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Dipendenti, vi aspetta una cura da cavallo

DI MASSIMO BORDIN

micidial.it

C’è stato un periodo della storia – il periodo più lungo della storia dell’umanità – nel quale i cavalli avevano tantissime cose da fare. Venivano impiegati per trasporti di uomini e alimenti, calessi e carrette. In guerra, come in pace. Oggi, per vedere un cavallo bisogna andare all’ippodromo, al maneggio o al circo. La stragrande maggioranza degli occidentali non ha mai avuto a che fare con un cavallo, gli risulta completamente inutile, se non per attività ludiche o sotto forma di bistecche, in carenza di ferro.

Secondo molti studiosi che si interessano di futurologia, il futuro dell’essere umano è identico a quello del cavallo, destinato all’inutilità. Stigmatizzando l’impiego alimentare (nessun analista  crede che un giorno saremo bistecche per qualcun altro), è oramai piuttosto chiaro che spariranno milioni di posti di lavoro. Il giornalista sovranista Paolo Barnard drammatizza la portata dell’evento nel suo blog, e cita il rapporto McKinsey, appena uscito, ove si annuncia che nei prossimi 13 anni, ben 375 milioni di persone dovranno cambiare lavoro.

Per la verità, il rapporto originale fornisce il classico colpo al cerchio e alla botte, e smorza, quasi anticipandoli, i profeti di sventura. Quel che più mi proccupa non è però tanto il fatto che l’Intelligenza Artificiale (AI, secondo l’ennesimo acronimo anglosassone) sostituirà il lavoro umano, quanto il fatto che la società si sta disinteressando di questo, cioè non sta organizzando la partita, lasciando come al solito al mercato la piena libertà di fare danni.

I lavori più a rischio di automazione riguardano lavori fisici in ambienti prevedibili, come macchinari operativi o preparazione di fast food. Anche la raccolta e l’elaborazione dei dati sono nel mirino dello studio McKinsey, con implicazioni per l’origine dei mutui, le assicurazioni, la contabilità e l’elaborazione del back-office (si… insomma, gli impiegati).

Per rimanere “vivi”, i lavoratori dovranno cercare la riqualificazione in diversi campi e come se fosse l’acqua nel deserto. “Ma i governi e le aziende – sostiene magnanimamente il report – dovranno contribuire a facilitare quella che dovrebbe essere una transizione durissima”.

“Il modello in cui le persone vanno a scuola per i primi 20 anni di vita e lavorano per i prossimi 40 o 50 anni è finito”, ha detto alla CNN Tech Susan Lund, partner del McKinsey Global Institute e coautore del rapporto. “Dovremo pensare all’apprendimento e alla formazione nel corso della nostra carriera lavorativa.”

Gli autori ritengono che potremmo assistere ad una massiccia transizione su una scala che non si vede dai primi anni del 1900, quando i lavoratori passarono dalle fattorie alle fabbriche. Il rapporto cita anche la necessità di uno sforzo economico colossale per i governi occidentali, da mettere sulla stessa scala del piano Marshall, quando gli Stati Uniti spesero miliardi per ricostruire l’Europa occidentale dopo la seconda guerra mondiale.

Tale piano includerebbe un grande investimento da parte dei settori privati e pubblici in nuovi programmi di formazione e programmi di transizione della forza lavoro.

Nonostante le sfide incombenti, e dunque contrariamente a quanto sostiene Barnard, il rapporto ha rivelato come i lavoratori potranno però avere un futuro. Mentre l’introduzione del personal computer negli anni ’80 ha eliminato alcuni lavori, ha creato molti altri ruoli. I lavoratori che sono disposti a sviluppare nuove competenze dovrebbero essere in grado di trovare nuovi posti di lavoro.

“Le terribili previsioni secondo cui i robot stanno prendendo il nostro lavoro sono esagerate”, ha detto Lund. “Sì, il lavoro sarà automatizzato, ma ci saranno abbastanza posti di lavoro per tutti nella maggior parte delle aree”.

Gli autori del rapporto McKinsey non si aspettano, ad esempio, che l’automazione sostituirà i lavori che coinvolgono la gestione delle persone, le interazioni sociali o l’applicazione delle competenze.

I giardinieri, gli idraulici, i bambini e gli anziani, ad esempio, sono tra coloro che avranno meno rischi dall’impatto con l’automazione. Se il report è così perspicace come tutti stanno affermando in queste ore, io aggiungerei  anche i formatori informatici, che dovranno essere impiegati massicciamente in ogni posto di lavoro.

Massimo Bordin

Fonte: http://micidial.it

Link: http://micidial.it/2017/12/dipendenti-vi-aspetta-cura-cavallo/

3.12.2017

Pubblicato da Davide

  • fuffolo

    Quello nella foto è un mulo. Così per ricordare.

    • Mario Poillucci

      Eppure, ben considerando e riflettendo, nel mulo e nella sua natura è insita una morale ed un qualcosa che accade nel ns paese ed in europa! Vediamo se indovini?

      • fuffolo

        E’ testardo ma purtroppo anche sterile. Lavora tutta la vita, con un bel sovrappiù di legnate, e poi se va bene ci fanno mortadella… In effetti non molto distante dai destini che ci preparano

        • Mario Poillucci

          Bravo! 7+

        • SanPap

          Nella “macchina del tempo” di H.G. Wells i ricchi e aggressivi Morlock mangiano i poveri e imbelli Eloi (se mi ricordo bene): l’1% della popolazione si nutre con l’altro 99%, reso tenero con diete vegane e diritti privati

          • Un maiale stava spaparanzato nel suo recinto dove tutti i giorni gli portavano da mangiare. Vede passare il mulo e lo prende in giro:”Ehi mulo, quanto sei scemo a lavorare così tanto. Guarda me non faccio niente e mi trattano come un re”.
            Il giorno dopo la stessa cosa:” Ehi mulo sei proprio stupido, mangi poco e lavori tanto… fai come me che non faccio niente e mi portano tanto cibo” E cosi via per diversi giorni finchè il mulo stanco di essere preso in giro risponde al maiale: “Dimmi un po’…… tu non sei lo stesso maiale dello scorso anno vero?”z

          • SanPap

            se il maiale è rivolto a me sei proprio fuori strada
            se è rivolto a Wells … potrebbe starci visto che un antenato della casta che ci allieta

          • Ma no figurati. Era una barzelletta per dire se è meglio un giorno da leone o 100 da pecora e per evidenziare come gli animali che non si sono estinti sono quelli che servono per lavorare o per essere mangiati……

        • Primadellesabbie

          Ti é mai capitato di vedere i leggendari conduttori di muli abruzzesi, far “lavorare” questi animali nel bosco a suon di calci in pancia e morsi (da ‘mordere’, verbo transitivo) nelle orecchie?

          É un’esperienza interessante sulla condizione umana.

          • fuffolo

            La mordacchia, babbo la usava a fini educativi, una sorta di metonimia…
            Però non sempre è necessaria, il mio asino (che era meglio di un mulo) capiva subito se usavo i modi giusti

          • Primadellesabbie

            Questi non usavano la mordacchia, questi mordevano le orecchie alle bestie, dopo averle ripiegate, uno spettacolo!

          • fuffolo

            Grandi gli abruzzesi! mi spiace non averlo mai visto.

    • Massimo Bordin

      si, ma la foto non l’ho scelta io. Nel mio sito cè ben altro 🙂

  • Ybodon

    È evidentemente una fissazione.
    Neppure questi eminenti sociologi sembrano accorgersene.
    Il lavoro nel senso di impiego serve in questo modello sociale per procacciarsi della moneta per sopravvivere e vivere.
    Ma in questo modello sociale serve anche come strumento di controllo insieme alla suola per come è organizzata. Il fatto é invece se ci sono risorse per tutti in un determinato paese, o no.
    Per come viene espressa questa fissazione, anche se ci sono risorse per tutti se non hai la moneta e /o non qualcuno che te la da in cambio di prestazioni, sei emarginato.
    Addirittura si propone di creare finti lavori pur di creare finti motivi per cui fornirti qualcosa con cui comprare l essenziale e il superfluo. Tutto è condizionato da una cosa chiamata CONSUMISMO perché un individuo, secondo questo modello, non ha diritti e diritto di esistere se non come consumatore/lavoratore.

    Quando questo striminzito odioso fascista modello culturale sociale edi controllo svanirà allora si progredirà

    • Mario Poillucci

      made in usa ma a chi lo racconti? Lo zietto sam impone: nasci, consuma, muori! Questo folle e criminale diktat non può essere sconfitto con le buone, purtroppo!

    • È il dogma di cui parlavamo l’altra volta (io almeno mi riferivo a questo). Non ci si schioda di un millimetro da lì, specie i cosiddetti “pensatori”.

    • Italo Balbo

      Ecco un altro fissato: riuscire a ficcare fascista accanto a consumismo tradisce una totale ignoranza di cosa fu il fascismo, ma, si sa, a certi cliché gli antifa in SPE non sanno resistere.

      • Ybodon

        No, scusa, per fascista intendo cio che comunemente si intende in tutto il mondo, ovvero non democratico, non è riferito al fascismo come partito nazionale fascista.

        • Italo Balbo

          Che quello che tu intendi per fascismo non abbia nulla a che vedere con il Fascismo è palese, non supporre che tutto il resto del mondo abbia la tua stessa opinione però, c’è chi si è informato e non si è limitato alle veline del centro sociale.

          • Ybodon

            Forse non mi sono spiegato. Comunemente e discorsivamente si chiama fascista qualcosa di autoritario. Fine. Quello intendevo. Non ho espresso opinioni sul fascismoi. E sono due. Se poi vuoi negare sia che il fascismo fosse autoritario o che per fascista si intenda autoritario e sei qui per dirci quanto era democratico mussolini, allora ti sei informato male.

      • pianista

        Infatti. Il lavoro alienante, inutile e forzato si può decisamente associare al comunismo.

  • Ronte

    Certo, certo…sarà con la app che si cambierà il pannolino al bimbo…o può darsi invece, cari futuristi e futurologi, che quel culettino vi farà una interminabile scoreggia in faccia…

  • Holodoc

    Quando ero bambino sognavamo di fare gli astronauti, i bambini di oggi sognano di fare il cuoco, cioè il capo dei servi!

    Una cosa dice giusta l’articolista: non sarà l’automazione da sola a soppiantarci, ma è il modello economico che ci porta inevitabilmente a questo.
    Perché, data la crescente disoccupazione e immigrazione, ora come ora ci sono lavori che pochi anni fa venivano fatti da macchine mentre adesso vengono fatti da extracomunitari, come lo smistamento dei pacchi da Amazon.
    Quando però il costo di un robot scenderà al di sotto di quello di un tozzo di pane per ora lavorata, e avrà la stessa versatilità di un moldavo, allora non ce ne sarà per nessuno.

    Non ho capito il riferimento ai “formatori informatici” nel finale. Spero che l’autore non creda che in futuro avrà lavoro solo chi mastica di informatica, perché è la più grande boiata che abbia mai sentito.
    I computer sono certo sempre più diffusi, ma è sempre meno necessario conoscere l’informatica per usarli. E i tecnici del settore quindi sono sempre meno utili.
    Prendete ad esempio il telefonino che avete in tasca. E’ più potente di un PC da tavolo di 10 anni fa ma nessuno vi ha fatto un corso per imparare ad usarlo e, soprattutto, a non fare danni toccando qualcosa che non dovevate. Eppure lo usate benissimo.

    E i programmatori? Ormai sono una élite: ne pasta una manciata per scrivere una app usata da 1 miliardo di utenti.

    Meglio trovarsi mestieri di nicchia: tipo il ciabattino o la rammendatrice, perché probabilmente saranno gli ultimi a diventare inutili.

    • enricodiba

      Il cuoco è un bellissimo lavoro, solo chi si sente serve lo concepisce tale.
      Comunque bisogna tornare all’agricoltura, dove i lavori più pesanti stanno passando alle macchine e chi lavora (pochi) di solito è specializzato e ben pagato, anche perché per il momento sono relativamente pochi quelli che vogliono tornare alla terra.
      Inoltre questa meccanizzazione dell’agricoltura, come è successo per l’industria creerà molti posti di qualità nell’indotto(ingegnere, meccanici, venditori di macchine industriali), anche qui il vero problema è l’immigrazione che uccide questa trasformazione, infatti se hai schiavi a pochi euro nei campi non meccanizzi.

      • Ybodon

        Il problema non é il tipo di lavoro ma come viene inteso il lavoro ovvero un mezzo di scambio insieme alla moneta. Il lavoro in questo momento è moneta. Mentre il lavoro nel senso di rendersi utili, fare cio che é necessario o cio che è preferibile e migliorativo, non è un mezzo di scambio.

        Voglio dire in una comunità ognuno si mette al servizio della comunità come può per mandare avanti la comunità per produrre beni necessari alla comunità che provvede a tutti indistintamente. Solo chi nn vuole e approfitta degli altri viene messo fuori dalla comunità. Ma no dovrebbe esserci una comunità in cui c è bisogno di tante cose che vengono lasciate andare a male e nel contempo tanta gente che potrebbe e vorrebbe dare il proprio contributo che non può farlo per problemi burocratici e/o politici ed è costretto a stare ai margini come se invece non volesse farlo, e se anche poi lo fa non riceve in cambio il necessario per vivere nella comunità.

        Questo è un controsenso derivato dal consumismo estremo.

      • Holodoc

        Ingegneri: pagati 2 lire in India o Cina
        venditori: Amazon
        Meccanici: Io lavoro nel campo della manutenzione industriale e ti assicuro che nessuno se la passa bene in questo settore data la concorrenza che c’è.

    • Ronte

      Mai sognato di fare l’astronauta! E visti i bambini di oggi, mentalmente ridotti male (dati reali e non parole), sorge persino il dubbio che possano sognare.

  • Rami

    Non c’è report che tenga, io credo solo a quello che vedo e ho visto nel corso della mia esistenza, ovvero che il lavoro cambia continuamente e si riduce a livello di offerta ad ogni livello, sia a livello di bassa manovalanza che a livello di massimo valore aggiunto. Abbiamo visto sparire segretarie e cassiere, ma anche impiegati e funzionari di banca o alle poste e poi contadini, geometri e muratori. Stanno sparendo negozi, commesse e venditori e con l’avvento di internet anche i grossisti se la passano male. Si riducono i ranghi degli insegnanti, di medici ed avvocati, nelle industrie sono licenziati operai ma anche dirigenti. Si , si produrranno robot e computer, ma questo settore non potrà assorbire tutto il capitale umano in eccedenza, vuoi perchè i numeri sono impietosamente sfavorevoli e per 100 addetti necessari ci sono decine di migliaia di disoccupati in attesa, vuoi perchè non è nelle corde di tutti l’informatica e l’elettronica. E se qualcuno pensasse che falcidiare le masse umane determinerà il collasso del sistema consumistico sul quale si basa il capitalismo, vi ricordo che lorsignori si sono premurati di accaparrarsi le risorse fondamentali: terra (landgrabbing), energia e privatizzando acqua e servizi essenziali (istruzione, sanità, previdenza, sicurezza e difesa).In un modo o nell’altro pagheremo tutto, pagheremo tutti.

    • Holodoc

      Tristemente condivido.
      Un’aggiunta: i robot prima o poi si progetteranno e produrranno da soli… con tutte le implicazioni che questo comporta….

    • Edoxxx

      Però non mi sembra che si diminuiscano gli insegnanti, chissà perchè poi, non insegnano niente di utile

      • LICIO

        Ma scusa chi ti ha insegnato a leggere a scrivere e a far di conto ? Babbo natale ?

    • enricodiba

      Una volta nessuno sapeva leggere e scrivere, oggi tutti devono avere una base informatica e elettronica, purtroppo con il nostro pessimo sistema scolastico non andiamo da nessuna parte.

  • DarkPlanet

    Io posso dare testimonianza solo di una cosa,siamo tornati indietro di 50 anni nel mondo del lavoro,la maggior parte della popolazione è destinata ad occupare ruoli di basso profilo e misera paga,i lavori impiegatizi non spariranno ma saranno occupati solo dai ceti alti,non ci sarà nessuna scala sociale,la scala è rotta a metà e quelli che sono su di certo non scendono mentre quelli che sono giù rimarranno per sempre al piano di sotto,l’unica differenza sarà il nascere o ricco o povero dalla culla alla tomba verremo gestiti da processi automatici IA ovunque,il rapporto umano e sentimentale della popolazione è così anestetizzato dalla possibilità di vivere felici solo quei pochi secondi che si impiegano ad acquistare qualcosa di inutile che il livello di procreazione e relativo costo precipiterà a zero sostituito al 100% da etnie diverse dall’europeo che verranno inserite nella società al posto della popolazione attuale con benefici e diritti sottratti agli europei,perchè con la scusa dell’accoglienza e della carità danno modo a queste popolazioni di sottrarre commercio,istruzione e sanità in cambio di lavoro a basso costo e sottomissione totale al sistema perchè per loro il meglio è ora forse tra 30 anni quando avranno casa di proprietà,auto non a rate e aspireranno ad un sistema sociale migliore toccherà a loro essere sostituiti da altre etnie,gli europei sono destinati alla povertà e al non poter più avere un futuro,quindi niente figli,costano caro,le scuole sono tutte multi etniche,famigli indiana 3 figli, italiana figlio unico o niente figli, quanto credete che duri?, non parlo di razzismo,parlo di realtà è questa è la realtà che vedo tutti i giorni, negozi,frutterie ecc indiani, negozi casalinghi e telefonia cinesi, macellerie, slavi,pizzerie entie varie,edilizia rumeni slavi (ristrutturazioni) loro sono molto più appetibili nel mercato del lavoro e dell economia imprenditoriale, l’italiano è uno scarto del sistema, se pensate che quello che scriva sia razzista non avete capito niente, ha informatica giapponesi,cinesi indiati. grazie scusate ma ho scritto di getto.

    • Annibale Mantovan

      Il tuo sarebbe razzismo come lo intendono i “politicalmente corretti” ma è solo buon senso come lo intendo io. Aggiungo che è tutto un calcolo cinico dell’ oligarchia o aristocrazia mondiale. A lor signori non servono le nazioni, Google è troppo grande, così Amazon, Monsanto e pochi altri per poter operare sulle singole nazioni. Così le politiche di sussidio italiane verso gli anziani e non verso i giovani e lo sdoganamento degli omosessuali servono solamente a NON generare figli aventi identità nazionale. E’ più facile governare e schiavizzare una massa confusa di individui che una comunità di cittadini. Non succede nulla per caso o per sbaglio!

      • DarkPlanet

        Non posso che essere d’accordo, infatti i miei sono fatti non discriminazioni, hai centrato il mio pensiero, grazie.

  • GioCo

    Il cavallo mi sembra non sia un uomo e comunque non è un micio ne un cane, entrambi in poderoso aumento di impiego. Forse il problema non è la cura da cavallo ma chiarire che il patto sociale non è più valido. Se si cerca ostinatamente di ridurre a prescindere gli spazi di lavoro umani, il problema non è il lavoro ma gli umani che non tollerano gli altri umani e hanno deciso che possono farne a meno. Con il cane o con il robot, la solfa non cambia.

    • Holodoc

      No. Non sono gli umani che hanno deciso di fare a meno degli altri umani, sono le MULTINAZIONALI o CORPORATIONS, soggetti sovranazionali con identità giuridica propria, a fare quella scelta.
      Le multinazionali sono MACCHINE che funzionano IN AUTOMATICO solo con la logica del massimo profitto al minimo costo, a capo delle quali siedono dei FANTOCCI strapagati per mantenere una parvenza di umanità ma che è solo facciata.

  • marcobaldi

    Ma lasciate perdere.
    Pensate ai sociologi.
    Lavoratori completamente inutili e pure convinti di essere gli unici lavoratori insostituibili. Ed eterni

    • Annibale Manstretta

      Inutili e dannosi.

  • Truman

    I venditori di fumo della McKinsey (azienda che guarda soprattutto il proprio interesse) vorrebbero dire ai governi ed ai lavoratori cosa devono fare, al fine di massimizzare i profitti di McKinsey. Per fare ciò tirano fuori previsioni anti-intuitive, cercando di stimolare il nostro comportamento da gregge.

    Va notato ad esempio che la Rivoluzione industriale risale a secoli fa e l’effetto è stato di aumentare l’occupazione, non di diminuirla. Anche l’automazione del XX secolo ha aumentato il numero dei posti di lavoro, ancora 50 anni fa in una famiglia (solitamente con tre o più figli) lavorava solo il capofamiglia, oggi in una famiglia normale (mediamente con un figlio) lavorano tutti e due i genitori.

    Viviamo in una situazione di schiavismo nella quale lavoriamo sempre di più, mentre i chierici tendono a stimolare la paura dell’inferno (che nella religione economica si chiama adesso disoccupazione). E in questa situazione i chierici ingrassano.

    E allora direi che bisogna credere a ben poco di quello che dicono i chierici del potere, in particolare nelle conclusioni. Credo che la cosa più importante da fare sarebbe disimparare sempre di più la montagna di menzogne che ci hanno fatto assimilare. E allora bisognerebbe rifiutare mass media e social network, ritornare al contatto con la natura (si anche reimparare a distinguere un mulo da un cavallo), studiare i classici ed evitare la corsa frenetica al nuovo. Però allo stesso tempo bisognerebbe acquisire competenze sul nuovo scremando le mode dalla sostanza (distinguere cosa è inferno e cosa non lo è, diceva Calvino nella chiusa de Le città invisibili). E ritornare agli antichi saperi, al buon senso di una volta, in base al quale il vero sapere è potere e non viene regalato dalla TV. I risultati si ottengono dallo scontro con la realtà, con il duro lavoro, con l’approfondimento, con la collaborazione con quelli che si conosce.

    Ancora una volta, la crisi può essere vista come la fine di un delirio (il delirio consumista) e il ritorno di un po’ di buon senso.

  • TdP

    La bomba atomica resetterà tutti questi problemi..in perfetta linea con l’esaltazione dell’attivismo e del fare come principi fondanti dell’uomo incapace di godersi la vita senza molestare se stesso o gli altri..

  • Denisio

    In presenza di sanità mentale e di onestà d’intenti nell’ ipotesi che le macchine sostituiscano tutti i lavori per l’uomo rimarebbe solo la possibilità di goderne diventando solo consumatori…è solo l’ipotesi del caso limite quindi tutta questa ansia da “mancanza di lavoro” è chiaramente legata alle regole del sistema attuale, credere seriamente che non ci sia la possibilità di cambiare le regole del sistema significa avere la mentalità dello schiavo e la pretesa di rimanere tale. Una lotta per cambiare le regole è l’unica cosa che abbia senso.

  • lupodeicieli

    Se dove se ne dovrebbe parlare non se ne parla, o se pur parlandone non trapela niente, è anche perché molti non sono toccati , per adesso almeno, dal problema: pensano che non gli riguardi. Un po’ come il problema dei migranti: finché tu magistrato o politico, non vieni sostituito da uno di loro, che ti passa davanti perché magari ha dieci figli e un posto per i migranti deve essere riservato, te ne fregherai. Quando, come diceva anche Barnard, tu medico non servi più a un tubo o dovrai svolgere mansioni ridotte, che per rinegoziazione o rinnovo dei contratti ti faranno percepire uno stipendio inferiore (magari con un bel contratto a chiamata), allora dirai che era meglio pensarci prima, discuterne, pensare a qualche soluzione. Non si potrà nemmeno diventare rapinatori , perché se qualche gonzo riesce a eliminare i contanti, questi spariranno,e così non si potrà più avere neanche la fortuna di trovare un portafoglio pieno di biglietti .

  • Primadellesabbie

    Fosse così semplice.

    Ancora, se ho letto bene, parlando del reddito cui ti riferisci nessuno ha sollevato un problemino, tento un’esemplificazione: ci fu un tempo in cui lo stato offrì una fideiussione o qualcosa del genere, fino a cento milioni (in lire) a chi voleva comprarsi una casa.

    Di quanto credi siano aumentati, immediatamente, i prezzi di tutte le case, anche quelle comprate da chi non poteva contare sull’aiuto dello stato?

    Forza, non é difficile indovinare.

    E questo, chi ci ha fatto caso, lo ha potuto notare per ogni “aiuto”, detassazioni comprese.

    Non vorrei che….