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Fingendo l’omicidio di Babchenko, l’Ucraina ha diffamato sé stessa

DI SOPHIE PINKHAM

theguardian.com

Questa montatura irresponsabile ha gravemente minato sia la credibilità dell’Ucraina, che quella del giornalismo onesto

Come un giornalista russo ha ordito con l’Ucraina il suo “omicidio”

 La notizia si è diffusa rapidamente  martedì scorso: il giornalista dissidente russo Arkady Babchenko è stato colpito tre volte con un’arma da fuoco, appena fuori dal suo appartamento a Kiev, mentre andava a comprare il pane. Sua moglie era in bagno; quando si è precipitata fuori sentendo il rumore degli spari, ha trovato suo marito che moriva dissanguato. È morto sull’ambulanza durante il viaggio verso l’ospedale. Su Facebook, il Primo Ministro ucraino ha accusato la Russia.

Nessuno ha avuto difficoltà a credere a questa storia; nessuno ha nemmeno pensato di metterla in discussione. Era terribilmente familiare, simile alle tante storie terrificanti che avevamo già sentito, provenienti dalla Russia, dall’Ucraina e da altri Paesi dove i giornalisti vengono uccisi per i loro reportage. Gli esempi che mi sono venuti in mente sono stati l’omicidio della giornalista russa Anna Politkovskaya, nel 2006 Anna Politkovskaya , che con la spesa in mano è stata colpita quattro volte con un’arma da fuoco dopo essere entrata nel suo appartamento a Mosca; e, nel 2016, l’omicidio di Pavel Sheremet, un giornalista bielorusso ucciso con un’autobomba nel centro di Kiev. Gli ideatori dietro l’omicidio di Politkovskaya non sono mai stati mai identificati, ma è stato rivelato che lei era sotto sorveglianza da parte dell’FSB, il servizio di sicurezza russo, da almeno due mesi prima del suo omicidio. Il governo ucraino non ha ancora arrestato o accusato nessuno per l’assassinio di Sheremet, ma i giornalisti investigativi hanno scoperto che un agente della SBU, il servizio di sicurezza dell’Ucraina, stazionava fuori dall’edificio di Sheremet la notte in cui la bomba è stata piazzata sulla sua auto. L’Ucraina ha accusato la Russia, come prevedibile, della morte di Sheremet, ma alcuni Ucraini hanno sospettato un insabbiamento. Nonostante l’incrinatura nelle relazioni russo-ucraine negli ultimi anni, i due Paesi si comportano spesso in modi sorprendentemente simili.

Si dà il caso che un amico di Kiev si trovava con me martedì e, arrivata a casa, lo ho trovato in lacrime. Era stato in buoni rapporti con Babchenko e con molti altri giornalisti, compresi quelli Russi che si erano trasferiti a Kiev, dopo anni di intimidazioni e repressioni. Ha parlato del suo affetto e ammirazione per Babchenko, e del timore che provava per gli altri suoi amici giornalisti. Sarebbero stati uccisi anche loro? Abbiamo convenuto che era improbabile che il governo ucraino avrebbe trovato l’assassino di Babchenko. Se qualcuno scoprisse la verità, si tratterebbe di giornalisti. E indagando sull’omicidio, potrebbero benissimo rischiare la propria vita.

Il giornalista russo “assassinato” si presenta vivo alla conferenza stampa

Nel frattempo, Facebook e Twitter stavano raggiungendo un’impennata d’angoscia. Babchenko era noto per il suo rifiuto di esprimere dispiacere per la morte di persone che hanno sostenuto Putin e la sua amministrazione. La cosa più risaputa è che, quando un incidente aereo ha ucciso il coro dell’Armata Rossa in viaggio verso la Siria, Babchenko ha proclamato il suo astenersi dalla compassione, data l’aggressione militare da parte della Russia; la ripercussione (anche quella proveniente dal governo) lo ha indotto a prendere il volo per Ucraina. Ma la maggior parte dei post sui social media che ho visto, dopo l’annuncio della sua morte, gli hanno perdonato le sue colpe e hanno ricordato solo le sue qualità migliori (che sembrano essere numerose). È stato particolarmente doloroso leggere le dichiarazioni dei colleghi giornalisti di Babchenko, i quali avevano già visto troppi colleghi uccisi, e si devono essere ricordati della minaccia alla propria vita. La gente ha iniziato a pianificare l’onoranza della sua memoria, aiutare la sua vedova e i figli adottati, e fare pressioni sul governo ucraino per trovare il suo assassino.

La mattina dopo, ho iniziato a vedere commenti sui social media che dicevano che Babchenko era vivo: “Babchenko vive”. Questa frase è spesso usata metaforicamente, ad esempio nei graffiti che celebrano le rock star della Russia, e ho pensato che anche questo fosse il caso. Ma poi ho visto le riprese di una conferenza stampa della SBU, con una rivelazione degna di reality televisivo: Babchenko gironzolava inaspettatamente, per lo stupore e l’acclamazione del pubblico. L’omicidio era stato inscenato, si presuppone come espediente per catturare gli agenti russi che ordivano l’assassinio di Babchenko. Secondo quanto riferito, qualcuno è in stato di detenzione, anche se non è stato ancora spiegato come ciò sia stato realizzato o il motivo esatto perché sia ​​stato necessario fingere l’omicidio. Nelle sue dichiarazioni, Babchenko si è scusato con la moglie.

Per me, per il mio amico in visita e per molti altri, il sollievo ha presto lasciato il posto a dubbi sull’etica e sulla sensatezza di questa “operazione speciale”. Su Facebook, il deputato ucraino Anton Herashchenko ha cercato di spiegare perché fosse stato necessario divulgare un identikit di un presunto assassino “con un aspetto caucasico”, realizzato da un disegnatore. (Alcuni assassini russi sono stati collegati con i Ceceni, ma gli immigrati dal Caucaso sono anche soggetti a una brutale discriminazione, l’Ucraina ha un problema sempre più serio di attacchi ultranazionalisti alle minoranze etniche e di altro tipo, nonché ai giornalisti.) Herashchenko ha ammesso che l’inganno ha causato dolore a molti – ma dopo tutto, ha scritto, Sherlock Holmes spesso ha inscenato la propria morte per risolvere i crimini, causando dolore ai suoi cari e al dottor Watson. Il confine tra verità e finzione era diventato irrimediabilmente sfocato; erano solo storie. Il riferimento letterario mi ha ricordato una delle teorie del complotto più assurde riferite alla Russia, in merito all’attentato al volo MH17: che i passeggeri erano morti prima che l’aereo decollasse, come si vede nella serie della BBC Sherlock.

Nella sua infinita capacità di giocare al rialzo contro la Russia, l’Ucraina si è data la zappa sui piedi, minando gravemente la propria credibilità e quella dei giornalisti. Questa montatura sembra anche un colpo ingiustificato a ciò che resta della pubblica sincerità, compassione e fiducia. La prossima volta che un giornalista viene ucciso in Ucraina (e, purtroppo, sembra certo che ci sarà una prossima volta), anche gli osservatori meno cinici, il tipo di persone che hanno pianto tutta la notte per la presunta morte di Babchenko, probabilmente si chiederanno se devono credere a una tragica morte, finché non hanno esaminato il cadavere. Le teorie del complotto prosperano su questo tipo di scetticismo caustico. Alcuni commentatori ucraini si sono vantati che nessuno sarà in grado di diffamare i servizi di sicurezza ucraini dopo questa brillante vittoria. In effetti, le autorità ucraine hanno fatto un magnifico lavoro di autodenigrazione.

 

Sophie Pinkham è autrice di Black Square: Adventures in Post-Soviet Ukraine

Fonte: https://www.theguardian.com

Link: https://www.theguardian.com/commentisfree/2018/may/31/arkady-babchenko-murder-fake-russia-ukraine

31/05/2018

 

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da NICKAL88

Pubblicato da Davide

2 Commenti

  1. You only live twice or so it seems…

  2. In tutte le discussioni e i forum che ho consultato ancora non mi spiego come avrebbero fatto le autorità ucraine a stanare, con un espediente così demenziale, gli attentatori di babbeochenko e condannarli per un crimine non commesso.
    A me pare una messinscena per il famoso minuto di notorietà e basta.
    Ma ancora più mi sorprende che tutti i giornali che gridano alle fake, questa volta riportino la notizia come fosse cronaca nera e non invece la madre di tutte le fake provenienti dall’Ucraina.