11 SETTEMBRE, AFGHANISTAN E LA SOPRAVVIVENZA DELLA CIVILTA'

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DI GABRIELE ZAMPARINI

The Cat's Blog

Il 20 settembre 2001, rivolgendosi al Congresso, il Presidente degli Stati Uniti Bush dichiarò: "Gli Stati Uniti rispettano il popolo dell'Afghanistan -- dopotutto, siamo attualmente la sua maggior fonte di aiuto umanitario..."

Il 7 ottobre 2001, rivolgendosi al paese, Bush disse: "Allo stesso tempo, il popolo oppresso dell'Afghanistan conoscerà la generosità degli Stati Uniti e dei nostri alleati. Mentre colpiamo bersagli militari, sganciamo anche cibo, medicinali e provviste per gli uomini, le donne e i bambini dell'Afghanistan che muoiono di fame. Gli Stati Uniti d'America sono amici del popolo afghano..."Cinque anni dopo i risultati di questa amicizia rispettosa e generosa sono stati pubblicati dal Senlis Council, un think tank politico internazionale con uffici a Kabul, Londra, Parigi e Brussels. In Afghanistan Cinque Anni Dopo: Il Ritorno dei Talebani" si legge:

Dopo cinque anni di intenso coinvolgimento internazionale in Afghanistan, il paese è ancora devastato da una grave povertà e dalla diffusione della fame tra i poveri rurali ed urbani. Nonostante le promesse dalla comunità internazionale guidata dagli Stati Uniti, che garantivano la fornitura delle risorse e dell'assistenza necessarie per la sua ricostruzione e i bisogni di sviluppo, il popolo dell'Afghanistan sta morendo di fame. L'Afghanistan continua ad essere il fanalino di coda nella maggior parte degli indici di povertà, e la situazione delle donne e i bambini è particolarmente grave. Un bambino su quattro nato in Afghanistan non può aspettarsi di vivere oltre i cinque anni di età e alcune province del paese rivendicano i peggiori tassi di mortalità materna mai registrati al mondo. Di nuovo, le capacità di sviluppo della comunità internazionale e locale per rispondere alle sfide relative alla grave povertà dell'Afghanistan sono state minate dalla fuorviata concentrazione di Stati Uniti e Regno Unito sulle politiche di eradicazione della droga. Le due auto-nominatesi nazioni guida per la lotta al terrorismo e alla droga sono congiuntamente responsabili per l'attuale crisi di fame nell'Afghanistan meridionale.


Il rapporto continua:

La rabbia degli Afghani nel non vedere rappresentati delle organizzazioni internazionali è servita solo a far benvolere i Talebani alla popolazione locale. I Talebani sono spesso visti come quelli che fanno la loro parte per aiutare gli Afghani, nonostante abbiano molto meno denaro della comunità internazionale. Al contrario, le truppe internazionali sono percepite come presenti nel paese per i loro propri scopi. Persino quelli che non vogliono passare ai Talebani sono costretti a farlo per sopravvivere e sostenere le loro famiglie. Dopo cinque anni senza un cambiamento positivo, l'opinione comune è che questa sia una guerra che - mentre in origine avrebbe dovuto "aiutare" la gente povera dell'Afghanistan - serve solo a rendere i ricchi ancora più ricchi, compresi tutti gli "stranieri". Mentre i bambini muoiono, le gente soffre la fame e i mezzi di sostentamento delle famiglie vengono distrutti, c'è un bisogno urgente di un completo ripensamento da parte della comunità internazionale affinché gli Afghani non debbano più vivere in povertà estrema".


In un'altra sezione di questo devastante rapporto si legge:

Si è ampiamente creduto che l'estromissione del regime dei Talebani, cinque anni fa, avrebbe marcato una nuova era per l'Afghanistan, martoriato da decenni di violenza e povertà. L'arrivo della comunità internazionale annunciava un futuro luminoso per l'Afghanistan confermato dai discorsi per cui il popolo afghano sarebbe stato liberato per sempre dall'insicurezza e dall'oppressione. Gli Stati Uniti hanno definito la rimozione dei Talebani come un dovere umanitario, e promesso di offrire libertà duratura al popolo afghano (...)


Totale delle spese militari e totale delle spese in sviluppo per l'Afghanistan. 2002-2006

Come illustra questo grafico, nonostante la povertà estrema in Afghanistan, la maggior parte delle spese da parte della comunità internazionale è per gli eserciti anziché per lo sviluppo e i progetti contro la povertà.

Con i civili che vengono uccisi su base regolare, gli Afghani sono furiosi che la maggior parte degli aiuti internazionali siano stati spesi per scopi militari anziché per la riduzione della povertà. Molti credono che le missioni militari siano fuorviate, avendo perso fede nella capacità degli "stranieri" di portare stabilità al paese. Una percepita mancanza di rispetto da parte delle truppe internazionali ha alimentato il risentimento degli Afghani contro la comunità internazionale. L'apparente mancanza di volontà delle truppe straniere di studiare la cultura afghana e di cooperare con gli abitanti del luogo ha causato un odio di massa verso gli "stranieri". Alcuni credono che l'attuale conflitto in Iraq e i recenti scontri in Libano siano prova che l'Occidente stia tentando di ricolonizzare il mondo musulmano. Molti Afghani stanno ora guardando ai Talebani per la leadership, dichiarando che "moriranno combattendo gli stranieri".

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