Ceuta, una crisi orchestrata: la migrazione come arma geopolitica contro la Spagna anti-israeliana

Ceuta, una crisi orchestrata: la migrazione come arma geopolitica contro la Spagna anti-israeliana

Mike Whitney

unz.com

L'invasione di migranti marocchini in Spagna potrebbe essere la falsa notizia più inverosimile di tutti i tempi. Secondo la versione ufficiale, circa 60.000 uomini, per lo più in età militare, hanno invaso la città spagnola di Ceuta il 31 luglio con l'intenzione di trovare lavoro e "migliorare la propria vita". La verità, tuttavia, è che l'intero incidente è stato una farsa mal orchestrata, volta a far perdere consensi al governo spagnolo di sinistra e al suo presidente apertamente antisionista Pedro Sánchez. I burattinai dietro questa patetica farsa sono i soliti noti, Bibi Netanyahu e il "piccolo" Marco Rubio (allineato con i malleabili leader marocchini), per fabbricare una finta crisi che avrebbe "dato una lezione alla Spagna". Come forse ricorderete, Sánchez ha criticato aspramente il massacro in corso a Gaza perpetrato da Bibi e si è ostinatamente rifiutato di permettere a Trump di utilizzare le basi militari spagnole per trasportare munizioni e bombardieri in Israele. In risposta, Netanyahu ha minacciato pubblicamente Sánchez solo poche settimane fa in un criminale discorso ancora disponibile su X.

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D'accordo, è ovvio che tra Bibi e Sanchez non corre buon sangue. È altrettanto chiaro che i portavoce di Netanyahu su X nutrono lo stesso odio per il presidente spagnolo e stanno sfruttando la cosiddetta "crisi" per attaccarlo duramente e affermare che la Spagna si sta meritando le conseguenze delle sue politiche migratorie "lassiste" e dell'insufficiente controllo delle frontiere. Ecco un esempio di ciò che si può leggere su X da parte degli ambienti filo-israeliani:

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Non c'è dubbio che se esistesse un premio Oscar per la condiscendenza e il sarcasmo, Jess l'ebrea lo vincerebbe a mani basse. La domanda è se qualcuno si fiderà dell'opinione di una persona che appare così meschina e arrogante.

A proposito, forse avrete visto i camion carichi di ragazzotti portati alla periferia della città sotto la supervisione della polizia marocchina e poi scaricati nelle strade vicine. Come è possibile che ciò sia potuto accadere senza l'esplicita conoscenza e collaborazione del governo? Date un'occhiata:

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Ecco un altro utile riassunto tratto dal sito X di Mario Nawfal:

Se avevate bisogno di ulteriori prove che gli Stati Uniti e Israele sono terroristi, date un'occhiata a questo... Si tratta di un video che mostra migliaia e migliaia di marocchini che invadono illegalmente un'enclave spagnola all'estremità settentrionale del Marocco. E se vi state chiedendo cosa c'entrino gli Stati Uniti o Israele con tutto questo: come al solito, tutto...

La Spagna è l'unico Paese che ha dichiarato pubblicamente la propria indisponibilità ad aiutare Stati Uniti e Israele a commettere il genocidio in Palestina. Quindi, nell'ultimo anno, Israele ha minacciato apertamente la Spagna, affermando che dovrà affrontare delle conseguenze se non sosterrà Israele. E, negli ultimi mesi, degli idioti americani come Marco Rubio hanno detto che il Marocco dovrebbe mandare migranti in Spagna, che il Marocco dovrebbe invadere la Spagna... @MarioNawfal

Ecco altro spunto da un osservatore ben informato che non usa mezzi termini:

"…La Spagna viene punita per aver riconosciuto la Palestina nel 2024, per aver imposto un embargo totale sulle armi a Israele, per aver accusato Israele di genocidio alle Nazioni Unite, per aver limitato il suo spazio aereo durante la guerra con l'Iran…"

Bibi minaccia la Spagna con "incidenti ferroviari e improvvisi blackout"...

Chiunque si opponga a Israele “ne pagherà subito il prezzo”…

Il Marocco ha dichiarato la sua indipendenza 50 anni fa, mentre la Spagna possiede queste città da 400 anni...
Perché non parliamo dei 700.000 coloni ebrei che occupano illegalmente Cisgiordania e Gaza?
(L'autore si chiede anche se queste città siano state scelte come destinazione finale per i palestinesi indigenti che sopravvivono a stento a Gaza) The rise of Rod

Stranamente, persino il quotidiano più autorevole, il New York Times, sembra confermare la stessa infamante storia. Ecco un estratto dall'edizione di sabato:

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La maggior parte delle analisi qualitative su X giunge alle stesse conclusioni, sebbene alcune si spingano verso aspetti geopolitici più intriganti. Vale la pena ricordare che questa particolare operazione psicologica non ha solo lo scopo di denigrare i nemici di Tel Aviv a Madrid. Fa anche parte di una "strategia regionale" israelo-americana che utilizza "la migrazione come leva diplomatica" per indebolire gli avversari di Washington e rafforzare i suoi alleati. In altre parole, dietro gli eventi in Nord Africa si cela una corrente sotterranea più profonda. Date un'occhiata a questa breve ma illuminante clip di Ynet News:

Il rifiuto della Spagna di consentire agli Stati Uniti l'accesso alle sue basi militari e l'atteggiamento conflittuale del Primo Ministro Pedro Sánchez nei confronti dell'amministrazione Trump hanno generato collettivamente una vera e propria crepa nell'armatura strategica spagnola che dovrebbe proteggere Ceuta e Melilla. In questa crepa, il nuovo partner più importante del Marocco, Israele, si trova in una posizione unica per esercitare pressione.

Nel marzo 2026, Michael Rubin dell'American Enterprise Institute… aveva esortato l'amministrazione Trump a riconoscere formalmente Ceuta e Melilla come territorio marocchino occupato, definendo la Spagna “una potenza coloniale che gestisce colonie al di là dello Stretto di Gibilterra”. Pochi giorni dopo, il deputato Mario Díaz-Balart, presidente della sottocommissione per la sicurezza nazionale della Camera e uno dei più stretti collaboratori di Marco Rubio al Congresso, aveva dichiarato pubblicamente che le enclavi “non si trovano nel territorio geografico della Spagna”, bensì in territorio marocchino, e che il loro destino dovrebbe essere “stabilito, negoziato e discusso tra amici e alleati”. Non si trattava di una posizione marginale. Si trattava dell'architettura di un riposizionamento strategico coordinato…

Gli Accordi di Abramo hanno trasformato il Marocco da interlocutore discreto con Israele a partner militare a tutti gli effetti. Nel gennaio 2026, Israele e Marocco hanno firmato un piano di intesa militare per l'anno in corso durante la terza riunione del loro Comitato militare congiunto a Tel Aviv, che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno descritto come un approfondimento della cooperazione con un "partner chiave per la stabilità regionale"... Questa struttura bilaterale conferisce a Israele qualcosa che raramente ha posseduto nella politica nordafricana: un interesse strategico diretto nel successo regionale di Rabat.

Questa posta in gioco ha un'ovvia applicazione a Ceuta e Melilla. La coalizione dell'amministrazione Trump, costruita attorno agli Accordi di Abramo, alla comune opposizione all'Iran e ad incentivi economici condivisi, ha creato una relazione triangolare operativa tra Washington, Gerusalemme e Rabat. La voce di Israele in questo triangolo ha un peso sproporzionato. Quando i funzionari israeliani segnalano un allineamento con gli interessi strategici di un partner, questo segnale viene recepito con forza da una Casa Bianca che ha posto l'espansione degli Accordi di Abramo al centro della sua visione di politica estera. La rivendicazione territoriale del Marocco sulle enclavi non è semplicemente una disputa bilaterale con la Spagna; sta diventando sempre più una cartina di tornasole per capire se l'amministrazione Trump premierà i suoi partner più collaborativi a discapito dei membri NATO più ostinati...

Gli Accordi di Abramo hanno creato un quadro di riferimento per riconfigurare le alleanze in Medio Oriente e Nord Africa in modo da servire simultaneamente gli interessi americani e israeliani. Aiutare il Marocco a recuperare Ceuta e Melilla servirebbe a questo quadro e punirebbe un membro della NATO che ha ripetutamente scelto l'ostruzionismo anziché la collaborazione nei momenti più critici dell'alleanza. Abraham Accords reach the Strait: how Israel can help Morocco reclaim its North, Ynet Global

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Ora potete comprendere meglio il quadro generale, che non è solo una sciocca operazione psicologica volta a screditare Pedro Sánchez. No. Si tratta di un'espansione del progetto del Grande Israele, che non comprende solo le nazioni tra il Nilo e l'Eufrate, ma una ristrutturazione più ampia e completa dell'ordine esistente, in modo che Israele regni sovrano in tutto il Medio Oriente e oltre. La guerra in Iran non ha minimamente smorzato queste ambizioni.

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Nota: Ceuta è riconosciuta come territorio sovrano spagnolo dalla Spagna, dall'Unione Europea, dalle Nazioni Unite e dalla grande maggioranza dei Paesi del mondo. È una città autonoma, pienamente integrata nello stato spagnolo. È stata sotto il controllo spagnolo ininterrottamente dalla fine del XVI/XVII secolo. Quando il Marocco aveva ottenuto l'indipendenza nel 1956, Ceuta e le altre plazas de soberanía (tra cui Melilla) erano rimaste spagnole.

Ecco l'immagine dal famigerato tweet di Yair Netanyahu che incoraggia gli islamisti arabi a liberare Ceuta e Melilla. Tenete presente che questo tweet era stato pubblicato nel maggio 2019, ma noi dovremmo credere che gli eventi di ieri siano stati del tutto spontanei!

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Mike Whitney

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/mwhitney/the-dumbest-psyops-of-all-time/
01.08.2026
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org


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