10 segnali per riconoscere una dittatura

Articolo tratto da Canale Sovranista, 18 settembre 2021

10 segnali per riconoscere una dittatura

Proviamo a riassumere alcune delle principali caratteristiche di una dittatura, che CHIUNQUE abbia studiato la storia (con un briciolo di pensiero critico) dovrebbe essere in grado di riconoscere:

1) massiccio utilizzo delle forze dell’ordine per il controllo di attività comuni della popolazione;

2) limitazione all’accesso di beni, servizi e diritti, spesso subordinato al possesso di lasciapassare e carte attestanti l’adesione all’ordine costituito;

FONTE: profilo Twitter di Burioni – 23 luglio 2021

3) divieti di riunione o manifestazione in pubblico oltre un certo numero (talvolta anche in privato), accompagnati da criminalizzazione e/o patologizzazione del dissenso;

4) controllo pressoché totale dei mezzi di informazione, essenzialmente senza contraddittorio, a difesa e preservazione del potere vigente;

FONTE: pagina Facebook di Mentana – 18 luglio 2021

5) utilizzo di comitati tecnici e scientifici per giustificare qualsiasi decisione senza contraddittorio, che non solo è incriticabile dai profani (la plebaglia ignorante), ma è anche poco individuabile come responsabilità, essendo un “collettivo” e non un singolo che ci mette la faccia;

6) individuazione di un nemico – esterno e/o interno – sul quale riversare addosso ogni colpa ed ogni eventuale fallimento proprio, accusandolo di essere la causa di “contaminazioni” e perdite di eventuali “purezze” (ideologiche o fisiche che siano);

7) restrizioni sempre più forti, accompagnate da dichiarazioni sulle colpe del “nemico”, nonché da lamentele sul fatto che “se non fosse per lui avremmo fatto altre scelte“;

FONTE: Il Fatto Quotidiano – 22 luglio 2021

8) utilizzo continuo di “testimonial” famosi, ma principalmente accademici, che cerchino giustificazioni e motivazioni pseudo intellettuali al regime vigente;

9) modifiche sostanziali al mondo dell’istruzione (scuole e università), che deve diventare il primo promotore delle istanze del potere;

10) continua negazione da parte dei sostenitori del potere di vivere in dittatura, ed esaltazione altrettanto continua del concetto di “libertà” che il regime dona con magnanimità.

FONTE: profilo Twitter di Formigli – 11 agosto 2021

E potremmo continuare a lungo, ma il parallelismo con la dittatura dei giorni nostri è già evidente.

Del resto era lo stesso Mattarella a dire: « la storia insegna che quando i popoli barattano la propria libertà in cambio di promesse di ordine e tutela, gli avvenimenti prendono sempre una piega tragica e distruttiva ».

FONTE: profilo Twitter Quirinale – 25 aprile 2019 e 5 settembre 2021

Ah no, quello era il 2019! Oggi l’unica libertà è quella di obbedire.

Non andrà tutto bene…

https://canalesovranista.altervista.org/10-segnali-per-riconoscere-una-dittatura/

Commenti (24)

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Mostra commenti 24 caricati
    1. inyourarms 16 ottobre 2021

      Avvisate l'indipendentissimo Mentana che questo "virus" (sempre s eè mai esistito) non è neanche paragonabile a un'influenza sotto i 50.
      Sopra i 50 il 70% dei morti sono per colpa di terapie sbagliate, il restante sono soggetti fragili.

    1. Primadellesabbie 16 ottobre 2021

      La dittatura predilige i fanatici, li inquadra e ne fa l'ossatura, dai vertici agli estremi presidi periferici, della società che intende infestare, dal Presidente del Paese al 'capo casa', i meno dotati di qualità umane (caratteristica precipua dei fanatici), garantiranno di tenere sotto controllo la vita e le azioni di ciascuno degli sventurati che la accettano o la subiscono.

      Preferisco usare questa semplice osservazione, derivata dai miei vivi ricordi infantili.

      Che poi la finalità con la quale si legittima sia la grandezza del Paese, l'efficienza economica, l'ordine sociale, la salute pubblica, la salvezza del Pianeta, è ininfluente, sempre sui fanatici si regge e non può essere diversamente, come possiamo constatare e capire dagli allarmanti segnali che percepiamo ai nostri giorni.

      E nella parte finale di questo ottimo, puntuale articolo se ne descrive uno:

      https://www.libreidee.org/2021/10/barnard-contro-tutti-sapete-qual-e-il-vero-complotto/

    2. Divoll 17 ottobre 2021

      Senza idioti, nessun regime sarebbe in grado di instaurarsi. Per questo si chiamano "utili idioti". E in Italia, come s'e' visto, ne abbiamo a iosa.

    3. BrunoWald 17 ottobre 2021

      Il classico Barnard, direi. Lui è l'unico che la sa lunga, tutti gli altri sono mezze calzette che mandano i figli a scuola, perdono tempo sui social e si agitano per la cosa sbagliata: il covid, il reset che non esiste, il vaccino che non è un problema. L'operazione globale che stiamo subendo da due anni è una mera casualità, il virus (mai isolato, a quanto mi risulta) è sfuggito casualmente ai cinesi, "a random", il potere ne ha solo approfittato. Ma è normale, succede sempre. In quanto a Draghi, non sa quello che fa: è un indottrinato che porta avanti "in totale inconsapevolezza" il programma neoliberista, nato dai folli disegni dei governi filo-nazisti degli anni Trenta (e te pareva...)
      Una cosa che riconosco volentieri a Barnard è la coerenza. Anche se, nel suo caso, non è necessariamente un bene.

    1. Ferdinando Quintezza 16 ottobre 2021

      non vo' augurar nemici
      la lor morte
      bensì
      prurito al cul
      e braccia corte.

    2. sbregaverse 16 ottobre 2021

      Grande grandissimo,QUINTESSENZA, me la scrivo nel breviario.

    1. piero deola 16 ottobre 2021

      Una rassegna perfetta di idioti e disonesti.

    1. LuxIgnis 16 ottobre 2021

      Vedo che molti fanno dei paragoni con la Cina, lasciando intendere che in fin dei conti l'occidente sta copiando dalla Cina in quanto a controllo sociale.
      In parte è vero, in Cina c'è un elevato controllo sociale anche se non come viene descritto dai soliti propagandisti occidentali anti cinesi ed anti russi a prescindere, con spesso delle falsità enormi a cui alcuni ancora cascano.
      Però è anche vero che la Cina in cambio qualcosa da al suo popolo.
      Tanto per fare degli esempi.
      La povertà in Cina è stata quasi debellata nell'arco di un lavoro durato decenni. Qui da noi la povertà sta aumentando a ritmi vertiginosi.
      In Cina se un manager, un imprenditore viene beccato a corrompere, a fare affari poco leciti, viene preso e sbattuto in galera o addirittura condannato a morte senza possibilità di scampo. Qui da noi gli danno le buone uscite e se proprio va male gli danno condanne molto miti e con la condizionale e domiciliari.
      Questo vale anche per le compagnie farmaceutiche, se li beccano a fare attività illecite gli fanno male, molto male. Qui da noi bene che va gli fanno una multa che sembra alta ma è al massimo 1/10 di quello che hanno guadagnato e finisce lì.
      In Cina bene o male tutti hanno un tetto sulla testa (e le case non sono fatiscenti sono essenziali e brutte se volete ma hanno il minimo indispensabile), ed hanno da mangiare ed un lavoro. Qui da noi col cazzo!
      Negli ultimi tempi ci sono state notevoli riforme sul mondo del lavoro con anche l'introduzione di un salario minimo garantito. Qui da noi, va beh...
      Il salario cinese che a noi può sembrare poco è nel loro potere d'acquisto abbastanza per campare. Qui un salario non basta per campare.
      Ricordo che nell'emergenza Covid la Cina ha fatto un lockdown che è durato 2 mesi, costruendo ospedali e sostenendo la popolazione. Poi più niente, la vita è normale e non ci sono imposizioni di sorta. Qui da noi , va beh lo sapete tutti.
      Gli stessi vaccini che usano (i loro) non risulta abbiano provocato l'ecatombe come quelli occidentali. Non ci sono molte informazioni ma state sicuri che se ci fosse stato qualche problema tutti i giornali propagandisti occidentali sarebbero usciti con titoloni sul tema.

      Non voglio certo difendere la Cina, paese che per vari motivi conosco ed amo per la sua antica cultura, ed ha sicuramente molte cose che non mi piacciono che non derivano, attenzione, principalmente dal comunismo o pseudo che sia, ma dal confucianesimo. L'ideologia confuciana è tremenda, piena di morali, di idee del "buon cittadino", di controllo. Molti credono che la Cina abbia un influenza Taoista o Buddista, ma questi son nettamente minoritarie e sono state sempre nei secoli ostracizzate dai vari poteri che si sono susseguiti. Conosciamo molto più noi il DaoDeJing che i cinesi.
      Ma certo è che qualcosa lo stato, che ha sicuramente un controllo feroce, in certi casi anche giusto (le imprese private non possono fare come gli pare, ed il mercato è controllato come credo sia giusto fare), qualcosa in cambio la dà. Qui da noi...insomma!

    2. BrunoWald 17 ottobre 2021

      Ti ringrazio per questo interessante commento, che ci aiuta ad avere un'idea un pò più obiettiva della Cina, paese di cui la maggior parte di noi non sa nulla, e soprattutto a capire che è ora di smetterla di giudicare tutti gli altri credendoci i più fighi del pianeta, perché non lo siamo affatto.
      Sicuramente per alcuni decenni Europa e Nordamerica hanno rappresentato per molti aspetti un modello privilegiato, ma ormai siamo entrati in una decadenza forse irreversibile, anche dal punto di vista civile e culturale, destinata probabilmente a sfociare in qualche futuro da incubo in stile Elysium, o qualcosa del genere. Già il presente fa piuttosto schifo, bisogna ammettere.
      C'è un punto in particolare, tra le cose che dici, che ritengo tocchi la questione essenziale: la Cina è una dittatura che però dà qualcosa in cambio al suo popolo, come faceva anche l'URSS, ma anche i regimi fascisti del Novecento. Il "migliore dei mondi possibili", invece, si avvia a diventare la peggiore delle tirannidi, senza dare in cambio assolutamente nulla. Anzi, hanno intenzione di toglierci sempre di più: l'agenda 2030 è il potere assoluto in mano a privati che regnano su masse miserabili.
      Resta solo da vedere se una resistenza è possibile.

    1. IlContadino 16 ottobre 2021

      10 segnali per riconoscere una persona con cui e per cui val la pena:

      1 non fa da cavia
      2 si sbatte piuttosto che omologarsi
      3 se ne sbatte dell'altrui giudizio
      4 rivendica i suoi diritti
      5 ascolta
      6 dubita
      7 antepone la propria dignità al quieto vivere sociale
      8 si informa
      9 non vota (nel 98% dei casi)
      10 non ha la tv (facoltativa;))

      Questa è la persona da cui trarre energia e a cui dedicarne. Il resto è come foglia morta, se la porta il vento

    2. Divoll 17 ottobre 2021

      Che c'entra il "non vota"?!

    1. Holodoc 16 ottobre 2021

      A proposito di paralleli con la Cina...

      In questo link si può vedere un fac-simile del fantomatico pass. Fate caso al formato con cui è scritta la data.

      https://www.wired.it/attualita/politica/2021/05/21/green-pass-europeo-come-funziona/

      In Italia e molti paesi europei è scritta nel formato gg-mm-aaaa

      In Gran Bretagna e USA e le altre ex colonie britanniche è scritta ne formato mm-gg-aaaa

      In un solo paese tra quelli che ho visitato è scritta nel formato aaaa-mm-gg.

      La Cina...

    1. FerroDaStiroMan 15 ottobre 2021

      Mentre stiamo qui a domandarci se viviamo oppure no in una dittatura, e per resisterle ci affidiamo a rosari e preghiere, il piano prosegue. Seguite il verbo Schwab e non sbaglierete, egli profetizza "cambiamenti climatici" e "a confronto il covid non sarà stato nulla", per arrivare ad un 2030 nel quale non possiederemo nulla. Unisci il tutto ad una inflazione che polverizzerà i vostri risparmietti (che siano 1000 o 1 milione di euri) e vedrete il quadro completo, altrochè il green pass ;)

    2. Divoll 17 ottobre 2021

      Per allora, a non possedere nulla potrebbe essere proprio lui. E il great reset potrebbe non essere quello che intende lui.

    1. lilithdea 15 ottobre 2021

      Il punto di non ritorno - di Massimo Cacciari

      È un punto di non ritorno credo. Quello che vedo intorno a me è difficile persino da descrivere per quanto sia angosciante e al contempo ignorato dai più.

      A prescindere da quello che uno possa pensare su una data questione, al di là delle proprie scelte personali, esistono dei fatti oggettivi che non possono essere ignorati e vanno analizzati lucidamente.

      Non si vedeva da decenni uno stato che era in grado di far sparire nel silenzio decine di migliaia di persone che protestano. A prescindere da quello che sostengono quelle persone, il fatto che si siano ignorate queste manifestazioni (mentre venivano trasmessi servizi su tg nazionali con persino inviati sul posto per raccontare di sgomberi di rave non autorizzati) dovrebbe fare venire un brivido nella schiena a chiunque.

      Viviamo in uno stato che ha deciso di applicare un ricatto paragonabile solo a certe leggi fasciste e questo lo dicono anche filosofi e politologi come Giorgio Agamben.

      Questo ricatto, di fatto, viola leggi e trattati che hanno molto più valore legalmente parlando, e discrimina di fatto milioni di persone sulla base di una scelta legale e permessa, sulla carta, dallo stato stesso.

      Circa il 20% dei lavoratori italiani non vuole il green pass. Il venti per cento.

      Dopo mesi di manifestazioni, centinaia di migliaia di persone scese in piazza pacificamente e inascoltate, diritti erosi, ricatti, adesso si sono accesi i riflettori. Adesso che si è usata violenza.

      È un copione che conosciamo, Cossiga Docet. Un copione che ancora funziona evidentemente: infiltrare i movimenti per politicizzarli e avere una scusa per reprimerli.

      L’assalto alla sede della CGIL è da manuale. Quello che non è da manuale è vedere che a 20 anni dal G8 c’è ancora chi ci casca.

      Il discorso di Landini all’indomani di questo fatto è da copione: un inno alla resistenza, all’antifascismo, alla difesa dei diritti del lavoro. Gli stessi principi che avrebbero dovuto far muovere i sindacati per proteggere i lavoratori da quello che sta accadendo, ma finora non pervenuti.

      L’appello alla mobilitazione generale dopo questo evento è la ciliegina su una torta di escrementi.

      La risposta generosa e partecipata a questo appello da parte di chi non ha mosso paglia contro quello che sta succedendo, invece, è il sintomo finale di una metastasi in corso da tempo. Il suo auspicare a una riforma generale del lavoro dopo questo specifico fatto è da brividi, per chi sa leggere tra le righe.

      Proclami da una parte e violenza dall’altra, tutto purché il copione silenzi quello che succede nelle piazze, le ragioni dei manifestanti e le manganellate prese da giovani, vecchi, mamme.

      Ma, anche volendo fare gli ingenui e senza considerare la palese infiltrazione delle manifestazioni pacifiche (sforzandoci parecchio), la destra fa solo quello che sa fare da sempre: cavalcare il malcontento di gente esausta e lasciata sola da organizzazioni governative e non, comprese più colpevolmente quelle di sinistra e per la difesa dei diritti. Ma cavalcare non significa rappresentare e quindi associare le piazze ai fascisti, anche in questo caso, sarebbe per usare un eufemismo, ingenuo e miope.

      Il vero attacco alle sedi dei sindacati non è quello studiato a tavolino da quattro fascisti che rappresentano lo 0,01% del paese, ma quello che sta avvenendo da molto tempo, globale, massivo che ha spogliati i sindacati dei loro ruoli e in maniera molto più subdola rispetto a quello che è successo ieri, ma come al solito ci si sveglia solo quando si è attaccati da fascisti che si dicono apertamente fascisti, senza nessuna valutazione sociale sul perché e in quale contesto si sia arrivati a questo, anche perché questo vorrebbe dire fare un’autocritica che le varie organizzazioni “di sinistra” non possono permettersi. E quindi ora è il momento della retorica e di slogan antifascisti, di difesa del lavoro e dei diritti.

      Quando invece, nel silenzio censorio dei media, ci sono decine di migliaia di persone in piazza contro un fascismo mascherato da democrazia che erode i diritti e attacca il lavoro discriminando circa il 20% dei lavoratori, non si fa volare una mosca, anzi.

      Questo è solo pericoloso e vile collaborazionismo. Non solo, è una fotografia perfetta di come i fascismi, così come successe in passato, possano subdolamente emergere sulle onde di applausi e mobilitazioni di certi apparati che si proclamano antifascisti."

    1. clausneghe 15 ottobre 2021

      Dovete sapere che la Nato si sta interessando moltissimo a quella che sentirete chiamare con il nuovo termine di"guerra cognitiva" ovvero come la mente umana sia il nuovo e più importante target da conseguire per costoro. Dicono chiaramente gli spin doctor dei militari Usanato che:"Il cervello sarà il campo di battaglia del 21° secolo" e ancora; "Le persone sono un'area contesa.

    1. LuxIgnis 15 ottobre 2021

      Sintesi perfetta, ma rimane sempre di rispondere alla domanda perché?

      E se il pass sanitario non fosse una conseguenza, ma il fine?
      E' stato detto da scienziati e medici che il pass sanitario non ha alcun significato medico di per sé, ma serve a costringere le persone a vaccinarsi.
      Credo piuttosto che si possa dire il contrario: vale a dire che il vaccino è un mezzo per obbligare le persone ad avere un lasciapassare sanitario. Cioè un dispositivo che permette di controllare e seguire, con una misura inedita, i loro movimenti.
      Giorgio Agamben

    2. William Farnaby 15 ottobre 2021

      la traiettoria che vedo ci porta al "modello del part com cinese" ossia una app di credito sociale obbligatoria sul proprio telefono. o magari un microchip sottocutaneo.

      l'Italia funziona da banco di prova per altre "democrazie europee", così come australia e canada per gli stati uniti.

      che le cosidette elitè italiane stiano andando in quella direzione non dovrebbe essere una sorpresa, dopo gli accordi per la nuova via della seta. vediamo cosa ci sarà nei libri di storia quando il regime cinese si dissolverà e i genocidi/crimini contro l'umanità di cui è colpevole verranno immortalati in una serie di processi di norimberga.

    3. Tizio8020 15 ottobre 2021

      Credo anche io sia così...

    4. Spartan 15 ottobre 2021

      Il vero Green pass è il VACCINO . Altrimenti non si spiega questa foga vaccinatoria . Una app non la neghi a nessuno. Basterebbe dire : " Voi non vaccinate scaricate la app Red pass" e finita lì .

    5. Holodoc 16 ottobre 2021

      Le due cose vanno di pari passo.

      Respingere la tessera fascista non comportava così tanti sacrifici e così immediati come rifiutare il GP e/o il vaccino.

    6. Divoll 17 ottobre 2021

      E' il fine. Senza la "pandemia" non avrebbero potuto imporlo.

    1. oriundo2006 15 ottobre 2021

      Il prossimo passo, che tanti non osano neppure pensare, è uno stato di mobilitazione generale per un conflitto armato. E’ il numero 11 della serie indicata e procede consequenzialmente dagli altri, la cui finalità è creare uno stato d’animo coerente con un impegno bellico già da tempo preconizzato. Credere ( alla propaganda mediatica covidiana ), obbedire ( alla vaccinazione taumaturgica come simbolo del Potere sui nostri corpi a ‘fin di bene’ ), combattere ( per prenderlo in quel posto: ma si sa che occorre fare sacrifici per depopolarsi convenientemente salvando la Natura ).
      La road map è storicamente stata quasi sempre questa.
      Opporsi ai primi 10 punti significa rendere difficile, molto difficile l’esecuzione del punto 11.

    1. CptHook 15 ottobre 2021

      Sintesi perfetta e vignetta del titolo anche...

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