Da Russell e Hilbert a Wiener e Harari: le inquietanti origini della cibernetica e del transumanesimo

Più veniamo incoraggiati a pensare come freddi computer, più la tesi che "i computer devono sostituire il pensiero umano" potrà concretizzarsi

Matthew Ehret
strategic-culture.org

Come avevo sottolineato nel mio precedente articolo sullo scontro dei due sistemi, la fine del XIX secolo aveva assistito ad un grande confronto tra due paradigmi opposti di economia politica, confronto in gran parte cancellato dai libri di storia.

Proprio come oggi, questi due sistemi contrapposti erano caratterizzati, da un lato, da una volontà di controllo centralizzato del mondo da parte di un’élite unipolare desiderosa di ergersi al di sopra dell’influenza degli stati nazionali sovrani, quasi come moderni dei dell’Olimpo, mentre l’altro si fondava su un disegno “multipolare” di una comunità di stati nazionali sovrani cooperanti allo sviluppo di infrastrutture e progressi tecnologici su larga scala. Uno presupponeva standard economici malthusiani a sistema chiuso adattati a rendimenti decrescenti, mentre l’altro era fondato su uno standard di progresso scientifico continuo che portava a salti creativi svincolati da panieri di risorse limitate.

Oggi vorrei continuare a tracciare le radici di queste perfide idee che caratterizzano l’attuale paradigma unipolare nascosto dietro un “Grande Reset” della civiltà mondiale inventato dai miliardari. Ci viene detto da personaggi come Klaus Schwab che, in questo Reset, una “Quarta Rivoluzione Industriale” introdurrà non solo un alto grado di automazione e di uso dell’Intelligenza Artificiale ad ogni livello della società, ma anche una fusione uomo-macchina. Figure come Elon Musk e Ray Kurzweil di Google affermano che questa integrazione sarà necessaria per “rimanere rilevanti” nella prossima fase evolutiva. Luomo di Davos, Yuval Harari, ha ribadito che la spinta evoluzionistica sarà trasferita dalla casualità della natura alle nuove divinità che gestiscono Google, Facebook e il WEF.

Questa fede deterministico-cibernetica nella sintesi uomo-macchina che pervade il pensiero di tutti i transumanisti moderni è allo, stesso tempo, cultuale, inquietante e completamente sbagliata. Tuttavia, senza una corretta valutazione delle radici storiche di queste idee che minacciano di portare la civiltà globale verso un collasso distopico, è impossibile comprendere questo importante fenomeno degli ultimi 120 anni della storia umana, così come non si riuscirebbero a scorgere le pecche fatali all’interno del sistema operativo transumanista del Grande Reset.

Nella prima parte di questa trilogia, abbiamo esplorato alcuni aspetti delle radici eugenetiche del transumanesimo, con particolare attenzione alla creazione da parte di Julian Huxley dell’UNESCO, il cui il mandato di “rendere l’impensabile pensabile” avrebbe guidato la ripresa di una nuova politica eugenetica negli anni della Guerra Fredda.

Nella seconda parte, abbiamo analizzato le origini di alcuni think tank britannici, nati alla fine del XIX secolo per interrompere l’evoluzione naturale di un nuovo sistema di cooperazione internazionale. Un grande disegno che aveva avuto origine nell’X Club di Thomas Huxley, con l’obiettivo di riportare l’Impero Britannico al rango di unica potenza unipolare della Terra. Il progetto di Huxley mirava non solo ad unificare tutti i rami delle scienze in un modello descrittivo privo di qualsiasi effettiva scoperta creativa, ma tentava anche di usare il nuovo significato della definizione di “legge naturale scientifica” per giustificare una nuova, aggressiva imposizione dell’economia politica imperiale al resto del mondo.

La danza della matematica e della fisica: chi conduce e chi segue?

Nei mesi iniziali del nuovo secolo, si era svolto un importante evento che avrebbe avuto molta influenza ai fini della missione di Huxley. La Conferenza sul Futuro della Matematica dell’agosto 1900 era stato un evento globale a cui avevano partecipato più di 160 tra i più grandi matematici desiderosi di affrontare i problemi emergenti nella scienza e di occuparsi della relazione tra fisica e matematica. Ovviamente, questi due campi erano strettamente interconnessi, ma rimaneva la domanda: chi avrebbe condotto e chi avrebbe seguito?

Considerando il fatto che, all’epoca, la popolazione mondiale era ancora ben al di sotto dei due miliardi, l’importanza delle scoperte scientifiche che avvenivano in tutti i campi era un fenomeno mai visto prima nella storia dell’umanità. Viste le nuove acquisizioni in biologia, embriologia, fisica atomica, elettromagnetismo, aerodinamica e chimica, la risposta alla domanda se fosse più importante la matematica o la fisica stava diventando sempre più ovvia. Il fatto era che la crescita della conoscenza umana stava superando velocemente i limiti del linguaggio matematico usato dagli scienziati. Col tempo, sarebbero stati sviluppati nuovi sistemi matematici per descrivere queste nuove scoperte, ma nessuno poteva negare che, all’epoca, era il pensiero creativo a condurre le danze. Altrettanto innegabile era l’enorme beneficio portato da queste nuove idee al miglioramento delle condizioni di vita di un numero incalcolabile di persone tramite balzi in avanti nel progresso scientifico e tecnologico.

Hilbert e Russell modellano un nuovo paradigma

Due personaggi particolarmente importanti, che avevano avuto un ruolo di primo piano nel sabotare il discorso scientifico durante la Conferenza di Parigi del 1900 e le cui idee avrebbero portato alla successiva evoluzione dell’eugenetica, della cibernetica e del transumanesimo, erano stati l’apostolo di Cambridge, Lord Bertrand Russell, e il matematico di Gottingen, David Hilbert.

I due miravano, niente meno, che a rinchiudere l’intero universo in una serie di proposizioni e assiomi matematici finiti e internamente coerenti.

Durante la conferenza del 1900, Hilbert aveva presentato i suoi 23 problemi matematici [in realtà erano 10, l’elenco completo sarebbe stato pubblicato in seguito, N.D.T.], che avrebbero dovuto essere risolti dai matematici del XX secolo. Mentre molti di questi problemi erano veramente importanti, i più distruttivi, per lo scopo di questo articolo, erano quelli incentrati sulla necessità di “dimostrare che tutti gli assiomi dell’aritmetica sono coerenti” (problema 2) e “assiomatizzare quelle scienze fisiche in cui la matematica gioca un ruolo importante” (problema 6).

Ci sarebbero voluti 13 anni perché Russell raggiungesse questo obiettivo, con i suoi Principia Mathematica (co-firmati insieme al suo ex maestro e collega Apostolo di Cambridge, Alfred North Whitehead).

Il titolo Principia Mathematica era stato esplicitamente scelto in omaggio ai Principia Mathematica di Newton pubblicati 200 anni prima. Nel 1900, all’epoca del lancio del progetto Russell-Hilbert, le interpretazioni piatte dello spazio-tempo fisico sia di Euclide che di Newton si stavano rapidamente sgretolando davanti alle nuove scoperte di Riemann, Curie, Weber, Planck ed Einstein, che avevano dimostrato come la forma dello spazio-tempo fisico avesse caratteristiche vive e creative. Ad ogni scoperta creativa, si stabiliva sempre più saldamente un’interconnessione reciproca tra lo spazio interno “soggettivo” della cognizione umana e lo spazio esterno “oggettivo” dell’universo scopribile.

Esemplificando l’intuizione e la passione nel cercare l’ignoto, sentimento comune tra i grandi scienziati in questo fertile e rivoluzionario periodo, Einstein aveva dichiarato: “Voglio sapere come Dio ha creato questo mondo. Non mi interessa questo o quel fenomeno, lo spettro di questo o quell’elemento. Voglio conoscere i suoi pensieri; il resto sono dettagli.”

Riflettendo, a modo suo, questo stesso punto di vista, Max Planck aveva affermato: “La scienza accresce il valore morale della vita, perché promuove l’amore per la verità e il rispetto – l’amore per la verità, che si manifesta nello sforzo costante di arrivare ad una conoscenza più esatta del mondo della mente e della materia che ci circonda, e il rispetto, perché ogni progresso nella conoscenza ci porta faccia a faccia con il mistero del nostro stesso essere.

L’entropia di un sistema chiuso deve definire l’universo!

La matematica entropica del sistema chiuso di Russell era un riflesso diretto della sua visione misantropica di una umanità destinata all’entropia, come si può chiaramente vedere nella sua dichiarazione del 1903:

“Che l’uomo è il prodotto di cause che non avevano alcuna previsione del fine che stavano raggiungendo; che la sua origine, la sua crescita, le sue speranze e le sue paure, i suoi amori e le sue convinzioni, altro non sono che il risultato di collocazioni accidentali di atomi; che nessun ardore, nessun eroismo, nessuna profondità di pensiero e di sentimento può conservare la vita individuale oltre la tomba; che tutte le fatiche delle varie epoche, tutta la devozione, tutta l’ispirazione, tutta la brillantezza del genio umano sono destinate ad estinguersi con la morte del sistema solare e che l’intero tempio delle conquiste umane finirà inevitabilmente con l’essere seppellito sotto le macerie di un universo in rovina – tutte queste cose, se non del tutto fuori discussione, sono tuttavia così quasi certe che nessuna filosofia che le rifiuti può sperare di resistere … Solo all’interno dell’impalcatura di queste verità, solo sul solido fondamento di un’inflessibile disperazione, potrà d’ora in poi essere costruita in modo sicuro la dimora dell’anima.”

Quando si riflette su quale sia la visione metafisica con la maggior pretesa di verità, vale la pena porsi la domanda: chi aveva effettivamente realizzato scoperte dimostrabili e chi si era limitato a formulare modelli teorici da torre d’avorio privi di qualsiasi elemento di reale scoperta?

Nella mente di Russell, una parte della formula del successo dipendeva dalla sua ossessione per l’equilibrio matematico in tutte le cose. Quando applicato alla società, non c’è da meravigliarsi che Russell fosse un devoto malthusiano, nonchè promotore vita natural durante dell’eugenetica e del controllo della popolazione. Una delle molte dimostrazioni di questa sua disgustosa visione si può trovare nei Prospects of Industrial Civilization del 1923, dove l’ingegnere sociale aveva dichiarato:

“Il socialismo, specialmente il socialismo internazionale, è possibile come sistema stabile solo se la popolazione è stazionaria o quasi. Ad un lento aumento si potrebbe far fronte con miglioramenti nei metodi agricoli, ma una rapida crescita ridurrà alla fine l’intera popolazione alla miseria… la popolazione bianca del mondo cesserà presto di aumentare. Per le razze asiatiche occorrerà più tempo e per i negri ancora di più, prima che il loro tasso di natalità si riduca sufficientemente, in modo da stabilizzarne il numero senza l’aiuto di guerre o pestilenze… Finché questo non accadrà, i benefici a cui mira il socialismo potranno essere realizzati solo parzialmente e le razze meno prolifiche dovranno difendersi da quelle più prolifiche con metodi che sono disgustosi ma necessari.”

Gli scritti successivi di Russell, apparsi in The Scientific Outlook (1930), allargano questa visione di una società globale stazionaria e si occupano della riforma dell’istruzione, dove [secondo Russell] occorrerebbe avere non uno, ma due metodi separati di apprendimento: uno per la classe dirigente dell’elite che dovrà governare e uno per la classe inferiore degli schiavi. Russell, senza mezze parole, descrive così le due caste:

“I governanti scientifici forniranno un tipo di educazione per gli uomini e le donne comuni, e un altro per coloro che diventeranno detentori del potere scientifico. Ci si aspetta che gli individui della classe comune siano docili, industriosi, puntuali, indifferenti e contenti. Di queste qualità , probabilmente, la contentezza sarà considerata la più importante. Per stimolarla dovranno intervenire tutti i ricercatori della psicoanalisi, del comportamentismo e della biochimica…. Tutti i ragazzi e le ragazze impareranno fin dalla più tenera età a praticare quello che va sotto il nome di ‘cooperatività,’ cioè a fare esattamente quello che fanno tutti. In questi bambini l’iniziativa sarà scoraggiata e l’insubordinazione, senza essere punita, sarà scientificamente rimossa.”

In riferimento alla classe dirigente, “tranne che per l’unica questione della fedeltà allo Stato mondiale e al proprio ordine,” spiega Russell, “i membri della classe dirigente saranno incoraggiati ad essere avventurosi e pieni di iniziativa. Si riconoscerà che il loro compito è quello di migliorare la tecnica scientifica e mantenere i lavoratori manuali soddisfatti per mezzo di nuovi e continui divertimenti.

Tutti gli scritti successivi di Russell, che auspicavano bombardamenti nucleari preventivi sulla Russia, un governo mondiale gestito da una dittatura scientifica e l’indottrinamento dei bambini per far credere loro che “la neve è nera” devono essere letti tenendo ben presente la sua razzistica visione filosofica del mondo.

Norbert Wiener e l’ascesa della cibernetica

Nel 1913, mentre veniva dato alle stampe il terzo e ultimo volume dei Principia Mathematica di Russell, dagli Stati Uniti era arrivato a Cambridge con una borsa di studio un giovane studente di matematica. Questo adolescente, che si chiamava Norbert Wiener, era rapidamente entrato a far parte di una ristretta comunità di giovani che venivano istruiti da Bertrand Russell e David Hilbert. Con Russell  Wiener aveva studiato logica e filosofia e con Hilbert il calcolo differenziale. Parlando di Russell, Wiener aveva detto: “quando ero venuto a studiare in Inghilterra da Bertrand Russell, avevo capito che mi ero perso quasi tutte le vere questioni di significato filosofico.” Aveva definito Hilbert “l’unico genio veramente universale della matematica.”

Per tutta la sua vita, Wiener sarebbe stato posseduto dall’ossessione di esprimere in modi pratici il sistema logico chiuso di Russell.

Nonostante il fatto che, nel 1931, un giovane genio leibniziano di nome Kurt Gödel avesse messo un grosso bastone tra le ruote dei Principia di Russell con una sua brillante dimostrazione, secondo cui nessun sistema logico avrebbe mai potuto essere veramente coerente con se stesso a causa della natura autoriflessiva di tutti i sistemi esistenti, Russell aveva continuato a spingere incessantemente il suo progetto e Wiener era diventato il suo principale apostolo.

Fra gli altri seguaci delle teorie sull’apprendimento automatico di Russell possiamo ricordare Alan Turing, Oskar Morgenstern, Claude Shannon e John von Neumann. Anche se ogni matematico aveva il suo particolare contributo da offrire, erano tutti uniti dalla fede incrollabile che la mente umana altro non fosse che un miscuglio di impulsi bestiali guidati dalla logica delle macchine a sistema chiuso e niente di più. In un computer, il tutto non è che la somma delle parti, e così deve essere anche nel resto dei sistemi informatici, compreso il cervello umano, gli ecosistemi e l’universo nel suo complesso. Per principi “metafisici” come anima, scopo, Dio, giustizia e libero arbitrio non c’era posto nella mente di quei calcolatori umani.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il lavoro di Wiener sui cicli di feedback in aeronautica e lo studio dei sistemi radar aveva portato il matematico ad ideare un nuovo linguaggio per la gestione dei sistemi umani complessi che ben presto si sarebbe rivelato utile anche nel mondo degli affari, in campo militare e persino a livello di intere nazioni. Il nome dato a questo nuovo strumento di controllo era “cibernetica.” Descrivendo la sua invenzione, Weiner aveva dichiarato:

“Cibernetica, che ho fatto derivare dalla parola greca Kubernetes, o timoniere, è la stessa parola greca da cui, alla fine, deriva il termine governatore.”

Basandosi sulle macchine informatiche binarie a sistema chiuso come modello per la mente umana, Weiner pretendeva che i concetti metafisici venissero concepiti come esistenti solo all’interno delle caratteristiche meramente fisiche delle proprietà elettrochimiche misurabili del cervello. Descrivendo questo analogo computer-mente, Weiner aveva dichiarato: “Avevamo capito che questa macchina calcolatrice ultra rapida, dipendendo come fa da dispositivi di commutazione sequenziali, doveva essere quasi il modello ideale dei problemi che sorgono nel sistema nervoso” e che “il problema di interpretare la natura e i vari tipi di memoria nell’animale ha il suo parallelo nel problema di costruire memorie artificiali per la macchina.”

La cibernetica per un governo globale

Prevedendo l’inevitabilità dei sistemi di controllo globale dell’informazione (e quindi del controllo politico totale da parte di una classe dirigente quasi divina) e dell’avvento dell’Intelligenza Artificiale, Weiner aveva scritto: “dove arriva la parola di un uomo e dove va il suo potere di percezione, fino a quel punto si estende il suo controllo e, in un certo, senso la sua esistenza fisica. Vedere e dare comandi a tutto il mondo è quasi lo stesso che essere ovunque.”

La chiave per comprendere l’attrattiva della cibernetica per una dittatura scientifica desiderosa di onniscienza e onnipotenza totali è la seguente: nel contesto di una grande barca, solo il timoniere deve avere un’idea dell’insieme. Tutti gli altri devono avere coscienza solo del loro ruolo, locale e compartimentato.

Con l’applicazione della cibernetica all’organizzazione dei sistemi economici (voluta da Sir Alexander King dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico e applicata ai governi transatlantici durante gli anni ’60 e ’70), erano nate enormi e complesse burocrazie, con solo piccoli nodi di “timonieri” (incorporati all’interno di questa nuova organizzazione dello Stato Profondo) a cui era consentito l’accesso ad una visione d’insieme. Questo, per una tecnocrazia sovranazionale, era il sistema operativo ideale per controllare le leve del Nuovo Ordine Mondiale.

Durante questo periodo di trasformazione, uno dei più entusiasti sostenitori del nuovo sistema era stato Pierre Elliot Trudeau (il neo-imposto primo ministro del Canada), il padre dell’enorme rivoluzione cibernetica del governo canadese tra il 1968-1972 attuata sotto il controllo del Privy Council Office. In una conferenza del novembre 1969 sulla cibernetica nella pratica di governo, Trudeau aveva affermato: “Siamo consapevoli che le tante tecniche della cibernetica, con la trasformazione della funzione di controllo e con la manipolazione delle informazioni, cambieranno l’intera nostra società. Sulla base di questa conoscenza, siamo svegli, attenti, capaci di agire; non più ciechi e inerti nelle mani del destino.”

Trudeau aveva lavorato a stretto contatto con Sir Alexander King nella formazione di una nuova organizzazione denominata Club di Roma, che ha avuto un profondo impatto sulla governance globale dal 1968 ad oggi. Trudeau era un devoto sostenitore di questa nuova organizzazione che, durante i primi anni ’70, sarebbe diventata un centro di revivalismo neo-malthusiano. Trudeau aveva persino presieduto la filiale canadese del Club di Roma e aveva stanziato fondi per finanziare lo studio del MIT-Club di Roma Limits to Growth  [Rapporto sui limiti dello sviluppo], che sarebbe diventato la bibbia della moderna organizzazione ambientale.

Alexander King e il modello informatico reso famoso in Limits to Growth del 1972, che imponeva un nuovo scisma tra il desiderio di sviluppo dell’umanità e la presunta tendenza della natura a soggiacere ad un equilibrio matematico

A differenza di Russell, che negava tutti i casi di anti-entropia, Weiner ammetteva l’esistenza di aree isolate con un certo grado di anti-entropia, per esempio in biologia e nei sistemi umani, tendenti ad operare in modalità che portano ad una diminuzione dell’entropia (la propensione dei sistemi all’equilibrio naturale). Tuttavia, proprio come Russell, Wiener credeva che la cibernetica e la teoria dell’informazione venissero interamente plasmate dall’entropia:

“La nozione di quantità di informazione ricorda subito una nozione classica della meccanica statistica: quella di entropia” (la seconda legge della termodinamica).

Nella mente di Wiener, la legge dominante l’universo, inteso come luogo finito, in decadimento e modellato dalla morte, avrebbe inevitabilmente distrutto quelle poche condizioni di vita anti-entropica sviluppatesi, per mera fatalità, in aree casuali dello “spazio” e nel “tempo.” Nel 1954 aveva detto:

“È altamente probabile che l’intero universo che ci circonda morirà di morte termica quando il mondo arriverà al completo equibrio termico, in cui non accadrà mai nulla di veramente nuovo. Altro non rimarrà se non una scialba uniformità.”

Le conferenze Macy sulla cibernetica

Nel periodo 1943-1953, la cibernetica di Wiener e il suo corollario della teoria dell’informazione erano diventati il punto focale di un nuovo sacerdozio scientifico che avrebbe spinto i più importanti esponenti dei vari rami della conoscenza nella direzione presa in precedenza dal timoniere del XIX secolo, Thomas Huxley, e dal suo X-Club della Royal Society.

Queste conferenze erano finanziate dalla Fondazione Josiah Macy, creata dal generale Marlborough Churchill (un cugino di Winston Churchill) nel 1930 con lo scopo primario di convogliare fondi verso la ricerca eugenetica negli Stati Uniti e in Germania insieme alla sua organizzazione sorella, la Fondazione Rockefeller. In Germania, dal 1928 e per tutti gli anni ’30, [la Fondazione] aveva finanziato il principale eugenista nazista, Ernst Rudin, mentre, contemporaneamente, sponsorizzava la ricerca condotta dalle società eugenetiche britanniche e americane.

Come sottolinea Anton Chaitkin nel suo British Psychiatry from Eugenics to Assassination, il fondatore e responsabile della Macy Foundation, il generale Marlborough, aveva precedentemente diretto la Black Chamber dell’intelligence militare dal 1919 fino al suo scioglimento, nel 1929. La Black Chamber aveva stretti contatti con l’intelligence britannica e aveva aperto la strada a quella che poi sarebbe diventata la National Security Agency (NSA).

Dopo il 1945, nel disperato tentativo di prevenire la diffusione del Sistema Americano di Economia Politica e del New Deal internazionale messo in moto dal presidente anti-imperialista Franklin D. Roosevelt, le Macy Conferences on Cybernetics avevano iniziato a tenersi ogni sei mesi, riunendo psichiatri, biologi, neurologi, ingegneri informatici, sociologi, economisti, matematici e persino teologi collegati alla Clinica Tavistock. Wiener aveva descritto queste conferenze, che avrebbero plasmato il corso dei successivi 75 anni, con queste parole: “per l’organizzazione umana, abbiamo cercato l’aiuto degli antropologi, i Dottori Gregory Bateson e Margaret Mead, mentre il Dr. Oskar Morgenstern, dell’Institute of Advanced Study, è stato il nostro consulente nell’importante campo dell’organizzazione sociale, di competenza della teoria economica… il Dr. Kurt Lewin ha portato i contributi più recenti sulla teoria del campionamento delle opinioni e sulla pratica del creare opinioni.

L’ingegneria sociale guida l’ordine del dopoguerra

Per chi non lo sapesse, il dottor Bateson era stato uno dei principali responsabili del programma MK Ultra della CIA, che aveva funzionato dal 1952 al 1973 come operazione segreta da diversi miliardi di dollari, progettata per studiare gli effetti del rimodellamento individuale e collettivo tramite un mix di elettroshock, tortura e farmaci. Oskar Morgenstern era stato l’innovatore della “Teoria dei Giochi,” che avrebbe avuto un ruolo determinante sia nella pianificazione militare della guerra del Vietnam che nei sistemi economici dei successivi 70 anni. Il Dr. Kurt Lewin, un importante psichiatra della Tavistock Clinic di Londra e membro della Scuola di Francoforte, aveva messo a punto un programma concertato per eliminare la peste del patriottismo nazionale, la fede nella verità e l’amore per la famiglia durante il periodo della Guerra Fredda.

Membro di spicco di queste conferenze, nonchè pianificatore di questa operazione era stato Sir Julian Huxley, eugenista di fama e grande stratega imperiale, che aveva lavorato a stretto contatto con il collega Bertrand Russell, leader della Fabian Society. Huxley, che condivideva la cieca fede di Russell e Wiener nell’entropia universale, nel 1953,[parlando dell’universo] aveva detto:

“Da nessuna parte in tutta la sua vasta estensione c’è una traccia di scopo, o anche di significato prospettico È propulso da forze fisiche cieche, una gigantesca danza caotica di particelle e radiazioni in cui l’unica tendenza generale che siamo stati finora in grado di rilevare è quella riassunta nella seconda legge della termodinamica – la tendenza ad esaurirsi.”

Mentre iniziava a formulare il suo concetto di “transumanesimo” e mentre organizzava le conferenze cibernetiche Macy, Julian Huxley, nel 1946, aveva anche trovato il tempo per creare l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO), redigendone il manifesto di fondazione. La sua visione entropica della biologia e della fisica era chiaramente espressa nelle sue agghiaccianti opinioni politiche:

“La morale per l’UNESCO è chiara. Il compito che dovrebbe realizzare, quello di promuovere la pace e la sicurezza, non potrà mai essere portato a termine unicamente con i mezzi a sua disposizione, educazione, scienza e cultura. Occorre prevedere una qualche forma di unità politica mondiale, attraverso un unico governo mondiale o in altro modo, come solo mezzo certo per evitare la guerra… nel suo programma educativo bisognerà sottolineare la necessità ultima di un’unità politica mondiale e familiarizzare tutti i popoli alla possibilità del trasferimento della piena sovranità da nazioni separate ad un’organizzazione mondiale.”

Lavorando in tandem con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, a sua volta creata da uno psichiatra della Clinica Tavistock, G. Brock Chrisholm, e finanziata interamente dalla Fondazione Macy, Huxley aveva dato vita alla Federazione Mondiale della Salute Mentale (WFMH), supervisionata da Montagu Norman della Banca d’Inghilterra e diretta dal capo della Clinica Tavistock di Londra, il Maggiore Generale John Rawlings Rees, nominato direttamente da Montagu.

Chaitkin sottolinea che, nel 1949-1950, tra i primi progetti organizzati congiuntamente dalla WFMH e dalla Fondazione Macy, vi erano state le “Conferenze sui problemi della salute e delle relazioni umane in Germania,” che avevano fatto sì che la tesi sulla personalità autoritaria della Scuola di Francoforte fosse inculcata nella mente di tutti i bambini tedeschi. L’obiettivo era quello di persuadere il popolo tedesco che l’intera colpa dell’ascesa al potere di Hitler non era da ricercare in cospirazioni internazionali o nelle manovre della City londinese e di Wall Street… ma piuttosto nella disposizione “psicologico-genetica all’autoritarismo” del popolo tedesco. Questo programma era stato supervisionato dal direttore della Clinica Tavistock, Kurt Lewin, che, successivamente, sarebbe diventato una figura di spicco della Scuola di Francoforte e promotore di una nuova tecnica di lavaggio del cervello chiamata “allenamento della sensibilità,” basata essenzialmente sull’uso dei complessi di colpa e della pressione collettiva per piegare la volontà di un gruppo target, sia nella scuola che sul posto di lavoro, allo scopo di riportare le menti indipendenti all’interno del pensiero di gruppo. Il lavoro di Lewin con la WFMH e la Clinica Tavistock è anche alla base delle odierne dottrine della Teoria Critica, che minacciano l’intera civiltà occidentale.

Nella misura in cui gli individui pensano in maniera autonoma e sono diretti interiormente da fattori di 1) ragione creativa e 2) di coscienza, i sistemi di pensiero collettivo non si comportano più secondo le regole statisticamente prevedibili di entropia ed equilibrio tanto care agli oligarchi e ai tecnocrati assetati di controllo. Eliminando questo fattore di “imprevedibilità,” con l’argomentazione che tutti i leader che ricercano la verità sono semplicemente “personalità autoritarie” e “novelli Hitler,” la virtù della folla è stata innalzata al di sopra della virtù del genio e dell’iniziativa individuale, un fenomeno che continua ancora a pesare sul mondo. (1)

Nel periodo 1960-1970, le conferenze cibernetiche si erano evolute, integrandosi sempre di più con organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la NATO e l’OCSE. Mentre era in corso questa integrazione, i nuovi tecnocrati erano diventati sempre più influenti nel fissare gli standard del nuovo sistema operativo mondiale. Nel frattempo, i governi nazionali venivano privati dei loro leader morali, come John F. Kennedy, Charles DeGaulle, Enrico Mattei e John Diefenbaker, con conseguente integrazione dell’analisi dei sistemi e della cibernetica nella struttura di governo del nuovo Deep State internazionale.

Nel 1957, mentre Julian Huxley coniava il termine “transumanesimo,” il culto dell’Intelligenza Artificiale, guidato dalla fede nell’inevitabile fusione uomo-macchina, cresceva sempre di più tramite eventi importanti, come la tesi della simbiosi uomo-computer di J.C.R Licklider del 1960 e l’applicazione di questi sistemi in alcuni programmi del Dipartimento della Difesa, come i sistemi di comando dei wargames, il SAGE (Semi Automatic Ground Environment), e le reti di difesa per velivoli senza pilota. Le diadi Computer-Soldato a Cognizione Aumentata della DARPA si sono rivelate un’altra espressione di questa idea perversa, con centinaia di milioni di dollari spesi per la creazione di soldati cyborg potenziati.

Nel corso degli anni, i seguaci di questo nuovo culto si sono ritrovati ad operare come timonieri nella nuova nave globale terrestre, dando origine ad una nuova classe elitaria mondiale di tecnocrati e oligarchi fedeli solo alla loro casta e alla loro ideologia, con il pensiero sempre più allineato al modello della macchina computerizzata, capace di logica ma non di amore o creatività. Più questi adepti del culto tecnocratico, come Yuval Harari, Ray Kurzweil, Bill Gates o Klaus Schwab, riusciranno a pensare come freddi computer, facendo fare lo stesso alle popolazioni della Terra, più potrà essere sostenuta la tesi che “i computer devono ovviamente sostituire il pensiero umano.”

Matthew Ehret

(1) L’attuale ruolo della Clinica Tavistock come leader mondiale nella terapia della transizione di genere per gli adolescenti, con un aumento del 400% dei casi transitati nella struttura nel periodo 2015-2020, è un segno che questa operazione non è una cosa del passato, ma continua tutt’ora ad esercitare la sua influenza sulla salute mentale [della comunità].

Fonte: strategic-culture.org
Link: https://www.strategic-culture.org/news/2021/05/31/from-russell-and-hilbert-to-wiener-and-harari-the-disturbing-origins-of-cybernetics-and-transhumanism/
31.05.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

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Bertozzi
Utente CDC
9 Giugno 2021 13:04

Madonna sto Ehret, dopo A. Huxley, mi demolisce anche Bateson, che erano due miei idoli indiscussi. E vabbè, andiamo avanti.

Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  Bertozzi
9 Giugno 2021 13:50

Ed io ho pensato la stessa cosa per Russell, che considero tra i pochi punti fermi del ‘900. Non ho letto il saggio da cui proviene la citazione sulle caste ma, se penso a varie opinioni espresse da Russell sull’organizzazione della società, mi vien da pensare che le parole riportate siano state interpretate in modo non dico errato ma forse incompleto, decontestualizzato. Per quanto riguarda i suoi auspici su un bombardamento nucleare preventivo ai danni dell’Unione Sovietica non ne ero a conoscenza. Russell era un convinto pacifista, contrario all’intervento della Gran Bretagna nella Grande Guerra (ed in un’epoca in cui il pacifista veniva prontamente etichettato come traditore dalla propaganda bellica), a causa del suo attivismo perse la cattedra a Cambridge e fu addirittura arrestato nel 1918. Nonostante ricordassi la sua ferma opposizione al totalitarismo staliniano non immaginavo che avesse avanzato l’ipotesi dell’utilizzo dell’atomica contro i russi, sarei curioso di leggere il discorso completo in cui si pronunciò in questi termini.

Non mi convince neppure la frase “un governo mondiale gestito da una dittatura scientifica” come rappresentativa del pensiero di Russell sul ruolo della scienza, quantomeno il suo saggio “L’impatto della scienza sulla società” suggerisce ben altro.

Ultimo aggiornamento 3 mesi fa effettuato da Hospiton
Bertozzi
Utente CDC
Risposta al commento di  Hospiton
9 Giugno 2021 15:48

Sì, lui è molto tranchant, viene da non fidarsi, purtroppo cliccando sul link mkultra riferito a Bateson si apre una pagina in inglese che parla di questi studiosi ‘attori di tutti i giorni’ (traduzione mia) che mi ha abbastanza depresso, anche in riferimento alla presunta contro cultura degli anni ’60, LSD Allen Ginsberg e compagnia cantante. Lo stesso è accaduto l’altra volta con Huxley, mi sono andato a cercare un po’ di roba e le voci secondo le quali fosse anche lui di quel ‘partito eugenetico’ sono diverse e plausibili. Di suo mi era stato molto utile’ l’arte di vedere’ (anche se era un libello tecnico che parla della vista) e soprattutto ‘il tempo si deve fermare’ che ho adorato. New world e utopie distopiche l’avevo letto anni fa, interessato ma non entusiasmato così come l’isola. Non mi è mai tornato il fatto che fosse andata a fuoco la sua biblioteca leggendaria, insomma non riesco ancora a capire da che parte metterlo. Certo la figura dell’intellettuale ricco inglese e pacifista mi risulta sempre più difficile da accettare, se davvero sono esistiti forse i loro nomi sono a noi sconosciuti, per ovvie ragioni, se solo di questi abbiamo testimonianza forse e… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 3 mesi fa effettuato da Bertozzi
Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  Bertozzi
9 Giugno 2021 16:39

Non conosco granché Huxley e la sua opera, pensa che non ho letto nemmeno “Il mondo nuovo”, iniziato e non terminato, cosa che mi capita di rado. Forse non era il momento giusto…ho invece apprezzato “L’eminenza grigia”, su F.L. du Tremblay, consigliere di Richelieu. “Il tempo si deve fermare” me lo segno.
Sulle sue idee di conseguenza so poco, certo che i nomi che spuntano quando si parla di sostenitori dell’eugenetica sono notevoli, forse per questa “disciplina” ipotizzavano un percorso ed uno scopo diverso da quello luciferino che comunemente si immagina?
Più si va avanti e più le certezze si sgretolano o traballano, penso di esser abbastanza allenato quando si tratta di metter qualcosa in discussione ma qui ormai serve la resistenza di un Rafa Nadal o un Djokovic. Per ora rifiato e mi tengo ancora buono il vecchio Bertie con il suo “Elogio dell’ozio” (contenente perle del tipo “L’etica del lavoro è l’etica dello schiavo“, con un ottimo discorso di contorno), pur sapendo che menti geniali come Huxley o Russell sarebbero in grado di spingermi in una certa direzione senza che riesca ad accorgermene…

ps che pensi a proposito dell’incendio della biblioteca di Huxley? Eliminazione di materiale compromettente?

Bertozzi
Utente CDC
Risposta al commento di  Hospiton
9 Giugno 2021 17:51

Eh proprio non me lo spiego, se fosse una vendetta – magari familiare? – proprio perchè non era del partito luciferino? Non ho fatto ricerche approfondite, ma da qualsiasi parte lo si metta è stata una cosa da cui non si è più ripreso, è morto l’anno dopo. Di sicuro era un tesoro inestimabile. Anche il fatto di aver sposato la teoria di Bates sulla capacità di migliorare la propria vista senza occhiali e di avere scritto un libro apposta mi ha sempre portato a metterlo dalla parte dei buoni, dei non allineati, se pensi che è a tutt’oggi una teoria assolutamente screditata… a favore ovviamente di oftalmologici e venditori di occhiali vari, che non aspettano altro di mettere gli occhiali a tutti fin da bambini e non toglierglieli fino a morte avvenuta. Un pò come voler curare i sani, insomma, e suona attuale.

Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  Bertozzi
9 Giugno 2021 18:08

Una storia interessante (e drammatica, dato che ha inciso anche sulla sua salute), proverò a fare qualche ricerca. Già, il suo supporto a teorie come quella di Bates, che le accademie contrastano con forza ancor oggi, e diversi aspetti della vita di Huxley fanno pensare che fosse tutto meno che allineato…credo valga lo stesso discorso fatto per Russell, prima di depennarli dalla lista dei “buoni” direi di attendere prove più concrete.

Bertozzi
Utente CDC
Risposta al commento di  Hospiton
9 Giugno 2021 18:15

Beh di sicuro, un sacco del loro lavoro è ancora utile, come il giustamente da te citato ‘elogio dell’ozio’, per cui teniamocelo gustiamocelo, e usiamolo che fa sempre bene. Di Russell ho letto un paio di libri anni fa e, come per te, era ed è ancora per me dalla parte dei buoni.
Di sicuro farebbe bene alla stragrande maggioranza delle persone leggersi qualche loro libro.

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Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  Bertozzi
9 Giugno 2021 18:26

Ci puoi contare, sfido chiunque a leggersi il già citato “L’impatto della scienza sulla società” – se non l’hai letto te lo consiglio – e diventare un fanatico dello scientismo o di qualsiasi tipo di totalitarismo. E per Huxley credo valga la stessa cosa, per quanto lo conosca meno…

LuxIgnis
Utente CDC
Risposta al commento di  Bertozzi
9 Giugno 2021 18:21

La teoria ed i suoi esercizi di Bates funziona se il disturbo oculare viene preso in tempo, alle prime insorgenze. Oppure anche da adulti ma solo se la miopia è di grado basso. Sono miope da bambino. Provandola da adulto sono riuscito a recuperare 1,5 gradi, pochi per quello che ho io, ma poi non sono riuscito ad andare oltre. Ed ho quindi smesso.
C’è da dire che Husley era fortemente miope, praticamente ipovedente, e riuscì con gli esercizi Bates a recuperare abbastanza, ma poi anche lui regredì di nuovo alla condizione precedente. Morì quasi cieco.
Io non credo assolutamente che A.Huxley fosse implicato in qualcosa di oscuro.
Questi articoli mi puzzano parecchio.

Bertozzi
Utente CDC
Risposta al commento di  LuxIgnis
9 Giugno 2021 18:37

Beh, riguardo al metodo Bates non sono per nulla d’accordo, con Huxley ha funzionato lo ha portato a vedere e leggere ancora, ed era quasi ceco da moltissimi anni, e gli ha praticamente cambiato la vita,che non è poco – è ovvio che poi invecchiando si peggiora, ma ci sono moltissime testimonianze di gente che è guarita da diverse malattie degli occhi e ci vedono bene sia negli scritti di Bates che in pubblicazioni specifiche (tipo la rivista ‘il falco’). Per esperienza diretta non so dirti se hai ragione o no, visto che io ho migliorato la mia vista da 1,5/2 gradi ad avere una vista praticamente perfetta, e potresti avere ragione, ma non ce l’hai sul discorso delle prime insorgenze, in quanto io quei 2 gradi li ho persi a 16/18 anni e li ho ripresi a più di 30, dopo molti esercizi e lettura super approfondita del libro di Bates. Quello che fa specie è che in ogni caso chi ha fatto quel percorso si accorge del fatto che la vista si può ‘educare’ che per l’oftalmologia è una bestemmia – continuando a dire come un dogma che il cristallino non si può muovere ecc – mentre chi… Leggi tutto »

LuxIgnis
Utente CDC
Risposta al commento di  Bertozzi
9 Giugno 2021 18:46

Te rientri nei casi che ho citato di miopia leggera, e quindi anche da adulto funziona se ci si applica. Ma per me che ho 7 gradi in un occhio e l’altro che ha un malattia in cui non sono miope ma parecchio astigmatico, più di quello non ho ottenuto. Ed è un miglioramento ininfluente. Nel tuo caso invece da diciamo 3 gradi portarli ad 1, 1 1/2 fa una bella differenza. Guidi anche la macchina.
Chiaramente ci sono delle eccezioni. Per esempio c’è la storia, di un israeliano (mi sfugge il nome ora) che era praticamente cieco, e che dopo anni di esercizi sulla falsariga di Bates ha preso la patente, senza occhiali!
Ma ci vuole una costanza enorme.
Dovrebbero applicarli da bambini o ragazzi alla prima insorgenza. Poco sforzo e risultati garantiti. Salvo sempre eccezioni.
Ma comunque concordo con quello che dici dell’oftalmologia in generale. Delinquenti!

Bertozzi
Utente CDC
Risposta al commento di  LuxIgnis
9 Giugno 2021 18:57

Beh, ininfluente non saprei, se da 7 passavi a 9 non era mica un gran successo. Almeno qualcosa hai recuperato. Poi come tu stesso fai notare per ognuno è diverso, ognuno fa il suo percorso come per tutto.Ovvio che è un percorso che va fatto il prima possibile, Bates fa sempre l’esempio della gamba rotta, se ti rompi una gamba e usi la stampella per dei mesi non è che poi quando la gamba guarisce tieni la stampella tutta la vita, perchè se lo fai la tua gamba non torna più a funzionare. Per lui l’occhio funziona uguale, perdiamo decimi per traumi spesso legati a ciò che ci accade nella vita – non dimentichiamo che l’occhio è collegato direttamente al cervello – e quindi cominciamo a vederci di meno, ma se invece di portare le lenti correttive da lì a per sempre imparassimo a lavorare sul trauma, dopo un pò di tempo torneremmo a vedere normalmente. Se invece teniamo la stampella/occhiali 24 ore al giorno di sicuro il nostro occhio non migliora ma anzi peggiora. Infatti lui si scaglia contro ogni tipo di occhiale, fino agli inizi del secolo scorso se vedevi uno con gli occhiali da sole gli chiedevi… Leggi tutto »

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LuxIgnis
Utente CDC
Risposta al commento di  Bertozzi
9 Giugno 2021 18:59

Si è questo quello che volevo dire.

LuxIgnis
Utente CDC
Risposta al commento di  Bertozzi
9 Giugno 2021 17:10

Ho provato a leggermi un articolo in inglese che parla di queste presunte correlazioni tra Bateson e la CIA ma ho lasciato perdere quando addirittura sembra sia stato implicato anche David Crosby con le sue canzoni.
Questi sono disinformatori che buttano in caciara, facendo un calderone da cui poi non si capisce nulla!

Bertozzi
Utente CDC
Risposta al commento di  LuxIgnis
9 Giugno 2021 17:52

Sì è vero, concordo, però alcuni dati e citazioni sono allarmanti, ripeto, non saprei.

LuxIgnis
Utente CDC
Risposta al commento di  Bertozzi
9 Giugno 2021 18:34

SI può prendere una frase, scritta o detta ed isolarla dal contesto e farla risultare a favore del nostro pensiero. Se fatta inintenzionalmente si chiama “pregiudizio di conferma”. Se fatta intenzionalmente è disonestà intellettuale. Bateson se lo si legge tutto, non risulta, nel suo pensiero niente di tutto ciò. Anzi. Poi questi articoli fanno riferimento soprattutto ad un periodo di Bateson che è quello della 2° guerra mondiale. Beh è probabile che in quel frangente avrà detto cose opinabili. Ma questo vale per tutti. C’è un leit-motiv in tutti questi articoli è che la “controcultura”, il movimento Hippie o il 68 da noi, siano stati voluti e finanziati dalla CIA o da altri poteri oscuri. E’ una specie di idiosincrasia personale di questi autori che però non ha nessun fondamento. Bateson era un esponente della controcultura o per lo meno era uno molto letto da questi (anche per questo l’ho letto da ragazzo). Queste per me sono idiozie, e basta conoscere gli autori (averli letti) del periodo, per accorgersene. In più secondo me si scredita quello che è stato l’ultimo anelito di libertà nel mondo occidentale, e che fu stroncato in molti modi, anche violentemente da parte del potere. Se… Leggi tutto »

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Bertozzi
Utente CDC
Risposta al commento di  LuxIgnis
9 Giugno 2021 18:38

Vero, vero, sono con te.

lurker
Utente CDC
Risposta al commento di  Hospiton
9 Giugno 2021 16:15

Condivido i tuoi dubbi su Russell. Anche a me questo discorso non convince.

Per quanto riguarda Huxley, premesso che ho letto questi articoli piuttosto in fretta, mi pare che le critiche dell’autore siano rivolte solo ai parenti di Aldous Huxley (Thomas e Julian).

Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  lurker
9 Giugno 2021 16:46

Sai, ho letto diversi suoi saggi, interviste, una biografia (poco conosciuta e non certo indirizzata ad un pubblico generalista), insomma abbastanza materiale da dubitare del ritratto di Russell che emerge dall’articolo di Ehret. Cerco di tenermi pronto a tutto però per rivalutare le mie posizioni sul filosofo inglese vorrei qualcosa di ben più probante…in quanto agli Huxley forse Aldous è stato citato in qualche articolo precedente, non ricordo.

LuxIgnis
Utente CDC
Risposta al commento di  Bertozzi
9 Giugno 2021 16:58

Mi chiedo se costui abbia mai letto Bateson. Io l’ho fatto da ragazzo, quasi tutto, e per me è stato un grande. Per quanto la moglie (Margaret Mead) sia stata rimproverata di essere un po’ “biancocentrica” nelle sue valutazioni antropologiche degli indigeni -ma bisogna dire che in quell’epoca era così nel mondo accademico – non mi ricordo di aver trovato in Bateson qualcosa che mi facesse pensare a quello che dice l’articolo. Può anche essere che fossero stati reclutati al progetto ma da qui a dire che lo condividevano o ne conoscessero le reali finalità, ce ne passa.
Anche per Aldous Huxley è la stessa cosa. Viene sempre messo in mezzo, per la sua parentela, ma non è mica detto che condivideva quelle idee. Anche se qui l’articolo non lo cita per niente.
Russel lo conosco poco e non dico nulla.

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Bertozzi
Utente CDC
Risposta al commento di  LuxIgnis
9 Giugno 2021 17:56

Si, si la penso come te, infatti faccio fatica a credergli a sto Ehret che comunque apprezzo, di Bateson ho letto molte cose sia sue che di Milton Ericson che considero un mito assoluto – appena citato e salvato dall’articolo per grazia ricevuta, verrebbe da dire. Ci sta anche che avessero lavorato per il diavolo senza saperlo, chissà, certo è che Bandler e Grinder con la Pnl di casini ne han combinati un bel pò, e loro si fa un pò più fatica a giustificarli.

LuxIgnis
Utente CDC
Risposta al commento di  Bertozzi
9 Giugno 2021 18:55

Grande anche Ericson!
Su Bandler e Grinder a loro discolpa c’è da dire che avevano creato una tecnica ma per fini terapeutici e che funzionava bene.
Che poi dopo, molto dopo sia stata usata la PNL prettamente per fregare la gente, è un altro discorso!
Letti anche loro, comunque. Per chi vuole interessarsi alla PNL si leggessero loro, e non sti cazzoni che vanno di moda adesso.

Bertozzi
Utente CDC
Risposta al commento di  LuxIgnis
9 Giugno 2021 19:06

Concordo, resta che Bandler abusava di alcol e cocaina e centra qualcosa anche in quello che venne definito l’omicidio Chistensen; insomma non era così specchiato, ho letto anni fa diverse testimonianze non proprio lusinghiere sui suoi comportamenti e sull’uso della Pnl sulle menti di qualche debole… al contrario di Ericson, che era un mito totale.

LuxIgnis
Utente CDC
Risposta al commento di  Bertozzi
9 Giugno 2021 19:08

Beh, ognuno ha i suoi demoni da affrontare.
Ci sono stati molti geni che hanno avuto una vita personale alquanto discutibile.

PietroGE
Utente CDC
9 Giugno 2021 14:07

Questo articolo è un minestrone che rischia di confondere le idee a molti. Bisogna distinguere tra specialisti in materie scientifiche che si avventurano con giudizi sulla società come Russell o come Einstein (il pacifismo del quale è messo a dura prova dalla famosa lettera scritta per spingere il governo americano a fare la guerra alla Germania) e la gente come la Scuola di Francoforte e il gruppo Tavistock che hanno proprio come scopo la manipolazione della società. Fare di tutta l’erba un fascio non aiuta nessuno a capire. Non c’è nessun filo rosso tra le opere di Hilbert, Russell, Wiener ecc. e il transumanesimo da science fiction prossimo venturo. C’è invece un rapporto di causa effetto tra le opere della Scuola di Francoforte, pompate dai media come genialate e imposte come lettura a gente che non sapeva neanche chi era Aristotele, e la distruzione dell’ordine sociale che si è verificato in occidente alla fine degli anni ’60. Il gruppo Tavistock e la manipolazione mentale poi meritano un capitolo a parte a causa della collaborazione con la CIA e l’introduzione di droghe per alterare il comportamento umano che hanno causato una strage tra i giovani.

Pfefferminz
Utente CDC
9 Giugno 2021 16:41

https://t.me/Kulturstudio/15656
(video in inglese)

Klaus Schwab e il Forum Economico Mondiale hanno pubblicato un video disgustoso in cui si mostra la “gioia” dopo un intervento di transumanesimo. Alla ragazza sono stati impiantati microchip nel cervello, negli occhi e nelle mani e lei, raggiante, mostra ai genitori quello che è in grado di fare con queste “meraviglie”. La ragazza è inoltre collegata ad una struttura che permette di leggere il pensiero. Quello che lei non dice, è che il suo comportamento può essere telecomandato. Il video viene pubblicizzato dalla BBC.

La ragazza dice di essere felice. Deve essere il tipo di “felicità” di cui parla Klaus Schwab, quando annuncia: “Nel 2030 non possederete niente e sarete felici”.

Questo è il futuro distopico cui opporsi con tutte le forze, ma dopo aver visto i giovani che fanno quasi a botte per farsi iniettare un veleno, non ho più molte speranze. Questi faranno la fila anche per farsi impiantare i microchip e diventare tutt’uno con il loro smartphone. C’è solo da sperare che le terre rare che servono per costruire questi marchingegni si esauriscano presto.

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Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  Pfefferminz
9 Giugno 2021 16:52

Ma che tu sappia anche in Germania ci sono file di ventenni pronti a farsi iniettare l’intruglio (con l’approvazione di una larga fetta di depensanti adulti)?

Pfefferminz
Utente CDC
Risposta al commento di  Hospiton
9 Giugno 2021 17:27

Se vai su Youtube e digiti “Schlangen vor Impfzentren” (file davanti ai centri vaccinali), non hai che l’imbarazzo della scelta. Si formano file dappertutto, è una psicosi generale, solo che le iniezioni per i giovani dovrebbero cominciare adesso. In certi posti si organizzano degli “eventi speciali”, vale a dire delle vaccinazioni per tutti, senza guardare all’età. Ecco allora che la gente va là molte ore prima dell’apertura del centro, portandosi con sè la sedia e lo spuntino, come mostra il seguente articolo che riguarda un paese dello Schleswig Holstein, all’estremo nord della Germania. Scene come quelle di Bologna non ne ho ancora viste, ma presumo che le vedremo presto anche in Germania.
https://www.ndr.de/nachrichten/schleswig-holstein/coronavirus/Lange-Schlange-bei-Impfaktion-in-Schacht-Audorf,astrazeneca268.html
(articolo in tedesco)

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Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  Pfefferminz
9 Giugno 2021 17:33

Grazie per il video, darò un’occhiata anche su youtube ma da quel che dici immagino già lo scenario. Insomma l’Europa occidentale è bollita, sapevamo che c’erano tutte le premesse, sarà importante tenersi informati su ciò che succede fuori dall’area UE.

LuxIgnis
Utente CDC
Risposta al commento di  Pfefferminz
9 Giugno 2021 18:57

Capirai! In America oltre a lotterie varie sono arrivati anche ad offrire dei joint di cannabis se ti vaccini!

oriundo2006
Utente CDC
Risposta al commento di  Pfefferminz
9 Giugno 2021 18:18

Puo’ essere che la mancanza di possesso renda felici. In realta’ hanno fatto di tutto con la tassazione folle e le crisi economiche pilotate a fare della proprieta’ un incubo.
Ma non e’ che vada meglio per i non-proprietari. La fila alle mense pubbliche lo dimostra. Questo mondo e’ alla fine.

danone
Utente CDC
9 Giugno 2021 17:37

Tanta roba negli articoli di Ehret. La questione cibernetica, dell’interfaccia uomo-macchina, ha le sue origini logico-filosofiche, o comuque dei fondamentali sviluppi, nel dibattito che ci fu a fine ‘800 inizio ‘900, fra i matematici che sviluppavano la teoria degli insiemi, con i relativi postulati ed assiomi di coerenza e i filosofi logici come Russell, che cercavano di mettere alla prova la coerenza della logica dei postulati stessi, proponendo paradossi logici da sciogliere. Questi matematici si resero conto che dagli assiomi e i postulati dell’insiemistica si poteva elaborare un vero e proprio insieme coerente, un linguaggio-percorso logico, che tradotto in segni-simboli, potevano essere utilizzati come linguaggio di programmazione e come primi sistemi crittografici. Sotto l’aspetto filosofico la constatazione rilevante è che se l’uomo può programmare una macchina, la coerenza della logica dell’uomo non è più solo un sistema auto-referenziale, non è più solo una prigione di soggettività insuperabile, ma al contrario, l’uomo può oggettivare la sua conoscenza del mondo, può penetrare la cosa in sè. Da questi inziali confronti fra scienziati e filosofi, coinvolti tutti i personaggi citati nell’articolo, si arriva dritto dritto allo sviluppo della cibernetica e dell’AI. Come si passa però dalla consapevolezza dell’oggettivazione, che diventa capacità di programmazione… Leggi tutto »

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oriundo2006
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
9 Giugno 2021 18:58

I prodromi sono ancora piu’ antichi, stanno nella Repubblica di Platone con il suo empireo di saggi deputati al comando sugli ‘altri’, ampia proiezione della citta’ di Atene di allora, tra iloti e ottimati, senza la terza classe dei Saggi ( con cui Platone volentieri si identificava…ma non solo lui ). Dopo La Repubblica vengono pero’ il Timeo ed il Crizia incompiuto, viene il mito assai reale di Atlantide: li’ il governo di ottimati ‘semidei’ non dura proprio per la folle ὕβρις di chi comanda: e la fine avviene dopo guerre incessanti con la catastrofe dell’ inabissamento, che lega in un destino comune di morte gli Eletti e la massa umana che facilmente si fa guidare ‘a prescindere’ da tutto ma non dei Giochi pubblici. Come non vedere oggi ampi riferimenti a quanto accade ? L’ empireo di saggi massonici, le loro parole suadenti di fraternita’ per il volgo stupido che, inneggiando a queste, si rendono succubi felici del loro potere, ritenendo da imbecilli che tutto avvenga per il loro ‘bene’, la loro mortifera follia per un dominio incontrastato reso totalitario dal possesso di saperi e poteri segreti, non divulgati che a pochi eletti ( tra le righe noto che… Leggi tutto »

Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
9 Giugno 2021 19:22

In generale è un discorso con cui concordo Danone, in particolare per quel che concerne psudoscienziati e burocrati della scienza (coloro che veramente sfruttano per loschi fini gli studi e scoperte di grandi specialisti). Riguardo l’articolo ho però l’impressione che Ehret sia stato un po’ approssimativo nella ricerca della documentazione a sostegno della sua tesi.

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danone
Utente CDC
Risposta al commento di  Hospiton
9 Giugno 2021 19:44

Certo, ho toccato un aspetto specifico della questione che Ehret non tocca nell’articolo, preferendo trattare aspetti un tantino più cospirativi, che secondo me ci sono sempre negli ambienti elitari che contano, sono sempre tutti figli delle giuste famiglie per capirci.
Anni fa mi interessai di questi aspetti di logica dei postulati e assiomi della teoria degli insiemi, questioni che toccano sia la matematica che la logica, aprendo a riflessioni molto importanti, oltre che interessanti, alla base dello sviluppo dell’informatica e della programmazione.
Ti consiglio di approfondire il dibattito in questione fra matematici e filosofi, col paradosso di Russell e gli sviluppi annessi, ricordo che mi appassionò parecchio :-))

Ultimo aggiornamento 3 mesi fa effettuato da danone
Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
9 Giugno 2021 19:57

Ci proverò, per quanto sia poco ferrato in campo matematico. (di Russell ho letto testi sulla storia della filosofia, o contenenti riflessioni su scienza, società e religione, i “Principi matematici” non ho avuto il coraggio neppure di sfogliarli!)

Pfefferminz
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
9 Giugno 2021 23:17

Bellissima descrizione che mi fa capire il motivo per cui diversi intellettuali che si oppongono strenuamente all’andazzo, sembrano riscoprire o cominciano a parlare della spiritualità. Recentemente, il noto giornalista Ken Jebsen ha dichiarato in un’intervista: “Ich bin ein spiritueller Mensch” (sono un essere umano spirituale). Devo dire che mi è piaciuto molto quello che ha detto Bhakdi: “Noi buddisti non sappiamo se Dio esiste, ma mi piace andare in Chiesa in Germania per Natale, per cantare insieme ai miei amici i canti natalizi”. E Bodo Schiffmann dice: “Pregate, ognuno il suo Dio”. Scorgo in tutti questi atteggiamenti un momento evolutivo rispetto all’era delle religioni classiche. Un passo avanti. La falsa pandemia ha portato alla ribalta persone meravigliose e tutti raccontano di aver perso tante amicizie, ma di averne trovate di migliori, più autentiche. Non tutto il male viene per nuocere.

danone
Utente CDC
Risposta al commento di  Pfefferminz
9 Giugno 2021 23:58

Grazie Pfef.
C’è bisogno di spiritualità, e per fortuna molti iniziano ad accorgersene, perchè è “l’unica cosa vera che c’è”.
Comprensibile che si avverta la mancanza del vero, proprio nel momento in cui più grande è la falsità e diffusa la menzogna.

BRAURONIOS
Utente CDC
9 Giugno 2021 17:37

Il libro citato, effettivamente, dice proprio questo. Ehret non sbaglia. Come si conciliano discorsi tanto sconcertanti con la diffusa immagine di un Russell convinto progressista?
La spiegazione c’è.
Le strambe idee di Russell su un governo scientifico del mondo poggiano a quanto pare su uno scientismo estremo, aberrante, sulla scienza quale metro unico e supremo di tutte le cose. Così è la scienza che si incarica tra l’altro di impostare separatamente la retta educazione degli uomini comuni e della futura classe dirigente. E preliminarmente, come è ovvio, è la scienza che bada a reclutare fin da tenera età (o addirittura da prima della nascita) i membri dell’una o dell’altra classe. Selezionandoli, si intende, con quella magica bilancia di cui è la sola detentrice. Se Russell perviene a una visione così “totalitaria” della società e della politica, è perché alla base in buona fede divinizza grossolanamente, ingenuamente, le virtù supreme della scienza. E in tal modo crea un’utopia alla rovescia più che raccapricciante.

Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  BRAURONIOS
9 Giugno 2021 17:47

Però Russell scrisse anche questo, tratto da “La visione scientifica del mondo”, che a mio parere contrasta non poco con l’immagine da scientista fanatico che risulterebbe dai passaggi riportati da Ehret (decontestualizzati?): “La scienza, che cominciò come ricerca della verità, sta divenendo incompatibile con la veridicità, poiché la completa veridicità tende sempre più al completo scetticismo scientifico. Quando la scienza è considerata contemplativamente, non praticamente, ci si accorge che ciò che crediamo lo crediamo per la nostra fede animale, e che alla scienza dobbiamo solo i nostri disinganni. Quando, d’altro canto, la scienza si considera come una tecnica per la trasformazione di noi stessi e di quanto ci sta attorno, vediamo che ci dà un potere del tutto indipendente dalla sua validità metafisica. Ma noi possiamo solo usare questa potenza, cessando di rivolgerci delle domande metafisiche sulla natura della realtà. Eppure queste domande sono la testimonianza dell’atteggiamento di amore verso il mondo. Così, solo in quanto noi rinunciamo al mondo come amanti, possiamo conquistarlo da tecnici. Ma questa divisione dell’anima è fatale a ciò che vi è di meglio nell’uomo. Non appena si comprende l’insuccesso della scienza considerata come metafisica, il potere conferito dalla scienza come tecnica si otterrà solo… Leggi tutto »

BRAURONIOS
Utente CDC
Risposta al commento di  Hospiton
9 Giugno 2021 18:45

Hai ragione. Nello stesso libro, dopo aver delineato a fondo la sua utopia scientistica (cap. 15), più avanti e in sostanza a fine libro (cap. 17) si impegna strenuamente a relativizzarne la presunta positività e ne evidenzia le implicazioni più rischiose. “La società scientifica, che è stata abbozzata nei capitoli di questa Parte, non si deve prendere, si intende, interamente come vera profezia. È un tentativo di dipingere il mondo che si avrebbe se la tecnica scientifica governasse senza impedimento. Il lettore avrà osservato che le caratteristiche, che ognuno riterrebbe desiderabili, sono quasi inestricabilmente connesse con caratteristiche disgustanti. La ragione sta nel fatto che abbiamo immaginato una società sviluppata secondo certi elementi della natura umana, escludendo tutti gli altri. Come elementi sono buoni; come unica forza motrice, con tutta probabilità riusciranno disastrosi. L’impulso verso la costruzione scientifica dello Stato è ammirevole quando non contrasta con alcuno dei maggiori impulsi che danno valore alla vita umana, ma quando si permette a tale impulso di vietare ogni sbocco a qualunque cosa, fuori che a sé, esso diviene una forma di tirannia crudele. Penso che ci sia davvero il pericolo che il mondo venga sottoposto a una tirannia di questa specie, ed è… Leggi tutto »

Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  BRAURONIOS
9 Giugno 2021 19:09

Esatto, il passaggio che riporti (a proposito, grazie per averlo inserito, lo trovo dirimente in merito) è la riprova che determinate considerazioni, estrapolate da un più ampio contesto, possono risultare fuorvianti e portarci a screditare frettolosamente un autore (nel caso di Russell piuttosto scomodo per il potere, per questo Ehret dovrebbe andarci cauto prima di darlo in pasto al popolo di internet). Ho idea che anche le riflessioni sulle caste, se contestualizzate, assumano un altro significato, non credo che Russell fosse favorevole all’instaurazione di una dittatura disumana, più probabilmente delinea un possibile scenario che si verrebbe a creare in caso di dominio tecnocratico (ed in base alle mie letture immagino che il filosofo inglese lo trovasse ben poco auspicabile). Non ricordo di aver letto altre sue opinioni su un sistema basato su caste, forse Russell l’avrebbe approvato se basato su una equilibrata ripartizione dei ruoli – definiti in base ad inclinazioni, affinità, capacità – ma molto difficilmente si sarebbe trovato d’accordo con qualcuno deciso a “scoraggiare l’iniziativa dei bambini“. Ho l’impressione che Ehret abbia voluto rinforzare una teoria interessante con materiale inserito forzatamente, un errore che può pregiudicare anche quanto di potenzialmente buono sia presente nel suo pezzo.

Ultimo aggiornamento 3 mesi fa effettuato da Hospiton
uparishutrachoal
Utente CDC
9 Giugno 2021 19:53

La confusione..e il fare di tutta l’erba un fascio..si origina dal fatto che la scienza..il mondialismo e il sovranismo.. hanno significati malefici o benefici a seconda dell’ampiezza di significato.. Russel..voleva un governo unico mondiale per impedire una catastrofe nucleare e lo fondava sulla scienza come simbolo di buonsenso contro le derive irrazionalistiche.. Anche il termine eugenetica si presta a fraintendimenti..che Platone non era certamente in sintonia con  Schwab..in quanto il primo pensava a un’elevazione spirituale mentre il secondo ha in vista un potenziamento di facoltà pratiche..e tecnologiche.. Che un cambiamento di paradigma sia necessario è indubbio..che il mondo non può proseguire verso l’abisso di un consumo di tutte le risorse e la guerra totale di chi rimane..che sarà cruenta tanto più aumenta la popolazione affamata.. Diciamo che a un sovranismo passato..fonte di eccidi e violenze ampiamente descritte nei libri di storia..lo si vorrebbe sostiture con un mondialismo orizzontale dove il verticale è rappresentato da un élite del denaro e della tecnica..anche lei schiacciata nel basso come quella massa che vorrebbe guidare e sfoltire.. Se invece pensiamo a un mondialismo buono o un sovranismo buono..in realtà sono la stessa cosa vista da punti di vista differenti..perché sovranisti o meno..tutti dovremo accettare… Leggi tutto »

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oriundo2006
Utente CDC
Risposta al commento di  uparishutrachoal
10 Giugno 2021 10:05

I prodromi del discorso NWO sono ancora piu’ antichi, stanno nella Repubblica di Platone con il suo empireo di saggi deputati al comando sugli ‘altri’, ampia proiezione della citta’ di Atene di allora, tra iloti e ottimati, senza la terza classe dei Saggi ( con cui Platone volentieri si identificava…e non solo lui ).  Dopo La Repubblica vengono pero’ il Timeo ed il Crizia incompiuto, viene il mito assai reale di Atlantide: li’ il governo di ottimati ‘semidei’ non dura proprio per la folle ὕβρις di chi comanda: e la fine avviene dopo guerre incessanti con la catastrofe dell’ inabissamento, che lega in un destino comune gli Eletti e la massa umana che facilmente si fa guidare ‘a prescindere’ da tutto ma non dei Giochi pubblici. Come non vedere oggi ampi riferimenti a quanto accade ? L’ empireo di saggi massonici, le loro parole suadenti di fraternita’ per il volgo stupido che, inneggiando a queste, si rendono succubi felici del loro potere, ritenendo da imbecilli che tutto avvenga per il loro ‘bene’, la loro mortifera follia per un dominio incontrastato reso totalitario dal possesso di saperi e poteri segreti, non divulgati che a pochi eletti ( tra le righe noto… Leggi tutto »

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  uparishutrachoal
11 Giugno 2021 3:01

Rimango dubbioso riguardo al “nella pratica”, mi ostino a pensare che ogni individuo sia un originale destinato ad un’esplorazione soggettiva e unica, e perciò utilizzabile, in un sistema perfetto o che si pretende tale, solo privandolo di questa caratteristica, che stimo divina.
Quindi preferirei mirare ad un’organizzazione sopportabile, piuttosto che perfetta.

Con tutto il resto del tuo commento mi trovo a mio agio.

Ultimo aggiornamento 3 mesi fa effettuato da Primadellesabbie
Primadellesabbie
Utente CDC
11 Giugno 2021 12:54

È un argomento di grande interesse, una problematica che si intravvede già ai tempi di Newton, sulla quale tenere l’attenzione.
Da indagare con un’indole seria ma meno garibaldina di quella di questi tre articoli, peraltro abbastanza scrupolosi nella ricerca.

Ho sottomano alcune frasi dell’ottocentesco Frederic de Portal che vanno all’essenziale, non credo serva tradurre [sottolinetura mia]:

“…La matière n’a rien de mal in soi elle n’est que le dernier degré de la vie qui émane de Dieu; si l’homme se tourne vers la création il se détourne du Créateur…

Data la direzione presa dalla cultura occidentale questo corto circuito scienza/potere era inevitabile.

PS – Rugge ha segnalato che la frequentazione di CdC si è dimezzata dopo l’abbandono di Disqus: visto il livello dei commenti qui sopra mi sembra un prezzo che valeva la pena pagare (anche ‘Carpeoro racconta’, dopo la scelta di escludere i commenti, sembra abbia dimezzato gli ascolti).

Ultimo aggiornamento 3 mesi fa effettuato da Primadellesabbie
Holodoc
Utente CDC
12 Giugno 2021 11:57

Così sicuro che il popolo tedesco non è naturalmente disposto per l’autoritarismo? Sono 20 anni che si lasciano governare da una (ex?) ufficiale della Stasi…

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