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Complicità a sorpresa

DI MIGUEL MARTINEZ

kelebeklerblog.com

In via de’ Serragli, dopo lunghe lotte, i residenti hanno ottenuto che venisse imposto il limite di velocità di trenta chilometri orari, almeno sotto forma di cartelli che nessuno legge.

Ieri me ne stavo fermo al semaforo di via de’ Serragli, aspettando che diventasse verde.

Accanto a me una signora di una certa età, che non conosco.

Passa un indiano in bicicletta, con un grosso carico sopra, evidentemente per lavoro.

Dietro di lui, un’auto sportiva bianca, pulitissima, con un giovane italiano alla guida. Il giovane suona prepotentemente per dire all’indiano di fargli largo e poi parte sparato a gran velocità, fregandosene di ogni limite di velocità.

Non avendo a portata di mano un sasso da lanciare all’autista, mi limito a guardare con un sorriso ironico la signora accanto a me.

E vedo che anche lei mi guarda con lo stesso sorriso ironico. Siamo complici.

Allora lei si sfoga,

“quello lì in bicicletta si vede che è arabo, deve averla rubata, vanno tutti in giro con le biciclette rubate, solo perché sono stranieri possono permettersi di fare quello che vogliono, mentre a noi italiani ci stroncano subito, che schifo!”

 

Miguel Martinez

Fonte: http://kelebeklerblog.com

Link: http://kelebeklerblog.com/2017/03/12/complicita-a-sorpresa/

12.03.2017

 

 

Pubblicato da Davide

  • PietroGE

    Sono d’accordo con la signora!

    • PinoRossi

      Come darle torto 🙂

    • martina

      Viene da chiedersi, leggendo la sua frase, dove siano finiti il buon senso e la logica.
      Direi completamente svenduti per lasciare posto ad altro, non propriamente edificante.
      Comunque io per prima non finisco più di stupirmi dei miei corregionali, ieri sera un servizio di apertura a ‘Piazza Pulita’ iniziato con una intervista in zona GAD a Ferrara ho ascoltato frasi di signori tra l’altro sulla sessantina che parlavano di riaccendere le fornaci per fare sparire i delinquenti e di elettrificare le gabbie (episodio in un centro Lidl, le due donne rom rinchiuse).
      Sono convinta che questo orientamento non nasca dal basso ma venga coltivato dagli slogan urlati di una certa parte politica, le frasi sono identiche. Tra l’altro non si tratta di numeri reali, il giornalista nel servizio di ieri sera parlava di furti in calo: 1 ogni sedicimila abitanti, è la percezione che è cambiata e viene alimentata.

      • thalia

        Lei che propone, ci adorniamo del suo mazzo di margherite e li seguitiamo ricevendo? Vorrei che avesse (lo dico non per cattiveria ma per il terrore provato dai miei figli) che ogni donna, senza toglierne una di quelle che la pensano così, provassero ciò che mi è stato fatto in piena strada tornando dal lavoro per rubarmi ciò che avevo indosso. poi a ognuno il suo!

  • Tonguessy

    Complicità fa rima con stupidità. Ogni tanto giova ricordarlo.
    Sui limiti a 30kmh l’Occidente illumiNATO ha scovato l’uovo di Colombo: rampe e muretti alti mezzo metro che anche se percorsi a 20kmh fanno schiantare comunque le carrozzerie delle auto con profilo basso. E che se percorsi lanciati in bici da corsa (diciamo a 30kmh, senza esagerare) possono causare pericolose cadute. Per non parlare delle autoambulanze, che dovrebbero garantire il massimo comfort alla massima velocità per scongiurare l’irreparabile.
    Quindi il geniale Occidente, dopo avere partorito auto velocissime che sono (per diritto consumistico universalmente accettato) guidate da potenziali complici/stupidi, e trovandosi nella necessità di garantire il diritto a lugubri lamenti da parte di altri complici/stupidi, si è dato da fare per salvare capre e cavoli: continuare a vendere auto demenzialmente veloci mentre da retta ai diritti di bambini, anziani, malati, profughi, portatori di handicap e via elencando , smentendo così la teoria del “fittest to survive” di darwiniana memoria. Perchè alla fine della fiera postmoderna esiste il creazionismo, ed il destino manifesto ne è solo un aspetto secondario.

    • germa b

      Negli Stati Uniti , Hong Kong , Taipei , Tokyo ecc. ecc. si guidano auto sportive. E i limiti di velocità li si rispettano anche senza muretti. Le auto , sportive e no , si fermano quando un qualsiasi pedone si trova ad attraversare la strada . I muretti e i cartelli dei limiti si fanno perché esistono ignoranti che non rispettano i limiti del buonsenso e rischiano di fare del male agli altri e rovinare la vita ad intere famiglie .
      Come si dice:
      ” la velocità di un popolo in auto è inversamente proporzionale al proprio grado di civiltà “.

      • SanPap

        le buche nell’asfalto e le radici sporgenti degli alberi possiamo considerarli stimoli al conseguimento di un maggiore grado di civiltà ?
        Se si non ci resta che attendere fiduciosi.

      • Tonguessy

        ogni cultura ha modalità tutte sue per fare emergere il singolo. Negli USA tipicamente fanno a gara a chi ce l’ha più grosso: SUV con ruote da trattore, auto con cilindrate esagerate, muscle cars e hot rod come piovesse. Se poi vuoi convincermi che negli USA l’uso di SUV e muscle cars è totalmente incompatibile con le morti per incidente, eccoti la notiziona: secondo un sondaggio sono dieci le cause degli incidenti, tutte legate alla distrazione, per un totale nel 2016 di 35100 vittime contro le 3500 italiane. Se normalizziamo questi dati alla popolazione (320Ml contro 60Ml) salta fuori che negli USA, dove come dici i limiti di velocità sono più che rispettati, si muore più facilmente che in Italia per incidente stradale. La popolazione è circa 5,5 volte superiore, ma gli incidenti mortali sono 10 volte superiori.

        Capisciammè?
        http://www.sicurezza.sina.co.it/index.php/it/sicurezza-stradale-archivio-visualizzazione-dettaglio/4720-incidenti-stradali-negli-usa-ecco-le-10-distrazioni-che-uccidono?layout=default

        • germa b

          Grazie per la lucida spiegazione. Ora ho capito perché mettono i regolatori di velocità in ITalia . Per completezza di seguito alcune informazioni sull’ultima battaglia del Generale Custer a Little Bighorn. 268 killed
          49 wounded + 6 Died of wounds.

          https://en.m.wikipedia.org/wiki/Battle_of_the_Little_Bighorn
          Ciao.

        • thalia

          Non le pare questo come lo oramai consunto calcolo statistico del pollo? paragonare i morti degli incidenti in un paese come gli Usa con un fazzoletto di terra come l’Italia?

          • Tonguessy

            Cosa c’entra la statistica del pollo? In che senso un paese “grande” non può essere paragonato ad un “piccolo”?
            Il fattore distrazione denunciato nell’articolo citato è funzione di cosa? Dipende dalla geografia o è un fattore culturale?
            Insomma non ho proprio capito il senso del suo intervento.

          • thalia

            No semplicemente demografico, logico più popolazione maggiore rischio. una strada con molto traffico avrà più pericoli di una meno transitata, questi paragoni credo vadano a percentuale oltre che di estensione di flussi.

          • Tizio.8020

            La popolazione degli USA è 320 Ml, quella dell’Italia 60 Ml.
            A fronte di una popolazione 5,3333 volte superiore, il numero delle vittime è 10 (dieci) volte superiore.
            La superficie degli USA è di 9.834.000 Kmq, quella dell’Italia 301.338 Kmq, quindi 32,63 volte maggiore.
            Quindi secondo il suo ragionamento, gli USA non dovrebbero avere incidenti!!!!!

            Cosa non le torna???

          • thalia

            Gli Usa meno numero d’incidenti dell’italia, logico, ciò che asserivo in quanto maggiore la popolazione maggior rischio. possibilmente ho frainteso il suo precedente discorso ma, rileggendo la mia risposta credo di no in una frase che non tiene conto di statistica, non mi piace come materia la trovo aleatoria.

          • Tizio.8020

            Eh no: qui abbiamo proprio problemi a capire la lingua.
            Gli USA hanno PIU’ incidenti dell’Italia, ed è normale.
            Quello che NON è normale è che , a fronte di una popolazione maggiore di 5,333 volte, la mortalità sia di 10 volte superiore.
            Con una densità per kmq molto ma molto inferiore.
            Magari il dato potrebbe cambiare se prendessimo le statistiche separate pemr garndi città e piccoli centri, non lo so.

          • thalia

            Allora, a fronte di una popolazione… la mortalità in Italia è 10 volte superiore? Se ho ben capito potrei dire a tale proposito, ciò che spiegai della macchina del babbo il sabato che carica una brigata di bambocci esaltati, tanti stranieri che guidano in stato d’ebrezza, o senza patente leggerà che sono sempre romeni, albanesi e africani e rom a fare il crac e spesso, se non vanno contro un albero si portano via quelli della macchina cui vanno addosso. Non dimentichiamo che abbiamo strade dove si è costruito al ciglio di esse (consolari a Roma tutto il raccordo) e attraversano oramai città e centri abitati che non si possono ampliare perché non si può espropiare.

          • Tizio.8020

            NO: la mortalità è maggiore in USA.
            La popolazione è maggiore di 5,333 volte, quindi anche la mortslità dovrebbe essere maggiore di quella quantità.
            Invece , negli USA, muoiono dieci (10) volte più persone che qui.

          • thalia

            Allora ti stai burlando di me, quale sarebbe a questo punto il mio principio sbagliato? ciò che hai aggiunto avresti dovuto scriverlo prima: che potrebbero cambiare i dati facendo statistiche separate. Ci siamo capiti ma a me resta l’epiteto d’ignorantella…no corret!

          • Tonguessy

            La cosa mi sembra persino lapalissiana: se percorri le strade degli USA hai il DOPPIO di probabilità di restarci secco rispetto a percorrere le strade italiane. Questo è così difficile da comprendere? Indipendentemente da strade solitarie o affollate, da giorni di festa o feriali, dal mese e dal giorno, il computo è GENERALE (tutte le strade e tutti gli incidenti) per tutto il 2016.
            Poi esiste anche il falso senso di sicurezza, come la gallina che se ne sta tranquilla nel pollaio e non sa che il fattore domani le tirerà il collo. Intanto si sente sicura a casa sua……in questo senso è MOLTO più sicuro prendere l’aereo piuttosto che l’auto. Ma mentre ci sono persone che hanno il terrore di volare, che io sappia non ce ne sono che abbiano il terrore di usare l’auto, e le statistiche possono andare a farsi friggere: non siamo in ambiente matematico, siamo in ambiente psicotico.

    • RenatoT

      Stessa cosa che fanno nelle pubblicitá… vendo cibo spazzatura che fa ammalare la gente e poi propongono lassativi, protettori di muco, analgesici e frutta sottoforma di pillole… e la gente compra tutto.

  • Toussaint

    Il rifiuto dell’immigrazione di massa (per ragioni essenzialmente economiche) non va inteso come rifiuto dell’umana solidarietà. Si tratta di un fattore macroeconomico che va trattato come tale (in questo sito ne abbiamo già parlato tante volte). Il razzismo, però, è un’altra cosa. Il razzismo fa schifo, come quella signora e quel guidatore di auto sportive (spero sia andato a sbattere contro un palo della luce).

    • cdcuser

      concordo.

    • PietroGE

      Sul “fattore macroeconomico” dal sito di Repubblica. Il politico turco che vuole far campagna elettorale in Europa come se fosse una provincia turca :
      ……………..
      La portavoce della polizia ha dichiarato che gli arresti sono conseguenti alle violenze e all’attentato all’ordine pubblico imputabili ai turco-olandesi – 500mila immigrati, molti dei quali hanno doppia nazionalità [ma tutti con la bandiera turca]- che armati di bottiglie e sassi si sono scontrati con gli agenti in assetto antisommossa….
      Dedicato a chi crede nell’integrazione e nello ius soli.

      • cdcuser

        Pietro, rispettare la dignità di un altro essere umano non ha nulla a che vedere con l’integrazione e lo ius soli. Ne abbiamo discusso per anni su cdc che la “differenza è ricchezza” ma queste amalgame forzate e connessa distruzione di tradizioni secolari (per semplificare), che stanno subendo i paesi europei, hanno degli scopi e obiettivi ben precisi che bisogna stroncare il prima possibile … ricordi Peter D. Sutherland si

        • PietroGE

          L’atteggiamento della signora non esisterebbe se ci fosse veramente integrazione. Vai a vedere le notizie del giorno, che oggi neanche i media di regime italiani possono ignorare, sulla rivolta dei turchi d’Europa contro il divieto di fare comizi da parte dei politici turchi e comprenderai i sentimenti che hanno generato quella presa di posizione. I diritti non sono solo quelli degli immigrati, sono anche quelli degli autoctoni e, anche se di questo si è molto parlato su CdC, non sembra che questa posizione sia molto popolare presso una parte, spero piccola, dei lettori.

          • cdcuser

            Pietro ma quale integrazione,
            (molto breve e semplificato) chi ha pianificato e attuato questa invasione sono gli stessi che hanno completato totalmente il dominio dell’Europa da minimo 70 anni a questa parte con tutte le loro “cinghie di trasmissione” (nato, servizi atlantici, massonerie, lobby, round tables, mafie, stay-behind, ue, ong, ecc ……) e secondo te quale risultato si attendevano se non quello che abbiamo sotto gli occhi? …

            per questo, continuo a ripetere, è assolutamente necessario “construire” una forza politica che ha come primo obiettivo lo svincolarsi dal servilismo atlantico per poter stroncare questo andazzo, altrimenti ci rimane il teatrino dei buffoni: chi raccoglie voti e “sfrutta” l’indignazione e la rabbia per la corruzione, l’evasione fiscale, ecc… ecc… chi “sfrutta” la rabbia per i ladri di biciclette, chi “sfrutta” la paura di perdere il “potere di acquisto”, ecc…. nascondendo scientemente i problemi fondamentali e le necessità storiche che abbiamo di fronte.

          • PietroGE

            Beh, se la metti su questo piano sono d’accordo anch’io. Temo che non basti : “svincolarsi dal servilismo atlantico”.

          • Tonguessy

            L’atteggiamento della signora non esisterebbe se ci fosse un po’ di etica. Punto. Siccome invece l’etica è ormai fuori moda, ognuno si sente in diritto di lanciare anatemi contro chi non ha colpa, se non quella di non guidare un potente SUV o una macchina sportiva da svariate decine di migliaia di euro. Ma sappiamo bene da che parte ti sei schierato, ormai.

          • PietroGE

            “Ma sappiamo bene da che parte ti sei schierato, ormai.”
            Non ne ho mai fatto mistero. Aggiungo solo che, visto come sta precipitando la situazione, non è neanche necessario che ripeta le mie convinzioni. Mi basta indicare le notizie e dire GUARDATE. Le deduzioni le lascio a voi.

          • Truman

            Rispettare fantozzianamente il potere e dare addosso a chi è più debole di te è un’etica, pure parecchio diffusa. E’ una propria scelta su come gestire la propria libertà ed è un modo per stabilire dei valori. Se ricordo bene Savater è indubbiamente etica. Che poi possa fare parecchio schifo a chi si sente parte dell’umanità è un altro discorso.

          • Tonguessy

            Mah, se è vero quello che dice wiki che è una” branca della filosofia che studia i fondamenti razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico,
            ovvero distinguerli in buoni, giusti, leciti, rispetto ai comportamenti
            ritenuti ingiusti, illeciti, sconvenienti o cattivi secondo un ideale
            modello comportamentale (ad esempio una data morale)” credo che qualche dubbio sul raziocinio di sputare addosso a chi non possiede l’auto del secolo ci possa stare.

          • Truman

            Quella voce di wiki l’ho scritta anch’io, ma hanno allungato parecchio il brodo e aggiunto paroloni. Comunque per la signora è buono chi va in giro con un’auto sportiva ed è cattivo l’immigrato in bici. Ha fatto la sua distinzione tra ciò che è buono e ciò che è cattivo. Attenzione che non necessariamente un’etica si applica in modo universale, solitamente è ristretta a comunità più o meno ampie. L’imperativo kantiano per fortuna l’hanno preso sul serio in pochi. Mi viene in mente Mao Tse Tung, che fece disastri con il suo modo di voler imporre a tutti la sua etica.

          • Tonguessy

            quindi come vedi imporre una specifica etica non sempre è la scelta migliore. Se vogliamo essere pignoli un’etica che si dimostra controproduttiva si dimostra essere un’etica inefficiente, quindi poco etica. A meno che non si voglia considerare l’etica un argomento circolare, sufficiente a sè stessa in quanto tale e non soggetta alla verifica dei fatti. O, chiosando Cipolla, in grado di causare danni agli altri senza procurare guadagni a chi li causa. Che poi è la definizione che lo storico fa degli idioti.

          • Truman

            Devo essere arrugginito, non riesco assolutamente a ricordare cosa c’entri la produttività e l’efficienza con l’etica. Vado a fare un ripasso e ne parliamo in seguito.

          • Georgejefferson

            Non esiste etica senza connotazione positiva, l’ etica con la connotazione negativa ( rispettare fantozzianamente il potere e dare addosso a chi è più debole di te, e’ un’ esempio ) non e’ etica, che prelude al positivo. Ovviamente sono giudizi umani su cosa sia positivo o meno, e quindi indubbiamente e’ legittimo che una persona chiami etica quello che vuole, anche le porcherie piu orrende, peccato che solitamente non ha il coraggio di argomentarle (le porcherie orrende), e anche se lo avesse, non avrebbe argomenti e salterebbe fuori l’ egoismo ( “etica” del privilegio), unico appello possibile. Ma non esiste il concetto di etica “super partes”, cioè senza la presa di posizione di chi lo predica, e’ senza senso. Chi lo crede lo fa senza prendere posizione.

          • Georgejefferson

            Purtroppo pero, la mancanza di “etica” della vecchina, o dell’ ignorante (al pronto soccorso fanno entrare prima gli zingari, e’ un’ altro esempio), sono derivanti da sconclusionati piccoli ragionamenti di sfogo in cerca di capri espiatori (che non significa che lo “zingaro” in questione sia un “buono” a priori), derivanti a loro volta dal disagio, dalla sofferenza e dalla paura, in questo mondo di sfruttamento capitalista. Paura ben fomentata e strumentalizzata per fini politici contingenti da una parte, e di costruzioni di visioni del mondo ristrette e reazionarie, dall’ altra.

          • Truman

            Giusto per capire: secondo te, quando cristiani e mussulmani si ammazzavano durante le Crociate, dov’era l’etica?
            (Ti do pure la mia risposta: da tutte e due le parti, e grosso modo era la stessa etica).

          • Georgejefferson

            Potevi evitare il “giusto per capire” Truman, so di essere stato troppo polemico a volte e ti capisco quando non mi rispondi. Ma sta volta ti sei degnato e allora argomento. Non esistono “Cristiani e basta” e “Mussulmani e basta”, quelle sono culture introiettate, o scelte, per tradizione, esistono persone, e nel caso specifico probabilmente valanghe di persone si sono ammazzate tra loro perchè rese fanatiche dal condizionamento della propaganda di allora. La consapevolezza dell’ epoca (che da conto o meno, dell’ etica) deriva al più dalle classi dominanti. Dato che il contendere purtroppo e’ stato e lo e’ ancora oggi, in larga parte…il potere e controllo delle genti, nessuna parte e’ fatta di etica, se a questa vogliamo dargli connotazione positiva, perchè, ripeto, non esiste il concetto di etica “super partes”, cioè senza la presa di posizione di chi la predica, e’ senza senso quindi l’etica della giustezza nell’agire ai fini del potere, privilegio e controllo, non e’ etica dal mio punto di vista. L’ universale, e’ derivante dalla condivisione, e allora basterebbe prendere posizione per farlo, oppure no, non esiste un punto di vista “ontologico” da obbedire a priori e fuori dalla ragione e sentimento umani. Per condividere un’etica il più possibile giusta, le persone dovrebbero essere lasciate libere di scegliere, quando invece sono prepotentemente condizionate culturalmente. Riguardo a Mao, hai ragione, per quello sono un democratico ma, pur condannando giustamente le azioni sconclusionate e frettolose che hanno causato disastri, e’ giusto anche storicizzare gli eventi.

          • Tonguessy

            Mi permetto di citare Carnap (Circolo di Vienna, che a suo tempo analizzò la questione etica): si tratta di “bisogno dell’uomo di esprimere il proprio
            sentimento della vita, il proprio atteggiamento emotivo e volitivo verso
            l’ambiente, verso la società, verso i compiti cui egli è dedito e verso le
            traversie che deve sopportare” ed in questo perfettamente assimilabile alla religione e più in generale alla metafisica. L’insieme di codici comportamentali che vanno sotto il nome di etica sono strettamente determinati da questioni morali.

            Il punto è che io sollevavo non è questo, però. Dicevo in sintesi quanto sia congrua un’etica che permette di assumere atteggiamenti che vanno contro gli interessi dell’individuo, di gruppi di persone e di popoli che la adottano. Detto altrimenti: l’atteggiamento della vecchia infame può essere definito sensato? Il pakistano in bici rappresenta un pericolo maggiore rispetto all’italiota in Porsche? Se etica e morale sono dettami tesi a consolidare il maggior guadagno sociale ed individuale possibile, dove starebbe il guadagno nel criminalizzare il ciclista e favorire l’automobilista?
            Di fronte ad argomentazioni analoghe un simpatizzante nazista freddò Schlick (componente primario del citato Circolo) sui gradini dell’università dove insegnava. Perchè l’etica spesso dimostra di essere poco etica, ovvero più propensa a dogmatismi (guerre di religione incluse) che a verificare la propria efficacia.
            Perchè diamo (come suggerisce anche GJ) una connotazione positiva all’etica senno?

          • Georgejefferson

            Condivido i contenuti di critica. La morale nasce a livello individuale. E’ il confronto con noi stessi riguardo al tema della giustizia. Per millenni e’ stata “morale egoista” perchè infantile sguardo solo al proprio” io “, sopravalorizzato, rispetto alla coscienza logicamente presupposta anche negli altri. Ancora oggi e’ spesso cosi ma e’ giusto distinguere tra la morale egoista dell’ ingenuo oppresso e in miseria, e la morale egoista dei più prepotenti che sta alla base dell’ oppressione dei più deboli.
            Impegnandosi al superamento della “morale egoista”, e tenendo conto della giusta distinzione derivante dal capire la differenza di cui sopra (l’ egoismo di iniziativa prepotente, dall’ egoismo difensivo del più debole), la ricerca di un’ etica, che sarebbe la ricerca di condivisione dei valori e impegno alla loro permanenza (quindi la morale individuale che si fa gruppo e consapevolezza comune) non può prescindere dal riconoscere pari dignità potenziale all’ altro da sè, questo perchè logicamente se si riconosce la dignità e valore della propria coscienza riflessiva, non ha senso porla su un piedistallo a priori nel confronto degli altri. Da li il principio di uguaglianza nella dignità di tutte le persone (espresso anche in altri termini in molta saggistica religiosa).

            Questa “morale condivisa possibile” e’ sempre a rischio di dogma funzionale al potere e privilegio, ma il problema non e’ il dogma in sè (all’ origine del dogma starebbe appunto la morale condivisa) ma l’ uso strumentale del dogma per veicolare regole etiche bigotte e ingiuste, per le persone, a cui e’ stato fatto credere che non hanno diritto di giudicare con la propria testa e cuore. Ricerca negativa di una eterna sottomissione delle genti ai fini di perpetuamento del potere dominatorio e privilegiato dei pochi, sui molti. Quindi non e’ più morale “condivisa” perchè non e’ dato modo alle persone di svilupparsi culturalmente e prendere posizione liberamente. Le regole che un paese si dà, antica retorica delle destre, sono spesso le regole imposte dalle classi dominanti locali, nonostante questo non voglia dire che le regole imposte internazionalmente, siano giuste a priori (perchè spesso sono espressioni di imperialismo e classi dominanti altre).

            Per questi motivi:
            ” il libero sviluppo della libertà degli altri, e’ la condizione necessaria per la legittimità del libero sviluppo della mia”.

            Quanto all’ etica che sarebbe assimilabile alla religione e metafisica (presumento in senso stretto e “ufficiale”)..mmm non so, la connotazione negativa della presunta etica che ho espresso sopra nell’ ultimo paragrafo, senza dubbio si, non cosi riguardo a quella descritta come connotata positivamente, perchè prelude al libero arbitrio (che e’ spesso negato e fatto credere come inesistente per la gente), appunto capace di stabilire da sè il giudizio delle “regole” dogmatiche, ed abbracciarle liberamente quelle ritenute giuste, ed evetualmente non altre, quindi da valutare caso per caso. La religione e metafisica in senso stretto impone spesso dogmatica da accettare acriticamente, in pseudo virtù di una non meglio specificata entità mai dimostrata ma usata come spauracchio, che ci trascenderebbe e decide per noi.

            La vecchina in questione non ha consapevolezza della propria coscienza profonda, coscienza che esiste e per ignoranza da per scontato il fatto dell’ ereditarietà genetica dei valori morali, negando cosi il potenziale del libero arbitrio agli altri, se non dal gruppo percepito come simile, nel suo immaginario.

          • Georgejefferson

            Condivido i contenuti di critica. La morale nasce a livello individuale. E’ il confronto con noi stessi riguardo al tema della giustizia. Per millenni e’ stata “morale egoista” perchè infantile sguardo solo al proprio” io “, sopravalorizzato, rispetto alla coscienza logicamente presupposta anche negli altri. Ancora oggi e’ spesso cosi ma e’ giusto distinguere tra la morale egoista dell’ ingenuo oppresso e in miseria, e la morale egoista dei più prepotenti che sta alla base dell’ oppressione dei più deboli.
            Impegnandosi al superamento della “morale egoista”, e tenendo conto della giusta distinzione derivante dal capire la differenza di cui sopra (l’ egoismo di iniziativa prepotente, dall’ egoismo difensivo del più debole), la ricerca di un’ etica, che sarebbe la ricerca di condivisione dei valori e impegno alla loro permanenza (quindi la morale individuale che si fa gruppo e consapevolezza comune) non può prescindere dal riconoscere pari dignità potenziale all’ altro da sè, questo perchè logicamente se si riconosce la dignità e valore della propria coscienza riflessiva, non ha senso porla su un piedistallo a priori nel confronto degli altri. Da li il principio di uguaglianza nella dignità di tutte le persone (espresso anche in altri termini in molta saggistica religiosa).

            Questa “morale condivisa possibile” e’ sempre a rischio di dogma funzionale al potere e privilegio, ma il problema non e’ il dogma in sè (all’ origine del dogma starebbe appunto la morale condivisa) ma l’ uso strumentale del dogma per veicolare regole etiche bigotte e ingiuste, per le persone, a cui e’ stato fatto credere che non hanno diritto di giudicare con la propria testa e cuore. Ricerca negativa di una eterna sottomissione delle genti ai fini di perpetuamento del potere dominatorio e privilegiato dei pochi, sui molti. Quindi non e’ più morale “condivisa” perchè non e’ dato modo alle persone di svilupparsi culturalmente e prendere posizione liberamente. Le regole che un paese si dà, antica retorica delle destre, sono spesso le regole imposte dalle classi dominanti locali, nonostante questo non voglia dire che le regole imposte internazionalmente, siano giuste a priori (perchè spesso sono espressioni di imperialismo e classi dominanti altre).

            Per questi motivi:
            ” il libero sviluppo della libertà degli altri, e’ la condizione necessaria per la legittimità del libero sviluppo della mia”.

            Quanto all’ etica che sarebbe assimilabile alla religione e metafisica (presumento in senso stretto e “ufficiale”)..mmm non so, la connotazione negativa della presunta etica che ho espresso sopra nell’ ultimo paragrafo, senza dubbio si, non cosi riguardo a quella descritta come connotata positivamente, perchè prelude al libero arbitrio (che e’ spesso negato e fatto credere come inesistente per la gente), appunto capace di stabilire da sè il giudizio delle “regole” dogmatiche, ed abbracciarle liberamente quelle ritenute giuste, ed evetualmente non altre, quindi da valutare caso per caso. La religione e metafisica in senso stretto impone spesso dogmatica da accettare acriticamente, in pseudo virtù di una non meglio specificata entità mai dimostrata ma usata come spauracchio, che ci trascenderebbe e decide per noi.

            La vecchina in questione non ha consapevolezza della propria coscienza profonda, coscienza che esiste e per ignoranza da per scontato il fatto dell’ ereditarietà genetica dei valori morali, negando cosi il potenziale del libero arbitrio agli altri, se non dal gruppo percepito come simile, nel suo immaginario.

          • PietroGE

            George, ma anche dare una connotazione positiva o negativa all’etica è un giudizio di valore il quale a sua volta presuppone un’etica. L’etica super partes o assoluta quindi non esiste. È sempre un concetto relativo, limitato dall’ambiente socio culturale e capace di evolvere nel tempo. A meno che uno non lo agganci alla religione, ma, siccome ne esistono diverse di religioni, neanche questo garantisce una assolutezza.

          • Georgejefferson

            E’ un giudizio di valore che presuppone la scelta, il libero punto di vista personale. Il concetto e’ relativo e’ ovvio, ma diventa più importante quando condiviso, e per quello serve la propaganda, oggi come ieri (si spera di no domani).. perchè la condivisione di un’ etica, o presunta tale, può diventare strumento potente, e allora, se rivolta al potere fine a se stesso, e’ negativa e replica le forme di sottomissione nel tempo, se rivolta alla responsabilità umana, può, nel tempo, “rivoluzionare” questa replicazione continua e negativa, e costruire le basi per la libera emancipazione, verso scelte migliori e più giuste, constatate come tali dalla maggioranza. Non parlo di assolutezze per tutto, ma su dei punti fondamentali (per esempio il diritto universale di base, di mangiare, vestirsi ed abitare) si può trovare accordo per farli durare, senza che evolvano in peggio.

          • thalia

            Ossia, in italia basta conformarsi con 4mln di poveri.

          • Georgejefferson

            La caricatura machiettistica di un ragionamento importante con 3 parolette, lo spauracchio della povertà della cultura di destra che si affanna a difendere il diritto del privilegio. Il diritto universale di base, di mangiare, vestirsi ed abitare, non significa togliere al piccolo che possiede qualcosa in più, la situazione di almeno un bel 70 % di persone in Italia non rischia nulla. Rischierebbe quella minoranza ristretta di super ricchi, e a cascata quell’ altra fetta leggermente più in basso con la bava alla bocca, posta a protezione.

    • Georgejefferson

      Ti lascio affondare col barcone non per disumanità e mancanza di solidarietà, ma per “motivi macroeconomici”. Bè si, può essere una “logica” che il funzionario potrebbe accettare, non si sentirebbe “meno etico” ( l’ economia non c’entra con l’ etica, dice il capitalista in buona compagnia), e sopratutto “ha solo eseguito gli ordini”.

  • Roberto Fanone

    Sono andato via dall’Italia anche per questo.
    Dove vivo ora non bisogna guardare quando si attraversano le strisce,le auto si fermano sempre.
    E non si ha paura delle diversità, tutti vivono integrati ed hanno un lavoro.
    E nessuno tra i connazionali che vivono qui ha la minima voglia di tornare a vivere in Italia.

    • Axxe73

      Scusa in che paradiso vivi?

      • Roberto Fanone

        Norvegia

        • PietroGE

          Beh, se ricordo bene uno dei più grandi massacri degli ultimi anni è avvenuto proprio in Norvegia, e proprio perché “si ha paura delle diversità, e tutti (NON) vivono integrati “.
          Ma già, si può sempre interpretare come la storia di un killer solitario che è improvvisamente impazzito.

          • Roberto Fanone

            Problemi ce ne sono anche qui,anche se Brevik é un pazzo isolato.
            Ma sai, il semplice fatto di dormire con l’uscio di casa non chiuso a chiave ( solo un esempio) o la mancanza di arroganza del prossimo nella vita di ogni giorno, mi fa sentire bene.
            E tutti gli altri italiani presenti in Norvegia ( ormai siamo circa 3500) la pensano allo stesso modo.

        • PinoRossi

          Aguri per la nuova vita. Riparliamone tra qualche anno…

        • Tizio.8020

          Forse quando sono là!
          Quando vengono qui, i norvegesi si comportano come e peggio dei nostri padroni!
          Sono stato dipendente di NorskHYdro per due anni, e raramente ho visto tante violazioni di Leggi come le loro!!!!
          SE avevi un infortunio sul lavoro, la prima cosa che faceva l’Azienda era querelarti a prescindere dichiarando che “ti eri fatto male a casa tua” (con dell’acido nitrico???!).
          Formalmente “rispetto delle regole”, in realtà le aggirano e se ne fottono.
          DELINQUENTI, se non peggio.

  • Ipnorospo

    Beh? Avete ragione entrambi!

    • Truman

      E’ un discorso che ho affrontato altre volte. Certo che nel razzismo c’è autoconservazione, anche se un po’ miope.
      In tutte le civiltà c’è la tendenza a trovare interessanti le persone diverse, specialmente dal punto di vista sessuale. Ed è isitinto di sopravvivenza della specie, perchè consente il rimescolamento dei geni, tiene lontane le malattie recessive, aumenta il patrimonio genetico, crea persone bellissime. Ma anche dal punto di vista culturale il diverso può portare novità sostanziali, nuovi punti di vista, nuovi modi per cibarsi (sfruttando meglio l’esistente o mangiando in modo più gustoso).
      Attento a non confondere il fatto che qualcuno sta programmando il caos tramite deportazioni di massa con una sostanziale negatività del confronto con altri. Gli altri sono indubbiamente ricchezza per noi (e anche per loro) se lo scambio è controllato dalle due parti in modo ragionevole.

    • Georgejefferson

      La paura e il bisogno di pace, non c’entra nulla con il razzismo. Al di la del sano principio di precauzione, la discriminazione razzista “giudica” le persone (gli altri da sè) “a priori”, a prescindere dai loro comportamenti eventualmente negativi e comprovati. Per il colore della pelle, per le tradizioni dei suoi avi, dal luogo geografico ecc.. quindi nega il possibile libero arbitrio della volontà…volontà che può degenerare, ma anche migliorare e costruirsi una personalità autonoma. Il razzista nega l’ esistenza potenzialmente emancipabile degli altri, tranne la sua. E questo perchè “si lascia influenzare”

      • PinoRossi

        Si lascia influenzare da comportamenti. Quando la maggior parte dei crimini violenti, violenti a livelli che in Italia non si erano mai visti, sono compiuto da persone dell’Est Europa, è normale che si tenda a proiettare la figura del criminale violento su tutti gli esseri umani provenienti da quella zona. E probabilmente, a livello statistico, non è così sbagliato. Ma come uscire da un meccanismo del genere senza ideologie suicide?

        • Georgejefferson

          Comportamenti che vede, e assolutizza inducendo il piccolo della sua percezione, al tutto di un giudizio più largo. Le fonti riguardo alle statistiche che ricercano le origini di nascita e culturali delle persone…nei crimini, sono contrastanti, non univoche, e ognuno pesca dove vuole (la sua visione mondo). E’ visto come normale, ancora oggi, purtroppo, giudicare in base alle impressioni, a “quello che dicono gli altri”, alle statistiche preferite ec…

          • PinoRossi

            Mi baso su statistiche del Viminale. In rapporto alla popolazione, la percentuale di crimini nella popolazione straniera è infinitamente più alta. Questo è inequivocabile, da qualsiasi lato si vogliano guardare le statistiche. E comunque che tristezza che anche su CDC ci sono tanti automatismi pro-immigrazione.

          • Georgejefferson

            A parte che non so cosa siano gli “automatismi pro immigrazione”, e “infinitamente” e’ una iperbole demagogica…i dati si possono usare strumentalmente per indurre visioni del mondo razziste dettate dall’ emotività. Che l’ immigrazione porti anche parziale delinquenza lo sanno anche i gatti, questo non significa che i migranti “siano più delinquenti per dna”.

            Quanto pesa la custodia cautelare verso le persone di origine diversa, in confronto ai nativi?

            I migranti tendono ad usufruire in forma uguale delle misure alternative al carcere?

            Cit.

            “La media percentuale degli stranieri in custodia cautelare rispetto al totale delle persone non condannate presenti in carcere è del 28% contro il 21% della loro rappresentazione complessiva (che comprende i condannati).

            In Italia la percentuale dei detenuti stranieri in custodia cautelare è più o meno in linea con il dato europeo. Ma l’Italia è anche il Paese dove in generale il peso della custodia cautelare è tradizionalmente ben più alto rispetto alla media europea, essendo oggi di circa il 31,3% ma solo pochi anni fa raggiungeva quasi il 50%.

            Gli immigrati subiscono maggiormente i provvedimenti cautelari detentivi rispetto ai cosiddetti detenuti nazionali. La sovra-rappresentazione degli immigrati fra coloro che sono dentro in attesa della condanna è in più il segno di un sistema giudiziario discriminante su base etnica. Nei confronti di un immigrato irregolare è certamente più difficile trovare soluzioni cautelari diverse dalla carcerazione. I giudici di sovente motivano i provvedimenti di carcerazione sostenendo la tesi che gli immigrati privi di permesso di soggiorno non hanno un domicilio stabile ove poter andare agli arresti domiciliari. In realtà molto spesso gli irregolari una casa o una stanza dove vivere ce l’hanno ma non possono essere indicate quale domicilio regolare essendo loro stessi in una generale condizione di irregolarità.”

            https://openmigration.org/idee/tutti-i-numeri-sugli-stranieri-in-carcere-in-europa-e-in-italia/

            Cit.
            “non vi è dubbio che le statistiche mostrino un rapporto sproporzionato fra presenza degli stranieri in Italia e tasso di detenzione nelle carceri, ma i dati, oltre ad essere molto lontani dalla “percezione comune” e dalla “vulgata” della propaganda politica, necessitano di contestualizzazione e di un’analisi il più possibile oggettiva, in cui siano inseriti i riferimenti normativi, le condizioni di vita complessive della popolazione straniera in Italia (redditi più bassi, maggiore tasso di disoccupazione, salari inferiori, discriminazioni razziali e difficoltà legate all’inserimento sociale) e le oscillazioni temporali. Omettere tali fattori è operazione strumentale ed ideologica, oltre che intellettualmente disonesta.

            http://www.fanpage.it/criminalita-ed-immigrazione-cosa-dicono-davvero-i-dati/

          • PinoRossi

            Come mi aspettavo, si è completamente allontanato dal punto della questione. Continui così. Cordialità.

          • PinoRossi

            Proietti su di me ciò che le fa più piacere. Se posso offrire un ausilio psicologico non può che farmi piacere. Ma certamente non perderò tempo ad entrare nel merito. Un saluto.

        • Gino2

          lei fa le statistiche basandosi sui giornali e tg? la maggior parte dei crimini violenti in italia è commessa da italiani.

          • PinoRossi

            Gino, non c’è da fare il tifo pro o contro. In rapporto alla popolazione la percentuale di crimini commessa da stranieri è infinitamente più alta. Da fonti del Viminale. Poi veda un po’ lei, è libero di costruirsi la realtà alternativa che preferisce. Ho finito di puntualizzare nel caso volesse costruire una diatriba di opposte tifoserie.

          • Truman

            E’ la seconda volta che usa il termine “infinitamente”, il che è abbondantemente in contrasto con la pretesa di avere fonti. Se i crimini commessi da stranieri sono (supponiamo) 100 volte quelli degli italiani (in rapporto a quanti sono) allora la percentuale è 100 volte superiore, non è infinita. Comunque mi aspetterei che il dato molto superiore degli stranieri sia relativo a specifici crimini, es. spaccio di droga. Ma la criminalità economica, quelli che rubano almeno un milione di euro, credo sia sostanzialmente italiana.

          • Tizio.8020

            E vorrei ben vedere!
            Voglio decidere io chi deve rubare almeno un milione di euro!
            Le votazioni servono apposta!!!!

          • PinoRossi

            Punto di vista prevedibile e preconfezionato. Cordialità.

          • Truman

            Quando dico che “infinitamente” contrasta con la pretesa di avere fonti, non è un punto di vista. Comunque adesso so che valore dare ai suoi commenti.

          • Gino2

            cosa significa in rapporto alla popolazione? Se prende i dai che più le convengono riuscirà a dimostrare che gli asini volano. E non ha valore alcuno. In Italia chi commette più reati sono italiani. Compresi “i piu efferati”(categoria inventata da lei?). In ogni caso certi crimini “efferati” in italia sono diminuiti. Non c’è relazione alcuna tra l’aumento degli immigrati e la criminalità che aumenta. Sono cose dette in TV per povere menti morbide ad assorbire ogni tipo di boiata che passa senza spirito critico.

          • PinoRossi

            Lei parte da un presupposto, e nulla la farà ragionare in direzione che possa mettere questo presupposto in discussione. Pertanto, proseguire questo scambio è una perdita di tempo per entrambi. Un saluto cordiale.

  • natascia

    1 Superati certi numeri si parla di invasione. 2 Che un popolo invaso ,diventi razzista è inevitabile. 3 I limiiti di velocità hanno salvato molte vite e nulla c’entrano con l’invidia. 4 Trovo violento pretendere l’integrazione forzata, alla stessa stregua di voler equiparare un norvegese ed un italiano.

    • PietroGE

      Sono d’accordo con te al 100%.

    • Georgejefferson

      Degli eventuali numeri da superare ne hanno bisogno i capitalisti e i milioni con la bava alla bocca al loro seguito, vedi accordi tra stati comitati d’affari dei capitalisti, per scambiarsi migranti in cambio di favori economici protezionisti, che vanno anche a vantaggio dei piccoli borghesi.

      Tante persone, nella loro ingenuità e ignoranza ben mantenuta tale nei secoli dei secoli dalle classi dominanti, purtroppo, diventano razzisti non conoscendo nemmeno il significato del concetto, ma lo esprimono arrabbiati e con maggiore paura grazie anche ai fomentatori di odio che hanno interesse politico contingente a costruire valvole di sfogo verso capri espiatori.

      Una persona nata in Novegia ed una in Italia sono persone entrambe che vivono, pensano, gioiscono, soffrono, ragionano in modo simile. Etichettare le persone per il proprio paese di nascita significa discriminare senza conoscere e negargli la libertà e dinamica del proprio vivere eventualmente diverso dagli stereotipi

      • natascia

        Vede caro Georgejefferson, mio padre illo tempore, mi donò una duetto bianca. Sto lottando con equitalia per tenerla. Quando sono particolarmente felice, la prendo, mi metto un lungo fuolard al collo e faccio dei giri dove si può correre a 70 all’ora, non sono razzista, ma quando chiuderò la partita iva vorrei riuscire ad avere la cittadinanza rom. Non serve che le parli ancora per fale misurare il mio livello di ignoranza.

        • Georgejefferson

          Non voglio per nulla “misurare” presunti livelli di ignoranza, siamo liberi di migliorare, sbagliare, ricredersi ecc.. non siamo di sicuro oggetti fissi e sempre uguali come ci vogliono far credere. Mi spiace se hai subito una ingiustizia e se tale, e’ giusto che tu sia arrabbiata, ma la “cittadinanza rom” non centra nulla. Questo non vuol dire che le persone di origine culturale rom siano tutte innocenti agnellini, e chi sbaglia e’ giusto che paghi. Ma il tuo e’ uno sfogo verso un capro espiatorio.

  • Pyter

    E una metafora sull’Europa a due velocità?
    L’auto sportiva veloce è l’unione europea? l’indiano è il popolo italiano? la signora è il segretario PD? vicino alla signora c’è il garante cinquestelle della legalità?
    Non essendo una favola con finale a morale, quella contro un palo come fine della metafora ci starebbe bene.

  • ignorans

    “Siamo quello che mangiamo”, recita un vecchio adagio. Allora sarebbe interessante conoscere le abitudini alimentari dei protagonisti di questa scenetta.

  • thalia

    E quanti limiti di velocità ci sono in giro, addirittura piccole città dove al centro il limite è 20, ti sorpassano manco fossero a Monza. Mancano le giuste pene, ci sono cartelle zeppe di ricorsi ma le multe giaggiono dentro in compagnia degli acari. in fondo se non ci sono castighi seri per chi investe e uccide una persona, a che serve il cartello se manco lo vedono. le strade consolari, autostrade sono libere di polizia e controlli tutto si gioca sulla sicurezza delle telecamere…sempre spente?

    • PinoRossi

      Le legge sull’omicidio stradale in Italia è una delle più dure al mondo. Non ammette l’errore e la distrazione, e come primo risultato sono triplicate le omissioni di soccorso.

      • thalia

        d’accordo però qual è il motivo o ragione per cui detta gente non le rispetta e trova sempre qualcuno compiacente che da loro una pacca sulla spalla e li manda a casa? alcune delle nostre leggi hanno cavilli scritti apposta e l’omissione di soccorso fa parte delle pastoie in cui fanno cadere testimoni e gente simile e non tutti sono davvero in grado di andare per case giudiziarie,lei si?

        • PinoRossi

          mi perdoni non ho capito…

  • thalia

    Creazionismo a parte indispensabile all’evoluzione del tempo, credo appunto che noi siamo in parte artefici del nostro destino, dico in parte perché il resto dipende da quell’invisibile libro scritto che non si può bannare. qualcosa si potrebbe fare seppure ridotta, non dare diritto alla guida di potenziali motori a ragazzi giovani ( la famosa macchina di papà il sabato) poi i matti cresciuti … affari loro.

  • Davide

    Gran giornalista Miguel Martinez……..

  • thalia

    Qui si parla a profusione di etica e non si capisce più quale sia la radice di questo sostantivo poiché lo vedo intrufolato anche nelle guerre, riporto la frase…quando cristiani e musulmani si ammazzavano durante le crociate, dov’era l’etica? ma quelle erano guerre e non duelli a singolar tenzone dove si faceva l’inchino prima d’alzare la spada, qua si può porre, o chi t’interpella o ti risponde malamente, ma non è una parola che si possa tendere come un elastico, così va fuori dal suo concetto.l’etica a me pare sia un qualcosa che riguarda l’educazione, la maniera d’essere nella vita individuale, quindi applicata a se stessi nel senso stretto non essendo un verbo.

    • Georgejefferson

      “Quando cristiani e musulmani si ammazzavano durante le crociate” non c’era etica, quindi siamo d’accordo, ma vedo che non distingui tra le persone, deboli culturalmente, manipolate e condizionate dalle visioni del mondo di allora, dalle classi dominanti. Quelle tante persone, morte ammazzate, erano libere di sviluppare un libero arbitrio coscienzioso?

  • thalia

    X Jefferson – A me non pare tanto caricatura la mia frase di 3 parole bensì polemica su una cruda realtà seppure abitudinaria oramai di un governo che ha tale sproporzione nella sua società e non si cura più di esso, lei chiama con parolone come, diritto di privilegio certe necessità, diritto direi è più semplice ed esplicativo, privilegio è improprio. ricchi ne sono sempre esistiti e non prendono la mia attenzione più di tanto per ciò io ho posto l’altra faccia della pagina, con una domanda e non la pretesa che lei sottintende, e non sono i ricchi a doverci dare teoremi da risolvere ma devono darli a coloro da cui sono suffraggiati solo essi hanno la chiave di lettura. è la risposta che chiedevano le mie 3 parole!

    • Georgejefferson

      Lo spauracchio della povertà per tutti, come fosse un auspicio da parte mia, nei confronti di un ragionamento un po più complesso che non tieni minimamente in considerazione…dirsi caricatura sempliciotta e’ addirittura gentile. “cruda realtà” dipende, per un buon 10 % di persone in Italia che possiedono ricchezza spropositata, e probabile altri altrettanti un po più sotto (senza contare, i nei “paradisi”) la realtà non e’ per niente “cruda” e i governi comitati d’affari vanno benissimo, come tradizione insegna. Diritto dipende anche, il “diritto” del capitalista arricchito grazie a legislazioni in suo favore, derivanti anche dallo storico privilegio ereditario (che non significa che non esistano isole di imprenditori in gamba e coscienziosi), e a cascata le varie corti di classi medio alte che frignano di diritti aquisiti a fronte di richieste di contributi di solidarietà di percentuali miserrime, non sono gli stessi diritti di tantissimi lavoratori che arrancano a cui le opportunità vengono negate, per censo, famiglia di origine ecc.. Dire che i ricchi sono sempre esistiti e’ una semplificazione, tendenzialmente la si propone come giustificazione alle sproporzioni sempre più marcate, e spero non sia il tuo caso. Sproporzioni non solo in Italia, ma in tutto il sistema mondo. Anche il “diritto” alle legislazioni atte a perpetrare la schiavitù sono esistite per millenni, ma per giustificarla (la schiavitù) il ricorso al passato non e’ un argomento, posto che concordiamo che sia giusto il suo superamento (come la orrenda sperequazione dei beni nel mondo). Comunque dato che ” i ricchi non prendono la tua considerazione più di tanto”, trovo strano che la trovi maggiore interesse nel concetto di “cittadinanza rom”, quando e’ abbastanza acclarato, riguardo alle responsabilità dei mali comuni, come le sperequazioni dei beni e diritti condivisi derivi in modo molto maggiore dai cosidetti “privilegi”, sempre attenti alla criminalizzazione della povertà, senza contesto storico su cui riflettere. Non so bene che debba dare teoremi da risolvere, parlavo del concetto di etica a cui potresti portare il tuo contributo, magari interessante, e il riferimento all’ esempio del diritto universale di base , probabilmente ti ha toccata in modo particolare ed e’ strano. Perchè non andrebbe ad intaccare più di tanto il vivere della maggior parte delle persone, se non in quelle parti, che fanno dei beni materiali, un distintivo di valore personale da esibire. Chiavi di lettura ce ne sono tante, ma non ho capito bene la tua, quella che approvi col tuo giudizio.

  • thalia

    Non esattamente sviluppate a tal senso dato il tempo in cui la coscienza essendo ancora rozza era “comandata” più dall’istinto che dalla ragione e quindi debole culturalmente e priva della visione del mondo. Dopo tutti questi giri di aggettivi pensi che oggi noi abbiamo acquisito tutte queste virtù?

  • thalia

    Tutti hanno paura di prendere l’aereo, persino i piloti stessi che lo maneggiano giornalmente ma non sempre i comuni mortali possono per differenti ragioni dalla paura, usare questo mezzo rapido. io ho riscoperto invece,dopo tanti panorami intravisti dal cielo, osservare direttamente attraversandoli, fermarmi alla foce di un fiume oppure una vallata dall’alto di un monte. Certo in posti lontani non si va con il car, ma ogni tanto è bene girare anche così seppure spettacoli come la groenlandia sono impossibili con quest’ultima.

  • thalia

    X jefferson — Non dico auspicare povertà ma io né faccio un ragionamento diverso seppure noti che quì le persone realizzate danno uggia. Io appovo tanti concetti e magari ne disapprovo in maggior numero ma neppure giustifico la ricchezza quale dono divino ai soli unti dal Signore, sarebbe inumano ma la considero una delle tante varietà di cose di cui l’universo è rivestito e non un privilegio a qualcosa o a qualcuno, non la invidio o disprezzo, ci sono passata a fianco ma il suo profumo mi ha lasciata indifferente, però dico che essa si deve raggiungere con costanza, è alla portata per chi vuole mettere a segno il suo destino, ma siamo sicuri che tutti lo vogliano?( non metto malati, anziani o bambini in conto, sono fuori discussione) bisogna correrle appresso, quasi, e se non si sarà ricchi, magari benestanti sì ma purtroppo nel via vai giornaliero ho incontrato tanti intellettuali che vivevano della sola parola, esistenzialisti che asseriscono essere in cerca dell’esistenza stessa, cultori della cultura che non sapevano che farsene di essa. Il lavoro è la sicurezza dell’uomo, nel mero senso della parola, risparmiare forma la sua agiatezza. so che questo nominativo sta scomparendo dalla nostra lavagna, rimangono quelle tracce di gesso sui caratteri sfumati e la sola unica tragedia è questa: il lavoro che scompare, il restante rimane nella nostra mente se sapremo valorizzare i suoi contenuti. Sarò retrograda come mi è già stato detto? non credo sono una persona aperta a qualsivoglia colloquio, moda o futuro, che più?

    Una domanda: sei forse spagnolo visto che usi sempre la parola , acclarato, che in ns. lingua si dice: chiarito.

    • Georgejefferson

      Bene, abbiamo acclarato che non intendevi insinuare nei miei confronti l’ auspicio alla povertà e miseria, nonostante ancora non capisco il senso del richiamo allo spauracchio della povertà riferito al mio intervento sopra. Dico a volte “acclarare” perchè in determinati contesti risulta più morbido e meno conflittuale del termine “chiarire”, mi interessano poco le “bandiere” tradizionali sui termini. In riferimento alla ricchezza economica non ho parlato di generiche varietà di cose di cui l’ universo e’ riverstito, ma di un concetto preciso, anzi 2: la estrema sperequazione dei beni (in Italia e nel mondo) e la cultura che cerca di legittimare queste orrende differenze come dato di natura. Semplificando un rapporto 1:20 e’ tollerabile nelle minoranze di ricchi 1:300…o 1:3000 no. Andrebbero approfondite le vicende storiche di accumulo e suoi abusi per stabilire un senso giusto di percezione della ingiustizia. A parte l’ aneddoto che mostri sugli incontri della ricchezza economica nella tua strada (Cit.”ci sono passata a fianco”) e’ strano che il concetto da me espresso su privilegi e sperequazione dei beni (insieme alla degenerazione culturale della smania di possesso ecc..) ti lasci indifferente, quando come concausa dei problemi e’ molto più grande della questione percepita come “pericolo rom”.

      Se era una espressione di principio, contro quella cultura degenerata che smània di possesso e potere (per semplificare) e’ lodevole, ma io parlavo d’altro, cioè dell’ ingiustizia che genera la sperquazione dei beni come concausa di tanti problemi.

      Che la ricchezza si deve raggiungere con costanza a chi ti riferisci? Alla maggioranza che lavora econ fatica e risparmia con una sana cultura del risparmio atto a protezione, come classe debole…o la ricchezza degli eredi dei latifondisti o banchieri proprietari dei mezzi di produzione derivanti dai soprusi, che di generazione in generazione vivono di opportunità immense date dalla mancanza di progressività fiscale adeguata, e legislazioni favorevoli…che campa e cresce con il ricatto perpetuo di licenziare poveri cristi, che possiede conti off shore per non pagare tasse e poi costruisce la piscina nel paesello con i tanti ingenui che calno il cappello di fronte al benefattore? Oppure di quelli più sotto, che hanno avuto opportunità di 2 generazioni di contingenza storica a loro favorevole con la fabbrichetta, 4 auto, 4 villette e barca, 500.000 euro in banca e che di fronte al cambio di congiuntura frigna povertà e alimenta odio verso il “negro” di turno come capro espiatorio?

      Non sono uguali. Non e’ la stessa cosa Thalia, e la giustizia non significa augurare del male a nessuno e nemmeno criminalizzare la ricchezza dei beni tout court.
      Non so cosa sia il destino, a priori nessuno sa nulla, se non credenze in suggestioni poetiche, e la forma mentis del povero come conseguenza del “suo destino” fa molto sorridere, oggi.

      L’interpretazione che dai degli “esistenzialisti” dovresti chiedere anche il loro parere, se “non sapevano cosa farsene” della cultura.
      Il lavoro come sicurezza dell’ uomo va bene in linea di principio, ma le ingiustizie e negate opportunità alla gente sono cosi tante che detta cosi, suona come frase vuota.
      Non ho niente contro la sana cultura del risparmio, specie (come espresso sopra) se da parte della maggioranza delle genti, semplici e parte debole del sistema mondo, ma non sono la stessa cosa dei privilegiati descritti sopra ( con esempietti semplificanti per intendersi ma non esaustivi ovviamente).
      Se sei una persona aperta non puo che farmi piacere.

  • thalia

    Gino2–come si fa un calcolo dei crimini degli stranieri in una nazione confrontandolo o aggiungendovi quelli dei natii, allora dobbiamo calcolare anche i crimini che essi commettono nei loro paesi di cui disconosciamo la ferocia ed entità o la bilancia penderà sempre da una sola parte, ammettendo e non essendo d’accordo col suo giudizio. qui gente che entra nelle case manco fossero arene se ne vedeva niente e meno ancora di gente anziana torturata e legata imbavagliata, o chi sfascia e brucia ciò che gli dà fastidio. i crimini familiari ci sono ovunque i loro sono di differente indole. Poi qui non arriva nessuno che voglia costruirsi una PERSONALITA’ autonoma ma solo avventurieri in cerca de El Dorado essendo passata la parola che si mangia a sbafo dormendo negli hotel a spese degli italiani, poiché ciò cui non s’incide mai è questo fattore in cui le nostre tasse sproporzionate sono per inviare il monto al Eu che lo distribuisce per dette necessità, lo dimostra il modo con cui reclamano il denaro, dicono spettante loro perché dato dall’Europa!Vogliamo lavare certe prepotenze nate per sobillarsi a vicenda?