CRIPTODELIRI

DI ALBERTO CONTI

Comedonchisciotte

 

Si è risvegliato l’interesse per le cripto valute, in riferimento all’apparente successo del bitcoin le cui quotazioni sono aumentate a dismisura negli ultimi anni. Su questo fatto di cronaca si sono così costruite fantasie su un possibile futuro utilizzo di tali “monete”, che monete non sono, su larga scala, financo a sostituire le valute tradizionali con tutto il relativo corredo d’infrastrutture gestionali, a partire dallo stesso sistema bancario.
Oggettivamente le valute tradizionali, purtroppo ancora condizionate da un dollaro in evidente affanno (a mantenere lo scettro di valuta di riferimento con i relativi vantaggi), sono a rischio di sostenibilità in relazione alle corrispondenti dinamiche finanziarie, afflitte da crisi ricorrenti e sempre più gravi, anche a causa della deregulation imperante volta a favorire la proliferazione di schemi di Ponzi, o bolle che dir si voglia.
Certo è che l’avversione popolare verso le banche, viste come elementi sempre più inadeguati a tutelare il loro bene fondante, che è la fiducia nel sistema, e spesso sospettate di truffe ai danni dei risparmiatori, è anche rafforzata da ripetuti fatti di cronaca che le riguardano. Per non parlare dell’insostenibilità evidente di ricchezze finanziarie accumulate in misura smodata e non compatibile con l’equivalente in ricchezze reali presenti sul pianeta, e soprattutto esageratamente concentrate in poche mani superpotenti mentre le masse soffrono di crescente povertà, con danni collaterali alla democrazia stessa degenerata in farsa.

Da qui il comprensibile entusiasmo per un denaro non più soggetto al controllo centralizzato (dietro il quale non si può mai sapere chi si nasconde) in quanto gestito in forma automatica e distribuita su una rete senza potenziali confini. Una sorta d’intelligenza artificiale supertecnologica, neutra e senza secondi fini, interamente dedicata al servizio di libero scambio anonimo, eppur tracciabile, tra tutti gli attori economici. Premessa di un ritorno alla democrazia vera, che può sconfiggere finalmente il “vero potere” attualmente imperante e nascosto dietro il sistema bancario.

Fantastico! Peccato che sia una bufala non tanto nella realizzabilità tecnologica (che pure ha i suoi limiti), quanto nel senso fondante della stessa economia a base monetaria che regge le società moderne.

Se si vuole veramente contrastare il cancro che divora l’organizzazione delle moderne società, cioè il già accennato automatismo di concentrazione delle ricchezze (e del potere) in un vertice sempre più ristretto e separato dal resto della popolazione, e più in generale l’esacerbarsi delle differenze sociali senza merito e senza possibilità di riequilibrio, occorre comprendere la fenomenologia della moneta e soprattutto gli obiettivi che vogliamo raggiungere tramite essa.

C’è ancora un qualche ragionevole dubbio che un sistema monetario possa funzionare senza le tasse?
Per quel che mi riguarda assolutamente no, a partire dalla convinzione che un tale sistema economico sarebbe del tutto instabile, prima ancora di considerare la questione della spesa pubblica e relativo welfare.

Per la stessa ragione un sistema monetario tecnicamente indipendente dal potere politico finirebbe per esplodere disastrosamente, non prima di aver aggravato le sperequazioni sociali. E’ questo l’interesse del popolo? Direi proprio di no, per quanto possa essere forte la tentazione popolare di adottare una moneta autonoma dall’intermediazione bancaria. Chi volesse sostenere che però anche le cripto valute possono convivere con un sistema fiscale equo ed equilibrato, dovrebbe spiegare come conciliare questo film con l’anonimato delle transazioni. Chi infine volesse concepire una cripto valuta come realtà minoritaria, accessoria al sistema della valuta a corso legale, si porrebbe allo stesso livello dei paladini delle valute complementari, o dei certificati di credito fiscale. Metaforicamente fanno pensare a quel povero ragazzo che avendo la madre puttana, pensa di rifarsi la reputazione frequentando saltuariamente la zia suora.

L’esperienza recente delle crisi bancarie “risolte” dai QE non fa che dimostrare quello che il linea di principio era già chiaro dalla conclusione per truffa degli accordi di Bretton Woods: il problema primario della moneta è l’autocontrollo delle emissioni, evitando i rischi sia di sottoproduzione che di sovraproduzione. L’esperimento bitcoin, nato con un limite d’emissione prestabilito e invalicabile, sta dimostrando che lo si può comunque eludere tramite supervalutazione della moneta stessa, e che questa tendenza è strettamente legata alla speculazione valutaria. Ed è del tutto logico, anche altre architetture progettuali e gestionali di cripto valute “autonome” sarebbero affette da questo stesso problema, ancor più delle valute tradizionali vittime di un FOREX deregolamentato. A chi gioverebbe la totale deregolamentazione degli scambi e dei movimenti di capitale? A nessuno, se consideriamo vittime di tale sistema perfino le cupole messe in condizioni di concentrare il grosso delle ricchezze e del potere, e perciò stesso separate ed alienate dalla condizione umana più autentica.

Da tecnico mi resta comunque il dubbio sull’utilità/fattibilità di far compiere calcoli mostruosi ad una macchina ogni volta che vado a comprarmi il pane quotidiano o qualsiasi altra cosa, con una coda di occupazione di memoria in crescita esponenziale. E per cosa? Per rendere sicura la transazione, cioè per meritare una fiducia che le nostre capacità di comprensione delle cose che ci riguardano hanno portato fino all’estremo limite fallimentare del tradimento, ad opera dei soliti “furbi”, ma soprattutto di noi stessi. Siamo condannati all’autogoverno democratico, questo è l’effetto collaterale della tecnologia, e se non saremo all’altezza del compito ci estingueremo da noi stessi, poco ma sicuro.

 

Alberto conti

Fonte: comedonchisciotte.org

06.12.2017

33 Commenti
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SanPap
Utente CDC
6 Dicembre 2017 23:29

L’oro è l’unica moneta perché non necessita di nessuna garanzia, si garantisce da solo; tutte le altre monete sono monete basate sulla fiducia, necessitano di qualcuno che garantisca per loro; il genere è una nazione, e quindi chi dice di rappresentarla, o una banca centrale, e quindi ci dice governarla. Il problema non è quindi questa o quella moneta fiduciaria, il problema è chi la garantisce: abbiamo fiducia di chi la garantisce ?

In questo momento l’On. Boschi a Porta a porta sta raccontando la sua verità.

giulio pelernei
giulio pelernei
Risposta al commento di  SanPap
7 Dicembre 2017 6:51

Ma il Gold Standard non porterebbe comunque a una scarsità di moneta e dunque alla deflazione, ossia la situazione che piace tanto ai banchieri privati?

Sput nik
Sput nik
Risposta al commento di  SanPap
7 Dicembre 2017 7:46

di certo non ho fiducia in bankitalia (per dirne una) che dal rapporto, era a conoscenza che mps stava con la merda fino al collo… e tutto ciò che ne consegue. ripeto: per dirne una “recente” quindi la mia domanda è, hai fiducia in qualche authority calata dall’alto? come fai? il discorso quindi penso sia: è inutile parlare di garanzia sulla fiducia data da altri ed imposta a te, quando la criptomoneta PROPRIO perché la sua garanzia è un processo matematico viene per lo più elevata dalla domanda e dall’offerta (che può essere falsata in entrambi i casi eh, a maggior ragione se qualcuno vende e compra come non ci fosse un domani) avendo quindi un equità che se sta bene, l’accetti, altrimenti non la caghi di striscio. ma che di sto passo, vuoi il bitcoin, vuoi l’ethereum vuoi qualche altra cripto, prima o poi sarai destinato a dover prendere in considerazione. la strada è quella, non si scappa… l’unica cosa che può fare l’autorità (generale) di banche, gruppi finanziari (ma infilaci anche notai e ogni cosa certificabile) è giocare con quelle regole. Creare una propria moneta è a loro rischio e pericolo, entrare in un mercato con già delle… Leggi tutto »

SanPap
Utente CDC
Risposta al commento di  Sput nik
7 Dicembre 2017 9:44

banca d’Italia: ho fatto parte del gruppo che ha progettato Basilea I (per la precisione mi sono occupato dei protocolli di comunicazione fisica tra gli host delle singole banche e quello della Banca d’Italia) e ti assicuro che Banca d’Italia era (ed è) in grado di sapere tutto, ma proprio tutto, sull’attività delle altre banche; ma se hai le informazioni e non le leggi perché ti è stato detto di non leggerle (e ti assicuro, credimi, che c’è gente in grado di leggerle, ci sono degli ottimi ispettori in Banca d’Italia) puoi avere tutti i sistemi informativi che vuoi … bitcoin: sto cercando di capire, e per meglio capire mi sto costruendo un negozio dove è possibile fare pagamenti in euro e bitcoin. Non vendo niente, faccio solo delle simulazioni a vuoto. La tecnologia alla base del sistema è notevole e sicuramente da tenere sotto osservazione. Per il momento ho una qualche diffidenza perché non riesco a capire bene chi garantisce, il bitcoin è una moneta fiduciaria e quindi necessita di “qualcuno” che garantisca per lei; è il sistema così come è stato progettato che garantisce ? Se qualcosa va storto chi controlla ? Chi vi pone rimedio ? Ti… Leggi tutto »

Sput nik
Sput nik
Risposta al commento di  SanPap
7 Dicembre 2017 15:58

– banca d’Italia: ho fatto parte […] e ti assicuro che Banca d’Italia era (ed è) in grado di sapere tutto, ma proprio tutto, sull’attività delle altre banche; ma se hai le informazioni e non le leggi perché ti è stato detto di non leggerle (in Banca d’Italia ci sono degli ottimi ispettori in grado di leggerle senza problemi) puoi avere tutti i sistemi informativi che vuoi … – stai confermando del problemone dell’inaffidabilità totale – bitcoin: sto cercando di capire, e per meglio capire mi sto costruendo un negozio dove è possibile fare pagamenti in euro e bitcoin. Non vendo niente, faccio solo delle simulazioni a vuoto. La tecnologia alla base del sistema è notevole e sicuramente da tenere sotto osservazione. – benone. – Per il momento ho una qualche diffidenza perché non riesco a capire bene chi garantisce, il bitcoin è una moneta fiduciaria e quindi necessita di “qualcuno” che garantisca per lei; è il sistema così come è stato progettato che garantisce ? – sei completamente fuori strada: tu sei la garanzia di te stesso. la vuoi? la prendi, se tutti la vogliono la garanzia si moltiplica, se tutti la usano decuplica. – Se qualcosa va storto… Leggi tutto »

SanPap
Utente CDC
Risposta al commento di  Sput nik
7 Dicembre 2017 17:56

– stai confermando del problemone dell’inaffidabilità totale
Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia
e sarebbe ora

che suggerisci di osservare, IOTA come propone Nat ?

Sput nik
Sput nik
Risposta al commento di  SanPap
7 Dicembre 2017 18:44

capisco, capisco…
da recuperatore crediti qualche storiella la conosco: il sacro trucco del “non pagare”.

per quanto riguarda iota è interessantissimo, anche se ho un’idiosincrasia per le monete non minabili, (ma potrebbe essere un limite mio), per adesso è un eccezione che conferma la regola, si sta attorniando da ottimi partner e, sulla carta, ha una tecnologia davvero differente.
a mani bassissime però dico dash, attualmente è la mia preferita.

ma tutto ciò che ho appena detto, non vale niente… consideralo sempre così. informati di tuo, se ti convince bene, magari scovi anche di meglio.

Raffaele Vitone
Raffaele Vitone
Risposta al commento di  SanPap
7 Dicembre 2017 18:11

Costa un botto fare il minatore…

SanPap
Utente CDC
Risposta al commento di  Raffaele Vitone
7 Dicembre 2017 19:46

no l’ho solo detto così per dire

Lucio Brovedan
Utente CDC
Risposta al commento di  SanPap
8 Dicembre 2017 20:53

“hanno un loro valore intrinseco derivante dall’attività di “estrazione” ”
???
Non si tratta affatto di valore intrinseco, in questo caso, ma di costo di produzione.
Come i costi per coniare una moneta d’oro: non si computano certo come valore intrinseco, della moneta stessa, che è solo quello dell’oro in essa contenuto, nel successivo momento dell’eventuale scambio

FabienBarthes
FabienBarthes
Risposta al commento di  SanPap
10 Dicembre 2017 15:49

Non mi pare: a parte che l’oro è una MERCE che in certe epoche storiche è stata usata COME moneta, se lo fosse sarebbe garantita anche in questo caso dalla semplice fiducia di poterlo usare per i pagamenti.

SanPap
Utente CDC
Risposta al commento di  FabienBarthes
13 Dicembre 2017 3:58

nel caso dei metalli la distinzione moneta/merce è sempre stata alquanto labile, penso alle barrette ritorte (per eliminare le impurità) di ferro dell’alto medioevo che potevi usare come moneta oppure forgiarle per ottenere lame,
oppure alle monete di bronzo (300 gr di bronzo !) con cui potevi fare volendo delle sculture

Glock
Utente CDC
7 Dicembre 2017 0:06

Gli Stati sovrani hanno due modi per regolare la quantità di moneta in circolazione: 1) la Spesa Pubblica per creare moneta. 2) le Tasse, per distruggere moneta. Per un brevissimo periodo la sovranità monetaria ha consentito, nei paesi ricchi, che la maggioranza della popolazione potesse vivere dignitosamente, partecipando anche in modo attivo alla gestione della cosa pubblica. Non certo il potere al popolo, giusto un primo, piccolo passo verso una vera democrazia. Da un 35 anni a questa parte il mondo degli affari ha sferrato una poderosa offensiva contro la Spesa Pubblica e contro le Tasse, dal momento che quei due sistemi, secondo loro, distribuivano la moneta in modo troppo favorevole alla gente. Nella sua controffensiva contro la Spesa Pubblica, il mondo degli affari ha usato il sistema bancario, in modo da ingenerare un’artificiale scarsità di moneta. Lo stesso QE non crea una vera abbondanza di moneta, in quanto essa resta intrappolata nel sistema bancario, in particolare nell’Eurozona, l’unica area economica in cui circaola una moneta che non è proprietà di nessun stato: l’Euro, massimo esperimento di “moneta aurea”. Prima delle cryptovalute, naturalmente. Le cryptovalute stanno finalmente mostrando agli stati la verità nuda e cruda: riprendersi la sovranità monetaria o… Leggi tutto »

AlbertoConti
Risposta al commento di  Glock
7 Dicembre 2017 9:02

Ho apprezzato un po’ tutti gli interventi, e questo tuo in particolare. Grazie.

SanPap
Utente CDC
Risposta al commento di  Glock
7 Dicembre 2017 12:47

le Tasse, per distruggere moneta
dove ce n’è troppa la sottraggo con le tasse
dove ce n’è poca, quasi nulla, faccio finta che ci sia elusione
una politica monetaria che non può essere dichiarata, altrimenti qualcuno si incazza

Sput nik
Sput nik
7 Dicembre 2017 4:21

“Per la stessa ragione un sistema monetario tecnicamente indipendente dal potere politico finirebbe per esplodere disastrosamente” a me pare sia già esploso e da mo tale sistema con le monete fiat e non mi si spiega COME ciò possa accadere alle cripto… siamo consci no, che il così detto debito globale è tecnicamente impagabile, giusto? ecco, questa morale quindi, su una nuova forma (tra le tante possibili, in realtà) monetaria che possono permettersi le cripto, non può venire da chi ha un sistema collassato e credere che il medesimo si possa ripetere in questa nuova forma, per diversi motivi: 1) il sistema è diverso, e lo sarà ancor di più. ora com’è logico è una fase di transazione, ma non certo di stallo. 2) il potere cattivo cattivo, non lo fermi certo creando un nuovo modo… il cattivo cattivo ci rientrerà se non dalla porta, dalla finestra, ma non ne uscirà facilmente con il sorrisone avendo cambiato loro le regole del gioco… che comunque impareranno eh, mica son fessi. per finire, il più importante 3) il sisitema bitcoin non lo si può eludere proprio per niente. 21 milioni saranno e se il loro valore sarà di miliardi di miliardi o… Leggi tutto »

Holodoc
7 Dicembre 2017 5:13

Il Bitcoin è ottimo come strumento di speculazione, pessimo come moneta.
Ma chi userebbe mai per comprare qualcosa una valuta che se me la tengo tra 1 anno vale 10 volte tanto? E chi l’accetterebbe con il rischio che tra 2 giorni valga la metà?

Sput nik
Sput nik
Risposta al commento di  Holodoc
7 Dicembre 2017 7:30

in realtà come moneta ha più valore della speculazione stessa. un esempio? devi fare un bonifico, di diversi zeri ad un’altra parte del mondo (ma anche nella tua città eh), se sei nel fine settimana sei fottuto, se poi capitano le feste di mezzo pure, la notte non ne parliamo. superato questo scoglio hai tasse varie. il bitcoin, come moneta, questi problemi non li ha. potresti dirmi, che allo stato attuale, le fee per i piccoli importi sono grossi (per un bonifico con tre zeri sono un niente però) e che, per dire, non ci puoi facilmente comprare il pane. verissimo, giustissimo… ma vuoi una soluzione in due secondi primi? cambia moneta. partiamo dal presupposto quindi che è tutto un divenire, tutto da limare e rifinire, migliorerà con il tempo come sta già accadendo, come altre monete facciano ulteriori passi avanti ed insomma siamo su una buona strada. le transazioni SIAMO CERTI che sono sicure, la sottrazione da una piattaforma non ha nulla a che vedere con la sicurezza della transazione, ma con la sicurezza (se mai) dei loro sistemi di sicurezza, che sono un’altra cosa. altro discorso: quando ci fu una VERA sottrazione di denaro ad una nota piattaforma… Leggi tutto »

snypex
snypex
7 Dicembre 2017 6:22

Cosa rappresenta veramente una moneta con o senza cripto?
All’apice di tutti i ragionamenti c’è sempre questa questione.
Trovata la risposta accettata universalmente, allora e solo allora qualunque discussione apparirà cristallina a tutti senza equivoco.

Tonguessy
7 Dicembre 2017 8:21

“Siamo condannati all’autogoverno democratico, questo è l’effetto collaterale della tecnologia”
Questa sinceramente non l’ho capita. Già il termine autogoverno mi risulta abbastanza ostico, figuriamoci se è legato alla tecnologia. In realtà c’è chi ha chiaramente evidenziato il nesso tra sviluppo finanziario (quindi tecnologia) e parabola discendente dei processi democratici. Colin Crunch parla di “economia capitalista senza restrizioni con la riduzione della componente democratica alle mere elezioni” come di due effetti correlati e legati allo strapotere delle elites economiche legato a sua volta allo sviluppo tecnologico. Bitcoin fa parte di questo sviluppo che tende alla società cashless. Ogni giorno vengo inondato da spam che mi promette guadagni favolosi se investo in bitcoin. Esattamente in linea con Forex e tutta la manfrina speculativa legata al capitale che ormai non rende più nel settore produttivo e si è inventata questa storia di generare soldi virtuali da azioni virtuali (QE incluso)

AlbertoConti
Risposta al commento di  Tonguessy
7 Dicembre 2017 8:59

Hai ragione, in questa supersintesi che hai citato non si capisce tanto.
Intendevo dire che la tecnologia ci ha cambiato la vita, proiettandoci in un tempo nuovo in cui le possibilità aumentano in tutte le direzioni, e c’impongono necessariamente delle scelte. Le questioni bioetiche, tanto per fare un esempio. Attualmente la scelta più dirimente per salvare la nostra continuità di specie a mio avviso riguarda le tecnologie militari, che se non governate democraticamente ci porteranno senza dubbio all’autoestinzione. La crisi democratica è sì acuita dalla tecnologia, basti pensare allo strapotere dei big della comunicazione, ma questo non fa che evidenziare l’inadeguatezza culturale delle masse coinvolte nei processi che le riguardano. Dobbiamo comunque coltivare l’ottimismo nella maturazione collettiva, non vedo altre barriere alla catastrofe.

Tonguessy
Risposta al commento di  AlbertoConti
7 Dicembre 2017 10:13

Purtroppo ciò che tu definisci come “inadeguatezza culturale delle masse coinvolte nei processi che le riguardano” è strettamente correlato al tempo di acquisizione dei cambiamenti, che non è un tempo tecnologico (l’obsolescenza tecnologica prosegue a ritmi sempre più elevati) ma un tempo biologico umano. Non vedo possibili uscite da questa impasse. L’Italiano medio (assieme a tutto l’Occidente in buona sostanza) è passato da agricoltore e pastore a operaio nel dopoguerra per poi ritrovarsi a dovere seguire le bizzarrie del capitalismo speculativo nel nuovo millennio che gli chiede più “flessibilità”. La coscienza di classe viene sostenuta da processi lenti di maturazione. Le due grandi Rivoluzioni (Russa e Francese) hanno avuto secoli di feudalesimo per portare a maturazione la consapevolezza sulla necessità di cambiamento. Ora dimmi tu come è pensabile che si possa immaginare una qualche rivoluzione (anche minima) in mancanza di appartenenza ad una specifica classe. Il crollo delle ideologie e lo smantellamento delle classi (almeno così ce l’hanno fatto credere) è parte integrante di questo capitalismo 2.0. La tecnologia semplicemente ci sta fregando, obbligandoci a rivedere continuamente la nostra posizione nell’universo lavorativo e sociale e facendoci così perdere di vista chi siamo e cosa veramente vogliamo.

Luigi Zambotti
Luigi Zambotti
7 Dicembre 2017 15:22

Toh che sorpresa, uno che sulle criptovalute ragiona con la testa e non di pancia.

N.B. al posto della parola ‘pancia’ ero tentato di usare la parola che comincia con ‘c’ e finisce con ‘o’, ma poi ho rinunciato nel timore di essere bannato.

Sput nik
Sput nik
7 Dicembre 2017 20:10

che il trafficante di droga sia paradossalmente meno peggio dell’incravattato, però… non mi stupisco. 🙂

raffaello nencioli
raffaello nencioli
7 Dicembre 2017 23:03

Ma è mai possibile che non si comprenda che le cripto valute, come i cripto partiti sono esperimenti per porre sotto il controllo di una minoranza altamente specializzata e tecnologica l’intera società, legandola ad un sistema, apparentemente neutro e “democratico”, ma che costringe tutti a collegarsi a quel sistema e a diventarne non gli utenti ma i dipendenti. Il bitcoin non è diverso per la sua natura fiduciaria dalle monete a corso legale, ma le sottrae al controllo politico degli stati (ove applicabile) per consegnarlo nelle mani di misteriosi e sconosciuti personaggi, del tutto irresponsabili rispetto alle conseguenze indotte dal sistema stesso. E’ un ulteriore passo avanti verso la completa deresponsabilizzazione dei gestori delle monete e del denaro rispetto ai condizionamenti politici e legali ai quali ancora il sistema delle banche centrali, in piena crisi di sopravvivenza, in parte deve sottostare. Il bitcoin o meglio la blockchain che lo sottende, è un sistema chiuso, che non ha in sé possibilità di sviluppo illimitato per mancanza (al momento) di strumenti di calcolo adeguati. Ma nell’ipotesi di una sua eventuale applicazione agli scambi internazionali e alle comuni transazioni sui mercati, il bitcoin o qualsiasi altra cripto valuta, dovrebbe disporre di strumenti di… Leggi tutto »

Ybodon
Utente CDC
Risposta al commento di  raffaello nencioli
8 Dicembre 2017 8:27

legandola ad un sistema, apparentemente neutro e “democratico”, ma che costringe tutti a collegarsi a quel sistema e a diventarne non gli utenti ma i dipendenti. Il bitcoin non è diverso per la sua natura fiduciaria dalle monete a corso legale, ma le sottrae al controllo politico degli stati

oooohhh. grazie per la sintesi. quoto.
purtroppo come vedi siamo pieni di esperti che non capiscono o fanno finta spargendo pubblicità vera e propria tra i siti di contro informazione. Riskio Calcolato é un sito di pubblicità di prodotti finanziari e criptovalute per esempio. e ogni articolo sul bitcoin tralascia alcuni aspetti fondamentali e sono dunque pubblicità come i commenti di qualcuno che parla di ogni tecnicismo ma o perché incapace o solo perche ci guadagna soldi ti invita a guardare da un’altra parte altrimenti sei uno che essendo ignorante in materia è bene prima che si informi magari facendo piccoli investimenti…..

Alberto Capece Minutolo
Utente CDC
8 Dicembre 2017 9:53

Devo dire finalmente un articolo sensato sulle cosiddette criptomonete che in realtà non sono tali, ma asset del tutto immateriali

gix
Utente CDC
8 Dicembre 2017 10:19

Forse si può riassumere ponendo alcune semplici domande, anche dopo le riflessioni qui riportate. – Dato per scontato che nessun mezzo di scambio del valore può essere usato come tale se non c’è il riconoscimento (ovvero la fiducia) di tutti quelli che lo utilizzano, nonché forme di garanzia giuridica e regole varie, anche contabili, legate alla sua circolazione, può veramente esistere una moneta priva di queste caratteristiche? – considerato che, forse, nessuno oltre allo Stato (e ad una banca sovrana di proprietà statale) può fare da garante e nello stesso tempo imporre il riconoscimento di una moneta o di un qualsiasi mezzo di scambio del valore, si potrebbe eventualmente consentire l’uso di monete come il bitcoin in ambiti circoscritti e limitati parallelamente alla moneta di Stato regolarmente in circolazione? Personalmente presumo di si, fino a che qualcuno (banche private) non protesti per mancato controllo e guadagno, e ho detto tutto. – Infine, esistono veramente dei vantaggi nell’usare una moneta libera da controlli e regole, piuttosto che ribadire la necessità di un ente sovraordinato quale lo Stato, che mediante una propria Banca sovrana di proprietà, controlla l’emissione della moneta e garantisce le regole del suo utilizzo? Non è che il Bitcoin… Leggi tutto »

Ybodon
Utente CDC
Risposta al commento di  gix
8 Dicembre 2017 12:13

il problema è se può esistere un moneta LIBERA dove per libera si deve intendere : una moneta che resta un puro mezzo di scambio?
Ora si possono usare tutti gli arzigogoli del mondo e dell’oltre mondo, ma se il suddetto mezzo di scambio in questione può essere controllato da chi lo produce e da chi ne fa compravendita questo mezzo di scambio non è affatto libero, nè più nè meno di come lo sono le monete attuali.
Le criptovalute escludono le leggi statali in questa regolamentazione che sembra sempre una cosa positiva in quanto gli stati sono ladri, invece è assolutamente negativa, perchè i privati sono ancora piu ladri degli stati!
Una moneta libera da controlli e regole non è libera!
Togliere i controlli e regole degli stati significa togliere ogni freno alle lobby che si creano direttamente la loro moneta e ce la cedono con un costo stabilito da loro a regole stabilite da loro.
E’ il controllo totale, piu di come è adesso.

Firenze137
Utente CDC
8 Dicembre 2017 11:08

La moneta è un “mezzo” materiale di scambiarsi dei “pezzi” di qualcosa che sulla fiducia reciproca che questi “rappresentano” la misura del valore di altri beni. Non sono all’altezza di sostenere una discussione tecnica e sofisticata su questo argomento, ma in ..”soldoni” i “soldi” sono sempre stati qualcosa di fisico e di materiale che nel tempo ha cambiato aspetto. Dai “pezzi” di qualcosa, siamo passati a scambiarsi dei “numeri” (la moneta “scritturale”) anch’essi “oggetti” virtuali che preceduti dal segno della valuta rappresentano altri “oggetti”/beni mteriali. Con l’avvento del bitcoin & Co. l’homo sapiens ha cercato di eliminare il problema della “fiducia” sulla quale si basavano e si basa a tutt’oggi le “gestione” dell’emissione “fiduciaria” della moneta tradizionale. Cioè quella funzione che insieme alla politica monetaria è “demandata” ad un soggetto istituzionale pubblico o privato secondo certe regole appunto basate sulla fiducia. Ed allora ecco l’dea dell’algoritmo che lavora giorno e notte per “minare” la generazione di questa nuova moneta che sembra essere creata dal niente. Ossia la creazione è demandata ad un “cervello” che “garantisce” a tutti gli utilizzatori che l’algoritmo le cose le fa bene ed uguali per tutti garantendo la trasparenza totale su tutte le transazioni. Ma l’algoritmo… Leggi tutto »