Home / Attualità / Anche il cancro è una questione di classe

Anche il cancro è una questione di classe

FONTE: INFOAUT.ORG

Uno studio appena pubblicato in Francia dall’agenzia nazionale di salute pubblica mette in risalto un dato sconcertante: 15’000 casi di cancro ogni anno sono attribuibili alla sola classe sociale del malato. In questi ultimi anni si sono moltiplicate le campagne di “sensibilizzazione”, spesso colpevolizzanti e paternaliste, per far cambiare alle persone le loro “cattive abitudini” alimentari o legate al consumo di alcol e tabacco ma ancora una volta viene evidenziato che il problema si trova altrove ossia nei determinanti socio-sanitari che influenzano in maniera decisiva l’emergere di patologie gravi e mortali. Per determinati socio-sanitari si intendono quei fattori, ordinati gerarchicamente, che stabiliscono l’incidenza di una determinata malattia su un individuo. Prima troviamo il contesto politico e socio-economico generale, ossia la società capitalista in cui viviamo, dopo i determinanti strutturali del singolo individuo (classe sociale, razza, genere etc.), ed infine l’accesso alle risorse e gli stili di vita individuali. È ovvio quindi che i singoli comportamenti sono fondamentali ma sono fortemente influenzati dalla collocazione sociale delle persone. Insomma, siamo quello che mangiamo e mangiamo quello che mangia la nostra classe. Junk food, cibi troppo salati o dolci, stile di vita irregolare non sono solo scelte dettate dai gusti ma dalla disponibilità di soldi e di tempo, le due cose che mancano a chi si trova in basso alla piramide sociale.

Il recente studio francese evidenzia che le classi popolari sono maggiormente vittime in particolare di cancro alle vie respiratorie e digestive: inquinamento atmosferico, consumo di tabacco e malattie professionali sono direttamente legate a questa “sovra-rappresentazione” delle popolazioni precarie tra i malati. C’è poi la questione lavoro: usurante quando lo si trova, stressante quando non lo trova, tutte situazioni tipiche di chi vive una situazione di precarietà. Anche il luogo di residenza conta molto, vivere in prossimità di strade trafficate o luoghi inquinati sono altrettanti fattori di rischio che possono avere effetti devastanti, un recente studio di Lancet che ha avuto una larga eco sulla stampa italiana e internazionale ha messo in evidenza che vivere vicino alle strade principali aumenta significativamente il rischio di malattie neurologiche. E non sono certo i ricchi a vivere costantemente esposti a smog e clacson. Inoltre più i soldi mancano meno si fanno visite mediche e quando anche si fanno spesso non ci sono le risorse per curarsi. In Italia, secondo una ricerca del Censis, nel 2016 sono 11 milioni le persone che hanno dovuto rinviare o rinunciare a prestazioni sanitarie a cause delle difficoltà economiche, 2 milioni in più di quanti erano quattro anni prima. A ciò bisogna aggiungere un sistema sanitario in affanno, con code interminabili e ormai allo stremo dopo anni di tagli, turnover bloccato e personale umiliato (è di questi giorni l’annuncio di probabili nuove sforbiciate al Fondo sanitario nazionale per oltre 400 milioni di euro).

Altro che mettere immagini sempre più splatter sui pacchetti di sigarette, per ammalarsi meno servirebbe appianare le differenze sociali… È possibile farlo in un sistema che ha eretto la competizione e il denaro a suo unico feticcio?

 

Fonte: www.infoaut.org/

Link: http://www.infoaut.org/metropoli/item/18216-anche-il-cancro-%C3%A8-una-questione-di-classe

8.02.2017

visto su senzasoste.it

Pubblicato da Davide

  • gianlu

    Ottimo, davvero ottimo!!! Questo è il nocciolo della questione.

  • RenatoT

    Quello che noto io al supermercato è che le classi píu povere mettono dentro il carrello le peggio porcherie che si possono trovare… merendine, dolcetti, budini, latticini vari, coca cola, pane bianco di 60x20x20 cm dal costo di 60centesimi e fanno uso solo di olio di semi che costa meno di un euro.
    Non si vede mai presenza di frutta, verdura, prodotti freschi in genere e nemmeno dell’acqua.
    Senza contare poi tutti quei prodotti intossicanti come deodoranti per la casa, deodoranti per il corpo, detersivi di ogni tipo e per ogni uso.
    Ho conosciuto l’altra sera un giovane di 28 anni che prima di mangiare la mela con la buccia.. la lava con il detersivo per rimuovere i pesticidi….

    • uomoselvatico70 uomoselvatico7

      Pure io mangio spesso porcherie.
      Il fatto e’ che le porcherie strapiene di grassi e zuccheri, sono troppo buone

      • RenatoT

        tutte le cose troppo facili… hanno sempre una fregatura alla fine.
        Lo zucchero poi rende dipendenti. Attiva piú centri del piacere della cocaina o dell’eroina.

        • MarioG

          Allora:

          1) sua moglie consumava più di mezzo chilo di zucchero al giorno!
          Ora, io che non ho mai preso precauzioni particolari per evitare gli zuccheri, mai in vita mai sono andato vicino a far fuori mezzo pacco di zucchero in UN GIORNO!

          2) … tolto lo zucchero, tolto il cancro! Sicuro che non è stato un bisturi?

          Perchè non fa il minimo sforzo a tutela della sua credibilità?

          • RenatoT

            che sforzo dovrei fare? Probabilmente lei è normalmente portato a credere che gli altri contino balle.. forse perchè è nella sua natura farlo… Il problema è suo non mio.
            E’ lei che deve fare una cernita di quello che sente in giro e prendere il treno giusto… se lo perde, è un problema suo.

            Mia moglie beveva 4 litri di coca cola al giorno e per il lavoro che faceva, consumava molti dolci.
            A 30 anni aveva il cancro alle corde vocali e sei mesi di vita, aveva anche la parodontosi… Parodontosi che in circa 2 anni, è sparita.. e la sua dentista grido’ al miracolo… anche se poi effettivamente perse 15.000 euro di lavoro.

          • Deheb

            Quale miracolo, è sparita perché è stato eliminato l’elemento causale. La struttura alveolare immagino si sia rigenerata tornando al livello precedente vero?
            (Parodontosi è un termine arcaico e ambiguo)

          • RenatoT

            Il dentista ha gridato al miracolo.. non noi 🙂
            Si è tornata a posto, anche se hai tempi avevamo giá iniziato il lavori e due denti li avevamo giá tolti… ma per una gravidanza, abbiamo fermato tutto per l’allattamento e nel mentre, tolta la causa, è tornato tutto a posto.

        • Antonius Block

          Chi si fa rimuovere il cervello dal cranio non dice più sciocchezze. Anche questa potrebbe essere una soluzione.

          • RenatoT

            giá. Spesso c’è chi parla per sentito dire e ride di quelli che ci sono realmente passati. E’ duro da rimuovere il condizionamento a cui ci hanno sottoposti per decenni.

      • ignorans

        “sono troppo buone”.

        Considera che sono droghe che alterano le capacità sensoriali. Un vero uomo, cioè uno con i propri sensi funzionanti correttamente, è in grado di percepire la differenza di sapore tra diversi tipi di pane seppur simili (parlo delle diverse partite di grano, ad esempio). Bisogna poter percepire le più sottili caratteristiche di un cibo, sOprattutto senza il sovraccarico di spezie, condimenti ecc.
        Questa sensibilità si trasferisce in ogni ambito della vita. Se non c’è abbiamo l’animale, non l’uomo.

        • Gino2

          consapevolezza?

          • ignorans

            Percezione

          • Gino2

            bè la percezione dipende dai sensi.
            Ciò che conta è se si ha consapevolezza di ciò che si percepisce e di percepire, prima di tutto.
            Posso avere la capacità di percepire un suono (o un gusto, una immagine, un odore etc) ma non avere consapevolezza sia della percezione stessa o della natura di tale percezione.

          • ignorans

            Diversi uomini hanno diverse percezioni. Pensa a chi vede il verde come rosso. Quindi uno dirà “è verde”. mentre l’altro dirà “è rosso”. Tutt’ e due hanno consapevolezza ma il risultato è diverso.

          • Gino2

            non direi cosi.

            Rosso o verde derivano dalla percezione che è appunto relativa. Non esiste nulla di rosso o di verde, i colori sono solo modi soggettivi (anche tra le diverse specie viventi) di percepire determinate vibrazioni elettromagnetiche (luce)
            cio che continua a contare è se si ha consapevolezza di cosa sia pecepire, che cio che si percepisce è relativo e di che cosa si sta percependo davvero.

          • ignorans

            Si va beh, ma sei anche nel mondo relativo, non puoi negarlo. Cervelli diversi, occhi diversi, orecchie diverse hanno diversi risultati

          • Gino2

            si assolutamente.

          • ignorans

            È vero che il colore si forma sulla retina e non sappiamo cosa ci sia nel mondo “esterno”, ma proprio per questo i nostri sensi devono darci le informazioni più corrette e per questo devono essere efficienti e “puliti”. Come possiamo stare bene se le informazioni che ci giungono sono sbagliate?

          • Gino2

            si concordo.

            Però se mi permetti la pedanteria :

            il mondo “esterno” è una “teoria”. non esiste alcuna evidenza nè può esistere.

            Oltre ad avere i sensi “puliti” dobbiamo avere consapevolezza di ciò che si percepisce e di cosa sia “percepire”.
            la stragrande maggioranza dell’umanità, da sempre, non ha affatto consapevolezza riguardo emozioni, sensazioni, sentimenti, pensieri etc. Mischia un po’ di questo e quello secondo parametri stabiliti da altri senza mai controllare la validità di tali parametri e cosi sono nati tanti di quei luoghi comuni e cattive interpretazioni delle proprie percezioni pure da far soffrire la stessa umanità senza che ce ne sia un reale motivo.
            Il mondo virtuale nel quale viviamo è proprio causato da questa mancanza di consapevolezza e da questa grossolanità e superficialità.

          • ignorans

            Ti capisco ma oltre un certo punto penso sia meglio non pronunciarsi.

          • Mechano

            Uh che raro trovare persone con un background di fisica quantistica e neuroscienze…
            La scuola di Copenaghen aveva ragione.
            John Hagelin e Fred Alan Wolf hanno sempre criticato i ricercatori di bosoni.
            Tutto si crea nella mente, dove risiede l’osservatore massimo.

            Detto in poche e semplici parole, Dio siamo noi, o egli è dentro di noi, e ci usa come tramite per poter superare due suoi limiti, essere tanti e potersi confrontare per potere fare conoscenza di sé, là dove egli ha solo coscienza di sé.
            Ed inoltre ci usa per poter fare l’esperienza della morte che altrimenti non potrebbe fare.
            Infatti si usa dire che è nella morte il senso della vita.

          • Gino2

            Cito: “Detto in poche e semplici parole, Dio siamo noi, o egli è dentro di noi, e ci usa come tramite per poter superare due suoi limiti, essere tanti e potersi confrontare per potere fare conoscenza di sé, là dove egli ha solo coscienza di sé.
            Ed inoltre ci usa per poter fare l’esperienza della morte che altrimenti non potrebbe fare.
            Infatti si usa dire che è nella morte il senso della vita.”

            In un certo senso si potrebbe dire così.
            Ma invito sempre chi interessato ai “misteri esistenziali” a cercare le risposte direttamente e approfondire sempre, ancora e ancora.

            ti invito a riflettere per te stesso su:

            il pronome “egli” che hai usato. sembra una banalità ma non lo è affatto: egli, lascia presupporre una “persona”. Dio è/può essere una persona (nel senso di una personalità pensante, sensibile etc). Che cosa è una persona? approfondire fino allo sfinimento!!!

            Dalla riflessione qua sopra: Dio “ci usa”? cosa significa esattamente?
            Dio ha limiti?
            Limiti? cosa sono?
            Dio ha bisogno di fare conoscenza di se?
            Conoscenza?
            Bisogno?

            Cosa è la morte?
            Esiste la morte?
            Cosa muore?
            Cosa significa?
            “Dio ci usa per fare esperienza della morte” è un modo sintetico e semplificato di dire cosa?

          • Mechano

            Gli strumenti linguistici per descrivere l’entità Coscienza sono quelli che ho usato.
            Essa (la Coscienza semplificata in Dio) è qualcosa di talmente complessa da non poter essere esaurita con la storiella semplice venduta dalle religioni organizzate.

            Per riuscire a descriverLa sono costretto a prendere in prestito la fisica Bohmiana che dice che spazio, tempo ed energia non esistono. Tutto avviene in un unico istante, l’universo è grande quanto la costante di Planck (1,602 176 53 × 10−19). Il famoso seme di senape contenente il Regno dei Cieli, di cui parlava Gesù.

            Il male non esiste, il dualismo è un inganno creato dalla Coscienza per poter creare le differenze. Uomo-donna, bianco-nero, umano-alieno, amore-odio, sono tutte entità duali. Soprattutto bene-male, il male è solo una creazione culturale e variabile in base al punto di vista di chi lo fa o lo riceve, non esiste il male, esistono comportamenti opportunistici di sopravvivenza/godimento.

            Perché la creazione della dualità e delle differenze?
            Se la Coscienza pervade ogni cosa non avendo asse geometrico nello spazio, dato che l’universo che essa ha creato si basa sulle regole della geometria, dove spazio, tempo ed energia sono vettori, allora la Coscienza è il tutto, pervade tutte le cose. Le manca l’asse del vettore spazio.
            Come fa una entità che è il tutto, a potersi confrontare con l’altro? E quindi acquisire conoscenza di se stessa, di cosa è e perché è?

            Inoltre la Coscienza non può morire, finire, esaurirsi. È in uno stato di esistenza perpetua, e non contempla il concetto di tempo. Per questo ha dovuto creare questo inganno del tempo.
            Ed oggi sappiamo dalla fisica quantistica che il tempo è una variabile inconsistente, può spostarsi avanti o indietro, ed anche togliendolo le equazioni non cambiano di risultato.
            Ma non potendo la Coscienza spostarsi in esso dato che le manca il vettore geometrico del tempo, ossia è immortale, esiste e basta; essa crea quella che è stata definita Matrice di punti di luce dalla filosofia quantistica ed esplorata dalla psicologia transpersonale. Una matrice di anima e mente.

            La matrice di punti di luce prima emanazione della coscienza è Anima, che possiede il vettore spazio ma non il vettore tempo.
            Lo Spirito al contrario possiede il vettore tempo ma non il vettore spazio dato che pervade tutte le cose.

            Anima non possedendo il vettore tempo è immortale ed è all’interno di tutti i corpi che vive durante la sua esperienza in questo universo. Essa vive tutte quelle vite nell’unico istante o stato in cui Coscienza crea e vive questo universo.

            Attraverso Spirito la Coscienza pervade il tutto, essa è il tutto.
            Attraverso Anima la Coscienza fa esperienze, vive tutte le esistenze che essa ha deciso di vivere.

            Quindi col dualismo abbiamo l’inganno della molteplicità, noi siamo tanti ma in realtà siamo una cosa sola, un unico Spirito.
            E tramite questo “inganno” la Coscienza fa l’esperienza della diversità. Che altrimenti le sarebbe preclusa.

            E con Anima fa l’esperienza della morte e delle molte vite.
            Esiste un solo Spirito, esistono molte Anime ma essendo una matrice sono entità distinte fatte di un’unica essenza Amore e Coscienza, e queste due entità Amore-Coscienza coincidono.

            Dio è Coscienza è Amore. Attraverso il gioco della creazione Coscienza diviene Conoscenza di sé. Quindi il susseguirsi di Coscienza di sé e Conoscenza di sé sono i due stati dell’esistenza.
            Coscienza crea una giostra (questo e altri universi) in cui vive, è, e quindi passa a stato di Conoscenza, perdendo Coscienza, per poi tornare Coscienza e ricominciare con nuove esistenze, ossia nuove Conoscenze.

            È la vibrazione dell’universo: Coscienza-Conoscenza-Coscienza… e così via all’infinito il grande e divertente gioco della vita e della morte, in un’infinito sciame quantico di possibilità, di cui una siamo ognuno di noi e l’universo virtuale in cui ci troviamo.

            Noi siamo la possibilità di non essere o essere. E quando siamo è una cosa talmente bella ed eccitante da non potersi descrivere.
            La consapevolezza è una precipitazione di Coscienza tale da farci percepire questa essenza… (vedi Teodorani e i microtubuli encefalici).

          • Gino2

            Ti ripropongo le stesse domande/approfondimenti di prima.

          • Mechano

            Ciò che ho scritto ha risposto alle tue domande.

            Coscienza è immortale, Coscienza è ovunque, ossia il tutto. Come può capire chi e cosa è se non può confrontarsi con l’altro?
            Come può sapere di essere se non può conoscere il non essere?

            Coscienza è immortale, come può fare l’esperienza della morte qualcuno/qualcosa che è immortale.

            Qualcuno è una convenzione, qualcosa è una convenzione linguistica. Cosa sia la Coscienza ti posso riportare le 3 definizioni secondo me più appropriate, di Eckhart Tolle, E. Schrödinger, F. Schelling,

            “Non sono né i miei pensieri, né le mie emozioni, né le mie percezioni sensoriali,
            né le mie esperienze. Io non sono il contenuto della mia vita.
            Sono lo spazio nel quale tutto si produce.
            Sono la coscienza. Sono il presente. Sono.”
            ECKHART TOLLE

            “La sola possibilità è di accettare l’esperienza immediata che la coscienza è un singolare di cui non si conosce plurale; che esiste una sola cosa, e ciò che sembra una pluralità non è altro che una serie di aspetti differenti della stessa cosa, prodotta da un’illusione.”
            E. Schrödinger

            “La Coscienza è energia non locale e il suo campo d’azione non va concepito entro i confini del nostro corpo ma al contrario, in modo esteso all’infinito. È energia che parla di noi e che ci dice del mondo e di come questo in ogni attimo del nostro esistere ci apre le porte verso infinite possibilità di essere. Abbiamo un potere immenso…siamo parte di un’unica grande Coscienza Divina, di un soffio di pura intelligenza che anima noi e tutta la realtà, di un campo unificato che unisce tutti i fenomeni dell’universo, materiali e spirituali, un campo di cui noi facciamo parte integrante e che ci collega ad ogni altro essere e fenomeno dell’universo, dal più piccolo al più grande.

            Siamo parte di un unico fluire esistenziale…di quel Principio assoluto…di quell’UNO che è con l’altro…”

            “L’UNO si ritrova nei molti, e i molti sono infinite sfaccettature dell’UNO.”
            F. Schelling

          • Gino2

            “Coscienza” non essendo una “persona” non ha “bisogno” di “capire”.

            Ti ri invito a riflettere su cosa sia “capire” e “bisogno”.
            Fuori dall’insieme di “concetti” di umana “creazione”, capire e bisogno che significato possono avere?

            Lo stesso vale per la morte.

            Intelligenza non significa necessariamente “personificazione”.
            La descrizione che mi dai riguarda “qualcuno” con una intelligenza di umane caratteristiche, con bisogni curiosità.

            Si può andare oltre?

            Per far questo bisogna “smontare” i concetti e indagarli maniacalmente.
            Bisogno, capire, intelligenza, morte, altro, energia, etc etc

          • Mechano

            Nooooo,
            io parlo di amore, gioco, esplorazione, creazione.

            Sei qualcosa, o non sei nulla. Finché sei solo uno sciame quantico di possibilità non sei un’esperienza.

          • Nat

            “Ed oggi sappiamo dalla fisica quantistica che il tempo è una variabile inconsistente, può spostarsi avanti o indietro, ed anche togliendolo le equazioni non cambiano di risultato.”

            Boom! A destra e a sinistra no? 🙂

          • Mechano

            Dipende da come immagini il tempo.
            Gli occidentali lo vedono in forma lineare il passato a sinistra e il futuro a destra per i destrorsi e viceversa alcuni mancini.

            Ma gli orientali e gli antichi nativi dell’America Latina hanno un concetto circolare di tempo, senza inizio e fine, ossia ciclico.

            Il tempo è per la mente, la mente è nata per vivere nel tempo. Si sposta nel passato alla ricerca delle esperienze, vi trova di norma le sofferenze e fa congetture sul futuro. Depressione, ansia e molti altri disturbi sono strettamente correlati con questo vagare della mente e fare congetture.
            La Mindfulness si basa essenzialmente su questo estraniarsi dai pensieri e impedire che condizionino sentimenti e stati d’animo.

            Tutto l’insegnamento di Eckhart Tolle si basa su questo separarsi dalla mente e le sue congetture e vivere nel presente.

          • Nat

            Mi complimento per la passione e l’entusiasmo. Anche l’interdisciplinarità del tuo approccio è encomiabile. Però, che sia economia o fisica, occhio, perché superficialità e sicumera conducono dritti al fondamentalismo. Dopo la seconda lezione, c’è la terza, la quarta, … Ed i modelli, le teorie e le ipotesi si sprecano.

            Non prendiamo tutto per oro colato, dai tempo al tempo 🙂

          • WM

            @mrmechano:disqus @disqus_Nb2rX2WmgO:disqus @comedonchisciotte-fe5e7cb609bdbe6d62449d61849c38b0:disqus siete fuori tema, continuate nel forum, se volete parlare di questo.
            Grazie

          • Nat

            Mah… Puoi escludere che vi sia un nesso fra stringhe, bosoni, cancro e classismo? 😉

  • uomoselvatico70 uomoselvatico7

    C’e da dire poi che andando avanti così, con il continuo aumento dal costo di benzina, alcolici, e sigarette, tra un po’ farsi venire un cancro diventerà un lusso per pochi eletti.

    Scherzi a parte ragà, ma voi ci tenete così tanto a diventare vecchi e decrepiti?
    Fatevi un giro per le case di riposto per vedere come si riduce il 99.9% delle gente quando diventano dei morti viventi quasi-vivi, da dove lavare, imboccare, e pulire come neonati.
    Meglio un cancro che di solito ti viene molto prima di ridurti così e ti si porta via in qualche mese, invece che in anni o in decenni di lenta agonia..
    Per quanto riguarda il nesso tra soldi e cancro ci sarà pure come in tutte le cose ma non è poi cosi decisivo.
    Ho visto gente foderata di soldi fin dentro il culo ammalarsi e morire come tutti gli altri…
    Le uniche differenze che ho notato sono state nel percorso verso la morte, quello si un po’ più agevole grazie al personale formato e specializzato a domicilio, ma a parte la cassa di legno pregiato con l’orchestra di prestigio in chiesa che suonava, e ogni centimetro quadrato della chiesa ricoperto di fiori costosi, son tutti morti lo stesso esattamente come come muoiono i poveri.
    Han stirato la zappetta pure loro, e tutti i loro soldini li hanno lasciati qua.
    Per questo io ho intenzione di spendere tutto ( con qualche difficoltà devo ammetterlo, non sono povero…)
    Perché nudi si nasce e nudi si muore, e di una morte sempre sgradevole, e sempre definitiva.

    • RenatoT

      Gli anziani, per come siamo abituati a vederli normalmente, sono organismi completamente intossicati e disidratati.

      Il 75enne, che si vede nel documentario BBC “I killer del Kalahari”, va a caccia nella savana con i nipoti percorrendo decine di km, senza patire caldo, sete o fatica.
      L’ex agente speciale, che conduce il documentario, pur essendo palestrato, non riusciva a stargli dietro.

      I vecchi che conociamo noi sono vittime di un sistema che prima li intossica e con la scusa di curargli i sintomi, peggiorano le cose, imbottendoli di medicine ancor piu´ tossiche.

      • Vita Rossetti

        Ci sono vecchi che stanno benissimo, però sono una minima parte. Gli altri sopravvivono grazie alla medicina e alle spalle sia del sistema che dei propri figli. In ogni caso non vogliono togliere il disturbo e pensano di essere immortali. A non voler togliere il disturbo sono proprio i più malandati.

        • uomoselvatico70 uomoselvatico7

          Questo è poco ma sicuro.
          E di solito son sempre gli ultraottantenni che affollano gli studi medici e i vari pronto soccorso
          facendosi fare 100 mila esami, correndo dal medico anche 3-4 volte a settimana, e prendendo carriole di medicine nella vana speranza di ritardare linevitabile.
          Avran paura di morire troppo giovani, sai comè…
          A me il medico che non mi vedeva da più di 15 anni, qualche mese ha telefonato a casa chiedendomi le analisi del sangue che secondo lui non avevo mai fatto.
          E invece, le avevo fatte.
          Gli ho portato quelle più recenti che avevo ,erano di giugno del ’96.
          E gi ho detto che andavano bene così perchè erano assolutamente perfette!
          Colesterolo OK!, Trigligeridi OK!, Glucosio OK!, eccettera eccetera….
          Non c’era nessun motivo nè per farne delle altre, nè per fare alcuna dieta.

          • Vita Rossetti

            Concordo. Purtroppo io ho delle malattie croniche e prendo un certo numero di farmaci 3 al giorno. Che i ns vecchi hanno paura di morire é sotto i ns occhi. Unz volta non era cosi, mia nonna si preparava a quell’evento inevitabile, adesso pensano di essere eterni.

          • Piramis

            “Purtroppo io ho delle malattie croniche e prendo un certo numero di farmaci 3 al giorno”

            16 parole per riassumere il successo del business dei farmaci, neanche un haiku sintetizzerebbe meglio.

            Sezioniamo la frase, per estrapolarne i concetti.

            “io ho delle malattie croniche” è questo lo scopo della ricerca farmaceutica: non guarire ma rendere cronica la malattia, ovvero attenuarne i sintomi senza debellarla, perché poi “prendo un certo numero di farmaci 3 al giorno” che è appunto lo scopo dell’industria, ovvero vendere il proprio prodotto.
            Se guarisci, smetti di consumare, ma se la malattia viene resa “cronica” tu continui a consumare per tutta la vita.

            Ovvero, lo scopo dell’industria farmaceutica è di creare drogati dipendenti a vita dal loro farmaco.

            Questo da solo già direbbe tutto, la gente pensa che la “medicina” sia una scienza che lavora per il nostro bene, ma la realtà è che l’industria farmaceutica lavora per il motivo opposto ed è quella che fa o finanzia e pilota la “ricerca”.

            Ma la cosa più terrificante è questa: “Purtroppo”!

            Ovvero, ci hanno già convinti che non c’è alternativa, che le cose sono ineluttabilmente nella maniera che ci dicono, perché loro “sanno” e noi no.

            Vita Rossetti, non è una critica alla tua situazione o a quello che hai scritto, sia chiaro, ho solo usato le tue parole per focalizzare l’attenzione su cosa e come siamo indottrinati.

          • RenatoT

            Infatti… è proprio cosí.
            Vita, dovresti trovare la causa delle tue malattie croniche e smettere al piú presto di prendere additivi nascondi-sintomi.
            Se vuoi ti posso aiutare, ho una certa esperienza in questo campo avendo dedicato l’ultimo decennio su queste cose… la soluzione è scoprire le cause. L’unico modo per guarire è questo… ed è pure gratis.

          • Deheb

            Ad una persona è stata diagnosticata una malattia cronica e tu parli per grandi principi, “sezionare le frasi per estrapolare i (propri) concetti” neanche inerenti alla patologia (che non sappiamo, per fortuna), non mi sembra molto indicato.
            Il business del farmaco c’è ed è innegabile ma non tutto è speculazione, truffa e lucro.

            Come non mi sembra il caso di utilizzare un blog per fare proselitismo…

            In rete si trova tutto e il contrario di tutto, basta cercare ed uno trova ciò che desidera trovare.

          • RenatoT

            le malattie croniche sono semplicemente frutto di errori comportamentali/alimentari. Non lo dico perchè l’ho letto ma perchè in famiglia, e siamo molto numerosi, abbiamo risolto, trovando le cause, tutte le problematiche/sintomi, delle malattie croniche che ci affliggevano da anni. Tutto quello che si legge in rete, o quasi, è fatto per contrastare i sintomi.
            Tutte le soluzioni che si attuano contro i sintomi non servono a nulla.

          • Deheb

            Un LES, ad esempio, è “frutto di errori comportamentali/alimentari”?
            Una BPCO (che potrebbe derivare anche da “errori di comportamento”) come la curi, con una corretta alimentazione? E un’aritmia cardiaca? Una glomerulonefrite cronica?
            E si potrebbe andare avanti per un bel pò.

            Sono contento (non è ironico) per te e la tua famiglia se avete risolto alcune vostre patologie. Senza sapere né cosa né come ma va bene lo stesso, con voi ha funzionato e questa è la cosa importante.
            Ma non è sempre festa e generalizzare sulla salute degli altri non è indicato, specie in queste sedi.

          • Truman

            Mi sembra che non siano chiare le cause del LES, mentre sembra visibile un aumento della sua incidenza, come se gli stili di vita e l’ambiente avessero qualche importanza. E allora potrebbe aver senso cercare degli stili di vita dei tempi andati, quando il LES aveva minore incidenza. Comunque l’assunzione che sia una malattia cronica è sostanzialmente un atto di fede nel sistema medico, un atto di fede evidentemente religioso.
            Personalmente sono di altra religione e ricordo ancora con gusto quella volta che il grande specialista mi disse; “lei deve capire che è un malato cronico e deve assumere le medicine regolarmente”. Cambiai specialista e medico curante e con un po’ di pazienza riuscii a risolvere il problema.

          • Deheb

            Non sono chiare come tutte le malattie autoimmunitarie e certamente gli stili e l’ambiente hanno influenza. Avrebbe senso migliorare gli stili se fosse possibile, come fai a dire a chi vive in città di non respirare inquinanti atmosferici o di coltivarsi sul balcone carote e insalate (per chi ha un balcone)?
            Sarà atto di fede ma da quel genere di malattia non guarisci, tu come la definiresti altrimenti? Ed il significato non è ciò che scrivi viste le premesse precedenti date dal business del farmaco per cui ogni malattia (cronica) è fonte di lucro.
            Buon per te che hai trovato un medico con una “soluzione” che ti ha permesso di risolvere, ma non hai cambiato paradigma, hai cambiato specialista, qualcuno che comunque ne capiva ed era del campo. Questo però può avere a che fare con le conoscenze mediche personali, le capacità e l’esperienza, non col business.

          • RenatoT

            Sbagliare alimentazione è il sistema piú veloce per intossicarsi.
            Andare su cibo industriale, tutto quello inscatolato, incartato, pre-preparato, lavorato che non è venduto come lo si troverebbe in natura… fresco, fa si che inconsapevolmente immettiamo nel corpo alimenti che non sono alimenti, almeno non lo sono stati per milioni di anni…. ci metto dentro anche il latte di bovino, se cosi si puo’ chiamare quello che producono oggi, ma anche cereali lavorati e non sto parlando di pesticidi, veleni, additivi, ormoni, antibiotici e coloranti.

            Ci sono delle tesine online sul sito di Valdo Vaccaro, igienista e giornalista che trattano anche delle malattie croniche che lei menziona.

            https://www.valdovaccaro.com/2015/03/cura-vincente-del-lupus-estromettendo/

            https://www.valdovaccaro.com/2015/05/asma-e-muco-non-si-contrastano-coi/

            https://www.valdovaccaro.com/2013/12/glomerulonefrite-paura-e-depressione-24/

            io non sono completamente daccordo con Valdo Vaccaro, visto che lui fa uso di cereali ed esclude la carne dall’alimentazione… io sono piú per un’alimentazione simile a quella che ha potuto fare l’essere umano lungo il corso evolutivo degli ultimi milioni di anni.
            Cacciatore/Raccoglitore. Niente latticini, cereali, legumi (con le pinze) ma frutta, verdura, noci varie, pesce e carni selezionate ovviamente tutto condito con olio extra bio e limone/avocado e faccio una scelta molto oculata sui vini rossi.
            Cotture leggere sotto i 100 gradi…. anche perchè a mangiar cibo cotto come fanno tutti, le emicranie arrivano nel giro di 10-15 ore… è matematico.

          • Deheb

            Non è in discussione il fatto che esistano inquinanti ambientali e alimentari con cui ogni giorno siamo a contatto, e neanche il fatto che ogni miglioramento degli stili di vita porti beneficio.
            Ma a tutto c’è un limite, specie quando arrivano cose come “le ricette veloci di Valdo Vaccaro”

            “NOSTRA DEFINIZIONE DI LUPUS ERITEMATOSO SISTEMICO
            Si tratta di una manifestazione tubercolare, nodulare ed ulcerativa della pelle che deturpa soprattutto viso e mani. “

            Gia dire “nostra” definizione è tutto un programma. In più non è “nostra” ma è un termine che veniva utilizzato per diverse malattie dermatologiche con prevalente interessamento del volto (lupus volgare), mentre la denominazione di LES è datata XIX secolo, prima di big pharma.
            Ed è fuorviante dire che si cura solo con cortisonici ed immunosoppressori, quello nelle forme gravi e/o avanzate.
            Etc, etc, etc…

            Quando si agisce su poche persone (forse) si riesce a far modificare alcuni stili di vita e abitudini, quando il numero è elevato e mancano le condizioni diventa utopistico.

            Inoltre le malattie croniche si manifestano, di solito, in persone avanti con gli anni e quando i danni sono fatti. Con questi cosa si dovrebbe fare? Quando un fegato o un rene o qualsiasi altro organo sono compromessi funzionalmente basta agire sull’alimentazione per avere un’auto-guarigione? Andiamo su….

          • RenatoT

            “Quando un fegato o un rene o qualsiasi altro organo sono compromessi
            funzionalmente basta agire sull’alimentazione per avere
            un’auto-guarigione? Andiamo su….”

            giá… un po come succede quando ci facciamo un taglio e la ferita si comporta come nei film di Hulk o Wolverine … guarisce da sola… a differenza di loro in qualche giorno e non in qualche secondo.

          • Deheb

            No, non lo so molto bene io. Ho visto successi e insuccessi per certe terapie, ho visto medici più o meno preparati, sul resto non saprei.
            Seguendo la logica interrompo la frequentazione di mcdonald’s e tutto torna normale. (Entro da mac e simili solo se costretto).
            Una ferita cutanea o mucosa non è un problema, diverso per un epatocita, diverso ancora per un glomerulo o un alveolo. Solo nei films avvengono quelle cose.

          • RenatoT

            “Seguendo la logica interrompo la frequentazione di mcdonald’s e tutto torna normale.”

            e se tutto il cibo di cui fa uso la maggioranza delle gente producesse, gli stessi danni che fa mac donald in un mese, in anni? Smettendo certe abitudini… tutto torna normale anche in questo caso… provato e verificato da anni con patologie come diabete, cefalee a grappolo, cancro. psoriasi, vene varicose.
            Basta seguire i consigli per gli acquisti… e si diventa malati a vita.
            Il difficile è far smettere certe abitudini radicate dentro dalla nascita, ho visto morire diverse persone per questo, almeno 4 negli ultimi 3 anni.

            Secondo lei, gli epatociti o qualsiasi altro sintomo, vengono per caso, sfuggendo alla legge fondamentale della natura, Causa-Effetto?
            Il cancro viene per caso? Gli infarti pure?
            Tutto questo sembra aver poco a che fare con la scienza e sa molto di stregoneria, sfiga.

          • Deheb

            E io cos’ho detto di tanto diverso da quest’ultimo commento?

            Nulla avviene per caso ma non è che aggiustando la dieta tutto torna magicamente alla condizione iniziale, magari per certe cose ma generalizzare è improprio.

            Glicemia, colesterolo, pressione ematica potrebbero (e dovrebbero) essere prima trattati con certe regole alimentari in prima battuta, questo è quello che insegnavano. Ora si parte subito con la pillolina. Su questo si potrebbe discutere.

            Ma una malattia autoimmunitaria uno se la porta dietro perché è il suo stesso sistema immunitario che ha problemi di risposte, un polmone fibrotico non torna funzionante, a seguito di una necrosi cardiaca non si rigenera il tessuto perduto. E a questi soggetti cosa si dovrebbe fare? Non li si cura farmacologicamente in base ai sintomi perché il business del farmaco li rende malati cronici dipendenti?

          • Piramis

            “Ma una malattia autoimmunitaria uno se la porta dietro perché è il suo stesso sistema immunitario che ha problemi di risposte, un polmone fibrotico non torna funzionante, a seguito di una necrosi cardiaca non si rigenera il tessuto perduto.”
            Hai dimenticato di anteporre “Purtroppo”.

          • Deheb

            “Purtroppo, ma una malattia autoimmunitaria uno se la porta dietro perché è il suo stesso sistema immunitario che ha problemi di risposte, un polmone fibrotico non torna funzionante, a seguito di una necrosi cardiaca non si rigenera il tessuto perduto.”
            Quindi?
            Cos’è cambiato dal discorso originario?

          • Piramis

            Dal discorso originario, niente, è solo più chiaro che pensi di sapere, perché sai quello che sai.
            Ma sai solo quello e credi che, quello, sia quello che c’è da sapere.
            È tutto qui.

          • Deheb

            Ah ok, allora si potrebbe anche aggiungere che
            “Riapri gli occhi e c’è tutto il sole
            sai quel che vuoi e vuoi quello che sai”
            (Pooh, Il colore dei pensieri, 1987)

          • RenatoT

            ma se uno fa uso di eroina e spesso finisce in overdose, l’unica soluzione in extremis è il naloxone. Siccome tutti hanno un medico, perchè aspettare l’overdose invece di spiegare al paziente che farsi è bello ma fa molto male? Muoiono praticamente tutti per questo motivo.

            Le malattie autoimmuni, sono spiegate dal Prof. Berrino nel suo intervento sui microbi ad un convegno.
            Anche queste, derivano dal mercato. Dietro ci sono sempre le multinazionali e il sistema sanitario.

            https://www.youtube.com/watch?v=AmEbRQ7ZrTU

            interessante anche quello che dice sul cancro in questo spezzone delle iene.
            https://www.youtube.com/watch?v=dG2GSb9yXdA
            …. è una combinazione di ignoranza, stupiditá ed interessi.

          • Deheb

            Conosco Berrino e i filmati sui microbi li avevo gia visti.
            Sono d’accordo su quello che dice ma non è strano, il sistema immunitario e la microbiologia dicono le stesse cose e funzionano così per tutti.
            Qui però il discorso si potrebbe fare su diversi livelli e diventerebbe lungo e complicato.
            Un conto è la prevenzione: teoricamente esiste, praticamente non conta molto, sia da parte dei medici, sia da parte delle persone (compliance zero o zero virgola).
            Da questa premessa si arriva alla malattia, come la curi? Terapia medica e fattori adiuvanti. Risultati? Dipende.
            In mezzo c’è l’industria farmaceutica.
            Berrino quando parla di alimentazione non intende terapia alimentare, intende prevenzione (prima) e supporto (durante). E parla di sostanze di “origine” alimentare come allergeni (in senso ampio del termine) che hanno influenza sjllo sviluppo e maturazione del S I. Ma prima, a monte del discorso. E questo è innegabile. Purtroppo la realtà (cioè l’applicabilita’) è diversa molte volte. Per ignoranza e stupidità delle persone stesse e per interessi superiori.
            Perché i protocolli prevedono terapie antibiotiche che portano a multi-resistenza? E perché chi non segue i protocolli rischia grosso?
            Concetti tagliati con l’accetta e in parte banali ma lo spazio è quello che è.

          • Renato Tarabella

            “Da questa premessa si arriva alla malattia, come la curi?”

            Questo è un discorso antico per quanto ci riguarda visto che ne siamo fuori da ormai da piú di 5 anni, noi genitori e i nostri 5 figli.
            Non si arriva mai alla malattia se non si intossica il corpo. Quello che dico è verificato sulla nostra pelle.

            Per sapere se si sta intossicando il corpo basta ascoltare tutti i messaggi a partire dai piccoli sintomi che compaiono. Per fare degli esempi, segnali come piccole eruzioni cutanee, un mal di testa, perdita di vitalitá e debolezza, problemi di intestino o stitichezza, forfora… ma questi segnali sono divenuti normali e praticamente ne soffrono tutti e l’industria farmaceutica ci bombarda con pubblicitá di prodotti atti a combattere queste cose e spesso non funzionano e spesso intossicano ulteriormente.

            La soluzione non c’è … viviamo in un mondo falso dove tutto il è contrario di quello che si sa realmente.
            Si salvi chi sa… posso dire solo questo.

          • RenatoT

            ho tralasciato la risposta.

            Come curi la malattia? Smettendo di intossicare il corpo e aspettando che passi da sola. L’unico modo per curare qualcosa a causa di un’altra cosa è eliminare la causa.

          • Riccardo

            La mia bisnonna si fece costruire tomba e lapide prima dei 60 anni: nome, data di nascita ed addirittura foto. Morì quasi centenaria. La cultura della vita non può esistere se disconosciamo ed allontaniamo la morte.

    • Gino2

      se vuoi spendere “tutto” e non sai come in breve tempo, ti posso dare migliaia di dritte al minuto su come spenderli in maniera “costruttiva” per te e per l’umanità e ovviamente per me!
      😉

      • Pedro colobi

        Gli anziani ,come li chiami tu, non sono tutti così. io conosco un ottantatreenne che cura circa mille piante di frutti, fa le marmellate , cura 12 alveari, si fa il vino bianco e rosso tutti gli anni e dice che quando capirà di aver bisogno di altri si sparerà in bocca.

      • uomoselvatico70 uomoselvatico7

        Grazie ma so gia’ come fare….
        E non avendo figli, quando crepero’
        darò tutto alla caritas esclusivamente per le mense dei poveri in italia
        Non mi va che i miei soldi vengano usati in africa ad es,
        ho avuto fin troppe fregature in questo senso.

        • Gino2

          un po’ banale ma ok!

        • An 19th century man

          Mi presti 50 euro?

          • Huber

            Sei un grande!

        • Lupis Tana

          ah perché tu pensi che la caritas dia tutto alla mensa dei poveri, come le onlusso, la cri, msf, ecc. ecc. beato teh. t l

          • uomoselvatico70 uomoselvatico7

            In qualcosa bisogna pur credere.
            E poi sei se uno non ha figli, alla sua morte si mangia tutto lo stato oppure i parenti di secondo grado.
            E per me può pure crepare sia lo stato, che i parenti.

        • RenatoT

          Dovresti pero’ considerare che il patrimonio piú importante che hai è il tuo organismo. A che serve buttar dentro qualunque cosa soddisfi il palato e poi accellerare l’invecchiamento del 50-60%? Le multinazionali non aspettano altro.
          Invecchiare di medicine e malattie croniche non è un bel modo per passare la propria unica vita, anche se si possiedono 10 milioni da sperperare.
          Un’altro problema collegato “all’invecchiamento”, io la chiamo intossicazione precoce, è che si finisce di essere uomini molto presto e col tempo si diventa dipendenti dagli altri. Un inferno secondo me.

    • Mechano

      Non è giusto accorciarsi la vita deliberatamente.
      I primi barlumi di consapevolezza iniziano a 40 anni, e solo verso i 60 inizia un processo che porta verso la formazione di una coscienza completa.
      Questo per le persone che sono cresciute “pulite” sia nel corpo che nella mente, e i due sono collegati. Non è un caso che le diete vegane più possibile crudiste e biologiche migliorino tantissimo anche la lucidità mentale.

      Il problema di questa società non è solo nel cibo spazzatura e l’inquinamento ambientale, ma anche in quello mentale, che passa da tutte le false credenze e la merda che ti viene riversata addosso dai mass media per impedirti lo sviluppo della coscienza.

      Ci sono poi le schiavitù che da quelle dirette mantenute fino a fine ‘800, sono diventate moderne e più subdole sotto lo stretto controllo del denaro e nel periodo illuminista inizia l’era industriale e produttiva e quindi la chiusura dell’essere umano in un ruolo produttivo (ingegnere, architetto, medico, operaio, ecc.) per creare ingranaggi di un sistema ideato per generare surplus produttivo incamerato da chi controlla il denaro e i mezzi di produzione. E bada che la scuola nozionistica che abbiamo tuttora è di epoca illuminista…

      La settimana lavorativa di 40 ore ti permette pochissimo tempo per farti una vita da essere umano slegata da quella di cittadino consumatore di merda inutile.
      Per quello il reddito di cittadinanza, o la settimana lavorativa max di 24 ore settimana, li avrai solo quando riusciranno a rinchiudere almeno l’80% della popolazione in una qualche forma di schiavitù mentale tramite realtà virtuale e qualche altra diavoleria tecnologica.

    • Vita Rossetti

      Preferirei morire per un infarto. Come giustamente affermi meglio morire dopo che si vissuta la propria che deve fare e dipendere totalmente da altri. Poi non vedo perché i poveri debbano mangiare troppi soli e cibi salati. Per non parlare del costo di merendine & C. Anch’io ho visto persone al top della scala sociale ammalarsi e morire dopo poco tempo di cancro. L’articolo ha uno scopo ideologico e quindi va preso per quello che è.

      • An 19th century man

        Esatto, forse è un tantino in mala fede.

  • Deheb

    “Lurido porco!… Come ti permetti paragonarti a me ch’ebbi natali illustri, nobilissimi e perfetti, da fare invidia a Principi Reali?”.

    “Ma quale Natale, Pasqua e Epifania!!! Te lo vuoi ficcare in testa… nel cervello che sei ancora malato di fantasia?…

    La morte sai cos’è?… è una livella.

    Un re, un magistrato, un grand’uomo, passando questo cancello, ha fatto il punto che ha perso tutto, la vita e pure il nome: non ti sei fatto ancora questo conto?

    Perciò, stammi a sentire… non fare il restio, sopportami vicino – che t’importa? Queste pagliacciate le fanno solo i vivi:

    nuje simmo serie… appartenimmo â morte!”

    (A’ Livella….”Principe” Antonio De Curtis)

  • snypex

    La vecchiaia che irrita tanto i giovani è cosa d’altri tempi non dei vostri perchè prima si moriva di vecchiaia, oggi si muore di marcio. Le future generazioni ci metteranno meno a marcire quindi … godete finchè potete.

  • televisione falsa

    Ma scusate …ma i ricchi vanno a vivere dove non c’è smog ? i ricchi non fumano ? i ricchi non si drogano ? i ricchi non respirano inquinamento da smog , inceneritori , fabbriche , scie chimiche ? i ricchi non sono stressati ? I ricchi non prendono i veleni di farmaci e psicofarmaci ?

    • agendone

      dalle mie parti i ricchi o hanno la casa d’epoca nel centro storico ZTL interdetto al traffico, oppure vivono fuori città nella villa con giardino. Non fumano perché fumare fa male, ma si fanno di coca, non so se la cocaina faccia venire il cancro. Sicuramente non abiitano dove ci sono i capannoni delle fabbriche, anche se le fabbriche sono di loro proprietà. Sono stressati quanto tutti gli altri, ma forse anche meno.

    • uomoselvatico70 uomoselvatico7

      Appunto.
      il pianeta è un solo e la merda che respiri, mangi, e bevi, ormai ti raggiunge dovunque sei…

      E’ il caso ad es dei PCB e delle sostanze perfluoroalchiliche, ritrovate in grandi concentrazioni persino nel fegato degli orsi polari dell’artico, a migliaia di chilometri di distanza da qualsiasi insediamento umano.
      Alla fine e’ come dico io, chi ha più soldi magari campa meglio ( ma non è sempre detto, molto dipende anche dal CARATTERE di una persona) ma alla fine si ammala e crepa esattamente come tutti gli altri.

      • RenatoT

        All’etá di 28 anni ero 25kg in piú di oggi che ne ho 51. Avevo un bel pó di problemi. I classici sintomi che hanno tutti.
        Problemi di intestino, stanchezza cronica, stitichezza, 2-3 emicranie alla settimana, vene otturate e conseguente affanno per fare anche solo un piano, sudorazione, forfora, russavo la notte, cisti in giro per il corpo, carie, schiena con brufoli… potrei continuare.
        Oggi grazie scelte comportamentali e alimentari non ho piú nessun sintomo.
        Eppure sono invecchiato… Mi dispiace solo aver passato metá della vita con la paura della morte e delle malattie e con la vitalitá sotto i tacchi. 20 anni di vita quasi sprecati, di fatica e stress e intossicazioni varie.

        10 anni fá avevo la barba bianca, solo la zona baffi erra un po piú scura.
        Cambiato completamente stile di vita da 6 anni, e pare incredibile, alcune zone di barba stanno ricrescendo con la melanina.

        L’universo è regolato da Causa-Effetto, le malattie non capitano per caso.

    • Mechano

      Diete e sostanze chelanti queste sconosciute…

    • Vita Rossetti

      Non solo. A volte fanno lavori che li portano a contatto con raggi o sostanze pericolose.

  • agendone

    Chissà perché mi viene in mente Giovanni Alberto Agnelli.

  • An 19th century man

    Mah più che di censo direi che è questione di educazione: sai quanti facoltosi ho conosciuto che mangiavano troppo, e alla fine sono schiattati a 60 anni. Anche i poveri, se educati alle abitudini sane conservano una buona salute a lungo, del resto la specie umana si è evoluta nella scarsità.

    • Holodoc

      Vero, i carrelli pieni di cibi spazzatura ce li hanno sia i ricchi che i poveri.
      Il ricco potrebbe scegliere di investire in qualità, ma se non ha la cultura per farlo non lo farà.

      • Mechano

        Più che cultura sono le abitudini e l’attaccamento affettivo ai cibi con cui siamo cresciuti.
        I ricchi da generazioni mangiano sano fin da piccoli. E da grandi continuano a mangiare sano. Ed hanno una vita più lunga.
        I nuovi ricchi cresciuti da famiglie povere a merendine e cibo scadente, da grandi ricercano inconsciamente i sapori sapidi o dolci dell’infanzia.
        C’è una forte relazione tra cibo e psiche. Da studente di neuroscienze ti posso dire che sono da poco stati scoperti dei prolungamenti di reti neurali nello stomaco. Lo stomaco e l’apparato digerente è una specie di secondo cervello. Un luogo dove si generano determinate emozioni. Ragionare o agire di pancia è un detto che nasconde molto di ciò che sto dicendo.

        Lo stress genera acidità di stomaco e degenera in ulcere. Quando si cade in depressione si digiuna. La paura ha effetto sulla motilità intestinale e lo sfintere. E così via…

  • Mechano

    Vorrei introdurre gli studi di Robert Sapolsky e Gabor Maté della Stanford University.
    Il primo un neuroendocrinologo e il secondo fisiatra esperto di dipendenze.

    Loro furono tra i primi a notare la relazione tra malattie e disuguaglianze nella società. Come anche la maggiore diffusione delle dipendenze tra i ceti poveri ed emarginati.

    https://www.youtube.com/watch?time_continue=71&v=KXXT1S7WLFc

    Il loro lavoro che io mi ritrovo a studiare adesso, fu riassunto dal regista Peter Joseph nel suo film Zeitgeist Moving Forward il terzo della serie.
    Direi che è molto interessante, e non è riassumibile in poche parole, ma va visto con attenzione, perché contiene moltissime informazioni utili.

    https://www.youtube.com/watch?v=-JDAhR6zYB4

  • ignorans

    Articolo banale, infimo livello sociologico, illusioni a gogò.
    La tesi è sempre la stessa di mille articoli simili: modificando la società risolveremo problemi. Che baggianata!

  • ndr60

    Veramente la stretta relazione tra reddito e salute è provata da anni: tutti gli studi indicano che per ogni livello di posizione socioeconomica considerata, chi ne occupa una più avvantaggiata mostra gradi di salute più elevati rispetto a chi si trova in una posizione più sfavorita. Più soldi vuol dire avere accesso a cure migliori e più tempestive, e spesso anche più informazioni sulle corrette abitudini alimentari e di vita. E’ vero che ormai il 90% della popolazione ormai nasce già intossicata dalle schifezze che la madre mangia (o beve, o respira) nel corso della gravidanza, quindi se a ciò si unisce il crollo del welfare e della sanità pubblica, presto i 90-100 anni di vita saranno un miraggio, tranne che per i miliardari. E con gran sollievo delle casse previdenziali.

    • Truman

      Pensandoci, la cosa più notevole è che la correlazione tra reddito e salute non è poi così lineare, a volte chi è ricco si ammala di più delle malattie tipiche del ricco, mi torna in mente la gotta che una volta colpiva soprattutto quelli che stavano bene (economicamente).

      • Deheb

        Tipica perche potevano permettersi di mangiare più spesso carne rispetto ai contadini, ad esempio. I miei nonni mi raccontavano che loro la carne la mangiavano 1 volta alla settimana (quando andava bene) o nelle feste. I tempi sono cambiati.

      • ndr60

        Questo era vero quando la medicina non aveva grandi basi scientifiche; la mia impressione è che oggi (e a maggior ragione nei prossimi anni) si allargherà sempre di più la forbice tra medicina d’avanguardia, costosissima quindi riservata a pochi eletti (terapie geniche, cocktail di antiossidanti anti-age, nanofarmaci) e medicina a basso costo (già oggi in molti ospedali i chirurghi suturano con filo cinese…).

  • RenatoT

    Infatti non mangiamo latticini di alcun tipo e nessun prodotto confezionato/inscatolato e pre-lavorato in una fabbrica.
    Nessun cereale, sughi, pasta e farine di alcun tipo.
    Mangiamo solo cibo fresco non lavorato… compresi lavorati della carne, tritata giá pronta, salsiccia… sgarriamo solo prosciutto iberico di bellotta… ma molto raramente.