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Con 100 dollari puoi comprare questo in Venezuela

DI SIMON BLACK

sovereignman.com

Ieri sera alle 21 è iniziata una sparatoria nella strada vicino al mio hotel.

Di recente sono tornato in hotel dopo alcuni incontri serali. E tornando la sera era come se avessero rotolato i marciapiedi – ristoranti senza avventori, bar e club completamente vuoti.

C’era una donna in piedi davanti al suo ristorante che faceva da direttrice di sala a nessuno.

E con poche persone per le strade, sembrava una specie di apocalisse zombie.

Questo paese era il più ricco della regione. E neanche troppo tempo fa.

Durante gli anni ’50, ’60 e ’70, il Venezuela ha goduto di una forte crescita. Bassa inflazione, forti investimenti esteri, alti salari. Era l’invidia dell’America Latina.

Tutto era basato su un’unica industria: il petrolio.

E quando i suoi prezzi erano forti, il governo navigava nell’oro. Ancora nel 2007, i ricavi petroliferi erano così alti da ripagare tutti i debiti esteri.

Pensateci: solo dieci anni fa il Venezuela aveva zero debito estero.

Ma al tempo stesso il governo ha iniziato a spendere troppo. Programmi sociali, spese militari, sovvenzioni per carburante ed elettricità. Qualunque cosa fosse necessaria per rimanere al potere.

Spese così tanto che anche quando i prezzi del petrolio superarono i 100 dollari al barile, tra l’11 ed il ’13, non riusciva ad andare in pareggio.

Poi i prezzi del petrolio sono crollati. Nei primi mesi del 2016, un barile costava meno di 30 dollari.

Le finanze pubbliche erano sconvolte… così il governo è ricorso alle solite vecchie tattiche alle quali quasi tutti i governi in fallimento ricorrono.

Per prima cosa, ha iniziato a spendere le proprie riserve estere – essenzialmente bruciando il conto di risparmio pubblico.

Oggi il Venezuela ha il livello di riserve valutarie più basso in decenni, meno di 10 miliardi di dollari, rispetto ai 42 del dicembre ’08.

Ha anche venduto gran parte delle proprie riserve auree.

A fine 2015 il Venezuela aveva 373 tonnellate d’oro, oggi 188, cioè ne ha perso la metà in due anni.

Cosa ancor più grave, però, è che il governo ha stampato quantità incomprensibili di carta ed ha notevolmente ingrossato lo stato patrimoniale della banca centrale.

Questo grafico è davvero sorprendente: il bilancio della banca centrale venezuelana è letteralmente triplicato in un singolo mese, tra aprile e maggio di quest’anno.

Continuano a stampare sempre più denaro, fino al punto che la moneta è diventata totalmente priva di valore.

Quando venivo qui qualche anno fa il tasso black-market era di circa 8 bolivar per dollaro USA.

Nel mio successivo viaggio, ci vollero 100 bolívares per comprare un dollaro nel mercato nero. Ed il tasso continuava a scendere ad ogni viaggio.

Questa volta ho scambiato dollari a circa 27.000 per dollaro USA. Nel frattempo la tariffa ‘ufficiale’ è un risibile 10:1. È una differenza di quasi 3000 volte.

A seconda del tasso di cambio utilizzato, il Venezuela è quindi o assurdamente costoso o assurdamente economico.

Un giro in taxi dall’aeroporto è costato circa 80.000 bolívares. Ai tassi ufficiali sono ottomila dollari.

Ma ai tassi di mercato nero sono meno di tre dollari. Una leggera differenza.

Ieri sera ho scambiato 100 dollari con questo mattone di denaro.

Inutile dire che questa follia monetaria rende la vita estremamente difficile.

Tutto ciò che viene importato costa troppo. E col collasso dell’economia, anche la produzione nazionale sta crollando bruscamente.

C’è poca attività economica. Le persone stanno in casa cercando di sopravvivere. Ci sono pochi farmaci. Ed anche gli alimenti base stanno finendo… una follia totale.

Il Venezuela è un grande paese, con fertili terreni ed abbondanti fonti d’acqua. Non c’è assolutamente alcuna ragione per cui ci debbano essere delle carenze alimentari.

Segnate un’altra vittoria per il socialismo e la pianificazione centrale.

Nella loro disperazione, la gente si dà alla criminalità, alla prostituzione… tutto quel che si deve fare per campare. Vedo spesso gente rovistare tra i rifiuti.

Incredibilmente però c’è ancora un pizzico di normalità in città, perlomeno durante il giorno.

Le persone escono e vivono le loro vite… vanno al lavoro, portano i figli a scuola, fanno sport, chiacchierano con gli amici.

Trovo straordinario quanto questo posto si sia tenuto unito. I venezuelani mostrano costantemente ingegno e resilienza nella loro capacità di affrontare una crisi del genere.

E la buona notizia è che un giorno le cose miglioreranno.

Il governo ha quasi esaurito i soldi ed è pericolosamente vicino a fare default sui propri debiti. Ad un certo punto non potrà più pagare i banditi armati che tengono buona la popolazione.

È inevitabile. I governi totalitari cadono quasi sempre quando esauriscono le risorse per autosostenersi.

Potrebbe peggiorare prima di migliorare. Ma alla fine questa follia ed oppressione finiranno, che sia con violenza o no.

Quel che trovo così strano è quanto poco ottimismo ci sia sul Venezuela.

A paragone, gli investitori sono perennemente eccitati per Cuba. Sono decenni che dicono che sarà un paradiso una volta finito il regime autoritario.

Certo, ottimo. Sono stato a Cuba. Mi piace. E ci saranno certamente grandi opportunità.

Ma poche persone applicano questa stessa logica al Venezuela. E lo trovo strano.

Questo posto è enorme. Ci sono tante opportunità qui. Più di 30 milioni di persone, enormi riserve di risorse naturali, un sacco di coste, porti, infrastrutture, capacità produttive, posizione geografica strategica, energia rinnovabile.

Che sia il prossimo anno o tra dieci anni, questo paese ha il potenziale per diventare uno dei luoghi più eccitanti del mondo.

Avete un piano B?

 

Simon Black

Fonte: www.sovereignman.com

Link: https://www.sovereignman.com/trends/this-is-what-100-buys-you-in-venezuela-22459/

28.09.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

Pubblicato da Davide

  • Annibale Mantovan

    Più o meno come in Italia. Metti il PD al governo, non i socialisti o la sx in genere, i comunisti, quelli di religione comunista et voilà…disastri dappertutto. Come in Italia dicevo a svendere gli asset statali dell’ IRI prima, una missione…erano fascisti, ad internazionalizzare il debito pubblico dopo, a sfondare il popolo di tasse senza contare la perdita della Libia e la desertificazione industriale…è il PD bellezza!

    • Steel Rust

      I piddicoli sarebbero comunsti?

      HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

      La migliore della settimana, ho le lacrime dal ridere…

      • MarioG

        E’ la giusta nemesi dei comunisti, essere presi per tali assieme ai piddicoli.
        I comunisti non fanno altro che dare del fascista a destra, al centro, e magari anche più in là… In verità a tutto ciò che gli sta sulle balle. E quindi che si adeguino a fare i comunisti anche assieme ai piddicoli.
        Ecchediamine: fare gli SCHIZZINOSI solo quando fa comodo!

      • cenzino fregnaccia pettinicchi

        Hai ragione, anzi, arraggione: i comunisti sono i migliori e più asserviti complici dei piddini (ovvero DC2.0).

        • Steel Rust

          Magari ci fossero ancora i veri comunisti (che avevano un senso dello stato e della nazione oggi scomparso), e magari ci fosse ancora la DC di Andreotti, che redistribuiva una congrua parte di quello che rubava sul territorio e agli italiani in generale. Oggi rubano TUTTI esattamente come prima, ma si tengono tutto, e a noi lasciano la bufala del debito pubblico e il capestro del fiscal compact…

          • cenzino fregnaccia pettinicchi

            Vabbè, i comunisti che avevano il senso dello stato; intendi quello dell’URSS? Il tuo pensiero si può riassumere in: si stava meglio quando si stava peggio. Un po’ pochino.

          • Steel Rust

            Poco o tanto, francamente della tua opinione non me ne frega nulla, quindi… *PLONK*

          • cenzino fregnaccia pettinicchi

            Permaloso.

    • Alessandro Damalio

      Che triste dev’essere non conoscere il nome del proprio carnefice.

    • Denisio

      Pensavo che il PD fosse considerato “comunista” solo dai sodali de “il giornale” e altri pseudo destroidi

      • Annibale Mantovan

        Come vedi ti sbagli, basta avere un pò di sale in zucca per capire che cosa diventano i comunisti.

        • Denisio

          Ah! Io pensavo invece che fossero i talebani più asserviti del capitalismo nella sua fase di delirio finale e che solo la fake news corporation potesse etichettarli come sinistra o peggio ancora comunismo, almeno nelle accezioni storiche dei termini.
          Le politiche di privatizzazione e di taglio dei diritti sociali di matrice Tatcheriana avevano fatto gli stessi danni in Inghilterra ma almeno non le chiamavano “comuniste”.

  • Filippo Gregoretti

    Articolo subdolo. Evidentemente scritto da un americano. Per cui “Programmi sociali, spese militari, sovvenzioni per carburante ed elettricità” sono solo mezzucci squallidi: “Qualunque cosa fosse necessaria per rimanere al potere”. Ma andasse al diavolo, lui e gli altri barbari senza bidet.

    • Truman

      Basterebbe ricordare che quel dollaro, che Black usa come misura di ogni cosa, non è sostenuto dall’oro, né tanto meno da floride attività economiche, ma dalla forza delle armi.

    • Alessandro Damalio

      Gli ultimi 2 paragrafi
      “Questo posto è enorme. Ci sono tante opportunità qui. Più di 30
      milioni di persone, enormi riserve di risorse naturali, un sacco di
      coste, porti, infrastrutture, capacità produttive, posizione geografica
      strategica, energia rinnovabile.
      Che sia il prossimo anno o tra dieci anni, questo paese ha il potenziale per diventare uno dei luoghi più eccitanti del mondo.”
      Sembra l’elenco della spesa:”qui c’è di tutto e aspetta solo che noi demlib andiamo a saccheggiarlo”

      • Filippo Gregoretti

        Vero. Ci vorrà qualche anno per invadere prima con le armi, poi con Uber, Starbucks, AirB&B, e poi wow, si che sarà un posto eccitante!

    • DesEsseintes

      Almeno in Brasile hanno la pompetta accanto alla tazza.

      Per non parlare dei cessi elettronici giapponesi di marca Toto…non so se qualcuno ne ha mai usufruito…si ricorderà come sono fatte le piccole icone dei pulsanti…con le chiappe aperte stilizzate e il getto d’acqua che punta proprio al centro…

  • Denisio

    Finchè il dollaro godrà dello slancio che gli permette di mantenersi per molti paesi la valuta di scambio per materie prime il cambio ufficiale sarà a suo favore ma se la tendenza che ha coinvolto anche il Venezuala sarà quella di abbandonare il dollaro in favore dello juan e di altri mercati di scambio la situazione potrebbe volgere a favore del Venezuela, inutile fare considerazioni sul cambio adesso.

  • ignorans

    Perché le grandi ideologie hanno fallito?perché sono scritte sulla carta ma omettono di prendere in considerazione il fattore umano, pretendono di funzionare a prescindere. Siccome sono belle e giuste devono funzionare; che diamine!
    Invece poi succede; il Venezuela. Perché?
    La mia idea è che si tratta di un popolo che vive in un clima tropicale, cioè mangiano e trombano, trombano e mangiano, e cercano il fresco.

    • DesEsseintes

      Cito:

      “La mia idea è che si tratta di un popolo che vive in un clima tropicale, quindi mangiano e trombano, trombano e mangiano, e cercano il fresco, che poi è la “cultura” di un pò tutta l’America latina.”

      America Latina in cui ovviamente non sei mai stato se non per vacanzine di quindici giorni e nemmeno quelle.

      Un sudamericano lavora sedici ore al giorno tutti i giorni e non ha vacanze.
      La mattina un lavoro, per esempio in ufficio e la sera a fare il tassista.

      Che tristezza leggere certe cose.
      Non dico altro sennò il WM chiama la Guardia Civil.

      • ignorans

        Manca la tua spiegazione al fenomeno “crisi in Venezuela”.

        • DesEsseintes

          Che c’entra?
          Tu hai dato la tua spiegazione basata su un tuo pregiudizio sui sudamericani di cui non sai niente di niente e io ti ho detto che è sbagliata di brutto.
          Lo è e mettiti il cuore in pace.

          • ignorans

            Sarebbe interessante confrontare la mia sbagliata e piena di pregiudizi e la tua giustissima e proveniente da mente illuminata.
            Sarebbe interessante perché affermare che i sudamericani lavorano 16 ore al giorno…… Io non ci credo

          • DesEsseintes

            Certo che non ci credi; come ti ho detto sono tuoi “pregiudizi” e non puoi rinunciarvi senza subire dei pesanti contraccolpi psicologici.
            Tieniteli.

            Ti saluto.

        • Pedro colobi

          Sono stato in America latina tanti anni, Venezuela,Colombia,Perù,Honduras,Costarica ,Panama ,Nicaragua ed altri, non ho mai visto nessuno lavorare 16 ore al giorno.
          Il problema del Venezuela infatti è che su 30 milioni di persone la metà non sa far niente e non si da da fare. La colpa è degli Stati Uniti e magari in altra occasione spiegherò il perche.
          Chaves ha fatto molto per cambiare la situazione e credo che Maduro segua la strada di Chavez ma per riuscirci veramente servono almeno un paio di generazioni .
          .

          • ignorans

            ti ringrazio per la tua testimonianza-

          • DesEsseintes

            Ma cosa dici.
            Ma ci sarà qualcuno che vive a Rio, Sao Paulo o Buenos Aires qui dentro?

            Comunque cuocete nel vostro brodo.

          • MarioG

            Sembra che vi scanniate su una cosa che in fondo è secondaria. La mera quantità oraria di lavoro conta poco. Non so se ha ragione chi dice che i più lavorino 16 ore al giorno, o quelli che dicono che la metà non fa niente dalla mattina alla sera. Quello che conta è la qualità e l’organizzazione del lavoro. E su quello, mi pare che i risultati del Venezuela la dicano lunga. Il petrolio del Venezuela non ha la qualità superiore di quello dell’Arabia Saudita, ma per finire nella situazione in cui sono, è indubbio che c’è alle spalle un grosso fallimento sociale.

          • DesEsseintes

            Sì ma se lavorano 16 ore al giorno non sono dei fannulloni.

          • virgilio

            e io dico che alle spalle ce solo una associazione di delinquenti chiamati USraeliani,e non da ieri!!!

          • virgilio

            si come hai ben detto “La colpa è degli Stati Uniti” che non hanno mai permesso a questi popoli di evolversi li hanno sempre stroncati nel nascere e hanno solamente contribuito (gli USA) a fare di questi giovani dei delinquenti perche a loro faceva comodo cosi!

      • Gino2

        Cito: Un sudamericano lavora sedici ore al giorno tutti i giorni e non ha vacanze

        sei sicuro?

        le solite stupide e inutili generalizzazioni………

        • Rolmas

          Beh, ma forse lui intendeva 16 ore brevi. Le ore lunghe sono quelle riservate alla siesta…

    • Truman

      A volte non serve mettere di mezzo le grandi ideologie quando si può spiegare una situazione con il petrolio. Il Venezuela è uno dei più grandi produttori mondiali di petrolio, eppure i commerci di petrolio ancora oggi sono in gran parte in dollari e gestiti dalle Sette sorelle.
      Giusto per fare un esempio, se il petrolio fosse pagato in oro, il Venezuela starebbe molto meglio.

      • Deheb

        Quale sarebbe stata la differenza tra oro e dollari?

        Il costo di produzione di un barile di petrolio, per il Venezuela, è di circa 27$.

        http://graphics.wsj.com/oil-barrel-breakdown/

        Il future WTI oggi è a circa 50$, con un massimo intorno ai 140$ barile (2008)

        Tutti sto soldi chi li ha fatti sparire?

        • DesEsseintes

          È il fatto di dover pagare in dollari il problema perché espone a ricatti

          Pare infatti che i cinesi emetteranno dei futures sul petrolio coperti in oro e questo alleggerirebbe di molto la posizione di vari “stati canaglia”.

          • Deheb

            Non capisco quali ricatti….C’è un mercato regolamentato e delle quotazioni in dollari. Ciò che potrebbe far la differenza è il tasso di cambio, specie per loro che hanno un’inflazione ufficialmente al 180%.
            Quello cinese è un pò diverso: pagano in yuan con possibilità di conversione in oro, più per attrarre e per generare sicurezza che altro

          • DesEsseintes

            Ti metto un link.
            Non sono esperto di economia ma ho letto ovunque che la mossa dei cinesi sui futures del petrolio aiuterebbe alcuni paesi a evitare i ricatti imperiali degli USA

            Copincollo

            “The move is a direct result of the U.S. proclivity to use the dollar as a weapon against countries that refuse to bend to the imperial will of the United States.”

            https://truththeory.com/2017/09/13/china-moves-new-world-order-will-buy-oil-gold-backed-currency-bypassing-us-petrodollar/

            Se vai su Google e digiti

            china futures oil

            trovi molti articoli che entrano nel dettaglio.

            Ammesso che i cinesi lo mettano davvero in atto ma parrebbe proprio di sì…

          • Deheb

            Questi “Futures” li avevo già visti in articoli precedenti (credo tutti da Asianews che si rifaceva a dichiarazioni Nikkei), la Cina ci prova a denominarli nella sua valuta, con la garanzia dell’oro, non saprei con cosa potrebbe garantirli altrimenti, dato che è un mercato finanziario. Però di questo derivato non ho saputo molto in giro, dettagli tecnici non ne ho trovati. Per questo mi pare azzardato parlare di crollo del dollaro, del petrodollaro e dell’impero USA. Credo debba trovare sbocchi di mercato per sganciarsi dal dollaro, è una strada obbligata. Bisogna vedere se trova controparti.
            E già in passato la Cina ha annunciato l’emissione di un futures con le stesse “caratteristiche” ma l’ha ritirato (o meglio neanche partito).

          • Rolmas

            In un mondo multipolare il crollo del dollaro sarà lento, ma inesorabile. Una situazione di incertezza e di guerra continua rallenta il crollo, ma non lo ferma. Soltanto un mondo unipolare può fermarlo. Ed è questo quello che gli Stati Uniti stanno cercando disperatamente di ottenere. E non sarà facile, visto che dall’altra parte della barricata c’è gente molto ben armata.

          • DesEsseintes

            Non ho parlato di “crollo del dollaro” e in effetti non si sa se lo metteranno in atto ma per quanto riguarda le controparti direi che ne avrebbero più di una disponibile.

            Tutto da vedere.

      • DesEsseintes

        Giusto e c’è un’altra questione.
        La gente rimpiange il Venezuela di una volta che in effetti era molto più ricco di adesso.
        Ma quel Venezuela si reggeva su una discriminazione sociale spaventosa in cui, come è tipico in Sudamerica, l’appartenenza a una classe bassa veniva considerata una appartenenzna a una razza inferiore.

        Caracas è sempre stata questo

        http://4.bp.blogspot.com/_9Y_6hgSFD_c/TT3FHWdGF4I/AAAAAAAAAjo/EAA5FVxor50/s1600/caracas_1.jpg

        Non si può dimenticarlo e non si deve tornare indietro a qualsiasi costo.

        • Pedro colobi

          Le baraccopoli di Caracas non saranno mai eliminate, Chaves ha costruito e regalato mi pare un milione e mezzo di civili abitazioni per gli abitanti delle baraccopoli, ma ogni baracca lasciata libera viene subito abitata da altri indigenti che arrivano dall’interno molto spesso colombiani peruani ecc. ecc.

          • DesEsseintes

            E questo che diavolo signifcherebbe…ma dove le andate a prendere delle idee simili non lo so…

        • virgilio

          “La gente rimpiange il Venezuela di una volta”
          bisogna precisare che quei che rimpiangono il venezuela di una volta sono quella manciata di ricchi,gli altri la magioranza non mi sembra che rimpiangono un bel niente seno spiegami perche hanno votato Chavez fino che non e stato ammazzato dai luridi yankee!

          • DesEsseintes

            Infatti sono i benestanti che prima si comportavano come degli schiavisti
            Il problema è che il gap di classe in quel continente è difficilmente ricomponibile.
            Al posto di Chavez potevi mettere chiunque altro avrebbe avuto gli stessi problemi.

            Comunque tu sai che una persona non vale niente come uomo quando leggi che dice certe cose sulla gente povera del terzo mondo.

      • ignorans

        Ma Chavez non è quello che ha sbattuto fuori le 7 sorelle?
        In ogni caso, non mi sembra che la tua tesi possa calzare. Altri stati produttori di petrolio hanno risultati diversi (Russia, saudi arabia, Iran,) o sanno gestirsi meglio o non saprei. Forse è vero quello che dice l’articolista, cioè grossi stati spendono troppo o non sanno spendere. È tutto nelle mani degli uomini e delle loro capacità. Se hai “skills” stai bene ovunque.
        Indicando il tipico sudamericano con “mangia e tromba” volevo indicare non tanto il fannullone quanto la persona semplice a cui più di tanto non puoi chiedere. Ma anche qui è da noi è pieno, eh.

        • virgilio

          “Altri stati produttori di petrolio hanno risultati diversi (Russia, saudi arabia, Iran,) o sanno gestirsi meglio o non saprei”

          si come hai detto tu non lo sai allora e meglio non parlarne!
          almeno che non fai il finto tonto?

  • DesEsseintes

    Se volete leggere qualcosa di interessante e insolito sui rapporti USA-Sudamerica vi consiglio questo

    https://fadingtheaesthetic.files.wordpress.com/2012/03/33788991-how-to-read-donald.pdf

  • Vamos a la Muerte

    Agghiacciante articolo di becera Propaganda a stelle e strisce.
    Ovviamente è inutile ribattere a tutta questa sfilza di castronerie: ci vorrebbe un altro articolo.
    Mancava soltanto che dicesse che il Presidente Maduro, DEMOCRATICAMENTE eletto (ma questo, il bamba che scrive fa finta di ignorarlo), mangia i bambini e spacca le incubatrici e poi il repertorio propagandistico di guerra sarebbe stato al completo. Bah…

  • lorenzovalla

    L’acutissimo (sì, vabbè) autore del testo ha dimenticato un piccolo particolare: il bolivar agganciato a cambio fisso con il dollaro USA.
    Traduzione: il giorno in cui metti la firma su questo provvedimento, inizia la tua agonia. Per info citofonare Mario Draghi.
    Pertanto, ha tragicamente ragione Black quando dice che il Venezuela “resterà senza soldi”.
    Se il bolivar non fosse agganciato al dollaro, non sarebbe possibile.
    Notare che l’autore segue ancora (sembrerebbe proprio così) una impostazione monetarista: cioè l’iperinflazione arriva perché “stampi troppa moneta” (odddioooooooooo) e “la moneta è esogena, quindi la tieni a freno e non arriva l’iperinflazione (odddddiooooooooo).
    Siamo sempre alle solite…

  • MarioG

    C’è una cosa che non ho capito: ma quando vendono il petrolio in dollari, il dollaro vale 10 bolivar o 27.000????

  • virgilio

    grazie ComeDonChisciotte ogni tanto ci vuole un po di comicita a farci dimenticare tutta la miseria di questo mondo,questo Simon Black ci e riuscito a farci un po riddere!!

  • Rolmas

    Negli ultimi anni il prezzo del petrolio è sceso (da 120$ a 30$) perché l’Arabia Saudita, d’accordo con gli Stati Uniti, ha incominciato ad estrarre quantitativi molto alti. Essendo la domanda di petrolio molto rigida, i maggiori quantitativi estratti hanno fatto crollare subito i prezzi. Questo ha messo in ginocchio l’economia della Russia e quella del Venezuela. I sauditi hanno i costi di estrazione più bassi del pianeta e quindi sono riusciti comunque a rimanere a galla. I russi ce l’hanno fatta a sopravvivere grazie ad una politica economica molto saggia, ad accordi di lungo termine con la Cina ed anche perché sono pieni di altre risorse naturali. Il Venezuela, invece, ha un’economia completamente dipendente dal petrolio ed i costi di estrazione sono molto elevati. In sostanza, non riescono a guadagnare quasi nulla e non ci sono altre fonti di ricchezza da far fruttare. Il governo Chavez ha distribuito molto tra la gente ed ha fatto molto per migliorare le condizioni di vita dei meno abbienti. Ma non ha investito nella costruzione di un’economia alternativa che fosse indipendente dal petrolio. Questo è stato il più grande errore che abbia potuto commettere. Doveva gestire in modo più accorto la ricchezza, per il bene del suo popolo. Gheddafi, per fare un esempio, aveva distribuito molta ricchezza tra la gente, il cui livello di vita era buono, ma stava investendo cifre enormi per costruire il futuro della Libia: canalizzazioni dell’immenso giacimento di acqua dolce, fertilizzazione dei primi cento km, costruzione di villaggi turistici, ecc. Chavez non lo ha fatto e adesso Maduro e i venezuelani ne pagano le conseguenze. E il prezzo del petrolio non salirà finché il Venezuela non sarà in ginoccchio.

  • Rolmas

    Vorrei precisare un altro aspetto dell’articolo. La cartamoneta è un po’ come l’olio della macchina. Se non c’è olio il motore si ingrippa. Se non c’è cartamoneta l’economia si blocca. Se compriamo una macchina più potente avremo bisogno di più olio nel motore. Se l’economia cresce e si sviluppa avremo bisogno di più cartamoneta nel sistema, proprio per assecondare la crescita. E’ importante sapere che la moneta non può essere creata dal nulla ed immessa nel sistema economico in modo indiscriminato. Non ha senso farlo. Probabilmente, non avendo un piano B, Maduro ha abusato di questo meccanismo, un po’ per pagare i dipendenti pubblici un po’ per sostenere lo stato sociale. Ma è sbagliato pensare che lo stato possa immettere nel sistema economico tutta la cartamoneta che vuole. In questo modo non fa altro che decollare l’inflazione.

    • lorenzovalla

      Cioè, in sintesi, la moneta causa i prezzi?

      • Rolmas

        Stampare moneta per affrontare semplici esigenze di cassa, si traduce in un contestuale aumento generalizzato dei prezzi (inflazione). Perché ciò non avvenga è necessario che l’economia del paese cresca. Quindi la stampa dev’essere fatta con saggezza e dev’essere finalizzata a stimolare la produzione. La maggior parte dei paesi latino-americani stampano moneta per far fronte alle esigenze immediate dello stato, senza fare una accorta programmazione economica.

  • il gobbo

    Mi piacerebbe sapere quanto ha intascato questo “scribacchino” per
    scrivere questo essendo gentile lo chiamerò: articolo…

  • Airperri

    Adesso è come Saigon prima della caduta. Ci andrei solo per portarmi via una topmodel per due spicci. Perdonate il cinismo.

    • Rolmas

      Ahahaha, non illuderti, per due spicci ti porti via una tap model. Le top model non ti fanno sconti, quelle sono quotate in dollari.

      • Airperri

        Per esperienza personale: stanno alla canna del gas, ci vengono di corsa in Italia, pure per due lire. Basta sapere in anticipo che dopo un pò cercheranno gente con più soldi.

  • crunch

    signor simon black stia sereno….anche in UE e in USA, fari di democrazia, la gente rovista nei cassonetti e si prostituisce per pochi soldi….la differenza e’ che in venezuela la gente e’ compatta col governo ed e’ perfettamente cosciente del fatto che quanto sta avvenendo e’ una manipolazione esterna….comunque, viste le commoventi parole da lei spese per il popolo venezuelano, le auguro di non vedere mai quanto stia a cuore la povera gente ad un eventuale governo guidato da capriles e co. ;-))

  • XL

    Dico solo che chi si sta impegnando in una guerra economico mediatica contro una Nazione non dovrebbe avere l’ipocrisia di criticarla, perché le sue azioni belliche sono efficaci.
    Pensate a una guerra militare: A sta bombardando B e poi critica il governo di B perché la mortalità tra i suoi cittadini è alta.
    Lo stesso qui: gli Usa stanno facendo di tutto contro il Venezuela, propaganda, sanzioni, boicottaggi, dumping petrolifero… E poi accusano il governo venezuelano di causare povertà tra i suoi cittadini (cioè di non essersi difeso dalla loro aggressione).

    Ora il governo venezuelano avrà anche delle responsabilità, avrà fatto degli errori, ma come starebbero i cittadini di quel Paese senza la guerra economica statunitense?