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ABUSI SESSUALI DEI SOLDATI USA SU ADOLESCENTI IRACHENE

DI MUHAMMAD ABU NASR
(Free Arab Voice)

Tratto dal Rapporto sulla Resistenza Irachena del 3 marzo 2006

In un dispaccio inviato venerdì sera alle 11.40 pm (tempo della Mecca), Mafkarat al-Islam ha riferito che pochi giorni fa le truppe statunitensi nella città irachena settentrionale di Mosul hanno fermato un bus che portava delle studentesse all’istituto locale per insegnanti e, ad armi puntate, hanno costretto le giovani a scoprirsi la testa e a denudarsi il petto.

Il corrispondente da Mosul per Mafkarat al-Islam ha riferito che una pattuglia statunitense aveva fermato il bus, appartenente all’istituo magistrale di Mosul, mentre si dirigeva proprio all’istituto alle 7.30 am (ora locale). Dei soldati maschi statunitensi, accompagnati da molte soldatesse, sono saliti a bordo del bus ed hanno ordinato al guidatore di scendere dal veicolo, che aveva una capacità di 44 persone.Subito dopo gli Statunitensi hanno legato il conducente per poi gettarlo a terra. In seguito, mentre i soldati Usa puntavano le loro ami da fuoco sulle ragazze, uno di loro, parlando un arabo stentato, ha ordinato alle ragazze di aprire le camice ed esporre il petto. I solati Usa hanno ordinato che scoprissero anche la testa e i capelli.

Una delle studentesse – che da allora ha deciso di lasciare la scuola – in seguito ha parlato al corrispondente di Mafkarat al-Islam dell’incidente. Ha raccontato che erano tutte sotto schock per l’ordine dei soldati e che cercavano di urlare forte quanto potevano per avere aiuto, chiedendo “Aiuto, salvate il nostro onore! Dio è il più grande! Aiuto, salvate la nostra dignità! Dio è il più grande!”. Le loro urla e pianti hanno solo fatto ridere gli Statunitensi, che si sono presi gioco di loro. Uno dei soldati ha urlato puntando la sua arma sulle loro teste, così sono state costrette a scoprirsi il capo e denudarsi il petto.

La ragazza ha detto che nel frattempo le loro urla erano state udite dalle persone nell’area, che sono corse per raggiungere la direttrice dell’istituto. Lei si è immediatamente precipitata sul luogo con il responsabile locale dell’educazione, una folla di uomini del luogo e alcuni dei poliziotti fantoccio. Gli Statunitensi sono scesi dal bus, mentre molte delle ragazze all’interno svenivano per lo shock e l’umiliazione.

Il corrispondente di Mafkarat al-Islam ha parlato con Shaykh Duwwas ash-Shamari, uno dei capi tribali nell’area di Mosul, che ha confermato il tutto. Ha detto che è vero e che glielo aveva confermato una delle ragazze dentro il bus. Ha anche detto che gli Statunitensi avevano commesso l’oltraggio, anche se il governatorato fantoccio di Mosul e alcuni funzionari locali fantoccio hanno negato i resoconti affermando di doverlo fare in modo di evitare di agitare la popolazione dell’intera città.

La Resistenza Irachena ha risposto ai resoconti lo stesso giorno attaccando quattro quartieri militari statunitensi a Mosul, distruggendo così due Humvee.

Una delle insegnanti dell’istituto ha detto al Mafkarat al-Islam che molte delle studentesse hanno smesso di seguire il programma dopo l’oltraggio. Nel frattempo, molti giornalisti locali che lavorano per varie agenzie hanno anch’essi appresso dell’incidente da persone del luogo e parenti delle ragazze, ma erano riluttanti a renderlo noto pubblicamente.

Una delle studente ha detto al Mafkarat al-Islam di essere determinata a spedire una lettera riguardo questo crimine agli stati arabi ed islamici, appellandosi a loro perché porgano attenzione a quel che sta accadendo in Iraq, in nome del futuro. Ha anche detto che vuole siano consapevoli di cosa significhino veramente la libertà e la democrazia statunitensi. Vuole che pensino a cosa può succedere a delle donne “libere” all’ombra della “democrazia americana”.

Data: 3 marzo 2006

Fonte: http://www.freearabvoice.org

Link: http://www.freearabvoice.org/Iraq/Report/report447.htm

Traduzione dall’inglese a cura di CARLO MARTINI per www.comedonchisciotte.org

Pubblicato da God

  • Tao

    Lo stupro è meno grave se a commetterlo è un reduce militare della guerra in Iraq. Perché anche l’imputato, in qualche modo, sarebbe vittima delle dure prove subite nel suo lungo periodo di permanenza nelle zone di guerra. Così si è espresso il tribunale di Vicenza che ha condannato nel novembre scorso a cinque anni e otto mesi un soldato americano responsabile di aver violentato una ragazza nigeriana di 27 anni. Le gravi lesioni riportate dalla vittima, che fu prima picchiata selvaggiamente, poi ammanettata e infine stuprata, le costarono 20 giorni di ricovero in ospedale. La vicenda si è svolta a Torri di Quartesolo, in provincia di Vicenza, il 22 febbraio 2004. James Michael Brown, 28 anni, venne arrestato in seguito alla denuncia della donna che raccontò in dettaglio l’accaduto.

    Il soldato americano era stato portato in carcere con l’accusa di aver violentato la nigeriana che era riuscita a fuggire dal suo carnefice dopo due ore e mezza di soprusi. La ragazza, che ha sempre dichiarato di non essere una prostituta, era salita sull’auto del soldato per un passaggio verso casa ma poi era stata condotta in una via laterale dove è stata immobilizzata con le manette e ripetutamente seviziata. L’attenuante di Brown consiste nel fatto che era da poco tornato dall’Iraq e invano l’avvocato della ragazza aveva chiesto che venisse chiamato in causa il governo Usa, quale responsabile civile. Per i giudici, concentrati sulla professione dell’imputato, «il prolungato logorio psicologico al quale è stato sottoposto il soldato e la minore importanza che necessariamente ha finito per dare alla vita e alla incolumità altrui, non possono non avere influito sulla commissione dei reati per i quali si procede e sui modi con i quali i reati stessi sono stati consumati». Inoltre per il collegio che ha deciso l’attenuante, la guerra in Iraq si sarebbe poi tradotta in guerriglia contro un nemico invisibile della quale non si vede la fine e il compito che Brown ha dovuto affrontare è «estremamente logorante».

    l.d.c.
    Fonte: http://www.ilmanifesto.it
    7.03.06