Ascorbato di potassio, una risorsa in più per i pazienti oncologici (e non solo)

di Valentina Bennati
comedonchisciotte.org

Quando l’evidenza impone certi fatti, allora la ragione e l’etica obbligano a indagare. Si scopre così che c’è una storia che merita di essere conosciuta, quella dell’ascorbato di potassio, molecola individuata dal chimico fiorentino Gianfrancesco Valsé Pantellini alla fine degli anni ’40 del secolo scorso grazie a un ‘errore’.

Siamo a Firenze nel primo dopoguerra. Un orefice di nome Giovanni che Valsé Pantellini conosceva bene si ammalò di un tumore allo stomaco. Fu dichiarato inoperabile e non gli restavano che pochi mesi di vita. Siccome soffriva di forti dolori allo stomaco, Valsé Pantellini gli consigliò delle limonate con del bicarbonato ma, dopo un anno, quando – preoccupato per il suo stato di salute – andò a trovarlo a casa, lo trovò completamente ristabilito. Sorpreso, gli chiese allora che cura avesse mai fatto e lui gli rispose che continuava a prendere solo le limonate con il bicarbonato, cosa che stava facendo proprio in quel momento. Valsé Pantellini guardò incuriosito il barattolo da cui Giovanni attingeva con un cucchiaino la piccola dose di bicarbonato e si accorse che quel barattolo aveva un aspetto insolito, lo girò per leggere l’etichetta e si accorse che era sì bicarbonato, ma di… potassio!

Sul momento Valsé Pantellini pensò che avessero sbagliato le radiografie e andò a Careggi a parlare con il medico che le aveva fatte, invece no, erano proprio giuste: la lesione era sparita. Allora cominciò a ragionare sull’accaduto e scovò una vecchia ricerca fatta da Moraweck e Kishi nel 1932, i quali avevano messo in evidenza l’alta percentuale di potassio all’interno delle cellule sane e la bassa percentuale di potassio nei tessuti neoplastici dei portatori di tumori maligni.

Da quel momento è iniziata l’avventura dell’ASCORBATO DI POTASSIO. Il primo lavoro scientifico del Dott. Pantellini è stato presentato e pubblicato sulla Rivista di Patologia Medica nel 1970, ben 22 anni dopo quel fatto così significativo e dopo molti malati ‘passati dalle sue mani’. Chi lo ha conosciuto bene lavorando al suo fianco dice che Pantellini faceva parte di quella schiera di persone che prima di parlare aveva necessità di verificare, sperimentare, analizzare. Così solo quando è stato ragionevolmente sicuro della credibilità e riproducibilità dei suoi dati ha deciso di presentare ufficialmente il frutto del proprio lavoro.

A quel lavoro ne è seguito solo un altro, pubblicato quattro anni dopo (1974) sempre sulla stessa rivista.

E poi niente altro, se si eccettua la pubblicazione da parte di Andromeda del suo ultimo lavoro: ‘Il cofattore K+, 50 anni di ricerca e terapia contro i tumori’.

Di fronte alle richieste di nuove pubblicazioni la sua risposta era sempre la stessa: “Quello che dovevo dire l’ho detto. Io non ho tempo da perdere scrivendo, devo lavorare!”. Intendendo, con questo, che doveva dare risposte alle tante persone che continuamente si rivolgevano a lui. “Ora sta agli altri verificare”, aggiungeva.

E così è stato. Altri, negli anni, hanno verificato e nel 2000 è nata la Fondazione Internazionale Valsé Pantellini per la Ricerca e lo Studio delle Malattie Degenerative a cui, grazie al passaparola, nel tempo si sono rivolte centinaia e centinaia di persone.

Il Dottor Guido Paoli, fisico, ne è il responsabile scientifico, lo ringraziamo per aver accettato di fare questa intervista.

 

Dottor Paoli ci sono molti modi per aiutare il nostro organismo – e il sistema immunitario in particolare – a  ‘lavorare’ nel modo migliore possibile. Nel vasto ventaglio di queste possibilità rientra anche l’ascorbato di potassio, di che si tratta e come funziona questa sostanza?

“L’ascorbato di potassio è un sale derivato dalla vitamina C che si ottiene miscelando estemporaneamente a freddo, in 20 cc di acqua (circa un dito) e a stomaco vuoto: 150 mg di acido ascorbico e 300 mg di bicarbonato di potassio. Il metodo si basa sul potassio, che è ‘l’attore principale’ del metodo Pantellini. Questo elemento deve stare a determinate concentrazioni all’interno delle cellule, dove svolge azioni fondamentali: regolazione del metabolismo, attivazione di enzimi e proteine, stabilità genetica. L’acido ascorbico ha la fondamentale funzione di trasportatore, ed è così importante perche è in grado di permettere l’entrata del potassio nella cellula anche se le pompe sodio/potassio (preposte a regolare i movimenti di questi due elettroliti per ripristinare le corrette concentrazioni all’interno ed all’esterno delle cellule) fossero ‘fuori uso’ a causa dei meccanismi di stress ossidativo. Da quasi 20 anni il composto è stato integrato con 3 mg di Ribosio, che agisce come ‘turbo’ per velocizzare l’entrata del potassio nelle cellule”.

In questi anni il vostro lavoro è stato supportato da fatti, dati e ricerche scientifiche?

“Sì, abbiamo attivato varie collaborazioni con vari professionisti e con strutture pubbliche e private. La ricerca ‘sul campo’ è stata portata avanti dalla Prof.ssa Cecilia Anichini, pediatra e genetista dell’Università degli studi di Siena (adesso in pensione), che ha somministrato l’ascorbato di potassio con ribosio a bambini affetti da malattie genetiche rare ed orfane (cioè senza farmaci che le contrastino efficacemente), con aumentato rischio oncologico. Sono stati evidenziati sia una significativa riduzione dello stress ossidativo (parametri di laboratorio) che un miglioramento obiettivo sensibile delle condizioni generali dei bambini.
Un lavoro del 2017, sviluppato da un gruppo di studio che ha messo insieme ricercatori delle Università di Ferrara e Siena, ha evidenziato come l’ascorbato di potassio con ribosio utilizzato su linee cellulari di melanoma ne abbia ridotto la vitalità e la proliferazione (inclusa una diminuzione nel volume e nelle dimensioni di tali cellule neoplastiche), tanto che gli autori lo propongono come un approccio adiuvante alle terapie convenzionali nel trattamento del melanoma.
La Fondazione Pantellini, in collaborazione con il gruppo della Sezione di Biofisica e Fisica Medica del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Parma, ha portato avanti degli studi ‘in vitro’, cioè su linee cellulari tumorali e sane, per valutare l’efficacia della combinazione D-ribosio e bicarbonato di potassio (K-D:Rib), quale ulteriore passo avanti nello sviluppo di una strategia che permetta una rapida azione per contrastare i tumori solidi. Il composto riduce la velocità di proliferazione agendo sul tempo del ciclo cellulare delle cellule tumorali del seno esaminate (tumore primario triplo negativo e metastasi polmonari di ‘quel’ primario), mentre la somministrazione di K-D:Rib a cellule sane dello stesso seno non mostra alcuna tossicità né provoca variazioni morfologiche o di crescita rispetto alle stesse cellule non trattate.
Ed è su questa base che sarebbe importante aprire la discussione per uscire da meccanismi standardizzati e da posizioni chiuse ed arroccate, perché l’obiettivo non è stabilire chi abbia ragione e chi torto, ma come poter essere di aiuto alle persone nel miglior modo possibile, per tutelarne la dignità ed il diritto al rispetto assoluto della vita”.

Avete riscontrato anche guarigioni? Ci sono storie particolarmente significative di cui può dare testimonianza?

“Evitiamo accuratamente di utilizzare questo termine, perché può portarci fuori strada. Mi spiego meglio. La Fondazione Pantellini non si muove per proporre un trattamento alternativo a ciò che viene ufficialmente proposto, ma segue la via integrativa/complementare, per sostenere le persone che stanno facendo chemio e/o radioterapia, nel tentativo di limitare gli effetti collaterali delle terapie stesse. E su questo fronte abbiamo dati che confortano molto in questo senso.
Poi ci sono persone che hanno scelto di non seguire il percorso terapeutico ufficiale proposto e che abbiamo cercato di sostenere con la metodica Pantellini. Alcune di queste persone sono ancora qui dopo 25-30 anni, altre non ce l’hanno fatta anche per situazioni già considerevolmente complesse e compromesse.
Vorrei ricordare che la verità sul cancro non la possiede nessuno e l’ascorbato di potassio con ribosio, e gli schemi associati, non rappresenta un elisir di lunga vita. Ma rappresenta un’opportunità per aiutare il nostro corpo a fare ciò che lui (il corpo) sa fare, sostenendolo nel recuperare le condizioni fisiologiche migliori e, contemporaneamente, cercando di contrastare l’evoluzione della patologia oncologica, tenendo conto che il metodo Pantellini cerca di togliere nutrimento alle cellule tumorali (il glucosio in eccesso per processi fermentativi accelerati) e quindi, in buona sostanza, di affamarle”.

Dunque questa molecola può rappresentare una grande risorsa per le persone che già hanno una patologia degenerativa conclamata. Può essere utile anche in via preventiva? Potrebbe essere d’aiuto anche per contrastare l’azione di patogeni, compreso un certo virus oggi tanto temuto? 

“L’ascorbato di potassio, con o senza ribosio, se assunto regolarmente senza interruzioni può a mio modo di vedere essere utilissimo in chiave preventiva, nel cercare di limitare il rischio di degenerazione cellulare e per cercare di mantenere l’organismo in uno stato di salute. Io stesso assumo il composto da oltre 45 anni senza interruzioni. In questo senso dovrebbe proprio essere incluso come un nutraceutico, presente costantemente in una corretta dieta alimentare, visto che si tratta di una sostanza fisiologica a dosaggio fisiologico.
Per quanto riguarda il contrasto ai patogeni, incluso il SARS-CoV-2, l’azione dell’ascorbato di potassio, con o senza ribosio, è volta a ottimizzare la risposta del sistema immunitario, limitando il rischio della cosiddetta ‘cascata citochimica’. Alcuni lavori pubblicati in Cina nel periodo legato alla cosiddetta ‘prima ondata’ (Gennaio-Maggio 2020) hanno evidenziato che i pazienti CoVid-19 in condizioni più critiche evidenziavano una condizione di ipokaliemia severa (potassio ematico estremamente basso)”.

Quali sono le formulazioni migliori di questa sostanza, dove si trova, come va assunta e quanto costa?

“La formulazione più indicata è quella in bustine separate con i componenti purissimi, da sciogliere in acqua, come detto precedentemente. Altre formulazioni (capsule, compresse effervescenti o masticabili, bustine sublinguali o altro) a mio modo di vedere sono assolutamente inefficaci. Non fanno certo male, ci mancherebbe, ma non sono adeguate per svolgere il lavoro per cui l’ascorbato di potassio è nato. La formulazione in bustine è reperibile in farmacia (prodotto da banco – integratore alimentare), in erboristeria, nelle parafarmacie, su internet.
L’assunzione a livello di prevenzione, in via assolutamente generale, prevede la somministrazione di una dose al giorno, ma sarebbe sempre utile contattare la Fondazione Pantellini per una valutazione medica, perché ci sono tanti fattori di cui tenere conto.
I costi dipendono dagli sconti attuati dai distributori e rivenditori. Diciamo che, per quanto a mia conoscenza, una confezione di ascorbato di potassio da 100 dosi (200 bustine) può oscillare fra € 25,00 e 35,00, quella con ribosio (stesse condizioni) fra € 35,00 e 45,00”.

Quindi un costo sicuramente basso, ma siccome questo è un pensiero che qualcuno potrebbe avere, vorrei capire se è possibile sgombrare il campo da tale dubbio: la Fondazione ha entrate sulla vendita che le aziende fanno dei prodotti che consigliate?

“La Fondazione non vende né distribuisce prodotti e non  ha alcuna entrata, diretta o sottobanco, dalla vendita dei prodotti che i medici consulenti della Fondazione stessa propongono. La Fondazione sopravvive grazie alle libere donazioni ed alle quote associative di chi si rivolge alla nostra struttura per un aiuto ed un supporto medico”.

Chiunque può assumere l’ascorbato di potassio? Può dare eventuali effetti collaterali?

“Proprio per le sue caratteristiche fisiologiche, ben note al nostro corpo, non ci sono evidenze di effetti collaterali rimanendo nel range dei dosaggi proposti. L’unica cosa che si segnala è la possibilità che l’ascorbato di potassio possa dar luogo inizialmente, in alcuni casi, proprio per la sua azione di regolazione sulla pompa cardiaca, ad un lieve rialzo di pressione (in genere non più di 20 mmHg sul valore massimo) che poi tende a regolarizzarsi entro 10-15 giorni.
Chiunque lo può assumere, ma particolare attenzione sui dosaggi deve essere attuata nei bambini e nei ragazzi, nelle persone in dialisi ed in quelle a rischio di ictus o ischemia, nelle persone in terapia psichiatrica importante e nelle donne in gravidanza. A questo proposito vorrei solo ricordare che il composto, sempre per la sua azione regolatoria ormonale, può aumentare la fertilità delle donne in età fertile, ottimizzando il picco ovulatorio”.

I tumori sono in crescita nonostante i progressi della medicina.  Eppure il mondo accademico e ospedaliero guardano sempre con sospetto chi propone chiavi di lettura diverse. Il lavoro della Fondazione Pantellini, pur avendo un substrato scientifico e culturale,  in questi anni ha incontrato delle resistenze?

“Purtroppo sì, anche se la Fondazione si è sempre mossa in via integrativa e non in contrapposizione. È strana, ma poi non tanto, questa chiusura ‘preventiva’ da parte del mondo medico e ospedaliero a quella che potrebbe essere una straordinaria risorsa per aiutare le persone sottoposte a terapie aggressive, proprio per permettere loro di avere meno effetti collaterali ed una qualità di vita potenzialmente migliore. Questa sarebbe quindi una risorsa anche per i medici stessi.
Lo stesso studio osservazionale che stiamo portando avanti, rivolto alle persone che non rispondono più alle terapie e che quindi sono lasciate alla sola cura palliativa – cioè coloro che sono chiamati ‘malati terminali’ e sui quali sembra che nessuno sia disposto ad investire né in termini professionali né economici – ha fatto così paura che tanti ‘addetti ai lavori’ contattati si sono tirati indietro”.

Lei ha conosciuto molto bene il dottor Pantellini perché ha lavorato per anni al suo fianco. Che ricordo ha di lui? Se fosse ancora vivo, che messaggio pensa desidererebbe trasmettere attraverso questa intervista?

“Il Dott. Pantellini era una persona straordinaria, per preparazione professionale e carica umana. Ho visto persone entrare disperate da lui ed uscire quasi con il sorriso sulle labbra, come sollevate dal loro peso, ma non perché avessero ricevuto false speranze, ma perché capivano di avere una persona che era disposta a lottare con loro, ad aiutarle fino all’ultimo respiro. Questo lui lo ha fatto davvero fino all’ultimo suo respiro. E questo è anche lo spirito e lo stile che la Fondazione vuole portare avanti, con Coerenza, Umiltà e Amore.
Io penso che il Dott. Pantellini vorrebbe ricordare a ciascuno di noi che ogni persona è preziosa e che ogni vita deve avere dignità fino alla fine, che il cancro non è così incurabile come spesso sembra e che una diagnosi nefasta non è una sentenza senza appello. È una partita che possiamo giocare cercando di guardare il problema da una prospettiva diversa, oltre la paura e oltre un nostro presunto senso di impotenza”.

 

Per ulteriori approfondimenti:

http://valsepantellini.org

 

Fonti bibliografiche essenziali:

– Anichini, C., et al, (2011), Beckwith-Wiedemann Syndrome: Potassium Ascorbate with ribose Therapy in a Syndrome with High Neoplastic Risk, Anticancer Research 31, 3973-3976

– Anichini, C., et al, (2012), Antioxidant effects of potassium ascorbate with ribose therapy in a case of Prader Willi Syndrome, Disease Markers 33, 179-183

– Anichini, C., et al, (2013), Antioxidant Effects of Potassium Ascorbate with Ribose in Costello Syndrome, Anticancer Research 33, 691-696

– Anichini, C., et al, (2014), Antioxidant strategies in genetic syndromes with high neoplastic risk in infant, Tumori 100, 590-599

– Bruni, L., et al, (2014), K-D:rib dampens Hs 578T cancer cell chemoinvasion and proliferation, Cancer Cell Int 14, 77 (open access dal sito di Cancer Cell International)

– Bruni, L., Croci, S., (2014), K:D-Rib: cancer cell proliferation inibitor and DNAzyme folding promoter.  Journal of Biological Research Vol.87, 2135  http://agronomyjournal.it/index.php/jbr/article/view/2135/1645

– Bruni, L., (2014), Antitumorigenicità del D-ribosio e KHCO3 sulla linea di carcinoma mammario Hs 578T edeffetti sulla linea d’epitelio mammarioumano non tumorale HS 578BST. Tesi di Dottorato di Ricerca in Biotecnologie, Università degli studi di Parma, XXVI Ciclo – Anni 2011-2013

– Cavicchio, C., et al, (2017), Potassium ascorbate with ribose: promising therapeutic approach for melanoma treatment. Oxidative Medicine and Cellular Longevity https://doi.org/10.1155/2017/4256519

– Croci, S., et al, (2001), Potassium ascorbate as protective agent in oxidation of red cells. Anticancer Research 21, Abstract of the International Conference on Antioxidant in Cancer Prevention and Therapy, 1572-1572

– Croci, S., et al, (2002), Potassium ascorbate as protective agent in the oxidation of red blood cells. Hyperfine Interactions (C) Proceedings of the International Conference on the Applications of the Mössbauer Effect (ICAME 2001), Thomas MF, Williams JM, Gibb TC Ed.(s), Kluwer Academic Publishers, 241-244

– Croci, S., Bruni, L., (2011), Potassium bicarbonate and D-ribose effects on A72 canine and HTB-126 human cancer cell line proliferation in vitro, Cancer Cell Int, 11:30 (open access dal sito di Cancer Cell International)

– Paoli, G., (2003), The biomagnetic nature of cancer and the role of Potassium Ascorbate and Ribose against cellular degeneration, Journal of New Energy Vol 7, 3, 114-119

– Paoli, G., (2007), La via del sale. Il metodo Pantellini nella risoluzione del “problema cancro”, Scienza e Conoscenza 21, 60-65

– Paoli, G., (2013), Il metodo Pantellini, Scienza e Conoscenza 46, 16-23

– Paoli, G., (2014), Le meraviglie del potassio, Scienza e Conoscenza 50, 24-25

– Paoli, G., (2020), Ascorbato di potassio. Una visione diversa dei tumori con il metodo Pantellini, Terra Nuova Ed., Firenze, 2020

– Valsè Pantellini, G., (1970), Breve cenno sulla genesi dei tumori e sopra una eventuale terapia dei medesimi con sali di potassio e in particolare con ascorbato di potassio. Rivista di Patologia e Clinica XXV: 219-225

– Valsè Pantellini, G., (1974), Legami idrogeno (H) e salificazione degli stessi da parte del potassio (K) nella strutturazione della materia vivente. Rivista di Patologia e Clinica XXIX: 193-198

– Valsé Pantellini G: Il cofattote K+. Cinquant’anni di ricerca e terapia contro i tumori. Società Editrice Andromeda, Bologna 1997

 

 

16 Commenti
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IlContadino
IlContadino
28 Febbraio 2021 7:48

Approfitto della rubrica CDC Salute per un consiglio in prospettiva.
A breve fiorirà la pianta del sambuco. Il mio consiglio è di raccoglierne i fiori (bianchi e profumati), farli essiccare (al caldo e al buio, ottimo tra due fogli di giornale) per poi usarli per fare tisane nel periodo invernale. Un vero toccasana per prevenire o curare i raffreddamenti di stagione.
A quanto pare la manfrina andrà per le lunghe, probabile che il prossimo inverno un raffreddore sarà considerato reato penale… preveniamo;)

giovanni cordioli
giovanni cordioli
Risposta al commento di  IlContadino
28 Febbraio 2021 8:02

il sambuco mi cresce dietro la casa tra il mio terreno e il fiume.
i nostri nonni ci facevano la marmellata.
A parte creare la famosa “bacchetta di sambuco” di Harry Potter, non sapevo che avesse proprietà farmacologiche.

Valentina Bennati
Risposta al commento di  IlContadino
28 Febbraio 2021 8:10

Dal punto di vista naturopatico è interessante l’azione che il sambuco esplica a livello di tutti gli organi escretori. Infatti favorisce la sudorazione, la diuresi e l’evacuazione delle feci. Dunque l’espulsione delle scorie.
Ed è proprio il drenaggio delle tossine il primo passo da fare per favorire l’auto guarigione anche in caso di malattie da raffreddamento.

cachafaz
cachafaz
Risposta al commento di  IlContadino
28 Febbraio 2021 10:27

La mia personale ricetta per prevenire anche il raffreddore, e’ semplicemente 2 arancie navel/washington al giorno. Di mio ho, in alternativa, 13 piante di agrumi kumquat, limequat tavares, calamondino e limequat eustis, con cui ci faccio anche liquori e marmellata, e li regalo. Sono diverse le aromatiche utili per combattere i malanni invernali, giusto?

IlContadino
IlContadino
Risposta al commento di  cachafaz
28 Febbraio 2021 10:49

Sì, credo di sì, non è che sia grande esperto. So ad esempio che la malva è ottima come anti infiammatorio, che le bacche di rosa canina hanno proprietà antiossidanti e di grande beneficio nel periodo invernale. Ho scritto del sambuco perché oltre ad aiutare nella prevenzione e nella cura dei raffreddamenti è facile e piacevole da raccogliere, lo si trova un po’ dappertutto, lo si essicca in pochi giorni e la sua tisana ha un buonissimo sapore, gradevole per colazione, come tè pomeridiano o la sera dopo cena o prima di andare a dormire. È un fiore eccezionale, perfetto per avvicinarsi alle preparazione dei prodotti fai da te. Un altro fiore che amo particolarmente è quello di iperico, lo si mette in olio di oliva, miracoloso in uso esterno, ma quello arriva più avanti, fiorisce a San Giovanni…ne riparleremo;)

giovanni
giovanni
Risposta al commento di  IlContadino
28 Febbraio 2021 13:48

Giovani foglie di tarassaco (dente di cane) (aggiungo “radiccie” in piemontese..) crude, in insalata.
Se si vuole rinunciare in buona parte al potere medicinale (digestivo/metabolico) lesse, con foglie e di primula, con cui fare un’ottima frittata….

fuffolo
fuffolo
Risposta al commento di  IlContadino
1 Marzo 2021 5:22

Col sambuco si fa anche un ottimo sciroppo con limone e zucchero. Con acqua o aggiunto al vino bianco come il cassis

XL
XL
28 Febbraio 2021 9:20

Massima stima per Pantellini come medico. Però vorrei far osservare che nell’analisi dell’evento (la guarigione dell’orefice malato terminale) gli elementi non sono stati considerati bene, La storia narra che il poveretto non riusciva più a mangiare niente e che andò avanti per un bel po’ ad assumere solo spremuta di limone + bicarbonato di potassio. Da queste premesse si è concluso che il principio attivo fosse l’ascorbato di potassio, conclusione semplificatoria e carente. Semplificatoria: il limone è ricco di vitamina C che non è riducibile all’acido l-ascorbico (anche se tale acido corrisponde al 99,… della vitamina) ma gli oligoelementi che completano la vitamina sono essenziali per attivarne la funzione, quindi l’ascorbato di potassio non potrà mai funzionare allo stesso modo della spremuta di limone sommata al bicarbonato di potassio. Carente: esiste un terzo elemento (che potrebbe essere stato un co-fattore di successo) nel protocollo dell’orefice, e cioè il digiuno, infatti il poveretto non riusciva a a mangiare niente. Quindi se si è osservata una storia di successo e si è cercato di replicarla, la storia non è stata analizzata bene e i tentativi di replica con l’ascorbato di potassio sono incompleti. Bisognerebbe almeno condurre un esperimento sommando il digiuno all’assunzione… Leggi tutto »

Pino Rossi
Pino Rossi
Risposta al commento di  XL
28 Febbraio 2021 10:25

Molto interessante, grazie.

Valentina Bennati
Risposta al commento di  XL
28 Febbraio 2021 10:32

Gentile XL,
Pantellini non era un medico ma un chimico ad indirizzo organico-biologico (tipo di laurea che non esiste più da tanti anni).
L’orafo non digiunava. Parlò con Pantellini perché aveva forti bruciori e non riusciva a digerire bene.
Il limone è ricco di acido citrico (da cui il nome: citrus-limone), poi ha acido tartarico e infine acido ascorbico. Forse Lei ha solo letto l’articolo desumendo questo, ma ho appunto allegato un video a fine intervista che aggiunge molte informazioni e aiuta a chiarire le idee.
Pantellini, da chimico, aveva separato i componenti del limone ed aveva provato i vari sali ottenuti su alcuni malati in fase avanzatissima (con il consenso dei medici curanti, in un periodo storico, la metà del secolo scorso, in cui non c’erano terapie), iniziando dal citrato di potassio somministrato 2-3 volte al giorno per 20 giorni, senza alcun risultato. Poi, sempre per 20 giorni utilizzò il tartrato di potassio, ma anche qui senza risultati. Infine, utilizzando l’ascorbato di potassio i risultati, nei 20 giorni, furono sorprendenti.
È su questa base che è iniziata la ricerca su questo sale di potassio…
Un cordiale saluto

XL
XL
Risposta al commento di  Valentina Bennati
28 Febbraio 2021 17:28

Ringrazio per le delucidazioni, in effetti non conoscevo bene la storia.
Resta comunque il dubbio se l’agente chimico (acido ascorbico) possa lavorare come quello biologico (vitamina C), che è più complesso e organizzato.
In fondo questo sarebbe l’errore di Linus Pauling, che avendo scoperto la funzione essenziale della vitamina C pensò di sostituirla con l’acido ascorbico che ebbe esiti deludenti nel trattamento dei tumori (salvo le alte dosi in vena, che funzionano però in tutt’altro modo, senza inserirsi nel metabolismo cellulare).

Papaconscio
28 Febbraio 2021 9:24

Ben vengano altri articoli come questo, che fanno intravedere un modo di concepire la salute e il benessere psico-fisico diverso da chi ci considera come animali da allevamento intensivo. Personalmente sono anni che uso acqua calda, miele, limone e bicarbonato sia di sodio che di potassio e di magnesio, al mattino, dopo aver spazzolato la lingua e sciacquato la bocca con olio di sesamo o di girasole. Il corpo si mette naturalmente in funzione. Se poi si pratica qualche asana dinamica (specialmente il saluto al sole) e qualche minuto di respirazione a narici alternate, si può affrontare la giornata in modo ottimale, e talvolta appare uno stuolo di angeli ad accompagnarti. In queste condizioni non c’è microrganismo o virus o demone propagandistico che possa attecchire senza l’intervento della coscienza. Ma la maggior parte delle persone desidera tornare alla condizione precedente all’avvento del virus taroccato ed è disposta a fare follie per mantenere questa speranza, e non si accorge che un nuovo medioevo è cominciato. La via della liberazione è prima di tutto individuale.

Bastian Contrario
Bastian Contrario
28 Febbraio 2021 11:30

Della Fondazione Valsè Pantellini posso fornire testimonianza diretta, per quanto concerne serietà e disponibilità. La mia anziana madre, ora deceduta, era affetta da due tumori ovarici. Dopo 2 anni di assunzione di Ribosio e Ascorbato di Potassio, nei dosaggi suggeriti dall’Associazione, dopo aver richiesto moltissimi esami medici, l’ultima ecografia aveva evidenziato la scomparsa di uni dei due tumori e la riduzione del volume del secondo. Io non so se sia stato merito dell’ascorbato, dell’età avanzata di mia madre, di un decorso naturale della malattia, di rituali e danze sacre che volentieri avrei fatto, però mia madre è morta di vecchiaia, a 92 anni, senza alcun dolore e serenamente. Nel dubbio, io l’ascorbato lo assumo regolarmente a scopo preventivo.

Pino Rossi
Pino Rossi
Risposta al commento di  Bastian Contrario
1 Marzo 2021 3:01

Grazie per la testimonianza e condoglianze per sua madre.

Compagno Pablo
Compagno Pablo
28 Febbraio 2021 12:43

Brava Valentina… Di tanto in tanto fa piacere leggere articoli come questo che ti aiutano a pensare diversamente dalla solita logica farmacologica che in occidente ormai sembra essere diventata l’unica soluzione per qualsiasi patologia. Per fortuna la natura ci ha messo a disposizione prodotti stagionali altamente curativi… Alimenti ricchi di vitamine e minerali… Sono tantissime le soluzioni che ogni persona può cercare e poi provare per migliorare il proprio stato di salute psico fisica e per prevenire situazioni che nel tempo potrebbero diventare patologiche. L’ascorbato di potassio che uso da anni ha aumentato decisamente le mie difese immunitarie e spero anche possa aiutarmi a prevenire patologie ben più gravi…

Pino Rossi
Pino Rossi
1 Marzo 2021 3:04

Nel mio piccolo, per testimoniare quanto i protocolli siano aleatori, mi fu diagnosticato un epitelioma sul labbro, piccola cosa per niente pericolosa, ma il cui intervento di escissione mi avrebbe provocato una grossa, visibile cicatrice. Sono stato da Simoncini che mi suggerii (non essendo medico non poteva dare terapie, ma solo suggerimenti) di applicare tintura di iodio molte volte al giorno. Dopo qualche settimana, caduta la crosta della tintura, l’epitelioma era sparito lasciando solo un piccolo avvallamento, tipo cicatrice da varicella. Sono passati ormai 8 anni ed è sparito anche il segno.