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“Destra del denaro” e “Sinistra del capitale”

DI MARCO GIANNINI

comedonchisciotte.org

Stavo leggendo un eccellente intervento di Diego Fusaro su “Silenzi e Falsità” dove il filosofo per l’ennesima volta ha definito la cosiddetta sinistra come quella del “costume”.

Non me ne voglia ma quando ho letto che definisce il PD come “Grande Partito Radicale” mi sono incazzato poiché io lo scrivo da anni seppur con meno eco di lui, tuttavia poi ho pensato che la sua voce è quanto di più opportuno ci sia oggi in Italia.

Al contrario suo però non considero il pessimo Pannella (pace all’anima sua) come responsabile di questa trasformazione (dal PCI alla sinistra del costume) ma individuo come agenti di questa metamorfosi pianificata i poteri forti anglosassoni con sede in USA e Inghilterra, poi divenuti puntualmente globalisti dopo la caduta del muro di Berlino.

Marx delineava un futuro in cui la nazione unica del proletariato avrebbe agito come un unico blocco superando le classi sociali ma allo stesso tempo sollevava il problema dell’esercito di riserva dei disoccupati che le classi dominanti potevano importare dall’estero creando guerre tra poveri.

Per il marxismo i proletari di ogni nazione dovevano collaborare ed interagire per incrementare, nei rispettivi paesi, i diritti sociali lottando e non fuggendo altrove, per non alimentare a basso costo le fauci del meccanismo capitalista.

Il turbocapitalismo, ad oggi, privatizza le materie prime in Africa poi, visto che a causa di ciò nel “continente nero” scarseggiano le opportunità lavorative (eufemismo), utilizza le masse proletarie che fuggono in Europa del Sud per metterle in competizione al ribasso con le “autoctone” utilizzando anche la corruzione di certe Associazioni “Open”.

Si forma così una guerra tra poveri che depotenzia i lavoratori e fa passare inosservato il vero “motore” del fenomeno. Le materie prime giunte in Europa finiscono quindi per essere lavorate al minimo con una “quota profitti” che si allarga rispetto alla “quota salari”.

Questa premessa è utile se rivisitiamo il destino dei comunismi: nel mondo si espressero due forme di comunismo, quella nazionalista tipica della Russia e dei paesi dell’est (del Venezuela di Chavez e Maduro[1]) e l’eurocomunismo occidentale.

L’imperialismo anglosassone entrò in guerra dichiarata col primo, che a mio avviso non era previsto e che fu tipico di Russia e dei paesi dell’est (e ad esempio del Venezuela di Chavez) mentre fu colluso col secondo “come da programma”.

Nonostante il collasso economico ad est in quelle aree non è collassata l’identità nazionale e si sono conservate con orgoglio le tradizioni, compresa la religione, impresse nel loro DNA sociale e preservati i “luoghi antropologici” come parte integrante della loro cultura ed il senso patriottico tutti fattori poco “global”.

Vorrei sottolineare come “patriottismo” sia una terminologia fino a due generazioni fa amata dai partigiani italiani ed adesso bollata come nazionalismo o peggio nazismo dall’ANPI e/o dai sostenitori del PD, così limitrofi agli interessi della nazione di una signora di nome Merkel.

Fusaro anche in questo caso ha pienamente ragione a sentenziare “o Partigiano portali via” dato che costoro arrivarono a cantare “Bella Ciao” in Parlamento quando votarono provvedimenti in favore delle banche (Decreto Bankitalia[2]) e mentre alcuni loro alleati alzarono le mani su una donna (Loredana Lupo del M5S).

So di essere impopolare criticando un mito di molti ma l’“eurocomunismo” che Enrico Berlinguer sposò, intuendo la fine dell’impero sovietico, in occidente si è trasformato ovunque, ed io credo in modo preordinato, nel “socialismo liberale” una terminologia contraddittoria, artificiale, artificiosa e pericolosa perché confonde addirittura l’essere umano col capitale e fa credere che l’essere umano sia merce, che abbia un prezzo e che se con dei dazi si impedisce allo stesso capitale di essere libero di fare ciò che vuole (come una volpe nel pollaio per quanto riguarda gli effetti letali sull’economia reale) si è fascisti perché si toglie libertà all’uomo (avete capito bene! All’uomo non al denaro!).

Forse è questa la religione che qualcuno vuole, quella del capitale ed in questo caso sono fieramente laico.

In Italia la trasformazione del PCI nel socialismo liberale (Renzi non è causa ma effetto di esso) è iniziata in epoca di omicidio Moro e di strategia della tensione[3] e non fu un caso che sul finire degli anni ’70 (poco prima l’inizio della macelleria sociale) e praticamente in contemporanea con l’adesione all’eurocomunismo il PCI incamerò movimenti sociali quali il femminismo, l’ambientalismo, l’immigrazionismo ecc che sono tutt’ora i nuclei sui quali hanno agito i poteri forti affinché quella che poteva essere in teoria una “integrazione della sinistra” in termini di consenso elettorale, si è trasformata nella sua fine (anzi l’inizio di un nuovo blocco di neoliberisti, quelli che tolgono consenso in questo momento ai cosiddetti “gialloverdi” mascherandosi da “sinistre”, da “ buoni”).

Il socialismo liberale globalista, è un esperimento funzionale al “Nuovo Ordine Mondiale”, citando un’espressione di Soros presente su YouTube consultabile da chiunque, e non è un caso operi per diffondere il laicismo su scala mondiale (se fossi ateo non sarei laicista anche solo perché laicista è Emma Bonino… e lo dico la sera della Epifania…).

Confondere ad esempio la Religione Cattolica (essendo identitaria per gli italiani) e Cristiana con il clero corrotto è obiettivo che Soros a mio avviso condivide con Bergoglio stesso!

Si oppongono a questo Ordine globalista tra gli altri Putin, Trump [4] e Steve Bannon, Israele (temendo l’escalation musulmana in Europa) e la Corona inglese (in parte e per preservare la sua legittimità)[5].

I conservatori da una parte quindi, con a capo degli ELETTI, schierati generalmente col popolo e dall’altra i liberali con al soldo dei NON ELETTI esecutori di poteri forti “illuminati”.

I secondi non si limitano alle questioni economiche ma agiscono ad ogni livello per globalizzare ed omologare anche “l’anima”, la mente delle persone: in primis con il subliminale dei media e poi con l’apparato, con la servitù, in nome di un conformismo e di un perbenismo dilaganti (“Open Society”). Vi aderiscono anche Fico, Nugnes e la Fattori del M5s.

I liberali sono sia quelli tradizionali, la “destra del denaro”, come è ad esempio Forza Italia (ma anche Zaia, Giorgetti e Bossi) e quelli progressisti, laburisti o “terza via” che dir si voglia cioè la “sinistra del capitale” (PD, LEU, De Magistris ecc), ed ambedue questi sottogruppi liberali sono schierati a difesa della moneta unica essendo un agente uniformante eccezionale.

Sono i grimaldelli contro gli Stati e la Democrazia, quelli che blaterano delle facoltà taumaturgiche dell’economia sociale di mercato, che significa ad esempio privatizzare i servizi essenziali, quando lo stesso Krugman, che non è un noto bolscevico, parla ormai dell’opportunità di una economia mista[6], quelli che si riempiono la bocca di “diritti umani” salvo poi legiferare macellerie sociali.

Talmente scaltri da non essere individuati per quello che rappresentano davvero: FMI, ONU, WTO, Papa Bergoglio, UE (Commissione e BCE in primis), Mario Draghi, Soros (e le centinaia di politici che paga), la melassa, brodaglia del PD USA (Obama, Killary e Bill Clinton, quello della fine del Glass Steagall Act e del rapporto sessuale improprio) insieme a larga parte dei Repubblicani alla Bush & Mc Cain.

Avete mai sentito costoro indicare la seguente strada? Imporre dazi a quei paesi che non rispettano i diritti umani ed i minimi salariali, concedere ai paesi africani invasi dalle multinazionali occidentali la rinazionalizzazione dei loro assets e delle loro risorse, investire là una parte del PIL mondiale in infrastrutture per risarcirli?

Concludo tornando in Italia: la sconfitta, il punto di svolta in negativo e di non ritorno per i nostri lavoratori si manifestò con la protesta dei colletti bianchi del 14 ottobre 1980, oltre che finanziariamente parlando, con il combinato disposto vincolo esterno (SME) e Divorzio B/T. Seguirono, tra gli altri, l’indebolimento dei salariati, le privatizzazioni di banche e assets, beni e servizi, e la religione dell’euro.

Individuo tuttavia nella scelta di Berlinguer (forse inconsapevole forse no) verso l’eurocomunismo il momento politico originario della fine della sinistra del popolo e l’inizio di quella del capitale; la svolta non fu meramente strategica ma fu una premessa per quella ideologica.

Il futuro passo per le élite sarà piazzare Mario Draghi prima come Presidente del Consiglio al posto dell’attuale Governo e poi come Presidente della Repubblica.

Ps:

Sono stato tra i primi se non il primo, (ben prima di averlo pubblicato nel mio saggio del 2013[7]) a parlare di contrapposizione tra popolo (disoccupati, precari, dipendenti, pmi) e globalisti (multinazionali e Stati canaglia da loro corrotti) individuando questi due blocchi come attuali sinistre e destre senza specificare chi fosse destra e chi sinistra.

Ogni persona può scegliere come collocare questi due termini dove preferisce per gusto o per radici familiari: ciò che mi preme è che quale che sia la scelta di ognuno resti chiaro che il popolo deve stare compatto da una parte e l’”ancien régime” (termine che, “casualmente”, Di Maio in campagna elettorale prese in prestito dal sottoscritto poche ore dopo un mio articolo su CDC) e non è un caso che quest’ultimo, il sistema voglia che destra e sinistra siano ancora legate alle concezioni passate.

Marco Giannini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

7.01.2019

[1] Socialismo reale.

[2] https://www.youtube.com/watch?v=sb-6v_GcyYM.

[3] L’eccezione rappresentata dalla socialdemocrazia scandinava, dalla maggiore fetta di benessere riservata a quei popoli, è tale in quanto finalizzata a non farli finire in orbita URSS in epoca di guerra fredda (in Italia gli USA optarono per la corruzione).

[4] Si noti che Trump crede fortemente in un Ordine Mondiale che è quello di un capitalismo nazionalista anche troppo aggressivo ma non globalista. Un capitalismo economico che non pretende di omologare anche “l’anima” delle persone trasformandole in “formiche acritiche” ma che anzi stimola la cosiddetta “identità individuale”.

[6] https://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2019-01-03/economia-mista-migliorare-capitalismo-185448.shtml?uuid=AEFnGB8G

[7] Il Neoliberismo che Sterminò la mia Generazione (Andromeda Edizioni).

Pubblicato da Davide

2 Commenti

  1. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Ottima disanima. E quindi cosa si propone per far sì che il pensiero espresso non “lasci il tempo che trova”?
    La rivoluzione è un processo perpetuo e necessario, insito nell’animo umano, che nasce per rigenerare una società, un sistema in “putrefazione” per le sue stridenti e insormontabili contraddizioni. E Non si è fermato con la Rivoluzione francese o con quella bolscevica, altrimenti significherebbe l’autodistruzione della società.

  2. Utilizzare le chiavi di lettura del secolo scorso, a mio avviso, non rende giustizia al tipo di conflitto in cui siamo immersi in questo preciso momento storico, si finisce sempre per incorrere in valutazioni parziali e talvolta anche cronologicamente scorrette.
    Il conflitto è ai livelli più alti del capitale, da una parte vi è il capitale finanziario [bankster] che aspira al governo mondiale dell’economia ed è prettamente globalista, con il vantaggio dell’effetto di leva moltiplicante i denari e quindi il potere politico indifferentemente dalla produzione reale dei beni, e usando persino la guerra come metodo di competizione economica e politica [guerre in medioriente], in questo si è alleato con le agenzie di intelligence, fagocitando i mercati illegali degli stupefacenti e promuovendo a livello mondiale aziende come Fakebook, Google, Twitter, Amazon il cui scopo reale è il controllo di massa dei dati personali, la strada intravista come mestra ai fini di un dominio globale a più livelli, non ultimo il controllo delle libertà individuli insieme al pesante condizionamento psicologico dei comportamenti, aiutato anche dal possesso monopolistico dei media main stream, utilizzato come forza primaria di controllo della rappresentazione dei conflitti.
    L’altra parte è assai più variegata, composta dai più diversi attori che partendo ognuno da un punto di vista e di interesse particolare si ritrovano a combattere contro lo stesso nemico, ma tutti questi soggetti interpretano la salvaguardia delle prerogative nazionali come la condizione sine qua non da cui è imperativo non retrocedere.
    Un soggetto è rappresentato dal Presidente Trump, il quale pur facente parte del grande capitale è intenzionato a contrastare il depauperimento massivo che la vittoria del capitale finanziario imporrebbe ad ogni nazione, USA inclusi utilizzati come arma di distruzione degli stati che si oppongono al dominio globalista, quindi questo soggetto è una fazione particolare del grande capitalismo ed è in buona sostanza composto dal vecchio capitalismo industriale che seppur votato al votato al profitto era ed è disposto ad una più equa redistribuzione dei redditti, perlomeno negli stati occidentali.
    L’altro soggetto è composto dagl ex-stati emergenti alleati con gli stati socialisti in primis che ancora oggi producnno una resistenza fattiva alla diffusione del capitalismo, il loro cavallo di battaglia è il multipolarismo e la democrazia tra le nazioni, schieramento che risente dell’attacco subito verso le loro autonomie nazionali da parte del capitalismo globalista occidentale, alla maggioranza degli aderenti a questo fronte brucia ancora sulla pelle l’affronto del colonialismo [Cina] e delle guerre mondiali [Russia ex-URSS].
    A queste due componenti, in contrapposizione allla finanza speculativa si oppongono a questo punto anche le masse depauperate dell’occidente, che sono state escluse dai dividendi coloniali, sino a pochi decenni fa loro distribuite con lo scopo di narcotizzare il conflitto sociale, oggi le [ex] classi medie occidentali si ritrovano a vivere il medesimo incubo dei loro antenati sotto il tallone del primo brutale capitalismo affermatosi storicamente, quello che tanto scandalizzò personaggi come Marx per intenderci, mentre per le masse dei paesi extra-europei si è aperta una finestra di opportunità fasulla, quella di poter accedere al benessere occidentale, che in realtà è in via di sparizione, o almeno lo è in prospettiva, anche in occidente.
    La Storia dell’Italia dagl anni 70 ad oggi non può essere interpretata come fenomeno esclusivo nazionale, ma va letta correttamente all’interno di quel conflitto [globalismo contro tutti] in cui anch’essa è attraversata sezionalmente, il forte potere politico che si è imposto nel mondo occidentale [Clinton, Blair etc.] ha assorbito anche le classi politiche italiane che si sono quindi piegate, anche mediante corruzione, alla fazione a quell’epoca vincente, appoggiandola persino nelle guerre illegali contro Yugoslavia e molti altri paesi, insieme al sostegno delle rivoluzioni colorate, l’ennesima trasformazione, camuffamento, delle politiche colonialiste occidentali.
    In somma poco hanno fatto in senso di poltiche autonome le classi politiche italiane se non collocarsi di volta in volta a favore di quella o di quell’altra fazione, così i radicali sono stati l’avanguardia del globalismo a matrice sionista come la storia ha avuto il pregio di mostrare anche ai nostri giorni, mentre il PCI in tutte le sue varie trasformazioni si è anch’esso appiattito sulla medesima fazione, alla fine infatti radicali e piddìni sono finiti nello stesso letto, ma Berlinguer aveva già sposato al causa dell’usterità il che è tutto dire, comunque esplicativo delle trasformazioni successive, fu scelta netta.
    La vecchia classe politica, quella dei Craxi e degli Andreotti, l’unica a poter vantare un minimo spazio negoziale di autonomia, venne spazzata via in complicità con i servizi di intelligence anglo-americani già da tempo dediti al traffico internazionale degli stupefacenti [Iran-Contras], da cui trovavano le ricchezze necessarie per le trasformazioni geopolitiche da loro messe in agenda a danno delle autonomie nazionaliste, in cui hanno coinvolto l’apparato militare-industriale americano con il quale hanno formato un fronte capace di osteggiare persino il potere del Presidente Trump.