CHE C' DI MALE NEI MATRIMONI GAY?

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Perché il buffo è che, nonostante gli isterici divieti di tanti stati, nessuno ce lo sa davvero spiegare

DI MARK MORFORD
San Francisco Gate

E infatti, ora che ci penso, una spiegazione devo ancora sentirla.

Ad onta degli starnazzamenti destrorsi, di tutte le bibliche pugnette e della propaganda contro i matrimoni gay in tutti quegli stati che li hanno appena proibiti [1], e del fatto che chiunque, nella nazione, deve apparentemente essersi profondamente persuaso che il sesso omosessuale è di certo roba SCOTTANTE perché, mioddio, la tv ne ha parlato a iosa (grazie, pastore Ted!) [2], ebbene io, proprio mentre scrivo, a tutt’oggi devo ancora sentire una singola, coerente ed esauriente spiegazione, da parte degli omofobi della nazione, riguardo che cosa ci sia, esattamente, di così sbagliato nell’amore omosessuale.Tanto per chiarire, tutte quelle teorie le ho sentite anch’io. Ho una camionata di posta razzista, schiumante, puerile, infarcita di “frocio” qui e “frocio” là. Ho sentito le considerazioni mal digerite sulla moralità “degenerata”, l’indispensabilità della procreazione, gli studi pseudoscientifici che sostengono che i ragazzi corrono il pericolo di essere “reclutati”, le citazioni demenziali di interpretazioni aspramente omofobiche di versetti biblici che in qualche modo “provano” che l’amore omosessuale è immorale, eticamente sbagliato e pericoloso. Mi fanno quasi tenerezza, cioè, nel senso vomitevole del termine.

Perché, una ad una, ognuna di queste ridicole idee è stata screditata quasi senza sforzo, ridotta a brandelli spirituali e intellettuali, annientata e/o ridicolizzata nello stesso identico modo in cui a un vero scienziato va di traverso il vino al solo sentir parlare di creazionismo.

Per cui una vera risposta la sto ancora aspettando.

La domanda l’ho anche posta personalmente. Seduto a tavola, di fronte a persone dall’incrollabile cultura conservatrice che avevo ragione di ritenere esseri umani alfabetizzati e pensanti, dotati di sentimenti autentici, ho chiesto loro fuori dai denti che diavolo di problema ci sarebbe se gli omosessuali si sposassero. Ho posto anche la domanda delle domande, l’ho posta a ripetizione, la domanda che pare paralizzare tutti gli omofobi.

La domanda è questa: Cosa succederebbe, realmente e concretamente, agli Stati Uniti, a te, alla tua famiglia e al tuo matrimonio e ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli e al tuo inestimabile SUV e al prezzo del cappuccino [3], se domani il matrimonio gay fosse permesso in tutta la nazione? Come inciderebbe sulla tua felicità e sulla tua fede? Cosa cambierebbe? Di preciso, qual è la minaccia? Potresti descrivermela nei dettagli?

Be’, a questo punto le cose si fanno difficili. Infatti è estremamente arduo inoltrarsi in una paura profonda e informe, è come dibattersi in una fanghiglia incazzata. Gli vengono le smanie. L’occhio diventa da pesce lesso, le palpebre fibrillano e il cervello si arrabatta a scartabellare il solito repertorio di exempla ed etiche giaculatorie.
È la Bibbia a essere sfoderata per prima come archibugio di sventura, caricato magari con riferimenti a stupri omosessuali e a pazzeschi rituali pagani. “Tu non aspergerai crema idratante sulle pudenda di un altro uomo”, cose così. “Lo vedi?” diranno, “Dio ha detto ‘cacca!’ ” Poi lo sguardo si fa sfuggente, guardano altrove, quasi in attesa di vedere se ti bevi la panzana.

Vedete, quelli svegli, i cristiani più liberal, loro lo sanno che quella della Bibbia è solo un diversivo, esile, meschino e anche sleale. A parte gli estremisti, la maggior parte della gente sa benissimo quanto le Scritture siano tremendamente discutibili, contraddittorie e manipolabili [4]. Perdipiù sanno anche che nella Bibbia vengono narrate tre storie succulente di amori omosessuali, riguardanti Davide, Daniele e Ruth.

E sanno anche che la Bibbia contiene proibizioni contro grosso modo diecimila altre azioni umane, ma noi ce ne infischiamo allegramente perché, be’, noi andiamo pazzi per guerra, sesso e sangue e avidità, auto costose e yacht e case grandi come castelli, le armi e i SUV e lo scempio ambientale, l’adulterio e le droghe e la carne di maiale, e qualsiasi combinazione dei suddetti ci piace anche di più.

Sanno anche che in realtà la Bibbia non cita il matrimonio omosessuale neanche una volta [5] nelle sue pagine abusate e insanguinate. Neanche una. Il fatto è che l’idea di una coppia gay che si sistema, compra il servizio da dodici e litiga per l’ultimo avocado sarebbe stata inconcepibile fino al XIX secolo, un bel po’ di tempo dopo che Gesù se ne andava in giro con la sua banda di hippie, prostitute e pacifisti. Vabbe’.

Ma la Bibbia il sesso omosessuale lo cita eccome. All’incirca. Ma solo se si sceglie come fonte della propria perversa dottrina la versione in inglese, conservatrice e omofobica, coi suoi tanti infelici versetti riscritti/interpretati in modo intenzionale (e recente, perdipiù) in modo da denigrare il sesso omosessuale. Gli stessi testi in greco ed ebraico, d’altra parte, hanno molto da dire riguardo ad adulterio e pedofilia, ma non contengono nemmeno una parola sul concetto di autentico, sano, emotivamente appagante amore omosessuale. Questo per quel che riguarda le pezze d’appoggio bibliche.

Poi c’è la pseudoscienza. È quando vi tocca sentire dell’accozzaglia di studi risibili e ampiamente screditati che sostengono che i bambini allevati da coppie gay se la caverebbero nella vita molto peggio di quelli provenienti da una famiglia cristiana, disfunzionale, alcolista e disgregata. Oh, sai, queste coppie gay non durano a lungo, perché sai, sono gay, e poi non si sanno controllare e scopano tutto quello che si muove, e che razza di modello di vita sarebbe per la nostra povera, complessata, drogata gioventù di domani?

Ma che cumulo di stronzate! Vale la pena di prenderle in esame? I ragazzi delle coppie omosessuali se la cavano benissimo, in molti casi anche meglio dei loro confratelli cristiani. Inoltre, nel Vermont, dove questo tipo di unioni civili è legale da cinque anni, il tasso di separazione tra le coppie gay è inferiore al 2 per cento. Negli stati cristiani e repubblicani il tasso di divorzi oscilla tra il 40 e il 50.

E finalmente si arriva al dunque. Dopo aver dribblato questi argomenti, tutti male accozzati e puerili, accade qualcosa di bizzarro. A furia di scavare siamo arrivati alle reali motivazioni che addurrà qualsiasi conservatore col cervello funzionante che sia ancora disposto a parlare dell’argomento matrimonio gay.

Che accadrebbe alla nazione se venisse legalizzato? La risposta sincera: non lo sanno. Allora cosa c’è di tanto sbagliato nel matrimonio omosessuale? C’è che, be’, è sbagliato. E basta. E. Basta.

Eccoci arrivati.

Credo che sia qualcosa di fondamentalmente spregevole, qui. È una nebulosità delle idee, dello spirito, una specie di odio tiepido e omogeneizzato che non conosce né ragionamento, né passione, né distinguo. È così e basta. È la banalità del male, distillata in una sola frase, uno schema mentale imbecilloide ma stranamente efficace, privo di significato ma sempre in giro a far danni.

La mia ipotesi è questa: moltissimi statunitensi, anche se hanno votato per proibire il matrimonio gay, non hanno una vera risposta al perché lo hanno fatto. Nel profondo, se si sforzassero di cercare, lo capirebbero. Non c’è nessuna minaccia. Non esiste nessun pericolo per i bambini, l’economia, la luce del sole, i cuccioli.
Sono solo spaventati a morte dai cambiamenti, dall’Altro, dai loro stessi impulsi repressi.

In altri termini, non gli piacciono i gay perché i gay non fanno quello che fanno loro, non fanno quello che fanno i loro vicini, e perciò si tratterà di sicuro di qualcosa di sbagliato e inquietante e, poiché siamo statuitensi, se non comprendiamo qualcosa o gli spariamo, o la proibiamo o l’avveleniamo o gli votiamo contro almeno mille volte, fino ad esaurire tutto il possibile repertorio delle cretinaggini.

Nervosi e riluttanti, l’ultima fase a cui giungiamo, davvero l’ultimissima, è l’accettazione. Alla fine avviene il cambiamento, come lo scatto di un interruttore, e arriva una nuova generazione, che si domanda prima di tutto il perché di tanto casino sulla questione, e ci ritroviamo in un mondo che dice: Ehi, non credo che ci sia poi niente di sbagliato. Questa cosa del matrimonio gay l’avremmo dovuta permettere prima.

E allora sì che comincia lo spasso.

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Mark Morford
Fonte: http://sfgate.com/
Link: http://sfgate.com/cgi-bin/article.cgi?file=/gate/archive/2006/11/15/notes111506.DTL
15.11.2006

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di DOMENICO D’AMICO

Note del traduttore:

[1] http://www.latimes.com

[2] Si tratta del pastore evangelico Ted Haggard, esponente di spicco della destra cristiana sostenitrice di Bush, coinvolto in uno scandalo omosessuale e costretto alle dimissioni. [cfr. http://www.fisicamente.net/index-1322.htm]

[3] Nel testo si parla di “killer latte”, cioè di un cappuccino sulla cui schiuma il barista realizza (con sciroppo di cioccolato e polvere di cacao) ogni sorta di disegno decorativo. Ne ignoro l’etimologia. Tenete comunque conto che “latte” negli Stati Uniti indica il latte macchiato.

[4] http://www.religioustolerance.org/hom_bibl.htm

[5] http://www.religioustolerance.org/hom_marj.htm

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