Home / ComeDonChisciotte / GENOCIDI PASSIVI E ATTIVI: L'IMMINENTE ATTACCO ALL'IRAN (STANOTTE?)

GENOCIDI PASSIVI E ATTIVI: L'IMMINENTE ATTACCO ALL'IRAN (STANOTTE?)

DI MARZIAN
ComeDonChisciotte

Ritengo che i neocons pensino ad un attacco mirato a trenta-quaranta siti iraniani in tarda primavera o all’inizio dell’estate
— Seymour Hersh, GENNAIO 2005

Oggi pubblichiamo due straordinari articoli: uno di Freebooter, che analizza la collaborazione tra Stati Uniti ed Iran nello scenario afghano; l’altro (qua sotto) della blogger irachena Layla Anwar, dedicato ai grandi “esperti” della Sinistra occidentale, che quando non ululano di “guerra civile” in Iraq stanno perlomeno sbraitando per l’imminentissima “guerra all’Iran”.

Vorrei soffermarmi su quest’ultimo punto, visto che la cosa perdura da tre-quattro anni. Sto proprio parlando dell’allarmismo schizofrenico su tali terrificanti “piani di guerra”, magari con conseguente “conflitto nucleare globale”. Tutte le “date certe” per l’attacco sono passate una dopo l’altra senza che il mondo finisse, e a questo punto uno inizia a chiedersi se ci stiano prendendo per il culo. In una parola: sì.

Per un certo periodo l’ho ritenuta un’ipotesi plausibile (visto che stiamo parlando di psicopatici assetati di sangue e per di più burattini di Sion), e naturalmente provo il massimo rispetto verso chi ha impiegato il proprio tempo per mobilitarsi contro un nuovo possibile genocidio, ma ormai sono del tutto persuaso che non ci aspetta nulla del genere: i “piani di guerra” all’Iran sono l’ennesima psy-op dei servizi segreti, e molti (troppi) di noi ci sono cascati in pieno.Fermiamoci un momento a riflettere osservando la situazione attuale. Gli Stati Uniti sono disperatamente coinvolti su due fronti principali: quello afghano, dove la resistenza talebana mette a segno un colpo dopo l’altro; e quello iracheno, più complesso. Qui, oltre a fronteggiare la resistenza popolare, gli Usa sono impegnati a far procedere l’opera di smembramento del paese in tre parti attraverso i massacri organizzati dai servizi segreti e dalle milizie filo-iraniane.

Sui crimini delle milizie filo-iraniane abbiamo pubblicato una documentazione enorme (qui una limitata selezione), e per sintesi riporto solo una delle ultime dichiarazioni di Ibrahim al-Shammari, leader dell’Esercito Islamico in Iraq, la principale organizzazione armata della Resistenza:

“Ci sono due occupazioni: iraniana e americana, e l’iraniana è più pericolosa di quella americana perché l’Iran considera l’Iraq come parte del proprio paese”.

Ora, data la traballante condizione degli occupanti Usa in Medio Oriente, un’opinione pubblica sempre più maldisposta, la profonda quanto incredibile collaborazione Usa-Iran nello spartirsi il bottino iracheno e afghano… C’è una sola conclusione possibile: la prospettiva di una guerra a breve tra i due paesi è semplicemente ridicola.

C’era già arrivato l’ottimo Fulvio Grimaldi:

E’ davvero sconsolante la dabbenaggine con cui i giornali sinistri si accaniscono a cadere in ogni trappola allestita dai tecnici della guerra psicologica (pur esistendo in proposito un Manuale Cia del 1956 sulla “Guerra a bassa intensità” che già illustrava le procedure). Tutti a fare da sponda allo sbattere di sciabole iraniano-statunitense, a lanciarsi in allarmi e invocazioni contro l’imminente assalto della triade Cheney-Rumsfeld-Rice al paese degli ayatollah. Nessuno che abbia il dubbio che, nell’immediato, l’ipotesi sia resa del tutto implausibile (nonostante l’ebbrezza bellica degli psicopatici Stranamore annidati nel bush-sionismo) dalla convergenza-concorrenza degli interessi di entrambi i regimi nello spolparsi l’Iraq, nonché dall’incontenibile capacità di rappresaglia che l’Iran potrebbe esercitare sul mercato mondiale e sulle vene giugulari del petrolio nel Golfo. […]

E’ proprio troppo temerario farsi venire il dubbio che la psicosi di una guerra con l’Iran servisse a coprire i preparativi di guerra – anche qui affidata al casco Nato, così entusiasticamente calzato da Belgrado a Kabul dal figaro di Gallipoli – contro i debolissimi Sudan e Siria, nonché l’intima connivenza irano-statunitense nell’uccisione dell’Iraq per la creazione di tre statuccoli narco-etnico-confessionali alla Kosovo?

Dopo di lui, il nulla.

L’Iran, ossia una teocrazia fondamentalista responsabile quanto, se non più, degli Stati Uniti nello sterminio del popolo iracheno, sta diventando una povera vittima da difendere.

Almeno, teniamone conto.

Marzian
Fonte: https://www.comedonchisciotte.org
23.04.2007

QUANDO BASTA, BASTA!

DI LAYLA ANWAR
An Arab Woman Blues – Reflections in a sealed bottle…

Ogni volta che leggo un articolo scritto da qualche “analista” americano o inglese sull’Iraq, chiunque egli/essa sia, provo una sensazione di disgusto. Papa Chomsky, Hajji Mullah Chossudovsky (la nostra “autorità” canadese), il nababbo Chris Floyd, John le Carre Kurt Nimmo, Lawrence d’Arabia P.Cockburn, il romantico troubadour orientalista Robert Fisk, il Misinformato Juanito Cole e l’Uomo Invisibile, l’Investigatore Max Fuller… Queste persone non hanno ALCUNA idea di cosa stia avvenendo IN Iraq. O hanno un’idea e semplicemente si RIFIUTANO di vederla. E questo, ovviamente, peggiora le cose…

Ho letto gli ultimi due articoli di Papa Chomsky, vostro Dio e Guru. Uno su Counterpunch e l’altro sull’Independent. Stesse cazzate, stesso sapore. Vi prego di dire al vostro Guru da parte mia che è ora di andare in pensione, che si dia alla linguistica o semplicemente si ritiri in qualche Kibbutz a coltivare cavoli… e ci risparmi dalle sue opinioni. Papa Chomsky è uno dei più ipocriti “[intellettuali] di sinistra” che abbia conosciuto.

Lo stesso vale per Hajji Mullah Chossudovsky. I casi sono due: o non legge quel che sta davvero accadendo nei suoli iracheni o si basa solamente sui contributori del suo sito web. Quelli che ci assicurano che Muqtada Sadr e i Sadristi SONO la Resistenza contro l’Occupazione Americana e che il Jaysh al Mahdi, l’ala armata della stessa infame cricca settaria, è un’entità distinta da cui sono emersi degli elementi “deviati”. Ancora cazzate. Muqtada Al Sadr, i Sadristi e il Jaysh al Mahdi sono un’unica cosa e non ci sono elementi “deviati” al loro interno.

O forse il Mullah Chossudovsky si basa solo sul “brillante” Max Fuller? Quel che fa anche il Tribunale Brussels, il quale dovrebbe star combattendo l’Occupazione. Ma chi diavolo è Max Fuller? Questo tipo è mai stato in Iraq? Ha mai conosciuto degli Iracheni che non fossero in esilio e che non appartengano al partito Dawah? O semplicemente si basa sulla sua “competenza” riguardo la Colombia giustapponendola a casaccio all’Iraq? Perché sembra che stiano tutti citando il signor Investigatore Invisibile, che asserisce con gran veemenza quanto segue:

“Quel che abbiamo è un crescente corpo di testimoni oculari, tra gli Iracheni, che raccontano la presenza di membri dell’uno e dell’altro gruppo di milizie. Tali affermazioni sono estrapolate da tutte le proporzioni entro i media mainstream occidentali da giornalisti che non hanno mai seriamente messo in discussione il ruolo dei consiglieri di intelligence e militari statunitensi nel dirigere gli squadroni della morte, nonostante una marea di prove. Le opinioni di giornalisti che seguono questa linea possono essere scartate come spazzatura, ma non quelle degli Iracheni, i quali, senza dubbio, vedono genuinamente il coinvolgimento dei miliziani Badr e Mehdi. Il problema con tali testimonianze non è nella loro credibilità ma nella loro capacità di percepire le strutture e seguire le catene di comando dei vari gruppi armati che si stanno accanendo contro di loro”.

Quel che Max Fuller vuole farvi credere è che gli Iracheni non sanno chi è che gli stia effettivamente torturando e facendo buchi nei loro corpi. Stiamo tutti aspettando Max Fuller perché ci indichi i veri colpevoli. Quel che Max Fuller vi sta raccontando è di scartare quel che sanno gli Iracheni torturati riguardo i loro torturatori. Ossia gli squadroni della morte sciiti che consistono del Jaysh al Mahdi, guidato da Muqtada Al Sadr, le Brigate Badr di Al Hakim e le Brigate Maghawir dal ministero degli interni, che ora sono tutti parte della polizia locale e delle cosiddette forze armate irachene.

Ma: oh no! Max Fuller ne sa di più. Sa meglio degli stessi Iracheni chi è al potere e in cosa consista il gioco… Che ammasso di balle, signor Max Fuller. Lasci che le chieda, qual’è esattamente la sua agenda? Dai, me lo dica, le prometto che non spiccherò parola. Nel frattempo il Tribunale Brussels dovrebbe riconsiderare chi è che sta effettivamente difendendo.

Intanto Haiji Mullah Chossudovsky dà spazio ad un sadrista estremamente settario sotto il nome di “dottore” dell’università di Kufa, che non solo elogia i Sadristi, ma assicura anche la sinistra della blogosfera che l’Iran è una “democrazia sofisticata”. Quando permette a qualcuno come il signor Investigatore Invisibile di parlare a nome degli Iracheni e raccontare a tutto il mondo che gli Iracheni “non sono in grado di percepire” chi sia dietro le torture e gli stupri che stanno subendo, quel che sta effettivamente facendo Hajji Mullah Chossudovsky è condonare l’uccisione di Iracheni da parte di fantocci iraniani chiamati Sadristi e altri, anch’essi impegnati nell’uccisione di membri della RESISTENZA IRACHENA che stanno combattendo CONTRO L’OCCUPAZIONE AMERICANA. E non fraintendetemi quando dico Resistenza Irachena, non intendo la deprecabile Qaeda, un’altra bugia che vi viene fatta bere.

Lo stesso si applica al signor Lawrance d’Arabia, P. Cockburn, che è diventato “plus royaliste que le Roi” sostenendo quelli stessi tipi citati sopra. E non dovrei aggiungere altro, perché P.Cockburn me le mette su un piatto d’argento.

Egual discorso per il nababbo Chris Floyd e lo sprovveduto Juanito Cole. In quasi tutti i loro articoli insistono che:

1) Il regime di Saddam Husseim “opprimeva” gli Sciiti e favoriva i Sunniti, il che è un’altra lampante bugia (ma molto in linea con il mantra del Guru) e non importa quanti fatti e dati uno dia al Nabbabo e Co: hanno un’agenda e vogliono seguirla costi quel che costi. Sostenendo che l’occupazione americana è il solo fattore responsabile per il settarismo di oggi in Iraq, con un fertile terreno laboriosamente coltivato dal “tiranno” Saddam Hussein.

Non serve dire che ripetere a mo’ di pappagallo questa propaganda rigurgitata contro il “regime dittatoriale”, e insistere su quel che non è vero, significa che essi stanno di fatto contribuendo al settarismo. Le verità parziali sono una causa di settarismo. Solo in caso non lo sappiate.

Se volete sapere com’era in termini di divisioni la società irachena PRIMA dell’occupazione, dovete chiederlo agli Iracheni, vostra eccellenza. Date un’occhiata, per esempio, alla notevole serie di lettere traun altro “esperto accademico”, Peter Sluglett, e molti Iracheni, al riguardo del cosiddetto “settarismo” nell’Iraq pre-occupazione. Deve essere letta da tutti quelli che vogliono avere un’immagine accurata.

Poi c’è John le Carre, Kurt Nimmo, totalmente ossessionato da un attacco all’Iran. Voglio dire che qui ci sono due serpenti che si incontrano faccia a faccia a Baghdad e il nostro John le Carre sta già urlando che un attacco imminente sta per avere luogo. Aggregandosi al coro degli altri “luminari”.

E infine Monsieur il Troubadour Orientalista, in una crisi del tipo più patetico, una sorta di mea culpa, intinta di quell’ipocrisia britannica a cui siamo così abituati. Se volete sapere qualcosa sull’ipocrisia britannica, chiedete agli Iracheni.

Robert Fisk ha “improvvisamente” realizzato che forse, solo forse, l’Occidente e i suoi giornalisti, scrittori e “accademici” potrebbero star fomentando il settarismo nel Medio Oriente e particolarmente in Iraq. Oh, davvero Monsieur Fisk? Dopo 30 anni passati nel Medio Oriente, considerato l’esperto “per eccellenza”, ve ne siete accorto solo ora?

Dunque, compagni, state dicendo a noi Iracheni che 1) non sappiamo che regime avevamo prima della vostra occupazione; 2) non sappiamo chi sta torturando, stuprando e facendo buchi nei nostri corpi; 3) quelli Iracheni che si “lamentano” di tali pratiche non sono “capaci” di vera compresione; 4) voi sapete tutto del settarismo iracheno, a differenza degli Iracheni che hanno vissuto tutte le loro vite insieme con matrimoni misti.

Qual arroganza! E qual razzismo! Dunque, ditemi che ne sapete di più di questa donna irachena che è stata costretta a lasciarsi TUTTO dietro e che dice:

“Gli Americani hanno causato così tanti problemi con la loro venuta. Hanno danneggiato tutto, la società, gli esseri umani, gli edifici, tutto. Quando sono venuti hanno portato con loro persone che erano collegate all’Iran. Ora, nel nostro paese tutto è danneggiato. Che pena. Che pena.

Sapete, gli Americani dissero ‘veniamo a liberarvi da Saddam’, ma invece hanno distrutto l’Iraq. Quando hanno ucciso Saddam abbiamo perso speranza più di prima. Tutto il popolo iracheno vorrebbe che il tempo tornasse indietro, anche solo per un momento, a quando Saddam era al potere, per sentire, anche solo per quel momento, come fosse la vita. Non importa se odiavi o amavi Saddam, tutti gli Iracheni vorrebbero tornare a quei giorni…” (articolo completo qui).

O ne sapete più della madre e del padre di Omar sull’identità dei suoi rapitori (ad oggi i genitori sono senza notizie)? O ne sapete più di R, che ha perso il lavoro grazie al suo capo, affiliato al partito Dawah, in quanto R è sunnita e il suo datore di lavoro di origine iraniana? O forse ne sapete più delle migliaia di persone che si stanno ammassando ai confini iracheni per fuggire dalle milizie fasciste? O sicuramente ne sapete più di A, S e D, che furono rapite, stuprate e torturate dagli squadroni Al Mahdi perché erano “puttane sunnite”? O forse ne sapete più di Zia S, che ha sposato uno sciita 40 anni fa, ancora prima che Saddam Hussein salisse al potere!

Questo significa fare i virtuosi liberali di sinistra. Così tutti gli occhi possono essere spostati sull’Iran e il genocidio iracheno se ne esce silenziosamente di scena. Come quando ci imponeste le sanzioni per 12 anni… La silenziosa morte di oltre un milione di Iracheni. Avete pianto sulla “Dittatura e l’Oppressione” di “curdi e sciiti” in modo da non guardare la vera oppressione e dittatura su cui eravate così codardamente e complicemente silenti – quella delle sanzioni. E lo state facendo ancora e ancora, ma questa volta con più moralismo e impudenza. Scommetto che suonerà bene sul vostro curriculum “accademico” e, se sarete abbastanza fortunati, qualcuno vi darà un premio.

Quel che tutti questi “esperti” di cui sopra hanno in comune, quel tratto che li accomuna, è parte del regalo fattoci dall’America e dalla Gran Bretagna. Questi due hanno dato inizio alla prima bugia sull’Iraq e questi cosiddetti “rispettabili” progressisti hanno continuato molto fedelmente sulle loro orme, usando le informazioni date loro e ai loro governi dalle cime di Kanan Makiya, Chalabi e gli altri esiliati in Iran che lavorano per Teheran. Poi vengono e declarano di sapere tutto sull’Iraq. Fabbricando, esagerando, deformando, progettando, demonizzando, falsificando, confondendo, disinformando… la realtà irachena.

Ne ho abbastanza delle vostre menzogne e cazzate collettive! Siamo noi quelli che non hanno mai smesso di pagare il prezzo. Iniziando con le evidenti bugie dei vostri governi e finendo con le vostre. Vergognatevi e, se non potete farlo, abbiate almeno un minimo di integrità intellettuale. Ma anche questa sembra una richiesta troppo eccessiva.

E ora vorrei ricordare che, ovviamente, siamo tutti arabi iracheni. Come avrei potuto dimenticarmene?

Disegno: artista iracheno, dottor A Al Bashir.

Layla Anwar
Fonte: http://arabwomanblues.blogspot.com/
Link: http://arabwomanblues.blogspot.com/2007/03/enough-is-enough_13.html
13.03.2007

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CARLO MARTINI

Pubblicato da God

  • marko

    Ohibò, scopro ora che l’Iraq di Saddam era un paradiso per gli Sciiti. Strano, mi ricordavo che ci fosse stata una guerra di dieci anni tra Iran e Iraq, ma forse la memoria mi inganna. Mi sembrava che dopo Desert Storm, questi Sciiti (ingrati) cercarono di sollevarsi contro il loro amorevole leader, che poi li trattò con i guanti per questo piccolo errore. Magari Layla ci vorrà anche far credere che i vertici di esercito e magistratura ecc. erano nelle mani degli sciiti, ai tempi di Saddam. Nel frattempo veda di mettere a posto le incoerenze storiche nella sua descrizione. Un paio di matrimoni misti non significa niente.

    Quanto all’attacco alll’Iran, anch’io non ho mai creduto alle varie anticipazioni. Molti “esperti” trovano un “contigency plan” e lo spacciano per un piano definitivo e già deciso. Ovvio che gli USA, come altri stati, abbiano piani per invadere diversi paesi, mica possono aspettare l’ultim’ora per tirare fuori mappe, informazioni, ecc.

    Il problema dell’Iran è che adesso gli USA non possono attaccarlo convenzionalmente, perché sono impantanati in Iraq. Ma un esercito disperato, come è quello statunitense, può essere molto pericoloso. In particolare, se qualcuno si facesse prendere dal romanticismo Douhettiano del potere aereo, potrebbe illudersi di poter vincere in Iran con i soli aerei: andrebbe a finire come in Serbia, dove una campagna di pochi giorni si trasformò in ottanta e passa giorni di bombardamenti sui civili, con incredibili tensioni USA-Russia. Ci si aggiunga la minaccia nucleare e il grilletto facile di israele, e si capisce perché la società civile debba stare all’erta nei confronti di una possibile escalation con l’Iran. Senza però cascarci al primo indovino che promette di conoscere la data certa dell’attacco.

  • Ezechiele

    Oibo’ sarebbe interessante fare un sondaggio “vero” tra gli irakeni, di qualunque etnia, per sapere qual’e’ la pecentuale di quelli che pensano che “si stava meglio quando si stava peggio”.

  • Truman

    Una piccola nota. Se guardiamo il complesso USA / Israele i fronti di guerra sono tre, a meno di voler considerare pacificata la frontiera con il Libano:

    I tre fronti [www.carmillaonline.com] di Sbancor

  • alcenero

    La percentuale è circa del 90% come pubblicato proprio su questo sito [www.comedonchisciotte.org]. Ciò vuol dire però che si stava meglio. Non che si stava bene. La percentuale varia a seconda delle etnie date le ben note dinamiche etniche del regime di Saddam Hussein (che in caso bisognerebbe smentire con argomenti un po’ più solidi). In generale comunque trovo molto ingenerose parecchie delle critiche presenti nell’articolo. Giusto per fare un esempio il Brussel’s Tribunal riconosce benissimo il ben noto fatto che il governo iracheno usa squadroni della morte e simili (basta leggere l’articolo qui sotto…). Mentre Cockburn e Fisk sono tra i pochi non embedded che ancora visitano l’Iraq di persona. Credo bisogna imparare che nessuna delle fonti (da Hersh a questo stesso sito) è “affidabile” per definizione o priva di errori, fraintendimenti e al sicuro da manipolazioni indesiderate. Una volta accettato ciò risultano eccessivi i toni da guerra santa nel criticare fonti di informazione comunque alternativa alla brodaglia del ‘mainstream’.

  • marzian

    GLI STATI UNITI E IL REGIME IRANIANO POSSONO ANDARE ENTRAMBI ALL’INFERNO

    DI IBRAHIM ALLOUSH
    Free Arab Voice

    Come i funzionari iraniani hanno messo in rilievo più di una volta, l’occupazione dell’Iraq e quella dell’Afghanistan non sarebbero state possibili senza l’aiuto – sia segreto che pubblico – del regime iraniano.

    Infatti, in Iraq le milizie settarie sostenute dall’Iran non solo hanno giocato lo stesso ruolo che la cosiddetta “Alleanza del Nord (anche questa in parte sostenuta dall’Iran) ha giocato in Afghanistan, in termini di cooperazione sul campo con le forze di occupazione, ma queste bande criminali sono state impiegate accanitamente nello smembamento e frammentazione dell’Iraq. Come è ampiamente documentato, questi stupratori, assassini e criminali – che compongono i ranghi dell’esercito Mahdi o del Consiglio Supremo per la rivoluzione islamica in Iraq (SCIRI) – hanno sempre promosso febbrilmente pulizia etnica e conflitti settari.

    Quindi, lungi dall’essere una mera divergenza di opinione, la nostra differenza di visione sull’Iran riguarda due questioni specifiche:

    1) la nefasta strategia iraniana finalizzata a distruggere e fare a pezzi lo Stato iracheno

    2) la strategia iraniana finalizzata a stabilire un’egemonia regionale sulla patria araba.

    Da ultimo ma non certo meno importante, naturalmente, viene la cooperazione attiva dell’Iran con gli invasori statunitensi e britannici sul territorio iracheno, durata parecchi anni e senza la quale l’occupazione sarebbe stata privata di un importante punto di forza politico e militare.

    Così, il fatto che i ladri ora stiano litigando sul bottino, non rende uno dei ladri un combattente per la libertà.

    In breve, una vittoria dell’Iran in questa lite con gli Stati Uniti per il bottino iracheno non ci porterebbe, in quanto arabi, un giovamento maggiore di una vittoria statunitense.

    Quindi, questa non è una battaglia sui principii, sulla liberazione o sull’unità islamica o del Terzo mondo. La disputa fra USA e Iran non è diversa, dal punto di vista dei prinicipii, da quella che ha opposto nelle due guerre mondiali le aspirazioni imperialistiche della Germania all’imperialismo britannico allora dominante.

    Questa non è la nostra lotta.

    In linea di principio, entrambe le parti coinvolte in questo conflitto possono andare all’inferno per quanto riguarda la liberazione del nostro popolo, se siamo almeno d’accordo che questo è quello di cui dovremmo preoccuparci in primo luogo e in modo maggiore.

    Altrimenti, in nome quantomeno della coerenza, è necessario che tutti quelli che credono che il popolo arabo dovrebbe esprimere solidarietà all’Iran, a questo punto chiedano almeno che l’Iran cessi la sua politica criminale e atroce contro il popolo arabo in Iraq.

    Ancora, a questo punto non siamo davvero in debito di nulla nei confronti dell’Iran. Ma coloro che manifestano solidarietà all’Iran dovrebbero fare almeno un tentativo per ricordare all’Iran di che cosa ci è debitore in Iraq.

    Versione originale:

    Ibrahim Alloush
    Fonte: http://www.freearabvoice.org/
    Link [www.freearabvoice.org]
    05.05.2007

    Versione italiana:

    Fonte: http://www.uruknet.info/
    Link:http://www.uruknet.info/?p=s6416

  • marzian

    Da notare, ennesima buffonata:

    “L’agognato incontro fra Mottaki ed il segretario di Stato americano Condoleezza Rice non è avvenuto, ma americani ed iraniani si sono visti a livello di ambasciatori a Bagdad assieme ad una delegazione di esperti. Un primo passo offuscato dal tragicomico siparietto accaduto alla cena dell’altro ieri sera. L’abile diplomazia egiziana aveva previsto di far sedere Mottaki di fronte alla Rice. Una volta entrato nella sala del ricevimento il ministro iraniano ha esordito con un «Salam aleikum», la pace sia con te, e la Rice avrebbe risposto «salve», aggiungendo «il mio inglese è migliore del suo arabo». Il ministro degli Esteri egiziano, Ahmed Abdoul Gheit, rivolto a Mottaki ha detto: «Vogliamo riscaldare un po’ l’atmosfera». La risposta dell’uomo di Teheran è stata pronta: «In Russia mangiano il gelato in inverno perché è più caldo della temperatura esterna», riferendosi alla diversa percezione del «calore». L’avvicinamento sembrava ben avviato, ma quando Mottaki ha notato la disposizione dei tavoli e la vicinanza di una violoncellista russa con un vestito sgargiante e troppo discinto per la sua rigida interpretazione della morale islamica se ne è andato”.

    Fausto Biloslavo
    Fonte: http://www.ilgiornale.it/
    Link: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=175608
    05.05.2007

  • vraie

    il fatto che l’iran stia dando un davvero bell’aiuto all’esercito americano non basta a far escludere che l’esercito americano
    possa avere intenzione (e qualche vantaggio) a far la guerra all’iran