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Disordini civili Pre-fabbricati: documenti trapelati dimostrano che l’obiettivo reale è la Federalizzazione della polizia americana

DI MELISSA DYKES

activistpost.com

La gente ha paragonato il moderno stato di polizia americano come ad un ritorno delle SS della Germania nazista. Ora, documenti trapelati dalla Open Society Foundation di George Soros mostrano che l’obiettivo dell’organizzazione dietro il finanziamento del movimento Black Lives Matter è in definitiva quello di federalizzare le forze di polizia americane.

Il documento è giustamente chiamato “Riforma della polizia: come trarre vantaggio dalla crisi del momento e guidare il cambiamento istituzionale a lungo termine nella pratica della polizia-comunità”. Breitbart ha riferito:

Il documento afferma che gli U.S. Programs (USP) delle Fondazioni stavano cercando di utilizzare “questo momento” – ovvero la cosiddetta crisi di polizia in seguito a sparatorie di alto profilo e accuse di razzismo – al fine di “creare un movimento nazionale” per la riforma della polizia.

Dichiara il documento della riunione del consiglio:

Il governo federale sta cercando il supporto filantropico per una serie di sue iniziative. Oltre a cercare supporto per portare avanti l’attuazione delle raccomandazioni della task force presidenziale, la Casa Bianca ha recentemente lanciato la Policing Data Initiative per esplorare il modo migliore di utilizzare dati e tecnologia per creare fiducia, voce e soluzioni per migliorare la polizia di prossimità.

Il Dipartimento di Giustizia ha recentemente selezionato le prime sei città per ospitare i progetti pilota per la National Initiative for Building Community Trust and Justice, che è stata lanciata lo scorso autunno per aiutare a riparare e rafforzare la relazione tra le forze dell’ordine e le comunità che servono, esplorando le strategie volte a migliorare la giustizia procedurale, ridurre i pregiudizi impliciti e sostenere la riconciliazione razziale.

Stiamo acquisendo una migliore comprensione di questi sforzi al fine di determinare in che modo USP può utilizzare al meglio questo momento per creare un movimento nazionale.

Abbiamo già avuto una serie di conversazioni preliminari con circa una dozzina di attori chiave e intraprenderemo una scansione sul campo per mappare le aree di lavoro attualmente in corso per far progredire la riforma della polizia, compresa una valutazione dei licenziamenti e delle lacune nel lavoro ed opportunità di collaborazione.

Mentre procediamo, coinvolgeremo la rete di finanziatori che abbiamo contribuito a creare, la Executive Alliance on Men and Boys of Color, che ora include quaranta fondazioni.

Creare un “movimento nazionale” sembra costoso … potrebbero essere quei 33 milioni di dollari che l’Open Society ha dato a Black Lives Matter?

Il memo continua a discutere di come la Task Force di Obama sulla polizia del 21 ° secolo, che ha incontrato membri della Black Lives Matter, incluso il leader DeRay Mckesson alla Casa Bianca, non sia influenzata solo da organizzazioni supportate da Soros, di cui abbiamo parlato prima, ma da Bryan Stevenson, uno dei nove membri della task force stessa identificata come “Fondatore e direttore esecutivo di Equal Justice Initiative” che fa anche parte del consiglio direttivo dei programmi statunitensi delle Open Society Foundations.

Presenza “significativa” dei programmi di Soros in America

*Presenza in uno stato è considerata “significativa” se un’esplicita decisione è stata presa per investire in quello stato od area.

Altri criteri inclusi: forti partner e/o donazioni ad oggi (o donazioni pianificate) sono più grandi di 250.000 dollari all’anno o di un milione di dollari in generale.

Secondo un altro documento Soros trapelato, l’Open Society Institute ha creato appositamente OSI-Baltimora nel 1998 come “laboratorio di cambiamento sociale” per i programmi dell’istituto.

Può essere davvero una coincidenza che una grossa parte della campagna BLM, della violenza e dei disordini si sia concentrata lì? Oh, e non dimenticate che il leader della Black Lives Matter, DeRay Mckesson, vive attualmente a Baltimora … a casa di ricchi filantropi che non solo donano alla sezione di Baltimora dell’OSI, ma che erano soliti sedere nel consiglio dell’Open Society Institute.

L’OSI menziona specificamente Ferguson e Baltimora, due città che sono state sottoposte a supervisione federale a seguito di massicci disordini civili in risposta a violenze di polizia altamente pubblicizzate.

In realtà, questo va di pari passo con il DOJ (Dipartimento di Giustizia) che ha rilasciato un rapporto feroce sul dipartimento di polizia di Baltimora solo poche settimane fa …

Tutto ciò verrà utilizzato per rimuovere il controllo locale e statale sui dipartimenti di polizia e metterlo nelle mani del governo federale, già altamente centralizzato. Ad oggi, più di 30 dipartimenti di polizia in tutta la nazione sono caduti sotto sorveglianza federale a seguito di disordini civili di massa, cause legali del Dipartimento di Giustizia, o minacce di tagliare le sovvenzioni federali. Dopo le sparatorie della polizia di Dallas, che cosa stava prevedibilmente facendo il presidente Obama? Chiedere più controllo federale sulla polizia americana.

I membri di Black Lives Matter sembrano credere nella falsa idea di potersi in qualche modo sbarazzare tutti insieme della polizia in America. Forse è quello che hanno detto loro gli organizzatori della loro community; tuttavia, questo non è l’obiettivo finale delle persone che stanno pagando per manipolarli per “cambiamenti sociali” di massa.

Mentre l’epidemia dell’aumento della violenza e delle sparatorie da parte della polizia è un problema serio che deve cambiare, manipolare questi eventi attraverso disordini civili pre-fabbricati per giustificare il controllo federato della polizia centralizzerà il potere in ancora meno mani … come esattamente si risolveranno le relazioni razziali? o come si renderà l’America meno uno stato di polizia?

George Soros non l’ha detto.

Melissa Dykes è una scrittrice, ricercatrice e analista di The Daily Sheeple e co-ideatrice di Truthstream Media con Aaron Dykes, un sito che offre analisi prive di teleprompter del “Matrix” in cui ci troviamo a vivere. Melissa e Aaron di recente hanno lanciato Revolution of the Method and Informed Dissent (la rivoluzione del metodo e il dissenso informato). Sveglia il gregge!

 

Melissa Dykes

Fonte:  www.activistpost.com

Link: https://www.activistpost.com/2016/08/manufactured-civil-unrest-leaked-docs-prove-the-real-goal-is-federalizing-americas-police.html

31.08.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Matteo D’Amico

Pubblicato da Rosanna

La mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale. Allergica al pelo di capra e alle fake news.

5 Commenti

  1. Cos’è, un film? Trump, Soros…i registi? Ma per piacere…Gli USA sono in crisi, e che crisi! Hanno costruito barbarie nel mondo e continuano a farlo, ma i risultati non arrivano e non arriveranno (prepotenze e morti, questo lo scenario). Siamo all’inizio della fine di un impero, e la fine arriverà, come già successo nella Storia di tutti gli imperi…Il pericolo risiede nella possibilità che qualche testa matta proponga di risolvere il tutto con una terza guerra mondiale (l’esito del risultato lo lascio alle vostre interpretazioni). Intanto per cercare di convincere la gente della loro bontà si ritrovano a riempire le televisioni con: vecchi film western, attori famosi che si espongono in pubblicità commerciali, lingua angloamericana dappertutto, e così via…

    Ma cari miei, la strada è tracciata, altri imperialismi (Russia, Cina) si sono fatti muscoli piuttosto solidi, e lo scontro sarà fuori dalla vostra portata. Comunque sia ci saranno miliardi di perdenti: i popoli…a meno che gli stessi popoli non rivedano le loro posizioni tanto passive e….

    • Bah…tutti I sistemi hanno un punto di rottura. A prescindere dai singoli dittatorelli, la pressione sul tappo del vulcano la mettono i quasi 9 miliardi di persone che popolano il mondo.
      O la pressione viene ridotta civilmente o il “volcano demografico” si autoregolera’ da solo.
      E non sara’ colpa della Russia, della Cina degli USA o del dittatorello di turno … come mettere un freno, questo il problema.
      Discutere di chi sara’ la testa matta o quale la causa non serve. Sara’ inevitabile se la crescita demografica continua cosi….tenete presente che l’Africa, nel 1950 (si nel 1950!) contava piu’ o meno 250 milioni di abitanti…adesso, 250 milioni li fa solo la Nigeria…

      • Ancora con la crescita demografica. Gli studiosi, quelli seri e indipendenti ci dicono che la terra sarebbe capace di sostenere anche 13/14 miliardi di esseri umani se le risorse del mondo fossero distribuite equamente. E allora va da sè che il nocciolo della questione risale al modo in cui si amministrano le cose, e quindi al Sistema economico-politico dominante. E qual’è il Sistema economico-politico usato dai capoccioni se non quello capital-liberista? Chi ha dettato legge dappertutto fino a oggi? Chi se non gli USA hanno imposto le regole del gioco? Chi ha sempre usato la forza per imperare? E allora, quando l’impero comincia a vacillare seriamente, tutto è possibile…ecco perchè i popoli dovrebbero scendere in campo e giocarsi la loro partita, ma non accalettandosi a seguire le pratiche imposte da chi comanda, ovvero le grandi bugie della democrazia e civiltà tanto care ai criminali della terra….

  2. Di solito un sistema politico che va incontro ad una crisi sistemica, per prima cosa fidelizza in qualche modo i propri pretoriani. Secondo atto, aumento delle tensioni esterne per unificare la popolazione ed eliminare il dissenso interno. Terzo atto, conflitto caldo o freddo che sia per perpetuare il potere dare dei morti da piangere e glorificare ed infine ricostruzione…. quindi soldi.
    Vedete qualcosa all’orizzonte di quello che ho scritto?

  3. Gli Usa sono nati dagli immigrati. e c’è anche qualcuno che si meraviglia del fatto che lo stato californiano voglia scindersi dall’unione. la xenofobia contribuisce ai default economici.