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Fino a che non si diventa potere

DI ALESSANDRO GIGLIOLI

Piovono rane

Ci sono due aspetti favolosamente comici nel Decreto Sicurezza Bis approvato ieri dal Consiglio dei ministri.

Il primo è la sua «straordinaria urgenza» (testuale) argomentata con il fatto che tra un mese a Napoli ci sono le Universiadi (!).

Il secondo è l’incredibile voltafaccia dei grillini sul tema sicurezza rispetto a tutto quello che avevano detto, proposto e perorato fino a un anno fa.

Sulla prima questione è quasi inutile infierire: anche a un idiota è chiaro che le Universiadi non hanno nulla a che fare né con l’inasprimento repressivo del codice Rocco (di era fascista) in tema di cortei politici e di resistenza a pubblico ufficiale; né tanto meno le Universiadi hanno a che fare con le multe da 50 mila euro per chi comanda una nave carica di migranti ed entra in un porto italiano senza il permesso del Viminale (cioè mai).

No davvero, se volete fare leggi stile Putin-Orbán-Erdoğan almeno non pigliateci per i fondelli con le Universiadi, per favore.

Ma è il secondo aspetto – il voltafaccia pentastellato – quello che rende ancor meglio la cifra dell’impudicizia politica, dello smarrimento di ogni coerenza, del vendere i propri principi per la permanenza del proprio sedere su una poltrona.

Il che non è certo una prerogativa grillina, certo, ma fa ancora più impressione quando viene da quelli che fino a poco tempo fa rivendicavano il valore assoluto della coerenza accusando – non a torto – tutti gli altri di essersene dimenticati.

Quelli del Movimento che ieri hanno approvato il decreto più repressivo che l’Italia repubblicana abbia mai avuto – molto oltre la legge Reale e il decreto Cossiga – sono gli stessi che nel marzo del 2017 (due anni fa, non duecento) proponevano in Commissione Affari Costituzionali di mettere il numero identificativo sui caschi della polizia, con un apposito emendamento firmato tra gli altri dai deputati Roberta Lombardi e Danilo Toninelli?

Gli stessi che ripetevano la stessa proposta anche a livello locale?

Gli stessi che avevano esordito nel 2013 in Parlamento sempre con la medesima idea di trasparenza antirepressiva?

Gli stessi la cui base si era espressa a grande maggioranza a favore del codice identificativo sul Blog delle Stelle?

E ancora, ecco cosa scriveva Beppe Grillo nel 2011, nel decennale dalla “macelleria messicana” alla Diaz: «Avverto una crescente separazione tra la Polizia e i cittadini. (…) Faccio due proposte: la prima è l’introduzione di un identificativo per ogni poliziotto, come avviene in molti altri Paesi come gli Stati Uniti; la seconda è una serie di incontri aperti ai cittadini con la Polizia nelle varie città nei quali ogni problema relativo alla sicurezza sia discusso e affrontato. La Polizia è dei cittadini, non del Potere, ed è con i cittadini che deve confrontarsi».

Tutto molto giusto. Ma evidentemente la polizia è dei cittadini e non del Potere fino a che non si diventa Potere.

Poi diventa del potere.

 

Alessandro Giglioli

Fonte: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it

Link: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2019/06/12/fino-a-che-non-si-diventa-potere/

12.06,2019

 

Pubblicato da Davide

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14 Commenti

  1. L’introduzione dell’identificativo potrebbe anche andare bene, e i 5s avrebbero potuto portarlo avanti. Non vedo come ciò sia in contrasto con le altre disposizioni (che prevedono semplicemente pene più severe per chi utilizza nelle manifestazioni a scopo offensivo “razzi, fuochi artificiali, petardi od oggetti simili, nonché facendo ricorso a mazze, bastoni o altri oggetti contundenti”). Non sono certo disposizioni repressive del diritto di manifestazione.
    Sulle multe alle navi negriere pienamente d’accordo. Provvedimento sacrosanto, anche se ancora timido (multe da 10000 a 50000 euro… Inezie per le tasche senza fondo dietro alle varie Sea Watch!).
    Per i ‘furbi’ comandanti delle ong, per i quali vale l’identità

    porto sicuro più vicino = Italia

    ovvero: porto sicuro più vicino=meta del clandestino pagante,
    infischiandosi di guardie costiere, acque territoriali e in ultima analisi di leggi internazionali, andrebbe applicato senz’altro il sequestro con affondamento del mezzo, più pena detentiva.

  2. Si agli incontri cittadini-polizia. No all’identificativo.
    Secondo me almeno. Altrimenti ci vadano i 5 Stelle in caso di manifestazioni con “razzi, fuochi artificiali, petardi od oggetti simili, nonché facendo ricorso a mazze, bastoni o altri oggetti contundenti”, che elenca Mario G. Col quale sono però d’accordo sulle multe alle navi negriere, multe DOPO l’affondamento beninteso.

  3. Pavlov parlava di riflessi condizionati, in seguito chiamati pavloviani, come non vederli in questo pezzo scritto dal Sig. Giglioli? se devi fare un esempio di qualcosa di brutto o di negativo e ti rimbalza in testa la parola “Putin”, è molto più che evidente che si tratti di un riflesso condizionato, di un soggetto bombardato da lungo tempo dal sistema pervasivo dei fake-media, un condizionamento senza soluzione di continuità che, in presenza di uno stimolo quale la rappresentazione di qualcosa di negativo legato alla politica, gli fa dire subito: Putin!!!, da scompisciarsi dalle risate, ma anche qualcosa di molto preoccupante.

  4. Penso che l’identificativo sia sacrosanto.
    Spiegatemi un motivo lecito, UNO SOLO, per cui un agente di polizia in divisa non debba essere identificato.

    Per proteggerlo da ritorsioni dei criminali? Se pensiamo NORMALE che un funzionario statale che ha il compito di proteggere i cittadini POSSA aver paura dei criminali, allora possiamo mandare delle maestrine d’asilo nido a fare il suo mestiere.
    E comunque il nome dietro a quel numero non è che deve essere automaticamente pubblico, basta che sia possibile risalire alla persona in caso di indagine, come avviene per i numeri di cellulare nelle intercettazioni. E dopo il processo basta cambiargli il numero e l’anonimato è di nuovo garantito.

    Che la polizia abbia in Italia le mani legate da mille leggine, regolamenti, protocolli si sa.

    Io sarei disposto a dare più libertà alle forze dell’ordine senza che debbano sottostare di continuo agli ordini della magistratura, in cambio dell’obbligo di identificativo e di telecamerina sulla divisa che riprenda dialoghi e immagini durante il servizio degli agenti.

    E introdurrei anche il diritto che hanno i cittadini americani di riprendere con mezzi audiovisivi gli agenti in azione e di pubblicare queste registrazioni. Altro che “Circolare o mi favorisca i documenti”.

  5. La polizia, le polizie di tutto il mondo, non da ora ma da sempre e per sempre sono contro i cittadini e servono il RE, non il Popolo.
    Chi crede il contrario e pensa ad un potere “buono” è un cotiglione, come diceva il grande De Andrè, non esistono poteri buoni….
    I gendarmi sono i cani dei pastori, e non altro.
    Noi siamo il gregge.
    Sogno un mondo senza sbirri….
    In quanto ai cinque stelle stendiamo un velo pietoso e prendiamo atto di come il potere logora….

  6. Ancora ci si stupisce della frode 5S…

  7. Sono totalmente d’accordo rispetto al codice identificativo;
    ma, per semplice bilanciamento dei diritti/doveri, mi pare raccomandabile/necessario fermare ed identificare qualunque manifestante che, per un motivo qualunque, non mostri il volto.
    Contravvenendo, tra l’altro, a leggi/regolamenti esistenti ed in vigore.

  8. Pare evidente l’eterogeneità di chi ha votato 5*.
    Da chi è no vax e si ritrova la ministro Grillo che manco la Lorenzin in quanto ad appecoronamento a big pharma.
    A chi è no tav e si ritrova con si tav.
    A chi vuole l’identificativo sul casco dei poliziotti ma non ne vede manco l’ombra.
    Al di là del giudizio che ognuno ha di singoli fatti, pare evidente che il movimento rispecchia l’elettore che c’è dietro: la confusione più completa.
    Spero solo che gli eletti resistano e lunga vita alla regola dei due mandati !!!

  9. Ok, vedo che siete tutti per il codice identificativo. PERO’ allora i poliziotti abbisognano di ORDINI SCRITTI supervisionati e APPROVATI preventivamente dai Magistrati.
    Tipo: “Se uno mi sputa in un occhio cosa devo fare?, Se ha un bastone come mi muovo?; ”
    Tutto scritto e regolamentato e con tanto di circolari esplicative da tirare fuori per consultarle alla bisogna. Ci si ferma e si legge con attenzione, dopo aver chiesto all’eventuale casseur che intenzioni ha.
    A proposito: si chieda anche al casseur il codice identificativo. Perchè su tanti Blak Blok ci sarebbe da indagare: Si muovono a mandria da un paese all’altro, ma come campano? Ad una persona normale, che si deve presentare al lavoro, non resta tempo e soldi per girare il mondo correndo da Atene ad Atlanta là dove si deve manifestare. Son tutti figli di papà?

  10. …sono arrivate al mio domicilio ( …………come facevano a sapere il mio indirizzo? ……….come facevano a sapere che in quel momento mi trovavo a quell’indirizzo? ) delle persone a me sconosciute con un fare arrogante, molesto che si sono rifiutate di fornirmi un documento di riconoscimento, di fornirmi un argomentazione per le loro visite domiciliari anomale e qualcuno mi ha anche mandato delle maledizioni e non erano persone in divisa. Chi e’ che abbraccia un comportamento sociale così anomalo e delinquenziale arrivando nella mia proprietà privata ? Secondo me sono proprio coloro che non hanno nessun potere sociale infatti odiano l’identificazione perché sono persone in malafede con un passato torbido indipendentemente dalla loro professione dove ci identificano una posizione di potere ed un contesto di protezione. Manifestare non è mai stato un reato ma se gli intenti sono quelli di sparare per offesa, gettare bombe molotov e/o simili allora si parla di estremismi interni allo stato italiano, l’irruzione notturna alla Diaz era un esecuzione malavitosa vera e propria che ha dato manganellate a tutti i presenti, le immagini fecero il giro il mondo infatti in molti la chiamavano la macelleria messicana – italiana, come una mattanza che non ha niente a che fare con l’ordine pubblico perché generarono i famosi disordini sociali o abusi di potere, ordine e disordine sono parole opposte, offesa e difesa sono altre due parole opposte nel significato, abuso ed esercizio del potere sono anch’essi concetti opposti. Chi abusa perde anche il presunto potere sociale infatti arrivarono le condanne per l’Italia ovvero crimini contro l’umanità ed un patteggiamento non ha senso perché i reati sono di primo grado. La videosorveglianza pubblica è un servizio elettronico snobbato perché non vogliono spendere soldi per la prevenzione e l’identificazione e con questo giocosporco tentano di rincorrere la famosa impunità perché il “belpaese” viola, abusa, falsifica e ruba e nasconde la verità indipendentemente dalle divise. Se vi trovate in contesti con una diffusa fissazione sguardi significa che siete finiti in mezzo a soggetti con il famoso odio killer e l’FBI americano sa bene di cosa parlo.

  11. E la Lega che vota un emendamento del PD per salvare Radio Radicale?
    Altrettanto strano, se non partiamo dal presupposto che ci stanno prendendo per i fondelli…come al solito, come tutti.

  12. L’identificativo non è necessario perchè c’è gente che apre la porta anche a gente senza nemmeno la divisa . E perchè un malintenzionato, ma non del tutto sprovveduto, si procura una divisa e ci mette su un identificativo a casaccio.
    Perchè ancora non siamo ridotti come in USA.
    Perchè se un poliziotto ha il dovere di non aver paura, se no va a fare la maestrina, io che, come titolo, sono appunto una maestra, non ho paura di nessuna divisa .. Certo non apro la porta agli sconosciuti e se usano un tono arrogante è solo un motivo in più per non aprire la porta.

  13. Chi è allergico visceralmente alla divisa e la vuole “mettere sotto controllo” con l’identificativo non è che ha avuto problemi …..con qualche divisa? Io le vedo al mio servizio e a protezione, tuttavia se danno fastidio si aboliscano. Io mi arrangio lo stesso.

  14. Giglioli rischia di essere un profeta fallito con la frase: “multe da 50 mila euro per chi comanda una nave carica di migranti ed entra in un porto italiano senza il permesso del Viminale (cioè mai)”.
    Proprio oggi sembra ci sia un taxi del mare, di nome Sea Watch, che punta su Lampedusa nonostante la diffida di Salvini.