DI CARLO BERTANI
carlobertani.blogspot.it
Conobbi Beha una sera di tanti anni fa, in una Torino uggiosa, circoncisa dalla nebbia ed immersa in quell’umidore che t’attanaglia la pelle e ti strema il respiro.
Eravamo una cinquantina d’anime dannate che sognavano una “Repubblica dei Cittadini”, qualcosa di molto diverso dai cybernauti che oggi vanno per la maggiore: un po’ per fideismo, un po’ per depressione e sfiducia.
Uscivamo a fumare fuori, dalle parti del Palazzo delle Facoltà Umanistiche – terra di Bobbio e di Abbagnano – che ci rammentavano un po’ una Torino smagata da tempo, dall’altra il senso della misura, oggi perduto nelle risse da balera televisive.
Eppure, Oliviero c’aveva raccontato tante, troppe cose, soprattutto quella ventura di scoprire una partita di calcio fottuta, combinata, comprata…chissà…una come tante, in un campionato dove se ti chiami Fiorentina, per lo stesso reato, vai in serie D, se ti chiami Juventus vai solo in B. Vai a capire: no, non c’è niente da capire.
Quello scoop fu maledetto. Se tocchi il calcio oppure l’ENI, in Italia, sei fottuto per sempre.
Gli lasciarono quel posto in RAI – così mi raccontò – tanto per sbeffeggiarlo, per fargli capire che uno bravo non lo vogliamo, se non è disposto a chinarsi a novanta a comando. Lo lasciamo lì, a rimirare la sua impotenza.
Per questo volevamo un repubblica fatta da cittadini – non da cafoni suburbani – che oggi si litigano per capire chi ti ha telefonato per dirti che non dovevi comprare quella banca…oppure no…che la dovevi comprare…madonna mia, che schifo.
In questo senso eravamo più Bobbio od Abbagnano: sempre meglio che giocare alla capra con Sgarbi. Che finisce, irrimediabilmente, sotto una panca fatta di scoregge e rutti, in un’osteria di periferia.
Dal televoto di Sanremo al cyber voto per dichiarare che 20.000 persone hanno deciso che tutto va bene, così hanno sentenziato a Milano, e Genova ha approvato.
Hai preferito vivere da signore un po’ scapigliato, con quell’andazzo dal quale lasciavi intendere di vedere le cose un po’ più in là degli altri, con un orizzonte più lasco, meno imbrattato dai verminai politici o dalle madonnine cibernetiche.
Non mi viene in mente altro che la frase della (ipotetica) figlia di Marco Aurelio ne Il Gladiatore: “E’ stato un giornalista italiano. Onoriamolo.”
Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.it
Link: http://carlobertani.blogspot.it/2017/05/addio-oliviero.html
13.05.2017
fastidioso 14 maggio 2017
Oggi tutti i tg sono a celebrare Beha.
Nessuno parla della sua simpatia per i 5stelle.
5 anni fa scriveva:
"Il sonno della ragione genera
mostri, ma qui siamo all’opposto, il sonno di questi mostri -intesi come
la casta- sta generando la ragione. Il Movimento 5 Stelle ha centrato
questo: la manifestazione di protesta e democraticamente di intervento
del Movimento è un dire basta, un volere abbozzarla, una manifestazione
dal basso, di gente per bene. Per dare una lettura calcistica, io credo
che Beppe Grillo abbia impersonato qualche cosa che significa il goal,
il massimo risultato. Grillo da anni ha giocato a uomo tatticamente, che
altro ha fatto se non questo, ha giocato in contropiede contro queste
persone identificando le magagne e uno status francamente repellente, la
casta si è difesa ingorandolo prima e demonizzandolo poi. Dopo, il
Movimento ha iniziato a giocare a zona, occupando il territorio, la
casta invece ha continuato a trattare Grillo e il Movimento come se
stessero giocando contro di loro e basta, non solo sono cattivi, ma
anche stupidi. Il Movimento 5 Stelle sta dimostrando che si può fare
politica anche senza soldi, io non mi preoccuperei del futuro come fanno
truffaldinamente tutti gli altri perchè intanto c’è una forza seria e
onesta che sta occupando il territorio e tutto questo senza soldi.
Questa è la peggiore accusa per la casta che ha sempre lavorato con i
nostri soldi e non solo perchè hanno trafficato con la banche e con le
fondazioni, ma questo chi segue il blog già lo sa..”
Conclude Beha:
”la rete non deve rimanere solo un mezzo tecnico, ma deve farsi carne e
sangue delle persone, altrimenti continueranno sempre a farci il culo.”