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ALIMENTI NON ALIMENTARI

DI BOJS
Freenfo Blog

ASPARTAME
Approvato nel 1996 dalla FDA americana per uso alimentare, ma sembrano avere dimenticato che la FDA stessa ha rifiutato per 8 anni l’approvazione dell’utilizzo alimentare dell’aspartame. Qui ne potete leggere una breve “cronistoria”: Aspartame la scomoda verita’. L’aspartame e’ composto da acido aspartico e fenilalanina e un 10% di metanolo. L’articolo termina dicendo che il metanolo si trova abbondantemente nella frutta, verdura e altre piante….Con questo sembra che ci vogliano dire che il metanolo (Wikipedia: Metanolo) e’ una sostanza “naturale”, da non temere, ma facendo una breve ricerca ci accorgiamo subito che cosi’ non e’. Di seguito troverete delle informazioni riguardanti il metanolo. L’FDA americana riceve ogni anno moltissime segnalazioni di “reazioni avverse “, che in alcuni casi possono portare anche alla morte. Confrontando le informazioni sul metanolo e i suoi sottoprodotti con gli “effetti collaterali” da aspartame si potra’ notare facilmente una certa relazione. Come segnalato in un precedente post, qui troverete uno studio indipendente che asserisce che l’ultima valutazione scientifica sull’aspartame effettuata dalla Commissione Scientifica sugli Alimenti della Commissione Europea non ha tenuto conto di molti studi che evidenziavano la pericolosita’ dell’aspartame, dimostrando cosi’ un forte conflitto d’interessi.
I milioni di obesi con senso di colpa, dopo aver divorato maccheroni, supplì e cannoli, dolcificano il caffè con l’aspartame. Ma che tale dolcificante faccia dimagrire non è un’illusione. Anzi, è certo. Vi farà dimagrire fino all’osso. La FDA (Food and Drug Administration) ha infatti stabilito che l’aspartame “è collegato” con l’insorgenza di tumori al cervello (1) Non solo: ha accertato che la sostanza sintetica ha una comprovata neurotossicità ed è la causa di “92 sintomi” allarmanti, come “cecità, problemi neurologici e vascolari, paralisi”.

La cosa è seria, perché anche chi non vuol dimagrire ingerisce aspartame senza saperlo: esso si trova ormai in 7 mila prodotti alimentari, bevande e medicine comunemente consumati in USA ed Europa. Il vero mistero è perché il FDA abbia allora autorizzato, nell’ormai lontano 1981, la pericolosa sostanza. Un gruppo di consumatori chiamato “Mission Possible” ha scoperto che un medico-inquirente della FDA, Jerome Bressler, aveva stilato nel ’77 un rapporto assolutamente contrario alla commercializzazione della sostanza. Bressler aveva scoperto che la ditta che aveva sintetizzato l’aspartame, e si aspettava di guadagnare miliardi di dollari dal suo spaccio come dolcificante-dimagrante, aveva “rimosso i tumori cerebrali indotti nel ratto” dalla sostanza, prima di presentare le cavie all’indagine.

La ditta in questione era la famosa farmaceutica Searle. La quale assunse allora, come presidente e amministratore delegato…Donald Rumsfleld, oggi capo del Pentagono, ma già allora rinomato lobbista presso l’amministrazione a nome e per conto del “big business”. Mesi dopo, la Searle ricevette dall’FDA l’autorizzazione a commerciare il suo veleno. Il FDA tolse dal rapporto finale d’approvazione il 20% del testo, ossia tutte le parti che denunciavano la neurotossicità del composto chimico.

Info elaborate da:
Ivan Ingrilli – http://www.newmediaexplorer.org/ivaningrilli/
Maurizio Blondet – http://www.effedieffe.com/

ZUCCHERO RAFFINATO
Nel 1957 il Dr. William Coda Martin … aveva classificato lo zucchero raffinato come veleno poiché esso è stato privato delle sue forze vitali, vitamine e minerali.
Quello che resta consiste di carboidrati puri, raffinati. Il corpo non può utilizzare questi amidi e carboidrati raffinati a meno che le proteine, vitamine e minerali eliminati non siano presenti. La Natura fornisce questi elementi a ciascuna pianta in quantità sufficienti a metabolizzare i carboidrati della pianta in questione. Il metabolismo incompleto dei carboidrati risulta nella formazione di “metabolita tossico” quale l’acido piruvico nonché zuccheri anormali che contengono cinque atomi di carbonio. L’acido piruvico si accumula nel cervello e nel sistema nervoso mentre gli zuccheri anormali fanno altrettanto all’interno dei globuli rossi. Questi metaboliti tossici interferiscono con la respirazione delle cellule le quali non possono ottenere sufficiente ossigeno per sopravvivere e funzionare normalmente”.
Lo zucchero raffinato è assai dannoso .. perché fornisce soltanto .. calorie “vuote” o “nude”; esso manca dei minerali naturali presenti nella barbabietola e nella canna. .. Lo zucchero assunto quotidianamente produce una condizione di continua iperacidità .. e, nel tentativo di rettificare lo squilibrio, vengono richiesti dal profondo dell’organismo sempre più minerali. .. Inizialmente [lo zucchero] viene immagazzinato nel fegato in forma di glucosio (glicogeno) .. e, quando esso è pieno sino al limite delle sue possibilità, il glicogeno in eccesso ritorna nel sangue sotto forma di acidi grassi i quali vengono trasportati in tutte le parti dell’organismo ed immagazzinati nelle aree meno attive: il ventre, le natiche, il petto e le cosce. Quando queste aree relativamente innocue sono completamente sature, gli acidi grassi vengono poi distribuiti negli organi attivi come il cuore ed i reni, i quali cominciano a rallentare la loro attività ed i cui tessuti alla fine degenerano e si trasformano in grassi.

LATTE PASTORIZZATO
La pastorizzazione, che prende il nome da Louis Pasteur, è il processo di riscaldamento cui vengono sottoposti il latte o altri prodotti alimentari. Generalmente sono condotti a temperature variabili da 54 a 70 °C e per tempi compresi tra i 20 e i 30 minuti. I nuovi metodi “flash” riscaldano il latte da 65 a 76°C per 15-22 secondi. In questo modo ci racontano che si distruggono i batteri “patogeni” e si “ritarda” lo sviluppo di altri batteri. Ma è vero questo? Perchè allora le nostre nonne “bollivano” il latte oltre i 90°C? Sappiamo scientificamente che “solo” a quelle temperature i batteri patogeni vengono distrutti veramente. Comunque secondo lo scienziato Norman Walker, si richiedono temperature da 87 a 110 °C per uccidere i microrganismi patogeni, come gli agenti del tifo, i colibacilli, i micobatteri e le brucelle. Il calore della pastorizzazione quindi non è affatto sufficiente a distruggere questi batteri portatori di malattie, però in compenso serve per distruggere i batteri lattici come il Lactobacillus acidophilus, che contribuiscono a sintetizzare la vitamina B nel colon. Acidificando il latte che poi coagula, i batteri lattici tengono i batteri della putrefazione sotto controllo. Il latte pastorizzato, non avendo questa protezione, si potrà alterare. L’ironia della pastorizzazione è che distrugge proprio le proprietà battericide del latte.

Principali vantaggi commerciali della pastorizzazione:
Il produttore può permettersi la sporcizia, ..Il riscaldamento di ogni alimento oltre i 50 °C determina la distruzione degli enzimi, i trasformatori biochimici più utili al nostro organismo. Per esempio la pastorizzazione elimina la fosfatasi enzimatica che è necessaria all’assimilazione del calcio. La perdita delle vitamine lipo-solubili come la A e la E può aumentare di oltre due terzi. La perdita della vitamina B e C può andare dal 38 all’80 per cento. Il 20% dello iodio si perde volatilizzato. Il consumo di proteine da latte cotto è dimostrato correlarsi con l’alta incidenza della trombosi. Il Dott. William Campbell Douglass ci ricorda che il latte fresco e crudo è stato usato con successo come agente terapeutico fin dai tempi di Ippocrate che lo prescriveva per la tubercolosi, edemi, obesità, allergie, alta pressione, infezioni, malattie del cuore.
Inoltre la pastorizzazione poichè viene effettuata a 70°C non distrugge affatto la flora batterica “cattiva” derivante dalle infezioni (mastiti), che spesso avvengono nelle mammelle delle povere bestie trasformate in macchine di produzione latte, e curate con antibiotici oltre ai sulfamidici e sostanze varie (Posilac) che vengono somministrate per far produrre più latte e “non far ammalare” le mucche?! Quindi nel latte ritroviamo oltre a tutte queste sostanze nedicinali anche qualcosa che non vorremmo mai bere “il pus”. Se fate analizzare una qualsiasi confezione di latte da un laboratorio purtroppo vi diranno che è tutto a posto poichè i valori della “carica batterica” sono quelli prescritti per legge, ma da chi? Indovinate un pò? Negli ultimi 20 anni hanno modificato tali valori non abbassandoli, ma “innalzandoli” sempre di più e facendoli approvare dai ministeri della “salute” di tutto il mondo occientale.

Bevete quel buon bianco prodotto che fa tanto bene alla salute.

Bojs
Fonte: http://freenfo.blogspot.com/
Link: http://freenfo.blogspot.com/2007/05/alimenti-non-alimentari.html
01.05.2007

Pubblicato da God

  • marko

    Chissà perché ogni tatno su questo sito si trovano diversi articoli messi insieme, con credibilità completamente diversa. Sarà forse perché si spera così di far passare meglio le cazzate.

    Che il metanolo sia velenoso non è un segreto per nessuno, sono di pubblico dominio le varie morti per avvelenamento da metanolo di barboni che bevono schifezze autoprodotte; chiunque abbia distillato grappa sa che il primo liquido va buttato via, perché apputno contiene molto metanolo. L’aspartame pure è notoriamente sospetto, anche se prove definitive non ce ne sono (da wikipedia: “La sicurezza dell’aspartame è stata riaffermata anche negli Stati Uniti dal National Cancer Institute a seguito di un’indagine durata cinque anni su mezzo milione di persone, da cui non è emerso nessun aumento dell’incidenza di linfomi, leucemie e tumori del cervello.”)

    Fin qui, insomma, un bell’articolo, che fornisce informazioni, può essere un ottimo spunto per un dibattito.

    Poi però non si sa bene perché, arriva una seconda parte, scritta da qualcuno che non è in grado di distinguere “pastorizzazione” da “sterilizzazione”, che sostiene che milioni di persone *devono* morire ogni giorno perché bevono latte e non hanno una mucca in casa. Che poi effettivamente non muoiano, all’estensore non importa, è un dato marginale: fa affermazioni senza citare le fonti, salvo un certo “William Campbell Douglass” che sul suo sito sembra molto attivo a vendere libri on-line, molto meno nel pubblicare articoli peer-reviewed.

    Poi non si capisce, portare il latte a 70 gradi non va bene perché si disfano le vitamine e stronzate varie, però poi la bella retorica bucolica dll’autore ci fa credere che le nonne facevano bene a bollire il latte a “oltre 90°”. Insomma, si deve scaldarlo o no ‘sto latte? Io applico il metodo sperimetnale: ho bevuto una volta latte appena munto e a) fa schifo (soggettivo) b) ho avuto diarrea subito dopo (oggettivo).

  • frankbach

    In effetti l’impostazione dell’articolo è schizofrenica. Sull’aspartame andrebbero pubblicate quantomeno le ricerche dell’Istituto Ramazzini di Bologna, una delle poche istituzioni scientifiche ad occuparsi dell’aspartame e della sua tossicità.
    Invece nulla. Sarà quel che sarà, ma stranamente anche la Muller (yogurt e affini) ha iniziato proprio in settimana a commercializzare prodotti con la scritta SENZA ASPARTAME in bella vista: un caso?

    Per il latte, caro Marko, io bevo sia quello crudo, sia quello pastorizzato. Del primo se ne deve bere poco (non so se ti ricordi una celebre scena di un film di Don Camillo, in cui il prete e Peppone bevono il latte appena munto), anche perchè contiene moltissimi elementi nutritivi e la digestione può essere lenta e laboriosa. Del secondo non riesco a bere quello intero (incredibile, vero?), ma solo quello scremato o parzialmente scremato.
    Evidentemente i trattamenti cui viene sottoposto il latte non sono così positivi 😛

    Saluti
    FB

  • NerOscuro

    Ieri sera ho evitato di postare, per le stesse ragioni di marko.
    L’articolo è schiziofrenico, una delle fonti citate (lalev.cc) parla di una reazione che da metanolo produce acido formico e forlmaldeide (caspita).
    Si scaglia contro lo zucchero raffinato (cosa che ho visto fare solo dai fanatici macrobiotici) con motivazioni quali la mancanza di forze vitali (sic). Io lo zucchero lo compro perché dolcifica, non per i sali minerali e le vitamine!
    Poi il latte… sono rimasto costernato. Se fosse vero che il latte a lunga conservazione contenesse batteri, non starebbe per mesi su scaffali a temperatura ambiente.

  • marko

    Sullo zucchero raffinato per il momento sospendo i giudizi: ieri cercando su wikipedia ho trovato dati poco incoraggianti. Mi informerò meglio…

  • marzian

    Ho cancellato il commento di Bojs… così da poterlo riportare formattato 🙂

    Bojs:

    SKIZOFRENIA. Dal dizionario Devoto Oli: “Grave malattia mentale caratterizzata da dissociazione della personalità e dalle altre attività psichiche fondamentali, per cui CHI NE E’ AFFETTO DIVENTA DEL TUTTO INDIFFERENTE A CIO’ CHE ACCADE, o reagisce in modo assurdo o incoerente alle stimolazioni che riceve”.

    I gentili e “informati” nonchè “espertissimi” commentatori forse hanno mal compreso il senso dell’informazione o forse sono stati “contagiati” nella lettura dell’articolo. Poichè a ben leggere ciò che essi stessi hanno scritto si “evince chiaramente” la diretta connessione con chi lo è veramente. Infatti come ben spiegato dal Dizionario… “reagisce in modo incoerente e assurdo alle stimolazioni che riceve” colui che di fatto è schizofrenico. Fatta questa DOVUTA premessa debbo dire che l’articolo è stato impostato con altre informazioni “inerenti” la stessa tipologia di argomento ma non per questo bisogna additare ognuno di noi come fautore di pazzesche informazioni, altrimenti PERCHE’ VENITE A LEGGERLE? Spesso le informazioni non hanno il senso che il nostro schema mentale desidera ricevere ma questo non vuol dire che siano baggianate o edulcolorate. Basta solo usare “le sinapsi” (se ce ne sono) per collegare le informazioni e gli eventi e non lasciare questo (per alcuni arduo) compito solo ai computer. Inoltre l’articolo non è stato da me postato e così impostato come nell’originale che allego di seguito.

  • marzian

    LATTE PASTORIZZATO… LATTE ALTERATO! [freenfo.blogspot.com]

    LA PASTORIZZAZIONE DISTRUGGE IL POTERE NUTRIZIONALE DEGLI ALIMENTI E

    LE VIRTU’ TERAPEUTICHE DEL LATTE CRUDO CREANDO CONDIZIONI FAVOREVOLI ALLE

    MALATTIE DEGENERATIVE NELLE PERSONE E NELL’AMBIENTE


    [bp1.blogger.com]

    La pastorizzazione, che prende il nome da Louis Pasteur, è il processo di riscaldamento cui vengono sottoposti il latte o altri prodotti alimentari. Generalmente i trattamenti di pastorizzazione sono condotti a temperature variabili da 54 a 70°C e per tempi compresi fra i 20 e i 30 minuti. I nuovi metodi “flash” di pastorizzazione riscaldano il latte da 65 a 76°C per 15-22 secondi. In tal modo si distruggono i batteri patogeni e si ritarda lo sviluppo di altri batteri. Ma, secondo lo scienziato Norman Walker, si richiedono temperature da 87 a 110°C per uccidere i microrganismi patogeni come gli agenti del tifo, i colibacilli, i micobatteri e le brucelle.

    Il calore della pastorizzazione è comunque sufficiente per distruggere i batteri lattici come il Lactobacillus acidophilus, che contribuiscono a sintetizzare la vitamina B nel colon e a tenere sotto controllo i batteri putrefattivi.

    Acidificando il latte che poi coagula, i batteri lattici tengono i batteri della putrefazione sotto controllo. Il latte pastorizzato, non avendo questa protezione, si potrà alterare. Quindi l’ironia della pastorizzazione è che distrugge le proprietà battericide del latte. La pastorizzazione interrompe la crescita dei batteri solo temporaneamente: in seguito i batteri rimasti si riproducono molto di più che nel latte crudo. Il chirurgo dentista Royal Lee sostiene che molti casi di brucellosi si riscontrano nelle comunità dove il latte è pastorizzato. Gli avvelenamenti da salmonella, che colpirono oltre 500 persone in Illinois e nello Iowa nella primavera 1985, vennero fatti risalire al latte pastorizzato.

    Qual è la causa della brucellosi? È stato dimostrato essere una malattia deficitaria curabile negli uomini e negli animali con la somministrazione di minerali. Particolarmente importanti si sono rivelati il manganese e il magnesio.

    I principali vantaggi del latte pastorizzato sono due:

    1. Il produttore può permettersi la sporcizia. Gli standards qualitativi degli animali che producono latte crudo sono considerevolmente più alti di quelli dei soggetti che producono latte da pastorizzare, e, perciò, i prodotti da latte crudo sono più costosi.

    2. È conveniente per il negoziante e per il contadino. Nonostante che il latte crudo si mantenga più a lungo del latte pastorizzato, se non viene prodotto in condizioni di massima pulizia si potrà cagliare prima di quest’ultimo. La pastorizzazione può nascondere l’odore stantio e dare al latte una vita protetta più lunga.

    In che modo il calore della pastorizzazione compromette il potere nutrizionale del latte?

    Il riscaldamento di ogni alimento oltre i 50°C determina la distruzione degli enzimi, i trasformatori biochimici che generano le migliaia di processi chimici continuamente attivi nel nostro corpo. Una delle funzioni degli enzimi è quella di rilasciare i nutrienti degli alimenti che consumiamo. Il calore della pastorizzazione elimina la fosfatasi enzimatica che è necessaria all’assimilazione del calcio. Alcuni ricercatori parlano di oltre il 50% del calcio presente nel latte pastorizzato che non viene assimilato dal corpo.

    Perdita di proprietà alimentari, alterazione delle strutture scheletriche e altre malattie provocate dalla pastorizzazione

    1 – Vitamine: la perdita di vitamine lipo-solubili come la A e la E può aumentare di oltre due terzi. La perdita di vitamine solubili in acqua come la B e la C può andare dal 38% all’80%. La perdita di vitamina C supera normalmente il 50%.

    2 – Minerali: il 20% dello iodio si perde volatilizzato e si riduce la bio-disponibilità di altri minerali in varia misura.

    3 – Trentotto elementi alimentari o più sono alterati o distrutti, incluse le proteine e gli ormoni così come le vitamine e i minerali sopracitati. Anche i grassi vengono alterati dal calore così come l’intero complesso delle proteine che è reso meno disponibile per la riparazione e la ricostruzione dei tessuti.

    4 – Agenti anti-anemici e anti-irrigidimento: la pastorizzazione distrugge l’agente “antiirrigidimento” (fattore Wulzen) dei porcellini d’India e l’agente “antianemico” nel latte.

    5 – Agente X: l’agente X utile nella riparazione dei tessuti è eliminato.

    6 – Denti ed ossa: I denti nei bambini sono meno cariabili se la dieta è integrata con latte crudo invece che da latte pastorizzato.12 Il dr. F.M. Pottenger, Jr., che ha studiato gli effetti del latte crudo con esperimenti condotti su animali e persone, riporta che il latte crudo rende ossa e denti migliori rispetto al latte pastorizzato e che protegge e previene i problemi dentali, la sordità, l’artrite (dovuta alla presenza del fattore Wulzen), la febbre reumatica e l’asma.

    7 – Trombosi coronarica e arteriosclerosi: dichiara il Dr. J.C. Annand di Dundee, Scozia: “I prodotti caseari sono molto nutrienti, inclusi la panna cruda e il burro crudo, non otturano le arterie, non aumentano il colesterolo nel sangue a differenza dei latticini pastorizzati ad alte temperature”. E aggiunge: “il consumo di proteine da latte cotto… e non il suo grasso… è stato storicamente dimostrato correlarsi con l’alta incidenza della trombosi.”

    8 – Deformazioni scheletriche e malattie degenerative: È stato dimostrato che gli animali da laboratorio degenerano più rapidamente quando sono nutriti con latte pastorizzato.

    Ad esempio, i vitelli nutriti con latte pastorizzato muoiono entro 60 giorni, come dimostrano numerosi esperimenti”.

    Forse il più famoso e classico esperimento conosciuto è quello del Dr. Francis M. Pottenger, che fu riportato al Secondo Seminario Annuale per lo Studio e la Pratica della Medicina Dentale a Palm Springs, California, nell’ottobre 1945. Il rapporto sottolinea il risultato di 10 anni di intensi studi su circa 900 gatti allevati e studiati per quattro e cinque generazioni. I gatti furono suddivisi in sei gruppi. Vennero così nutriti: il primo con carne cruda, latte crudo e olio di fegato di merluzzo. Il secondo riceveva la stessa dieta con la differenza che la carne era cotta. Agli altri gruppi venne somministrata carne cruda e vari tipi di latte cotto, come latte pastorizzato, latte in polvere e latte condensato. Soltanto i gatti del primo gruppo rimasero sani per tutta la durata dell’esperimento. I gatti degli altri gruppi soffrirono di deformazioni dello scheletro, infestazioni da parassiti, allergie, artriti, sterilità, lesioni alla pelle, lesioni cardiache e molte altre condizioni degenerative simili a quelle riportate nella medicina umana.

    Uno dei più interessanti fenomeni dell’esperimento fu osservato nei recinti che ospitavano i gatti dopo che l’esperimento fu terminato. I recinti rimasero incolti per diversi mesi. Le erbe selvatiche crebbero in ogni recinto ma soltanto nei recinti che avevano ospitato i gatti nutriti con latte crudo crebbero in modo lussureggiante. Ciò portò gli scienziati a condurre ulteriori esperimenti. Seminarono fagioli in ogni recinto ma, ancora, solo nei recinti dei gatti nutriti con latte crudo crebbero delle piante rigogliose. La vegetazione negli altri recinti era rada e irregolare, la peggiore nel recinto dei gatti nutriti con latte condensato. In particolare questi gatti mostrarono le deficienze p
    iù marcate unitamente a modificazioni degenerative.

    Gli scienziati concludono: “I principi nutrienti sono facilmente alterati dal calore e dall’ossidazione che uccidono le cellule viventi. I cambiamenti si manifestano anche nelle generazioni successive.”

    Il Dr. William Campbell Douglass ci ricorda che il latte fresco e crudo è stato usato con successo come agente terapeutico fin dai tempi di Ippocrate che lo prescriveva per la tubercolosi. Nel suo libro, informato e spiritoso, dal titolo: “Il latte dell’Umanità non è Pastorizzato”, descrive molte altre patologie che possono essere trattate con successo per mezzo del fresco, intero, pulito, latte crudo. Alcune di quete sono: gli edemi, l’obesità, le allergie, l’alta pressione, la psoriasi, il diabete, gli inconvenienti alla prostata, le infezioni del tratto urinario, le malattie di cuore e di rene, l’irrigidimento delle arterie, la nevrastenia, l’artrite, le ulcere gastriche e duodenali e i crampi ai muscoli durante la gravidanza. Il latte pastorizzato non avrebbe alcun effetto. Deve essere latte crudo.

    B O J S

    * Questo messagio riporta un articolo di Walene James, tratto dal suo libro “Immunization: The Reality Behind the Myth”, pubblicato nel 1988 da Bergin & Garvey Publishers, Inc. Massachusetts, USA. L’articolo è comparso sul numero 2 (ottobre – novembre 1995) dell’edizione italiana della rivista NEXUS NEW TIMES, diretta da Furio Stella e coordinata da Tom Bosco, che ringraziamo per la disponibilità. Il libro è disponibile presso Greenwood Publishing, USA, Tel. + 1 (203) 226 3571.

    Un sincero ringraziamento alla soc. editrice Andromeda per aver messo a disposizione di tutti queste poreziose informazioni.

    NOTE BIBLIOGRAFICHE

    1. Walker, Normal, Diet and Salad Suggestions, Norwalk Laboratory, Publishing Department, St George, Utah, USA, 1947, p. 32;

    2. Lee, Royal, D.D.S., “The Battlefront for Better Nutrition”, The Interpreter, 15 luglio 1950;

    3. “Food Poisoning Cases in Illinois”, Item in “Health Notes”, Health Freedom News, Maggio 1985, p.31;

    4. Rupp, Ed, “What About Trace Minerals?”, Missouri Ruralist, 9 aprile 1949; “Are We Starving at Full Tables?”, Steel Horizons, vol. 12, no.3;

    5. Davis Adelle, Let’s Get Well, Harcourt, Brace & World, Inc., New York, USA, 1965, p. 149;

    6. Broadston, Elizabeth J., “Hear Ye-Mothers!”, Let’s Live, febbraio 1955, p.12. Anche, Royal Lee, D.D.S., “Raw Food Vitamins”, Discorso pronun- ciato davanti alla Massachusetts Osteopathic Society Convention, Boston, 22 maggio 1949;

    6 bis. Numerosi studi hanno sottolineato l’espansione dei sintomi di deficienza di calcio tra gli americani, eppure gli americani sono tra i più grandi consumatori e produttori di latte del mondo. Su 148 paesi gli USA sono all’11° posto di consumo pro capite di proteine da latte secondo The New Book of World Rankings, 1984 Edition. Che relazione vi è tra questo dato e la pastorizzazione del latte e i prodotti caseari?

    7. Clark, Linda, Stay Young Longer, Pyramid Books, New York, 1971, p. 194. Anche, “Abstracts on the Effect of Pasteurization of the Nutritional Value of Milk”, Lee Foundation for nutritional Research, Reprint No. 7;

    8. Bullit Darlington, Jean, “Why Milk Pasteurization?”, The Rural New-Yorker, 3 maggio 1947, p. 4, Also, Broadston, op. cit., p. 12;

    9. Broadston, op. cit., p. 12;

    10. Darlington, op. cit., p.5;

    11. Ibidem;

    12. The Lancet, 8 maggio 1937, p. 1142. Taken from Lee Foundation for Nutritional Research, Reprint No. 7;

    13. Clark, op. cit., pp. 194-195;

    14. Pottenger, Francis M., Jr., M.D., “A Fresh Look and Milk”. Questo articolo comparve la prima volta nel rapporto del Sig. Kenan in The history of Randleigh Farm. Questa ristampa non ha data, ma un articolo di J. F. Wischusen e N. O. Gunderson, M.D., “The Nutritional Approach to the Prevention of Disease”, in The Science Counselor, settembre 1950, fa riferimento al libro The history of Randleigh Farm, William R. Kenan, Jr., Lockport, NY, 1942, IV edizione;

    15. Organic Consumer Report, 7 ottobre 1975;

    16. Bieler, Henry G., M.D., Food is Your Best Medicine, Random House, New York, NY, USA, maggio 1969, p. 213;

    17. Pottenger, Francis M., Jr., M.D., “The Effect of Heat-Processed Foods and Metabolised Vitamin D Milk on the Dentofacial Structures of Experi- mental Animals”, American Journal of Orthodontics and Oral Surgey, agosto 1946, pp. 467-85;

    18. Campbell Douglass, William, M.D., The Milk of Human Kindness is Not Pasteurized, Last Laugh Publishers, Marietta, GA, USA, 1985, Capitolo 11.