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Carri armati contro il generale inverno?

DI ANTONIO DE MARTINI

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Il carro armato ha i cingoli e può muoversi su ogni tipo di terreno. Il motore di oltre 30.000 di cilindrata sfonda ogni ostacolo.
Mettendo un infermiere al posto del cannoniere e visto che l’abitacolo è climatizzato ( e c’è spazio nella stiva dei proiettili) si possono recuperare persone isolate e soccorrerle.
Ogni carro armato è dotato di apparati radio per i collegamenti e di visori infrarossi per muoversi anche nottetempo.
Sulla griglia dello scafo del carro si possono trasportare grandi quantità di alimenti per gli animali.
In TV ho visto un furgoncino FIAT con colori e targa militare. Dove credono di andare?

Ai miei tempi all’Aquila c’era di stanza un battaglione carri (54) .
Chi è che non decide?

Antonio De Martini
Fonte: www.facebook.com
Link: https://www.facebook.com/antonio.demartini.589/posts/1067533100059147?pnref=story
20.01.2017

Pubblicato da Davide

  • Davide

    Paolo Gentiloni, nelle zone terremotate e innevate, dichiara: “Siamo
    di fronte a una sorta di tenaglia senza precedenti tra un fenomeno
    meteorologico di nevicate di una intensità che non si ricordava da
    decenni e scosse sismiche di una intensità forte. Due fenomeni che si
    amplificano a vicenda”. Avete mai sentito una scemenza più scema di
    questa? I terremoti non si possono prevedere, e questo l’abbiamo capito
    (anche se vale per il quando, non per il dove, specie dopo le scosse
    seriali da agosto all’altroieri). Ma la neve e le valanghe d’inverno
    sull’Appennino centro-meridionale, Dio santo, non sono soltanto
    prevedibili: sono sicure. Lì nevica copiosamente per quasi un mese
    all’anno e i servizi meteo avevano annunciato tutto con una settimana
    d’anticipo. Altro che “tenaglia senza precedenti”: sul Corriere, Gian
    Antonio Stella racconta il terremoto lungo 14 mesi del 1702-1703, con
    scosse di 6,5-11 della scala Mercalli, nella stessa area di oggi,
    aggravate da violente nevicate nel gennaio 1703.

    Non solo: ora la neve è arrivata nei primi giorni del 2017, mentre
    Matteo Renzi e il supercommissario Vasco Errani, portatore del
    fantomatico “modello emiliano”, avevano promesso a tutti i terremotati
    di uscire dalle tende per entrare in comodi container, le famose
    “casette”, o al massimo in alberghi, “entro Natale”. Del 2016. Che
    c’entra la neve dopo se l’impegno non è stato mantenuto prima perchè le
    casette erano propaganda referendaria? Da fine agosto a dicembre le
    opposizioni hanno concesso al governo la famosa “tregua”, evitando
    polemiche e ostruzionismi sui provvedimenti legati al sisma. Ora però a
    protestare sono le popolazioni e gli amministratori locali (anche del
    Pd) per i ritardi nei soccorsi, le turbine spalaneve arrivate ieri a
    passo di lumaca, i paesi abbandonati a se stessi, gli allevatori isolati
    con il bestiame, la “riforma” della Guardia Forestale che ha di fatto
    paralizzato il servizio, i collegamenti stradali, elettrici e telefonici
    in tilt, le macerie ancora nelle strade, l’incredibile mancanza di
    liquidità per le spese di emergenza.

    Eppure i soldi ci sono, tra quelli stanziati dal governo, la
    flessibilità supplementare concessa dall’Ue e le centinaia di
    sottoscrizioni private. Ora che lo dicono anche sindaci e cittadini, le
    opposizioni cominciano finalmente a fare il loro mestiere: contestare
    l’inaudita inefficienza del governo e la distrazione dei partiti, fino a
    ieri in tutt’altre faccende affaccendati. La risposta di Pd & C.
    non è una sana autocritica per una macchina che fa acqua e si fa
    cogliere impreparata da un fenomeno sorprendente come la neve in
    montagna d’inverno: ma l’accusa di “sciacallaggio” (copyright Vincenzo
    Carbone, parlando con pardon), estesa per l’occasione ai giornali che
    osano fare il proprio mestiere, cioè raccontano la realtà dei fatti
    verificati sul posto anziché la propaganda delle parole annunciate sui
    post. Questa storia che, a ogni emergenza, le opposizioni dovrebbero
    smettere di opporsi e i giornalisti di raccontare e criticare in nome
    dell’“unità nazionale”, salvo passare per “sciacalli”, è una fesseria
    tutta italiana che dovrebbe finire. Perché alla lunga, aggrava i danni
    delle emergenze, visto che anche certi governi – specie se non sono
    controllati da opposizioni e informazione – vanno annoverati nel ramo
    catastrofi. Solo che certe catastrofi sono inevitabili, mentre i governi
    sono evitabilissimi.

    Il terremoto del 2009 in Abruzzo avrebbe dovuto insegnarci qualcosa.
    Per settimane il premier B. fece passerelle con San Guido Bertolaso
    sulle macerie e sui cadaveri del sisma per scopi puramente elettorali (a
    giugno c’erano le elezioni europee) e affaristici (il modello della
    Protezione civile gestiva ogni appalto in esclusiva, in segreto, in via
    d’urgenza e senza gare, per la gioia delle cricche delle Grandi Opere e
    dei Grandi Eventi, compresi gli imprenditori-prenditori che se la
    ridevano alle spalle dei morti), rintronando il Paese con annunci,
    promesse e baggianate, rilanciate da una corte di giornalisti osannanti,
    salvo poi lasciare sul posto le orrende e costosissime “new town”, ora
    in putrefazione, e rinunciare alla ricostruzione. Un’enorme sconcezza a
    cielo aperto, eppure invisibile a occhio nudo per il tradimento di
    opposizioni (allora di sinistra), telegiornaloni e giornaloni, spacciata
    per “tregua” e “unità nazionale”. Non funzionava nulla e si rubava su
    tutto, eppure i grandi media cantavano le gesta di una macchina
    efficientissima, trasparentissima, al di sopra di ogni sospetto. Fu
    allora che B. ebbe il picco massimo di consensi in questi 23 anni di
    carriera politica: il 25 aprile 2009, quando scoprì addirittura la
    Liberazione dal nazifascismo (ricorrenza sempre disertata fino ad
    allora) e si presentò per un comizietto a Onna – il Comune abruzzese più
    devastato – travestito da partigiano, con tanto di fazzoletto tricolore
    al collo. Alla fine, posando per una foto di gruppo fra i vigili del
    fuoco e i volontari trentini, il Caimano già in piena satiriasi non si
    accorse di una telecamera accesa e indicò una donna con aria divertita:
    “Posso palpare un po’ la signora?”. La signora era Lia Beltrami, 41
    anni, sposata, due figli, assessore della Provincia di Trento. Ma,
    siccome non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere, il centrosinistra
    non badò a queste delicatezze e si lanciò voluttuosamente nella “tregua”
    e nel “dialogo” con un coro di elogi per la “svolta moderata” del
    furbastro, benedetta persino dall’ex arcinemico Eugenio Scalfari su
    Repubblica: “È caduto il muro che aveva fin qui impedito al 25 Aprile di
    diventare una data condivisa da tutti gli italiani. Il merito di questo
    risultato spetta a Silvio Berlusconi, al discorso da lui tenuto ad Onna
    ed anche – diciamolo – a Dario Franceschini segretario del Pd, che con
    il suo pressante invito ha incitato il premier a render possibile un
    evento così importante… Una svolta è stata compiuta, sia nella
    valutazione storica della Liberazione e della Resistenza, sia nel
    riconoscimento dei principi sui quali si regge la Costituzione nella
    svolta berlusconiana”.

    Intanto B. approfittava della distrazione generale per preparare una
    nuova infornata di leggi vergogna (il bavaglio sulle intercettazioni e
    il terzo scudo fiscale) e riempiva di squinzie e veline le liste europee
    del Pdl. In mancanza di oppositori, provvide sua moglie Veronica, il 28
    aprile, a strappargli la maschera e a squarciargli il cerone, bollando
    di “ciarpame senza pudore” quelle candidature e anticipando la serie di
    scandali (Noemi Letizia, i festini nelle ville, Patrizia D’Addario e
    Ruby Rubacuori) che lo avrebbero precipitato dagli altari di Onna alla
    polvere dello sputtanamento. Ma Re Giorgio gli lanciò subito un
    salvagente, intimando a stampa e opposizioni – come se non fossero già
    abbastanza appecoronate – di sospendere ogni critica al governo fino al
    G8 di luglio: “Io capisco le ragioni dell’informazione e della politica,
    ma il mio augurio e il mio auspicio sono di una tregua nelle polemiche
    fino al G8”. E quando Di Pietro, solitario, respinse l’appello al
    mittente, Napolitano smise un’altra volta la giacchetta dell’arbitro per
    cazziarlo. Poi, finita la tregua, le inchieste giornalistiche (poche: come Draquila,
    il documentario di Sabina Guzzanti) e giudiziarie (molte) a svelare di che tangenti
    e di che sprechi grondasse il miracolo.

    Peccato che il danno ormai fosse fatto, anche per insufficienza di
    opposizione e di critica. Però la storia è maestra, ma non ha allievi o,
    se li ha, sono ciucci. Dunque rieccoci all’ennesimo terremoto con la
    solita menata della “tregua”. Spiacenti, ma non ci caschiamo: sciacallo è
    chi s’è fatto la campagna referendaria sulla pelle dei terremotati.

    Marco Travaglio
    Fonte: www,ilfattoquotidiano.it
    20.01.2017

    • Grande Travaglio !!

      • antipinko

        Grande sciacallo! Infatti è plateale come questo scrittoricchio astioso ancora non ha digerito il fatto che il suo grande nemico è ormai al tramonto e prova a metterlo in mezzo come l’insalata!
        D’inverno sull’Appennino nevica!! E allora?? Grande cialtrone internettiano?? Cosa dovrebbe fare lo stato? Presidiare ogni hotel, albergo, pensione ad evitare scosse e relative slavine? E che c’entra quel che faceva Berlusconi ai tempi d’oro??
        La verità è che il Marco è rimasto indietro di 8 anni e non si è accorto, semmai, che chi ha davvero fatto campagna referendaria sulla pelle dei terremotati è stato proprio il coacervo di cui il suo rimpianto arcinemico è stato il massimo vincitore!
        Proprio le bubbole di travaglio e dei suoi fans hanno di fatto cassato qualsiasi riforma costituzionale, presente e futura, eliminato l’unica legge elettorale in grado di far arrivare al governo gli onesti cialtroni pupilli del Travaglio e dato libera strada con ogni probabilità a un futuro inciucio renzi-berlusca con la scusa delle alleanze obbligate dalla futura, probabilissima, legge proporzionale!
        Ah Travà… non è che “non ci cascate”! Vi siete solo accorti di esservi pesantemente martellati gli zebedei per lo sfizio di vedere Minniti agli interni al posto di Alfano! E state disperatamente racimolando qualche nuovo argomento per incanalare l’indignazione del popolino!
        Lo capisce un bambino!

        • gilberto6666

          Mi ha tolto le parole, stavo giusto per scrivere “grande sciacallo”, qual’è effettivamente l’autore, ormai disorientato dal declino del suo nemico cui deve le sue fortune professionali.

        • Enrico Di Bartolomei

          Se ancora non ti passa la batosta del 4 dicembre, prendi il maalox.

          • antipinko

            E cosa dovrebbe “passarmi”? La batosta l’avete data a Renzi. che non c’è più! Ottimo!
            E poi? Che governo c’è? Quello di Renzi?? Ah no.. che scemo… ora c’è Minniti al posto di Alfano! tutt’altra musica!
            Avete “salvato” la Costituzione! Bravi! La stessa Costituzione che VIETA qualsiasi referendum propositivo (ciao ciao eruosi/euro no) e che rende facilissimo per una minornza del 25% invalidare qualsiasi referendum (non ci credi? Aspetta di vedere che fine faranno i miserandi quesiti CGIL residui… hihihi).
            L’Italia è percepita ora meno stabile politicamente e i falchi in Europa già ne approfittano.
            Il Berlusca, il vero vincitore dell’accozzaglia, è li chesta festeggiando in attesa della futura proporzionale! La casta e i boiardi esultano tranquilli che nessuno li toccherà per anni…
            Vedremo fra qualche mese cosa resterà della vostra “batosta” del capraio— non basterà il maalox, temo.

          • Enrico Di Bartolomei

            Rimandate le elezioni, ma ormai per voi è finita

          • antipinko

            Infatti proprio qualche ora fa la Consulta ha “finito” definitivamente le speranze dei caproidi. Bocciando il ballottaggio e mettendo in scena una proprozionale pura che fa fare i salti di gioia a Berlusconi e ai cespuglietti!
            Se non prendete il 40% (auguri…. ;p) qui gli unici che finiscono nell’angolo siete proprio voi!
            Bravissssimi! Grande vittoria referendaria che finalmente cambierà… Alfano con Minniti!!
            Ahahahah
            Nemmeno in Grecia si sono dovuti rodere così il calzino dopo una “vittoria” referendaria! La vostra resterà storica!
            Il referendum harakiri! Hihihi
            E’ finita per noi… si si si… stai sereno…
            Vi siete castrati da soli, come era ovvio aspettarsi da capre che si bevono le panzane di youtube come oro colato!

          • Enrico Di Bartolomei

            Certo perché se il m5s non raggiunge il 40% lo raggiungono il pd che ormai è in guerra interna e berlusconi che ormai è finito da anni.
            Più la casta governa e più regala voti al m5s, ma pensa che succederà se il m5s raggiunge il 40%, visto che è l’unico che può sperare di raggiungere quella cifra.
            Altrimenti rimaniamo cosi, cioè seguitate a pompare voti al m5s, finche non arriva al 50%.

          • antipinko

            Anche se il m5s raggiungesse il 40% alla Camera il Senato, che avete appena “salvato” voi dell’ovile indignato, resterebbe totalmente proporzionale. Quindi una palude di ostruzionismo dove le opposizioni avranno buon gioco a far saltare qualsiasi riforma.
            E comunque non illudetevi Roma è la Stalingrado a 5 stelle! Presto il movimento comincerà a mettere in chiaro le frizioni fra la parte di destrapopulista e la sinistra masiimalista.
            Siete zombie politici. Vi siete suicidati da soli in culla!
            Un bell’applauso alle capreeeee!!

          • Enrico Di Bartolomei

            Infatti dopo sei mesi sono iniziali i primi lavori di manutezione stradale e cittadina, fatti con consorsi dove hanno vinto i più onesti e meno onerosi, intanto sono usciti anche 16 milioni a Roma per il sociale a Roma voi del pd ci sbattete la faccia come con Nogarin a Livorno, ormai le vostre televisioni e media fanno l’effetto opposto, danno solo più voti al m5s.
            Addirittura avete nascosto i soldi in alcuni municipi per non far approvar e il bilancio e pensate che i romani certe cose non le sanno?
            Disperati, cominciate a preparare i soldi che dovete restituire agli italiani, manca poco.
            http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/22/roma-giunta-raggi-approva-bilancio-bis-piu-soldi-a-trasporti-e-scuole-e-spuntano-5-milioni-dimenticati-da-municipi-pd/3330498/

          • antipinko

            Le cose a Roma mi sembrano un pelo meno luminose di come vi piace bervele. Ma anche se così fosse è ovvio a chiunque che all’interno del m5s c’è un’accozzaglia di visioni molto diverse. La giunta esploderá presto.
            E di soldi da versare ai parassiti che sperano di svangarla ancora un pò ti garantisco che ne verso pure troppi, da troppo tempo.
            Comincia a rassegnarti tu a vederti tagliare la mangiatoia perchè è ora! Se non sará Renzi sarà la trojka, ma qualcosa sarà, stanne certo! ;p

          • Enrico Di Bartolomei

            Ci vogliono 6 mesi per fare i concorsi per i nuovi appalti, fra altri 6 mesi la Raggi sparrira dai tg, come Nogarin che veniva massacrato tutti i giorni, oggi che ha salvato una società fatta fallire dal pd è sparito dai tg.
            Con la Raggi sarà lo stesso, già il fatto che non parlate di sala a Milano la dice lunga su quanto siete disperati, ma se ancora non avete capito che contro il m5s queste cose non funzionano, significa che siete proprio duri di cappoccia.
            http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/14/rifiuti-livorno-ok-dei-creditori-al-concordato-nogarin-il-futuro-di-aamps-inizia-oggi-grillo-risultato-epocale/3315994/

          • antipinko

            Si, certo! Come no? A parole siete imbattibili!
            A parte che a far fallire un’azienda e poi imporre ai creditori di accontentarsi di una piccola percentuale di credito siamo capaci tutti. Ed infatti non è che tutti, tutti siano così entusiasti della “miracolosa” cura di Nogarin… ma vabbè! A me se imparate a licenziare e chiudere rami secchi certo non schifa!
            Roma è tutto un altro paio di maniche. Finora non hanno nemmeno iniziato a scalfire la crosta. Il bilancio di previsione arrangiandosi un pò si partorisce, ovvio. Quando ci sarà da decidere e pagare i “nuovi appalti” invece ne vedremo delle belle! Per mettere a posto la situazione di Roma molti piedi rimarranno pestati e sarà divertente vedere come la prenderanno i legittimi proprietari degli stessi!
            La cosa migliore per smascherare un cialtrone è sempre lasciarlo fare.
            Auguroni!

          • Enrico Di Bartolomei

            Ormai siete agli sgocciali, la realtà vi ha sbattuto in faccia e vi ha fatto male, ma molto male, se vi ha fatto male Nogarin figurarsi la Raggi, che sta al potere da appena 6 mesi, preparate il maalox.
            http://www.laretenonperdona.it/2017/01/14/lavoro-eccellente-nogarin-livorno-aamps-salva-senza-un-soldo-dei-contribuenti/

          • WM

            @enricodibartolomei:disqus e @simonesavona:disqus ora basta.

            I commenti fuori tema saranno cancellati tra poco.

            Se volete discutere di Mov5 si, no, come e quando, ci sono degli articoli appositi o il forum.
            Attenetevi al tema dell’articolo. Grazie.

          • antipinko

            il mio commento era perfettante in tema. Se permettete a uno di rispondere OT e in maniera provocatoria poi è ovvio che si deraglia.
            Comunque ok, Cancellate pure.

    • Leo Pistone

      Il Grande Travaglio dimostra ancora una volta la sua dissociazione dalla realtà.
      Quelle che lamenta sono soltanto le conseguenze del sistema da lui propagandato e sostenuto al punto tale da fondarci persino un giornale, avanguardia del darwinismo sociale sotto le mentite spoglie di periodico per individui di sinistra, che a forza di leggerlo sono diventati sinistrati.

  • Axxe73

    Carri armati per le strade di Farindola su cui a mala pena passano le automobili?!?

  • clausneghe

    Ma caro Martini, i carri armati Talioti sono impegnati a rincorrere le renne di Babbo Natale in Lapponia, non lo sai?
    Hanno finito i doni per i bimbi colorati e ora devono rapinare santa Claus, devono…
    E chissefrega dei zampognari?

    • Tizio8020

      A me ne risultano oltre 3000 fermi in deposito.
      Dato che sono lì da anni, il tempo di approntarne un paio di centinaia, direi che l’hanno avuto…

  • stefano passa

    Si un carro armato da 55 tonnellate in stradine di montagna…… vabbe
    Alcuni non si rendono conto delle fandonie che scrivono

    • PersicusMagus

      Sí, ma se glielo dici si incazzano.
      D’altra parte da noi le cazzate le fanno anche gli addetti ai lavori.
      Non so adesso ma almeno fino alla fine degli anni ottanta le esercitazioni di carri per gli allievi ufficiali della Ferrari Orsi di Caserta le facevano nella piana di Persano nei pressi di Eboli.
      Un terreno…argilloso…
      Che significa?
      Che se piove l’argilla diventa fango, il carro si impantana poi il giorno dopo c’è il sole, si secca tutto, te li ritrovi belli cementati nel terreno e l’esercitazione va a monte.
      Ma la compagnia sta lí…che fai la riporti a Caserta?
      No. Resti a Persano e o fai il bucato o giochi a carte, chiacchieri…

    • CarloBertani

      I carri d’accordo, troppo larghi e pesanti, ma i Vcc-1, i vecchi M-113 (che magari arruginiscono in qualche deposito) si potrebbero usare, pesano 9t, come un camion medio a pieno carico. Il problema è sempre nelle teste che devono pensare.

  • Italo Balbo

    Che idiozia! Carri armati in montagna …..Piuttosto i Lince o i BV 206 che però sono schierati dall’Afghanistan al Mozambico. Lungimiranza del governo targato PD: i mezzi efficienti all’estero e per le emergenze in Italia i fondi di magazzino e lo stellone.

    • mago

      Eh si.per fortuna avremo poi gli F35…

      • Italo Balbo

        Che manderemo ad avvistare nel Sahara gli immigrati da traghettare in Italia

    • Axxe73

      Ti sei dimenticato di menzionare i nostri valorosi 140 soldati in Lettonia che ci devono difendere dall’avanzata dell’armata rossa…

      • PersicusMagus

        Putin è molto preoccupato per quella minacciosa forza di interdizione.

        • Axxe73

          Si, decisamente, infatti ha creato il “Girl group” per tenerli a bada…sai com’è conosce i punti deboli degli italiani.

  • esca

    Chi e’ che non decide? L ‘inesistente stato italiano? Lo stesso invece solerte e prepotente nel perseguire gli indifesi?
    Hai fatto bene a postare questo inciso in home.

  • Piramis

    Un carro armato non ha bisogno di strade, può tranquillamente passare per i campi, è fatto per questo.
    Ma non c’è bisogno di scomodare i carri armati, quelle sono zone agricole montane e collinari, basterebbe fare un giro delle fattorie, per noleggiare i trattori che in questo periodo si grattano i cingoli.
    Con i trattori si va da qualsiasi parte e possono rimorchiare pesi elevati.
    Il problema è che siamo governati da incapaci, ladri e prostitute di partito.
    Non riescono a sbloccare 100 milioni per le emergenze, ma i 20 miliardi per salvare il culo agli amministratori incapaci del MPS, li hanno trovati di corsa.

    • mago

      Si per prendere i clandestini in libia le risorse ed i mezzi li trovano sempre,ma un elicottero per evacuare 20 persone italiane no…

  • Leo Pistone

    E che vogliamo rischiare di rovinare i preziosi carri armati per quelli che rimangono sotto i metri di neve e in preda al terremoto?
    Sarebbe interessante anche sapere come si spiegano le settimane di Buran ininterrotto, evento mai verificatosi dalle nostre parti a quanto possa ricordare.
    Allora, se i generali sono così impegnati a fare la guerra climatica contro le popolazioni che dovrebbero difendere militarmente, non possiamo pensare che poi abbiano anche il tempo per soccorrerle.

    • mago

      Certo,non lo diranno mai…come delle scosse continue..io una risposta me la sono gia`data…

  • Gino

    “si scopre che tre elicotteri del Corpo forestale di Rieti non sono potuti alzarsi in volo perché dopo lo scioglimento del Corpo, previsto dalla riforma Madia e scattato il 13 settembre, nessuno ha deciso se assegnare i mezzi ai carabinieri (che hanno assorbito la Forestale) o a i Vigili del fuoco. Così nelle ore tragiche di questi giorni, gli elicotteri sono rimasti fermi a terra, nella base dell’aeroporto Ciuffelli, come i 5 spazzaneve di Chieti.”

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/mezzi-bloccati-elicotteri-fermi-tutti-errori-e-i-ritardi-1353565.html

    “In piena emergenza terremoto e maltempo sono a terra gli elicotteri dell’ex Corpo forestale dello Stato che hanno operato fino allo scorso 31 dicembre. Si parla di almeno 7-8 mezzi parcheggiati al caldo mentre in tutto Abruzzo imperversano varie emergenze, tra neve, terremoto e migliaia di persone isolate senza corrente.”

    http://www.primadanoi.it/news/abruzzo/570658/emergenza-maltempo-abruzzo-almeno-7-elicotteri-di-soccorso-bloccati-per-problemi-burocratici.html

    Come vedete ogni discussione su carri armati o altro è superflua. Il probllema è nel cervello!

  • clausneghe

    Come si evince dai commenti si capisce che siamo in mano e ostaggi di uno Stato ladro e assassino governato da un nugolo di pagliacci incapaci persino di lavarsi il muso da soli. Questo è quanto, l^Italia se ne va tra tremiti e fragori e i “responsabili” (di aver causato questi disastri) se ne scappano, come già fecero i gerarchi con a capo il Re sciaboletta…

  • Wal78

    Tipico un carro armato di 60t sulle stradine di montagna sfondare muri di neve alti 2-3 metri. La vera questione qui è che ormai qualsiasi cosa è un dramma o un’ emergenza per sviare l’attenzione da due cose fondamentali: 1) non siamo più in grado di organizzarci e risolvere alcun problema 2) lo Stato non esiste più senza sovranità monetaria…non può nemmeno spendere il necessario per risolvere problemi emergenziali. Il resto sono tutte chiacchiere

  • Davide

    Come diceva Ennio Flaiano, “sono sempre vissuto
    fuori ma resto abruzzese perché dentro ho il pudore dei sentimenti”.
    Stavolta, però, non ce la faccio a non fare qualche considerazione
    sparsa sugli eventi che stanno colpendo la nostra terra. Neve, frane, smottamenti, terremoti, disservizi in una combinazione per certi versi inaudita.

    Andiamo per ordine, cominciando dalla neve: non credo ci sia nulla di più
    naturale che in un territorio prevalentemente montuoso nevichi a
    gennaio. Oggi tutto è emergenza. Nei posti dove
    veramente si vive di turismo montano, in Alt’Italia, la calamità
    naturale viene reclamata quando non nevica e gli impianti restano a
    secco. La neve viene sparata e mantenuta anche nelle piazzette e nei
    centri pedonali, per migliorare l’accoglienza. Da noi ci si affretta a
    spalare e gettare sale per non interrompere l’inutile, orrendo carosello
    di auto dei frequentatori dei bar. Poi si chiudono gli accessi alle stazioni sciistiche.

    Faccio una sorta di pendolarismo settimanale da oltre trent’anni e non ho mai neanche pensato alla possibilità di
    autostrade e ferrovie chiuse per neve. I vecchi carrozzoni statali
    davano lavoro alle manovalanze che, almeno, garantivano il servizio in
    ogni caso. I tagli di mezzi e lavoratori imposti dalle costosissime
    gestioni private fanno sì che alla minima intemperie il servizio si blocchi, garantendo bei risparmi agli azionisti e lasciando a piedi gli utenti tartassati tutto l’anno.

    Frane e smottamenti sono la logica conseguenza di decenni di aggressione indiscriminata al territorio con disboscamenti, abusivismo, cementificazioni e così via.
    Oggi si piange sulle vittime, ieri si sarebbe dovuto sanzionare
    prontamente e severamente l’edificazione selvaggia,
    demolendo le costruzioni prima dei danni. Il dissesto idro-geologico sta
    erodendo il nostro bel Paese ma ci ritroviamo governi capaci di
    bloccare ogni attività per un anno in vista di una personalissima
    scommessa referendaria. Con giornali e media al seguito.

    Sui terremotipersiste un antico sentimento misto di rassegnazione all’ineluttabilità
    della disgrazia e superstizione condita di timori divini e invocazione a
    madonne e santi protettori. Credo sia quasi ora di prendere atto delle
    purché deboli conoscenze scientifiche a nostra disposizione: l’orogenesi è semplicemente la formazione delle montagne in seguito a spostamenti della crosta terrestre. Per farla breve, l’Appennino è maledettamente sismico: i
    terremoti in questa zona, senza scimmiottare esternazioni di dubbia
    scientificità, sono prevedibilissimi. Invece di buttar soldi (che
    finiscono nelle solite mangiatoie) per le emergenze, uno Stato del terzo
    millennio potrebbe puntare a incentivare la messa in sicurezza di tutto il patrimonio abitativo, a partire da quello demaniale. Ridando anche fiato al settore edilizio.

    Intutto questo, la cosa che davvero dovrebbe destare stupore è che,
    parlando sempre comunque di una ricca società occidentale, per un minimo
    di maltempo ampiamente previsto intere porzioni di territorio sono rimaste senza elettricità e senza acqua (!).

    Ora siamo in piena emergenza e una voce come la mia, dissonante dai peana
    filo-governativi spesso accompagnati da retorica nostalgica dei bei
    tempi in cui faceva veramente freddo e tutti andavamo a lavorare a piedi, può esser bollata con l’epiteto di sciacallo.
    Lo stesso si faceva ai tempi in cui Berlusconi faceva passerelle sulle
    macerie dell’Aquila. Sta costruendo le case in tempi record, ci
    dicevano. Poi pare che quegli appalti fossero truccati, i costi come al
    solito lievitati, le case deteriorate in tempi altrettanto record. E il
    meraviglioso, vitalissimo centro della città stenta ancora a ripartire;
    se e quando lo farà, sarà solo grazie alla fierezza e tenacia dei veri
    abruzzesi, che sono quelli dei soccorsi, per intenderci.

    Giovanni Iacomini
    Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it
    Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/20/terremoto-e-maltempo-riflessioni-di-uno-sciacallo-abruzzese/3328775/
    20.01.2017

    • mago

      Si copi il modello Svizzero di Protezione Civile e quello Militare che forma compagnie addestrate in modo specifico per questi casi…si copi il modello Cinese nel trattare quanti si macchiano di reati contro lo Stato…ma forse chiedo troppo.

    • rocks

      quoto in pieno
      purtroppo l’uomo non pensa al difficile domani ma al facile immediato guadagno. Manca purtroppo coscienza della nostra fragilità di fronte agli eventi naturali. Accettiamo l’evidenza che pur di spendere meno o di avere una bella vista siamo disposti a correre rischi capitali. E l’ignoranza è solo parziale scusante.

  • Toussaint

    Da marchigiano, premetto che ha ragione chi sostiene che la neve non è un fatto imprevedibile dalle nostre parti. Lo spazio che va da Pesaro a Termoli è la “porta” della neve, con il fulcro forse su Pescara. E’ facile trovare neve anche sul bagnasciuga, figurarsi in collina e peggio ancora in montagna.

    Il problema, per essere un po’ costruttivi, non è quello dei carri armati sulle strade. Fino a qualche anno fa il “non problema” della neve d’inverno era una questione di routine. Perché? Perché c’erano le Province, che anche di questo si occupavano. Fra Comune e Regione è necessario un ente intermedio. Se proprio si doveva eliminare qualcosa, allora sarebbe stato meglio eliminare le Regioni (i loro compiti, essenzialmente la sanità, potrebbero facilmente essere suddivisi su base provinciale, oltretutto a costi inferiori).

    Tempo fa il Presidente della Provincia, dotato dei mezzi finanziari adeguati (poca roba rispetto al bilancio dello Stato), avrebbe previsto una serie di accordi con società private che, in appoggio ai mezzi pubblici, sarebbero intervenute per sgombrare le strade (quante volte i miei ex colleghi l’hanno fatto!). Così si faceva ed i disagi erano molto limitati, in una città e in una provincia che, come le mie, di neve e di terremoti se ne intende, suo malgrado.

    ll comune da solo non ce la fa, la Regione non è attrezzata (oltre che essere lontana, in tutti i sensi), mentre la protezione civile funziona bene nell’eccezionalità, ma nella routine (perché la neve è routine) andavano bene le Province. Già, ma a chi lo dico?

    P.S. Non comincio nemmeno il discorso, che però sarebbe da fare (e che forse sarebbe il più importante), fra Enti locali e Vincolo Esterno. Ormai è diventato persino noioso.

    • rocks

      Anche a me invocare carri armati sembra una grossa cazzata, mezzi pesanti su cingoli su pendi innevati…
      A me sembra piuttosto che in generale la gestione della cosa pubblica è sempre impreparata all’evento eccezionale, anche se previsto. Quando nevica forte, forse, non è possibile tenere sgombre le strade. Semplicemente perché se io devo pulire 10 km di strade e magari ci metto un’ora, quando ho finito da una parte la situazione dalla parte opposta sarà pari a quella iniziale. Non dimentichiamo che anche il trattore può andare in difficoltà. Il problema non sono le strade che saranno impraticabili per qualche giorno (basta stare in casa). Il problema è casomai la linea elettrica che in luoghi così forse dovrebbe essere interrata? La mancanza di acqua idem. Il basso standard sismico delle abitazioni. Il problema è che non si sono mai affrontati seriamente problemi che ci sono da sempre. Per cui il destino di queste regioni è quello di spopolarsi o di vivere lottando contro la natura.

  • RUteo

    Cazzate armate a cingoli !

  • Gianni Bi

    Sig. Antonio Lei ha ragione, ma ho la sensazione che non siamo neanche più padroni dei nostri mezzi corazzati. E le nostre autorità militari prima di concedere il permesso di mettere in moto un mezzo devono chiedere il nulla osta oltre l’Atlantico.

    • 999

      La sua deve essere una certezza.
      L’art 11 della costituzione impone che le armi in dotazione a quello che fù l’esercito italiano siano realizzate in maniera di non consentire un’azione offensiva:Di attacco.
      I carri armati Leopard erano progettati in maniera da poter sparare solo stando fermi non quindi in una condizione di avanzata o invasione ma solo in condizione di difesa.

  • il gobbo

    Salve, parlando con un mio amico ce abita in Svizzera in montagna in in
    paesino di nemmeno mille abitanti ad una altezza di circa millecinquecento m.
    di come sia rimasto perplesso dei malfunzionamenti della Protezione Civile e
    altre forme di intervento in caso di forte maltempo annunciato con un certo
    anticipo, mi ha detto che quando nevica, loro non lasciano mai accumularsi
    sulle strade anche secondarie più di venti cm. di neve, gli spazzaneve con
    spargitori di sale installati dietro i mezzi, questi mezzi in rotazione continua
    garantiscono una mobilità eccezionale sulle strade, Mi chiedo: non sarebbe
    opportuno fare fare un tirocinio a questi “fenomeni” che dovrebbero gestire
    queste calamità, cioè mandarli in un Paese nordico per vedere ed imparare
    da chi è costantemente soggetto a simili situazioni, o è domandare troppo.
    La pigrizia e troppi galli nel pollaio e a farne le spese sono i “polli” italiani…

    • mago

      Penso spesso che non siamo andati sulla Luna..se dopo 2000 anni con le tecnologie di oggi non riusciamo a stare sulla terra…sulla Svizzera ha ragione.

    • Antiquato

      Ma guardi che dalle mie parti , non solo in Svizzera , si fa così, i comuni appaltano il servizio neve ai proprietari di pale gommate che ogni volta che nevica continuano a percorrete il tratto di loro competenza e lo tengono pulito.

  • Pyter

    Brutta bestia la neve. L’ultima volta che hanno usato carri armati contro la neve è stato nel 44, quando i tedeschi andarono in Russia; non è andata molto bene e da quella volta più nessuno si è azzardato.
    Si potrebbe tentare con dei droni caricati a sale.

  • Enrico Di Bartolomei

    Basterebbe usare questi che si trovano anche di stanza nella regione
    https://www.youtube.com/watch?v=U5Xpe9EHXyk
    https://www.youtube.com/watch?v=odc_EPdo1RU
    Ma si vede che le nostre forze armate non hanno neanche i soldi per il carburante, visto che si mangiano tutto a stipendi e corruzzione.