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ALL’AUTORITA’ LEGALE CHE CORRISPONDA: …

DI PACHO

Un giorno  (veramente oggi è 07 Gennaio 2017), incominciai a scrivere quello che penso e da qualche maniera  vivo da tanto tempo, anni per essere sincero (e farò il tentativo di spiegarlo, provando ad essere sintetico).

Mi permetto, per evitare interpretazione equivoche, di farlo nella mia madrelingua, dove meglio posso  raccontarvi le mie ragioni, anche se non è facile in queste circostanze .Vi chiedo di trovare un interprete o traduttore, Grazie.

Io, Eduardo Dellagiovanna (più conosciuto con il soprannome “Pacho” dagli amici) sto per compiere 66 anni (il 30/01/2017); dal Gennaio 2015 tra ferie, permessi retribuiti, cassa Integrazione etc. non sto più lavorando. Impossibile proseguire con le collaborazioni esterne (personalmente “collaboratore della Provincia di Brescia nel settore Trasporto pubblico” tramite Cooperativa Sociale, per la legislazione e i tagli di bilancio politici, per tanto disoccupato “ufficiale” dal Giugno 2015 e riscuoto un sussidio di disoccupazione (INPS-Naspi) che terminerà ad Aprile o Giugno del 2017 non lo so esattamente (oggi non mi interessa più); quindi dopo oltre 34 anni di contributi pensionistici allo stato italiano, con le nuove disposizioni legali in materia(grazie sig.ra Fornero!), io resterei 18 mesi senza la possibilità economica di sopravvivere, dato che non avrei entrate fino al momento in cui la legge mi permetterebbe di percepire una pensione.

La mia possibilità reale di poter trovare un’occupazione oggi in Italia, per “arrivare all’età del pensionamento” è così poco probabile come vincere una lotteria senza possedere il numero vincente.

L’ultimo sussidio che ho ricevuto (il 14/12/2016) è stato di 599,00 euro; come potrete immaginare, è totalmente insufficiente. Quando iniziai a riceverlo era di 880 euro (anche se il mio stipendio sfiorava i 1.300 mensili e già mi costava arrivare alla fine del mese, però pagavo tutte le fatture.

Ho letto su Facebook (non so se sia vero) dichiarazioni di un ministro Italiano che con 350,99 euro si può vivere dignitosamente, lo stesso che dichiarò che i giovani andassero all’estero (questo è verità perchè ha ritrattato pubblicamente), senza commenti…., in tal caso provi lui, che mi risulta incassi qualcosa come 10.000 euro mensili, a spiegarmi come faccio io a pagare 380,00 euro di affitto più luce, gas, acqua, telefono, prestito bancario -180,00 mensile- e mangiare per sopravvivere?, gran sorete…mi piacerebbe pubblicare le mie riflessioni-condizioni di vita (per lo meno queste che condivido con milioni di persone in questo paese e nel mondo) ma credo che mi censurerebbero su Facebook; soltanto per vedere quanti “likes” riceverei…e, naturalmente, che mi risponda anche se io non potrò leggere (la sua risposta) perchè per me sarà “time over”…  

Se a questa situazione aggiungo il mio stato fisico (la cardiopatia e il tumore alla corda vocale) il mio stato psicologico; la mia separazione e posteriore divorzio nel 1997 (?) la mia lenta ma certa dipendenza dall’alcohol (vino per essere chiaro e al tabacco 25/30 sigarette al giorno) la malattia della mia compagna nel 2006 che è terminata con la sua morte quando aveva compiuto 44 anni di vita (2009), l’infarto risolto con 3 by-pass nel 2010; il suicidio della mia seconda ex-moglie in quello stesso anno, il tumore e operazione del carcinoma nella mia corda vocale nel 2013, la disoccupazione…. credo che la conclusione (mi riferisco alla mia azione) era e sarà evidente, l’unica possibile. Forse l’ho cercata con altri mezzi ma è un cammino molto lento per le mie necessità attuali.

Dopo tutto, cosa mi resta?, che io perda amici stretti e sinceri?; ho perso la mia autostima e ciò ha provocato che il mio istinto di sopravvivenza (eros, crolli davanti al mio thanatos), di conservazione scarseggi; quando mi sveglio, ciò che mi spinge ad alzarmi è la mia vescica piena…e l’appetito dei miei gatti.

Psicologicamente, la mancanza di soluzioni possibili e/o reali mi angoscia e deprime. Ha chiamato la mia banca (o la finanziaria) perchè devo due rate del prestito (saranno 3 il 27/01/2017), le bollette che mi arrivano e confesso, non sono cifre esose (chissà per un politico o un occupato sia differente, ma per me 1.000 o 1.00.000 fa lo stesso: qualunque cifra NON POSSO PAGARLA). Semplicemente perchè non l’ho.

Perdonate l’analisi superficiale e ripetitiva del sistema e cause… ma in quest ultimo momento ragiono con i gomiti.

Non ho più voglia di vivere nè incentivi per farlo;la questione sta peggiorando non da giorno a giorno, ma da ora in ora.

Dovrei faremi una visita medica oculistica (è dieci anni che non lo faccio, vedo malissimo!) ma; non ho denaro.

Dovrei consultare un dentista (ho vari elementi in auto-espulsione per non parlare dell’igiene dentale) ma; non ho denaro.

Dovrei rinnovare il mio porto d’armi, il passaporto, il vestiario, etc. non ho denaro.

Le fatture già arrivate che dovrei cancellare a Gennaio 2017 (per non parlare di quelle scadute) ma; non ho denaro per saldarle..

Questa è la mia vita oggi in un paese “democratico” (con una costituzione bellissima e disapplicata) dove un parlamentare (destra-centro-sinistra?) -in 1 mese guadagna quanto io non guadagno in 1 anno (ll NASPI non contempla neppure una tredicesima! ) e la sopportazione di questa realtà, situazione (non solo in Italia) diventa per mè troppo pesante. Politiche e sistema di governo decidono come devo morire, se di fame o di debiti; mi hanno tolto l’illusione che la vita anche se difficile è bella; non sopravvivo con il sorriso di un bambino o la bellezza di un tramonto /albeggiare; questo sistema mi impone che se non pago e/o non produco, non servo, per tanto scompaio.

Confesso, non mi hanno vinto i militari argentini, ma adesso non ne posso più. Ho sottostimato il nemico (sistema), non lo credevo, non lo immaginavo tanto inumano e feroce ( como direbbe Galeano). In ogni modo non rinnego assolutamente tutta la mia vita militante in Sudamerica. In Italia ho militato per anni in solidarietà e cooperazione internazionale, ho conosciuto la generosità umana di tanti italiani e non solo, ma generosità reale.

Devo chiedere “aiuto” al municipio?, non credo che sia corretto, la mia esperienza di vita per dirlo in qualche maniera ( capitemi, non è un momento in cui penso serenamente per esprimere idee e sentimenti): credo che corretto sia che ciò che mangio e consumo, devo guadagnarmelo!.

Possibilità attuali in Italia nella mia situazione di guadagnarmelo: nessuna!!!

Mi dispiace per quegli amici sinceri che mi circondano; non li nomino per timore a non menzionarli tutti e anche alla proprietaria di questa casa, la dottoressa A.V. alla quale devo 7 mesi di affitto non saldato, realmente non se lo merita ma non sono in condizioni di pagare, semplicemente non ho il denaro nè possibilità di averlo.

Chiedo, ( neppure so a chi farlo) immagino ai Servizi Sociali del Municipio della Città di Brescia dove vivo e risiedo, dato che sono indigente e non ho familiari in Italia, di essere cremato nel modo più laico, semplice e rapido possibile, al tempo stesso ripeto, mi piacerebbe che i miei gatti non siano sacrificati.

Nessuno mi ha suggerito questa soluzione; è il sistema vigente e la mia impotenza che mi produce ciò che mi porta a prendere questa mia decisione, l’unica possibile. Questo è tutto, sicuramente i miei amici si incaricheranno di dare comunicazione ai miei parenti che ancora ho in Argentina.

Chiedo a tutti, sinceramente scusa per i problemi reali e burocratici che credo (polizia, pompieri, amici destinatari di questo messaggio, etc.)

Dovranno entrare dalla via e utilizzare qualcosa per tagliare la catenella di sicurezza della porta d’ingresso (1° piano, porta a destra -vetri e sbarre, unica), la seconda possibilità è dalla via, la finestra grande all’altezza del balcone del mio vicino che lascerò aperta. Non voglio lasciare un arma alla mercè di qualunque persona che entri nel mio domicilio. Nella cassaforte (aperta, troverete le munizioni).

 (Ricordatevi della mia richiesta per i miei meravigliosi gatti anche se sarà difficile e soprattutto che non li separino dopo 10 anni di vita in comune tra di loro ).

Eduardo (Pacho) Dellagiovanna. – Vicolo del Moro, 15 – primo piano – Città di Brescia (Centro Storico). Per aprire il portone d’ingresso dalla via, dovrete disturbare qualche vicino.

P.S. 1.: Ieri mi ha chiamato la banca: per il 27/12 avrei dovuto pagare 360,00 euro e, è arrivata la fattura dell’energia elettrica e del gas: 108 e qualcosa euro…non li ho.

 Mi restano (oggi 06/01/2017) sul mio C/C meno di 1,85 cent di euro e nel portafoglio niente, ho potuto fumare grazie alla generosità di Elizabetta ieri, al pranzo di Beppe e 50,00 euro che mi ha lasciato Gigio la settimana scorsa….più i pranzi pagati da Livio.

Come si potrà apprezzare, non ho scritto questo in un solo giorno, è quasi come un diario.

Termino con un haiku del meraviglioso scrittore uruguaiano Mario Benedetti:

Dopo tutto

la morte è solo un sintomo,

del fatto che ci è stata una vita…

P.S. 2: PiChiedo scusa per lo stato della casa (pulizia, ordine, etc.), como immaginerete, è da tempo ciò che meno mi preoccupa.

Condividete questo ultimo messaggio (se volete) con chi considerate gli possa interessare o cancellatelo.

Ancora grazie e chau a tutti. Oggi 07/01/2017. . .

Pacho.

Per favore, chi riceva questo comunicato che informi la/le  autorità pertinenti, non è uno scherzo.

pacho. 

Prima di spararsi, Pacho ha inviato, alle ore 6,14 di sabato 7 gennaio 2017, questa mail in spagnolo a Radio onda d’urto e ad alcuni altri amici e amiche. Un testo denso di dignità e allo stesso tempo un amaro grido di accusa verso il sistema capitalistico, inumano e feroce.

 

Fonte: http://tlaxcala-int.org

Link: http://tlaxcala-int.org/article.asp?reference=19656

11.01.2017

 RADIO ONDA D’URTO
Fonte: http://www.radiondadurto.org/2017/01/07/lultimo-saluto-e-lamaro-grido-di-accusa-di-pacho-ex-guerrigliero-esule-argentino-a-brescia/

 

Visto su http://rossland.blogspot.it/

 

Eduardo “Pacho” Della Giovanna, nato in Argentina nel 1951, è stato militante, fino al suo scioglimento, dell’organizzazione guerrigliera marxista PRT-ERP in Argentina, Spagna, Messico e Italia.

Fino al 1973 il PRT-ERP era la sezione argentina della IV Internazionale. In quell’anno ci fu la scissione tra l’ala più “ortodossa” (che diventerà il PST) e quella più “guevarista” (che manterrà il nome di PRT-ERP) guidata da Mario Roberto Santucho (assassinato dalla dittatura tre anni più tardi). Pacho apparteneva a quest’ultima corrente.

Esiliato dalla dittatura si stabilì a Brescia alla fine degli anni ‘ 70 e si impegnò in attività di solidarietà con i popoli latinoamericani. In particolare lo si ricorda, accanto a Guido Puletti e ad altri esuli latinoamericani, nella campagna per il boicottaggio dei mondiali d’Argentina del ’78 e nella lotta contro l’installazione dei missili Pershing e Cruise, nel 1981, in Italia. Fu poi presidente di Apasci (Associazione per la pace, la solidarietà e la cooperazione internazionale). Sempre attento alla situazione politica internazionale, Pacho ha partecipato nel corso di questi ultimi anni a iniziative e manifestazioni organizzate dalla sinistra a Brescia.

 

L’omaggio al compagno Pacho

Da oggi pomeriggio (mercoledì 11 gennaio) è possibile salutare Pacho presso la Casa del Commiato in via Bargnani, 25 (Fermata Metro S. Eufemia) a Brescia dalle ore 8 alle ore 19 orario continuato. L’ultimo addio verrà dato nello stesso luogo venerdì 13 gennaio alle ore 16.00 indi proseguirà per il Tempio crematorio di Brescia.
Per coprire le spese per il funerale è stata aperta una sottoscrizione, si può contribuire con bonifico sul conto corrente Iban IT 44 P O5216 11201 000000094408.
Bic Swift BPCVIT2S
Causale:Funerale Pacho

 

Pubblicato da Davide

  • clausneghe

    Non vorrei sbagliarmi ma io questa persona forse l’avevo già vista in giro dal momento che la sua zona è attigua alla mia, sul Bresciano dei centri sociali, per capirci.
    E volevo anche dirgli, senza nemmeno aver letto tutta la storia, fino al tragico epigono, volevo dirgli, di metterla giù meno spessa, in fin dei conti io vivo da disoccupato sessantenne senza reddito da anni e per giunta ho anche cani e gatti da sfamare.
    Volevo dirgli di tener duro e arrangiarsi con i lavoretti come faccio io, che però ho la moglie che mi aiuta,vero..
    Volevo dirgli che…poi ho letto che si è sparato. Un altro vinto dalla vita.

    R.I.P.
    E’ sempre più difficile resistere in questa epoca di morte.
    Ringraziamo i Pastori, per questi mali.

  • Toussaint

    Se volevate farmi commuovere, bè, ci siete riusciti. Parafrasando Paulo Coelho, in occasione della morte di Gabriel Garcia Marques:

    La vida no es la que uno viviò, sino la que uno recuerda, y còmo la recuerda para contarla. Viva Eduardo Dellagiovanna (Pacho)

  • Leo Pistone

    Un altro omicidio di Stato.
    Naturalmente passerà sotto silenzio da parte dei media allineati.

  • Antonello S.

    Non ho parole…

    Spero solo che se lassù qualcuno o qualcosa esiste, che abbia pietà e riservi alla sua anima un trattamento migliore rispetto a quello che ha subito nella terra dei vivi.

  • Adriano Pilotto

    Pace, alla fine.

  • Enrico S.

    Grazie per la lezione di dignità, hermano.

  • GioCo

    Spero che ciò che stava dentro questo contenitore “Pacho” mi perdoni, dato che quello che sto per scrivere non vuole essere poco rispettoso nei suoi confronti, anzi. Per lo meno nelle intenzioni, vuole rendergli la dignità che forse lui stesso non è riuscito a ottenere.
    Ci provo (il compito però non è facile): analizziamo il testo per smontare l’accorato appello emotivo che ci rende complesso capire cosa non ha funzionato.

    Partiamo da una frase che mi pare centrale: “… credo che corretto sia che ciò che mangio e consumo, devo guadagnarmelo! …”
    Si esatto, ma quel che manca è capire il concetto che sta dietro “corretto”. Corretto significa per noi oggi prendere del denaro in cambio di un periodo di servitù. Quindi se occupiamo tempo in altro modo, non è corretto (la mente conserva i significati “rovesciati” insieme a quelli espliciti). Per esempio (si colga la sottigliezza) se occupiamo tempo a capire il mondo, noi stessi, il valore di ciò che per noi conta, o anche solo divertirci, senza essere servi o aver tentato con ogni mezzo di ricondurci alla servitù è comunque “tempo perso” o peggio “rubato”. Se però (ma guarda che caso) sei ricco ti puoi permettere di non essere servo e non pensare a niente. Cioè di disporre del tuo tempo come credi, senza sentirti in colpa.
    Personalmente non ritengo che la nullafacenza sia un diritto. Non ho come ideale “paperino” (per intenderci) e non sono un fan del “reddito di cittadinanza”, che se non erro è in auge da decenni in posti come “l’Arabia Saudita”. Non proprio un modello di democrazia laicista e repubblicano (per intenderci). Lo dico per evitare la prima e più superficiale risposta che si riceve a questo tipo di critica: ma allora vuoi tutti “fancazzisti”? Ti piace il “pancabbestia” o il “barbonismo”?
    I nostri modelli mentali non ci permettono di separare il concetto di “occupazione” e di “guadagno” da quello di servaggio o servitù (che qui colgo l’occasione per indicare come sia ricorrente il concetto, ad esempio in economia, dal signoraggio allo sfruttamento di un “debole” aprioristicamente strutturato in un ordine sociale) perchè gli unici costrutti che ci sono dati sono quelli relativi al concetto “mediatore di scambio” sono la moneta e il baratto, cioè unicamente i mediatori mercantili. Non c’è ad esempio il favore. Che strano è? Ma come si “quantifica” un favore? Non si quantifica, non è parte di un identità mercantile. Si elegge. Il principio cambia. Come cambia il principio nel caso del “dono”, però non lo cito perchè come nel caso del “lavoro” (che oggi è sovrapposto al concetto di “servitù”) è sovrapposto a un altro concetto (“acquisto”) e ci vorrebbe un ragionamento dedicato per capirne la sottile ma efficace differenza. Ovviamente votata allo scopo mercantile, non alla comprensione del principio dello “scambio” (più ampio).

    Il mediatore di scambio mercantile è di tipo oggettivo. Dev’essere misurabile, altrimenti non esiste. Quindi la virtù, la sanità (anche corporea), l’istruzione, il benessere e un sacco di altri concetti cruciali per la società umana, non essendo misurabili a prescindere dalla loro importanza sono comunque oggetto di accese discussioni a cui (ovviamente) non c’è seguito pratico, non c’è presa di posizione. Paiono coinvolgere in dispute vuote ed eterne che alla fine sfiancano e inducono ad adagiarsi sul modello mercantile, non come risposta adeguata alle domande cruciali, ma come “dolorosa necessità”.

    Non ho citato la spiritualità, che rimane anche quella un esigenza centrale, come la creatività e tante altre, perchè è ancora più difficile trattarne la complessa devianza che subiscono in un società dominata dal dogma mercantile, ma non è necessario arrivare a tanto. Il punto è che se non abbiamo un idea alternativa a quella mercantile di cos’è importante, smettiamo di osservare ciò che sta oltre i paraocchi del principio mercantile, per ciò se siamo esclusi dal suo paradigma non ci rimane che una conclusione: l’apoptosi per inadattabilità.

    Noi siamo alla radice animali e sentiamo l’esigenza prioritaria di adattarci al nostro ambiente. Purtroppo però nell’Uomo la risposta adattiva è in minima parte innata e in massima parte appresa. Ciò rende all’Uomo una capacità di adattamento molto elastica, che lo rende capace di abitare il tropico come l’artico del pianeta.
    Ma anche preda dei suoi propri schemi interpretativi, gli stessi che lo rendono così abile a trovare strategie di adattamento. In particolare il grado di successo di uno schema diventa al pari di una trappola mentale nel momento in cui diventa disfunzionale all’adattamento.

    Su questo ragionamento bisogna poi allacciare problemi propri di pressione sociale. Non siamo solo animali, siamo animali super-sociali, vicini ai corvi: opportunisti se lasciati a noi stessi o organizzati se radunati attorno fini e obbiettivi, accettati, precisi e riconoscibili. Ciò rende implicita la necessità di un organizzazione verticale, dal gruppo degli amici fino a una Nazione. Però detto questo, non stiamo parlando di “potere” o di “governo”. L’organizzazione verticale risponde a un tempo, a un luogo, a un contesto. Il papa oggi ha un ruolo nella chiesa posto al vertice, ma chi lo segue? Anche se lo critichiamo oggi non corriamo il rischio nemmeno formale della scomunica. Però se affermiamo di aver trovato una fonte di energia quasi infinita a basso costo e ottenibile da tutti, ecco che subiamo una serie di “censure”, che poi sono (nel concreto) il sunto della reazione di un sistema strutturalmente mercantile.
    Questo per dire che siamo molto dipendenti dalla organizzazione sociale a cui facciamo riferimento, non per “colpa”, ma perché siamo fatti così, costruiti per rispondere all’organizzazione sociale di riferimento il più passivamente possibile. Meglio, siamo strutturalmente (=biologicamente) adattati a mettere davanti alle nostre ragioni individuali quelle collettive a cui diamo credito. Le religioni poggiano le loro fortune sociali su questa base biologica. Ma anche la tradizione, la cultura, l’istruzione.
    A scuola, se non avessimo dato credito all’insegnante in quanto “sapeva più di noi” non avremmo imparato a leggere o scrivere. Banalmente.
    Tanti sono letti per la loro propria ignoranza (leggi “supponenza”) perchè non accettano di essere passivi quando sottoposti alla pressione sociale. Questo ovviamente in negativo (vedi fenomeno del bullismo) ma anche in positivo (come nella critica costruttiva).

    Va bene, mi fermo qui. Ci sarebbe molto altro da aggiungere, ma quel che voglio dire con questo post è in sostanza: usiamo la presente come un occasione per riflettere, non buttiamola via. Può così passare dall’essere un brutto episodio di cronaca nera tra i tanti, in un tributo all’Uomo. Mi pare che in fondo poi, almeno a livello simbolico, non sia pure nemmeno un tributo che non sia stato “guadagnato”: questo per me è “un dono”. Per chi ha orecchie per intendere … cerchi di capire.

  • gix

    Forse avrebbe potuto svolgere qualche lavoretto…forse avrebbe potuto rifugiarsi sui monti in una capanna senza luce, gas e nessun contatto…forse…forse… forse…Alla fine avrà anche la condanna dell’anima per essersi tolto una vita che non gli appartiene…(spero per lui che non si sia posto questo problema). Nessuna possibilità di salvezza in vita e dopo morto, nessuna possibilità di essere compianto dai suoi carnefici. Qualcuno dovrebbe spiegare tutto questo….

    • Steel Rust

      “per essersi tolto una vita che non gli appartiene”
      HAHAHAHAHAHAHAHA!!!
      Quando si dice “schiavo dentro”…

  • Filippo Alberti

    Spero tanto che ciò che ha interrotto la tua vita incontri presto la fronte di coloro che hanno causato tutto quanto ci hai raccontato e, io penserò sempre che sono ancora troppo fortunati
    Hasta la victoria siempre Pacho

  • Steel Rust

    La domanda rimane sempre quella: perché non ha cercato di portarsi appresso quanti più posibile dei “simpatici figuri” che hanno contribuito alla sua distruzione?
    Non avendo più nulla da perdere almeno avrebbe forse potuto impedire che tali esseri immondi facesse del male ad altri…

    • Filippo Alberti

      Semplicemente perché nonostante tutto siamo in troppi troppo buoni, ed è su ciò che contano i bastardi multicolore che finiscono per “governarci”.