BUSH STA PER ATTACCARE L'IRAN: PERCHE' GLI AMERICANI NON LO VEDONO?

DI PAUL CRAIG ROBERTS
Information Clearing House (ICH) Blog

Il pubblico Americano e il Congresso Statunitense si
stanno dando da fare per contrastare la determinazione del Regime Bush a
intensificare la guerra in Iraq. Una massiccia dimostrazione di protesta è
in corso oggi a Washington DC, e il Congresso sta esprimendo il proprio
disaccordo nei confronti della decisione da parte di Bush di intensificare
la guerra in Iraq.

Tutto questo va benissimo. Tuttavia, non viene preso in nessuna
considerazione il vero problema, che è quello del profilarsi di un attacco
del Regime Bush sull’Iran.

Invece di porre fine ad una guerra, Bush è in procinto di iniziarne
un’altra. Il mondo intero lo sa e nell’ambito di numerosi forum sta
discutendo l’attacco all’Iran che è stato pianificato da Bush. Sono solo gli
Americani che non l’hanno capito. Un manipolo di Senatori ha dichiarato che
Bush non deve attaccare l’Iran senza ottenere l’approvazione del Congresso,
e numerosi commenti pubblicati su Internet rivelano la consapevolezza che
esiste a livello mondiale sul fatto che l’Iran è nel mirino del Regime Bush.
Ma il Congresso e i Media – nonchè la dimostrazione a Washington – sono
invece concentrati sull’Iraq.Che cosa si può fare per far innalzare il grado di consapevolezza degli
Americani fino al livello del resto del pianeta?

A Davos, in Svizzera, il meeting del World Economic Forum, una conferenza
durante la quale vengono discusse questioni che hanno a che fare con la
globalizzazione economica, si è aperto il 24 Gennaio con una discussione
riguardante l’attacco sull’Iran pianificato da Bush. Sia il Segretario
Generale della Lega delle Nazioni Arabe che banchieri e uomini d’affari
provenienti da paesi che sono alleati degli USA, come per esempio il Bahrain
e gli Emirati Arabi Uniti, hanno tutti lanciato l’allarme sull’attacco in
arrivo e sulle conseguenze catastrofiche che avrebbe per il Medio Oriente e
per il mondo intero.

Scrivendo per Global Research [24 Gennaio], il Generale Leonid Ivashov, vice
presidente dell’Accademia sugli Affari Geopolitici ed ex Capo di Stato
Maggiore dell’Esercito Russo, ha predetto un attacco nucleare Americano
sull’Iran per la fine di Aprile. Il Generale Ivashov ha presentato il
ragionamento neo conservatore che è alla base dell’attacco e ha concluso che
le varie dimostrazioni che si stanno svolgendo a livello mondiale non
saranno in grado di fermare l’attacco Statunitense all’Iran.

Ci sarà shock e indignazione, ha concluso il Generale Ivashov, ma gli USA la
faranno franca. Scrive:

“Nel giro di poche settimane assisteremo alla messa in moto della macchina
per la guerriglia dell’informazione. L’opinione pubblica è già sotto
pressione. Ci sarà una crescente isteria militarista anti-Iraniana, nuove
fughe di notizie, disinformazione, ecc… Le probabilità di una aggressione
Statunitense contro l’Iran sono estremamente alte. Quello che non è chiaro,
tuttavia, è se il Congresso Statunitense autorizzerà o meno la guerra.
Potrebbe volerci una provocazione per eliminare un tale ostacolo [come per
esempio un attacco su Israele o su obiettivi USA comprese le basi militari].
Il livello di questa provocazione potrebbe essere paragonabile a quello
degli attacchi dell’11 Settembre a New York. In questo caso il Congresso
senza alcuna ombra di dubbio darà la propria approvazione al Presidente
degli Stati Uniti”.

Il Regime Bush ha fatto chiaramente intendere di essere convinto che Bush ha
già l’autorità necessaria per attaccare l’Iran. Il Regime sostiene che
questa autorità è parte dei poteri che Bush detiene in quanto
comandante-in-capo. Il Congresso ha autorizzato la guerra in Iraq, e recenti
dichiarazioni pubbliche di Bush hanno spostato la responsabilità della
insurrezione Irachena da Al Qaeda all’Iran. L’Iran, ha dichiarato Bush, sta
uccidendo i soldati Statunitensi in Iraq. l’Iran è quindi coperto dalla
autorizzazione per la guerra in Iraq.

Sia Bush che Cheney hanno fatto chiaramente intendere nelle loro
dichiarazioni pubbliche che ignoreranno qualunque opposizione da parte del
Congresso ai loro piani di guerra. Per esempio, CBS News ha riportato [25
Gennaio] che Cheney ha dichiarato che una risoluzione del Congresso contro
la intensificazione della guerra in Iraq “non ci fermerà”. Secondo la
Associated Press e Yahoo News, Bush ha respinto la disapprovazione del
Congresso con la seguente dichiarazione, “Sono io quello che decide.”

Tutto è pronto per scatenare un attacco sull’Iran. Due portaerei di attacco
sono state dispiegate nel Golfo Persico, altre portaerei di attacco USA sono
state spostate dalla Turchia e da altri paesi dell’area in prossimità dei
confini Iraniani, sistemi di difesa anti missilistica Patriot sono stati
spostati da tutto il Medio Oriente per proteggere gli impianti petroliferi e
le basi Statunitensi dalla rappresaglia dei missili Iraniani, e crescenti
quantità di disinformazione che sostengono la responsabilità Iraniana per la
insurrezione in Iraq sono date in pasto al facilmente influenzabile Sistema
Mediatico USA.

Il Generale Ivashof e tutti in Medio Oriente e la conferenza sulla
globalizzazione di Davos in Europa capiscono benissimo quale sia l’agenda
del Regime Bush.

Perchè gli Americani non riescono invece a capire?

Perchè il Congresso non ha fatto sapere a Bush e a Cheney che verranno messi
immediatamente in stato di accusa – impeachment – se daranno inizio ad una
guerra su più larga scala?

Immagine di apertura: ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA IN… IRAN. Bush: “Così, quando Dio mi disse di invadere l’Iraq, semplicemente ci fu un refuso…”

Paul Craig Roberts
Fonte: http://www.ichblog.eu
Link: http://www.ichblog.eu/content/view/132/2/
27.12.2006

Traduzione a cura di Melektro per www.radioforpeace.info &
www.comedonchisciotte.org

2 Comments
  1. helios says

    Probabilmente hanno perso di vista, nella scala dei valori, quello che è primario e quello che è secondario.

  2. nettuno says

    L’allarmismo è più che giustificato. Non so con che carte il Cespuglio giocherà la partita includendo necessariamente anche  Israele. Penso che i tempi si allungheranno per via del Libano non dominato a dovere.

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