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ABRACADABRA!

DI JAMES HOWARD KUNSTLER
Clusterfuck Nation

Poiché la campagna elettorale si è svolta come una corsa di 3000 miglia fra un levriero e un armadillo, i mass media hanno iniziato a martellare sulla vaga promessa di cambiamento fatta da Obama.

“Ora ci rendiamo conto che la principale promessa era quella di un “cambio di regime”proprio qui negli USA, non in qualche posto lontano dove vivono indigeni che portano strani cappelli. La vittoria di Obama è stato un momento di straordinaria allegria, non da ultimo perché sembra che egli sia una persona discreta e intelligente che si è fatta da sola nonostante un modesto background familiare – uno che si andava a comprare i calzettoni tubolari al K–Mart, preoccupato per i soldi che deve spendere e che ha fatto molti viaggi in metropolitana.

“L’attuale occupante della Casa Bianca ha minuziosamente preparato per il suo successore il più grande panino di m…a che il mondo abbia mai visto e c’è, senza dubbio, un po’ di paura che quest’ultimo finisca per soffocarsi. Il dilemma essenzialmente è questo: la società dei consumi che tutti noi ben conoscevamo e di cui eravamo innamorati è ufficialmente morta. Ci si aspetta la nascita di una nuova economia che, però, non ha nulla a che vedere con quella che è morta. L’economia che sta per arrivare è fatta di rigore ed austerità. Non è proprio ciò a cui una nazione di obesi pagliacci è abituata. Possiamo sperare di arrivarci o stiamo per sprecare le nostre ormai esigue risorse vitali per qualcosa che è già morto?

Ad esempio: l’industria dell’auto. Le “Tre grandi”, tutte praticamente in bancarotta, sono adesso allineate nel tentativo di farsi salvare dai conti senza fondo del Tesoro. Personalmente, credo che l’era dell’”Happy Motoring” sia finita. Molti americani hanno già comprato la loro ultima auto, anche se non lo sanno ancora. L’attuale basso prezzo del petrolio è una fregatura completa, avendo molto più a che fare con la discarica finanziaria del mercato dei derivati che non con l’equazione domanda/offerta del mercato immobiliare.

La maggior parte del mondo (i mass media innanzi tutto) ha ignorato fin dall’inizio le falle del recente rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) che prevede che la diminuzione a livello globale della produzione del petrolio sarà del 9.1 % nel 2009. E’ una previsione sbalorditiva, quasi da controbilanciare qualsiasi rallentamento che osserviamo nella domanda globale da parte dell’economia mondiale in crisi. Infatti, i mercati globali del petrolio sono pronti per le più gravi dismissioni mai viste, e questo significa che è une bella scommessa determinare quello che accadrà anzitutto negli Usa: una ripresa dei prezzi del petrolio, oppure carenze, accaparramenti selvaggi e razionamento.

Riguardo ai miei soldi (letteralmente) ci sono solo 2 buone ragioni per cui una qualsiasi parte dell’industria dell’auto si debba salvare in questo periodo: uno, perché abbiamo bisogno di qualcuno che costruisca i motori per i veicoli militari e, due, perché abbiamo bisogno di qualcuno che costruisca il parco macchine per la ricostruzione del sistema ferroviario. Sarà la colonna portante dell’economia del futuro se vogliamo rimanere una nazione civile.

Anche le fazioni progressiste del grande pubblico potrebbero volere molto più cambiamento di quello che hanno negoziato. L’economia globalizzata che conosciamo è finita (nonostante il fatuo suggerimento del primo ministro britannico Gordon Brown che siamo pronti a formalizzare). Il mondo sta per perdere la sua piattezza (scusami Tom Friedman) e diventare più rotondo. Per un motivo, ovvero che la truffa dei consumatori americani che trangugiano i prodotti delle fabbriche asiatiche in cambio di promesse di carta è finita. Al momento i cinesi stanno lottando contro un’epocale chiusura di fabbriche con l’improvvisa prospettiva di una massa proletaria in difficoltà. La situazione è destinata a peggiorare. Alla lunga, queste masse sofferenti e affamate potrebbero sfidare sul serio il governo. Per il momento, non si può prevedere ciò che il governo cinese (illegittimo) potrebbe fare per mantenere il potere, o per difendere davvero i propri interessi economici. Su una cosa c’è piena consapevolezza: non ritorneremo al racket dei giocattoli venduti per buoni del Tesoro. Una cosa che la Cina potrebbe fare per difendere la propria economia è disfarsi di tutte le cartacce denominate Dollari che stanno ammuffendo nei loro forzieri prima che diventino senza valore tutte insieme.

Poiché le relazioni economiche mondiali si stanno rinsecchendo, e continueranno a farlo, gli Stati Uniti saranno ricacciati indietro ai propri destini nello stesso momento in cui le risorse petrolifere diventeranno gravemente carenti. Obama dovrà occuparsi delle urgenti riforme radicali che riguardano tutte le attività della vita quotidiana. Vicino alla cima della lista – ma invisibile per la maggior parte delle persone – ci sarà il problema di come produrre il cibo che ci serve. L’agricoltura industriale è finita, e i sobborghi sono belli cge fritti. Obama dovrà perdere un sacco di tempo nelle fasi iniziali della negoziazione di questa crisi. Non so neanche cosa egli possa fare di politicamente saggio, sebbene possa certamente spiegare al pubblico che dobbiamo coltivare noi stessi una maggior quantità del nostro cibo vicino a casa e farlo usando meno macchine e meno concimi chimici che dipendono dal petrolio. E’ un problema di una tale crescente criticità che non è stato neanche vicino ad essere incluso nell’arena elettorale. La transizione verrà fatta probabilmente con mezzi di emergenza. Quest’ovvia necessità suggerirà un nuovo tipo di comportamento e nuovi modi di fare le cose. Alla fine, nuovi assetti si creeranno da soli, se non sprecheremo risorse difendendo un insostenibile status quo. Una cosa che possiamo sicuramente pronosticare è che coltivare da noi il nostro cibo richiederà molto più lavoro umano e attenzione – significa che ci sarà molto lavoro per la gente che ora sta perdendo il suo posto da Footlocker o da Arby’s, ma non si sa se tutti saranno contenti delle loro nuove vocazioni.

Dobbiamo ricominciare di nuovo a fabbricare le cose negli Stati Uniti, probabilmente in scala minore e probabilmente a farne meno di quelle cui siamo abituati. Non abbiamo ancora idea sul come ciò avverrà. Come l’agricoltura, la cultura manifatturiera deve tornare in modo preponderante, poiché individui e comunità vedono opportunità in vantaggi come la vicinanza a bacini idroelettrici e vie di comunicazione sull’acqua. La mia speranza è che la grande impresa come la conosciamo – a livello continentale e globale – lo faccia. Non scommetterei su nessuna delle 500 facce di Fortune sul fatto che svolgeranno il lavoro manifatturiero usando gli impianti e le apparecchiature a cui sono abituate. L’industria manifatturiera del futuro potrebbe assomigliare più al sistema di lavoro a domicilio che a Procter and Gamble. Tuttavia, è ovvio, ci saranno sforzi molto ingenti per sostenere grandi imprese che stanno fallendo ed evitare che ovvie bancarotte avvengano nel futuro.

Allo stesso modo funziona per il settore della vendita al dettaglio. Molti osservatori credono che la Wal–Mart e i suoi cloni siano immuni dalle grandi correnti che ruotano attorno ad esse. Solo perché molte persone completamente al verde sono a caccia di offerte vantaggiose al Wal Mart nel corso di questi giorni non significa che il modello del “Big Box” sopravvivrà molto a lungo in futuro. Infatti, in ogni tendenza che vediamo – dal mercato del petrolio agli eventi in Cina, dall’impoverimento della classe operaia statunitense alla crisi che sta arrivando nel trasporto su gomma – si possono facilmente capire le fatali debolezze di questo modello. La vendita al dettaglio locale (e le sue strutture di supporto) sta tornando. Non sappiamo ancora, tuttavia, in che modo e quanto capitale verrà sprecato per salvare Wal Mart, quando arriverà il momento. In ogni caso, l’obbligatorio ridimensionamento del commercio in America rappresenta anche una grande opportunità per i giovani di costruirsi un proprio business.

Obama sarà a capo di una potenziale ristrutturazione di tutti i nostri sistemi, alcuni in modi che né lui né i suoi sostenitori avevano immaginato. Non abbiamo ancora incominciato a vedere dove il destino condurrà l’educazione superiore, ma la mia speranza è che non sia più un’attività di consumo e che gli ipertrofici “land grant” diplomifici si riducano di numero o muoiano, quando il sostegno statale si estinguerà e tutte quelle professioni non necessarie come le “pubbliche relazioni” o il “marketing” smetteranno di aver bisogno di laureati con tanto di certificazione. Le lussuose scuole superiori centrali, totalmente dipendenti dalle loro flotte di scuolabus gialli, saranno abbandonate come problemi per gli stati e i comuni. Non credo che potranno essere salvate, e già stanno fallendo in molti altri ambiti, non ultimo l’educare e far socializzare i giovani.
Nei prossimi mesi che verranno, Obama sarà di sicuro sommerso da innumerevoli problemi di liquidità in ogni settore della vita americana, dal disfacimento dei fondi pensione alla bancarotta delle tesorerie di stato, dall’impoverimento delle corporations alle masse disperatamente espropriate di gente che ha perso il lavoro. Non stavo scherzando quando son saltato fuori con la sigla “la lunga emergenza” per descrivere la tempesta in cui ci stiamo dirigendo con Obama. Di sicuro, il nostro attuale presidente – e Obama è stato acuto nell’affermare che c’è solo un presidente in ufficio al momento – ha più di 2 mesi per causare un’ulteriore rovina finanziaria. Adesso, sta chiedendo, Mr O. “vuoi le patatine assieme al sandwich che ho preparato per te?”

James Howard Kunstler
Fonte: http://jameshowardkunstler.typepad.com/
Link: http://jameshowardkunstler.typepad.com/clusterfuck_nation/2008/11/presto-change-o.html
10.20.2008

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ANDREA C.

Pubblicato da God

  • antibufala

    Attenzione: c’è un errore di traduzione in questo passaggio:

    “La maggior parte del mondo (i mass media innanzi tutto) ha ignorato fin dall’inizio le falle del recente rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) che prevede che la diminuzione a livello globale del prezzo del petrolio sarà del 9.1 % nel 2009”

    La diminuzione di cui parla il rapporto IEA non è di “prezzo di petrolio”, bensì di “produzione del petrolio”

    l’articolo originale, infatti dice:
    “Most of the world (the media for sure) has ignored preliminary leaks from the International Energy Agency’s (IEA) forthcoming report which forecasts global oil depletion to be 9.1 percent in 2009”

  • reza

    Ciò che deve essere fatto, se non proprio rivoluzione, potrà comunque essere chiamato rivoluzionaria

    effettivamente, in una società di consumi larghi e facili e quindi, di sprechi, ridemensionare le abitudini di quelli che sono semplicemente chiamati consumatori, invece che esseri umani , o al massimo individui, si potrà ottenere solamente se quei consumatori ritornano ad essere esseri umani che comprendono il valore della solidarietà umana , rigettando l’avidità, l’egoismo e tutto ciò che si potrà raccogliere sotto il termine significativo quale è l’edonismo!
    Il modello occidentale basato sull’american way of life sta portando l’umanità alla disintegrazione da molti anni, l’amministrazione Bush li ha dato solamente il colpo finale quindi, a mio avviso, è da rivedere tutto ciò che per 60 anni è stato propagandato con lo slogan “American way of life”, sono da rivedere i meccanismi che portavano l’America verso sempre maggiore egemonizzazione del mondo, e sono da rivedere i sistemi educativi che indirizzano gli uomini all’edonismo.
    L’American way of life ha drogato la gran parte dell’umanità, portando tutti verso la ricerca di una “felicità” che si poteva raggiungere solamente a sgomitate, solamente mettendo sotto i piedi i valori e la responsabilità verso gli altri, singoli e comunità, popoli ed etnie, e minoranze da “civilizzare” come ancora insiste a ripetere Bush seguito da Berlusconi! ma in realtà; ha negata alla conoscenza umana la possibilità di raggiungere le vette dell’evoluzione sociale in base , oltre che di i fatti d’esperienza, dei valori d’ordine spirituale; il bene, la solidarietà e cosceinza, e quelli di ordine assoluto: Dio.
    Se vogliamo guardare bene in faccia la realtà ed ammettere che la situazione attuale esiste per la sostanziale negazione dei valori di onestà, obbligazione, legge, virtù, cioé ; di tutto ciò che rende impossibile ogni norma oggettivamente valida del bene e del male, risolvendosi così in negazione della stessa moralità, allora questo significa che siamo pronti per accettare di rivoluzionare tutto ciò che rigarda noi, la nostra vita e il nostro mondo, partendo dalla nostra persona e credo che a questo non esiste alternativa, credo che ora siamo costretti ad acettare questo concetto e non credo che esista altra strada per uscire dall’attuale situazione di crisi, che come già detto diverse volte, non è solamente una crisi finanziaria, ma una crisi di identità che però non ha niente a che fare con l’identità tradotto da illusionisti di politica come italiantà, americanità o cristianità, o peggio di tutti con il sionismo che vorrebbe essere tradotto come “il fior di fiore del modello occidentale” nel mondo islamico!
    Non metto tra questi esempi anche l’Islam per un semplice motivo; malgrado tutti i danni del wahabismo, dei salafidi e dell’Alqaeda, danni che hanno creato solamente un immagine fortemente negativa all’Islam presso altri popoli, in particolare presso gli occidentali, l’Islam è dotato di principi etici e codici morali forti che superano le etnie e i popoli e le loro culture e lingue.

  • Affus

    condivido tutto, tranne l’ecumenismo finale .

  • totonno

    Forse non tutto il male viene per nuocere , forse è arrivato il momento di smetterela di comprare qualsiasi cosa , forse il televisore lo cambieremo una volta ogni vent’anni , forse le scarpe le terremo con più cura e i pantaloni si ricominceranno a rattoppare , forse è arrivato il momento di mangiare la mortadella e non il Mc Donalds , di rivalutare la bicicletta , i campeggi sul mare , i giocattoli che arrivano solo a natale , i regali che devono essere prima di tutto utili , il piacere di coltivarsi due pomodori e della scampagnata con il pranzo al sacco , forse è arrivato il momento di tirare lo sciacquone e spedire dove si meritano tutti quelli che ci hanno portato alla fame , forse dovremmo ribellarci cominciando a non accettare i 2000 euro d’aumento che si sono concessi i farabutti che siedono in parlamento , sicuramente dobbiamo dire basta ,fine ,stop.

  • reza

    Lo so che è difficile immaginare qualcosa di totalmente diverso rispetto a ciò che è stato propagandato sull’Islam, purtroppo questo non dipende solo dal potere della gigantesca macchina propagandistica dell’impero, a mio avviso, molto dipende anche dai musulmani.
    Comunque sia qui, in questo commento, stavo parlando in chiave della guerra dell’impero all’Islam; forse non vi siete accorti di questa ma questa di Bush&Co è stata una guerra diretta contro l’Islam vera, una guerra in cui gli alleati dell’impero erano(e sono tuttora) i sionisti e i salafidi
    .
    Leggendo il mio commento in questo contesto, visto la situazione in cui si trova l’impero, anche se pure l’Islam né esce abbastanza provato, in vincitore non potrà che essere l’Islam, anche perché il “bello”, a mio avviso, deve ancora venire.
    Sono convinto che gli Stati Uniti d’America seguendo ancora più fortemente gli interssi dei sionisti e dei salafidi, finiranno in una sanguinosa guerra civile.
    Gli aspetta niente meno che la stessa cosa che volevano fare al mondo! islamico