Catastrofismo climatico. La grande speculazione.

Come Don Chisciotte incontra Alessandro Carità e Gianluca Gandini

Intervista ad Alessandro Carità e Gianluca Gandini, autori del dossier Catastrofismo climatico. La grande speculazione.

di Ivana Suerra, ComeDonChisciotte.org

Nikola Tesla lo aveva suggerito in tempi non sospetti: “La scienza non è nient’altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’umanità”.
Ad una figura del genere la grancassa mediatica di oggi non faticherebbe, più di tanto, ad appioppare l’etichetta di antiscientifico. Ad una figura del genere la c.d. controinformazione chiederebbe, invece, che cosa ne pensa dell’attuale ‘transizione verde’.
A pochi giorni dall’inizio dei lavori della COP26, con la spettacolarizzazione che questo evento si porta appresso, ComeDonChisciotte.org ha posto lo stesso interrogativo ad Alessandro Carità e Gianluca Gandini, autori del dossier “Catastrofismo Climatico. La grande speculazione”.
Questo studio, che ha il pregio di analizzare ‘in diretta’ uno dei temi cruciali del momento, offre un punto di vista critico su tutto ciò che gravita intorno al c.d. Green New Deal. L’intento è quello di fare chiarezza sulle modalità con cui le tematiche ambientali vengono prese a pretesto per avallare un passaggio epocale in termini di creazione e sfruttamento delle risorse energetiche.
Facendo un’analogia fra la narrazione che sottostava alle teorie economiche neoliberiste e la descrizione apocalittica che oggi accompagna le notizie sul cambiamento climatico, gli autori cercano di smontare gli annunci propagandistici sull’emergenza ambientale chiedendosi ‘cui prodest?’
Il risultato è uno studio che pone seri dubbi sulla propaganda ambientalista, sull’approvvigionamento dell’energia da fonti rinnovabili e sugli interessi che si celano dietro alla rivoluzione verde, il cui fine dichiarato è quello di correggere le tendenze pericolose dello stile di vita moderno per giungere a neutralizzare l’emissione di CO2…E bisogna “fare presto”, perché “non c’è più tempo”, perché “ce lo chiedono le generazioni future”!
Ma quanto si sa davvero sull’efficienza delle energie rinnovabili? Quanto sono affidabili? Quanto costano?
E, soprattutto, sono funzionali alle esigenze della nostra civiltà?

Tante domande, una risposta che la fa da padrona: quella del terrorismo mediatico, secondo il quale i cambiamenti climatici causati dall’uomo avranno conseguenze catastrofiche e l’uomo deve porvi rimedio in fretta!
Tutto ciò, al netto di un’analisi ponderata sulla ciclicità dell’andamento delle temperature terrestri.
Tutto ciò, al netto di un approfondimento serio sui danni ambientali collaterali (quali i saccheggi di terre rare laddove esse vengono già estratte e dove il monopolio cinese regna sovrano).
Nel frattempo, le norme comunitarie impongono regole che incentivano sempre di più le imprese impegnate nell’abbattimento delle emissioni di CO2.
Dove ci porteranno queste politiche e quali tasche ingrasseranno?
Ai posteri l’ardua sentenza.

***

Alessandro Carità

Come nasce l’idea di scrivere un Dossier che parla di temi legati all’ambientalismo?

Anni fa mi colpì, in modo particolare, un saggio di Paolo Barnard intitolato “Il Più Grande Crimine” (2012). Esso racconta la storia della manipolazione della teoria macroeconomica, con particolare attenzione agli step che hanno portato, nel corso degli ultimi 100 anni, alla problematica situazione sociale e culturale che viviamo nel tempo presente. Nel dettaglio, le “religioni economiche” dette ‘neoclassica’ e ‘monetarista’, alla base dell’osceno ordoliberismo europeo e del neoliberismo anglosassone, riuscirono a surclassare le idee e le politiche post-keynesiane che stavano trovando, nel corso dei 30 anni successivi al dopoguerra e con l’adozione delle costituzioni democratiche, il giusto compromesso tra capitalismo e welfare state.
Dopo oltre 10 anni di approfondimenti, osservazioni e libri letti sull’argomento clima – energia, trovo che le analogie con la questione economico-sociale siano inquietanti. Da una parte la teoria neoclassica, l’ideologia neoliberista, le regole monetariste, e dall’altra la teoria del Global Warming antropogenico, l’ideologia ambientalista, i modelli climatici dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change): ci troviamo di fronte agli stessi schemi, con la prospettiva di ulteriori risultati nefasti che, a ridosso della pandemia, aggraveranno la crisi della società contemporanea.
Spinto dal desiderio di fare il possibile per evitare questo scenario, e forte dell’esperienza maturata in questi anni con l’associazione MMT Italia (che nacque prendendo spunto proprio da quella ricerca di Barnard), intendo condividere questi contenuti con i contatti e le amicizie trovate lungo il cammino della lotta per l’informazione libera e qualificata. La persona che più di tutti ha mostrato di voler sostenere questa azione divulgativa è Gianluca Gandini, ingegnere e coautore di questo dossier.

Perché, secondo voi, è importante fare chiarezza sul tema energetico-climatico e divulgare la vostra analisi?

Per due ragioni molto semplici. Primo, perché c’é il grandissimo rischio che i fautori delle teorie economiche post-keynesiane si perdano appresso alle sirene ecologiste e dirigano i loro programmi di spesa pubblica verso i peggiori investimenti possibili immaginabili, come il Green New Deal. La seconda è che stavolta, a differenza della crisi economica successiva al 2008 e al 2012, o di una guerra, i cittadini possono arginare in modo più diretto questo processo attraverso le proprie scelte di consumo, o tramite la pressione sulle scelte di investimento dei Comuni e delle Regioni, istituzioni ben più abbordabili rispetto a quelle che determinano le politiche fiscali e monetarie, come ad esempio la Commissione Europea e la BCE per i paesi aderenti alla Comunità Europea.

Cosa ne pensate della COP26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2021?

Queste riunioni ricordano tanto le messe azteche in cui si invocavano sacrifici umani in cambio di una forma di pietà o clemenza divina, o la stretta del cilicio sulla coscia come segno di penitenza e lavaggio del peccato attraverso il dolore. Ebbene, in questo caso il peccato da scongiurare coincide con lo sviluppo lineare del genere umano sulla Terra e nell’Universo, una progressione attuabile solo e soltanto attraverso un’adeguata estrazione di energia dai combustibili fossili (finché ne abbiamo) e dall’atomo. La COP26, che invece predica tutto il contrario, ha le caratteristiche di un teatrino mediatico geopolitico dove i potenti della Terra si mostrano preoccupati per i mali del mondo e annunciano cambiamenti (penitenze) radicali, ispirati in questo caso ad una “divinità” scandinava di nome Greta Thunberg”. Ma i mali del mondo sono altri, li conosciamo benissimo e stanno ancora tutti lì: guerre, povertà, speculazione finanziaria, pressioni militari, dittature. In generale, l’insieme delle forme di prevaricazione e prepotenza dell’uomo sull’uomo, del più forte sul più debole, del più ricco sul più povero, del più astuto sul più ingenuo. La lotta ai cambiamenti climatici, secondo la nostra ricerca, nasconde questi mali per l’ennesima volta nella Storia.

Catastrofismo climatico. La grande speculazioneGianluca Gandini

Con quali modalità intendete diffondere al pubblico le tematiche presenti nel vostro saggio? Avete elaborato una strategia da seguire?

È una domanda a cui mi piace rispondere con una riflessione. I temi contenuti nel saggio possono essere inquadrati in un fenomeno oramai diffusissimo: quello del “no a qualcosa”. Sappiamo benissimo che, attualmente, il mainstream mediatico scredita chiunque abbia visioni alternative, o proponga spunti di dibattito, mediante l’utilizzo di etichette varie: negazionisti, ‘terrapiattisti’, no-questo, no-quello. È un metodo che funziona benissimo, come sa qualsiasi persona che abbia letto due concetti di PNL.
In questo campo, peraltro, si impiegano già strumenti mediatici avanzati, penso al personaggio di Greta Thunberg: un’icona facilmente assimilabile da tutti, l’immagine positiva della scolaretta innocente e ribelle a cui viene affidato un messaggio che fa leva su un archetipo dell’umanità: il peccato.
L’uomo, sporcaccione e inquinatore di nascita, ha peccato intensamente e sta rovinando il pianeta; adesso basta. Deve redimersi, mondare l’anima, espiare il peccato mediante il sacrificio e la sottomissione (ricorda qualcosa?). Che poi fin qui va pure bene; di inquinamento ne abbiamo prodotto sin troppo. Infatti, in questo saggio non si parla di inquinamento (la CO2 non è un gas inquinante, ma un gas traccia naturale parte dell’atmosfera e nutrimento delle specie vegetali), ma di come questo argomento venga accostato e confuso con il tema del cambiamento climatico (per noi storia del clima), che ha tutt’altra natura.
Ora, tutta questa premessa per dire che per noi è difficile individuare un analogo positivo di Greta che possa veicolare il nostro messaggio con la medesima tecnica narrativa, proprio perché è un messaggio nel quale non esiste il colpevole, il peccatore! Perciò, possiamo solo smontare pezzo per pezzo gli elementi narrativi del mainstream fornendo dati, ponendo l’accento sulla realtà empirica e su  quello che sta davvero accadendo per aprire la mente ad un pensiero critico.
La difficoltà sta nel fatto che, alla base di tutto, vi è uno sforzo di pensiero e, giocoforza, la necessità per chi legge di smontare eventuali credenze e posizioni acquisite.

Su queste tematiche avete avuto modo di confrontarvi con personalità autorevoli che possano aiutarvi a divulgare il vostro lavoro?

Lo stiamo facendo: alcuni accademici ci hanno già aiutato a stendere le argomentazioni del saggio. Mi riferisco ai professori Franco Battaglia e Nicola Scafetta, che ringraziamo, i quali hanno gentilmente messo a disposizione i dati dei loro studi, da noi rielaborati.
Stiamo prendendo contatti con tutta una serie di personalità che gestiscono canali di informazione alternativa al mainstream e che tentano, da anni, di comunicare al proprio pubblico alcune tra le tematiche relative alla climatologia. Inoltre, ci siamo confrontati con diversi studiosi dei maggiori centri di ricerca italiani che si occupano di misurazioni e monitoraggio di ghiacciai e ambienti naturali e che, quindi, sono a contatto diretto con la realtà delle cose. E proprio coloro che hanno consapevolezza diretta su ciò che accade realmente hanno manifestato entusiasmo alla lettura preliminare della bozza del nostro saggio. Sulla falsa riga di quello che è accaduto nell’ultimo secolo in un altro campo, quello economico,  il pensiero neo-liberista è riuscito a diffondersi come dominante, dapprima, nel pubblico attraverso la creazione delle Think Tank di pensiero neo-liberale, successivamente, attraverso la propaganda nelle Università e nei centri di studio e, infine, nei parlamenti e negli organi decisionali; così, analogamente, stiamo cercando di creare un serbatoio di pensiero su questo argomento. Sta qui la nostra sfida, perché tutto ciò ha bisogno di finanziamenti, di studi scientifici e di pubblicazioni che possano essere diffusi in modo capillare.

Voi non siete climatologi, studiosi dell’atmosfera, fisici, scienziati che giornalmente affrontano queste tematiche. Non pensate che ciò possa screditare il vostro lavoro di ricerca?

L’osservazione è oltremodo pertinente e, anche in questo caso, farei una riflessione riagganciandomi alla precedente osservazione su Greta Thunberg. Ha forse lei una autorevolezza che le discende dall’avere titoli accademici scientifici? I personaggi più o meno noti che si affacciano al mondo mediatico e diffondono le paure dei disastri climatici, affermando che non c’è più tempo, che bisogna agire in fretta, che il pianeta sta bruciando, sono per caso dei noti scienziati? Volendo fare degli esempi delle personalità che sono apparse nel circo mediatico per parlare di cambiamento climatico, troviamo: Al Gore, Mike Bloomberg, Leonardo Di Caprio; in Italia promulgano queste idee personaggi come Fedez e la Ferragni, non proprio dei titoli accademici di spicco.
Nella parte iniziale del saggio asseriamo che per fare una ricerca ed affrontare (almeno a questo livello) tematiche del genere non occorre essere titolati presso rinomati Istituti di Ricerca, bensì occorre quel minimo di esperienza nell’andare a cercare fonti e dati affidabili (e nel saggio sono presenti grafici e tabelle presi dagli enti ufficiali che eseguono misurazioni climatiche e nivologiche) e un pensiero libero e critico che permetta di analizzare in modo indipendente da sovrastrutture mentali la realtà empirica che ci circonda.
Non abbiamo la presunzione di dire che la nostra è la Verità Assoluta; vogliamo solo gettare un seme di dibattito, analizzando la questione da tanti punti di vista: storico, sociale, economico, logico. Questo lavoro vuole essere un punto di inizio di un percorso che magari verrà affrontato ed espanso in seguito, con la competenza e l’autorevolezza di accademici che si sentano liberi di esprimere la propria versione dei fatti, senza temere di essere isolati, screditati e additati come negazionisti. Il senso della Think Tank di cui parlavo prima dovrebbe essere proprio questo: costruire un gruppo di lavoro dove sentirsi parte di un progetto di informazione fatta su basi realmente scientifiche, fondate su un serio e costante dibattito.

NOTE

Versione integrale del dossier “Catastrofismo climatico. La grande speculazione.“, A. Carità, G. Gandini, 2021.

 

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18 Commenti
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Armin
Armin(@armin)
Utente CDC
29 Ottobre 2021 12:22

Le trovate, le idee delle “élite” occidentali sono IDIOTE.
Secondo questi “esperti”, l’uomo starebbe rovinando il Pianeta, con il riscaldamento e l’inquinamento.
Ma guardate che l’uomo sulla scala del Pianeta è molto poco.
La massa (il peso) delle alghe, la massa dei microbi, la massa degli alberi sono molto, ma molto più grandi…………………………
Comunque per assurdo, se fosse vero, l’aumento dell’anidride carbonica dovuto all’inquinamento, sarebbe una benedizione! Le foreste si estenderebbero! INCREDIBILE!!!!!!!!!!!!!!!!
La Flora è ghiotta di anidride carbonica!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Viva l’anidride carbonica!

Urogallo
Urogallo(@urogallo)
Utente CDC
Risposta al commento di  Armin
29 Ottobre 2021 23:36

La situazione dell’inquinamento è drammatica. I fenomeni di estremizzazione del clima ci sono, non si può far finta di non vedere. Semplificare forse ti fa sentire meglio per un po’ ma il problema ambientale è estremamente attuale in relazione alla nostra qualità di vita.
Dopodichè vuoi dire che stanno cercando (perchè non è detto che ci riescano) di strumentalizzare la questione climatica per portarci verso le loro (diciamo) soluzioni satanico-deliranti vedi ogm, mini nucleare, antenne dipinte di verde al posto degli alberi , vermi in tavola ecc ?? Penso siam tutti d’accordo qui… ma è indubbio che servano dei modelli nuovi di vita che partano da una riflessione su quello di cui abbiamo bisogno e di tutto ciò che invece inquina, metafisicamente e materialmente, le nostre esistenze.
Spiace vedere queste posizioni estremiste in un blog dove considero intelligenti e distinti tutti i partecipanti, anche perchè altrimenti non sarebbero qui.

Armin
Armin(@armin)
Utente CDC
Risposta al commento di  Urogallo
30 Ottobre 2021 13:16

Se mi permetti, il clima è sempre stato mutevole.
Non è merito o demerito dell’umanità. Nel 1500
iniziò la “Piccola Glaciazione” freddi tremendi alle nostre latitudini, paesini di montagna abbandonati, ecc. Non c’erano le automobili, non c’era gli intelligentoni delle “élite”. L’uomo non conta dal punto di vista chimico-fisico, ha una massa piccola.
Contano molto di più le alghe e gli alberi, e anche i microbi. Le “élite” ci fanno discutere di fatti secondari, a volte matematicamente mal posti, proprio per fregarci. La Greta è un tipico esempio di un problema fasullo mal posto! Sono alla frutta.

Bertozzi
Bertozzi(@bertozzi)
Utente CDC
Risposta al commento di  Armin
30 Ottobre 2021 15:56

Il peso delle formiche messe insieme è di molto superiore a quello degli uomini.

Armin
Armin(@armin)
Utente CDC
Risposta al commento di  Bertozzi
30 Ottobre 2021 16:49

Ben detto.

Urogallo
Urogallo(@urogallo)
Utente CDC
Risposta al commento di  Armin
30 Ottobre 2021 23:35

“Contano molto di più le alghe e gli alberi, e anche i microbi.” infatti da diversi anni si stanno alterando gravemente o addirittura distruggendo ecosistemi in maniera estesa, basta uscire di casa ad esempio per vedere che ci sono molti meno insetti, anche in termini di biodiversità (non solo api), rispetto anche solo a 20 anni fa, credete che questo non influisca sugli equilibri del pianeta, salute delle piante e nostra soprattutto ?
L’inquinamento da attività antropiche è enorme ed ha anche riflessi sul clima pur essendo la questione delle emissioni di anidride carbonica gonfiata e strumentalizzata per trascinarci verso le idee idiote di cui parlavi nel primo post.
Anche la geoingegneria pare incida sul clima molto più di quanto si pensi anche se, essendo clandestina, si hanno pochissime informazioni attendibili.

Capisco che quando vedi l’orologio-countdown al ministero della transizione marrone ad uno che ragiona viene l’orticaria..
.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Urogallo
PietroGE
PietroGE(@pietroge)
Utente CDC
29 Ottobre 2021 13:35

Questa del Green New Deal è una vera e propria truffa che serve a far dimenticare al teleutente ignorante l’impoverimento continuo non solo di quelli che sono già poveri ma anche di coloro che si illudevano di essere immuni dalla povertà. Quello che non si dice :

  1. Mentre ci caricano di tasse per l’ambiente chi inquina continuerà a inquinare imperturbato. Dal Fatto quotidiano : la Cina inquina più di Usa, India, Russia e Giappone messe insieme. E il vantaggio delle loro multinazionali sul mercato non sarà condizionato dai dazi perché per i liberisti nostrani i dazi sono anatema.
  2. Se non si mette un freno all’aumento demografico nei Paesi del terzo mondo ogni Green New Deal sarà solo una chimera. Vedere le previsioni di crescita demografica dell’ONU. Argomento tabù perché ti becchi subito l’accusa di razzismo.
  3. Anche in Italia la green economy è una bufala alla quale non crede neanche chi la propone. La Federcasa annuncia che per le case popolari : servirebbero almeno altri 300.000 alloggi. Praticamente una città. E quest’anno sono arrivati altri 50 000 immigrati nuovi. La cementificazione è assicurata. Altro che green economy.
Armin
Armin(@armin)
Utente CDC
Risposta al commento di  PietroGE
30 Ottobre 2021 14:32

Ti rispondo riguardo al punto 2).
Ho studiato molto la Demografia, i dati da diversi Paesi e società, con ricerche e calcoli, e modelli matematici.
Risultato: nonostante l’ONU si faccia in quattro, nonostante i
demografi delusi, c’è la conclusione inequivocabile: il Terzo Mondo e le zone Terzomondializzate
sono in crescita per modo di dire!!!
Non posso scendere in dettagli, per copyright, comunque, ti posso dire per es. che Harlem, il quartiere di New York si sta spopolando. Ecc. .

PietroGE
PietroGE(@pietroge)
Utente CDC
Risposta al commento di  Armin
30 Ottobre 2021 15:56

Spero che tu abbia ragione perché le previsioni circa l’aumento della popolazione mondiale dell’ONU sono catastrofiche, e l’ONU fino ad ora ha sempre sbagliato per difetto. Solamente per l’Africa si prevede una popolazione 4 volte quella attuale, e la gente già sta scappando per cercare posto in Europa.

Armin
Armin(@armin)
Utente CDC
Risposta al commento di  PietroGE
30 Ottobre 2021 16:41

Sono sicuro. Nel 1980 avevano previsto una popolazione x in Africa per il 2000. Nel 2000
questo x non è stato raggiunto (ma per parecchio!). Poi parlavano di una y per il 2020 e anche questa cifra non è stata raggiunta
(anche per moltissimo!). Ora parlano del 2050 con la cifra prevista per il 2020. Cosa vuol dire?
Che utilizzano calcoli ottimistici, ideali per la
loro propaganda e per i loro fini, o sono incompetenti. MA ESISTONO LE VARIABILI CONTRARIE, che spiegano l’andamento REALE delle curve demografiche.

danone
danone(@danone)
Utente CDC
29 Ottobre 2021 14:15

trovo che le analogie con la questione economico-sociale siano inquietanti. Da una parte la teoria neoclassica, l’ideologia neoliberista, le regole monetariste, e dall’altra la teoria del Global Warming antropogenico, l’ideologia ambientalista, i modelli climatici dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change): ci troviamo di fronte agli stessi schemi, con la prospettiva di ulteriori risultati nefasti che, a ridosso della pandemia, aggraveranno la crisi della società contemporanea

Risultati nefasti certi perchè anche la pandemia covid segue lo stesso schema, segno evidente, per non dire prova certa, che è opera loro anche lei..
una teoria virologica probabilmente quasi totalmente fasulla, o per lo meno da rivedere completamente, basata su niente di certificato e comprovato oggettivamente a detta di molti scienziati fra cui Scoglio, ideologia covidista (virus killer) conseguente, basata sulla propaganda terroristica h24, e le misure socio-sanitarie imposte, di distanziamento e tracciamento, come soluzione operativa pratica.
Lo stesso copione per tutte le operazioni monetarie, sanitarie, climatiche.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da danone
Primadellesabbie
Primadellesabbie(@primadellesabbie)
Utente CDC
29 Ottobre 2021 14:29

La questione è che, con il sistema educativo che ci ritroviamo, qualsiasi cosa tirino in ballo gli funziona.

Ha attecchito addirittura la Terra piatta!

E hanno previsto perfino un avvicendamento, per il virus hanno fatto da propulsori i Paesi Latini, per salvare il Pianeta vedrete che i capofila saranno i Paesi del Nord Europa.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Primadellesabbie
halak
halak(@halak)
Utente CDC
29 Ottobre 2021 14:32

Qualche volta mi viene da chiedermi come sia possibile. Voglio dire, se vedo Greta in televisione, la prima cosa che mi viene in mente è che mi stiano prendendo in giro con una grossolana propaganda. Mi viene quasi da sorridere. Lo stesso, peraltro, quando vedo l’alto profilo di Draghi che dice di lavorare per il mio bene. E continuo a rimanere sbalordito dal fatto che la maggior parte delle persone attorno a me non se ne renda conto. Ma come è possibile? Cosa hanno letto, sentito, detto, fatto, visto, finora? Sono miei concittadini? Da dove vengono? Devo essermi perso qualcosa.

oxalidaceae
oxalidaceae(@oxalidaceae)
Utente CDC
Risposta al commento di  halak
29 Ottobre 2021 15:42

“Voglio dire, se vedo Greta in televisione, la prima cosa che mi viene in mente è che mi stiano prendendo in giro con una grossolana propaganda.”

Ma che, davero davero?

https://t.me/HATSTRUTH/2178

BrunoWald
BrunoWald(@brunowald)
Utente CDC
Risposta al commento di  halak
30 Ottobre 2021 6:42

Non ti sei perso niente. È solo che non siamo uguali: i tuoi conoscenti non si rendono conto di cose che a te risultano evidenti perché esiste una differenza qualitativa tra le persone, ossia tra i rispettivi livelli di consapevolezza. Alcuni, innamorati dei loro ideali, non possono ammettere questo dato di fatto e si arrampicano sugli specchi per giustificarlo in qualche modo.

oriundo2006
oriundo2006(@oriundo2006)
Utente CDC
29 Ottobre 2021 16:43

Leggete questo articolo, anche se datato:
http://www.climatemonitor.it/?p=11625
e capirete rapidamente lo stato TRAGICO delle cose: il mutamento è dovuto allo sversamento di petrolio nel Mare del Messico con modifica forse irreversibile della Corrente del Golfo, questo termoregolatore globale della vita sul Pianeta.
Evidenziare questo significa mettere in primo piano la politica estrattiva criminale in fondali bassi da parte degli USA e la mancanza ( a tutt’oggi ) di validi rimedi a quanto accaduto una diecina di anni fa. Ma è troppo chiedere che dei servi vogliano mettere in causa il loro Padrone…non sia mai che la messa in stato di accusa si trasmetta ad altre ‘entità’.

FrankDax
FrankDax(@frankdax)
Utente CDC
29 Ottobre 2021 16:51

Buongiorno , che il “Catastrofismo Climatico” insieme alla sua Dea e seguaci , siano la sceneggiata Atto Secondo gestita dalla solita feccia (>1%) che gestisce l’Atto Primo , C-19 e Siero Benedetto , lo capirebbe anche un idiota , ma visto , che lo capisce il solito 5% , fa capire che razza di umanità abbiamo intorno a Noi… Basterebbe che ci fosse rimasto un Vero Giornalista , che gli facesse notare alla signorina svedese (e discepoli *retini) , che non l’ha mai sentita pronunciare una parola , sulla più Grande Azienda inquinante e consuma risorse del Pianeta (Pentagono…)… Ma forse nel suo mondo “dorato” , quello è un aspetto che non esiste , esiste solo una plebaglia inutile , che si permette di consumare le risorse che spettano a Loro , Eletti , tenutari dello scettro di Custodi (Padroni) del Mondo . Anzi , forse è meglio , se ci togliamo dai piedi in fretta , con il Nostro “rumoreggiare” fastidioso… visto che ora , la Classe Eletta può contare su IA e Robot , e Noi plebaglia non siamo più necessari… non lo sò , se esisterà una Giustizia Divina , ma per questi personaggi , me lo… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da FrankDax
uomospeciale
uomospeciale(@uomospeciale)
Utente CDC
29 Ottobre 2021 18:21

Ma quali cambiamenti climatici ? Quando ero bambino io, eravano in 3,4 miliardi al mondo mentre oggi sfioriamo i 7,867 miliardi di esseri umani. Persino in Italia le città hanno più che quadruplicato la propria superficie e si è andati a costruire a ridosso dei fiumi e in aree da sempre sottoposte a dissesto idrogelogico (alluvioni frane ecc ecc ) Non parliamo poi del resto del mondo come in Asia o India dove in meno di 50 anni modesti villaggi di pescatori sono diventati sterminate megalopoli da decine di milioni di abitanti costruite su acquitrini, paludi bonificate, deviando fiumi e disboscando aree grandi quanto intere regioni. i fenomeni meterologici “estremi” dovuti ai cambiamenti climatici esitono solo nella fantasia di Hollywood o nel marketing delle inutili aziende “green”: La realtà è che ci sono sempre stati, il clima è sempre stato uguale ad oggi, solo che se 50 anni fa si allagava un’area attorno a Shenzhen non fregava niente a nessuno, se invece succede oggi è una catastrofe con migliaia di morti, e sapete perchè? Perchè Shenzhen come centinaia altre città nel mondo 50 anni fa non esisteva. Shenzhen è passata da meno di 20.000 abitanti nel 1978 ai quasi 14… Leggi tutto »

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