisti che hanno
    lavorato al progetto CentGas, il Washington Group è finanziato dal
    Carlyle Group, collegato alla famiglia Bush ed è attualmente
    impegnato nella costruzione e ricostruzione di basi militari in
    Afghanistan……..

    Il Pakistan ha dovuto passare ai
    margini dei talibani nella provincia della Frontiera del Nord Ovest
    ed i loro alleati di “al Qaeda” per fare largo ad una pipeline di
    700 km dall’Uzbekistan
    attraverso l’Afghanistan settentrionale ed il Pakistan
    settentrionale all’India. L’itinerario sarebbe
    Termez-Mazar-e-Sharif-Kabul-Peshawar. Comunque, questo percorso
    porta la pipeline attraverso il territorio controllato dalle tribù
    filo talibane e dalle unità di “al Qaeda”. Perciò, il primo ministro
    pakistano Aziz è stato obbligato a perseguire un trattato di pace
    con le tribù filo talibane (e, automaticamente, con “al Qaeda”).
    Serve agli interessi del Pakistan e dei suoi partner nella pipeline,
    compreso il governo di Hamid Karzai, il signore della guerra uzbeko
    di Mazar-e-Sharif, generale Abdul Rashid Dostum, il governo di
    Karimov a Tashkent, la BP Amoco, la Royal Dutch Shell, la russa
    Gazprom e le società dell’energia indiane, pressare la minaccia
    “talibana” per procedere nella pipeline

    uzbeka-afgana-pakistana.

    * * *

    Dunque, come
    riferisce pure l’articolo della SAIR, il 5 settembre 2006 i capi
    talibani del
    Nord

    Waziristan avevano firmato un “trattato di pace” con il governo,
    quegli “elementi stranieri”, o almeno alcuni di loro, sono rimasti.
    Alcuni combattenti stranieri di “al Qaeda”hanno accettato questo
    accordo ed alcuni non lo hanno fatto. Infatti, i “talibani” sono in
    realtà una confederazione di signori della guerra e comandanti. Così
    alcune fazioni talibane decideranno che possono convivere con gli
    interessi petroliferi di Musharraf, Karzai e USA ed alcune
    resisteranno a questo piano. I giornalisti “mainstream” occidentali
    inciampano sempre su loro stessi tentando di spiegare come un
    alleato degli USA, come Musharraf, possa creare un “rifugio
    sicuro”
    per queste forze talibane. Se facessero attenzione a quello che c’è
    nei loro stessi resoconti, invece dell’ultimo rivoltamento della
    verità ufficiale, potrebbero capire la situazione. Non è un gran
    segreto che alcuni signori della guerra talibani hanno accettato una
    “amnistia” da USA e Karzai, il che significa che gli è permesso di
    ritornare a reggere i loro feudi. Da

    The New York Times – 2 giugno 2005 [www.nytimes.com]:

    Abdul
    Waheed Baghrani… è il comandante talibano a più alto livello ad
    accettare la recente offerta di amnistia del governo…..

    In un’intervista qui alla fine di
    maggio ha detto: “Abbiamo un paese islamico e la legge della Shariah
    e dovremmo accettare l’autorità del governo”.

    I militari degli Stati Uniti ed
    il governo afgano hanno salutato questa decisione come un segnale
    del successo dell’amnistia nell’indebolire l’insurrezione talibana.
    In risposta, le forze americane hanno organizzato spedizioni di
    aiuti in questa regione ed offerto do intraprendere nuovi progetti
    di ricostruzione…..

    Sebbene sia un fedele compagno
    del mullah Omar, Baghrani è un celebre capo tribale e leader della
    resistenza per meriti propri. E’ noto con il nome di

    Rais-da-Baghran, o capo di Baghran, la valle montagnosa lunga 100
    miglia di Helmand settentrionale dove vive. Ha combattuto
    l’occupazione sovietica per 10 anni e si unì ai talibani agli inizi
    del movimento, ha detto, nell’interesse dell’unità nazionale….”

    Non dovrebbe
    essere una sorpresa per nessuno sentire rapporti come questo nel
    gennaio del 2007, “ Il
    Pakistan respinge la dichiarazione del portavoce talibano su Omar
    [www.alertnet.org]”,
    sul capo talibano mullah
    Muhammad Omar che “vive nella città pakistana di Quetta sotto la
    protezione dell’ISI”. Quetta è giusto su quell’itinerario della
    pipeline del gas sostenuta dagli USA. Il ruolo storico dell’ISI è di
    agire come canale per la CIA, fornendo “negabilità” per la CIA. Ciò
    solleva la questione dei rapporti del

    mullah
    Muhammad Omar con gli USA. Certamente questo non sarebbe senza
    precedenti. La stessa

    famigerata alleanza di Pakistan, USA ed Arabia Saudita [www.waynemadsenreport.com] è
    l’imposizione del governo militare del Pakistan e la
    “talibanizzazione” di alcune regioni alla frontiera
    Afgano-pakistana. Il francese Olivier Roy ha riferito che,

    quando i talibani presero il potere in
    [www.globalresearch.ca]


    Afghanistan (1996)
    [www.globalresearch.ca], “fu in gran parte orchestrato dai servizi
    segreti pakistani [ISI] e dalla compagnia petrolifera Unocal, con la
    sua alleata saudita Delta”, con il sostegno coperto della CIA e del
    regime saudita. L’attuale presidente dell’Afghanistan,

    Hamid Karzai [www.indybay.org], era coinvolto nel piano della Unocal con i
    talibani.

    “La relazione di
    Hamid Karzai con gli americani iniziò a metà degli anni ’80, quando
    viveva in Pakistan durante gli anni della jihad afgana contro i
    sovietici. A quel tempo, agiva come intermediario e collegamento tra
    i gruppi di

    mujahedin [combattenti] afgani e gli americani. Come risultato,
    collaborava a rendere sicura la consegna di vari tipi di armi e di
    aiuti a quei mujahedin. I rapporti di Karzai con la CIA iniziarono a
    quell’epoca, dal momento che la CIA era il principale reparto che
    era stato assegnato a seguire l’operazione afgana.

    Da allora, i legami di Karzai con
    gli americani non sono mai stati interrotti. Allo stesso tempo, ha
    instaurato collegamenti con i britannici ed altre parti europee ed
    internazionali, specialmente dopo che nel 1992 divenne vice ministro
    degli esteri in seguito alla presa del potere da parte dei

    mujahedin afgani e del rovesciamento del regime filo Mosca di
    Najibullah. Karzai non rinvenì nessuna contraddizione tra i suoi
    legami con gli americani ed il sostegno al movimento talibano dal
    1994, quando gli americani avevano – segretamente ed attraverso i
    pakistani – sostenuto la presa del potere da parte dei talibani per
    porre fine alla guerra civile ed alla effettiva partizione
    dell’Afghanistan a causa del fallimento dell’esperimento di
    Borhanoddin Rabbani nel governare il paese. A quel tempo, Karzai
    lavorava come consulente per l’enorme gruppo petrolifero USA Unocal,
    che aveva sostenuto il movimento talibano e cercato di costruire una
    pipeline per trasportare il petrolio ed il gas dalle repubbliche
    islamiche dell’Asia centrale al
    Pakistan

    via Afghanistan….”

    Verso la fine del 1998, l’accordo
    per la pipeline della Unocal crollò totalmente ed i rapporti
    USA-talibani peggiorarono. Diversi mesi prima dell’11/9/2001, gli
    USA si erano uniti alla coalizione multinazionale per eliminare il
    regime talibano, che era una minaccia ai progetti delle pipeline
    petrolifere e del gas regionali di chiunque e, soprattutto, una
    minaccia geostrategica per i paesi dell’Organizzazione per la
    Cooperazione di Shangai (SCO), detto anche Shangai Five. Per quanto
    riguarda gli USA, il problema non erano più le pipeline, ma il bando
    ONU alle coltivazioni di oppio e l’incapacità da parte dei talibani
    di prendere il controllo di tutto il paese non riuscendo a
    sconfiggere militarmente l’Alleanza del Nord e fallendo così nella
    missione geostrategica loro assegnata: la penetrazione del
    fondamentalismo islamico nelle repubbliche ez sovietiche dell’Asia
    centrale e nella Russia stessa, che sosteneva l’Alleanza del Nord ed

    era già presente in
    [www.eurasianet.org]

    Afghanistan [www.eurasianet.org].

    Vi sono numerose prove che la
    coalizione anti-talibana si sia formata molto prima dell’11/9 e che
    i piani d’attacco fossero già pronti:


    India Joined US led plan against Afghanistan in March 2001
    [www.janes.com] –
    Jane’s Defense – 15 marzo 2001


    India in anti-Taliban military plan
    [www.indiareacts.com] – India Reacts – 26 giugno
    2001

    US
    ‘planned attack on Taleban’
    [news.bbc.co.uk] – BBC – 18 settembre 2001

    Ma i legami
    USA-talibani non furono mai completamente recisi. Appena pochi mesi
    dopo l’11 settembre,

    ufficiali della CIA e dell’ISI pakistano
    [www.guardian.co.uk] si incontrarono con “il
    mullah
    Wakil Ahmed Muttawakil, il ministro degli esteri talibano ed un uomo
    che viene spesso considerato come un personaggio moderato del
    regime”. L’amministrazione Bush stava tentando di ottenere che
    entrassero a far parte del nuovo regime afgano dei leader talibani
    “moderati”, come


    Jalaluddin Haqqani
    [www.time.com],
    “il popolare comandante militare del sud talibano e celebre
    combattente contro i sovietici”. Queste mosse diplomatiche degli USA
    vennero “accanitamente contrastate dall’Alleanza del Nord e dai suoi
    sostenitori Iran, India e Russia”, che volevano che i talibani
    fossero totalmente esclusi dal nuovo regime afgano. Altre fonti
    confermano che nel settembre del 2001


    Jalaluddin Haqqani
    [www.time.com]
    si incontrò con l’ISI pakistano “con il quale aveva stretti legami”.
    L’ISI “gli offrì la presidenza dell’Afghanistan”
    se avesse “rotto tutti i legami con il mullah Omar”. Secondo quanto
    riferito,

    Haqqani rifiutò questa offerta. In questo caso, è alquanto ovvio che
    l’ISI avrebbe agito come delegato della CIA se l’ISI fosse stato
    autorizzato a stringere un simile accordo.

    * * *

    La SAIR riporta che
    la Jirga (consiglio tribale) dominata dallo

    Jamiat Ulema-e-Islam [fazione di Fazlur Rehman (JUI-F)] il 22 marzo
    aveva mediato una tregua tra le due parti. Trattare questi accordi
    sul “rifugio sicuro” è un processo in corso, con un complesso gruppo
    di attori coinvolti a livello locale e regionale. Ciò è in linea con
    il ruolo storico dello JUI, con i sauditi e la CIA.
    Chi è Osama bin Laden?

    “L’estesa rete di
    intelligence militare dell’ISI non venne smantellata subito dopo la
    guerra fredda. La CIA ha continuato a sostenere la “jihad” islamica
    fuori del Pakistan…..

    I talebani erano sostenuti dai Deobandi pakistani e dal loro
    partito politico, lo Jamiat-ul-Ulema-e-Islam (JUI). Nel 1993 lo JUI
    entrò nel governo di coalizione del Primo Ministro Benazzir Bhutto.
    Vennero costituiti dei legami tra lo JUI, l’esercito e l’ISI…I
    talebani non solo installarono un governo di stretta osservanza
    islamica, ma anche ‘cedettero alle fazioni dello JUI il controllo
    dei campi di addestramento in Afghanistan…’

    E lo JUI, con il
    sostegno dei movimenti wahhabiti sauditi, giocò un ruolo chiave nel
    reclutare volontari per combattere nei Balcani e nella ex Unione
    Sovietica”.

    Questi campi di
    addestramento ed i connessi insediamenti erano in definitiva
    finanziati

    innanzitutto dalla CIA
    [www.countercurrents.org]:

    “Al cuore della
    lotta americana contro il comunismo era il piano della CIA per
    destabilizzare l’Unione Sovietica attraverso la propagazione del
    fanatismo musulmano da una parte all’altra delle repubbliche
    sovietiche dell’Asia centrale musulmana. Tra il 1980 ed il 1080, la
    CIA versò all’incirca 6 miliardi di dollari (alcune stime arrivano a
    20 miliardi di dollari) in armi, munizioni, reclutamento,
    costituzione di una estesa rete di madrasse, addestramento,
    alimentazione ed armamento di reclute. L’Arabia Saudita eguagliò gli
    USA dollaro per dollaro. Nel 1980, il principe
    Turki
    al-Faisal, allora capo dell’Istakhbarat, i servizi segreti
    dell’Arabia Saudita, selezionò Osama bin Laden per fornire aiuto
    direttivo ed organizzativo ai

    mujahideen
    combattenti in Afghanistan”.

    * * *

    Sirajuddin Haqqani, figlio dell’autorevole ‘comandante’ talibano
    Jalaluddin Haqqani, ed altri comandanti talibani secondo quanto
    riferito hanno raggiunto anonime ubicazioni nel Sud Waziristan per
    arrivare all’accordo. E lo JUI e la Jirga, nel quale erano anche
    presenti persone nominate dal governo hanno sostenuto un ruolo
    importante in queste “lunghe discussioni”. Ciò è in armonia con il
    ruolo storico di Jalaluddin Haqqani con lo JUI, l’ISI e la CIA. La


    Haqqania Madrassa
    [www.counterpunch.org]
    “prende il nome da Jalaluddin Haqqania, veterano delle guerre afgane
    e fondatore nel 1993 dello Harkat-ul-Ansar”, ora chiamato
    Harkat-ul-Mujahideen [HUM]. “La madrassa è di base in Pakistan ed è
    finanziata dal denaro proveniente dal petrolio sorregge molte simili
    operazioni”, il che risale al collegamento saudita. In ogni
    occasione, chi analizzi seriamente queste questioni e non certo i
    media controllati ed i pacifinti, continua ad incontrare gli stessi
    agenti e gli stessi gruppi. Questo è
    come lo HUM è
    arrivato nei Balcani
    [www.saag.org]:

    “Tra 6.000 e 10.000 musulmani, la
    maggioranza di loro arabi, andò a combattere contro le truppe
    sovietiche in
    Afghanistan, con l’Arabia Saudita che li finanziava, l’ISI che li
    addestrava e motivava e la CIA ed altre agenzie di intelligence
    occidentali che li equipaggiavano.

    Osama bin Laden, allora un beniamino della CIA, ricopriva un ruolo
    attivo nell’addestramento e nella motivazione di questi mercenari e
    li guidava in battaglia contro le truppe sovietiche…….

    Sul suolo pakistano spuntarono
    molte nuove organizzazioni pan-islamiche di orientamento

    Wahabi-Deobandi-Ahle Hadith ed a queste fu assegnato il ruolo di
    leadership da parte degli USA per condurre in battaglia la brigata
    mercenaria. Le più importanti tra loro erano lo Harkat-ul-Mujahideen
    (HUM), lo Harkat-ul-Jihad-Al-Islami (HUJI) ed il Lashkar-e-Toiba (LET)….

    Il

    Jaish-e-Mohammed (JEM) venne costituito agli inizi del 2000 da una
    scissione nello HUM…..

    la CIA chiese all’ISI di spostare
    parte della feccia dello HUM e dello HUJ in Bosnia per dare aiuto ai
    musulmani lì nella loro lotta contro i serbi. Il trasferimento in
    Bosnia venne finanziato dall’intelligence saudita, le armi e le
    munizioni furono offerte dall’intelligence iraniano e la leadership
    e la motivazione vennero fornite da ufficiali in servizio ed a
    riposo dell’ISI e dell’intelligence turco.

    Omar Sheikh, che diresse il rapimento di Daniel Pearl del “Wall
    Street Journal”, ricevette la sua inoculazione jihadista in Bosnia
    proprio come bin Laden ricevette la sua in

    Afghanistan. Dalla Bosnia, furono spostati in Kosovo dalla CIA
    …..”

    Questo è lo stesso

    Omar Sheikh che fu il canale per un trasferimento di 100.000 dollari
    a Mohammed Atta a Venice, Florida. Secondo

    India helped FBI trace ISI-terrorist links [timesofindia.indiatimes.com],
    l’FBI e l’India ricondussero questo denaro ad istruzioni dal
    “direttore generale dell’ISI Ten. Gen. Mahmud Ahmad”.
    Opportunamente, anche l’attuale presidente del Pakistan ha legami
    con lo

    HUM, come parte dei suoi contatti alla CIA
    [www.pakistan-facts.com]:

    “Musharraf divenne strettamente coinvolto nell’attività di preparare
    i `mujaheddin’ per la jihad anti-sovietica in
    Afghanistan. In questa impresa operava strettamente con

    Mahmud Ali Durrani, Mohammed Aziz Khan ed ufficiali della CIA.
    All’estremità pakistana il processo concerneva l’identificare le
    madrassa per l’indottrinamento, l’addestramento militare e la
    pianificazione logistica della guerra segreta. E’ in questo periodo
    che la Binori Madrassa (Karachi), la Darul Uloom Haqqania (Akora
    Khattak) e la Jamiya Ashrafiya (Lahore) iniziarono la loro ascesa
    meteorica. E’ durante questo periodo che Musharraf entrò in contatto
    con lo Harakat ul Mujaheedin (HuM). Lo HUM si sviluppò come una
    forza nodale della jihad afgana. Vi sono anche dei rapporti di
    contatti con narcotrafficanti.

    Viene anche lasciato intendere
    che

    Musharraf partecipò segretamente almeno ad un corso alla scuola di
    addestramento dei Berretti Verdi a Fort Bragg. Dei resoconti
    indicano che il rendimento di Musharraf in questi corsi fu sopra la
    media. Alcuni lo considerano come uno con ‘doti naturali’ nel campo
    delle tecniche di guerra psicologica”.

    * * *

    Risulta che i
    talibani hanno di fatto il controllo della maggior parte del
    Waziristan e, cosa ancora più importante, hanno piena libertà di
    movimento e di attività attraverso la regione. La CIA ed il
    Pentagono hanno ripetutamente alterato gli storici rapporti tra
    l’ISI pakistano, i servizi segreti ed i finanziatori sauditi,

    Jalaluddin Haqqani ed il suo clan, lo JUI, lo HUM ed
    altri per servire gli interessi geostrategici ed energetici degli
    USA. In Italia è poco noto, come molti altri del resto, il
    caso della “cellula” di Lodi, California. E’ stato alterato un

    AFFIDAVIT
    [sfgate.com] per rimuovere il nome “Maulana Fazlur Rehman”.

    “La madrassa era
    operata dal nonno di
    Hamid
    Hayat e suocero di Umer Hayat, Qazi Saeed Ur Rehman. Secondo Umer
    Hayat, Qazi Saeed Ur Rehman manda gli studenti da questa madrassa ai
    campi di addestramento jihadisti in Pakistan. Dopo avere completato
    la sua educazione alla madrassa, Hamid Hayat andò nel campo di
    addestramento di Tamal vicino a Rawalpindi, Pakistan, che è operato
    da Maulana Fazlur Rehman. Umer Hayat ha dichiarato che Maulana
    Fazlur Rehman è un fedele amico personale di Saeed Ur Rehman,
    suocero di Umer Hayat”.


    Qazi Saeed Ur Rehman
    [www.lasvegassun.com] ha detto che la sua madrassa ha inviato
    studenti ad unirsi ai
    mujahedeen che hanno combattuto “l’0ccupazione sovietica dell’Afghanistan – una lotta coordinata dalle agenzie di intelligence
    del Pakistan con l’appoggio della CIA”. Ha “negato di produrre oggi
    dei jihadisti”. Succede proprio che il suo “amico”


    Maulana Fazlur Rehman
    [www.saag.org]
    sia il leader dello Jamiat-ul-Ulema Islam [JUI], con legami allo HUM
    ed alla sua rete di madrassa.


    Sia lo Jaish-e-Mohammad [JEM] che lo
    Harkat-ul-Mujahideen [HUM]
    [www.saag.org]
    hanno “la loro infrastruttura di addestramento nel distretto di
    Manshera, particolarmente a Balakot. Un imputato di Lodi,


    Hamid Hayat
    [www.recordnet.com], è andato in questo campo di Balakot. Un testimone
    esperto ha dichiarato che questo campo “non è aperto ai civili, è
    un’area militare pakistana”. Gli inquirenti sono stati in grado di
    eliminare una parte della sua testimonianza, che rendeva chiaro che
    questo “campo di addestramento terrorista” era in realtà gestito da
    un alleato degli USA. Altre fonti

    hanno riportato
    [www.jammu-kashmir.com] che “L’ISI dirigeva il campo di Balakot””.

    * * *

    Gli USA non
    combattono i talibani, ma soltanto quei talibani che si oppongono
    agli Stati Uniti. E’ quindi del tutto evidente, per chi abbia occhi per vedere, che la “guerra al terrorismo”
    è una farsa e che l’aggressione USA/NATO all’Afghanistan non è contro i
    “talibani”, ma contro una popolazione che, come in tutte le guerre
    imperialiste e coloniali, si oppone all’occupazione straniera
    e ad un governo fantoccio.

    Freebooter
    Fonte: http://freebooter.da.ru/
    Link: http://freebooter.interfree.it/tbtc.htm
    16.04.2007