Causa USA: l’obbligo vaccinale viola i diritti costituzionali

 

Beth Brelje – The Epoch Times – 2 novembre 2021

 

“Lei ha fatto la vaccinazione Covid-19?”

Questa è diventata una domanda carica di implicazioni che vanno oltre la salute.

Un’azione legale promossa in Pennsylvania sostiene che ricevere o rifiutare un vaccino è diventato un atto politico, e quando i datori di lavoro obbligano i dipendenti a farsi vaccinare, costringono i dipendenti a impegnarsi in un discorso politico, in violazione del Primo Emendamento, la libertà di parola.

La causa è stata presentata in ottobre nella corte federale del Distretto orientale della Pennsylvania dall’avvocato Bruce L. Castor, Jr. dello studio legale Van Der Veen, Hartshorn & Levin, per conto dei suoi clienti Pennsylvania Informed Consent Advocates Inc., un gruppo recentemente organizzato di dipendenti dell’University of Pennsylvania Health System (Penn Medicine), uno dei maggiori datori di lavoro della Pennsylvania.

La causa cita Penn Medicine come imputato, assieme al Segretario al Lavoro Scott Ketcham e al Segretario alla Salute e ai Servizi Umani Xavier Becerra.

Castor è un noto avvocato, in precedenza, per un breve periodo, procuratore generale della Pennsylvania. È stato l’avvocato difensore principale nel processo di impeachment del presidente Donald Trump nel 2021, ed è stato procuratore distrettuale della contea di Montgomery nel 2005, quando venne alla luce il caso di violenza sessuale del comico Bill Cosby.

Castor sostiene che richiedendo ai lavoratori di tutti gli Stati Uniti di rivelare il loro stato di vaccinazione, Ketcham e Becerra stanno costringendo i lavoratori a impegnarsi in un discorso politico non ricercato e individualmente indesiderabile in violazione del Primo Emendamento. E scegliendo di far applicare gli obblighi federali sui vaccini, Penn Medicine è diventata un agente del governo federale, violando una volta di più il Primo Emendamento.

I datori di lavoro pensano di essere in vantaggio perché hanno risorse illimitate per le spese legali e i dipendenti no“, ha detto Castor in un’intervista telefonica a The Epoch Times. “Ma siccome hanno tutti lo stesso problema, abbiamo formato una società, così sono diventati una persona giuridica, un’entità che può intentare una causa. Questo livella il campo di gioco“.

La Pennsylvania Informed Consent Advocates Inc. è composta da 100-200 dipendenti della Penn Medicine che hanno costituito di tasca propria un fondo per le spese legali.

Rivelare il proprio stato di non vaccinato contro la Covid-19 è stato politicizzato in modo tale che l’espressione della propria opposizione ha acquisito un significato politico: portare derisione pubblica sull’individuo o, in pochi casi, raccogliere il plauso pubblico per l’individuo, in gran parte a seconda delle convinzioni politiche del pubblico verso l’azione governativa forzata contro i suoi cittadini“, dicono i documenti del tribunale. “A causa della sua natura politica intensamente tossica, rivelare il proprio stato di vaccinazione Covid-19 ha l’intento, il peso e l’effetto sociale di un discorso politico di parte, e dovrebbe essere trattato come tale“.

Quando la Penn Medicine chiede la prova della vaccinazione come pre-requisito per ulteriori impieghi, fa emergere alcuni dipendenti come non vaccinati, il che può stigmatizzarli pubblicamente facendo sì che alcuni equiparino la loro posizione a “estremisti di destra” politici, o altri stereotipi, anche se l’obiezione del dipendente è religiosa o dovuta a rischi medici, sostiene la causa.

L’obbligo vaccinale tenta di costringere i membri della querelante a fare una dichiarazione politica contro la propria volontà e, potenzialmente, contro la propria salute e benessere, e ad esporli al pubblico ridicolo e al disprezzo“, dicono i documenti presentati in tribunale.

Non stiamo dicendo che non vi sia un interesse concorrente del governo per la sicurezza delle persone”, ha detto Castor. “Stiamo dicendo che ci deve essere un equilibrio tra questo e le libertà individuali per le persone che scelgono di non essere vaccinate“.

“Non si può costringere la gente a dichiarare il proprio stato di vaccinazione perché è diventato [un fatto ]politico“, ha detto Castor. “Alla fine arriveremo ad una corte di livello tale che possa decidere che gli obblighi vaccinali sono proibiti in assenza di qualche ragionevole sforzo per accordarsi alle libertà individuali. E decidere quali libertà individuali sono protette sarà la questione. Sarà qualcosa come indossare le mascherine o lavorare da casa“.

A maggio, tutti i dipendenti della Penn Medicine e del Lancaster General Hospital sono stati informati via e-mail che se non si fossero sottoposti al vaccino Covid-19, avrebbero perso il lavoro entro tre mesi.

Inoltre, alcuni studenti avevano un contratto con il Pennsylvania College of Health Sciences che li faceva iniziare a lavorare per il Lancaster General Hospital durante la scuola superiore, per passare poi alla scuola per infermieri. Dopo la laurea, in cambio di una riduzione del 75% della retta, devono al Lancaster General Hospital (una proprietà della Penn Medicine) un anno di lavoro come infermieri registrati. L’accordo dice che se per qualsiasi motivo vengono licenziati, devono restituire la retta. Questi giovani dipendenti hanno dovuto scegliere tra sottoporsi al vaccino o ripagare in tre mesi quel 75 per cento di rimborso delle tasse scolastiche.

Non si può immaginare la pletora di regolamenti che le aziende stanno imponendo ai dipendenti“, ha detto Castor.

La causa chiede alla corte di obbligare la Penn Medicine a non usare la prova della vaccinazione come condizione per l’impiego e di impedire a Becerra e Ketcham di far rispettare tale obbligo finché sono in violazione del Primo (libertà di parola) e del Quattordicesimo (uguale protezione della legge) emendamento. Chiede anche che la Penn Medicine restituisca ai dipendenti il loro lavoro e fornisca danni compensativi per le loro perdite e le spese legali.

Penn Medicine è esposta ad un grosso rischio“, ha detto Castor. “C’è un numero enorme di persone con lavori altamente pagati. Penn Medicine sarebbe responsabile di tutti gli stipendi arretrati, dei benefici, dei danni punitivi, delle spese legali – insomma, un sacco di soldi“. E se la corte dà ragione ai dipendenti, casi simili potrebbero diffondersi in tutto il paese. Colpirebbe i datori di lavoro in modo diverso, in base a quale livello di ragionevolezza agiscono, ha detto Castor. I datori di lavoro che cambiano i contratti sindacali, che passano direttamente al licenziamento, o fanno regole ridicole non se la passerebbero bene come quelli che forniscono sia protezione ai dipendenti vaccinati che accomodamenti ragionevoli a quelli che scelgono di non farsi vaccinare.

Il governo ha gestito la cosa esattamente al contrario. Avrebbe dovuto incoraggiare le persone attraverso incentivi fiscali per coloro che si vaccinano“, ha detto Castor. “Non avrebbe dovuto essere una punizione; avrebbe dovuto essere un incentivo per chi vuole vaccinarsi, e avrebbe dovuto esserci un accomodamento per coloro che non vogliono essere vaccinati“.

Dicendo ai lavoratori che devono mettere nel proprio corpo qualcosa che non vogliono, ha detto Castor, il governo provoca una reazione immediata, viscerale e negativa.

Dicono: come osa il governo mettere a rischio la mia famiglia minacciando il mio lavoro mentre ci avviamo all’inverno“.

Dove sono tutti i sostenitori della libera scelta, che usano il mantra, ‘il mio corpo la mia scelta’? Mi sembra molto strano“.

Penn Medicine, il Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti e il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti non hanno risposto alle richieste di commento su questa storia.

 

Beth Brelje è una giornalista investigativa che copre la politica della Pennsylvania, i tribunali e le notizie più interessanti e talvolta nascoste del commonwealth.

 

Link: https://www.theepochtimes.com/mkt_morningbrief/vaccine-mandate-violates-constitutional-rights-pennsylvania-lawsuit_4081901.html?utm_source=morningbriefnoe&utm_medium=email&utm_campaign=mb-2021-11-04&mktids=5a6822e9a6e1923ce6479ea95567a1c3&est=YW7Yl1V5t6vcyo1yNh4TORMCmLgEZRTfBe%2BbX9on5hwNezd23NB%2FmiCFTIqXQ1AD%2B1jfUw%3D%3D

 

Scelto e tradotto da Arrigo de Angeli per ComeDonChisciotte

 

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diamanteperdente
diamanteperdente (@diamanteperdente)
Utente CDC
8 Novembre 2021 11:14

Ormai è sempre più evidente che non esiste la notizia in se e per se, c’è solo un apparato mediatico che stabilisce che cosa sia notizia e che cosa non lo sia. Su detoxed.info ci sono molti video d programmi andati in onda su fox che citano documenti degli anni passati in cui si dimostra come già si sapesse tutto del coronavirus e come si preparasse la pandemia ad esempio, oppure scambi di mail che attestano reati da parte di Fauci e dei suoi sgherri. Semplicemente tutto questo il mainstream lo ignora, quindi non esiste. Ora anche una causa come questa, a me sembra appartenere più una lotta intestina tra i Dem che hanno le redini del tutto in questo momento, e i Repubblicani che vorrebbero sostituirli o avere più voce in capitolo. Purtroppo bisogna accettare che l’establishment non ha intenzione di smuoversi da tutto questo delirio, si parla solo di “piccoli” aggiustamenti interni negli equilibri di potere. Singolarmente si può cercare di resistere, insieme si può manifestare, ma già qui si rischiano le strumentalizzazioni. Nessuno verrà a salvarci.

nicolass
nicolass (@nicolass)
Utente CDC
8 Novembre 2021 12:58

Io sto col generale Custer.. il corpo è mio e lo gestisco io

Armin
Armin (@armin)
Utente CDC
8 Novembre 2021 17:07

Questa insistenza dei padroni del vapore, delle “élite” di puzzoni, di farci bucare per il nostro bene mi fa ridere. Ma sono così idioti o sono teste di casio????? Sono indemoniati perdenti! Quando tutto quello che deve andare male, va male……….. tu chiamale, se vuoi, frustrazioni. Ha ha ha ha ha!!!!!!!!!

BrunoWald
BrunoWald (@brunowald)
Utente CDC
8 Novembre 2021 21:05

In agosto, una corte dell’Illinois ha proibito a una madre divorziata di vedere il figlio perché non vaccinata: Rebecca Firlit si presentò all’udienza pensando che si sarebbe discusso del mantenimento del ragazzo undicenne, invece il giudice James Shapiro le revocò la custodia sebbene il padre (vaccinato) non avesse presentato alcuna obiezione al riguardo: è stata cioé una decisione unilaterale e abusiva del giudice. Il fatto che la sentenza sia poi stata revocata non cambia di molto la sostanza del problema.
Di fronte a situazioni così insensate e disumane, anche i “non complottisti” farebbero bene a interrogarsi su ciò che siamo diventati, e soprattutto sul tipo di società verso la quale avanziamo spediti. Che i lager siano dietro l’angolo, non sembrerebbe poi troppo inverosimile.

https://www.washingtonpost.com/nation/2021/08/30/chicago-vaccine-custody-rebecca-firlit/

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