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Due interrogatori, Gina Haspel e Adolf Eichmann

 

DI BRIAN TERREL

counterpunch.org

Il 9 maggio, Gina Haspel, nominata da Trump alla direzione della Central Intelligence Agency, ha testimoniato al Senato, durante la sua audizione di conferma a Washington, DC. Alcuni senatori le hanno rivolto domande riguardanti il suo mandato, nel 2002, come capo stazione della CIA in Tailandia. Qui, l’agenzia gestiva uno dei tanti “siti neri”, dove i presunti estremisti affiliati ad al-Qaeda venivano interrogati mediante procedure che comprendevano il waterboarding. Le è stato chiesto anche del ruolo avuto, nel 2005, nella distruzione di videotapes in cui si documentava la tortura di indiziati detenuti illegalmente. Le risposte, evasive, sconcertanti ed insoddisfacenti alle domande che le venivano poste sono anche familiari in modo sconcertante.

Nel 1960, Adolf Eichmann era stato rapito in Argentina da agenti israeliani e processato a Gerusalemme per il ruolo avuto nello sterminio di milioni di ebrei europei durante il Terzo Reich tedesco. Nei suoi interrogatori davanti alla polizia israeliana, pubblicati nel libro “Eichmann Interrogated”, DeCopo Books, NY, 1999, Eichmann aveva dichiarato che, negli anni successivi agli atti in questione, la sua personale opinione su di essi era cambiata, proprio come si è espressa il 9 maggio la Haspel nella sua audizione al Senato.

La Haspel ha testimoniato dicendo che, anche se non è in grado di affermare con esattezza in che cosa consistesse, in passato, un ordine immorale, oggi il suo “senso morale” non le permetterebbe di eseguirlo, dato il “ferreo standard di moralità” a cui, secondo lei, “abbiamo scelto di uniformarci”. Non giudica i comportamenti che lei e i suoi colleghi hanno tenuto negli anni successivi all’11 settembre, “in quei burrascosi momenti”, caratterizzati da standard morali decisamente più laschi. “Non ho intenzione di sedere qui e, col senno di poi, giudicare proprio quelle brave persone che avevano preso delle decisioni difficili”. Ha dichiarato di essere favorevole alle leggi che proibiscono la tortura, ma ha insistito che tali leggi, al momento dei fatti, non erano in vigore e che quegli “interrogatori severi” erano consentiti dall’orientamento giuridico della CIA dell’epoca, che erano stati ratificati “dalla più alta autorità giudiziaria degli Stati Uniti ed anche il presidente degli Stati Uniti li aveva approvati”.

Proprio come era stato interrogato Eichmann per la sua obbedienza ad ordini “per azioni palesemente illegali”. Con una risposta quasi premonitrice della testimonianza al Senato della Haspel, mezzo secolo dopo, Eichmann aveva detto ai suoi inquisitori: “Voi dite illegale. Oggi vedo le cose in modo molto diverso… Ma all’epoca? Non avrei considerato illegale nessuna di quelle azioni… Se qualcuno me lo avesse chiesto, fino all’8 maggio 1945, alla fine della guerra, gli avrei detto: questo governo era stato eletto dalla maggioranza del popolo tedesco… Tutte le nazioni civili avevano [in Germania] la loro missione diplomatica. Perchè un uomo qualsiasi come me avrebbe dovuto scervellarsi per una cosa del genere? Ricevevo gli ordini dal mio superiore e non guardavo né a destra né a sinistra. Quello non era il mio lavoro. Il mio lavoro era quello di obbedire ed eseguire”.

Non per paragonare l’orrore dell’olocausto alle torture e alle deportazioni illegali della CIA (come se il male si potesse misurare quantitativamente), ma le tecniche di evasività e fraintendimento di questi due volenterosi tecnici del terrore di stato sono spaventosamente simili. Le codarde affermazioni di Eichmann, secondo cui non sarebbe stato al corrente che il favoreggiamento della tortura e dell’omicidio era illegale, suona a vuoto. Però, è stato solo dopo gli orrori di Eichmann che i crimini come la tortura sono stati formalmente codificati dalla legge. Comunque, nel 2002, dopo le sentenze del tribunale per i crimini di guerra di Norimberga, gli Stati Uniti erano legalmente tenuti, insieme alla maggior parte delle nazioni del mondo, ad ottemperare alla Convenzione di Ginevra, alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo ed alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la Tortura. Anche il manuale operativo dell’esercito degli Stati Uniti, citato dalla Haspel durante il suo interrogatorio, considera il waterboarding una tortura ed un crimine di guerra.

Credevamo tutti nel nostro lavoro. Ci impegnavamo tutti”, si è orgogliosamente vantata la Haspel al Senato, descrivendo la moralità e lo spirito di corpo dei suoi colleghi della CIA, mentre supervisionavano le incarcerazioni illegali, le torture e gli omicidi, negli anni successivi all’11 settembre. Allo stesso modo, Eichmann aveva elogiato l’etica professionale della sua squadra. Ispirandosi al processo di Eichmann, Thomas Merton, nel suo poema “Chant to be Used in Processions Around a Site with Furnaces”, [Canto da usarsi in processioni intorno ad un luogo di fornaci] fa pronunciare al comandante di un campo di concentramento queste parole: “Ai miei tempi lavoravamo sodo e si vedeva quel che si faceva, la nostra abnegazione era coscienziosa e completa, il nostro lavoro era preciso in ogni dettaglio.”

Il tribunale israeliano rigettò l’istanza della difesa di Adolf Eichmann, di aver eseguito gli ordini ed obbedito alla legge, come l’aveva capita, e la condanna a morte mediante impiccagione fu eseguita il primo giugno 1962. Sapremo presto se il Senato degli Stati Uniti prenderà per buona l’usurpazione, da parte di Gina Haspel, dell’alibi di Eichmann e le confermerà l’incarico di Direttore della Central Intelligence Agency.

 

Brian Terrell è coordinatore per Voices for Creative Nonviolence. Può essere contattato a: [email protected]

Fonte: https://www.counterpunch.org

Link: https://www.counterpunch.org/2018/05/11/two-interrogations-gina-haspel-and-adolf-eichmann-2/

11.05.2018

 

Scelto e Tradotto da Markus per www.comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.