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CRIPTODELIRI

DI ALBERTO CONTI

Comedonchisciotte

 

Si è risvegliato l’interesse per le cripto valute, in riferimento all’apparente successo del bitcoin le cui quotazioni sono aumentate a dismisura negli ultimi anni. Su questo fatto di cronaca si sono così costruite fantasie su un possibile futuro utilizzo di tali “monete”, che monete non sono, su larga scala, financo a sostituire le valute tradizionali con tutto il relativo corredo d’infrastrutture gestionali, a partire dallo stesso sistema bancario.
Oggettivamente le valute tradizionali, purtroppo ancora condizionate da un dollaro in evidente affanno (a mantenere lo scettro di valuta di riferimento con i relativi vantaggi), sono a rischio di sostenibilità in relazione alle corrispondenti dinamiche finanziarie, afflitte da crisi ricorrenti e sempre più gravi, anche a causa della deregulation imperante volta a favorire la proliferazione di schemi di Ponzi, o bolle che dir si voglia.
Certo è che l’avversione popolare verso le banche, viste come elementi sempre più inadeguati a tutelare il loro bene fondante, che è la fiducia nel sistema, e spesso sospettate di truffe ai danni dei risparmiatori, è anche rafforzata da ripetuti fatti di cronaca che le riguardano. Per non parlare dell’insostenibilità evidente di ricchezze finanziarie accumulate in misura smodata e non compatibile con l’equivalente in ricchezze reali presenti sul pianeta, e soprattutto esageratamente concentrate in poche mani superpotenti mentre le masse soffrono di crescente povertà, con danni collaterali alla democrazia stessa degenerata in farsa.

Da qui il comprensibile entusiasmo per un denaro non più soggetto al controllo centralizzato (dietro il quale non si può mai sapere chi si nasconde) in quanto gestito in forma automatica e distribuita su una rete senza potenziali confini. Una sorta d’intelligenza artificiale supertecnologica, neutra e senza secondi fini, interamente dedicata al servizio di libero scambio anonimo, eppur tracciabile, tra tutti gli attori economici. Premessa di un ritorno alla democrazia vera, che può sconfiggere finalmente il “vero potere” attualmente imperante e nascosto dietro il sistema bancario.

Fantastico! Peccato che sia una bufala non tanto nella realizzabilità tecnologica (che pure ha i suoi limiti), quanto nel senso fondante della stessa economia a base monetaria che regge le società moderne.

Se si vuole veramente contrastare il cancro che divora l’organizzazione delle moderne società, cioè il già accennato automatismo di concentrazione delle ricchezze (e del potere) in un vertice sempre più ristretto e separato dal resto della popolazione, e più in generale l’esacerbarsi delle differenze sociali senza merito e senza possibilità di riequilibrio, occorre comprendere la fenomenologia della moneta e soprattutto gli obiettivi che vogliamo raggiungere tramite essa.

C’è ancora un qualche ragionevole dubbio che un sistema monetario possa funzionare senza le tasse?
Per quel che mi riguarda assolutamente no, a partire dalla convinzione che un tale sistema economico sarebbe del tutto instabile, prima ancora di considerare la questione della spesa pubblica e relativo welfare.

Per la stessa ragione un sistema monetario tecnicamente indipendente dal potere politico finirebbe per esplodere disastrosamente, non prima di aver aggravato le sperequazioni sociali. E’ questo l’interesse del popolo? Direi proprio di no, per quanto possa essere forte la tentazione popolare di adottare una moneta autonoma dall’intermediazione bancaria. Chi volesse sostenere che però anche le cripto valute possono convivere con un sistema fiscale equo ed equilibrato, dovrebbe spiegare come conciliare questo film con l’anonimato delle transazioni. Chi infine volesse concepire una cripto valuta come realtà minoritaria, accessoria al sistema della valuta a corso legale, si porrebbe allo stesso livello dei paladini delle valute complementari, o dei certificati di credito fiscale. Metaforicamente fanno pensare a quel povero ragazzo che avendo la madre puttana, pensa di rifarsi la reputazione frequentando saltuariamente la zia suora.

L’esperienza recente delle crisi bancarie “risolte” dai QE non fa che dimostrare quello che il linea di principio era già chiaro dalla conclusione per truffa degli accordi di Bretton Woods: il problema primario della moneta è l’autocontrollo delle emissioni, evitando i rischi sia di sottoproduzione che di sovraproduzione. L’esperimento bitcoin, nato con un limite d’emissione prestabilito e invalicabile, sta dimostrando che lo si può comunque eludere tramite supervalutazione della moneta stessa, e che questa tendenza è strettamente legata alla speculazione valutaria. Ed è del tutto logico, anche altre architetture progettuali e gestionali di cripto valute “autonome” sarebbero affette da questo stesso problema, ancor più delle valute tradizionali vittime di un FOREX deregolamentato. A chi gioverebbe la totale deregolamentazione degli scambi e dei movimenti di capitale? A nessuno, se consideriamo vittime di tale sistema perfino le cupole messe in condizioni di concentrare il grosso delle ricchezze e del potere, e perciò stesso separate ed alienate dalla condizione umana più autentica.

Da tecnico mi resta comunque il dubbio sull’utilità/fattibilità di far compiere calcoli mostruosi ad una macchina ogni volta che vado a comprarmi il pane quotidiano o qualsiasi altra cosa, con una coda di occupazione di memoria in crescita esponenziale. E per cosa? Per rendere sicura la transazione, cioè per meritare una fiducia che le nostre capacità di comprensione delle cose che ci riguardano hanno portato fino all’estremo limite fallimentare del tradimento, ad opera dei soliti “furbi”, ma soprattutto di noi stessi. Siamo condannati all’autogoverno democratico, questo è l’effetto collaterale della tecnologia, e se non saremo all’altezza del compito ci estingueremo da noi stessi, poco ma sicuro.

 

Alberto conti

Fonte: comedonchisciotte.org

06.12.2017

Pubblicato da Truman

  • Truman

    Vorrei evidenziare giusto due punti:
    1) Conti mi sembra rientrare tra quelli che sostengono che una moneta è quella cosa con cui si pagano le tasse. Mi sembra di ricordare però che l’invenzione della moneta precede le tasse. In aggiunta ho pure il sospetto che nella vita ci possano essere obiettivi un po’ più elevati del pagare le tasse.
    2) Nel mondo c’è una enorme quantità di denaro circolante, prodotto dal QE (quantitative easing, io lo renderei con “stampare moneta falsa”) e le criptovalute mi sembra stiano risucchiando un po’ di questa liquidità. Già se riuscissero nel compito di smorzare questo eccesso di denaro sarebbe già un risultato meritorio.

  • SanPap

    L’oro è l’unica moneta perché non necessita di nessuna garanzia, si garantisce da solo; tutte le altre monete sono monete basate sulla fiducia, necessitano di qualcuno che garantisca per loro; il genere è una nazione, e quindi chi dice di rappresentarla, o una banca centrale, e quindi ci dice governarla. Il problema non è quindi questa o quella moneta fiduciaria, il problema è chi la garantisce: abbiamo fiducia di chi la garantisce ?

    In questo momento l’On. Boschi a Porta a porta sta raccontando la sua verità.

    • giulio pelernei

      Ma il Gold Standard non porterebbe comunque a una scarsità di moneta e dunque alla deflazione, ossia la situazione che piace tanto ai banchieri privati?

    • Sput nik

      di certo non ho fiducia in bankitalia (per dirne una) che dal rapporto, era a conoscenza che mps stava con la merda fino al collo… e tutto ciò che ne consegue.
      ripeto: per dirne una “recente”
      quindi la mia domanda è, hai fiducia in qualche authority calata dall’alto? come fai?

      il discorso quindi penso sia: è inutile parlare di garanzia sulla fiducia data da altri ed imposta a te, quando la criptomoneta PROPRIO perché la sua garanzia è un processo matematico viene per lo più elevata dalla domanda e dall’offerta (che può essere falsata in entrambi i casi eh, a maggior ragione se qualcuno vende e compra come non ci fosse un domani) avendo quindi un equità che se sta bene, l’accetti, altrimenti non la caghi di striscio.

      ma che di sto passo, vuoi il bitcoin, vuoi l’ethereum vuoi qualche altra cripto, prima o poi sarai destinato a dover prendere in considerazione. la strada è quella, non si scappa…

      l’unica cosa che può fare l’autorità (generale) di banche, gruppi finanziari (ma infilaci anche notai e ogni cosa certificabile) è giocare con quelle regole. Creare una propria moneta è a loro rischio e pericolo, entrare in un mercato con già delle regole accettate da tutti non può venir cambiato con uno schiocco di dita anche se ti chiami JP morgan poiché:
      non basta un draghi che dice due parole
      non basta che la politica ci metti delle pezze togliendole al wellfare

      deve anche e soprattutto FUNZIONARE e soprattutto non scontentare nessuno. altrimenti ci si sposta e quella moneta perde d’interesse e capitalizzazione per i soli interessati al mero denaro…
      se poi te ne freghi a prescindere della tecnologia dietro di essa, capire come sfruttarla ed aiutarla a farla crescere… beh come minimo devi perderci tutti i soldi che ci hai messo dentro. ma come minimo.

      però le autorità non sono così sceme. ma è certo che questo è un modo per rendergli la vita più difficile…

      non risolverà tutti i problemi insomma, ma diminuirli è già una gran cosa, non credi?

      • SanPap

        banca d’Italia: ho fatto parte del gruppo che ha progettato Basilea I (per la precisione mi sono occupato dei protocolli di comunicazione fisica tra gli host delle singole banche e quello della Banca d’Italia) e ti assicuro che Banca d’Italia era (ed è) in grado di sapere tutto, ma proprio tutto, sull’attività delle altre banche; ma se hai le informazioni e non le leggi perché ti è stato detto di non leggerle (e ti assicuro, credimi, che c’è gente in grado di leggerle, ci sono degli ottimi ispettori in Banca d’Italia) puoi avere tutti i sistemi informativi che vuoi …

        bitcoin: sto cercando di capire, e per meglio capire mi sto costruendo un negozio dove è possibile fare pagamenti in euro e bitcoin. Non vendo niente, faccio solo delle simulazioni a vuoto.
        La tecnologia alla base del sistema è notevole e sicuramente da tenere sotto osservazione.
        Per il momento ho una qualche diffidenza perché non riesco a capire bene chi garantisce, il bitcoin è una moneta fiduciaria e quindi necessita di “qualcuno” che garantisca per lei; è il sistema così come è stato progettato che garantisce ? Se qualcosa va storto chi controlla ? Chi vi pone rimedio ? Ti ripeto: sto cercando di capire.

        Per quanto riguarda il valore dei Bitcoin: un giorno passando d’avanti ad un negozio di numismatica ho visto una moneta d’oro di Federico II di Svevia; mi piaceva, è bella, l’ho acquistata e l’ho pagata molto di più del corrispettivo oro che contiene, ho pagato un prezzo numismatico; se un domani, speriamo di no, fossi costretto a venderla non la posso portare ad un “compro oro” la devo portare in un negozio di numismatica e sperare.
        Qualcosa del genere sta succedendo ai bitcoin (credo, è una mia idea) : hanno un loro valore intrinseco (analogo all’oro della mia moneta) incrementato da un valore di mercato (analogo al valore numismatico);
        in valore intrinseco c’è ed difficilmente alterabile, il valore di mercato … è definito dal mercato (e quindi può essere altamente volatile)

        • Sput nik

          – banca d’Italia: ho fatto parte […] e ti assicuro che Banca d’Italia era (ed è) in grado di sapere tutto, ma proprio tutto, sull’attività delle altre banche; ma se hai le informazioni e non le leggi perché ti è stato detto di non leggerle (in Banca d’Italia ci sono degli ottimi ispettori in grado di leggerle senza problemi) puoi avere tutti i sistemi informativi che vuoi … –

          stai confermando del problemone dell’inaffidabilità totale

          – bitcoin: sto cercando di capire, e per meglio capire mi sto costruendo un negozio dove è possibile fare pagamenti in euro e bitcoin. Non vendo niente, faccio solo delle simulazioni a vuoto.
          La tecnologia alla base del sistema è notevole e sicuramente da tenere sotto osservazione. –

          benone.

          – Per il momento ho una qualche diffidenza perché non riesco a capire bene chi garantisce, il bitcoin è una moneta fiduciaria e quindi necessita di “qualcuno” che garantisca per lei; è il sistema così come è stato progettato che garantisce ? –

          sei completamente fuori strada: tu sei la garanzia di te stesso. la vuoi? la prendi, se tutti la vogliono la garanzia si moltiplica, se tutti la usano decuplica.

          – Se qualcosa va storto chi controlla ? Chi vi pone rimedio ? –

          cosa deve andare storto?

          – Se qualcosa va storto in una banca classica, ti puoi rivolgere ad un tribunale (teoricamente, ma la possibilità c’è) il quale ha strumenti decisionali, esecutivi, coercitivi; se va male con i BitCoin a chi lo racconti ? Ti ripeto: sto cercando di capire. –

          se qualcosa va male in una banca classica, praticamente perdi banca e burattini. lo strumento decisionale ed esecutivo può fare cazzi se all’interno rimangono fargalle.
          QUESTO a chi lo racconti? non prendiamoci in giro via…

          con il bitcoin (dimenticati del suo valore fluttuante) TOT hai, TOT ti rimane. Rispetta le riserve auree, non può uscire fuori da esse, lo stesso “signoraggio” viene sviluppato in maniera chiara e cristallina, spiegabile, alla luce del sole, rendendolo addirittura SACROSANTO.

          – Per quanto riguarda il valore dei Bitcoin: […]
          Qualcosa del genere sta succedendo ai bitcoin (credo, è una mia idea): –

          alla larga e alla lontana, molto alla lontana.

          – hanno un loro valore intrinseco derivante dall’attività di “estrazione” dei bitcoin (analogo all’oro della mia moneta) incrementato da un valore di mercato (analogo al valore numismatico); –

          ni il valore intrinseco non sta nell’estrazione ma nella tecnologia (il bitcoin tecnologicamente parlando è quella messa peggio poiché la più vecchia e limitata), il valore numismatico ha un senso in se, il bitcoin va per fama. potrebbe crollare domani…

          chi s’interessa davvero alle crypto (e non ha posizioni aperte SOLO in bitcoin) sa benissimo che un suo crollo potrebbe essere scrosanto ed anche giusto, così le altre monete avranno più spazio. Consideralo un apripista cui si testeranno i suoi massimi, i suoi minimi, il suo decentramento e il suo centramento (entrerà in borsa, potrebbe essere sciortato a tempo di record, così come potrebbe viaggiare a vele spiegate. è una situazione senza precedenti)

          – quando acquisti lo fai al prezzo di mercato; quando vendi dipende; il valore intrinseco c’è ed difficilmente alterabile il valore di mercato –

          ni, il valore intrinseco non vale quel costo. com’è ovvio la speculazione fa il buono ed il cattivo tempo… com’è ovvio che sia dopotutto.

          – Bisognerebbe produrseli –

          toglitelo dalla testa.

          – bisognerebbe fare il minatore –

          sei arrivato con almeno tre anni di ritardo. ripiega su qualche altra moneta.

          – quanto costa ? –

          minare bitcoin uno strafottio, l’ethereum ha già sparato le sue carucce… costa troppo. valuta quanto sei disposto ad investire, controlla quale cripto di può “interessare”, fai un rapporto di spesa e guadagno (e potenziale crescita di un progetto che magari valga la pena)… ecco cosa puoi fare.

          – Boh ! sto cercando di capire. –

          se vuoi Capire, non pensare al bitcoin solamente, o non capirai niente. fidati.

          • SanPap

            – stai confermando del problemone dell’inaffidabilità totale
            Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia
            e sarebbe ora

            che suggerisci di osservare, IOTA come propone Nat ?

          • Sput nik

            capisco, capisco…
            da recuperatore crediti qualche storiella la conosco: il sacro trucco del “non pagare”.

            per quanto riguarda iota è interessantissimo, anche se ho un’idiosincrasia per le monete non minabili, (ma potrebbe essere un limite mio), per adesso è un eccezione che conferma la regola, si sta attorniando da ottimi partner e, sulla carta, ha una tecnologia davvero differente.
            a mani bassissime però dico dash, attualmente è la mia preferita.

            ma tutto ciò che ho appena detto, non vale niente… consideralo sempre così. informati di tuo, se ti convince bene, magari scovi anche di meglio.

        • Raffaele Vitone

          Costa un botto fare il minatore…

          • SanPap

            no l’ho solo detto così per dire

        • Lucio Brovedan

          “hanno un loro valore intrinseco derivante dall’attività di “estrazione” ”
          ???
          Non si tratta affatto di valore intrinseco, in questo caso, ma di costo di produzione.
          Come i costi per coniare una moneta d’oro: non si computano certo come valore intrinseco, della moneta stessa, che è solo quello dell’oro in essa contenuto, nel successivo momento dell’eventuale scambio

    • FabienBarthes

      Non mi pare: a parte che l’oro è una MERCE che in certe epoche storiche è stata usata COME moneta, se lo fosse sarebbe garantita anche in questo caso dalla semplice fiducia di poterlo usare per i pagamenti.

  • Glock

    Gli Stati sovrani hanno due modi per regolare la quantità di moneta in circolazione:
    1) la Spesa Pubblica per creare moneta.
    2) le Tasse, per distruggere moneta.

    Per un brevissimo periodo la sovranità monetaria ha consentito, nei paesi ricchi, che la maggioranza della popolazione potesse vivere dignitosamente, partecipando anche in modo attivo alla gestione della cosa pubblica. Non certo il potere al popolo, giusto un primo, piccolo passo verso una vera democrazia. Da un 35 anni a questa parte il mondo degli affari ha sferrato una poderosa offensiva contro la Spesa Pubblica e contro le Tasse, dal momento che quei due sistemi, secondo loro, distribuivano la moneta in modo troppo favorevole alla gente. Nella sua controffensiva contro la Spesa Pubblica, il mondo degli affari ha usato il sistema bancario, in modo da ingenerare un’artificiale scarsità di moneta. Lo stesso QE non crea una vera abbondanza di moneta, in quanto essa resta intrappolata nel sistema bancario, in particolare nell’Eurozona, l’unica area economica in cui circaola una moneta che non è proprietà di nessun stato: l’Euro, massimo esperimento di “moneta aurea”. Prima delle cryptovalute, naturalmente.

    Le cryptovalute stanno finalmente mostrando agli stati la verità nuda e cruda: riprendersi la sovranità monetaria o perire.

    • AlbertoConti

      Ho apprezzato un po’ tutti gli interventi, e questo tuo in particolare. Grazie.

    • SanPap

      le Tasse, per distruggere moneta
      dove ce n’è troppa la sottraggo con le tasse
      dove ce n’è poca, quasi nulla, faccio finta che ci sia elusione
      una politica monetaria che non può essere dichiarata, altrimenti qualcuno si incazza

  • Sput nik

    “Per la stessa ragione un sistema monetario tecnicamente indipendente dal potere politico finirebbe per esplodere disastrosamente”

    a me pare sia già esploso e da mo tale sistema con le monete fiat e non mi si spiega COME ciò possa accadere alle cripto…
    siamo consci no, che il così detto debito globale è tecnicamente impagabile, giusto?
    ecco, questa morale quindi, su una nuova forma (tra le tante possibili, in realtà) monetaria che possono permettersi le cripto, non può venire da chi ha un sistema collassato e credere che il medesimo si possa ripetere in questa nuova forma, per diversi motivi:
    1) il sistema è diverso, e lo sarà ancor di più. ora com’è logico è una fase di transazione, ma non certo di stallo.
    2) il potere cattivo cattivo, non lo fermi certo creando un nuovo modo… il cattivo cattivo ci rientrerà se non dalla porta, dalla finestra, ma non ne uscirà facilmente con il sorrisone avendo cambiato loro le regole del gioco… che comunque impareranno eh, mica son fessi.

    per finire, il più importante
    3) il sisitema bitcoin non lo si può eludere proprio per niente. 21 milioni saranno e se il loro valore sarà di miliardi di miliardi o infinitamente poco, saranno SEMPRE 21 milioni di bitcoin. nè più nè meno…
    anzi c’è un aggravante, una volta raggiunto un valore eccessivo (esempio, un milione di euro a btc) chi lo compra? a che pro?
    magari monete assai più piccole, e del valore di 10 euro funzioneranno di più… e secondo voi, tale moneta, verrebbe convertita in btc, o resterebbe contenta del suo piccolo valore ma comodo per tutti?

    ecco, questa moneta potrebbe nascere domani.

    anzi, esistono già monete che non possono estremizzare il proprio valore e restare quel che sono.

    prima le persone si renderanno conto che il bitcoin è un esperimento riuscitissimo, prima ci si renderà conto che come ogni prodotto (come può esserlo anche un’automobile) non userai il prodotto concept (il bitcoin) ma quella che funzionerà meglio e diventerà un automobile di serie rispettando costi e benefici (qualsivoglia altra alt coin).

    e soprattutto:
    – C’è ancora un qualche ragionevole dubbio che un sistema monetario possa funzionare senza le tasse? –

    dipende dalle tasse che pago, se è per la gestione della suddetta, come il reddito da signoraggio, nella crypto non solo è a chiare lettere, ma non nasconde nulla, anzi si giustifica pure.

    se invece devo pagare una guerra di chissà quale tempo, in quelle tasse, perché il sistema monetario me lo impone, come un accisa sulla benzina…
    beh, stai certo che anche alla shell NON FREGA nulla di quell’accisa. a lei frega che tu le paghi il giusto valore…
    e non è quello che abbiamo in euro quando facciamo un litro di benzina.

    cosa comporta non pagare quell’accisa? che non mi ripagano una buca?
    ebbene non solo non me la riparavano prima, ma ora dovranno trovare il modo di aggiustarla e far valere il lavoro quanto costa.

    lo scontrino non serve, lo fa tutto l’automatismo. e puoi verificarlo subito: tié.
    ti sei risparmiato i soldi della carta pure.

  • Holodoc

    Il Bitcoin è ottimo come strumento di speculazione, pessimo come moneta.
    Ma chi userebbe mai per comprare qualcosa una valuta che se me la tengo tra 1 anno vale 10 volte tanto? E chi l’accetterebbe con il rischio che tra 2 giorni valga la metà?

    • Sput nik

      in realtà come moneta ha più valore della speculazione stessa.
      un esempio? devi fare un bonifico, di diversi zeri ad un’altra parte del mondo (ma anche nella tua città eh), se sei nel fine settimana sei fottuto, se poi capitano le feste di mezzo pure, la notte non ne parliamo.
      superato questo scoglio hai tasse varie.
      il bitcoin, come moneta, questi problemi non li ha.
      potresti dirmi, che allo stato attuale, le fee per i piccoli importi sono grossi (per un bonifico con tre zeri sono un niente però) e che, per dire, non ci puoi facilmente comprare il pane. verissimo, giustissimo… ma vuoi una soluzione in due secondi primi? cambia moneta.

      partiamo dal presupposto quindi che è tutto un divenire, tutto da limare e rifinire, migliorerà con il tempo come sta già accadendo, come altre monete facciano ulteriori passi avanti ed insomma siamo su una buona strada.

      le transazioni SIAMO CERTI che sono sicure, la sottrazione da una piattaforma non ha nulla a che vedere con la sicurezza della transazione, ma con la sicurezza (se mai) dei loro sistemi di sicurezza, che sono un’altra cosa.

      altro discorso: quando ci fu una VERA sottrazione di denaro ad una nota piattaforma di scambio (del valore di qualche milionata), circa un anno fa o anche più, il bitcoin che aveva raggiunto il suo massimo di 1200 dollari circa dimezzò in un giorno. ci vollero alcuni mesi affinché ritornasse a quel valore, e fa già storia il fatto che l’abbia superato..
      la notizia di rt quindi bisogna leggerla come:
      a) una balla (il bitcoin non ne ha risentito niente!) l’opera di discredito dopotutto è vecchia da anni.
      b) è successo, ma ormai un exchange con i controcazzi può reggere a questi rischi garantendo i suoi ed anche i tuoi interessi.
      b+) per garantire te stesso, non tieni le tue crypto in un exchange. ha senso se hai necessità di cambiare crypto ogni due per tre e fare trading, ma anche se fossi un trader cintura nera terzo dan, il guadagno che non vuoi più toccare, lo togli subito da lì, mettendo il tutto in un TUO portafoglio con le tue care chiavi private. e da lì, non si muove più niente.

  • snypex

    Cosa rappresenta veramente una moneta con o senza cripto?
    All’apice di tutti i ragionamenti c’è sempre questa questione.
    Trovata la risposta accettata universalmente, allora e solo allora qualunque discussione apparirà cristallina a tutti senza equivoco.

  • Tonguessy

    “Siamo condannati all’autogoverno democratico, questo è l’effetto collaterale della tecnologia”
    Questa sinceramente non l’ho capita. Già il termine autogoverno mi risulta abbastanza ostico, figuriamoci se è legato alla tecnologia. In realtà c’è chi ha chiaramente evidenziato il nesso tra sviluppo finanziario (quindi tecnologia) e parabola discendente dei processi democratici. Colin Crunch parla di “economia capitalista senza restrizioni con la riduzione della componente democratica alle mere elezioni” come di due effetti correlati e legati allo strapotere delle elites economiche legato a sua volta allo sviluppo tecnologico. Bitcoin fa parte di questo sviluppo che tende alla società cashless. Ogni giorno vengo inondato da spam che mi promette guadagni favolosi se investo in bitcoin. Esattamente in linea con Forex e tutta la manfrina speculativa legata al capitale che ormai non rende più nel settore produttivo e si è inventata questa storia di generare soldi virtuali da azioni virtuali (QE incluso)

    • AlbertoConti

      Hai ragione, in questa supersintesi che hai citato non si capisce tanto.
      Intendevo dire che la tecnologia ci ha cambiato la vita, proiettandoci in un tempo nuovo in cui le possibilità aumentano in tutte le direzioni, e c’impongono necessariamente delle scelte. Le questioni bioetiche, tanto per fare un esempio. Attualmente la scelta più dirimente per salvare la nostra continuità di specie a mio avviso riguarda le tecnologie militari, che se non governate democraticamente ci porteranno senza dubbio all’autoestinzione. La crisi democratica è sì acuita dalla tecnologia, basti pensare allo strapotere dei big della comunicazione, ma questo non fa che evidenziare l’inadeguatezza culturale delle masse coinvolte nei processi che le riguardano. Dobbiamo comunque coltivare l’ottimismo nella maturazione collettiva, non vedo altre barriere alla catastrofe.

      • Tonguessy

        Purtroppo ciò che tu definisci come “inadeguatezza culturale delle masse coinvolte nei processi che le riguardano” è strettamente correlato al tempo di acquisizione dei cambiamenti, che non è un tempo tecnologico (l’obsolescenza tecnologica prosegue a ritmi sempre più elevati) ma un tempo biologico umano. Non vedo possibili uscite da questa impasse. L’Italiano medio (assieme a tutto l’Occidente in buona sostanza) è passato da agricoltore e pastore a operaio nel dopoguerra per poi ritrovarsi a dovere seguire le bizzarrie del capitalismo speculativo nel nuovo millennio che gli chiede più “flessibilità”. La coscienza di classe viene sostenuta da processi lenti di maturazione. Le due grandi Rivoluzioni (Russa e Francese) hanno avuto secoli di feudalesimo per portare a maturazione la consapevolezza sulla necessità di cambiamento. Ora dimmi tu come è pensabile che si possa immaginare una qualche rivoluzione (anche minima) in mancanza di appartenenza ad una specifica classe. Il crollo delle ideologie e lo smantellamento delle classi (almeno così ce l’hanno fatto credere) è parte integrante di questo capitalismo 2.0. La tecnologia semplicemente ci sta fregando, obbligandoci a rivedere continuamente la nostra posizione nell’universo lavorativo e sociale e facendoci così perdere di vista chi siamo e cosa veramente vogliamo.

  • Truman

    Notizia di oggi: Bitcoin vale oggi 252 miliardi di dollari, se guardo le capitalizzazioni di borsa delle maggiori aziende di pochi mesi fa ( https://www.verafinanza.com/le-prime-50-societa-piu-grandi-del-mondo-nel-2017/ ) JPMorgan Chase vale 300 miliardi e VISA vale 190 miliardi.
    Comunque si leggano le cifre sta succedendo qualcosa di colossale.

  • Luigi Zambotti

    Toh che sorpresa, uno che sulle criptovalute ragiona con la testa e non di pancia.

    N.B. al posto della parola ‘pancia’ ero tentato di usare la parola che comincia con ‘c’ e finisce con ‘o’, ma poi ho rinunciato nel timore di essere bannato.

  • Sput nik

    che il trafficante di droga sia paradossalmente meno peggio dell’incravattato, però… non mi stupisco. 🙂

  • raffaello nencioli

    Ma è mai possibile che non si comprenda che le cripto valute, come i cripto partiti sono esperimenti per porre sotto il controllo di una minoranza altamente specializzata e tecnologica l’intera società, legandola ad un sistema, apparentemente neutro e “democratico”, ma che costringe tutti a collegarsi a quel sistema e a diventarne non gli utenti ma i dipendenti. Il bitcoin non è diverso per la sua natura fiduciaria dalle monete a corso legale, ma le sottrae al controllo politico degli stati (ove applicabile) per consegnarlo nelle mani di misteriosi e sconosciuti personaggi, del tutto irresponsabili rispetto alle conseguenze indotte dal sistema stesso. E’ un ulteriore passo avanti verso la completa deresponsabilizzazione dei gestori delle monete e del denaro rispetto ai condizionamenti politici e legali ai quali ancora il sistema delle banche centrali, in piena crisi di sopravvivenza, in parte deve sottostare. Il bitcoin o meglio la blockchain che lo sottende, è un sistema chiuso, che non ha in sé possibilità di sviluppo illimitato per mancanza (al momento) di strumenti di calcolo adeguati. Ma nell’ipotesi di una sua eventuale applicazione agli scambi internazionali e alle comuni transazioni sui mercati, il bitcoin o qualsiasi altra cripto valuta, dovrebbe disporre di strumenti di elaborazione e calcolo talmente potenti che solo pochi paesi o gruppi multinazionali come i social potrebbero realizzare. Ma anche in quel caso la blockchain rimarrebbe un gruppo chiuso, limitato agli “investitori” nella cripto valuta. Infatti, cos’è che spinge una qualsiasi persona a comprare bitcoin cedendo la propria normale valuta a corso legale se non la speranza che il valore del bitcoin aumenti sempre di più? Non ci sono, né ci possono essere altre motivazioni se non forse qualche riciclaggio da parte di organizzazioni criminali. In realtà il bitcoin e altre cripto valute godono di uno status globale che non ha nessun limite o vincolo nazionale e/o giuridico, essendo determinato soltanto dal rapporto domanda/offerta. Ora, poiché in questo mondo tutti e dico tutti (me compreso) vogliono e aspirano a guadagnare sempre di più senza sforzo e fatica, la domanda di guadagni facili con il bitcoin si estende di fatto all’intera popolazione mondiale per cui la domanda è e sarà sempre maggiore dell’offerta, rendendo il valore del bitcoin sempre superiore a qualsiasi valuta. Ciò non potrà che determinare una ulteriore concentrazione di ricchezza fra gli “investitori”, mentre coloro che ne rimarranno fuori (i “deprecabili”), privi del codice di accesso alla rete della ricchezza (e della sopravvivenza), si impoveriranno sempre più,o verranno addirittura eliminati, riducendo il numero degli abitanti del pianeta entro limiti sostenibili, il sogno di tutti i mondialisti. V. https://it.wikipedia.org/wiki/Georgia_Guidestones

    Se tutto questo avvenisse, si realizzerebbero ben due profezie, quella di S.Giovanni nell’Apocalisse13,16-18:

    16 Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; 17 e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. 18 Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tal cifra è seicentosessantasei.

    E quella di Casaleggio, che troviamo qui: https://www.youtube.com/watch?v=HMBO0rLuMEU

    Dopo una guerra mondiale che dura 20 anni e la vittoria dell’Occidente sugli altri, la popolazione mondiale ridotta a 1miliardo di persone ognuna delle quali dovrà collegare la propria identità alla rete, chi ne resterà fuori non esisterà più come persona. In pratica saremo tutti incatenati alla rete internet, come i galeotti al remo. Un vero incubo, che spero di non dover vedere. E’ anche peggio dell’Apocalisse, altro che democrazia!

    • Ybodon

      legandola ad un sistema, apparentemente neutro e “democratico”, ma che costringe tutti a collegarsi a quel sistema e a diventarne non gli utenti ma i dipendenti. Il bitcoin non è diverso per la sua natura fiduciaria dalle monete a corso legale, ma le sottrae al controllo politico degli stati

      oooohhh. grazie per la sintesi. quoto.
      purtroppo come vedi siamo pieni di esperti che non capiscono o fanno finta spargendo pubblicità vera e propria tra i siti di contro informazione. Riskio Calcolato é un sito di pubblicità di prodotti finanziari e criptovalute per esempio. e ogni articolo sul bitcoin tralascia alcuni aspetti fondamentali e sono dunque pubblicità come i commenti di qualcuno che parla di ogni tecnicismo ma o perché incapace o solo perche ci guadagna soldi ti invita a guardare da un’altra parte altrimenti sei uno che essendo ignorante in materia è bene prima che si informi magari facendo piccoli investimenti…..

  • Alberto Capece Minutolo

    Devo dire finalmente un articolo sensato sulle cosiddette criptomonete che in realtà non sono tali, ma asset del tutto immateriali

  • gix

    Forse si può riassumere ponendo alcune semplici domande, anche dopo le riflessioni qui riportate.
    – Dato per scontato che nessun mezzo di scambio del valore può essere usato come tale se non c’è il riconoscimento (ovvero la fiducia) di tutti quelli che lo utilizzano, nonché forme di garanzia giuridica e regole varie, anche contabili, legate alla sua circolazione, può veramente esistere una moneta priva di queste caratteristiche?
    – considerato che, forse, nessuno oltre allo Stato (e ad una banca sovrana di proprietà statale) può fare da garante e nello stesso tempo imporre il riconoscimento di una moneta o di un qualsiasi mezzo di scambio del valore, si potrebbe eventualmente consentire l’uso di monete come il bitcoin in ambiti circoscritti e limitati parallelamente alla moneta di Stato regolarmente in circolazione? Personalmente presumo di si, fino a che qualcuno (banche private) non protesti per mancato controllo e guadagno, e ho detto tutto.
    – Infine, esistono veramente dei vantaggi nell’usare una moneta libera da controlli e regole, piuttosto che ribadire la necessità di un ente sovraordinato quale lo Stato, che mediante una propria Banca sovrana di proprietà, controlla l’emissione della moneta e garantisce le regole del suo utilizzo? Non è che il Bitcoin è un altro strumento di distrazione di massa, pur di non far capire alla gente come funziona la moneta attuale e, per esempio, non mettere in discussione l’euro? Personalmente vantaggi reali non ne vedo, se non quello di strumento utile per scardinare un sistema monetario esistente e permettere la sua sostituzione (una roba tipo le AM-LIRE, con la differenza che queste erano imposte dall’esercito vincitore).
    Un’ultima considerazione sull’oro. Oggi (dopo secoli di storia e mito) l’oro è considerato un bene rifugio universalmente riconosciuto, che mette al riparo dalle tutte le follie monetarie possibili e immaginabili. Ma anche l’oro è soggetto ad un riconoscimento oggettivo, e quindi fiducia, da parte di chi lo usa; è anche esso, di fatto, un mezzo di scambio del valore. Se consideriamo che non se ne conosce con esattezza nemmeno le disponibilità a livello mondiale e di singoli stati, dove stanno le garanzie che universalmente gli vengono riconosciute?

    • Ybodon

      il problema è se può esistere un moneta LIBERA dove per libera si deve intendere : una moneta che resta un puro mezzo di scambio?
      Ora si possono usare tutti gli arzigogoli del mondo e dell’oltre mondo, ma se il suddetto mezzo di scambio in questione può essere controllato da chi lo produce e da chi ne fa compravendita questo mezzo di scambio non è affatto libero, nè più nè meno di come lo sono le monete attuali.
      Le criptovalute escludono le leggi statali in questa regolamentazione che sembra sempre una cosa positiva in quanto gli stati sono ladri, invece è assolutamente negativa, perchè i privati sono ancora piu ladri degli stati!
      Una moneta libera da controlli e regole non è libera!
      Togliere i controlli e regole degli stati significa togliere ogni freno alle lobby che si creano direttamente la loro moneta e ce la cedono con un costo stabilito da loro a regole stabilite da loro.
      E’ il controllo totale, piu di come è adesso.

  • Firenze137

    La moneta è un “mezzo” materiale di scambiarsi dei “pezzi” di qualcosa che sulla fiducia reciproca che questi “rappresentano” la misura del valore di altri beni.
    Non sono all’altezza di sostenere una discussione tecnica e sofisticata su questo argomento, ma in ..”soldoni” i “soldi” sono sempre stati qualcosa di fisico e di materiale che nel tempo ha cambiato aspetto.
    Dai “pezzi” di qualcosa, siamo passati a scambiarsi dei “numeri” (la moneta “scritturale”) anch’essi “oggetti” virtuali che preceduti dal segno della valuta rappresentano altri “oggetti”/beni mteriali.
    Con l’avvento del bitcoin & Co. l’homo sapiens ha cercato di eliminare il problema della “fiducia” sulla quale si basavano e si basa a tutt’oggi le “gestione” dell’emissione “fiduciaria” della moneta tradizionale.
    Cioè quella funzione che insieme alla politica monetaria è “demandata” ad un soggetto istituzionale pubblico o privato secondo certe regole appunto basate sulla fiducia.
    Ed allora ecco l’dea dell’algoritmo che lavora giorno e notte per “minare” la generazione di questa nuova moneta che sembra essere creata dal niente. Ossia la creazione è demandata ad un “cervello” che “garantisce” a tutti gli utilizzatori che l’algoritmo le cose le fa bene ed uguali per tutti garantendo la trasparenza totale su tutte le transazioni.
    Ma l’algoritmo è concepito in modo che il “cervello” su cui gira, debba succhiare tanta di quell’energia che per avere la miracolosa moneta generata dal niente in una quantità decente da poterci fare a spesa tutti i giorni non basta un pc da 2-300 euri ma un vero e proprio mostro elettronico dotato di una velocità computativa incredibile e che succhia 10/100 volte l’energia che io “ricavo” dalla spesa acquistata.
    Cioè il saldo in termini energetici è negativo. Ma i bitcoin crescono e crescono . L’offerta è nettamente inferiore alla domanda e quindi il loro “prezzo” sul mercato del trading delle valute cresce per ovvii motivi. C’è anche chi ha inventato i bitcoin generati utilizzando l’energia solare, ma comunque questa trovata di generare una moneta con i pc e “limitandone” l’emissione solo con il limite fisico delle risorse impiegate ha creato una sommatoria di scompensi energetici che alla fine fanno capo alla nostra cara Madre Terra. Perchè – ovviamente i “signori” della Terra, i nuovi monarchi che sono proprietari di imperi virtuali immensi, certo non pagano l’energia (elettrica) al prezzo dei comuni mortali. Tra i fantastiglioni di cloud sparsi sul pianeta, i fantastiglioni di server dei provider, i fasci infiniti di cavi sottomarini che non si sa bee di chi sono. Insomma questa “infosfera” (Floridi) che cresce ogni giorno che genera una moneta che viene offerta a chiunque per fare la spesa ma vede la luce dopo aver rastrellato e stremato i “cervelli” di mezzo mondo è una vera e propria.. diavoleria.
    Chiedo venia se ho un po’ romanzato l’argomento (serio) della moneta con queste mie considerazioni – che pur se basate su cose che ho letto – però probabilmente agli addetti ai lavori (e qui ce e sono) sembreranno una sorta di divagazioni fantasiose.
    Ma che sia una diavoleria ben architettata (intuitivamente) lo credo veramente.