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Droghe sul Dark-Web: serve una nuova strategia se si spaccia nel Cyberspazio

DI TOMASZ PIERSCIONEK
Internet consente a chiunque di comprare una gran quantità di articoli, legali e non legali, seduti comodamente in poltrona, nella privacy della propria casa, e questo include sia le  droghe illegali che quelle che, per essere comprate, avrebbero bisogno di una prescrizione medica.

Internet è una virtù ma è anche un vizio. La sua evoluzione ha lasciato il posto a nuove opportunità e a nuovi rischi. Uno dei suoi sviluppi più preoccupanti è la possibilità di comprare farmaci online venduti su una quantità di siti, senza dover consultare un medico e senza presentare nessuna ricetta. C’è sempre la tentazione di evitare di perdere tempo per prendere un appuntamento con un dottore, sempre occupatissimo, o di chiedere un permesso dal lavoro con il rischio che, alla fine  non si riesca nemmeno a comprare il farmaco tanto desiderato, così questa di internet può sembrare una scorciatoia utile. Comunque nelle cose che sembrano tanto facili o troppo belle per essere vere, c’è dentro una magagna nascosta.

Mentre sul web si possono trovare moltissime farmacie serie, ci sono anche molti distributori di medicine-on-line non registrati e dei veri truffatori che mettono in vendita articoli che vengono spacciati per originali. Questi siti Web vendono farmaci che  possono essere contraffatti, conservati in modo improprio, scaduti, che possono contenere componenti di bassa qualità o anche componenti sbagliati. L’acquisto di farmaci prescritti da un medico su questi siti equivale a giocare alla roulette russa, con potenziali effetti collaterali spiacevoli se non letali. L’agenzia americana Food and Drug Administration avverte che esistono farmacie on-line, gestite da criminali e che hanno sede all’estero. Anche l’Organizzazione mondiale della sanità ha messo in guardia,  lanciando un monito sui medicinali contraffatti.

Le vere farmacie online che fanno gli interessi dei cittadini in UK e negli USA  richiedono la presentazione di una prescrizione valida, firmata da un medico, prima di vendere legalmente i loro farmaci. L’Agenzia europea dei medicinali fornisce un  elenco di farmacie autorizzate che operano sul Web in ciascun paese dell’UE.

Benché la popolazione sia stata informata sulla vendita online di farmaci che necessitano una prescrizione medica fin dagli anni 1990, esiste un fenomeno molto recente che tocca la vendita di droghe illegali sul dark web – una serie di siti Web che non si possono raggiungere con i normali motori di ricerca e che usa strumenti crittografati che permettono agli utenti di mascherare la propria identità, il luogo da dove operano e l’esercizio della loro attività online. Il mercato delle droghe illegali sul dark web che, di solito, vengono pagate con criptovalute, è stato  stimato nel 2016  tra i $ 12 ed i $ 21,1 milioni , ogni mese. Benchè le dimensioni di questo mercato emergente siano ancora poca cosa rispetto al tradizionale commercio delle droghe-off-line, si tratta di  un mercato in rapida espansione per soddisfare una crescente domanda.

Lo stato di anonimato fornito dal dark web è stimolante  sia per chi compra che per chi vende. Il rischio di essere ammazzati da un cliente o da un altro pusher, come succede per strada, è molto minore e incoraggia chi spaccia la  droga a passare dalla strada ad un angoletto di cyberspazio. Chi compra è allettato anche dall’anonimato che offre la rete oscura che elimina qualsiasi rischio di trovarsi faccia a faccia con un pusher che minaccia o di essere beccati dalla polizia. I clienti che comprano droghe illegali online possono anche inviare i propri commenti, come si fa dopo aver comprato un qualsiasi prodotto su Amazon o su eBay. Un buon numero di commenti negativi può far perdere clienti e ricavi a un pusher online.

Le agenzie delle Nazioni Unite e le forze dell’ordine stanno lottando per frenare la proliferazione di questi sofisticati mercati sul Dark-Web, siti che vendono non solo droghe (illegali o autorizzate) ma anche armi, dati rubati da carte di credito, certificati di nascita e passaporti. Un gruppo di esperti della RAND Corporation ha affermato che, da quando l’FBI nel 2013 chiuse il famigerato sito Silk Road, (considerato il primo sito Web per la vendita di articoli vietati), sono apparsi sul dark-web altri 50 siti simili per soddisfare la domanda.

L’Ufficio ONU contro la droga e il crimine mette in guardia: “Mentre non esistono statistiche affidabili su quante persone stiano comprando farmaci su Internet, la varietà messa in vendita ed acquistata sulla ” rete oscura”  sembra offrire una scelta sempre più ampia ed in crescita. Poiché acquisti e vendite sulla “rete oscura” costituiscono una sfida solo per la legge e rappresentano un mercato di nicchia per farmaci di alta qualità e per nuove sostanze psicoattive, se la tendenza del passato dovesse continuare, negli anni a venire acquisirà un notevole potenziale per diventare un modo alternativo, e alla portata di tutti, per la negoziazione di sostanze vietate. “

Oggi oltre  il  50 per cento della popolazione mondiale ha accesso a internet e se solo l’1% di questa popolazione dovesse comprare qualcosa sul  dark web, staremmo parlando di almeno 40 milioni di persone.

Il Global Drug Policy Observatory  della Swansea University  nel Regno Unito informa che “ Data una riconosciuta carenza di capacità tecnica, di vincoli giuridici e di uno scarso coordinamento internazionale delle leggi, tutti gli sforzi per bloccare il dark-web dovrebbero dare la priorità ai crimini di più alto livello come lo sfruttamento sessuale dei minori, il terrorismo informatico e il traffico di armi e cominciare a lavorare su una autoregolamentazione dell’ etica “dei siti che trattano medicinali, per far comprendere meglio il livello di criminalità che esiste sulla rete oscura.”

Si ritiene che, nel 2017,  un quarto  delle persone che usano medicinali negli UK abbia ricevuto narcotici comprati sul dark web, il doppio rispetto al 2014, con l’ ecstasy che è la droga più venduta, seguita poi dalla cannabis e da nuove sostanze psicoattive  (NPS) come  Spice,  Clockwork Orange e  LSD. Secondo Rand Europe, il mercato delle droghe on-line negli UK è il più grande d’Europa e, nel 2016, si sono contate  almeno 20 mila transazioni web per un valore di £1.8 milioni di sterline ($2.5 milioni di dollari) ogni mese. Globalmente solo il mercaro USA è stato più proficuo, anche se in UK si è registrato un maggior numero di vendite pro capite.

Ma oltre alla vendita online di droghe illegali, tra gli operatori sanitari sta causando un forte allarme anche l’aumento di acquisti sulla dark-web, di farmaci soggetti a prescrizione medica. Le vendite sul dark-web di Xanax, una Benzodiazepina che crea dipendenza, usata per curare l’ansia, hanno portato medici, parlamentari e giovani del Regno Unito a parlare di “crisi emergente” tra chi acquista medicine online, rischiando di sviluppare una dipendenza da benzodiazepine o di assumerne un sovrad0saggio accidentale. Attualmente, nel Regno Unito il 22 per cento  di tutti gli acquisti di Xanax  vengono effettuati sul dark-web, mentre negli Stati Uniti si arriva a circa il 50% ed in Australia e in Canada le vendite arrivano ad un altro 10% in ciascun paese. Altri farmaci che si comprano solo con la prescrizione del medico che si possono comprare online sono il Diazepam, il Ritalin e il Pregabalin. Questa tendenza ha portato all’apertura della prima clinica  del Regno Unito dove si curano dipendenze causate da farmaci acquistati online – la Addiction Online Medicine Service, che ha sede a Londra.

L’uso di internet e dei social media per mettere in guardia adolescenti ed i più giovani sui rischi connessi all’acquisto di farmaci online potrebbe contribuire a frenare questa triste storia e questo nuovo e fiorente problema per la salute pubblica.

Dato che la guerra alle droghe continua nello scenario del cyberspazio, si dovranno sviluppare nuove strategie da parte di organismi delle Nazioni Unite, dei governi e delle forze dell’ordine. Non sarà meglio che venga data priorità a competenze tecniche e a fondi limitati, ma dedicati espressamente al trattamento di quelle zone della dark-net, che trattano di abusi sessuali su minori e di traffico di armi, se non si è in grado di disporre di risorse sufficienti per affrontare in modo uniforme tutti i vizi più oscuri della rete oscura?

L’uso di Internet e dei social media, oltre ad uno sviluppo di programmi educativi per informare adolescenti e più giovani sui possibili pericoli dell’acquisto di farmaci online, potrebbe in qualche modo frenare questa fiorente epidemia. La prevenzione è più efficace e più economica della cura. Investire denaro in servizi di interventi preventivi che si prendono cura delle persone che hanno cominciato a comprare medicine online e che rischiano di sviluppare una dipendenza, a lungo termine potrebbe far abbassare la pressione sui servizi sanitari. Con una popolazione globale che continua ad aumentare e che passa gran parte del proprio tempo nel cyberspazio e che si trova ad affrontare nuove minacce per la salute pubblica, chi ha in mano il potere decisionale deve cominciare, da oggi, a pianificare il futuro.

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org  e l’autore della traduzione Bosque Primario

Pubblicato da Bosque Primario

3 Commenti

  1. Non rompete i coglioni con le droghe voi che buttate bombe a piene mani dal cielo…
    Chiedo provocatoriamente a questo professorone dell’Est se sia meglio (per assurdo) morire nell’estasi della droga o dilaniati dai ferri roventi nella carne…
    Preferisco la visione di Aleister Crowley “E scenderanno strane droghe dai cieli, prendetele senza paura. non vi faranno alcun male e vivrete per sempre ebbri..”
    ai missili ipersonici di Putin e Soci Macellai di tutto il mondo.
    Fanno la guerra, quella vera,ammazzando malamente milioni e milioni di persone e si preoccupano dei danni (presunti) delle droghe..

  2. Riassumo: lo Stato vi fa fare una vita di m.rda e non vi da molte altre possibilità: eliminato l’ascensore sociale ognuno si deve immedesimare nel proprio ruolo di schiavo. Questo anche per le generazioni future, costrette per trovare una qualche forma di riconoscimento a diventare apolidi emigrando lì dove il mercato richiede il loro lavoro. All’interno di questo quadro desolante si sviluppano ossessioni che uno psichiatra dovrebbe conoscere bene, avendole collocate nel giusto contesto. Invece che fa Tomasz Pierscionek? Ci avvisa che Xanax è “una Benzodiazepine che crea dipendenza” e che, al colmo della scalata verso il rischio totale, è vendibile online. Sì, è vero che “prendere un appuntamento con un dottore, sempre occupatissimo” è più complicato che chiedere udienza al papa, ma questo cosa c’entra? “Chiedere un permesso dal lavoro con il rischio che, alla fine non si riesce nemmeno a comprare il farmaco tanto desiderato” rappresenta un problema? Tranquilli, lo psichiatra vi ricorda solo che sono c.zzi vostri: prendetevi ferie per tentare di controllare l’ansia ed il disagio con i farmaci invece di mandare tutto affanc.lo e godervi una meritata vacanza. Tanto chi ce li ha i soldi per pagarsela? Molto più conveniente una confezione di Xanax, Basta che sia legale, con tanto di sensibile ricarico della farmacia vicino a casa vostra. Tutto il resto lasciatelo stare: tornate a lavorare depressi ed evitate di risparmiare quel 30% di ricarico del farmacista
    https://www.federfarma.it/Farmaci-e-farmacie/Farmacie-e-farmacisti-in-Italia/Margini-e-Sconti.aspx

    • Vero. Le droghe, gli psicofarmaci usati in casi non fisiologici, il mondo dello spettacolo, e varie altre cose, servono per anestetizzare il malcontento popolare e la presa di coscienza della propria condizione.