Assad, Hersh e Sherlock Holmes

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DI URI AVENRY

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Uri Avnery è un giornalista, un autore e un ex-membro della Knesset. Ed è anche, specie molto rara, un attivista pacifista che si oppone costantemente alla sistematica politica massimalista del Governo israeliano; non è certo, parlando con rispetto, un amico del primo ministro Netanyahu. Non è neanche un amico del siriano Assad che considera un dittatore. Gli riconosce tuttavia, in quel tornado che è il sanguinoso disordine della Siria e dei suoi dintorni, un ruolo di stabilizzatore e di riunificatore, che fa sì che lui, Avnery, si opponga alla cieca politica estremista di sostegno al terrorismo islamista anti-Assad del governo israeliano.

In questo testo, ripreso il 30 giugno 2017 da “antiwar.com”, di cui egli è un collaboratore regolare (“Leggete altri articoli di Uri oppure visitate il suo website”), esamina il dossier dell’attacco chimico del 4 aprile che ha provocato la risposta degli Stati Uniti il 6 aprile e che ha ispirato molto recentemente (si veda il 26 giugno 2017) un articolo dettagliato di Seymour Hersh. Senza pretendere un secondo di essere un conoscitore di questo affare e in generale dell’ambiente operativo delle False Flag, Avnery mette in evidenza due cose:

* Il Semplice buon senso tipo Sherlock Holmes, suggerito dalle circostanze, rende completamente assurdo l’accusa subitanea, senza alcuna verifica, lanciata contro Assad immediatamente dopo l’attacco chimico del 4 aprile.

* La difficoltà che ha avuto Seymour Hersh, Il più grande giornalista di inchiesta degli Stati Uniti fin dagli anni ‘70, a pubblicare il suo articolo estremamente documentato che dimostra che Assad non è affatto implicato. Questa sorprendente circostanza , tanto è scandalosamente impudente, dimostra secondo Avnery lo stato mostruoso di censura, di stupidità e di vigliaccheria, di finzione e di cecità della stampa anglosassone.

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Il bizzarro caso di Bashar al Assad

Conan Doyle, il creatore del leggendario Sherlock Holmes, avrebbe intitolato una sua storia a proposito di questo incidente “Il bizzarro Caso di Bashar al Assad”.

È bizzarro lo è proprio.

Riguarda il i pessimi Comportamenti di Bashar al Assad, il dittatore siriano, che ha bombardato il suo stesso popolo con il Sarin, un gas nervino, causando l’orribile morte delle vittime. Come tutti nel mondo, ho sentito di questa impresa pazzesca poche ore dopo che è successa. Come tutti, sono stato scioccato. E poi…

E poi io sono un giornalista d’inchiesta professionista. Per 40 anni della mia vita sono stato caporedattore di una rivista settimanale di inchieste, che ha raccontato quasi tutti i maggiori scandali di Israele durante quegli anni. Non ho mai perso un’importante causa di diffamazione, anzi sono stato raramente chiamato in causa. Ricordo questo non per vanto, ma per dare una certa autorevolezza a quello che sto per dire.

Nel corso degli anni ho deciso di pubblicare migliaia di articoli di inchiesta, inclusi alcuni che riguardavano le persone più importanti di Israele. E’ meno noto che ho anche deciso di non pubblicare molte centinaia di altre inchieste, che mi sembrava mancassero della necessaria credibilità.

Come decidevo? Bene, prima di tutto chiedevo delle prove. Dov’è la prova? Chi sono i testimoni? C’è una documentazione scritta?

Ma c’era sempre qualcosa che non può essere definito. Oltre ai testimoni e ai documenti c’è qualcosa dentro la testa di un redattore che dice a lui, o a lei: aspetta, qui c’è qualcosa di sbagliato. Manca qualcosa. Qualcosa non suona giusto.

È una sensazione. Chiamatela una voce interiore. Un tipo di intuizione. Un avvertimento che vi dice, nel momento stesso in cui sentite per la prima volta parlare dell’avvenimento: attenzione. Controlla e ricontrolla.

Questo è ciò che mi è capitato quando ho sentito per la prima volta il 4 aprile che Bashar al Assad aveva bombardato Khan Sheikun con gas nervino.

La mia voce interiore suggeriva: aspetta. C’è qualcosa di sbagliato. C’è puzza di bruciato.

In Primis, tutto andava troppo in fretta. Solo poche ore dopo l’avvenimento, tutti sapevano che era Bashar il responsabile.

Naturalmente, era Bashar! Non Servivano prove. Non c’era bisogno di perdere tempo a controllare. Chi altri se non Bashar?

Bene, c’è un mucchio di altri candidati. La guerra in Siria non è tra due contendenti. E neppure tra tre o quattro. È quasi impossibile contare i fronti.

C’è Bashar, il dittatore, e i suoi alleati più vicini: la Repubblica islamica dell’Iran e il Partito di Dio in Libano (Hezbollah) entrambi sciiti. C’è la Russia che lo sostiene da vicino. Ci sono gli Stati Uniti, il nemico lontano che sostiene mezza dozzina (ma chi le conta?) di milizie locali. Ci sono le milizie curde, e c’è naturalmente Daesh (O Isis, o Isil o Is), lo Stato islamico dell’Iraq e al-Sham (al-Sham è il nome arabo per la grande Siria).

Questa non è una guerra pulita di una coalizione contro un’altra. Tutti combattono contro tutti a fianco di qualcun altro. Gli americani e i russi con Bashar contro Daesh. Gli americani e i curdi contro Bashar e i russi. Le milizie “ribelli” l’una contro l’altra e contro Bashar e l’Iran. E così via. (Da qualche parte c’è Israele anche ma… silenzio).

Così in questo bizzarro campo di battaglia come potrebbe qualcuno dire in pochi minuti dopo l’attacco con il gas che è stato Bashar a farlo?

La logica politica non punta in quella direzione. Ultimamente Bashar stava vincendo. E non aveva nessuna ragione per fare qualcosa che avrebbe messo messo in imbarazzo i suoi alleati, specialmente i russi.

La prima questione che avrebbe posto Sherlock Holmes sarebbe: Qual è la motivazione ? Chi ha qualcosa da guadagnarci?

Bashar non aveva nessuna motivazione. Poteva solo perderci a bombardare i suoi concittadini col gas.

Naturalmente A meno che sia pazzo. E non c’è niente che lo faccia pensare. Al contrario sembra essere pienamente consapevole. Anche più normale di Donald Trump.

Non mi piacciono i dittatori. Non mi piace Bashar al-Assad, dittatore figlio di un dittatore. ( Assad tra parentesi significa leone.) Ma capisco perché è lì.

Fino a molto tempo dopo la prima guerra mondiale, il Libano era una parte dello stato siriano. Entrambe le regioni sono un miscuglio di sette e di Popoli. In Libano ci sono i Cristiani Maroniti, i Greci Melchiti, i Greci Cattolici, i Cattolici Romani, i Drusi, i Musulmani Sunniti, i Musulmani Sciiti, e diversi altri. Gli ebrei per lo più se ne sono andati.

Tutti questi sono presenti anche in Siria, con l’aggiunta dei Curdi e dei gli Alawiti, i seguaci di Ali, che potrebbero essere musulmani o no (dipende da chi parla). La Siria è anche divisa dalle città che si odiano reciprocamente: Damasco, la capitale politica e religiosa e Aleppo, la capitale economica, con alcune città- Homs, Hama, Latakia- tra le due. La maggior parte del paese è desertica.

Dopo molte guerre civili, i due Paesi hanno trovato due soluzioni diverse. In Libano, hanno accettato un accordo nazionale che stabilisce che il presidente è sempre un Maronita, il primo ministro è sempre un Musulmano Sunnita, il comandante dell’esercito è sempre un Druso e il presidente del Parlamento, una carica senza poteri, è sempre uno Sciita. (Finché non è comparso Hezbollah, gli Sciiti erano sullo scalino più basso della Scala).

In Siria, un posto molto più violento, hanno trovato una soluzione diversa: una specie di dittatura accettata. Il dittatore fu scelto prendendolo una delle sette meno potenti: gli Alawiti.

(Gli amanti della Bibbia ricorderanno che quando gli Israeliti scelsero il loro primo re, scelsero Saul, un membro della tribù più piccola.)

E’ questa la ragione per cui Bashar continua a comandare. Le diverse sette e regioni del paese hanno paura l’una dell’altra. Hanno bisogno del dittatore.

Che cosa sa Donald Trump di questo groviglio? Un bel niente.

È stato profondamente scioccato dalle foto delle vittime dell’attacco con il gas. Donne! Bambini! Bei neonati! Così ha deciso all’improvviso di punire Bashar bombardando uno dei suoi aeroporti.

Dopo aver preso la decisione ha riunito i suoi generali. Che hanno obiettato flebilmente. Lo sapevano che Bashar non era coinvolto. Invece di essere nemici, le aviazioni americana e russa in Siria lavorano in stretta collaborazione, un altro dettaglio bizzarro, per evitare incidenti che possano innescare la terza guerra mondiale. Così sono informati di tutte le missioni. L’ aviazione siriana è parte di questo accordo.

I generali sembrano essere più o meno l’unico gruppo normale intorno a Trump, ma Trump ha rifiutato di ascoltare. Così hanno lanciato i loro missili per distruggere un aeroporto siriano.

Gli americani erano entusiasti. Tutti gli importanti giornali anti-Trump, guidati dal New York Times e dal Washington Post, si sono affrettati a esprimere la loro ammirazione per il suo genio.

E qui arriva Seymour Hersh, un giornalista di inchiesta conosciuto in tutto il mondo, l’uomo che ha illustrato i massacri americani in Vietnam e le camere di tortura americane in Iraq. Egli ha esaminato in profondità l’incidente ed ha trovato che non c’è assolutamente nessuna prova, e quasi nessuna possibilità, che Bashar abbia usato gas nervino in Khan Sheikoun.

Che cosa è capitato poi? Qualcosa di incredibile: tutti i famosi giornali americani, compreso il New York Times e il New Yorker hanno rifiutato di pubblicare. E altrettanto ha fatto la prestigiosa London Review of Books. Alla fine ha trovato rifugio in Germania presso Welt am Sonntag.

È questa la vera storia per me. Ci piacerebbe credere che il mondo, -e specialmente il “Mondo occidentale”- sia pieno di giornali onesti, che fanno inchieste approfondite e pubblicano la verità. E non è così. Certo, probabilmente non mentono consapevolmente. Ma sono inconsapevolmente prigionieri della menzogna.

Alcune settimane dopo l’incidente una radio israeliana mi ha intervistato al telefono.        L’intervistatore, un giornalista di destra, mi ha chiesto dell’ignobile uso del gas fatto da Bashar contro i suoi stessi sudditi. Ho risposto che non avevo trovato prova della sua colpevolezza.

L’intervistatore era chiaramente scioccato. Ha cambiato velocemente argomento. Ma il suo tono di voce tradiva i suoi pensieri : “Ho sempre saputo che Avnery era un po’ matto , ma adesso è matto da legare.”

Come il buon vecchio Sherlock, non so chi è stato. Forse, dopo tutto, Bashar. Ma so soltanto che di questo non c’è assolutamente nessuna prova.

 

Uri Avnery

Fonte: www.dedefensa.org

Link: http://www.dedefensa.org/article/assad-hersh-sherlock-holmes

4.07.2017

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di GIAKKI49

 

 

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