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DIMENTICATE IL COLORE VIOLA: OPRAH E' TUTTA PER IL VERDE

DI JASON MILLER
Cyrano’s Journal

“Gli altri
ragazzi si dedicavano tutti a Potere Nero”,
raccontò Oprah
al Tribune alla metà degli anni ‘80. Ma “io
non ero tipo da dashiki… L’eccellere era il miglior deterrente
contro il razzismo, e divenne la mia filosofia”.

Eccellere, infatti.
Pochi negherebbero che Oprah Winfrey abbia raggiunto un livello straordinario
di ECCELLENZA, per lo meno per gli standard distorti della nostra società.
Brillante, eloquente, affascinante, amata da decine di milioni di persone
ed incredibilmente ricca, è la regina “che si è fatta da sola”
di un enorme impero mediatico. Oprah è la personificazione vivente
del Sogno Americano. Ciò che forse ispira più di tutto i suoi discepoli
adoranti, è che Oprah è assurta a quella posizione stratosferica di
ricchezza ed influenza da un’infanzia segnata dalla povertà, in una
gerarchia socioeconomica ancora largamente dominata da maschi bianchi.

Oprah Winfrey sembra
possedere il mitico tocco di Mida, un animo generoso, una saggezza profondamente
spirituale e, agli occhi di coloro che sono accecati dalla venerazione,
le credenziali di una santa. Ma nonostante sembri destinata alla canonizzazione,
Oprah inietta forti dosi di pus infetto nella ferita già profondamente
infiammata della psiche statunitense.

Com’è possibile
che qualcuno noto per aver detto “Fai brillare la tua luce.
Falla brillare dentro di te così che possa brillare su qualcun’altro.
Fai brillare la tua luce”,
abbia un effetto così dannoso
sulla nostra cultura?

“Annoveriamo i
modi… con la passione delle trascorse sofferenze”.
[Citazione della poesia di Elizabeth Barrett Browning How do I love thee?. Fonte traduzione: link; ndt]

Per comprendere realmente
la profondità del danno che Oprah infligge alla nostra società, dobbiamo
prendere le distanze dal nostro indottrinamento borghese e vederla per
ciò che realmente rappresenta. Manifestando il mito di Horatio Alger
sugli steroidi, Oprah è un sogno erotico divenuto realtà per la nostra
classe criminale di élite dirigenti, menzionate talvolta come plutocrazia.
Lei fornisce loro la dimostrazione “irrefutabile” ed onnipresentemente
aneddotica che “prova” l’illusione idiota che gli Stati Uniti
siano una meritocrazia in cui ognuno ha un’opportunità realistica
di diventare ricco, se solo lavora abbastanza duro. La realtà è che
il 20% più ricco degli Statunitensi possiede più dell’80% della
ricchezza, e la tendenza a lungo termine è andata verso una concentrazione
sempre più crescente di ricchezza in un numero sempre più ristretto
di casseforti (1).

Amministrando comodamente
il suo impero dalla “Terra Promessa”, la proprietà di 42 acri che
possiede vicino a Santa Barbara, in California (acquistata per 50 milioni
di dollari netti), Oprah nel 2006 ha superato la cifra di 1,5 miliardi
di dollari di ricchezza netta guadagnando la somma considerevole di
260 milioni di dollari. Ecco cosa accade quando ci si consacra all’eccellenza
(ed al narcisismo) invece di “perdere tempo” a sfilare qua e là
in dashiki perseguendo ideali “ridicoli” quali diritti civili ed
egualitarismo. Altri l’hanno fatto per lei. Ed ora l’esistenza perfetta
di Oprah è la prova che le disuguaglianze e le barriere economiche
all’ascesa sociale sono state eliminate per tutti noi, giusto?

Beh, non esattamente.
Bisogna tener presente che negli Stati Uniti “il reddito della
famiglia afroamericana media corrisponde al 60%
circa di quello della famiglia bianca media…
[e] la famiglia afroamericana media
possiede solo il 18% delle ricchezze della famiglia bianca media (2)”.

Intanto, nella nazione più ricca del mondo (dove il 12% della popolazione
è di colore), “Santa Oprah” è l’unica miliardaria di colore,
e una dei due soli neri che hanno guadagnato un posto nella “Forbes
400” [la classifica dei 400 Statunitensi più ricchi della rivista
Forbes
, ndt].

Malgrado gli innumerevoli
processi di sfruttamento dello schema piramidale capitalista, che permette
l’opulenza oscena di Oprah ed il numero esiguo di suoi pari (condannando
allo stesso tempo miliardi di altre persone a vivere a livelli variabili
di miseria economica), lei non ha di certo rimorsi. Di fatto è estremamente
espansiva a proposito del suo inconcepibile ammasso di tesori. Dall’articolo
apparso su People Magazine l’11/04/06, “Oprah Winfrey:
la ricchezza è una “bella cosa”
”:

[Parlando lunedì
a Baltimora ad una raccolta di fondi
a favore della “Beth Tfiloh Dahan Community School”,
la Winfrey ha rivelato all’uditorio:
“Io possiedo tante cose, come tutte queste
scarpe Manolo Blahnik. Possiedo tutto ciò e ritengo sia fantastico.
Non sono una di quelle persone che dicono
‘Beh, dobbiamo rinunciare a noi stessi’.
No, io ho un armadio pieno di scarpe, ed è una
bella cosa”.

La
Winfrey, 52 anni, che da quel che si dice
vale più di 1 miliardo di dollari,
ha affermato di non sentirsi in colpa
per la sua ricchezza. “Stavo ritornando dall’Africa
in occasione di uno dei miei viaggi”,
ha detto. “Avevo portato con me una mia amica ricca.
Lei mi ha chiesto: ‘Non ti senti un po’ in colpa?
Non ti senti proprio terribile?’
Io le ho detto: ‘No, affatto. Non so
come la mia eventuale povertà possa aiutarli’.
Poi, arrivate a casa, le ho detto:
‘Proprio adesso sto andando a casa a dormire sulle mie lenzuola
di Pratesi e questo mi farà sentire bene’
“ (3).]

Il carisma di Oprah
offre a lei ed ai suoi amici membri dell’opulenta classe dirigente
una potente arma psicologica (che essi brandiscono come un randello)
per mantenere la loro egemonia culturale, perpetuando così il loro
monopolio virtuale sulla ricchezza e la potenza degli Stati Uniti. E
che ne sia conscia o meno, Oprah ha tradito la sua stessa razza e la
sua stessa classe coagulando la sua filosofia essenziale che “non
solo sei responsabile della tua vita,
ma fare del tuo meglio in un dato momento
ti mette nella posizione migliore per affrontare il momento successivo”
.
Sebbene la responsabilità individuale sia innegabilmente importante
e gli esseri umani posseggano il potenziale per tirarsi fuori dalle
condizioni difficili (cioè dalla miseria degradante), per ogni Oprah
che “ce la fa”, ci sono decine di milioni di persone, a prescindere
dalla razza, che lavorano con tenacia ma non riescono mai a superare
le immense barriere erette dalla classe dominante. Eppure la signora
Winfrey vorrebbe farci credere che se ci riesce lei, possono riuscirci
tutti. E se voi non ci riuscite, che diavolo c’è di sbagliato in
voi?

A parte gli ostacoli
significativi che affrontano tutti gli Statunitensi (tranne coloro che
sono nati nella nostra aristocrazia di fatto, ed hanno quindi la possibilità
di raggiungere i massimi livelli a prescindere da quanto pigri, corrotti
ed ignoranti siano — pensate a George W. Bush), molte persone di colore
si trovano di fronte barriere strutturali quasi schiaccianti, che li
tengono impantanati nella miseria cronica.

Grazie agli sforzi
coraggiosi degli attivisti per i diritti civili, negli Stati Uniti il
razzismo isituzionalizzato ed il razzismo dichiarato stanno diminuendo.
Tuttavia proprio l’esistenza di Oprah in quanto miliardaria di colore,
e la pseudo-saggezza del motto “puoi fare ed essere ciò che vuoi
se lavori duro” che lei dispensa tanto allegramente alle masse denoterebbe
che i poveri statunitensi (ed in particolare i cittadini di colore impoveriti),
non affrontano più le probabilità incredibilmente scarse poiché sono
impegnati in sforzi vigorosi per migliorare le loro condizioni socioeconomiche.

Tenete presente questa
citazione da “Skipping Past Structural Racism”
[Un salto oltre il razzismo strutturale, ndt]
di Paul Street (http://www.blackcommentator.com/85/85_think_street.html):

“…riflettendo
(via e-mail) su un commento in cui
Bob Herbert, colonnista liberale del New York Times,
ragionava sul fatto che la povertà materiale
dei neri dei centri urbani riflettesse
la povertà dei loro valori ed il loro comportamento.
“C’è bisogno di” una “discussione
sui valori” tra “gli Afroamericani più poveri”,
ammette il mio corrispondente. “Ma”, ha soggiunto:

“ci sono tre
questioni da aggiungere. Una è che
[la] segregazione estrema [dei cittadini di colore in
ghetti non industrializzati quasi del tutto abitati da neri] crea
delle condizioni oggettive che incentivano (e forse persino esigono)
certi comportamenti antisociali. La seconda è
se i valori mostrati dai più poveri
siano effettivamente dei valori antiamericani.
Se si pensa che le norme dell’etica protestante del lavoro
sono state svalutate nella società statunitense
– si pensi al consumo cospicuo, alla crescita del gioco d’azzardo
regolamentato, allo spaventoso anti-intellettualismo,
agli imbrogli di Wall Street, alla rivoluzione sessuale,
e che l’uso di droga a scopo ricreativo
non conosce barriere razziali – quanto diversa
è la “classe inferiore” dal resto degli Stati Uniti?
La questione finale è l’idea alquanto triste che
coloro che sono stati più svantaggiati dalla società statunitense
debbano in qualche modo sviluppare rapidamente
i valori e le norme necessarie per superare quegli svantaggi,
per “funzionare”, intraprendendo contemporaneamente
una lotta politica per demolire le barriere strutturali.
Per di più, ammettendo che i valori che
Herbert tiene in grande considerazione
generalmente non sono consolidati in tutta la società statunitense,
ci si aspetta assurdamente che un gruppo di persone oltremodo svantaggiate
– prive di assistenza supplementare
ed in contrasto con la tendenza prevalente della società statunitense
– si trasformino in qualche modo in una sorta di
Übervolk
[“super-popolo”, ndt].

“Come scrisse
una volta lo ‘storico materialista’ Karl Marx,
’gli uomini fanno la propria storia,
ma non la fanno in modo arbitrario; in circostanze scelte da loro stessi,
bensì nelle circostanze che essi trovano immediatamente davanti a sé,
determinate dai fatti e dalla tradizione’”.
[La citazione è dal libro Il diciotto brumaio di Luigi Bonaparte, all’inizio del secondo paragrafo. Fonte traduzione: link].

Come può essere difficile
da comperendere per Oprah e per i suoi amici delle élite danarose,
la “welfare queen” [“regina del sussidio”, “regina dell’assistenzialismo”,
donna che per pigrizia e non per reale necessità vive disonestamente
alle spalle della previdenza sociale, ndt] di Ronald Reagan era una
pericolosa leggenda metropolitana, e la maggior parte delle persone,
avendo a disposizione un ambiente che offra loro delle opzioni ragionevolmente
abbordabili, non sceglierebbe intenzionalmente di sguazzare in eterno
nella miseria, nell’umiliazione e nell’autodistruzione, accompagnata
da una povertà cronica e destinata a durare per generazioni. Non tutti
sono benedetti da un talento eccezionale, dall’intelligenza, o dallo
spirito d’iniziativa, ma ciò non significa che meritino una vita
fatta di sofferenza di modo che una minuscola porzione d’umanità
possa vivere come Creso.

Con il gran numero
di persone che influenza, la signora Winfrey ha una parte attiva nel
sostenere la falsa consapevolezza che ci trattiene nella classe povera
ed operaia, inseguendo quel sogno per pochi eletti che lei proietta,
opponendoci fermamente alla creazione di programmi attuabili di ascesa
sociale finanziati pubblicamente, e combattendo tra di noi, consapevolezza
fondata in larga parte sulla menzogna malevola che la responsabilità
individuale sia la SOLA ragione per cui così tante persone di colore
rimangono “ghettizzate”, disoccupate, tossicodipendenti, ed in prigione.

Prepari le barricate,
signora Winfrey, arrivano le “orde barbariche”
all’attacco delle nostre casse!

Ma Oprah non ha raggiunto
il suo posatoio in cima alla piramide capitalista come uno dei suoi
principali apologisti semplicemente in virtù della sua esistenza quale
anomala donna ricca di colore (come fosse il ritratto di quella che
potrebbe essere la “norma” se solo più persone sottoscrivessero
la sua “saggezza”). Lei ha un ruolo molto attivo anche contribuendo
alla causa della borghesia.

Una cosa su cui la
nostra aristocrazia di fatto qui negli Stati Uniti fa comunemente leva
per pacificare gli animi è l’esercizio della falsa benevolenza, facendo
generose donazioni. Dopo aver ammassato in modo vergognoso le ricchezze
attraverso il vile sfruttamento del pianeta e delle sue creature senzienti,
essi mostrano alle masse la loro “umanità” donando una mera frazione
dei loro guadagni illeciti per un paio di cause animaliste.

Oprah non fa eccezione.
Malgrado sia conosciuta per la sua “generosità”, rimane una delle
persone più ricche del pianeta, mantenendo la sua proprietà tentacolare
in California e, all’ultimo conteggio, quattro altre sontuose dimore
con codici di avviamento postale molto costosi. Tenete presente che
la rivista Forbes ultimamente ha stimato il patrimonio di Oprah
sugli 1,5 miliardi di dollari.

Nel frattempo, la sua
ultima impresa filantropica è l’”Oprah Winfrey Leadership Academy
for Girls in South Africa” [“Accademia Direttiva di Oprah Winfrey
per le Ragazze in Sud Africa”, ndt]. Questo “atto caritatevole”
è cinico ed interessato. Ne traggono beneficio principalmente coloro
che hanno grandi interessi a mantenere la distribuzione delle ricchezze
dannatamente ingiusta. Ecco perché:

1. Oprah ha investito
40 milioni di dollari in questa scuola, un misero 2.67% delle sue ricchezze
nette.

2. Per coloro che contestano
l’uso della parola “investito”, questo era davvero un investimento
astuto e ben calcolato per Oprah. “Donando” questa somma, relativamente
irrisoria, lei raccoglierà dei dividendi enormi in termini di popolarità,
favore, potenza ed influenza accresciute. Il suo schiacciasassi continuerà
a guadagnare velocità.

3. In un mondo in cui
30.000 bambini muoiono di fame ogni giorno, Oprah ha scelto di costruire
un’accademia elegante, di lusso, attrezzata per educare un totale
di 152 ragazze. Il progetto della Winfrey era un tale abuso di risorse
che il governo del Sud Africa ha ritirato il suo appoggio.

4. In una vana ricerca
di “rendere giusta la loro infanzia”, Oprah sta “salvando” le
povere assistenti di colore della sua scuola, procurando loro un’esistenza
regale, sontuosa. E’ proprio ciò di cui il mondo ha bisogno – 152
elitiste estremamente istruite che sono immerse nel paradigma che la
sofferenza di molti per garantire il benessere di pochi significhi “così
va il mondo”.

5. La lezione principale
di Oprah alle sue “ragazze”? Prendendo lei come esempio impareranno
che, una volta raggiunto il benessere e una posizione di potere, esse
dovranno alleggerire la propria coscienza e contribuire al mantenimento
dell’ordine sociale. La lezione è che per fare ciò esse dovranno
semplicemente donare una monetina d’argento della loro abbondanza,
in modo tale da accrescere la loro immagine pubblica ed appagare i loro
bisogni narcisistici.

Poiché ci accingiamo
ad esaminare l’effetto più deleterio di Oprah sulla nostra società,
tenete presente la profondità e l’ampiezza del suo impatto come descritto
da Vanity Fair:

“Oprah Winfrey
ha forse più influenza sulla cultura
di ogni preside di università, politico o
leader religioso, tranne forse il Papa”.

La biografa Kitty Kelly
ha aggiunto:

“Come donna,
ha esercitato un’influenza senza precedenti sulla cultura
e sull’anima degli Stati Uniti…
Non è esistita nessun’altra persona nel XX secolo
le cui convinzioni e i cui valori abbiano
inciso sull’opinione pubblica statunitense
in modo tanto significativo.… Io la vedo come la donna forse più
potente della nostra società. Penso che Oprah
abbia influenzato tutti i mezzi d’informazione su cui ha messo le
mani”.

Analizziamo ora uno
dei “contributi” recenti e più spiritualmente corrosivi di Oprah
alla fogna puzzolente che negli Stati Uniti chiamiamo eufemisticamente
cultura. Nel febbraio di quest’anno, la signora Winfrey ha usato la
sua colossale piattaforma mediatica per presentare ai suoi tirapiedi
The Secret
[“Il segreto”, ndt], un libro che definisce Cristo
un “maestro di prosperità”. Lasciate che sia l’alta
sacerdotessa della mammona a promuovere un mezzo per superare le contraddizioni
apparentemente inconciliabili tra gli insegnamenti compassionevoli di
Gesù e l’egoismo avido del capitalismo.

Ecco ciò che il sito
web dell’Oprah Winfrey Show
ha avuto da dire a proposito di The Secret:

“E’ sulle
prime pagine di tutto il mondo — e
le parole continuano a sprecarsi. Alcuni affermano che sia il segreto
per crearsi la vita che ognuno desidera veramente
— dimagrire, arricchirsi, trovare l’amore.
Rendetevi conto del perché si parla ovunque di The Secret”.

James Arthur Ray, le
cui “credenziali” recitano “…quasi in fallimento, [ciò
lo ha] costretto a concentrarsi sulla vita che desiderava veramente.
Attualmente dirige una società miliardaria
che si è consacrata ad insegnare alle persone
come creare il benessere in ogni ambito della loro vita”
,
si è alleato con la Winfrey per pubblicizzare The Secret, un
libro pieno zeppo di una miriade di sciocchi miti che la classe dirigente
ama perpetuare.

Ancora dal sito web
di Oprah:

[Secondo James,
esistono prove scientifiche che avvalorano
le pratiche ed i principi spirituali
delineati in The Secret. “La scienza ci dice che tutto è energia,
e quindi i vostri pensieri sono energia.
Il vostro corpo, i vostri soldi, la vostra automobile
— tutto ciò che credete sia solido,
se lo guardate con un microscopio ad alta potenza,
è solamente un campo di energia e
un ritmo di vibrazione”, dice lui.
“E’ così che siamo. Quindi se pensate
di essere quest’abito fatto di carne che cammina,
dovete riflettere ancora”.

”Un modo per
descrivere quest’energia è compararla alle onde radio,
“La frequenza emessa attraverso i pensieri
e le emozioni è ciò che si tende a manifestare
nella vita”, dice Michael. “Non ha alcuna importanza se quei pensieri
e quelle emozioni sono consapevoli o
meno”.

Questo significa
che se emanate ripetutamente la stessa energia negativa
— che siano pensieri o sensazioni
— la riattirerete in quanto energia
verso di voi. James afferma che, quando le brutte cose accadono,
la gente può chiedersi: “Oddio,
perché proprio a me?” “Perché tu sei tu”,
è la sua risposta (4)].

Dimenticate l’insulto
immediato costituito dalla sequela ininterrotta delle ciance pseudoscientifiche
di James. La gente ha usato per anni quella tecnica per spacciare pozioni
miracolose. Qui la questione sostanziale e che in The Secret,
James e compagnia bella spargono una mistura particolarmente velenosa.
Oprah, l’autrice del libro Rhonda Byrne, e i loro amici straccivendoli
vorrebbero farci credere che Tony Robbins o Gandhi si troverebbero allo
stesso modo a proprio agio mettendo in pratica gli “esercizi spirituali”
basati su “prove scientifiche” di The Secret per creare
la vita che “desiderano veramente”.

A prima vista, quest’ovvio
ritorno sul mercato di quelle “filosofie” ammuffite legate al potere
del pensiero positivo sembra abbastanza benigno, ma grazie al benestare
che ha dato loro Oprah innescando un’incontrollata popolarità ed
un’ampia approvazione, The Secret sta rinforzando significativamente
alcune componenti molto sgradevoli del nostro DNA culturale, che sono
una grande benedizione per le élite danarose che si trovano in cima
alla nostra gerarchia economica.

Mentre ad una persona
che apprezza il pensiero critico e la ricerca nella propria vita del
significato autentico The Secret servirebbe poco, se non forse
come combustibile o come carta igienica, gli archeologi del futuro potrebbero
acclamarlo come la Stele di Rosetta per scoprire i misteri della nostra
società perversa, meschina ed arida. La Byrne è stata attenta ad includere
quasi ogni aspetto ripugnante della cultura statunitense, compresi il
narcisismo, l’egocentrismo, il vittimismo, l’arroganza, il consumismo,
la gratificazione immediata, l’avidità, il culto della mammona, l’individualismo
estremo, l’egoismo, ed una fede incrollabile in ogni dottrina che
“costringa” il mondo a conformarsi ai nostri desideri.

Seguendo la moda tipica
del Club del Libro di Oprah, l’approvazione entusiastica della
Winfrey ha mandato alle stelle le vendite dell’abominio della Byrne.
Grazie, Oprah.

Come dimostrano le
abbondanti prove, malgrado l’immagine impeccabile e l’“influenza”
apparentemente “positiva” che lei ha sugli innumerevoli milioni
di persone che devono ancora spezzare le catene intellettuali della
loro acculturazione e del loro indottrinamento, Oprah Winfrey è un
membro della nostra classe dirigente cinica e danarosa ed agisce come
un complice estremamente efficace da tenere nell’agenda.

Dimenticate l’immagine
bella e benevola che lei proietta. Oprah serve fondamentalmente a distrarci,
a confonderci, ed a spingerci nel vicolo cieco sempre più sovraffollato
del capitalismo selvaggio del “frega il tuo vicino; cosa c’è per
te”. Come parte della nostra ripugnante plutocrazia, lei è un nemico
per la classe povera ed operaia. Bisogna iniziare a vederla attraverso
quella lente.

Note:

(1) http://multinationalmonitor.org/mm2003/03may/may03interviewswolff.html

(2) ibid

(3) http://www.people.com/people/article/0,,1182572,00.html

(4) http://www2.oprah.com/spiritself/slide/20070216/ss_20070216_284_102.jhtml

Jason Miller è uno
schiavo salariato dell’Impero Statunitense che si è affrancato intellettualmente
e spiritualmente. E’ curatore associato del Cyrano’s Journal Online
(http://www.bestcyrano.org/) e pubblica il Thomas Paine’s Corner all’interno del Cyrano su http://www.bestcyrano.org/THOMASPAINE/. E’ possibile scrivergli a [email protected]

Fonte: http://www.bestcyrano.org/
Link: http://www.bestcyrano.org/THOMASPAINE/?p=277#more-277
11.09.2007

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CRISTINA MAZZAFERRO

Pubblicato da God