Covid 19. A cosa serve, come ce lo raccontano, a chi giova

UN LIBRO PER DECIFRARE IL PRESENTE E CIO’ CHE ORMAI E’ STORIA

Di Jacopo Brogi, ComeDonChisciotte.org

La Covid 19 è il passato, un passato remoto. Un tempo andato, mai dimenticato. Perché c’è chi ha davvero documentato il trapasso di un’epoca. Al netto della propaganda, per ciò che diranno dal futuro voltandosi indietro, fino al nostro presente.

Paolo Borgognone, storico di razza, autore di saggi preziosissimi che riescono sempre a decifrare senza troppi fronzoli la nostra contemporaneità (1), entra a piedi uniti nel tema che ormai sta monopolizzando da un anno intero le nostre esistenze, financo le nostre coscienze: la malattia “Covid 19. A cosa serve, come ce lo raccontano, a chi giova [Iniziative Editoriali Il Cerchio, 2020]”.

L’autore ha scelto di narrare un passato remoto, dove una epidemia influenzale fu utilizzata per cambiare il mondo:

In Occidente il passaggio dal capitalismo finanziario al capitalismo integralmente digitalizzato fu gestito previo smantellamento d’ogni residuo di economia reale e di vita comunitaria convenzionale (2)”.

Il libro narra gli accadimenti legando la cronaca, le diagnosi del mondo scientifico, i fatti politici, economici e geopolitici che la gestione della crisi provocò ad una società intera, atomizzata per decreto.

Le tappe che hanno scandito l’emergenza sanitaria ed epidemiologica del 2020, da Wuhan a Codogno, fino alle bare di Bergamo caricate su camion militari che psicologicamente piegarono le ginocchia all’Italia.

Alternando statistiche accreditate e dati ufficiali, l’anatomia degli eventi si intreccia con le decisioni politiche sovranazionali e nazionali fino ad affrontare il confinamento di intere collettività, secondo i programmi elaborati nel 2005 da Richard Hatchett –  un neocon direttore del CEPI (Coalition for Epidemic Preparedness Innovations) – su invito dell’allora segretario alla Difesa Usa e magnate di Big Pharma Donald Rumsfeld: “un piano d’isolamento domiciliare obbligatorio per l’intera popolazione, da attivare in caso di attacco bioterroristico” (4).

Nel 2020, per la prima volta, i governi occidentali “applicarono il piano Hatchett che, però, non era affatto una misura sanitaria, bensì un mezzo per trasformare le società, per introdurre un nuovo modello di organizzazione socioeconomica e di convivenza civile improntato al principio della rifeudalizzazione. Il lockdown non era, ovunque venisse applicato, una misura sanitaria bensì amministrativo-militare. Il distanziamento fisico era altresì una misura militare e non sanitaria” (5).

Il capitalismo finanziario e multinazionale dopo decenni di profitti stratosferici a danno dell’economia reale, adesso reclamava l’intera torta. Il Forum dei multimiliardari riuniti a Davos lo chiamò il “Grande Reset”: l’anno zero, cioè l’eliminazione della classe media, ossia la morte improvvisa di quella che era diventata la “società signorile di massa”, come l’aveva definita il sociologo Luca Ricolfi.

Strano a dirsi, proprio nell’epoca dominata dai padroni del vapore digitale, detentori dei mezzi di produzione di Intelligenza Artificiale, si rischiava di tornare ai tempi antichi, ad “una società esclusivamente signorile, in cui lo 0,1 per cento della popolazione avrebbe fatto parte della casta dei signori del trasnumanesimo e il restante 99,9 per cento sarebbe andato a ingrossare le schiere dei plebei post-umani” (5).

Paolo Borgognone ci porta ad esplorare il capitale e le sue fazioni, da quella prevalente liberal-globalista a quella nazional-globalista (ricordate Donald Trump?), ma anche gli equilibri geopolitici. La nuova Guerra Fredda Stati Uniti vs Cina, dove il gigante asiatico, uscito prima di tutti dalla crisi Covid, mostrava i muscoli grazie alla sua supremazia nelle reti 5G, l’infrastruttura fondamentale della nuova società digitale: “la chiave per la quarta rivoluzione industriale, così come le ferrovie avevano dato vita alla prima rivoluzione industriale (7)”.

La Paura veicolata incessantemente dai grandi media, la cittadinanza nella psicosi. Mesi dopo mesi, ormai è un anno:

i cambi di fase radicali necessitano, per essere avviati e completati in poco tempo, di periodi di shockterapia (8)”.

Covid 19. A cosa serve, come ce lo raccontano, a chi giova [Iniziative Editoriali Il Cerchio, 2020]”: il grande saggio di Paolo Borgognone è un documento fondamentale non solo per decifrare il nostro presente, ma soprattutto per chi verrà, perché dal futuro possa studiare ed indagare per capire cosa, nel 2021, ci sta accadendo realmente. Se è vero, come è vero, che la Storia ciclicamente si ripete, il lettore di Domani forse potrà rispondere, coi fatti e con la ragione, alla domanda cruciale che l’autore ci pone alla fine del saggio.

Non la sveleremo, perché essa vale la lettura dell’intera opera.

Di Jacopo Brogi, ComeDonChisciotte.org

 

NOTE

Covid 19. A cosa serve, come ce lo raccontano, a chi giova(1)= [Capire la Russia. Correnti politiche e dinamiche sociali nella Russia e nell’Ucraina postsovietiche (Zambon, 2015); L’immagine sinistra della globalizzazione. Critica del radicalismo liberale (Zambon, 2016); Generazione Erasmus. I cortigiani della società del capitale e la “guerra di classe” del XXI secolo (Oaks Editrice, 2017); Storia alternativa dell’Iran Islamico. Dalla Rivoluzione di Khomeini ai giorni nostri 1979-2019 (Oaks Editrice, 2019)]

(2)= Borgognone Paolo, Covid 19. A cosa serve, come ce lo raccontano, a chi giova, p.327 [Iniziative Editoriali Il Cerchio, 2020]

(3)= Ibidem, p.319

(4)= Ibidem, p.84

(5)= Ibidem, p.84/85

(6)= Ibidem, p.191

(7)= Ibidem, p.250

(8)= Ibidem, p.327

L’AUTORE DEL LIBRO

Paolo BorgognonePaolo Borgognone (Canale (CN), 1981), laureato in Scienze storiche, collabora dal 2012 con il “Centro Iniziative per la Verità e la Giustizia” di Torino, per il cui sito (www.civg.it) ha redatto numerosi articoli e saggi. È inoltre autore dei seguenti volumi: “Il fallimento della sinistra «radicale»” (Zambon, 2013); “La disinformazione e la formazione del consenso attraverso i media” (3 voll., Zambon, 2013); “Capire la Russia. Correnti politiche e dinamiche sociali nella Russia e nell’Ucraina postsovietiche” (Zambon, 2015).

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