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Agosto italiano

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.com

Strano mese quello delle calure agostane, già bilanciate dai primi rovesci di pioggia, dai primi avventi d’Autunno, ma lasciati ancora oltre la porta d’ingresso, in silente attesa. Pare una forma di sospensione del tempo, quasi la timidezza d’osservare il dopo, il rendersi conto, anzitempo, di ciò che avverrà.

L’Agosto più colmo di sorprese fu senz’altro quello del 1943, durante il quale i canti di guerra mutarono senso: “La guerra continua”, fu l’incipit di Badoglio al 26 Luglio del 1943: già, ma da che parte si continuava ancora non era stato raccontato agli italiani. C’era il fatidico Agosto di mezzo – il mese delle vacanze – il mese nel quale tutto viene deciso.

La coreografia dell’epoca è interessante: il gran teatro definito “Gran Consiglio del Fascismo” dormiva sonni profondi – a volte sereni, altre funerei – dal Dicembre del 1939. Ohibò: c’è una nuova guerra: che facciamo?

Meglio starne fuori: vediamo come butta. Poi, decideremo se giocare la parte di Gengis Khan oppure quella di “Una Svizzera moltiplicata per mille”(1).

Mussolini, un socialista, sa bene che, nel 1922, era stato chiamato al potere dal Re per debellare la rivoluzione bolscevica che s’era installata nelle fabbriche italiane, ed aveva svolto il compito con diligenza. Ma oggi?

Nel 1943 sa di essere finito – chissà quante volte avrà rimpianto l’altra soluzione, quella di essere semplicemente spettatore (e fornitore d’armi) per le potenze in guerra: l’aveva prospettata lui stesso, “Una Svizzera moltiplicata per mille”. In fin dei conti, Spagna, Portogallo e Turchia ne sono rimasti fuori, con notevoli vantaggi.

“Fuori”, adesso, può solo osservare il quartiere di San Lorenzo raso al suolo dai B-17 americani e sa perfettamente che è stato soltanto un avvertimento: a parte il Vaticano ed il Quirinale, in poche settimane tutto sarà ridotto in briciole.

Ripensa agli avvertimenti di Badoglio, Ciano, Umberto, Balbo, in quel lontano Giugno del 1940…e tanti altri…”Potremo essere pronti a fine 1942, non prima”…ma ha sbagliato, ed oggi non può più farci niente. Perciò, conscio della ribellione latente nel Gran Consiglio, lo convoca ugualmente, per andare incontro al suo destino: pensava forse di vincere i riottosi consiglieri? Poteva non sapere che Dino Grandi – ex ambasciatore a Londra e grande amico di Winston Churchill – non avesse preparato la trappola? Poteva sperare che il Re, suo grande nemico da anni, lo rimettesse in sella? No, Mussolini sapeva: non era il grande statista che alcuni ancora pensano, ma un uomo di parola sì. Lo convocò apposta, per uscire di scena potendo dare la colpa ai “traditori” e salvare, in qualche modo, il suo “onore”. Il che, poi, è tutto da dimostrare.

Il grande pasticcio nel quale ci aveva infilati – sapendo di non poter scendere in guerra senza armi moderne, senza carri armati, con i biplani, con una Marina nella quale le cariche di lancio dei proiettili non erano precise, senza una strategia per l’utilizzo dei sommergibili, senza radar, senza ecogoniometri, senza bombardieri di “peso”…insomma, con un’industria non all’altezza dei tempi – terminò con un Paese, prima, ancora indipendente in politica estera, dopo, colonizzato come tuttora continua ad essere.

Poteva resistere?

Nei primi giorni di Luglio incontra Hitler a Feltre e lo scongiura di cercare una pace separata con l’URSS, ma il tedesco non lo ascolta nemmeno. Resistere all’invasione? E con che cosa?

L’avventura africana, appena conclusa, ha decimato l’esercito: i prigionieri si contano a centinaia di migliaia, mentre molte divisioni sono sparse in Francia, in Grecia, in Russia, in tutti i Balcani. L’industria aeronautica ha appena iniziato a produrre caccia di qualità: la Reggiane sforna il Re-2005 Sagittario, che è superiore ai caccia britannici ed americani, ma ne entreranno in linea 6 (sei!). La Marina non può fare niente: appena uscita dai porti, sarebbe stata immediatamente assalita da centinaia di aerei e decine di sommergibili. La Sicilia, in meno di un mese, è perduta: sbarcati il 10 Luglio, gli americani entrano a Palermo il 22. Il 3 Settembre gli angloamericani sbarcavano in Calabria, l’8 Settembre a Salerno: fin qui, la cronaca.

Che poi il fronte italiano, dopo la caduta del Fascismo, avrebbe preso un andazzo sonnacchioso fu una decisione politica, dettata dalla necessità di mediare ogni decisione fra Gran Bretagna, USA e, soprattutto, URSS, la quale aveva retto – da sola – l’impatto col Terzo Reich per quasi tre anni.

Domandiamoci: chi avrebbe mai impedito agli alleati di sbarcare – ancora nel 1944 – sul litorale romagnolo, indisturbati, e di mettere fine alla faccenda un anno prima? Lo impedì Stalin che temeva l’invasione dei Balcani.

Appena le calure agostane si chetano, ecco che riprende il gran movimento: c’è da stupirsi che il Re – in fuga verso Brindisi per fare il “reuccio” di uno Stato inesistente e Mussolini, che scende dalla sua “prigionia” sul Gran Sasso per andar a fare il sotto-Gauleiter per l’Italia di Hitler – non finissero per incontrarsi? Le loro strade quasi s’incrociarono, ma non avvenne: sarebbe stato un bell’incontro delle reciproche vergogne, mai confessate.

Questo per concludere, per chiarire ancora una volta a coloro che ancora credono al “tradimento” od alla felice conclusione di una guerra (già persa) a fianco dell’alleato germanico: Hitler, nelle sue memorie, giunse a dire che “sarebbe stato meglio che gli italiani non fossero mai entrati in guerra”.

Del resto, nella porzione d’Italia conquistata era normale che tutte le persone abili ad un qualsiasi lavoro diventassero operai al servizio dei nuovi padroni. Come, del resto, avvenne al Nord: i pochi reparti di Salò non parteciparono quasi mai alla difesa al fronte, e la famosa divisione “Monterosa” – addestrata ed equipaggiata in Germania – non sparò mai un colpo sulla linea gotica.

Addirittura, le navi per lo sbarco in Sicilia furono caricate da migliaia di prigionieri italiani, che non avevano scelta: almeno, mangiavano.

Eppure, ancora oggi, ci sono persone che pensano a quegli eventi come un colossale tradimento ai danni del popolo italiano, non alla inevitabile nemesi di scelte sbagliate ed avventate, compiute nel 1940.

Siamo un Paese colonizzato, inutile girarci attorno. Fra le grandi potenze planetarie – USA, Cina, Russia ed Europa – non contiamo una cippa, giacché l’Europa è quella definita ad Aquisgrana, ossia un potentato franco-tedesco con ammennicoli vari, come il Benelux od il Lussemburgo.

Già sappiamo che l’assassino del Carabiniere di Roma, prima o poi, sarà estradato negli USA e là sarà liberato dopo un po’ di galera a tarallucci e vino. Siamo l’unico Paese che ha partecipato ad una guerra (Libia) contro un suo alleato e contro i propri interessi!

Ma, adesso, siamo nell’Agosto del limbo: divertitevi, mangiate, bevete, andate a ballare, in spiaggia, nei locali…tanto altro non si può fare…la cronologia italiana è sempre la stessa: dopo le decisioni prese in zona Cesarini nella calura di Luglio, si devono lasciar passare le mollicce vacanze agostane.

Solo un anno fa, s’era appena insediato un governo: una compagine difficile da gestire, anche se i due partiti erano ferocemente contrari all’euro ed all’Europa, entrambi contrari alla TAV ed anche la Lega difendeva la lotta dei Comuni della Val di Susa:

E’ il 7 dicembre del 2005 quando la Padania intervista Maroni sulla questione e titola col suo virgolettato: “Non sono i no global. La protesta della Val Susa non va ignorata, bisogna comprendere le ragioni della gente”. Per l’allora Ministro del Welfare “il problema non si risolve con strumentalizzazioni o con l’intervento delle forze dell’ordine” (2)

Accorpano persone come Borghi e Bagnai, che stanno trascorrendo una sonnacchiosa legislatura, ben lontana dalle ire antieuropee di un solo anno fa: anche Paolo Savona s’acquieta e non si fa più sentire. Di Battista, almeno, è stato onesto: ha capito, ha sbattuto la porta e se ne è andato.

Piccole manovrine crescono: il governatore della Liguria Toti – ex direttore del TG4 di Mediaset – all’ultimo istante, prima che i riflettori si spengano e si dia l’avvio ufficiale alle vacanze, lascia Forza Italia con qualche lacrimuccia agli occhi. Già da un anno masticava la scelta, quella di una sorta di Forza Italietta “depurata” dal fantasma ingombrante del Cavaliere, per associarsi alla Lega stravincente (per ora) ed alla pallida Meloni, che sa di un melone acerbo. Speriamo nella tintarella. Un esito ampiamente previsto: Berlusconi abbozzerà o s’incazzerà? Mah…eppure, in qualche modo, bisognerà fermare la riforma di Bonafede…

Quello che gli italiani, spesso, dimenticano è la Parte Seconda della Costituzione e, in particolare, il Titolo Secondo, ossia gli art. 83-91: la sezione che descrive i poteri del Presidente della Repubblica.

Pochi sapranno che la figura, nel 1946, fu ricopiata quasi pari passo da quella del Re.

Lo abbiamo visto in opera un anno or sono, quando al posto di Savona andò Tria: un ministro del governo Monti!

Con un sapiente e misurato uso di verbi, avverbi ed aggettivi – “sentito il…”, “nei casi previsti…”, “qualora…” et similia, il presidente fa il cavolo che vuole: un anno fa ci provò il povero Di Maio a pronunciare il famoso termine “impeachment” (che non esiste nella lingua italiana), per poi dover genuflettersi 550 volte e dire trecento Pater, Ave e Gloria ogni mattina appena sceso dal letto.

In effetti, l’ultimo, grave dissidio fra la figura di garanzia (Presidente/Re) ed il Governo fu proprio quello fra re Vittorio e Mussolini: un dissidio profondo, ma mantenuto allo stato latente per un intero ventennio: scoppiato poi, evidentemente, quando la situazione era diventata insostenibile per i motivi sopra esposti.

La velleità di parte del panorama politico d’andare rapidamente ad elezioni si scontra proprio con il Presidente, che mai e poi mai acconsentirà ad andare ad elezioni “al buio” senza una legge Finanziaria da definire e promulgare nel prossimo Autunno. Senza considerare anche un dato curioso, ma che gli importa assai poco: la maggioranza degli italiani vuole che questo governo vada avanti, cosa mai accaduta nella storia della Repubblica ad un anno dall’insediamento.

In qualche modo, si stanno scontrando due modi d’interpretare la politica e l’azione di Governo ed il servaggio americano: quello che ha regnato per 70 anni – da Gelli a Sindona, da Calvi a Marcinkus, da Cagliari a Gardini, da Moro ad Andreotti, da Prodi a Berlusconi, da D’Alema ad Amato, da Monti alla Fornero, da Renzi a Gentiloni…senza contare i “comprimari” che hanno insanguinato e gettato nel mistero ogni loro azione: da De Pedis al Vaticano, da Pippo Calò a Woitila, dai Bontade ai Messina Denaro, dai Bertone ai Ratzinger… – perché questa è l’Italia che ha contato e che, ancora oggi, vuole contare. Difatti, ogni azione giudiziaria di un certo peso va a scontrarsi, precisa come un orologio, con eventi e persone che la storia di questo Paese hanno diretto, cambiato, insanguinato: Massoneria, Mafie, Servizi Segreti. Qui c’è la vera continuità.

Sinceramente, osservando questo sconfortante scenario, poco c’azzeccano i movimenti di un Toti o di un Di Battista nel mefitico panorama delle istituzioni, quando anche il CSM è stato raggiunto dal puzzo di cloaca.

E l’altro modo d’intendere la politica? E’ perduto, sconfitto, nella penosa parabola dei Borghi e dei Bagnai, dei Savona e dei Di Maio, dei di Battista e dei Salvini. Le promesse elettorali? Aria fritta, alle quali il Quirinale sorride, sornione.

Scomposti burattini, messi in scena da abili mani: sempre le stesse, ogni anno che passa. Come narrava Guccini, “Diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni eguale”.

 

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.com

Link: http://carlobertani.blogspot.com/2019/08/agosto-italiano.html

4.08.2019

 

(1) Dichiarazione di Benito Mussolini.

(2) https://www.fanpage.it/politica/tav-in-val-di-susa-quando-la-lega-diceva-no/

Pubblicato da Davide

18 Commenti

  1. l’Italia, dalla caduta dell’impero d’Occidente, è stata più vassallo che libera.
    Prima del Sacro Romano Impero e di Costantinopoli, si è un po’ autogestita dall’epoca dei comuni fino a Lorenzo il magnifico.

    Poi è stata vassallo di Spagna e Francia, a cui è succeduto l’impero austro-ungarico. La Gran Bretagna ha sponsorizzato l’unità creando uno stato sabaudo filo britannico ed anticlericale (e filo ebraico)
    Sotto il fascismo Mussolini ha provato a svincolare l’Italia dalle potenze accidentali, per poi rituffarsi tra le braccia dei crucchi.
    Dopodiché siano stati commissariati dagli anglo-americani, che ci hanno coccolati fino alla caduta del comunismo per poi trattarci come pezza da piedi e lasciarci alle mercé dei crucchi.

    Questa è la storia d’Italia. Buon agosto tutti.

  2. Resterà per sempre l’eterno dibattito, se noi italioti abbiamo i politici che ci meritiamo, oppure siamo solo sfigati a non vedere mai come candidati (e vincenti) le grandi personalità che abbiamo avuto e che tuttora abbiamo.

  3. È sempre un piacere leggerla, Bertani.
    Le auguro un piacevole agosto e non si faccia il sangue marcio, gli italiani non lo meritano.

  4. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Bravo! Bravissimo! Ottima disamine. Il problema è insito proprio nella “architettura costituzionale”. E nel fatto che la Costituzione redatta nel 1947 non è mai stata sottoposta al suffragio universale dei cittadini.

  5. la parentesi 22/43 è piuttosto difficile da valutare. superficialmente si potrebbe dire che il governo fascista fece, con tempi assai più lunghi, quelli che ha fatto questo governo: un cambio di rotta. certo la guerra fu una pazzia, ma non credo fosse così semplice schivarla, e mi ripeto, forse solo come atto secondo della precedente 15/18.
    vogliamo rialzare la testa? tagliamola alla massoneria!

  6. Eppure c’è chi aspetta di veder passare il cadavere di questo governo, per prendersi tutto, compreso Salvini ovviamente…Rivedendo in questi giorni le immagini della strage di Bologna, l’impressione è quella di vedere e sentire gente magari ignorante ma molto più sveglia e combattiva di ora, forse anche perché mediamente più giovane. Gente ingenua, che magari si è bevuta la palla dello sbarco lunare con ingenuità, ma che nello stesso tempo sapeva distinguere per quali diritti valeva veramente la pena di lottare. A proposito di luna…come balla è un po’ diversa dalle altre tipo Pearl Harbour, l’11 settembre, ecc che anche fra cento anni sarà difficile contestare; qui c’è la scienza di mezzo ed è possibile che lo sbarco lunare possa veramente essere un passo falso per questi distributori di balle a scopo di dominio. Può darsi che una cosa del genere sia realmente in grado di far cadere tutto il castello, compreso quello dei poteri subalterni nostrani…

  7. Un po’ di colpa l’ha la retorica della resistenza perché ha occultato e in un certo senso depotenziato la dialettica tra i pro e i contro della Repubblica. La scuola ha giocato un ruolo fondamentale perché ha deriso una parte d’Italia e poi dopo i decreti degli anni 60 ha definitivamente blindato ogni possibile confronto.
    Oggi la scuola che dovrebbe formare i cittadini di domani, oltre al ribasso sui risultati per aspettare i meno dotati, proprio omologa le menti. Che tristezza!!!

  8. Star fuori dalla seconda guerra mondiale sarebbe stato giusto ma col senno di poi son tutti bravi , come dicono i francesi gli italiani sono bravi ad accorrere in aiuto di chi sta vincendo e che ne potevamo sapere che chi stava vincendo invece avrebbe perso, sui poteri del presidente non concordo, è una cosa come al solito montata ad arte dai media da sempre si è detto che il presidente della Repubblica ha un ruolo formale di facciata che ratifica le decisioni del capo del governo e del parlamento ora da quando c’è l’Europa tutti tirano fuori i vari sentito ascoltato ecc si sono anche inventati la moral suesion, la verità è che chi ha potere comsnda in un modo o nell’altro e poi si trovano le giustificazioni

  9. “Eppure, ancora oggi, ci sono persone che pensano a quegli eventi come un colossale tradimento ai danni del popolo italiano, non alla inevitabile nemesi di scelte sbagliate ed avventate, compiute nel 1940.”
    Secondo me fù l’una e l’altra cosa….gli errori, se così vogliamo chiamarli, ci furono, entrare in guerra fù follia voluta dagli industriali fascisti/Savoia che ben usarono la propaganda della Stampa (anch’essa fascista/Savoia) e del nascente istituto luce per convincere il popolo ( la guerra rende bene, specie se gli operai riottosi son già stati nutriti a manganellate e olio di ricino).
    Ma ci fù anche il tradimento al popolo, senza armistizio quell’italia che aveva ordinato carriarmati, avrebbe smesso di esistere….chi avrebbe pagato le fatture agli industriali fascisti/Savoia ? Chi avrebe restituito il prestito che il Re, tramite Mussolini, aveva contratto dai Rothschild per pagare, già nel 29, la santa sede a seguito dei patti lateranensi? (e di debiti con lo scudo rosso non c’erano solo quelli).
    Era un bel default con un bel “chi ha avuto avuto e chi ha dato a dato” ma ci hanno tradito ed il popolo continua a pagare, ancora oggi, quel milione di baionette (che forse neppure vedemmo).
    P.S.
    Centra nulla, ma la storia si è ripetuta nel 2011, poteva essere un bel default, ma altro Re Savoia ha chiamato altro Badoglio/Monti per evitarlo, altro armistizio per i loro debiti, altro tradimento al popolo che dovrà pagarli.

  10. Mussolini sbagliò ad entrare in guerra, proprio quando l’italia stava uscendo da una crisi lunghissima.
    Mio padre mi raccontava che si iniziava a stare economicamente un pò meglio quando l’italia fu portata in guerra .
    Mussolini fu un personaggio da tragedia.
    I politici attuali sono personaggi da farsa.

  11. Siamo condannati dalla storia e dalla geografia a diventare un Paese ma non vogliamo saperne.

    É scomodo, costoso, ingiusto, si é esposti alle correnti d’aria, disprezzati, sballottati, derisi, strumentalizzati, ma ce la faremo!

    Con l’aiuto di tutti quelli citati nell’articolo che hanno indicato la strada (complimenti a Bertani per l’equilibrio) e di nuove leve sulle quali contiamo, che non si sottrarranno,… rimarremo cosi: ricchi e poveri, rancorosi, mal disposti, ma appagati!

  12. L’italia come stato non è mai esistita,sono tre macroregioni a se stante.Con i loro dialetti e la loro cultura,che per un tozzo di pane venderebbe pure la madre(in questo caso i politici).Cito il sommo poeta:

    Ahi serva Italia, di dolore ostello,

    nave senza nocchiere in gran tempesta,

    non donna di province, ma bordello!

  13. Un mese come tutti gli altri

  14. ”In qualche modo, si stanno scontrando due modi di intendere la politica e l’azione di Governo ecc.ecc.ecc.”!!! Ovviamente non si può fare altro che concordare con quanto sostiene il Sig. Bertani. Mafie, servizi segreti, massoneria sono un cancro per il nostra paesucolo, cancro di cui non riusciamo, o non vogliamo, liberarci! Inoltre leggere l’orribile esempio, l’orrido ”catalogo dei malavitosi delinquenti” lucidamente citato dal nostro, risulta drasticamente repellente!!! Ciò premesso si torna sempre al solito quesito: cosa si fa, cosa facciamo, cosa intendiamo fare necessariamente, doverosamente per uscire, risolvere, bonificare, ripulire il Paese??

  15. Grazie della lezione di Storia ma vorrei chiedere: tornando ai giorni nostri e alle cose che non sappiamo che sono il più, Per quale assurdo motivo abbiamo tradito Gheddafi, cosa contro i nostri interessi più elementari oltrechè infame?
    Cosa c’è che non sappiamo sotto quest’azione? COME siamo stati obbligati? O siamo davvero così scemi?
    Vede, io senza nulla sapere dell’epoca di cui parla, non la faccio facile come i signori comunisti a dare addosso a qualsiasi Governo ci sia al momento. Tanto è vero che non vedo l’ora che al Governo ci vadano loro che sono taaaanto bravi! Così vediamo che sanno fare.

  16. Fermo restando che pure io sono convinto delle intenzioni di Mattarella (e deve esserlo anche salvini) e dai tempi di”ahi serva Italia…” che si fanno articoli come il suo di oggi. tutto conta è vale per quanto noi siamo disponibili a farlo valere e francamente non mi pare che in Europa nessuno abbia da festeggiare!la Germania stessa che ha costruito e modellato l’Unione non a propria immagine ,magari! ma piuttosto in una sorta di 4’reich dove ogni membro ha un proprio specifico foedus ,che per l’Italia è particolarmente iniquum, inizia a vedere che i conti non tornano . Io so che le ultime elezioni europee sono state un bagno di sangue per i sostenitori dello status quo che iniziano a sentire il fiato sul collo degli (irrazionalmente forse)incazzati e che la baronessa simbolo è rappresentante di tutto il peggio della recente storia Europea è passata per una manciata di voti 5stelle(non li perdonero’mai per questo) mi immagino se fosse stata sconfitta non solo si sarebbe dato un segnale di cambiamento vero ma avremmo anche aumentato la nostra capacità negoziale.un po’ su scala diversa come quando ci siamo arresi e adeguati sulla Libia .potevamo dire di no e mettere quella coalizione nella m….chi lo dice che non potevamo.certo ci sarebbero stati da pagare dei prezzi politici ma visto la fine che ha fatto il governo Berlusconi e la quantità di processi che comunque ha subito il cav.e il trattamento monti .che cosa ci siamo evitati dando il via libera all’operazione libia? Sono curioso di vedere cosa ci darà la van der leyen.

  17. Per Jane.
    Parli degli “Alti ideali dei Giacobini” e allora senti questa. Cose apprese in conferenze di un certo calibro ma che si possono trovare tranquillamente su Google sapendole mettere insieme per quanto riguarda le date.
    Rivoluzione Francese: esce il Re dalla porta ed entra un Imperatore dalla finestra. Forse perchè il Popolo francese era ormai nauseato tal tanfo dell’odore del sangue.
    1994 decapitato Robespierre. Insieme a lui Saint Just, la vera mente nobile della Rivoluzione.
    Con loro condannato un terzo personaggio che avrebbe potuto benissimo cavarsela essendo fuori dai giochi ma che ha scelto di seguirli.
    Questo personaggio era, ed è noto, come Bon Bon, che però è un soprannome. Vero nome Augustine e di cognome….Robespierre, essendo fratello del più noto Maximilien.
    Questo Bon Bon era nell’Esercito dove aveva conosciuto, stimato ed era diventato amico fraterno di Napoleone Bonaparte, favorendone la carriera e che quindi, pochissimi, ma proprio pochissimi anni dopo, il Direttorio ha scelto come …Comandante in capo. E poi divenuto Imperatore.
    Capito mi hai?
    Rivoluzioni= tempo perso. E tanto sangue sparso. Per Idioti Idealisti più opportunisti al seguito: il male del mondo.

  18. Secondo te dovremmo tenerci questo sistema? Almeno le rivoluzioni all’inizio hanno uno scatto di dignita’, il liberalismo ti fa credere di essere libero ma sei nella peggiore schiavitu’ perche’ per tenerti buono ti da lo zuccherino, il contentino , che la gente priva di dignita’ accetta miseramente, e sono in tanti. Stan zitti per 4 soldi.Poi te l’ho detto: nel momento che verra’ a mancare lo zuccherino non avranno gli ideali per riscattarsi e ne vedremo delle belle. L’aria che tira non e’ certamente buona!

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