VIKTOR ORBAN: UNA CLONAZIONE FASCISTA

VIKTOR ORBAN: UNA CLONAZIONE FASCISTA

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Il futuro post umano è già in marcia, con le sue milizie di cloni, profughi e migranti, gestiti dall’eugenetica migratoria, che pesca nel mucchio e sceglie i migliori, quelli professionalmente più preparati, quindi i siriani invece degli iracheni, i cattolici invece degli islamici. E mentre l’altro razziale viene visibilmente segnalato come strano e irriconoscibile, appartenente a quei sottogruppi umani, che vengono selezionati per svolgere lavori di manovalanza a basso costo, i cloni attraversano i non-luoghi e quelli li abitano, li invadono, sono ovunque. Aeroporti, stazioni, porti, spiagge sono il nostro futuro, non-luoghi dove le persone si accalcano per partire o per tornare, per sfuggire all’alienazione che le attraversa, travolte da scenari distopici, animate solo da un disperato furioso terrore.

Scenografie inquiete dove la vita si confonde con la morte, dove i migranti trasudano odore fradicio e malsano, in un tempo degradato di ritorno al futuro, che ci stiamo apparecchiando forse senza averne piena consapevolezza. Spazi dove non esistono più leggi assennate, bensì regolamenti europei che assumono la forma di un tacito e dispotico contratto, che l’utente è costretto ad accettare necessariamente nel momento in cui ne condivide anche le clausole più segrete. Spazi anonimi, alienati, abitati dal silenzio assordante della morte.

Alcune scene di questo cupo presente invadono gli schermi al plasma e le coscienze di melma: il corpo di un bambino di tre anni riverso su una spiaggia turca, scena straziante, ma ugualmente “scenografica” al punto giusto, rivela ai telespettatori tutto l’horror dei Salvini europei e sembra scandire a chiare lettere: “Noi siamo umani, voi invece siete solo delle bestie”. Oppure i 71 migranti trovati morti in un camion frigorifero abbandonato su un’autostrada in Austria, al confine con l’Ungheria, in stato di decomposizione avanzata e stipati come sardine, come avveniva molti anni fa nei treni di deportazione nazista.

E poi quel fiume di profughi, che Orban non è riuscito a fermare, né con la barriera ai confini con la Serbia, né con il fermo dei treni, figura di merda di portata mondiale, visto che la grande marcia dei derelitti, sfuggiti da guerre e miseria, ha marciato inarrestabile fino alla meta, seguita e ripresa dai più importanti network mondiali. Un fiume inarrestabile, che ha la forza di uno tsunami travolgente, che nessuno riesce a fermare. Cifra inesorabile di vitalità ed energia, è lo stilema dell’utopia e del sogno, che in alcuni momenti della storia tracciano il nuovo cammino.

La marcia dei profughi ha colpito l’immaginario collettivo della società dello spettacolo, spiazzando le oligarchie finanziarie, che non si aspettavano tanto ardire nel cuore dell’Europa, ed ora sono costrette ad organizzare l’accoglienza. Dopo alcuni giorni di vero e proprio assedio alla stazione Keleti di Budapest, nella serata di venerdì 4 settembre, dopo che molti di loro avevano deciso di raggiungere l’Austria e poi la Germania a piedi, il governo ungherese ha messo a disposizione alcuni pullman per il trasporto dei migranti. Molti si sono poi diretti in Germania, dove sono stati accolti con applausi e aiuti umanitari alla stazione di Monaco di Baviera.

Nell’incubo postmoderno quotidiano, duecentocinquanta chilometri senza assistenza si affrontano senza alcun indugio, sotto i riflettori di mezzo mondo, donne con bagagli, bambini portati a spalla o in passeggino, uomini giovani e vigorosi che guidano la marcia, perfino anziani in carrozzella privati dell'uso delle gambe. Una guerra di civiltà dove si contendono il senno ampi e diversi schieramenti, da una parte i custodi dei valori di solidarietà e compassione per i bisognosi, dall’altra chi dispensa miserabile furia verso i diseredati della terra, e vorrebbe respingimenti, raffiche a vista sui profughi, filo spinato e muri invalicabili.

Per i romantici xenofili i migranti assumono un’aureola di santità, indossano le parvenze di quei poveri che la nostra cultura cristiano evangelica ci insegna a rispettare e ad accogliere, perché sarebbero le fondamenta della futura società multiculturale, e quindi un’utopia cosmopolita dove tutti i popoli convivrebbero in armonia “integrandosi” tra loro. Gli agguerriti xenofobi, invece, prospettano il blocco dell’immigrazione, i respingimenti e l’innalzamento di mura invalicabili per bloccare l’accesso all’Occidente assediato.

Tra questi c’è proprio Viktor Orban, il leader carismatico ungherese, osannato dai suoi luogotenenti e federali al seguito, sparsi un po’ in tutta Europa, il calvinista confermato primo ministro per la terza volta. Il leader di Fidezs, è malvisto dalle oligarchie occidentali neoliberiste, perché considerato troppo autoritario/nazionalista, per il suo rifiuto di adottare l'euro come valuta e la decisione di porre la banca centrale ungherese sotto il controllo del governo. Scelte certamente apprezzabili, però conviene considerare altri aspetti del personaggio, se si vuole avere un quadro più completo della sua cifra politica.

In un discorso pronunciato a luglio, il primo ministro ha denunciato la morte del modello democratico occidentale, sottolineando che i regimi autoritari come quelli di Russia, Cina e Turchia sono il futuro. “Dobbiamo abbandonare i metodi e i principi liberali nell’organizzazione di una società”, ha dichiarato. “Stiamo costruendo uno stato volutamente illiberale, uno stato non liberale”, perché “i valori liberali dell’occidente oggi includono la corruzione, il sesso e la violenza”.

Orban infatti ha realizzato pienamente il suo progetto politico illiberale, con una legge elettorale spudoratamente maggioritaria ha ottenuto la maggioranza di due terzi dei seggi parlamentari, ha quindi modificato la costituzione a suo piacimento, ha ridotto l'indipendenza della magistratura ungherese e ha trasformato la tv pubblica in un megafono del governo,

Molti sono i segni rivelatori del nazionalismo autoritario: banche straniere parzialmente nazionalizzate, terreni affidati in concessione agli stranieri restituiti ai loro proprietari ungheresi. Provvedimenti insomma che favoriscono particolarmente gli oligarchi vicini al regime, gli amici degli amici.

Mentre in un libro ostile una giornalista investigativa lo ha accusato di costruire - dietro gli slogan "populisti" - un impero miliardario per la famiglia, e di essere destinato in realtà a diventare uno degli uomini più ricchi del Paese. L’ultima iniziativa di “Viktator” – come lo chiamano i suoi detrattori – è quella di inserire direttamente in Costituzione alcuni “provvedimenti di transizione”, ritirati o bocciati dalla Curia (la Corte costituzionale magiara).

Il Governo Orban ha dunque inteso: ridimensionare la libertà d’espressione per difendere la dignità “della Nazione, dello Stato e della persona”; ridurre il margine di manovra della Corte costituzionale nella valutazione degli emendamenti alla Costituzione stessa e delle leggi; limitare lo status di “famiglia” solo a quelle coppie eterosessuali che si sposano per fare figli; ripristinare la legislazione sulle confessioni religiose (rivista la pratica di accesso alle esenzioni garantite dalla legge); una norma sui senzatetto, interpretata come misura per tutelare l’ordine e la sanità pubblica; definire il vecchio Partito Comunista (oggi MSZP) una “associazione criminale”, rendendo teoricamente possibili dei processi “politici” nei confronti delle opposizioni; subordinare il finanziamento statale delle borse di studio universitarie al fatto che lo studente sarà costretto a lavorare per un certo periodo in Ungheria per “ripagare il debito”. (www.libertiamo.it)

Ma Viktor Orban ci riserva altre sorprese. Dopo che giovanissimo aveva fatto parte della Gioventù comunista, nel 1989 va a studiare a Oxford grazie ad una borsa di studio della fondazione Soros. Nel 1992 è già leader di Fidezs, che in questo momento fa parte dell'internazionale liberale. Il primo governo di Fidezs, dopo la vittoria elettorale del 1998, si distinse per le sue misure ultraliberiste: privatizzazioni, abbattimento del disavanzo con tagli alla spesa pubblica, norme sulla flessibilità del mercato del lavoro, politiche di deflazione salariale. Misure antipopolari che incoraggiarono i capitali stranieri, anzitutto tedeschi, a colonizzare di fatto il paese. (Sollevazione.blogspot)

Tornato di nuovo al governo nel 2010 Viktator fa scelte politiche divergenti: da una parte controllo pubblico della banca centrale, svalutazione della valuta nazionale, alcune rinazionalizzazioni come quelle dei fondi pensione, rifiuto di entrare nell'eurozona; dall'altra procede, grazie alla maggioranza assoluta verso una modifica antidemocratica della legge elettorale e della Costituzione.

Quanto agli indici di povertà rilevati nel paese, sembra che tra il 2009 e il 2013 la povertà estrema sia cresciuta dal 20,3% al 26,8%, e che nel 2014 oltre il 42% dei bambini ungheresi di meno di sette anni viva in povertà. L’Ungheria sarebbe quindi tra i cinque Paesi con la maggior povertà nell’Unione europea.

In base a uno studio del Tarki, un istituto di ricerca di Budapest, secondo cui "povero" è chi vive con meno di 260 euro al mese, il 46,6 per cento della popolazione ungherese vive al di sotto della soglia di povertà, con un picco del 92 per cento per la minoranza rom. Insomma i segmenti più poveri della popolazione sono fortemente penalizzati, e la disuguaglianza sembra avere soprattutto forti connotati etnici e colpisce soprattutto la minoranza rom.

Alla fine, in questa tragica deriva democratica, in cui sorgono odi e rancori repressi tra le nazioni europee, non sembrano più esserci prospettive salvifiche di senso, ma solo ignobili illusionismi, tanto che l’unica scelta politica disponibile sembra contendersi il primato tra l’Europa, lager neoliberista governato da élites finanziarie, e il nuovo eroe del nazionalismo magiaro Viktor Orban, l’uomo nuovo che osa ribellarsi al potere eurocratico in nome della nazione, clone anche lui del despotismo di antica memoria … insomma l'unica scelta concepibile è quella tra due fascismi …

"Tutti a dire della rabbia del fiume in piena e nessuno della violenza degli argini che lo costringono".
Bertolt Brecht

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

12.09.2015

Riferimenti:

http://it.ibtimes.com/speciale-europa-ungheria-dove-numeri-e-realta-non-coincidono-1346234

http://www.globalproject.info/it/mondi/nero-dungheria/16883

(http://sollevazione.blogspot.it/2014/04/ungheria-chi-e-davvero-viktor-orban.html)

http://www.libertiamo.it/2013/03/09/ungheria-da-rivoluzione-a-involuzione/

http://www.internazionale.it/opinione/gwynne-dyer/2015/02/24/la-democrazia-illiberale-di-viktor-orban

http://contropiano.org/editioriali/item/32607-anche-i-migranti-non-sono-tutti-uguali

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/05/migranti-germania-e-austria-aprono-i-confini-merkel-nessun-limite-alle-richieste-dasilo-siamo-un-paese-forte/2010347/

http://www.corriere.it/esteri/15_settembre_05/migranti-austria-germania-aprono-confini-primi-bus-arrivo-06048180-538c-11e5-8d8b-01b5b32840a1.shtml

http://www.formiche.net/2015/08/26/perche-la-germania-spalanca-le-porte-ai-siriani/

http://video.repubblica.it/dossier/immigrati-2015/budapest-ammassati-nel-treno-che-non-parte-mai/210705/209854?ref=vd-auto

http://www.linkiesta.it/elezioni-ungheria-jobbik-destra-fascismo

http://www.lintellettualedissidente.it/italia-2/le-vere-cause-dellimmigrazione-al-di-la-di-pessimismo-e-romanticismo/

Commenti (92)

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    1. Rosanna 14 settembre 2015

      L'invasione non è organizzata da una spectre, come nei film di 007, ma è il risultato della politica dell'impero del caos, a cui ha partecipato anche l'Ue, l'invasione poi non è un fatto momentaneo, ma un dato epocale, e siamo solo all'inizio di una migrazione che muterà le condizioni etniche dell'Europa,

      ciò non toglie che un regime autoritario resta tale oggi come ieri e mette lo stato al di sopra del cittadino, che in questo caso diventa suddito, quindi io non ho negato la gravità del problema immigrazione, se mai ho criticato l'arroganza razzista di chi vuol fermare il fenomeno col filo spinato e il divieto di assistenza ai profughi ... questo oggi come ieri si chiama razzismo e fascismo ...

    1. Rosanna 14 settembre 2015

      Bene caro Scifraroc, come al solito anche tu non ti smentisci mai, e di offendere sei sempre pronto, allora visto che parli di grafici, ora ti porto i miei di grafici, così forse capirai che i grafici servono per sostenere tesi esattamente contrarie e opposte tra di loro, assomigliano ai sofisti di un tempo ... o forse ai poltici di oggi

      ma naturalmente i miei non andranno bene, perché non sono così esperta come i geni dell'economia qui presenti ...

      http://www.linkiesta.it/crisi-famiglia-italia

      http://www.unicef.it/programmi/immagini/chart_eurostat_high.jpg

      http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-13-464_it.htm

      http://noi-italia.istat.it/index.php?id=7&user_100ind_pi1[id_pagina]=102




    1. whugo 14 settembre 2015

      Ma non è che a me piaccia, ma continuare a sventolare la bandiera antifascista a fascismo morto è sviare il problema, adesso il pericolo vero è la finanza, sono i grandi trust multinazionali che oggi più di allora condizionano la politica sottraendo il potere al popolo, suvvia, lo sa meglio di me, il problema oggi è per dirne una ,come riappropriarsi della sovranità monetaria non se Orban è più nero che rosso.

      Guardare gli eventi che succedono nel mpndo con la lente deformante delle ideologie del secolo scorso, può portare solo ad esultare perché il muro non ha assolto il suo compito e il fascista Orban ha fatto una figura di m***a, almeno a suo parere, ma che attinenza ha questo con un invasione organizzata come quella di questi mesi?
      Ti incazzi se Salvini che non conta un c**** pronuncia la parola ruspa ma non con le cause che provocano e favoriscono spostamenti di masse di uomini da un continente all altro?
      Perché dividersi sugli effetti senza mai concentrarsi sulle cause?
      Non lo cspisco.
    1. MarioG 14 settembre 2015

      Deh ih oh oh.

      Spunta pure il "fascismo della societa' dello spettacolo"!
      Altro che la "peste" di Preve! Qui la monomania si aggrava...
      Si curi!


    1. Rosanna 14 settembre 2015

      Non preoccuparti Neriana, Orban è solo diversamente fascista: nazionalismo esasperato per affamare le classi sociali meno abbienti, dato che la povertà è cresciuta sotto il suo regime, e per di più lui auspica una conduzione del potere simile a quello cinese, russo o turco ... coraggio ...

    1. Rosanna 14 settembre 2015

      E poi bisogna stare attenti a non falsificare le carte in tavola, perché è stato il fascismo della società consumistica dello spettacolo che ha eliminato la fragile democrazia italiana, nata dalla Resistenza e dalla Costituzione ... molto comodo rigirare le carte in tavola ... così salviamo amici e conoscenti ... FASCISTI FINO AL'OSSO

    1. Scifraroc 14 settembre 2015

      cioè, non fai altro che dire che Orban non ha migliorato la condizione dei ceti meno abbienti, poi uno ti mostra un grafico con i dati europei sui tassi di povertà dei vari paesi e la tua risposta è una risata isterica e le solite 4 invettive tipo io donna povera discriminata tu uomo brutto e cattivo followers adepti del male etc etc. ma un pò di onestà intellettuale proprio no? o forse non ci arrivi proprio, il che è ancora peggio.

    1. MarioG 14 settembre 2015

      Complimenti per la citazione di Preve: molto arguta.

      La caricatura e' particolarmente esatta nel descrive la 'forma mentis' (o 'vacatio mentis') che governa questi orfani del sinistra che fu.

    1. andriun 14 settembre 2015

      Li non esistono gli effeminati e se esistono hanno vita breve. Lì tra le cose sbagliate alla fine dei conti qualcosa di buono sono convinto che uscirà fuori, come in tutti i regimi autoritari, dove vi sia un UOMO che li gestisce; da noi un Renzi effeminato che non sa nemmeno governare la moglie, che tipo di scelte può fare, se non scelte di tipo effeminato e quindi del tutto asservite e quindi del tutto decadenti/improduttive?


      Fascista fa così effetto? Perchè non lo chiede a qualche effeminato il perchè, magari, poi gli chieda anche come si sente a sentirsi definire maschilista? Pensi che i Russi lo sono maschilisti è non si fanno problemi ad ammetterlo: forse, come ho più volte ricordato è anche per quello che tra i vari errori che possono certamente anche loro fare, possono però permettersi di avere un Putin che li governa. Quindi ecco ottenuta la risposta anche ai suoi due perchè.

    1. JackPerez 14 settembre 2015

      "Ora, è chiaro che se l'unica dicotomia politica diventa fascista-antifascista a questo punto, è come se un medico chiamasse tutte le malattie 'peste'. 'Sei malato alla retina? Peste retinica!', 'Sei malato alla prostata? Peste prostatica!', 'Sei malato al cuore? Peste cardiaca!'. Se la cultura politica viene ridotta alla categoria di fascismo, che è un jolly, è chiaro che sono tutti fascisti."

      (di Costanzo Preve)


      Per rispondere alla tua domanda: "

      con una legge elettorale spudoratamente maggioritaria ha ottenuto la maggioranza di due terzi dei seggi parlamentari, ha quindi modificato la costituzione a suo piacimento" -> Ah, quindi ha il consenso popolare? Sì. E chi siamo noi per insegnare agli ungheresi come devono governarsi? Ah, già, da noi gli intellettuali di Sel dettano le linee guida al sinistrismo politically correct e dobbiamo fidarci perché tutti gli altri sono fascioleghisti, quindi dobbiamo ficcare il naso in Paesi che fanno come c***o gli pare per salvarli dal GIOGO FASCISTA, che, come detto sopra con Preve, è tutto ciò che non è il sinistrismo politically correct lib-dem odierno alla Sel-Pd.

      Questo interventismo culturale occidentale somiglia, con altre vesti, all'esportazione della democrazia dele bombe, modello Afghanistan e Iraq.

      Riguardo a "ha ridotto l'indipendenza della magistratura ungherese e ha trasformato la tv pubblica in un megafono del governo", non ho fonti e comunque non mi interessa nemmeno andare a perdere tempo per cercarne: se si pensa che un dialogo costruttivo debba vertere su chi è da bollare come fascista e non sui risultati socio-economici da ottenere, io me ne sto fuori e mi occupo di altro.
    1. andriun 14 settembre 2015

      Considerando che in uno dei link da lei fornito la frase esiste la frase "I migranti, i rifugiati, i profughi dunque non sono tutti uguali. Per alcuni c'è posto nell'organizzazione capitalista del mercato del lavoro, per altri c'è invece l'orribile destino dell'eccedenza. Il capitale dentro la crisi distrugge le capacità produttive in eccesso, e in questo il capitale umano non fa eccezione, seminando però un enorme prezzo di sangue e disperazione.
      "

      http://contropiano.org/editioriali/item/32607-anche-i-migranti-non-sono-tutti-uguali

      da cui dice di essersi documentata, sembra che ci sia una certa volontà ad essere più parsimoniosi verso alcuni tipi di migranti/profughi che verso altri.

      Sia chiaro che il filo spinato da solo non ha mai fermato nessuno, nemmeno in guerra, se dall'altra parte non esiste o un campo minato o una postazione dotata di mitragliera. Magari poi passano lo stesso, ma molti molti di meno questo è certo.

    1. dancingjulien 14 settembre 2015

      quello che renzi sognia di fare in Italia con la legge elettorale.

    1. Neriana 14 settembre 2015

      Se Orban è fascista dovro' iniziare a considerare il fascismo con meno pregiudizi : )

    1. Rosanna 14 settembre 2015

      Perché il termine "fascista" fa così effetto e invece il termine "comunista" no? non l'ho mai capito
      ... comunque non cambiare le carte in tavola, io non ho esaltato il liberalismo democratico nell'articolo, quindi non farmi dire quello che non ho detto ... per di più Orban ha fatto passi inquietani che vanno verso scelte autoritarie,

      "In un discorso pronunciato a luglio, il primo ministro ha denunciato
      la morte del modello democratico occidentale, sottolineando che i regimi
      autoritari come quelli di Russia, Cina e Turchia sono il futuro.
      “Dobbiamo abbandonare i metodi e i principi liberali nell’organizzazione
      di una società”, ha dichiarato. “Stiamo costruendo uno stato
      volutamente illiberale, uno stato non liberale”, perché “i valori
      liberali dell’occidente oggi includono la corruzione, il sesso e la
      violenza”.

      Orban infatti ha realizzato pienamente il suo progetto politico illiberale, con una legge elettorale spudoratamente maggioritaria ha ottenuto la maggioranza di due terzi dei seggi parlamentari, ha quindi modificato la costituzione a suo piacimento, ha ridotto l'indipendenza della magistratura ungherese e ha trasformato la tv pubblica in un megafono del governo."

      Più o meno scelte simili a quelle che si fanno qua, tu dici? d'accordo ... allora perché se questo è fascismo, il suo è progetto politico illuminato? e perché dovremmo essere contenti di subire una politica simile a quella praticata in Russia, Cina o Turchia? boh ...

    1. andriun 14 settembre 2015

      Guardi io credo che ogni imperatore ha e aveva il culto della personalità perfino Giulio Cesare non ne era esente e nonostante che non sia stato tenero con i suoi nemici, molte popolazioni barbare bramavano di ottenere la cittadinanza romana oltre che ricercarne la protezione. Questo per dire che come diceva giustamente lei, erano UOMINI certamente più trasparenti dei soggetti moderni, con i loro pregi e i loro difetti, ma certamente meno ipocriti, anche perchè loro potevano e forse anche oggi possono permetterselo di esserlo(dipende sempre quanto si fanno condizionare dal potere dei media).


      L'effeminato, se lei legge i miei scritti anche precedenti collima almeno in parte con la visione che ne da lei, ovvero non è dipendente dall'omosessualità, ma è certo questa lo favorisce perchè la passività è tipica del soggetto effeminato, quanto della donna e quindi anche dell'omosessuale.

      Ecco perchè vi è una sostegno mediatico nel proteggere oltre misura queste figure che a ben vedere vengono anch'esse manipolate riconoscendo loro particolari doti di intelligenza, o convincendoli che stanno lottando per la giusta causa(la parità), mentre in verità stanno solo agendo contro se stessi(specie le donne che gli effeminati gli ha cresciuti quando ne ha avuto la possibilità, e ancora oggi si ostina a difenderli).

      Come ha detto giustamente lei però, il discorso si farebbe lungo anche per riuscire a spiegare quelle posizioni che lei definisce giustamente "radicali" perchè lo sono, ma che una volta capite nella loro essenza, vedrà che questa radicalità trova nella sua logica anche una sua ragione di esistere.

      Come mi ha scritto una volta una donna su CDC, in privato(e la capisco in quanto la manipolazione mediatica di stampo femminista che hanno subito le donne le ha convinte a lungo andare di non dover mai cedere nei confronti di un UOMO, perchè così facendo metterebbero in dubbio la loro intelligenza, semmai ve ne fosse una), rappresentano l'ultimo baluardo contro la decadenza del mondo moderno occidentale, e in particolar modo, aggiungo io, quella italiana.

      La saluto.
    1. Rosanna 14 settembre 2015

      ahahahahaha ...

      sei appena sfuggito all'attacco dei cloni anche tu? oppure sei un replicante al servizio dell'uomo forte al comando? ... mi dispiace di aver colpito la tua sensibilità (si fa per dire ...), lo so che voi adorate il culto per gli uomini duri e puri, strateghi perspicaci che fanno figuracce di merda di portata mondiale, finti salvatori della patria che affamano i popoli, tali e quali agli altri, eroi di melma dalla mascella prorompente che vogliono mostrare la propria virilità istituzionale ... avete sempre bisogno di uno che vi comandi a bacchetta, incapaci di ragionare con autonomia di giudizio, insomma sperate nel ritorno dello Jedi ...

      e invece si rivelerà il ritorno dello yeti ... hahahahahahahaha

    1. spadaccinonero 14 settembre 2015

      @rosanna


      ti prego di ritornare alla questione da me sollevata e di non tergiversare
      grazie
    1. MarioG 14 settembre 2015

      Un po' di obiettivita' dopo il goffo tentativo di infagare anche quello che non merita.
      Notare in entrambi i grafici la posizione relativa di grecia e Italia rispetto all'Ungheria.
      Tuttavia ci consoleremo pensando a quale duro prezzo dovranno pagarla gli ungheresi sotto il tallone fascista.
    1. JackPerez 14 settembre 2015

      Grazie per i grafici, avevo seguito solamente la prima pagina del thread e quelli me li ero persi. Utili. Spesso un dato certo vale più di mille parole.


    1. JackPerez 14 settembre 2015

      Al momento, il regime di governo ungherese direi che è una democrazia rappresentativa a guida conservatrice di centro-destra, fino a prova contraria. A casa mia il "fascismo" è un regime autoritario verticistico non rappresentativo (se non con metodi coercitivi) che nella Storia ha avuto tendenza qui nazional-socialista, là liberista. La realtà, tenendo come linea di riferimento quella data da tutti i manuali di Scienza Politica, è questa. Non capisco perché via piaccia tanto utilizzare il termine "fascista" a sproposito per bollare tutto e tutti quelli che non sono liberisti democratici dediti al lecchinaggio delle élite transnazionali.

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