DI MORENO PASQUINELLI
sollevazione.blogspot.com
Giavazzi e Alesina sono due vecchie conoscenze per chi si sia occupato, soprattutto dopo l'arrivo della grande crisi, di economia e di politiche di austerità. Il Giavazzi (nella foto) è un liberista a tutto tondo, seguace di Milton Friedmann. Sostenne quindi a spada tratta l'abolizione dell'Art. 18, poiché "avrebbe fornito una spinta sia all'occupazione che alla produttività" (sic!). Non stupisce che abbia sostenuto il Partito radicale e che sia stato chiamato da Mario Monti, nell'annus horribilis 2012, a collaborare per la Spending Review.
«Gli investitori che fuori dall’Italia detengono un terzo del nostro debito pubblico, oltre 730 miliardi di euro, e anche quelli che hanno investito in azioni e obbligazioni emesse da nostre imprese private, altri 740 miliardi circa, stanno per rientrare dalle vacanze. Agosto è il mese in cui inizia la loro «campagna d’autunno», quella che determinerà il rendimento che a fine anno potranno offrire ai loro clienti».
«C’è un modo per sottrarsi al giudizio degli investitori internazionali: ricomprarci i titoli che in passato abbiamo loro venduto. In teoria è possibile. L’Italia ha una posizione finanziaria netta rispetto al resto del mondo sostanzialmente in pareggio, cioè abbiamo tanti debiti quanti sono i crediti che vantiamo. Vendendo le attività estere che possediamo potremmo in teoria ricomprarci tutti i titoli italiani detenuti da investitori esteri. Bisognerebbe nazionalizzare le banche ed espropriare i cittadini obbligandoli a vendere, ad esempio, titoli svizzeri per sostituirli con Btp. Vorrebbe anche dire uscire dal mercato unico europeo e probabilmente dall’euro. Tutto è possibile. Ma se non si ha il coraggio di farlo, allora bisogna fare i conti con gli investitori internazionali».
«Trasformare e nazionalizzare il sistema bancario e assicurativo in modo da bloccare le banche d’affari che utilizzano i depositi e i risparmi dei cittadini nel gioco d’azzardo dei mercati finanziari internazionali. Tutte le banche hanno una funzione economica e sociale di primaria importanza e devono essere messe sotto stretto controllo pubblico».
L'Italia ha una ricchezza mobiliare netta pari a tre volte il Pil, a patto di volerla sottrarre alla rapina dei mercati finanziari e canalizzarla e utilizzarla per il bene pubblico e l'interesse nazionale — e di tecniche funzionali allo scopo, al netto del controllo del sistema bancario e della moneta, ce ne sono numerose —, più che sufficiente per reggere l'urto dell'eventuale fuga dei predatori. Ciò senza dimenticare "il resto" della ricchezza e dei beni materiali e immateriali, pubblici e privati del nostro Paese.
Il problema è dunque politico: avranno Di Maio e Salvini il "coraggio di farlo"? Avranno la determinazione a voltare davvero pagina esercitando la sovranità che la maggioranza degli italiani ha consegnato loro? Chi ha la testa sulle spalle, sic rebus stantibus, deve augurarsi che il governo giallo-verde tenga il punto fino all'adozione di misure eccezionali, e potrà farlo solo se avrà alle spalle una potente mobilitazione popolare. Altrimenti sarebbe il disastro storico, un colpo di stato con tanto di insediamento della troika, un nuovo 8 settembre. O di qua o di là.
« Sovrano è chi decide sullo stato di eccezione»
[Carl Schmitt, Teologia politica]
Moreno Pasquinelli
Fonte: http://sollevazione.blogspot.com
Link: http://sollevazione.blogspot.com/2018/08/ecco-luscita-dalleuro-di-moreno.html
2.08.2018
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