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UTILI IDIOTI

DI SOLANGE MANFREDI
paolofranceschetti.blogspot.it

1.Di chi è la colpa; 2.Creare la crisi; 3. Creare il nemico; 4. Persecutori ingenui; 5. Ipocrisia del nemico; 6. La rivoluzione mondiale dei ricchi.

1. Di chi è la colpa

“Ora sappiano di chi è la colpa se non riusciamo ad arrivare a fine mese.

Sappiamo esattamente chi ci ha fregato, quando, quanto. Cosa facevano da giovani, come hanno avuto gli incarichi, se li meritavano, se sono stati raccomandati, quanto guadagnano, quanti immobili hanno, quanto dichiarano, se i figli sono a lavoro fisso o precario.

Meno male che oggi l’informazione c’è.

E che rabbia ci fa vedere ogni giorno che i soliti noti vivono alle nostre spalle, vanno in pensione dopo pochissimo con pensioni che noi non ci possiamo neanche sognare.

Sono loro che hanno distrutto il paese per poi svenderlo alle lobby internazionali.

Abbiamo nome e cognome di questi criminali. Ogni mattina ci sono un sacco di nuove informazioni su questi personaggi. Basta cercare. E che rabbia ci fanno.

Hanno ragione quelli che dicono che non c’è più tempo. Che si deve reagire. Ora. Subito, e forse è già troppo tardi. Perché si deve pur garantire un futuro ai nostri figli. Ci hanno tolto tutto.

Tanti italiani hanno dato il sangue per questa terra ed ora ce la facciamo rubare da questi bellimbusti, con l’aria pulita che non si sono mai sporcati le mani in fabbrica, che non si sono mai dovuti chinare a coltivare la terra, nei loro doppiopetti, con l’aria saccente e supponente?

Ma non hanno capito niente. Perché non sanno di cosa sia capace un uomo quando è disperato. Quando gli si togliere la possibilità di dar da mangiare ai figli.

Perché un uomo è tale solo se è disposto anche a sacrificare la vita per difendere il suo onore e quello della sua famiglia. Per difendere i più deboli, coloro che non possono farlo. Non ci faranno diventare schiavi.

La gente fortunatamente si sta svegliando. Credono di fregarci con i loro giochetti e con il sorriso sulle labbra, credono che non ci accorgiamo di quello che fanno. Ma sbagliano. La pacchia è finita.

Bisogna processarli tutti, metterli in galera, togliergli tutto quello che hanno. Ci hanno affamato, ha ragione chi dice che si deve fare una nuova Norimberga.

Il popolo ora sa. Il popolo ora vuole. Non è più disposto a subire. Le forze sane di questa nazione si stanno finalmente organizzando, siamo in tanti e saremo sempre di più.

Cacceremo chi ci ha rubato il futuro nostro e dei nostri figli”.

Questo è, a grandi linee, il sunto di quello che si sente dire in giro e che si legge spesso in internet.

Ed è un perfetto esempio di successo di manipolazione della massa.

La storia italiana (a partire dal 1930 ad oggi) è un susseguirsi di tali manipolazioni in cui la massa viene trasformata in uomo-arma per un preciso obiettivo, che ovviamente non è mai a vantaggio di chi si è fatto trascinare nella lotta, ma solo di chi ha tirato i fili.

Le tecniche di guerra psicologica per raggiungere un risultato sono sempre le stesse e la massa ogni volta ci cade. Anche oggi.

Ed allora vediamo quali sono queste tecniche.

2. Creare la crisi

Come riportano i manuali di guerra psicologica militari, quando si vuole raggiungere un obiettivo che in situazioni normali la popolazione non accetterebbe, si deve creare una crisi ed agire con armi psicologiche sulla massa, come ci ricorda anche il nostro premier Monti: “non dobbiamo sorprenderci che anche l’Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessione delle parti delle sovranità nazionali ad un livello comunitario. E’ chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini ad una collettività nazionale possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è in atto una crisi visibile in atto conclamata” (1)

Secondo i manuali militari di guerra psicologica per causare la crisi si deve innanzitutto esasperare o creare dei bisogni (di lavoro, di casa, ecc…) che provochino insicurezza, rabbia e paura nella popolazione.

All’operatore di guerra psicologica i manuali indicano, a titolo esemplificativo, alcune condizioni da creare per raggiungere il risultato su citato:

creare scarsezza di viveri, abitazioni, vestiario e di altre necessità;

sviluppare al massimo la corruzione e la concussione tra i capi e la popolazione;

stimolare il dissenso tra le élite politiche e militari;

appoggiare forme di sanzione economiche ingiuste;

creare inflazione e tassazione esorbitante e non equa;

fomentare l’intolleranza razziale e religiosa;

creare disunità politica e mancanza di fiducia nei capi;

incoraggiare la discordia tra elementi sociali, politici ed economici che hanno risentimento tra di loro e contro il governo;

creare mancanza di risorse che possano sostenere l’economia;

fomentare rivolte e sovversioni;

compiere azioni di sabotaggio, terrorismo e violazione di diritti umani.

Create queste condizioni l’operatore di guerra psicologica deve poi impedire, per un certo tempo, che la popolazione possa soddisfare i propri bisogni creando così frustrazione.

3. Creare il nemico

La rabbia, insicurezza, frustrazione e paura per il futuro così creata nella popolazione deve, quindi, essere indirizzata, controllata e gestita per raggiungere l’obiettivo prefissato.

Per poter far ciò l’operatore deve, innanzitutto, indicare un nemico (che può essere, di volta in volta, un popolo, una categoria sociale, una razza, una etnia, una religione, ecc…), a cui attribuire la colpa della crisi in corso e su cui catalizzare tutta l’attenzione, energia e sentimenti della massa.

Questo al fine di raggiungere due risultati:

1. impedire che la massa possa concentrarsi sull’obiettivo che vuole essere raggiunto e contrastarlo;

2. fruttare quella rabbia e frustrazione per creare risentimento nella società e, quando necessario, scatenare scontri violenti per terrorizzare la popolazione e farle chiedere e desiderare la soluzione proposta, che altro non è che l’obiettivo che l’operatore di guerra psicologica deve raggiungere.

Per indicare un nemico e scatenare risentimento nei suoi confronti l’operatore di guerra psicologica utilizza, innanzitutto, la propaganda. Ad esempio per scatenare il risentimento tra le varie classi sociali è sufficiente che la propaganda si concentri sui dislivelli economici esistenti, sulle disparità fiscali ed informando su eventuali evasioni. Per alimentare il contrasto tra la classe politica ed elettorato la propaganda si deve concentrare sul costo dei parlamentari, la corruzione dei partiti ed insinuare che a causa di tutto ciò non sia stato possibile attuare riforme socialmente desiderabili, ecc… L’importante è che la gente sia concentrata su un nemico, e non sull’obiettivo che l’operatore vuole raggiungere.

4. Persecutori ingenui

Già nel 1965 l’agente dei servizi segreti Guido Giannettini, protagonista della strategia della tensione, spiegava le tecniche psicologiche da utilizzare per raggiungere questo risultato.

Ripercorriamone i punti fondamentali:

1. Preparazione: …Anzitutto… si sceglie il gruppo (o i gruppi) da attaccare. Può essere, in linea di larga massima: politico, culturale, religioso, etnico,di classe. Possono essere presi in esame anche gruppi di tipo diverso come ad esempio: gruppi di lavoro (burocrazia, scienziati nucleari, militari, magistrati, etc.), gruppi di generazione (giovani)…

2. Propaganda: non deve basarsi sul ragionamento, ma colpire attraverso elementi irrazionali, inconsci. Da qui la necessità di preferire al ragionamento, lo slogan, il simbolo, qualcosa che evochi concetti ed esigenze elementari strettamente connesse alla natura dell’uomo o del gruppo interessato…. sostengono i maggiori teorici di propaganda e di psicologia sociale, non basta affatto presentare tesi positive, ma è necessario dare in pasto alle masse dei feticci da abbattere. L’avversario va identificato e segnato a dito; se poi non ha un volto ben preciso, tale volto gli va senz’altro attribuito, che sia naturalmente brutto, stupido, ridicolo, mostruoso. La gente deve imparare ad odiarlo. Deve essere tale che non può non odiarlo…

3. Infiltrazione: “… costituzione di un partito o sua trasformazione, creazione di organismi «camuffati» di fiancheggiamento del suddetto,… organizzazioni parallele di tipo diverso. Tali organizzazioni devono essere in grado di affrontare con probabilità di successo singole battaglie su temi apparentemente apolitici, combattute caso per caso, quasi a compartimenti stagni (il coordinamento, indispensabile, va tenuto al vertice e dietro le quinte)…per la creazione di efficaci organizzazioni parallele interessa una cosa sola: radunare degli «utili idioti » che si agitino, creando situazioni e stati d’animo senz’altro artificiosi… che poi, persistendo e divenendo abitudinari, cessano di essere artificiosi e vengono accettati come una seconda natura, appunto per quel processo dei riflessi condizionati reso celebre da Pavlov. Non importa neppure che gli « utili idioti» credano nelle idee a cui giovano….Possono svolgere la loro funzione per fede, oppure per una qualche convenienza, specificatamente per danaro, o per idiozia pura e semplice. In quest’ultimo caso rientrano anche coloro che sono «utili idioti» senza saperlo, divenuti cioè uomini arma inconsci… a chi muove i fili .. basta che costoro si agitino secondo il piano generale (che nella massima parte dei casi non conoscono) e che si battano per affermare determinati miti, con l’ausilio di pochi slogan efficaci. Tutte le altre elucubrazioni più o meno intellettualistiche non hanno importanza, perché la massa le dimentica ancora prima di averle apprese, come tutte le cose troppo logiche o troppo difficili. E, lo si tenga ben presente, la propaganda va rivolta soprattutto alle masse perché esse hanno ormai assunto nella società di oggi una importanza che sarebbe errato trascurare. Di solito si inizia con la stampa: non è difficile collezionare « intellettuali» a tendenza radicale, affidare loro un giornale o una rivista – mantenendone il controllo diretto o indiretto – finanziario, diffonderlo, affermarlo.

Indicato un nemico, alimentato l’odio nei suoi confronti, molte persone, definite da Giannettini “Utili Idioti” o, nella definizione che io ritengo più corretta dello psicologo Luigi Zoja ,“persecutori ingenui”, proseguono da sole ed inconsapevolmente a creare slogan, simboli, locandine contro il nemico indicato.

Tale attività “a cascata” ha lo scopo di alimentare rabbia nella massa con notizie quotidiane che informando su chi ha rubato, quanto, come, dove, se ha fatto vacanze pagate dallo stato, se ha fatto festini con escort, con quante auto blu è andata a comprare le scarpe, deve allontanarli dal problema reale e dall’obiettivo perseguito.

5. L’ipocrisia del nemico

Finita la fase della preparazione, indicato alla massa il nemico e trovato persecutori ingenui che aiutino nella diffusione della rabbia e della frustrazione l’operatore di guerra psicologica che vuole per indurre la massa all’azione, fa leva su una delle più forti motivazioni alla violenza: l’ipocrisia del nemico: “…ciò che più di tutto provoca la violenza è l’ipocrisia. Ci indigniamo e vogliamo prendere provvedimenti. Vogliamo raddrizzare le cose, contrastare le ingiustizie palesi e la servile falsificazione della verità. (2)

L’operatore di guerra psicologica inizia quindi a far filtrare notizie (magari vere) che suscitino sospetto sulle reali intenzioni del nemico indicato (il tal politico, il governo, un gruppo di potere, ecc..) insinuando che i progetti palesati non siano altro che “specchietti per le allodole” per coprire altri obiettivi segreti ed orribili.

Fatto ciò invita la massa a reagire con violenza evidenziando come questa sia l’unica via che permetta di “Strappare la maschera dal volto del nemico, smascherare il nemico e le subdole macchinazioni e manipolazioni che gli consentono di dominare senza ricorrere a mezzi violenti, cioè provocare l’azione anche a rischio di essere annientati, affinché la verità possa emergere: queste sono tutt’ora tra le più forti motivazioni della violenza che vediamo nelle università e nelle strade”. (3)

Per alimentare ancora più velocemente la violenza l’operatore fa leva sia sull’urgenza dell’azione, sia facendo credere alla massa che sono nella lotta per difendere un qualche diritto “la vita è degna di essere vissuta”.

Infine per far presa sui più giovani l’operatore farà ricorso alla propaganda del mito e della memoria con celebrazioni e commemorazioni, liturgie fortemente suggestive che esercitano sempre un fascino ipnotico sui ragazzi in cerca di identità. Come diceva già nel 1965 Giannettini l’importante è evocare un un mito, un’idea, una forza. Non è necessario che il mito sia giusto, bello, morale, o vero: basta che colpisca.

Anche in questo caso l’operatore funziona da semplice detonatore perché poi la propaganda viene portata avanti inconsapevolmente dai c.d. “persecutori ingenui”.

Fatto tutto ciò ed esasperato il clima, l’operatore agisce sulla massa con la c.d. “domanda pilota”, domanda che sottintende una sola possibile risposta (ad esempio: che cosa ci rimane da fare dal momento che la classe politica ….?)
A questo punto la massa è pronta. La violenza può essere innescata con facilità in qualunque momento e la popolazione atterrita dagli scontri sarà portata ad accettare qualsiasi cosa le si proponga per tornare alla tranquillità, permettendo così all’operatore di raggiungere l’obiettivo che si è prefissato.

6. La rivoluzione mondiale dei ricchi

Negli ultimi duecento anni il popolo ha lottato innumerevoli volte per rivendicare più giustizia ed eguaglianza tra le classi sociali e chiedendo che la ricchezza fosse distribuita in maniera più equa. I morti sono stati milioni.

Oggi possiamo fare un bilancio.

All’inizio del 1900 l’Occidente ricco aveva in media un reddito pro capite 3-4 volte superiore a quello dei paesi extraeuropei. Oggi la differenza è nell’ordine di centinaia.

La ricchezza si è concentrando nella mani di pochi con una velocità che non ha eguali nella storia.

La conclusione è, quindi, che l’unica rivoluzione che nelle ultime generazioni sia avvenuta e rimasta è stata la rivoluzione mondiale dei ricchi.

Ma chi ha versato il sangue è stata la popolazione che, trasformata in uomo-arma, in esercito inconsapevole, ha ceduto alla violenza e si è scagliata contro un nemico costruito ad hoc.

Oggi è importante non ripetere lo stesso errore. Le persone, o gruppi, o popoli che di volta in volta vengono indicate come nemici di cui sbarazzarsi per risolvere il problema non sono altro che falsi bersagli. Indicare un nemico ha la funzione di distrarre la popolazione perché non si concentri sul problema e possa vedere la soluzione.

Chi manovra i fili della guerra psicologica e fomenta la violenza lo fa per ottenerne un vantaggio a scapito della popolazione ed utilizzando come esercito la popolazione stessa.

Smettiamola di venire manovrati come marionette.

Solange Manfredi
Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.it
Link:
http://paolofranceschetti.blogspot.it/2012/04/utili-idioti.html
23.04.2012

NOTE:

(1) Mario Monti, intervista alla Luiss del febbraio 2011
(2) Hillman, Un terribile amore per la guerra
(3) H. Arendt, Sulla violenza, Guanda, Parma 2001, p. 70.

Pubblicato da Davide

  • Georgejefferson

    Quale e’la vera casta? valore di potere dei politici cialtroni corrotti e venduti : 1…valore di top manager,banchieri,grandi imprenditori,alti prelati : 9….conseguenza logica vorrebbe che al 90% si parlasse ed indirizzasse il mancontento su questi ultimi.Invece no,e’ esattamente il contrario.In questo contesto i media mainstream sono perfettamente allineati…ora anche un nuovo guru spinge su quel 10%…per questo sara il nuovo che avanza

  • tres19

    Dato che hai speso ore a cercare sul vocabolario grandi paroloni per fare l’introduzione, potevi spendere 10 minuti ad ampliare questa tua frase: – “Smettiamola di venire manovrati come marionette.” – , senza esempi pratici di tale frase hai solo perso tempo e l’articolo non serve a una cippa.

  • maristaurru

    Non si capisce bene dove si vuole andare a parare. Oltre tutto scrive “Negli ultimi duecento anni il popolo ha lottato innumerevoli volte per rivendicare più giustizia ed eguaglianza tra le classi sociali e chiedendo che la ricchezza fosse distribuita in maniera più equa. I morti sono stati milioni.

    Oggi possiamo fare un bilancio.”

    Chi scrive sceglie di fare un bilancio della eterna lotta per il comando ed il benessere che ne segue, a cominciare dal 900, bene, ma a chi legge si da l’impressione che la lotta fra chi ha di più e chi aspira ad avere di più, appartenga al mondo moderno, cè sempre stata, c’è persino nelle comunità di certe scimmie, diciamo che è insita nei rapporti sociali.

    Comunque, alla fine , si boccia la informazione alternativa e si dice in pratica: state fermi che tanto siete per forza eterodiretti, libero arbitrio non ne potete avere.. se questo si intende, inviterei chi scrive a schiarirsi le idee. Nulla giustificherebbe l’immobilismo ed il silenzio della gente, non fosse altro perchè, ove fossero vere fino in fondo le “indiscrezioni sulle massonerie ” e la Storia ci aiuta , ove ci peritassimo di conoscerla e capirla, sono appunto massonerie che riproducono copertamente fin ora, interessi e aspirazioni dei diversi componenti della società, questo ha permesso probabilmente , non lo so, l’espandersi del fenomeno ed il perdurare oltre ogni persecuzione, in fondo, la massoneria siamo anche noi che non la conosciamo. Allora se la gente esprime, urla, impone quello che è il suo volere e forma “opinione pubblica” unico potere rimasto al popolo, la gente comune esiste e non viene relegata in zona silente, puro oggetto obbediente o al massimo simpatizzante o tifoso, se serve. Ora abbiamo una serie infinita di opinoni, si è scontenti, si sanno cose che non si sapevano, si ragiona sulla composizione del proprio conto corrente, ci si chiede che significa cartolarizzare e cosa il progetto di finanza. abbiamo chi è ancora per il neoliberlismo e chi no… ecc. Questa è vita, gli Zombi escono dal sonno, e fanno paura, proprio perchè escono , come si deve, in ordine sparso e non sono incasellabili, intruppabili.. non basta più uno zuccherino come alle scimmiette, e tutti zitti..Le varie reti dovranno fermarsi e CAPIRE che hanno tirato troppo la corda. Io la vedo così

  • tres19

    Anche io lo vedo come l’ennesimo articolo scritto per abitudine o per la necessità di pubblicare qualcosa costantemente.
    Non dice nulla e non serve a nulla.

  • andyconti

    Concordo.

  • IVANOE

    Non è sempre così.
    Dopo la predica del post che si può riassumere in una sola frase : indifferenza ignorante delle masse.
    Il post a me sembra un’altro secchio di acqua buttata a favore dei politici attuali e del sistema.Perchè nel post si dice : non bisogna concentrarsi sul nemico ( entità concreta ) ma sull’obbiettivo ( entità astratta -alla barnard ).
    Il nemico è tangibile e non è sempre scontato per l’oeratore psicologico calcolare però la forza delle masse che lui pensa di manovrare…semmai cerca di imbastire una situazione, una reazione ma non calcolare la dimensione e gli effetti.In sostanza voglio dire che se veramente si incazzassero (ma per noi italiani non succederà mai…) 5-6 milioni di persone, che cosa potrebbero fare i ricchi, i massoni, i servizi segreti, la polizia e gli eserciti anche stranieri ? Niente a meno che gli USA non ci vengono a bombardare….. perchè 6 milioni di persone incazzate smantellerebbero intere città e le astuzie filosofiche della guerra psicologica diverrebbe un semplice gioco da tavolo….
    Il punto è un’altro ed a cui credo fermamente. Nel passato alla fine dell 800 ed ancor di più con l’avvento del fascismo gruppi di psicologi luminari di tale scienza hanno studiato in modo scientifico i comportamenti delle persone ed in modo particolare quello di noi italiani ed hanno capito la nostra indole, individualista, ipocrita e menefreghista.
    Così noi siamo. E quindi senza scomodare troppo gli esperti di guerra psicologica, controllarci e tenerci sotto è più facile di quanto si creda. E questo avverrà fino a quando non nascerà un nuovo italiano con cromosomi totalmente diversi dai nostri.

  • andyconti

    Se ti presenti ti voto 🙂 lo so, non ti sporcheresti mai le mani. La tua sintesi si divrebbe pubblicare, ma quanti italiani pensi si offenderebbero? Per me, l’ho sempre pensata cosi’. Che si incazzano al momento giusto (e non a piazzale Loreto o al Raphael) di italiani ce ne saranno 6, altro che 6 milioni.

  • tres19

    “E questo avverrà fino a quando non nascerà un nuovo italiano con cromosomi totalmente diversi dai nostri.”

    Più che ai cromosomi io do molta importanza all’imprinting, questo italiano nuovo in futuro si formerà, ma lo farà quando non ci saranno più gli imprinting attuali.

    Per distruggere gli imprinting attuali c’è bisogno di distruzione “fisica” , i vecchi non asseconderanno mai i nuovi, i vecchi non si misceleranno mai con i nuovi, mai si intenderanno e mai coopereranno dato che vanno in direzioni opposte; tutto sarà determinato dalla forza della distruzione.

    Qualsiasi paese europeo si annienta con 1 mese di caos, con 1 solo mese lo si può annientare per secoli e in questo lasso di tempo che la guerra tra il nuovo e il vecchio (che tende a ricostruire) sarà fondamentale.
    Io non confido nella protesta unita di 6 milioni di individui, ma probabilmente ci saranno 6 o più milioni di individui che si faranno la guerra, che si ruberanno beni a vicenda, che bruceranno e così via.

    Oggi siamo al periodo di ciance, riforme, miglioramenti, salvataggi ecc… è il preludio del baratro, saranno tempi estremamente “interessanti” i prossimi anni.

  • IVANOE

    Concordo pienamente con tutti e due.
    Purtroppo con il passare degli anni ho capito che siamo pochi molto pochi ad essere lucidi sui contenuti veri della vita…. purtroppo troppo pochi ad avere il cosidetto buon senso sel padre di famiglia….

  • Firenze137

    concordo sull’imprinting, ma se vogliamo non siamo proprio delle paperotte appena nate. Siamo esponenti dell'”hopo sapiens” , l’uomo razionale. Perchè l’homo sapiens non “capisce” , non vede? Non vuol capire ? Non vuol vedere ?. Per quale mistero accade questo ? Io penso che chi non capisce e non vede lo fa per “convenienza” , “tralasciando” le conseguenze di quel suo capire e non vedere.

    E’ un po’ la psicologia dell’amore che alle volte ti rende cieco per “usufruire” dei “benefici” immediati, tralasciando gli impicci ed i grattacapi futuri che pure sono manifesti fin d’ora.

    Ma se è vero questo di che cosa siamo innamorati ora e perchè tutti insieme ?

  • Aironeblu

    Articolo dal tono troppo vago e generalizzante che in sostanza dice “attenti a non farvi trasformare in degli utili idioti dagli specialisti di guerra psicologica per essere usati come strumento per i loro fini”. Va bene, credo che bene o male chi è alla ricerca di informazione attraverso il dibattito sulla rete, a questa conclusione ci sia già arrivato…. Siamo tutti d’accordo che è in atto un’operazione di disinformazione al servizio di interessi nascosti delle elites dei grandi poteri; fino a qui ci eravamo arrivati. Ciò che conta adesso è piuttosto individuare CHI sta organizzando questa guerra psicologica e quali siano i suoi piani. E per capirlo basta indagare su quali siano oggi gli interessi e i poteri più forti, in grado di influenzare economia e avvenimenti sociali a livello planetario.

  • AlbertoConti

    “non dobbiamo sorprenderci che anche l’Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessione delle parti delle sovranità nazionali ad un livello comunitario. E’ chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini ad una collettività nazionale possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è in atto una crisi visibile in atto conclamata” (1) Mario Monti, intervista alla Luiss del febbraio 2011. Parola di utile idiota!

  • tres19

    Perchè l’imprinting è unico e molto efficace.
    Mi piace questa associazione alla fase dell’innamoramento, purtroppo non riesco ugualmente a scusarla; molti credono di vivere addirittura in maniera virtuosa senza aver mai speso un minuto ad analizzare se queste virtù sono tali.

  • Luposolitario

    …già!!…(Che epoca terribile, quella in cui degli idioti governano su dei ciechi) W. Shakespeare

  • Iacopo67

    Solange ha ragione, siamo avvertiti.
    Ci sono falsi oppositori del sistema che deviano la nostra rabbia e la nostra attenzione dalle vere soluzioni ai nostri problemi, non lasciamoci infinocchiare.
    A me il primo che viene in mente è Travaglio, che focalizzava la nostra attenzione su Berlusconi.
    Belzebù Berlusconi, eh già…lo sapevano anche i sassi.
    Era lui il problema, ovvio.
    Mica l’euro, che è servito, tra l’altro, come strumento di lotta di classe dei capitalisti per aumentare la sperequazione…

  • Nauseato

    La storia italiana (a partire dal 1930 ad oggi) è un susseguirsi di tali manipolazioni

    A partire dal 1930 ?!? Direi da sempre e neppure la sola storia italiana
    Mah.

  • Tanita

    Bene Iacopo.
    D’accordo. La situazione si ripete in ogni paese al quale si dispensa questa “cura” di crisi shock in diverse parti del mondo.

  • geopardy

    Qui dimostrate di non conoscere od aver dimenticato la nostra storia, mi sento offeso per questo,sinceramente.

    Chiaro, se osserviamo l’ultimo secolo, posso darvi anche parzialmente ragione, se osserviamo la storia nei secoli dopo il crollo dell’impero Romano ok, ma già dal tardo Modioevo in poi siamo stati l’autentica rivoluzione d’Europa, la quale è sfociata nell’Umanesimo prima ed il Rinascimento poi, mettendo alle corde uno dei poteri più terribili, se non il più terribile, della storia.

    Il tutto interrompendo una spirale di ignoranza senza fine che durava da oltre mille anni.

    Questa società attuale deve moltissimo a queste due fasi della nostra Rivoluzione, altro che Robespierre o Lenin.

    Se non ci fossero state queste due fasi cruciali il mondo sarebbe, probabilmente, ancora governato dai roghi di fuoco e la terra sarebbe al centro con il sole a girargli intorno.

    Non annichiliamoci da soli, quindi, perchè è la regola prima dell’imprimting odierno da abbattere.

    Dopo 150 anni ancora non abbiamo preso coscienza del formidabile potenziale del nostro popolo.

    Eravamo grandi quando non avevamo nenache una lingua comune ed eravamo divisi in micro-paesuncoli, oggi lo dovremmo essere ancor di più, anzi! Lo siamo ancor di più, ma ancora non abbiamo alcuna fiducia in noi stessi.

    Ovunque nel mondo dove emigriamo facciamo la differenza, è ora di farla anche qui.

    Regola prima, fuori la casta, poi, attrezziamoci per non venir soggiogati come dice la Manfredi, citando quel servo del potere che era Giannettini.

    Ciao

    Geo

  • Iacopo67

    Esattamente. Ogni tanto consiglio un ottimo libro ben documentato su questo tema, che è “SHOCK ECONOMY” di Naomi Klein.
    Che è più che mai attuale visto che sta succedendo anche da noi.

  • geopardy

    Qui dimostrate di non conoscere od aver dimenticato la nostra storia, mi sento offeso per questo,sinceramente.

    Chiaro, se osserviamo l’ultimo secolo, posso darvi anche parzialmente ragione, se osserviamo la storia nei secoli dopo il crollo dell’impero Romano ok, ma già dal tardo Modioevo in poi siamo stati l’autentica rivoluzione d’Europa, la quale è sfociata nell’Umanesimo prima ed il Rinascimento poi, mettendo alle corde uno dei poteri più terribili, se non il più terribile, della storia.

    Il tutto interrompendo una spirale di ignoranza senza fine che durava da oltre mille anni.

    Questa società attuale deve moltissimo a queste due fasi della nostra Rivoluzione, altro che Robespierre o Lenin.

    Se non ci fossero state queste due fasi cruciali il mondo sarebbe, probabilmente, ancora governato dai roghi di fuoco e la terra sarebbe al centro con il sole a girargli intorno.

    Non annichiliamoci da soli, quindi, perchè è la regola prima dell’imprimting odierno da abbattere. Dopo 150 anni ancora non abbiamo preso coscienza del formidabile potenziale del nostro popolo.

    Eravamo grandi quando non avevamo nenache una lingua comune ed eravamo divisi in micro-paesuncoli, oggi lo dovremmo essere ancor di più, anzi! Lo siamo ancor di più, ma ancora non abbiamo alcuna fiducia in noi stessi.

    Ovunque nel mondo dove emigriamo facciamo la differenza, è ora di farla anche qui.

    Regola prima, fuori la casta, poi, attrezziamoci per non venir soggiogati come dice la Manfredi, citando quel servo del potere che era Giannettini.

    Ciao

    Geo

  • Longoni

    Già! Ma non credo che lui sia un utile idiota. Ha già dimostrato di sapere perfettamente quali ordini eseguire ed anche il perché ultimo.

  • Longoni

    Ottima analisi/ripetizione di concetti già ampiamente espressi da tanti. Se si è letto “La irreversibile crisi del capitalismo” di G.Soros, la “Shock economy” di N.Klein. i scritti di Chomsky o per ultimo P.Barnard, sappiamo già. E quindi la proposta implicita della signora Manfredi per sfuggire l’utile idiozia qual è? Riflettere ancora?

  • IVANOE

    Geopardy hai mirato troppo in alto per la miseria !!!! I romani, il Medioevo, la rivoluzione francese.Senti atteniamoci alla storia recente , non e’ che avevamo bisogno della Manfredi per ricordarci le strategie psicologiche dei vari untori reazionari , queste erano cose che gia’ sapevamo negli anni 70′. Torniamo al recente a quando gli americani ci hanno occupato nel 45 e hanno messo una classe dirigente italiana totalmente collaborazionista degli USA. Caro Geopardy nessuna strategia puo’ fermare un popolo compatto, unito e solidale, nessuno puo’ opporsi nemmeno con la strategia della tensione.Il punto e’ un’altro : non siamo noi quel popolo.