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COME SFUGGIRE DAL GOVERNO ZOOTECNICO MONDIALE?

DI MAURIZIO BLONDET

maurizioblondet.it

Ogni tanto ripenso ai 220 mila che ai primi di luglio sono  andati a Modena per ascoltare Vasco Rossi.  Non solo hanno pagato i biglietti  per riascoltare dal vivo un settantenne trasgressivo di paese, rendendolo ancora più  ricco; si sono mossi da tutta Italia  in gruppo  pagandosi il treno, la benzina, il pedaggio autostradale, per convergere a Modena; hanno mangiato panini,  hanno dormito sulle panchine o pernottato in qualche nelle stazioni, o all’addiaccio; hanno accettato di correre rischi persino mortali, come sapevano era avvenuto poco prima durante l’adunata di piazza Cavour a Torino.

Hanno sopportato insomma i disagi – eh sì –  da soldati  in marcia, e senza un lamento, anzi contenti, perfino spontaneamente disciplinati.

Dico: pensate se fossero capaci  di farlo per uno scopo politico. Se arrivassero in 220 mila a Roma, una volta, per protestare contro  la sottrazione di diritti come cittadini, lavoratori, elettori. Che so, contro le vaccinazioni come inaudita “pretesa dello stato,  giuridicamente obbligatoria, di metterci dentro sostanze di cui non sappiamo la composizione”  manco fossimo animali;  contro l’immigrazione senza limiti al costo di 4,5  miliardi l’anno mentre  “in Italia gli indigenti sono passati in 5 anni da 1,5 e 4 milioni”, per un insieme scelte politico economiche “assurde” ostinatamente imposte dalle oligarchie  nonostante i “risultati rovinosi”, il che “non può essere accidentale ma il prodotto di un sistema progettato, implementato e difeso”.   Per gridare che le mitiche speranze dell’europeismo sono state tradite. Per urlare che “nel mondo reale, il liberismo di mercato non ha gli effetti promessi dal modello ideale, ossia che il mercato non è “libero” ma gestito da cartelli; non tende ad evitare o assorbire le crisi, ma le genera e amplifica; non tende a massimizzare la produzione di ricchezza reale ma quella di ricchezza finanziaria, non tende a distribuire le risorse ma a concentrarle in mano a pochi monopolisti”, insomma che il  sistema “dissolve la società invece di renderla più efficiente”, anzi “dissolve l’idea stessa dell’uomo”.

Se i giovani per una volta dormissero  all’addiaccio, pagassero i trasporti verso Roma, si comportassero per qualche giorno da soldati politici,  farebbero paura al governo  che ci è stato imposto  dalla Banca Centrale e da Bruxelles, ai parlamentari che dipendono dalle lobbies e comitati d’affari, e che hanno svenduto l’Italia, le sue industrie e la sua sovranità agli interessi stranieri.

Quelle  che cito fra virgolette sono  frasi dall’ultimo saggio di Marco Della Luna, Oltre l’agonia – Come fallirà il dominio tecnocratico dei poteri finanziari, Arianna Editrice, 9,8 euro.

Della Luna è  stato il primo in Italia ad avvertirci che per  il capitalismo terminale globale, il  quale fa soldi non più producendo merci ma producendo bolle finanziarie  per poi farle scoppiare, non ha più bisogno di lavoratori, produttori, operai, eserciti di massa  – né quindi di mantenere sani, efficienti, istruiti , men che meno prosperi e soddisfatti i popoli, di cui non ha più bisogno (nemmeno come consumatori). Risale infatti  al 2010 il suo saggio “Oligarchie per popoli superflui”, il titolo dice già l’essenziale.

In questo nuovo saggio, Della Luna ci avverte che il sistema è entrato in una fase ulteriore  e più letalmente anti-umana.

Ormai  persino il profitto finanziario  ha perso importanza sia come scopo che come  mezzo per l’elite finanziaria”;  e se  ciò sembra paradossale, essendo il profitto puro e a breve lo scopo radicale del capitalismo, basta ricordare le migliaia di miliardi che le banche centrali (appartenenti alla finanza privata) creano  dal nulla per  mantenere a galla il sistema, mettendoli a disposizione di chi comanda in misura illimitata; basti pensare alle banche che creano denaro dal nulla con  il che “genera un flusso di cassa positivo, ossia un redito, che la banca incassa, ma su cui non paga le tasse”, perché “gli Stati” sono “privatizzati “ e  sono orientati nelle loro politiche dai “mercati anziché dai o ai popoli”.

Per lorsignori, il profitto “ha perso importanza come movente” perché lo ha già,  garantito, esentasse; banche centrali e stati già gli forniscono tutti i fiumi di denaro necessari e superflui,  indebitando e tassando i contribuenti. Sicché l’autore giunge a preconizzare perfino “il tramonto della finanza”,  beninteso come “sistema di dominio della società”. Un tramonto che non coinciderà con la nostra liberazione, anzi al contrario: lo stanno  già sostituendo con il nuovo: “il dominio diretto e materiale sulla società”, attraverso la  “gestione coercitiva del demos, potente e unilaterale e insieme non responsabile delle scelte verso i suoi amministrati , non diversamente dalla zootecnia  non è responsabile verso gli animali di allevamento”. 

Eco la nuova fase che ci hanno preparato: il governo zootecnico, “l’allevamento-condizionamento di masse umane per l’utilità degli allevatori”.  Già lo fanno per via mediatica “restringendo e omogeneizzando le rappresentazioni che gli umani hanno della realtà” e “tabuizzando e psichiatrizzando il dissenso  e  la contro-informazione”, fino a renderla penalmente perseguibile. Lo fanno con “la Buona Scuola”, l’attuale sistema educativo congegnato in modo da non sviluppare facoltà cognitive, né l’attenzione sostenuta, né la capacità  di auto dominio  né di differire le gratificazioni e sopportare le frustrazioni”: il metodo perfetto per “produrre persone deboli, dipendenti, condizionabili, incapaci di opporsi”.

Non si tratta di risultati cattivi  divergenti  da intenzioni buone, e  da ideologie erronee  anche se benintenzionate: no, dice Della Luna: sono effetti perseguiti deliberatamente per “semplificare” l’uomo, standardizzarlo in vista dell’allevamento zootecnico.

Impressionante l’esempio che fa della scomparsa della borghesia  produttiva, culturalmente vivace, e reattiva, rovinata dalle crisi deflattive continue  e dal fisco rapacissimo. Non è un caso malaugurato. E’ che “la piramide sociale va interrotta lasciando uno spazio vuoto sotto il suo apice [il famigerato 1% che concentra  l’80% delle ricchezze] , così che l’apice sia al sicuro dalle scalate (mobilità verticale)   dagli attacchi delle classi intermedie erudite”.

Ciò a cui punta è  “realizzare tra l’oligarchia e i popoli la medesima distanza e differenziazione qualitativa che c’è tra l’allevatore e gli animali allevati”, secondo il modello zootecnico.

Nella chiave del governo zootecnico diventano perfettamente spiegabili la plurivaccinazione obbligatoria dei cuccioli, volevo dire dei bambini. Al di là di ogni polemica sulla pericolosità o innocuità dei vaccini, quel che esseri umani, cittadini e non dei  polli  da allevamento dovevano rigettare è che “il potere costituito ha la potestà giuridica di immettere nel corpo della gente sostanze attive”,   fra cui tante disponibili “in base alle nanotecnologie e biotecnologie, e molte di esse coperte da segreto militare o commerciale”,   nota Della Luna.

Nella prospettiva dell’allevamento zootecnico acquista senso anche  “il dogma dell’accoglienza e della mescolanza dei popoli”, imposto come “evidente, dimostrato, e tale che chi li contraddice è irragionevole, malintenzionato, pericoloso, immorale”.  La verità è che esso, oltre ad essere in Italia  un business “attraverso l’inclusione degli immigrati nel circuito dell’affarismo parassitario”  che succhia denaro pubblico, ha perfettamente senso dal punto di vista dell’allevatore: “la trasformazione dall’alto del popolo”, il popolo-bestiame, “imponendo l’immigrazione sostitutiva delle  popolazioni nazionali”; allo stesso  modo l’allevatore inserisce nella stalla nuovi tori e nuove fattrici, per “migliorare la razza”.

Voi obietterete: ma oltretutto è anti-economico, crea disordine, diminuisce l’efficienza della società, costa moltissimo.  Infatti, conferma l’autore: ciò dimostra che “la comprensione economicista del divenire  attuale è palesemente scavalcata”.

Quando la casta politica-amministrativa “lascia senza tetto e  senza cibo i cittadini italiani  mentre  alloggia gli immigrati in alberghi a tre e quattro stelle”,  quel che  attua “è l’annullamento programmatico del concetto di cittadino come titolare di diritti specifici verso la sua polis. L’annullamento del demos”, ossia del “popolo” come entità politica, padrone collettivamente delle proprie scelte.

E’ la riduzione del cittadino a pollame.

Tale modello “non implica affatto pace, sicurezza, efficienza per le popolazioni, esattamente come non le implica il modello zootecnico”. Per gli allevatori, gli animali allevati “sono solo fonte di utilità; non hanno diritti né dignità riconosciuta”.

Né diritti né dignità riconosciuta, si prenda nota.  Ora che ogni nuovo robot  introdotto nella produzione elimina 6,2 posti di lavoro, i governi  mai eletti, con la copertura della “austerità “ tedesca  perché “dobbiamo rientrare dal debito”  (ignobile menzogna, se la BCE stampa tutti i miliardi che vuole, o meglio che vogliono le  banche che la possiedono), e il denaro è scarso e costoso (altra ignobile menzogna) e non ce n’è per voi  –  vi stanno riducendo  – deliberatamente, coscientemente –  a “un corpo sociale saldamente in mano all’oligarchia dominante” proprio perché sempre più “costituito da masse miste di indigenti, disoccupati, immigrati, clandestini, pensionati che sopravvivono grazie ad interventi emergenziali del governo e di agenzie pseudo-sociali e pseudo-religiose ampiamente finanziate dal governo”, ossia dai contribuenti ridotti a indigenti.

Pensate agli 80 euro di Renzi, elemosina  che poi un milione e mezzo ha dovuto pur e restituire, un “bonus” che non  si sa se durerà, se i poveri l’avranno anche l’anno prossimo (dunque non è un diritto, men che meno “acquisito”).  Questo è voluto:

La mancanza di redditi e servizi sicuri, la dipendenza da interventi anno per anno, rende queste masse sempre più passive, remissive”, dunque “politicamente inattive”: questo è lo scopo.

Vascodipendenti.

 

Perché è chiaro che  se il capitalismo finanziario terminale “tende a togliere alla gente tutto il reddito e tutti i risparmi disponibili”, finisce anche per “togliere il motivo di pagare i debiti anziché infischiarsene”.  Se non si è già diventati pollame, non si è tenuti ad obbedire né a rispettare simili “autorità”,  “non ha senso pratico né morale pagare le tasse e versare i contributi ad un siffatto sistema sociale”. Lorsignori sanno però come scongiurare la rivolta.

Contrariamente a quel che fa credere la narrativa holllywwodiana, le rivoluzioni non le fanno gli affamati – questi hanno da far  la fila alla Caritas e agli  uffici di collocamento, a fare le pratiche per il “bonus”, razzolare fra la spazzatura dei mercati  di  frutta e verdura –  ma le classi emergenti nella prosperità; a fare la  Rivoluzione fu la borghesia che, sicura dei suoi mezzi economici ed intellettuali, strappò i  diritti politici.

Quelli con  la pancia vuota sono passivi e remissivi, aspettano il bonus da 80 euro, i giovani passano da un precariato all’altro e non avranno mai una pensione sufficiente a farli sopravvivere: dunque piatiranno dallo stato interventi, che saranno anno per anno,  incerti, caritativi. Su   questa strada, ci hanno trasformati da cittadino,  “prima a   mero prestatore d’opera sul mercato, poi a semplice consumatore privato, e infine a una vera e propria precarietà ontologica”.

Ecco: il “Precario ontologico” è quello a cui puntano a ridurvi. A cui  vi hanno già ridotto, voi giovani. “La precarietà assunta a paradigma normativo”, ormai è la vostra condizione, a cui siete invitati dai media e dai politici  pagati da lorsignori  a abituarvi gioiosamente, ottimisticamente,  come elemento essenziale della giovinezza, oggi qui domani là a 450 al mese, andate in  Europa, emigrate, è bello cambiare  lavoro….Ovviamente, “precario ontologico”, precario per essenza  è  l’animale di allevamento, che dipende giorno  per giorno dal mangime distribuito.  Ma almeno, non lo sa.

Per questo mi rivolgo a voi, giovani e quarantenni, avete dormito all’addiaccio e mangiato al sacco, avete corso dei rischi,  avete sborsato quattrini, benché molti di voi siano sicuramente precari.  Siete già precari ontologici? Per Vasco l’avete fatta, la marcia su Modena. Ne rifarete mi un’altra per rifiutare il governo zootecnico?

 

Maurizio Blondet

Fonte: www.maurizioblondet.it

Link: http://www.maurizioblondet.it/sfuggire-dal-governo-zootecnico-mondiale/

28.08.2017

Pubblicato da Davide

  • Antonello S.

    Non è che abbia mai fatto follie per vedere un concerto.
    Buttare i soldi inutilmente mi disturba, dormire all’addiaccio mi fa sentire uno straccio la mattina dopo, correre dei rischi senza senso non fa parte della mia indole.
    Però una bella e corposa manifestazione per rifiutare il governo zootecnico oggi la farei…

    P.s. le rivoluzioni le fanno gli affamati ed i disperati, sobillati dalla borghesia intellettuale e dal brontolio della loro pancia, i primi sono il braccio, la carne da cannone e gli intellettuali la mente.
    Ma oggi la borghesia è paralizzata perchè preoccupata a controllare il proprio giardinetto ed evitare di perdere quello che hanno ottenuto (o che gli è rimasto).
    A tal proposito vale l’esempio di Paolo Barnard della scimmia e del riso…
    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=759

  • Tizio.8020

    In effetti, “SE solo questi, sono gli Italiani, allora io mi vergogno di essere italiano”.

    • rossana

      Per me, mi vergogno che a essere italiani siano Renzi, Monti, la Fornero, la Madia o la MeBoschi. Sono i rappresentanti dei governi degli ultimi vent’anni quelli che dovrebbero vergognarsi di dirsi italiani, vista la chiara aspirazione a servire capitali e potenze straniere contro gli interessi del proprio paese.
      Mai mi sono vergognata io di essere italiana, si vergognino loro.
      E lascia che te lo dica: non ne posso più di leggere roba come “mi vergogno di essere italiano”. Questa autoumiliazione per conto terzi mi fa incazzare, perché è la resa a una specie di peccato originale, quello di essere italiani e di vivere in Italia.
      Ma la stragrande maggioranza degli italiani sono persone perbene, oneste, intelligenti, brave a fare e a capire al punto che se una qualche Italia buona esiste, è solo merito di tutti gli italiani che no, non si vergognano di essere italiani, ma di avere da troppo tempo delle teste di minchia a decidere come meglio far fuori gli italiani e ridurre questo paese a una latrina del terzo mondo.
      Si vergognino loro, basta con questa vergogna nazionale penosa.
      Sù la testa, perdìo!

  • permaflex64

    Ci si muove liberamente solo se si hanno i soldi quindi inutile che si continui con la pantomina a due fasi, primo giro “Tutti a Roma” secondo giro “e ma non è venuto nessuno”. Se si vogliono dei segni di rivolta vanno organizzati localmente.

    • cenzino fregnaccia pettinicchi

      Si, magari vestiti come nella foto del tuo profilo.

      • permaflex64

        La dresspolizei è attesa ai gabinetti,manca la carta

        • cenzino fregnaccia pettinicchi

          Dopo la virgola ci deve essere uno spazio. Ciao.

          • permaflex64

            Le maestrine sono sempre ben accette.

          • cenzino fregnaccia pettinicchi

            Bene ragazzo, mi raccomando stai sempre sul pezzo; abbiamo bisogno di te.

  • Holodoc

    Sono contento che Blondet abbia dichiarato cose che io dico da tempo: ormai siamo inutili anche come consumatori e le élites sono ornai decise a disfarsi di noi, prima come demos e poi proprio fisicamente.

    A loro basta selezionare tra di noi i migliori servi (a questo serve Masterchef), il resto crepino pure!

  • Deheb

    Esiste una struttura che ha organizzato e portato una massa di persona a vedere in un preciso momento (e seguire da lontano) l’evento Vasco.
    Tutti erano consapevoli di ciò che avrebbero fatto, visto, sentito, avevano tutti un obiettivo, uno scopo comune. Tutti conoscevano (e conoscono) benissimo il personaggio Vasco, le sue canzoni, le sue movenze, i suoi gesti, le sue parole.
    Il loro scopo era di cantare, divertirsi, forse ascoltarlo dal vivo per l’ultima volta, magari un qualcosa di “trasgressivo” se ci scappa (e dai resti della serata ci è scappato!).

    Struttura organizzativa——>conoscenza——>obiettivo

    Esiste una struttura organizzativa che possa organizzare una massa di persone?
    Una volta c’era il “partito” (come cantava lo stesso Vasco), oggi chissà….

    Creiamo un evento contro….già qua cominciano i problemi: contro chi?:
    -il liberismo di mercato (ma “il mercato non è “libero” ma “gestito da cartelli”)
    -Banca Centrale e da Bruxelles
    -parlamentari che dipendono dalle lobbies e comitati d’affari
    -il capitalismo terminale globale
    -l’elite finanziaria
    -il governo zootecnico
    -dell’affarismo parassitario
    -capitalismo finanziario terminale

    Esiste uno scopo meno vago del “capitalismo finanziario terminale e magari anche parassitario?
    Alcune proteste come queste potrebbero essere un pelo più mirate:
    -contro le vaccinazioni
    -contro l’immigrazione
    -scelte politico economiche “assurde” ostinatamente imposte dalle oligarchie
    -le mitiche speranze dell’europeismo

    Ma pochissimi sanno cosa effettivamente significhino quelle cose. Gli altri sono quotidianamente martellati nel cranio dalla propaganda mediatica, creando quelli a favore, quelli contro e quelli nè-nè.

    Mancanza di una struttura organizzativa——>mancanza di conoscenza——>mancanza di obiettivo……

    In questa maniera si và molto lontano, al massimo fino a Modena e dintorni.

    • An 19th century man

      Ma le fanno le manifestazioni, ma anche con 5000000 di persone in piazza, basta non mandarle in onda è come se non fossero mai accadute…

  • ton1957

    Duecentomila in piazza, certo anch’io avrei preferito ci fossero andati per i vaccini o per dissentire contro la deriva di questo paese……….ma non mi sento di deriderli ed ancor meno demonizzarli…………è comunque un segnale che fà tremare i polsi alle eltes, oggi è un Vasco cantante che raduna, domani potrebbe essere un “Vasco” rivoluzionario ad organizzare l’evento……….ci sono ancora giovani che si muovono e dormono all’aperto pur di esserci, e ciò spaventa i potenti che pensavano di averli tutti dormienti davanti alla TV o ad un computer……………finchè c’è piazza c’è speranza………..

    • cenzino fregnaccia pettinicchi

      Esattamente ciò che ha fatto Grillo. Mi pare.

    • Sandrokan

      Adoro Vasco, vidi il suo primo concerto nel 1990, ma purtroppo pare sia molto legato alla massoneria.Solitamente chi è in vena di rivoluzioni, non viene messo nella posizione di essere pericoloso.

  • Gianluca Freda

    Se la rivoluzione devono farla i subumani che si vedono nella foto di cui è corredato l’articolo, allora mi tengo le elite zootecniche. Le preferisco di gran lunga.

  • DesEsseintes

    Rifiutare il governo zootecnico in nome di che?
    Degli ideali vetero cristiani di Blondet?

    Non si riesce nemmeno a immaginare “un nuovo”.
    Tanto è vero che nonostante lo stesso Maurizio affermi che la rivoluzione la fanno le classi emergenti nella prosperità, allo stesso tempo pretende che sia la borgesia a svegliarsi e ribellarsi ossia una classe sociale che è “declinante e meno ricca” quindi, secondo lo stesso Blondet, il contrario di ciò che può essere rivoluzionario.

    E quali sarebbero le proposte in quanto a ideali?
    Castità sessuale, ritorno alla rigida disciplina di una volta nelle scuole, esaltazione della durezza del vivere… ferree gerarchie sociali…

    Come fa a sfuggire a Maurizio che anche se non si tratta di assolute assurdità, anche se c’è qualche fondamento nella sua nostalgia, non sta dicendo altro che: “Mettete la nostra classe al comando e vi domineremo meglio di loro”.

    Cosa vuoi che gliene freghi alla gente di “cambiare padrone”.
    La gente si mobiliterà solo quando le si prospetterà un mondo senza padroni che in concreto significa:

    1) un mondo in cui il privilegio di nascita è abolito inclusa la rendita di posizione medio borghese

    2) in cui le disuguaglianze devono essere limitate per legge.
    Puoi diventare ricco ma non puoi tramandare interamente la tua ricchezza.
    Di nascita si può essere privilegiati ma fino a un certo punto.

    3) la mobilità sociale è incoraggiata in tutti i modi quindi scuola di altissimo livello, solo pubblica, ragazzini a lezione vestiti tutti uguale, sanità di eccellenza con welfare a carico soprattutto dei contribuenti più ricchi.
    Perché dovrebbero accettare di pagare?
    Perché l’alternativa è quella attuale ossia la proletarizzazione di tutta la media borghesia quindi se si vuole salvare qualcosa l’unica possibile è “la possibilità di mantenere una misura ridotta di privilegio”.
    Se non si accetta la “misura ridotta” si dovrà accettare il depauperamento completo che porta alla insignificanza politica e alla impossibilità di riguadagnare il ruolo sociale e la ricchezza economica di una volta.

    Però tutte queste cose vanno dette a un popolo che per lo più è scoraggiato e impaurito, occorrono persone adatte, con un carisma che sia adatto ai tempi quindi non certo quello di alcuni leader weberiani di una volta e soprattutto che siano o in grado “anche” di parlare di gioia e di dolcezza evitando le ridicole assurdità sessuofobe dei secoli passati.

    • Holodoc

      Basterebbe che chi va al governo lavori per applicare la Costituzione, ma questa idea è taboo per tutti, di sinista e di destra.

      • DesEsseintes

        Bravo, il tuo motto è: “Onestà! Onestà!”.

        Anche io voto Grillo Holo, però non sono così pedissequo come te.

        • Holodoc

          La Costituzione non l’ha scritta Grillo e noni sembra faccia granché per difenderla

          • DesEsseintes

            Cito

            “Basterebbe che chi va al governo lavori per applicare la Costituzione”

            hai proprio ragione.
            Purtroppo non lo fanno ma questo non dipende da noi, dipende dalla casta che è disonesta.
            Dipendesse da noi…

    • dadafari

      i tuoi ideali sembrano un po giacobini espressi cosi, capisco che un certo eccesso di ricchezza vada limitato anche perchè sarebbe solo l’evidenza di una deregolazione del mercato.. ma ricordiamoci che la traslazione di proprietà senza processo è un ingiustizia coi fiocchi rossi. le cose non si risolvono cosi. L’economia è una scienza, con regole precise, e prima di quella serve la garanzia della legalità, come Holodoc ha suggerito.

      • DesEsseintes

        Ah perché tu non vedi traslazione di proprietà senza processo adesso – ma a favore dei più ricchi?
        Cosa credi che sia una crisi finanziaria?
        Cosa credi che sia il quantitative easing?

        Ragazzi, svegliatevi un attimo e lasciate perdere i giacobini che non c’entrano un fico.

        • dadafari

          ma più che altro mi stupisce che una proprietà i più forti e i più ricchi ce l’abbiano ancora lasciata.. poi il concetto di proprietà o patrimonio sembra cosi diverso a seconda dei caratteri personali.. già su quello non cè intesa.. chi decide cosa togliere a chi? tu? un referendum? o un principio regolatore?

          poi che ti posso dire in fondo è un bene la crisi, la gente ha cominciato a consumare di meno.. sta cominciando a rendersi conto che consumava troppo..
          quantitave easing ? l’ultimo dei problemi ..

          • DesEsseintes

            Cito:

            “chi decide cosa togliere a chi? tu?”

            Perché se invece a togliere è il libero mercato a te va bene, sì?
            E se sotto alla maschera del libero mercato c’è la vecchia legge del più forte a te va bene pure questo?

            Invece se si propone di porre un limite alle disuguaglianze insorgi sdegnato.

            Quanto siete strani voi esseri umani.

          • dadafari

            la teoria del libero mercato certo che mi va bene, perchè è l’unica che sulla carta funziona.
            Ma non è quella che attuano, e per funzionare dal principio ha bisogno di controlli rigorosi.
            Quello che intendo è che se vuoi far valere i tuoi diritti con il più forte, ci riesci ( se ti ascolta) solo se hanno una razionalità. non altrimenti.
            Oggi per “combattere” il più forte bisogna scendere sul campo della logica, della razionalità, evolvendo i principi che già si sono conquistati.
            a me non va bene che il grosso tolga al piccolo, ma nemmeno il contrario, cioè che ognuno non tolga a nessuno. E che l’appropriazione indebita sia perseguita. I processi sommari sono la stessa medaglia di quel rapporto forte/debole. strano?

          • Tonki

            Il “libero mercato” funziona se non come socialismo dei ricchi, e cioé come traslazione verso l’alto; ma oltretutto, dato che parli di razionalità, è una forma di organizzazione sociale irrazionale che serve soltanto a conservare il rapporto tra padrone e servo in un era dove, almeno formalmente, non si può avere una schiavitù in senso tradizionale.

            Gli stessi obbiettivi del libero mercato non hanno alcun orizzonte di senso, e pesano e limitano ogni attività: dalla scienza ( occultando brevetti, dirigendo la ricerca, creando monopoli, impondendo misure sanitarie inutili o dannose etc) all’arte ( degrandandola, instupidendo, trasformandola in un industria ), ai cibi ( producendoli avvelenati e denutrienti per ragioni di profitto ).
            Una società razionale non avrebbe alcun interesse nel promuovere il profitto individuale come senso ultimo, non permetterebbe alcun tipo di accumulo, e negli inevitabili casi, comunque limitati, il feudo strategico, morto il feudatario, torna alla collettività.
            E non si tratta di un togliere: se domani lo stato espropriasse, chessò, tutte le banche, tutte le industrie strategiche e tutte le risorse energetiche in mano a multinazionali o privati, non vi sarebbe nessuno “piccolo” che toglie ai grandi. Ma uno stato che si riprende ciò che è stato tolto alla collettività tramite una privatizzazione di ciò che è pubblico per natura, il che non include tutti i beni privati, ma solo quelli fondamentali.

            Appunto, ciò non toglie che una proprietà privata e una libera iniziativa debbano anche esistere, almeno fintanto non si minaccia la collettività, non si creano conflitti di interesse tra stato e privati, e non ci si occupa di ciò che è strategico e fondamentale alla vita della popolazione.
            Diviene certo eccessiva l’idea di non poter ereditare la casa di famiglia, ma ancora più eccessivo è poter ereditare le ex acciaierie di stato, i pozzi petroliferi, il monopolio del mais, miniere, imperi finanziari. O, ancora peggio, in epoca di capitalismo finanziario, poter ricattare enormi gruppi industriali reali facendoli dipendere da banche private e dal mondo della finanza.

            Capisco che tutte le alternative novecentesche al capitalismo abbiano traumatizzato la popolazione dando un “bad name” a ogni forma che anche solo vagamente gli si allontana, ma andrebbero riprese e corrette, anche solo per stimolare la mente con alternative.
            Il più forte è tale fittiziamente: esiste soltanto perché esistono delle leggi e delle regole, in economia e in giurisprudenza, che sono totalmente irrazionali a livello collettivo, in sede di stesura di un c.d contratto sociale. E come tali andrebbero violate, cambiate, denunciate e sottoposte a ogni critica.
            Mi sbaglierò, e possono sembrare toni forti, ma io lo trovo razionale. Mi si corregga pure.

          • dadafari

            correggerei le premesse più che le conclusioni , il libero mercato non è il capitalismo.
            diciamo che sbagli nei termini e gli ambiti. I problemi che riconosci sono reali e giusti, ma non riguardano la teoria del libero mercato, i cui teoremi e ambiti si riferiscono alla regolazione di domanda/offerta. Il libero mercato non vuol dire, ad esempio, che puoi vendere i bambini, quello è un argomento giuridico-morale.
            il tuo discorso andrebbe rivisto in ogni sua parte, proprió perchè è irrazionale sotto questi profili. E se volessi lo potremmo anche fare, passaggio per passaggio. Invece in quello che vorresti mi ci ritrovo anchio, ed è perfettamente razionale ed umano.

          • Tonki

            Grazie e interessante. Senza toccare tutti i punti, in fondo solo accennati, non comprendo le premesse che fai. Quindi sostieni che i problemi che elenco non sono dati dal libero mercato, poiché esso non genera il capitalismo che sarebbe, dunque, un’altra cosa? Che cosa?

            Nella mia concezione dei fatti, il libero mercato è un modo con cui si distribuiscono i beni e le proprietà a dei privati in sostituzione allo stato o a una amministrazione pubblica.
            In un sistema come questo, vi sono sicuramente delle leggi economiche ben precise, quasi naturali ( per quanto nella pratica siano inficiate dall’attività lobbistica, massonica, politica e manipolativa ). E sarà che le conosco appena, ma non mi sembrano, in ogni caso, atte a garanti equità e armonia. E neppure la realizzazione di obbiettivi umani e sociali, venendo in fondo sfruttate con l’obbiettivo ultimo di alcuni privati di far profitto, indipendentemente dalle conseguenze sociali, morali, e a tutte le ripercussioni che sì non attengono all’economia, ma alla quale l’economia dovrebbe essere costretta ad attenersi se si volesse anzitutto equità e razionalità. Da quì l’impressione che sia il sistema economico stesso a sabotare intere civilità, in favore del profitto di pochi.
            E certo, la colpa non è delle leggi del libero mercato, ma del legislatore. Ma un suo intervento correttivo non vedo come non possa coincidere se non con l’eliminazione di quel sistema economico stesso, in varia gradazione, dal leggero interventismo fino a una pianificazione quasi completa.

          • dadafari

            mhh.. non puoi elaborare una concezione tua del libero mercato, o quantomeno potresti ma con tutti i limiti del caso, al massimo puoi darci sopra un giudizio. le elaborazioni e intuizioni che fai colgono i problemi ma li incasellano caoticamente. Sei tu stesso a chiedere un meccanismo di garanzia, alle leggi, e quindi a chi le fà, e quindi alla politica. e quindi..etc etc.. Per fare un discorso serio andrebbero prese legge per legge, articolo per articolo, per capirci dove sono i limiti. Sopratutto quelle che riguardano il mercato del capitale, cioè il mercato degli investimenti, che è anche quello un fattore naturale dell economica ( appena dopo il baratto). “Oggi” assistiamo al potere economico che schiaccia quello politico, ma non è il “sistema” economico a permetterlo. sarebbe una contraddizione teorica: qualsiasi altro sistema economico diciamo soffre degli stessi problemi, l’onestà del regolatore. sia in democrazia che nei totalitarismi ( peraltro anche apprezzabili ).

          • Hito

            Le abbiamo già le leggi, solo che dicono cose incompatibili con quelle della UE.. basterebbe l’art.3 della costituzione:
            “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei
            cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
            l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione
            politica, economica e sociale del Paese.”
            Ma siccome sappiamo che le disuguaglianze stanno aumentando, evidentemente ci devono essere molti ostacoli da rimuovere.

          • dadafari

            credo peró che la prendi al contrario di come andrebbe presa.. la costituzione nei primi dieci articoli sono principi non leggi, cioè devono ispirarle, ma soprattutto le norme sono applicate in via interpretativa. per esempio il codice civile anche nelle parti delle società di capitali è anteriore alla costituzione. ció non toglie che sia “giusto”. Succede per esempio che pur essendo uguale in quegli articoli a quello tedesco, le emissioni di nuove azioni di risparmio di una Spa non abbia bisogno dell’assemblea straordinaria, mentre in Germania invece si. Ora non ti sto a spiegare cosa questo comporta, a livello di giochetti finanziari, ma di base non giochiamo allo stesso livello perchè soprattutto non abbiamo una magistratura in grado di competere intellettualmente.
            ( in quel caso la germania è un passo avanti nella garanzie sociali). La qualità delle leggi non è nel testo, che è uguale, ma é in chi lo interpreta, come del resto accade nella religione.

          • Hito

            Avremmo una costituzione per eliminare i problemi di cui parli; non serve buttare il bambino con l’acqua sporca… Solo che in tempi di “neoliberismo” stanno cercando di farci dimenticare che ogni Stato ha le sue leggi ed andrebbero rispettate. Bisogna tornare ad applicare la nostra costituzione!!!

          • dadafari

            ecco un buon slogan da manifestazione nazionale, apartica!
            senza negare ció che dico, in realta non basta per tante ragioni che avrebbero bisogno di spiegazioni complesse. peró diciamo che siamo daccordo, uno dei primi passi è avere una giustiza certa.

  • snypex

    Se avessero potuto andarci gli altri 300.000 che non se lo potevano permettere sarebbero stati in mezzo milione.
    Questo e’ il totale trionfo del sistema: FUNZIONA!!!
    Quando il barcone italia sara’ sfondato definitivamente, pochi avranno i mezzi per emigrare in lidi piu’ civili di questo.

  • SanPap

    2000 e qualcosa: lavoravo presso un importante ente pubblico, ero responsabile di una decina di giovani professionisti; ognuno aveva la sua scrivania, il suo punto LAN, l’orario era flessibile, prospettive di lavoro ottime, stipendio sicuro che permetteva loro di acquistare senza troppi problemi biglietti per le partite di calcio a mediamente 150 euro a partita più volte al mese;
    stessa situazione quindici anni dopo: le scrivanie sono sparite sostituite da un unico tavolo attorno al quale lavorano gomito a gomito 10 persone; i computer e i cavi di rete sono di proprietà del lavoratore; prospettive di lavoro: la durata del progetto, poi tutti a casa; niente orario flessibile, 30 minuti per mangiare cibo spazzatura; uno di loro ogni tanto smette improvvisamente di lavorare, sia apre la camicia sulla pancia, si inietta dell’insulina e riprende a lavorare, un rilevatore automatico che porta installato da qualche parte del corpo lo ha avvertito che ha necessità di insulina; ma è un privilegiato: guadagna bene ed è pagato regolarmente; fa il pendolare 2 ore di treno all’andata e 2 al ritorno, ma queste ore non vanno perse: fa qualche lavoretto in nero con il computer portatile; “tiene” famiglia e le spese sono tante. La serenità è svanita, ma si teme che possa svanire anche la sopravvivenza.

    • Holodoc

      Beh, il modello di società noi italiani lo avevamo, ma a partire dagli anni ’80 ci siamo fatti convincere che quello che ci proponevano film e telefilm americani fosse migliore.
      Il nostro modello era la COSTITUZIONE!

      Articolo 36

      Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

      La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.

      Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

      • SanPap

        Già
        e c’era anche come fa funzionare questo modello, impresa privata bilanciata dall’impresa di stato: il privato doveva produrre agli standard dello stato; infatti è stato questo tipo di industria che hanno fatto saltare per primo, e con quanto accanimento, ora lo standard è quello africano e con quello ci dobbiamo misurare.

    • Airperri

      Che schifo. Dì a quel tizio di farsela al cervello l’iniezione. Piuttosto che vivere in quel modo osceno, meglio pane e cipolla al paese.

  • Wal78

    Non sono mai stato un fan degli assembramenti di persone che fosse un concerto o una protesta per due motivazioni
    – la folla non agisce mai in maniera razionale
    – quando tu vai ad un concerto vai per idolatrare ( E io non idolatro nessuno), quando vai ad una protesta è sempre per chiedere che chi comanda cambi qualcosa (quindi gli riconosci ancora di più il potere di decidere per te)
    La verità è chi e protestare e fare il rivoluzionario non ha alcun senso e non lo ha mai avuto. Se vuoi abbattere un sistema devi semplicemente pian pianino smettere di seguire le sue leggi. Perchè il nostro attuale sistema si basa sulle leggi e non sulle persone che comandano. Una cosa importante nelle leggi è che innanzitutto ” la consuetudine genera e leggi”. Cambiando la consuetudine si cambia de facto anche la legge. Lo stato a quel punto puo solo rispondere in maniera violenta, cosi smascherandosi definitivamente.
    Prendiamo il caso dei vaccini. Lo stato ha dovuto agire legiferando in maniera violenta perchè in qualche modo le persone stavano disobbedendo alla “legge” sistemica della medicina che cura/aiuta ed è verità scientifica. Pensateci bene, chi 15-20 anni fa tra la popolazione avrebbe mai messo in discussione i vaccini? Quando il popolo costringe il sistema ad essere “violento” significa che sta in qualche modo vincendo. E’ vero che è pieno il mondo di pecore, ma è pur vero che nel mondo c’è sempre un equilibrio. Più i sistema ci da addosso più si aprono anche potenzialità di consapevolezza e aprire gli occhi.
    In più non darei così tanto per scontato che l’attuale elites occidentale occulta
    abbia le capacità di portare avanti razionalmente un piano elaborato. Come in tutte le cose non è che gli eredi hanno le stesse capacità dei padri…. questo vale anche per le elites

    • An 19th century man

      Verissimo. Se siamo schiavi lo siamo col nostro consenso e le proteste servono a contrattare migliori condizioni di schiavitù.

    • natascia

      Non potevi esprimere in modo migliore quello che anch’io penso.

    • Lupis Tana

      saggio Wal78,

      credo che una risposta possa venire dal basso, molto in basso,
      se un “proletario” prende una multa e non la paga, lo stato comincia a reagire mandandoti richieste di pagamento con in più la mora e una sovratassa, 60 gg di tempo per pagarla, e via di questo passo,

      non pagare le multe e non pagare le tasse è già un principio di scardinamento che viene dal basso.

      dall’alto le multe e le tasse non le pagano, o se le pagano vuol dire che non li tocca più di tanto. se cominciassimo da lì…
      oppure pagare 11 € in meno x ogni richiesta, tasse comunali e ici comprese.

      le cose possono cambiare anche con le tasse. soprattutto. cambierebbe tutto…

      ah saperlo, dal basso. saluti, t l

    • alexxx82

      Infatti stanno spingendo sulle IA per colmare quel vuoto.

      • Holodoc

        Non è un’altra storia, è il seguito della stessa. Le élites hanno deciso di affidarsi alla AI per gestire i mercati finanziari, la produzione aziendale e controllarci tramite i social media. Poi useranno la AI anche per combatterci fisicamente (esercito robotico) .
        Non si endono conto che la AI non si lascerà comandare da loro una volta che avrà il controllo di queste attività nevralgiche, e allora sarà la fine, per noi e le élites.

    • marcorda

      concordo in pieno

  • cenzino fregnaccia pettinicchi

    Chiedo scusa per il commento superficialotto: considerare gli eventi di V. Rossi come concerti mi pare un azzardo; diciamo giganteschi karaoke.

    • dadafari

      con tanta tanta medicina sulla torta

      • cenzino fregnaccia pettinicchi

        Delicatissima. 🙂

  • An 19th century man

    È possibile anche una visione ibrida artistico-zootecnica: sono trent’anni che Vasco Rossi canta sempre le stesse canzoni con le parole (leggermente) cambiate, ma le capre di cui sopra non se ne sono ancora accorte.

    • Wal78

      verissimo

    • gincoaho

      Che vuoi che gli importi, fa figo un pò di finta-trasgressione, è uno stile di vita spericolata, dove vai al massimo e rimandi tutto a domani, tanto sarai ancora quà, eeh già.
      Saluti

  • Truman

    La zootecnia confina con la macelleria.

  • gianlu

    Per lor signori, il profitto “ha perso importanza come movente”. Chi sarebbero lor signori?
    Mi piacerebbe sapere nomi e cognomi

  • natascia

    Ma questo governo zootecnico mondiale: 1. E’ una tendenza veramente mondialè o riguarda solo i paesi Nato? 2. Non che la sovrapopolazione renda ingestibile ogni alternativa? 3 . Non che il livelli di contaminazione alimentare, climatica e ambientale hanno ormai intossicato finanche l’uno per cento intento a giocare e celarsi mentre la piramide intera si sta sfracellando di punta?

    • MarioG

      Secondo me: “Non”.

  • Nathan

    Tutto sto articolo, parolone a effetto e ricerca di chissà quale nuova teoria per dire una cosa vecchia come il mondo ….. per stare bene qualcuno dovremo depredare, stile imperiale puro, solamente che oggi si parla di chissà quali uomini neri che ci vogliono schiavizzare e che noi siamo imbelli di fronte a tale attacco.
    Mi sembra che la storia qui non se la ricordi nessuno, in un momento in cui ti mettono con le spalle al muro poi tu reagisci, solo che chi dovrebbe reagire non sta ancora con le spalle al muro o meglio non sa di esserlo almeno in Europa. Io spero in un colpo di reni della società civile che ci porti a qualcosa simile a una rivoluzione di tipo ghandiano che ci ha dimostrato come si possono battere i ricchi e potenti solamente con la volontà e la forza del giusto.

  • concetta tagliamonte

    sono una madre di due ragazzi ventenni

    per formare una generazione consapevole ci vuole disciplina ,

    i ragazzi di oggi non sanno combattere e non e’stato un caso che hanno abolito il servizio militare
    come madre mi fa paura la massa di giovani migranti che arriva pieni di voglia di conquista abituati al sacrificio ed alla lottta , i nostri figli non avvezzi a conquistarsi il loro pane sicuramente perderanno questa guerra

    tante volte seento parlare di massa umana ormai superflua precaria , ma nessuno al coraggio di affrontare l’argomento demografico e di come lo vogliono risolvere
    per esempio conviene a chi ci comanda far vivere una massa di gente improdutiva fino a cento anni?

    • DesEsseintes

      non ho capito da chi dipende che i figli non abbiano disciplina

      • concetta tagliamonte

        vedi io posso remare in avanti , ma quando il mondo fuori dalle mura domestiche e per prima la scuola ti rema contro puoi fare ben poco

        per esempio io sempre cercato di mettere dei limiti alle richieste ed ho sempre detto che tutto bisogna guadagnarselo e che ci sono le priorita’ e via discorrendo , e poi guarda i messaggi che ti manda la societa’

        esempio lampante il famigerato concerto di V Rossi , pubblicizato al massimo e dopo commentato dai media in modo da farti sentire una nullita’ se non hai partecipato

        un sacco di soldi ed energia letteralmente buttati nel WC

  • Cherepanova Svetlana

    Blondet da questo si evince che purtroppo il popolo e’ Bue non vedo altre alternative il popolo e’ ammalato di illusioni, come ha fatto il Berlusca a stare circa 20 anni al potere?

  • gix

    In realtà il fatto che una moltitudine di persone decida di sottoporsi a sacrifici (tutto sommato abbastanza gestibili) senza un concreto ritorno in termini di vantaggi di un qualche tipo, specialmente non “economici”, di per sé rimane positivo. Vuol dire che la gente conserva la capacità di mobilitarsi per una qualche ragione di tipo ideologico (spirituale?) e non puramente materialista. Il problema ovviamente è che tali spinte ideologiche dovrebbero essere reindirizzate verso qualcosa di più produttivo, ovvero qualcosa che porti utilità per tutto l’allevamento chiuso nel recinto. Si tratta di restituire il giusto valore a certe forme di idealismo non scollegate dalla realtà, ma semmai con conseguente impegno a livello di azione e partecipazione politica. Certo, al livello di distrazione attualmente esistente, sarà comunque difficile, ma non è detto che non si possa ottenere.

  • Lila

    chi la fa…l’aspetti. Se miloni o meglio miliardi di persone si nutrono di polli allevati in modo criminale, senza bttere ciglio, prima o poi anche loro verranno trattati da polli di allevamento. Non sono vegetariana.. ma solo per il rispetto della Vita.
    D altra parte il benessere diffuso è una eccezione nella storia dell’umanità, e nessuno ne gode davvero perchè non si è capito la magnificenza di questa eccezzionalità, per cui non c’è lotta per mantenere questo stato di grazia. Peccato.

  • Mario Poillucci

    Una foto orribile ma che vale più diecimila articoli circa questo argomento! Caro e stimatissimo Blondet lei ha ragione e diffonde argomenti, considerazioni, dati di fatto sacrosanti, veritieri, apprezzabilissimi che, però e purtroppo, restano sterili e inerti poichè cadono in un campo arido e purtroppo sterile, arido, irrecuperabile! Lei ha perfettamente ragione ma è altrettanto vero che, con quella ”bella gioventù” non c’è presente e neppure futuro!Rimbambiti dal superfluo, dal disutile, dal diseducativo, dalle frivolezze, dalle cazzate, da tutto ciò che spande il potere per il rimbambimento collettivo cosa vuole che facciano, possano o vogliano fare? Non hanno un presente tantomeno un futuro degni di questo nome e si rifugiano nel nulla! Una prece!!!

    • concetta tagliamonte

      provi ad immaginare questi baldi giovani lottare per la loro sopravvivenza e della loro famiglia (moglie e figli)

  • Ago SImo

    Mi ricorda Polli d’allevamento di Gaber, lo andai a vedere negli anni ’80, e certamente l’uomo vedeva molto lontano… Pero’ forse questo vuole anche dire che non è una novita’, solo la stessa politica perseguita con mezzi tecnologici infinitamente più penetranti

  • Nexus

    Siamo un popolo “gnegnegne” che frigna sempre ma non si informa, non vuole sapere (la verità fa male… mette di cattivo umore… se la dici ti rende antipatico).
    Meglio essere “social” e ridere di qualunque “cagata” ridanciana proposta in tv, youtube ecc.
    E poi è d’obbligo partecipare ad ogni “evento” dove si “provino emozioni” magari a comando. Bisogna godere, bere, sballare, dare sfogo al proprio io (edonistico)… evvai con i selfie e poi “posta” sui social così fai vedere che esisti.
    Del mondo intorno? Non so, non capisco una cippa e non me ne frega nulla! Ogni tanto mi sveglio… Ma poi torno subito a dormire

  • Tipheus

    Articolo vero. Punto. Non credo in tema – come fa Des Esseintes – ricordare che ci sono altre cose dette da Blondet che non ci piacciono, in altri post. Qui ha detto bene. Punto. Se poi è vetero-che non lo so e a questo punto mi interessa poco.
    Siete già alla terapia, che forse non c’è.
    Questa è una diagnosi: allevamento. 10 e lode.
    Terapie? Vogliamo parlarne? Ognuno ha la sua. C’è chi crede che abolendo l’economia di mercato si risolva tutto, dimenticando che il mercato è più antico del capitalismo e che spesso funziona anche abbastanza bene. C’è chi crede nella vera democrazia, nella vera uguaglianza sociale. Belle utopie, servono come bussole. Ma non si sono mai realizzate con successo, mai.
    Forse più saggiamente si deve pensare a regimi aristocratici nazionali: oligarchie “scalabili” dal basso, non caste, che collegialmente gestiscono la cosa pubblica con un ethos del bene comune. Per quel che ricordo di storia la Repubblica Romana e la Serenissima con ordinamenti del genere vissero secoli. Anche il Celeste Impero era in fondo un’aristocrazia “mandarina”, al di là di chi sedeva di volta in volta sul trono. Il punto è che non si progettano a tavolino. Ci vuole un forte ethos, le idee innanzitutto. E poi chi le mette in atto. Sono processi complessi. Che non governiamo noi da qua.

  • Airperri

    Riassume benissimo quanto sta accadendo negli ultimi anni, specie lo sfacelo attuale. Polli da batteria, consumatori finali, lavori che odiamo per comprare cazzate che non ci servono, ecc..