Corriere morto a 39 anni 5 giorni dopo la terza dose

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CASTELFRANCO. Un’inchiesta per capire se ci sono stati ritardi nei soccorsi e se l’intervento ha avuto negligenze tali da contribuire alla morte di un corriere di 39 anni all’apparenza senza alcun problema di salute.
È l’obiettivo a cui sta lavorando il sostituto procuratore Flavia Alemi sulla morte di Angelo Stanco, di Castelfranco di Sotto, conosciuto anche a Fucecchio per la sua collaborazione antica con il palio nel ruolo di insegnante di musici e tamburini, deceduto la mattina del 31 gennaio nel piazzale di una ditta di Ponte a Egola mentre stava facendo una consegna.

GLI INDAGATI

La Procura ha indagato nove persone – tra il personale del 118 e dei volontari – che sono state coinvolte nell’attività di soccorso, dall’organizzazione all’esecuzione pratica sul posto. Un atto dovuto dopo l’esposto presentato dai genitori e della sorella della vittima del malore che vogliono togliere ogni dubbio su quello che ha preceduto la scomparsa del 39enne.

L’ESPOSTO

Nel raccontare la sequenza dei fatti a loro conoscenza, i familiari chiedono alla Procura di approfondire una serie di aspetti. Dalla tempestività degli interventi, descritti a più riprese con un paio di ambulanze e poi l’automedica, all’eventuale coinvolgimento di altri prima dell’arrivo del personale sanitario.

Un altro elemento viene sottoposto alla valutazione della Procura. A Stanco cinque giorni prima del decesso era stata somministrata la dose booster per completare il ciclo vaccinale anti Covid. Se e come possa esserci una correlazione tra la dose e la morte è un quesito per la cui risposta i familiari si rivolgono magistratura.

OGGETTI SPARITI

C’è anche un aspetto laterale sollevato dalla famiglia Stanco. Nell’esposto si sostiene che al momento di recuperare sul posto gli oggetti personali del 39enne, non c’era traccia degli occhiali, del portafogli e di un borsello da uomo.

L’INCARITO PERITALE

Gli accertamenti invocati dalla famiglia hanno portato a rinvio del funerale di Angelo Stanco. Da quasi 40 giorni la salma si trova a medicina legale dove ieri è stata effettuata l’autopsia dopo l’incidente probatorio che si è tenuto in Tribunale. Il gip Donato D’Auria ha nominato un collegio peritale formato da tre specialisti che dovrà rispondere a una serie di punti indicati dal giudice. La causa del decesso, le eventuali incidenza dei tempi nei soccorsi, l’incognita della terza dose di vaccino. Un’inchiesta agli inizi nata per la determinazione della famiglia di voler togliere ogni sospetto sulla possibilità che Angelo potesse essere salvato.

Fonte articolo: https://iltirreno.gelocal.it/pontedera/cronaca/2022/03/09/news/corriere-morto-9-indagati-1.41286437

 

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