Unione Europea: un’anomalia mondiale senza futuro

Unione Europea: un’anomalia mondiale senza futuro

Di Tiziano Tanari per ComeDonChisciotte.org

Ci raccontano da anni che l’Italia, una piccola nazione al centro del Mediterraneo, da sola, non riuscirebbe a competere nei mercati internazionali dominati dai grandi player economici come USA, Cina, India. La stessa illusione l’hanno inculcata anche agli altri Paesi Europei creando un feticcio che, ad oggi, dopo oltre vent’anni, si sta dimostrando il più fallimentare dei sistemi. Analizzeremo i quattro aspetti più importanti, ma non i soli, che delineano gli aspetti strutturali di un’impalcatura che sta diventando sempre più insostenibile: economico, politico, geopolitico e culturale.

-ECONOMIA-

Il modello economico imposto dai Trattati di Maastricht, quello liberista, impone alcuni dogmi imprescindibili: Rapporto Debito/Pil che tenda verso il 60% (vedi Fiscal Compact); massimo deficit di bilancio consentito, tranne eventi particolari, sotto il 3%; tendenza al pareggio di bilancio necessario per mantenere i “conti in ordine”. Questi obiettivi devono essere raggiunti secondo percorsi imposti che implicano, quasi sempre, un contenimento della spesa pubblica, una sempre più leggera presenza nell’economia da parte dello Stato, massima privatizzazione degli assets pubblici e contenimento dei salari, in una parola: austerità, perenne, costante, distruttiva.

Adesso proveremo a spiegare perchè questa strategia economica non può tecnicamente permettere nessuna ripresa economica anche se questi sono i parametri che i Mercati ci impongono per acquistare i nostri Titoli di Stato, l’unica fonte di finanziamento a cui possiamo attingere non avendo una Banca Centrale, nel nostro caso la BCE, che possa finanziare direttamente gli Stati attraverso la cosiddetta “monetizzazione del debito”.

È bene spiegare cosa si intende con questo termine: lo Stato avrebbe la possibilità di essere finanziato direttamente dalla propria Banca Centrale che sappiamo ha la facoltà di “creare moneta dal nulla”. Dal 1971 con l’abolizione da parte di Richard Nixon del “gold exchange standard”, le valute nazionali diventano “moneta Fiat” ovvero senza nessun metallo prezioso come valore sottostante; da quel momento, uno Stato non avrà più vincoli oggettivi che possano limitare la creazione di nuova moneta. Da ciò deriva la possibilità di una BC di poter creare tutto il denaro necessario per poter finanziare la spesa pubblica e rendere lo Stato indipendente e sovrano. Per questo è necessario, quindi, avere una valuta nazionale che il governo può controllare; l’euro non è una valuta di cui possiamo disporre secondo le nostre necessità e questo ci rende uno Stato/colonia sotto il totale controllo dei Mercati. Il deficit di bilancio e il debito pubblico, che in un Paese dotato di una propria valuta non creerebbero nessun problema, all’interno dell’Eurozona è un debito reale che ci rende candidati a un possibile default.

Sono circa trent’anni, che in nome di questi principi, siamo costretti ad avanzi primari nel bilancio dello Stato che creano una costante rarefazione di liquidità monetaria nella nostra economia; questa dinamica ha portato L’Eurozona ad avere le peggiori performance di crescita nei Paesi OCSE e , in particolare, dell’Italia dove abbiamo subito, oltretutto, una preoccupante stagnazione dei salari; oltre vent’anni di storia ne sono la più evidente testimonianza. Continuando su questa linea, non potremo che continuare a peggiorare il livello dei nostri parametri economici alimentando un costante impoverimento del Paese.

L’Italia si fonda su principi e valori mirabilmente inscritti nella nostra Carta Costituzionale, un modello socio/economico ben definito che, però, si contrappone in modo radicale al modello ultra liberista imposto dalla UE. Già da una superficiale analisi affiorano le palesi incongruenze fra i due sistemi che possiamo, qui, sintetizzare.

Come evidenzia questo grafico, solo i Paesi occidentali che attuano politiche liberiste di contenimento del deficit hanno una crescita praticamente irrilevante. Questo aspetto viene spiegato in maniera chiara dalla scienza macroeconomica in quanto il deficit dello Stato corrisponde perfettamente ad un aumento speculare della ricchezza finanziaria netta del settore privato, ovvero imprese e famiglie, utile a potenziare l’economia, sia produzione che consumi. E’decisivo rilevare che, ad oggi, la quota di interessi sui Titoli di Stato si aggira attorno ai 90 mld. di €uro all’anno, circa il 4% del PIL; questo dato ci conferma inequivocabilmente che continueremo a sottostare, come già negli ultimi trent’anni, a un pesante avanzo primario nei bilanci dello Stato che toglie e continuerà a togliere liquidità al sistema economico e produttivo. Tutto ciò continua a comportare un lento ma costante processo recessivo dell’economia dei Paesi appartenenti all’Eurozona come ormai certificato da oltre vent’anni di storia.

-POLITICA-

La struttura politica dell’UE si caratterizza per la totale assenza del diritto fondamentale e irrinunciabile per qualsiasi popolo: la democrazia. La sovranità degli Stati è completamente assoggetta agli organismi politici che da Bruxelles impongono ogni nuova legge subordinata ai dettami del Trattato di Maastricht e del Trattato di Lisbona che hanno, di fatto, potere legislativo superiore alle Costituzioni dei Paesi membri con l’eccezione della Germania dove il parlamento nazionale ha ancora l’ultima parola.

Commissione Europea, Consiglio Europeo, Consiglio dell’Unione Europea, Parlamento Europeo e Banca Centrale Europea sono gli organismi principali che coordinano le politiche dell’UE. L’unico eletto dai cittadini europei è il Parlamento che, di fatto, non ha nessun potere decisionale ma solo consultivo. Le leggi possono essere proposte e approvate solo dalla Commissione Europea e le politiche monetarie sono decise dalla BCE, organo indipendente dai governi. Come possiamo constatare, sia i cittadini che i governi nazionali non hanno nessun potere decisionale, anche per l’incolmabile mancanza di un rapporto diretto fra la base elettorale e i vertici delle istituzioni europee.

E’ chiaro e palese che in un sistema così concepito, le istanze dei singoli Paesi non hanno nessuna possibilità di essere rappresentate né tantomeno di essere esaudite. La Commissione Europea e la BCE sono ostaggio dei grossi potentati finanziari sovranazionali che ne impongono le linee guida esercitando pressioni sui pochi membri di nominati (non di eletti) che costituiscono gli organi direttivi dei suddetti organismi. In sostanza, un’Unione Europea costruita nell’interesse non dei Popoli, ma delle elites finanziarie globali.

-GEOPOLITICA-

In un tale contesto politico, senza una rappresentanza che garantisca una politica estera comune e condivisa per tutti gli Stati, è naturale che il ruolo della UE, nel panorama geopolitico mondiale, diventi totalmente irrilevante e subalterna ai poteri anglo-americani e alla NATO, una istituzione che non rappresenta più un baluardo per la nostra sicurezza ma, al contrario, un organismo bellicistico e guerrafondaio corresponsabile dei più importanti conflitti internazionali degli ultimi decenni. In modo particolare in questi giorni, seguenti all’elezione di Donald Trump, stanno affiorando i grossi limiti di un’Unione Europea che si trova impreparata e smarrita davanti al possibile cambiamento di politica estera della nuova amministrazione USA per quanto riguarda il conflitto in Ucraina, il sostegno economico alla NATO e i nuovi rapporti economici tra cui la ventilata applicazione di nuovi dazi alle merci importate dall’Europa. Quello che appare ai nostri occhi, e a quelli del mondo intero, è un’UE che si mostra in tutta la sua inconsistenza: una totale incapacità decisionale e di coordinamento fra gli Stati, un’economia distrutta da vincoli scellerati, una politica estera che ha toccato il livello più basso di lucidità con l’inasprimento delle sanzioni alla Russia, sanzioni che hanno avuto ricadute devastanti solo sui Paesi Europei. Sono recenti le pressioni di Emmanuel Macron e Keir Starmer, novello e pressoché sconosciuto primo ministro inglese, nei confronti dell’amministrazione Biden per ottenere un’immediata autorizzazione per l’utilizzo dei missili a lungo raggio sul suolo Russo; continua la politica assurda e guerrafondaia che qualifica questa Unione Europea un gigante che d’argilla non ha solo i piedi…..ma anche la testa. Ha dell’incredibile l’atteggiamento della Commissione Europea che, in un contesto così fluido e destabilizzato, continui con masochistica tenacia a perorare una politica di sostegno all’Ucraina in una guerra già persa precludendo ogni possibilità di riavvicinamento verso un Paese, la Russia, con il quale sarebbe più che naturale una stretta collaborazione economica e politica, oltre che culturale, in quanto rappresenta l’unico vero alleato che potrebbe realmente contribuire a creare un contesto europeo di generale stabilità e benessere. Ma pare che pace e prosperità non siano gli obiettivi prioritari di questa “associazione di affari europea” il cui unico scopo è servire multinazionali e finanza internazionale.

Questa Unione Europea rappresenta il nostro problema più grande; non riesce a fornirci una sola valida prospettiva per il nostro futuro, in nessun ambito; nonostante ciò, la politica italiana continua a genuflettersi davanti a tanta devastante incompetenza e irragionevolezza. Di questo dovremo avere piena consapevolezza per prenderne le debite distanze, prima che sia troppo tardi.

-Cultura e Tradizione-

È in ambito culturale, sociale e di sostenibilità ambientale che l’UE appare in tutta la sua pericolosa incapacità di progettare il futuro di Popoli diversi che, peraltro, nella loro complessità, hanno valori comuni importanti che andrebbero valorizzati per dare un senso al concetto di “comunità europea”. Anche qui pare che una vera forma di integrazione, nel rispetto delle differenze, non voglia essere perseguita, a cominciare dalle volutamente trascurate “comuni radici cristiane” e dall’attacco ormai palese ai suoi valori più profondi. In questa Europa neoliberista che si muove in un contesto di “economia sociale di mercato a forte competitività” dove la flessibilità e fluidità del mercato stesso impone l’abbandono e il distacco dalle nostre radici storiche, nazionali e culturali se non addirittura dai nostri legami personali, anche affettivi; teorie gender e cultura woke costituiscono un vero attacco alla famiglia tradizionale e rappresentano una delle più perverse degenerazioni del nuovo modello di società che, di fatto, ci viene praticamente imposto. Il processo di destabilizzazione è ormai in fase avanzata e costituisce una tappa necessaria per arrivare al controllo totale delle masse; stanno creando una società atomizzata di individui sempre più confusi, disorientati e isolati e soprattutto messi in contrapposizione sistematica gli uni contro gli altri: sinistra/destra, si vax/no vax, pro Putin/ pro Ucraina. Ma il più grottesco e incredibile elemento di condizionamento globale è l’insostenibile teoria del cambiamento climatico, inteso come fenomeno di natura antropica. Da ciò nasce un progetto assurdo che rischia di stravolgere la nostra vita e quella delle future generazioni. Una transizione ecologica forzata su paradigmi fallaci come la sostituzione di tutto il parco veicoli con auto elettriche, la riduzione di CO2, l’efficientamento di tutte le abitazioni, l’attivazione delle famigerate smart city costituiscono un piano ormai evidente verso un futuro capitalismo del controllo. Siamo alla follia e la maggior parte della gente sembra non accorgersi di nulla. Questa apatia generalizzata è resa possibile solo ed esclusivamente dall’uso massiccio e totale dei media come strumenti di manipolazione e vera e propria disinformazione di massa. Il prossimo obiettivo sarà la cooptazione completa di tutti i canali social; diventa veramente difficile ipotizzare un processo di risveglio delle popolazioni europee e non solo.

A conclusione di questo tentativo di analisi non abbiamo rilevato una sola nota di merito e credo non si possa che certificare il completo fallimento di un progetto di “unione” nei confronti dei Popoli Europei mentre, al contrario, si è costruito un sistema perfettamente funzionale agli interessi dei poteri finanziari globalisti, apolidi e sovranazionali, a quelli che possiamo definire i distruttori dell’Umanità.

Dobbiamo interrompere questa deriva dittatoriale e tornare a un’Unione di Stati Sovrani che sappiano cooperare per il benessere dei loro Cittadini, tutti.

Di Tiziano Tanari per ComeDonChisciotte.org

12.12.2024

Commenti (48)

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    1. rosacroce 16 dicembre 2024

      quindi il pareggio di bilancio è necessario ,tenerlo al 3% serve a avere una inflazione del 3% all' anno. sarebbe meglio che il deficit fosse a 0 cioè:
      pareggio di bilancio.
      l'inflazione di un paese è grosso modo uguale al deficit dello stato.
      3% inflazione al 3
      5% inflazione al 5%
      8% infòlazione al 8% annuo

      negli ultimi anni il deficit degli stati europei ha superato l'8% annuo, da questo inflazione al 8% all'anno dal 2020
      in 4 anni 8 ,16,24,32 %
      i prezzi sono cresciuti almeno del 30%

    2. doutdes 16 dicembre 2024

      E’ senz’altro corretto dire che i deficit di bilancio causano l’inflazione. Un po' più azzardato affermare che il deficit, poniamo del 7% del PIL, riproduca una inflazione di pari valore.
      Le grandezze di riferimento sono diverse. Il PIL annuale non coincide con la quantità di moneta (inclusi tutti i suoi aggregati) giacente nella medesima annualità, sicchè non può stabilirsi una correlazione precisa, tanto più che i fattori che incidono sull’inflazione non si riducono alla sola produzione di moneta attraverso i disavanzi di bilancio.
      Si pensi ai rincari energetici causati dalla scellerata decisione di ridurre gli approvvigionamenti di gas dalla Russia. Tale fattore ha inciso sull’aumento dei prezzi, molto più della demonizzata creazione di moneta.
      In ogni caso non è consigliabile perseguire il pareggio di bilancio e meno che mai inseguire la riduzione del debito pubblico che non serve assolutamente a nulla.

    3. Tiziano Tanari 16 dicembre 2024

      Condivido. Non sono i deficit che fanno salire l’inflazione, tanto più in presenza di avanzi primari (avuti per 30 fino al 2020) che drenano liquidità dal circuito economico.

    4. Warren 16 dicembre 2024

      Peccato che i fenomeni inflattivi non abbiano tutti la stessa natura ed origine e variano da paese a paese. Inflazione e stagflazione non sono la stessa cosa anche se entrambe sono caratterizzate da un aumento del livello dei prezzi.
      Gli Stati spendono in deficit da oltre 200 e di conseguenza i debiti pubblici aumentano da oltre 200 anni ….. come il livello dei prezzi cresce da oltre 200 anni ed ancora non siamo stati invasi dalle cavallette….. quindi la paura per l’inflazione dovrebbe essere molto minore rispetto al rimanere senza soldi perché i governi non spendono in deficit. Siamo nel campo della pura logica e del vissuto.

    1. rosacroce 16 dicembre 2024

      la carne di agnello è cresciuta dal 2020 al 2024 del 50%
      solo per dirne una , che tutti possono costatare.
      dal 2020 tutti gli stati hanno allargato i deficit dal 4% al 18 %.
      quello è il motivo degli aumenti dei prezzi.

      è stato lo stato coi deficit

    1. rosacroce 16 dicembre 2024

      si deduce ,dai 2 articoli successivi che i deficit dello stato deve essere mediamente 0, se non si vuole pagare con inflazione.
      inoltre i ricchi possiedono immobili ,oro e azioni che crescono con l'inflazione.
      i poveri hanno solo la pensione e lo stipendio o 4 soldi in banca che l'inflazione ruba.
      si deduce che i deficit dello stato arrichiscono i ricchi e inpoveriscono i poveri e allargano la forbice tra ricchi e poveri
      lo stato prende dai ceti miseri e da' ai ricchi, nel mentre intellettuali, economisti e servitori e prenditori e burocrati
      dello stato , dicono il contrario.

    2. Warren 16 dicembre 2024

      Quindi tu mi vorresti dire che di fronte ad una inflazione del 10% se il governo con un meccanismo di scala mobile ti aumenta lo stipendio del 10% spendendo in deficit, non farebbe una cosa buona?!

    1. rosacroce 16 dicembre 2024

      alan greespan presidente della fed per + di 20 anni,
      si è laureato con la tesi:
      l'unico modo che ha il popolo per difendersi dai deficit elevati dello stato è la moneta d'oro.
      o l'oro,
      altrimenti con elevati deficit lo stato ti deruba di parte dello stipendio ,della pensione, dei risparmi.
      infine i prezzi delle case a londra sono aumentato dal 1945 al 2020 di 100 volte come pure l'oro in sterline.
      e non sono le case che aumentano di valore kostantemente ,ma la moneta degli stati che causa i deficit e i debiti scendono kostantemente

    2. Warren 16 dicembre 2024

      E per avere oro cosa dai in cambio se non disponi di una miniera sotto casa????

    1. rosacroce 16 dicembre 2024

      l'oro espresso in dollari e anche euro è aumentato di 10 volte dal 2000 .
      dato che l'oro è kostante da 2000 anni .si deduce che il potere di acquisto del dollaro, dell' euro e delle persone in america e in europa è sceso enormemente negli ultimi 24 anni.
      il motivo è l'inflazione provocata dagli stati
      mediante deficit
      e dalle banche centrali con lo stampaggio continuo e ripetuto di nuovi dollari e euri e yen.

      Che non ci siano pasti gratis e che tutta l'inflazione monetaria (cioè la spesa in deficit) alla fine si manifesti come inflazione dei prezzi è solo un assioma economico. Prima il mondo riconoscerà che questa spesa in deficit, o più appropriatamente, la crescita del debito nazionale, è "l'inflazione", meglio sarà. L'Inflazione Monetaria che il mondo inizialmente ama, è esattamente quella che produce l'Inflazione dei Prezzi che il mondo odia.

      quidi : basta con sti discorsi che lo stato stampa i soldi e ci mantiene tutti bene e nessuno lavora.

      la vera ricchezza è il lavoro,che produce

    2. Nonso 16 dicembre 2024

      L'oro espresso in dollari o in euro, come anche i dollari espressi in euro o in oro, o gli euro espressi al bar all'angolo, o l'inflazione espressa in povertà, come la ricchezza espressa in debito, sono elementi di una arzigogolata barzelletta, la vera ricchezza è il fare che produce (compreso il pensiero), non il lavoro.

    3. Warren 16 dicembre 2024

      Gli schiavi per esempio lavoravano 24 ore su 24 ma la ricchezza vera non l’hanno mai vista.
      PS: torno a chiederti, tu per avere oro cosa dai in cambio????

    4. Warren 16 dicembre 2024

      Ho visto gente pensare per giorni interi…. dopo di che se volevano mangiare sono dovuti andare a lavorare in cambio della moneta che produce lo Stato

    5. Nonso 17 dicembre 2024

      Dev'essere che non hai un cavolo da fare tutto il giorno, per fermarti a guardare la gente per giorni interi.
      Il mio discorso l'hai capito bene, oppure ti devo fare un disegnino?

    6. Warren 17 dicembre 2024

      Che la spesa in deficit dei governi possa (nota il condizionale) creare inflazione è una possibilità, che senza la spesa in deficit non esisterebbe la moneta e quindi nemmeno il problema dell’aumento del livello dei prezzi (inflazione), e’ un dato di fatto.
      Quindi sta a te decidere delle due l’una: o un mondo senza moneta o un mondo con la moneta con governi che operando correttamente a livello fiscale gestiscono l’inflazione in modo che non impatti sulle vite della maggioranza. Si chiama anche democrazia!

    7. Warren 17 dicembre 2024

      Che stia a guardare la gente per giorni interi fa parte delle tue fantasie come il fatto che non abbia nulla da fare. Altrettanto una fantasia e’ quella di pensare che nei sistemi monetari che viviamo, sia sufficiente attivarsi per avere moneta!!! Come e’ assodato che per creare ricchezza occorre che lo Stato spenda per primo!!!
      Il disegnino non occorre, quello che scrivi e pensi e’ già sufficiente per capire la tua fantasiosa filosofia!

    8. Nonso 17 dicembre 2024

      Warren warren, fantasiosa certamente, non posso che riconoscerlo.
      Un concetto di lavoro che non sia l'obbligo per poter pagare le tasse, ma cio che a quel cittadino viene meglio per passione personale o per attitudine, che ne venga riconosciuto il valore, anche laddove non si tratti di produzione commerciabile, o quantificabile, o misurabile etc etc, e di questo possa vivere, pagando anche le tasse. Naturalmente solo dopo che lo stato ha speso per i servizi pubblici di base garantiti a TUTTI I CITTADINI COME DIRITTI (un piatto caldo, un alloggio, la sanità, la scuola fino al dottorato).
      Pensa che fantasia assurda!

    9. Warren 17 dicembre 2024

      Questa non è assolutamente una fantasia assurda sé si comprende che la moneta è un monopolio di stato….. e che è lo Stato, spendendola che può attivare tutto il processo che porta alla realizzazione del tuo e nostro sogno….. ma tu prima non hai scritto questo!

    10. Nonso 17 dicembre 2024

      E tu vuoi convincere le oligarchie che hanno in mano il potere finanziario che l'unico strumento che possono usare per esercitare il loro sconfinato potere, cioè la moneta, possa essere inteso come proprietà degli stati e quindi dei cittadini? Pensi di poterli convincere che il potere che stanno difendendo vittoriosamente da millenni possa essere messo in discussione? Io mi arrendo, difronte a questo.

      Per questo motivo rispondo che il lavoro non è affatto la vera ricchezza, il lavoro è la rocchezza dei pochi che lo sfruttano per poi poterlo sfruttare di nuovo. Ecco perché preferisco utilizzare il verbo fare. Fare richiama al senso di libertà dell'agire e un impiego del proprio tempo non finalizzato ai privilegi ma alla ricchezza collettiva. Inoltre, fare non prevede necessariamente una remunerazione, perciò non concorre alla realizzazione di questo gigantesco affare che riduce i lavoratori a risorse umane algebriche .
      Infatti nel tempo "libero" trovo sempre da fare, quando il turno non è stato troppo faticoso. Altrimenti mi sembrerebbe di consegnare la mia vita chiavi in mano al nemico, (mi scuso, ogni tanto mi capita di ripetermi).

      Quando cerco di spiegare questo semplice concetto ai vari scettici, mi dicono che, visto come stanno le cose, a ragionare così mi sto accontentando, intendendo l'esistenza a tempo parziale. Vorrei battere al muro la testa sia di quelli che vedono l'esistenza solo nell'accezione sociale, e che quindi nel tempo libero preferiscono accettare gli straordinari, sia la testa di quelli che giudicano il mio tempo a monetizzare come un darsi per vinti.

      Bisogna fare i conti con la situazione, consapevoli che è spietata, e trovando uno spazio, seppur piccolo, di coesistenza libera.

      I duri e puri non li convinci perché la lotta viene prima delle stesse energie indispensabili per sperare anche solo di poterla combattere, o vincere.
      I servi non li convinci perché non vogliono accettare da che parte arrivi il grande siluro capitale e dove sia diretto.
      Ognuno trovi il proprio equilibrio, saranno le conseguenze a raccontare la trama.

    11. Warren 17 dicembre 2024

      Ma se vuoi avere un minimo di speranza che il tuo/nostro sogno si avveri, non hai che da sperare che la maggioranza della gente capisca…. e per far sì che capiscano dobbiamo essere chiari nelle spiegazioni. Questo è un mio parere…. se invece tu ritieni che parlando in prospettiva filosofica la gente capisca…. non credo che arriviamo lo tantani. Fermo restando che molti ancora non capiscono nemmeno parlando chiaro e schietto.

    12. Nonso 17 dicembre 2024

      Ok, vediamo se risulto più efficace senza filtri.

      Fancu*o il lavoro e i soldi del c*z*o.

      Secondo me andava meglio prima.

    1. Martin 16 dicembre 2024

      Concordo al 90% con l'articolo, ma anche l'autore purtroppo cade nella trappola del presunto neoliberismo della Commissione UE.

      Fatta salva la priorità immanente della Commissione (l'espansione dei suoi poteri e la correlativa restrizione dei poteri degli Stati Membri), perseguita con enorme successo da decenni con ogni mezzo, le successive priorità sono:


      a) l'estensione territoriale ad Est in conflitto cronico con la Russia. Dopo l'Ucraina, è arrivato il turno della Georgia. In termini di intervento sui mercati, la priorità si traduce nell'aumento delle spese per la difesa e per la fornitura di armi all' Ucraina;


      b) trasferimento costante di risorse dall' Europa occidentale all' Europa dell' Est. E' dal 2004 che ogni anno i Paesi dell' Est ricevono aiuti e sussidi a pioggia pari al 3-5% del loro Pil annuale. Un gigantesco Piano Marshall di cui nessuno parla, integralmente finanziato dai contributi annuali di (nell'ordine) Germania, UK pre Brexit, Francia, Italia, Spagna, Paesi Bassi, etc, Si tratta di un altro gigantesco intervento chiaramente non liberista e neo keynesiano.


      c) trasferimento costante di risorse e sussidi per l'agenda verde e l’auto elettrica, altro intervento neokeynesiano. In subordine, sussidi anche per il Chips Act, fondo UE di 43 miliardi per supportare la produzione di chips. Per esempio, lo scorso agosto la Commissione ha approvato 5 miliardi di aiuto di stato tedesco per la nuova fabbrica di Taiwan Semiconductors in Germania, nel silenzio totale della stampa europea.


      Grazie al Patto di Stabilità che ha bloccato la spesa dei Paesi latini in quanto con debito oltre il 60% del PIL – mentre l’ Est Europa continua a ricevere miliardi di sussidi pagati anche da Paesi latini come Francia Italia e Spagna – la Commissione è sempre più un gigantesco centro di spesa e di intervento sui mercati che non ha nulla a che fare con la neutralità implicita nel neoliberismo.


      La Commissione ha una agenda politica e continua ad intervenire sui mercati in una logica neokeynesiana che si è rivelata assolutamente fallimentare. Le tre priorità di cui sopra hanno condotto alla perdita del 30% della crescita, dei salari e del potere d’acquisto rispetto agli USA – IN SOLI 20 ANNI. Come giustamente affermato anche da Draghi, il modello vigente è quello dell’export con salari bassi e inevitabile compressione della spesa sociale. A livello tecnologico, l’UE è indietro di circa 20 anni su USA, Cina, Giappone, Taiwan, Corea del Sud e Singapore. Tra poco ci supererà anche la Malesia.

      Urge un enorme piano di investimenti a debito da parte dell’ UE e degli Stati Membri, attraverso un cambio a 360 gradi nelle priorità reali dell'UE.

      Poiché la Commissione non ha alcuna intenzione di rivedere la sua agenda politica, che penalizza tutta l’ UE e particolarmente i Paesi latini, non resta che sperare che le tariffe di Trump – che colpiranno direttamente e duramente il modello export con salari bassi - facciano finalmente volare gli stracci in Europa.


      Per chi non lo sapesse, negli USA le persone che fanno le pulizie in ristoranti, uffici ed hotel guadagnano 3000-3500 dollari lordi al mese e pagano di tasse sul reddito tra il 15% ed il 20% (secondo che siano singoli o in coppia) fino a 80.000 dollari annuali. Mi astengo dall’indicare gli stipendi medi per lavoro qualificato e dei professionistti.


      Il GAP tra stipendi USA e stipendi europei è ormai a livelli da Terzo Mondo. Intanto, un funzionario UE di medio livello sta sui 12.000 euro al mese, tra il doppio ed il quadruplo del corrispondente funzionario nei Paesi Membri.

    2. Deheb 16 dicembre 2024

      Sono d'accordo ma...."un cambio a 360 gradi nelle priorità reali dell’UE"
      non è un cambio.

      Tanto per smorzare la serietà del discorso.

    1. doutdes 16 dicembre 2024

      I 200 miliardi (199 per la precisione) figurano nel bilancio dello stato e sono rinvenibili a pag. 35 del seguente documento: https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/DFP11.pdf
      E’ previsto che negli anni successivi al 2024 il disavanzo diminuisca gradualmente fino a raggiungere i 132 miliardi nel 2026, per cui la prospettiva non è incoraggiante.
      Il problema comunque è questo.
      Se si assume che i deficit sono buona cosa (e io di massima concordo) le critiche alle politiche di governo non dovrebbero riguardare gli ultimi tre anni (da Draghi in poi), periodo nel quale il deficit si è stabilizzato intorno a detta cifra e dunque con un robusto disavanzo primario.
      Il dato di fatto è che se l’aumento del deficit non è accompagnato da misure ridistributive della ricchezza (la politica fiscale) nulla si ottiene in termini di benessere dei cittadini, in quanto il surplus generato andrà a beneficio di una ristretta cerchia di soggetti che non sono soltanto i detentori di massicce quote di BTP.
      Detto in soldoni, il 5% della popolazione si mangia tutto il surplus e gli altri si godono l’inflazione.

    2. Warren 16 dicembre 2024

      Premesso che il link che posti è riferito alla legge programmata di Bilancio per il 2024 redatta a Novembre 2023 e come ti ho scritto, oggi a consuntivo ancora non chiuso, il deficit dal 4,3% previsto allora è stato rivisto al ribasso al 3,8%. Dico premesso questo, che serve solo a precisare, il punto che tu non vuoi comprendere o fai finta di non comprendere (addirittura lanciando un chiaro messaggio a chi ci legge, sulla bontà di quanto messo in atto dal governo di Mario Draghi), è che il deficit in se per se, se non è sufficiente è sempre un dato negativo. Non è che basta un + per dire: ecco i governanti hanno fatto bene!
      Se il tuo cavallo deve bere 20 litri di acqua al giorno e tu gliene dai 10, non è che sei un bravo stalliere!!! tanto per intenderci.
      Detto questo e per l'ennesima volta, nessuno di noi, io per primo, ha scritto e mai si sognerebbe di scrivere che le politiche fiscali, ovvero come redistribuire la ricchezza finanziaria nel paese, non sono fondamentali.
      Tanto per farti un esempio molto attuale: le politiche fiscali improntante alla guerra messe in atto dal governo di Putin non sono certo politiche fiscali augurabili, ma l'enorme deficit di governo indirizzato verso l'economia reale, sta creando occupazione e redistribuzione dentro il paese. Quindi, la quantità di deficit è essenziale, come in seconda battuta è essenziale la qualità della spesa.
      Altrimenti, si rischia, come fai TU, di magnificare governi del tutto a carattere elitario, come lo è stato quello di Mario Draghi.

    3. doutdes 16 dicembre 2024

      Premesso (anch’io) che di Mario Draghi ho la stessa opinione di Cossiga, la mia osservazione sulle politiche fiscali mirava a far comprendere che l’ammontare più o meno marcato del disavanzo corrente (primario), non produce necessariamente un beneficio a tutti i cittadini.
      Quand’anche fosse possibile, e non lo è, incrementare il deficit annuale fino alla soglia ritenuta congrua (i venti litri di acqua per il cavallo della tua metafora) nulla muterebbe poiché l’invariato sistema fiscale non farebbe che riprodurre, pure amplificato, il medesimo risultato in favore delle classi più abbienti.
      In altre parole, le cosiddette politiche espansive, generalmente riferibili a situazioni di deficit di bilancio, rischiano, ove troppo espansive, di accentuare le disuguaglianze sociali.
      Il guaio è che le misure di politica fiscale idonee a mutare rotta in favore delle classi più deboli sono totalmente ignorate (o avversate) dalla classe politica.
      Capiterà di parlarne.

    4. Warren 16 dicembre 2024

      Che il disavanzo "più o meno marcato" possa (condizionale), non produrre un beneficio a tutti i cittadini è possibile, ma meno deficit fai e meno benefici hai per tutti i cittadini è una cosa certa.
      Che poi il sistema di calcolo fiscale sia "criminale" con me sfondi una porta aperta.
      Ma la soluzione non è certo quella di diminuire il deficit, ovvero togliere all'unico soggetto che può farlo (lo Stato), il potere di mettere in atto politiche anticicliche.
      Detto questo, perché affermi che non sarebbe possibile fare tutto il deficit necessario???
      Per mettere in atto le misure di politica fiscale idonee devi farlo in deficit, se vuoi accelerare il processo di redistribuzione. Oppure tu pensi sia possibile redistribuire tassando al 95% il 5% più ricco, quand'unque la loro ricchezza sia in Italia?! la vedo dura.....

    5. Nonso 16 dicembre 2024

      Istituiremmo (condizionale) l'argenteo, se questo bastasse a tornare sovrani in casa nostra, disse Nonso.

    6. Nonso 17 dicembre 2024

      Milei, perché sei tu milei? Annega tuo padre, ributtalo a mare

    1. doutdes 15 dicembre 2024

      Ribadisco, a dispetto di quanto affermano l’autore dell’articolo e altri commentatori, che al netto degli interessi sul debito pagati annualmente, l’Italia cumula un deficit per il 2024 di circa 110 miliardi che sommati ai citati interessi fanno 200 miliardi di disavanzo complessivo.
      Non siamo dunque in avanzo primario, bensì in una situazione di disavanzo primario pari a 110 miliardi di euro, che non è poco. se si pensa che le entrate fiscali ammontano a 687 miliardi.
      Il fatto che tale surplus di moneta non produca benefici a gran parte della popolazione dipende dalle politiche di questo governo e da quelli che si sono susseguiti da 30 anni a questa parte.
      Il surplus se lo prendono tutto un paio di milioni di persone (in Italia).
      E non sono affatto dispiaciuti.

    2. lazarovici 16 dicembre 2024

      Buonasera, leggo in rete che attualmente l'Italia spende per le armi l'1,5% del PIL e che se passassimo al 2% spenderemmo 13 miliardi in più. Ora però si dice che Trump chiederà agli europidi di arrivare al 3% del PIL, quindi con un incremento di spesa militare di 40 miliardi. Quali limoni verranno spremuti?

    3. Warren 16 dicembre 2024

      Non c’è dubbio sul fatto contabile che se vogliamo aumentare un tipo di spesa (in questo caso quella per le armi), senza aumentare il deficit, dobbiamo per forza tagliarne in altra o aumentare le tasse.

    1. Ismaele386 15 dicembre 2024

      Nell'ultimo paragrafo del capitolo ECONOMIA si fa riferimento ad un grafico, ma non c'è nessun grafico nell'articolo!

    2. Tiziano Tanari 15 dicembre 2024

      Mi scuso, un errore di inserzione dell’articolo, vedo se posso rimediare. Era comunque un grafico che evidenziava i bassi deficit dell’Eurozona e i deficit più alti di altri Paesi che avevano tutti una crescita maggiore.

    3. Ismaele386 15 dicembre 2024

      Grazie. Un link alla fonte del grafico potrebbe essere una valida alternativa, in caso dovesse essere problematico inserire il grafico.

    4. Redazione CDC 15 dicembre 2024

      Grazie della pronta segnalazione, c'e' stato un errore di pubblicazione. Grafici ripristinati. Un caro saluto

    5. Redazione CDC 15 dicembre 2024

      Abbiamo reinserito i grafici mancanti, grazie ancora

    6. Ismaele386 15 dicembre 2024

      Grazie a voi!

    1. flagello 15 dicembre 2024

      L’unione europea è come il marchese del Grillo lui è lui e noi non siamo un …….! Oramai la democrazia è un’ illusione ed il Moloch una certezza!!!!

    2. sbregaverse 15 dicembre 2024

      Possiamo sempre contare su Barbarella
      per assicurare un'amorosa concordia
      planetaria.

    1. Warren 15 dicembre 2024

      L’autore dell’articolo mostra di non avere la ben che minima contezza di chi crea e come si crea il denaro nei sistemi monetari moderni, quelli che, come egli afferma, usano la moneta fiat.
      Le BC non intervengono mai nel processo di creazione/immissione del denaro dentro il settore privato, poiché non hanno la capacità ne di tassare ne di spendere. E’ il governo con la spesa in deficit che crea il denaro in aggregato e le riserve con le quali poi il settore privato acquista i titoli di Stato a cui l’autore dell’articolo fa riferimento. Le BC e quindi anche la Bce, anche quando intervengo con i loro programmi di acquisto dei titoli del debito pubblico, non creano moneta al netto. Ovvero non aggiungono niente in aggregato ma solo cambiano un conto di deposito con un conto di riserva. La cattiva comprensione di questo meccanismo ed in particolare di chi crea il denaro, rende poi poco credibile ogni altra narrativa che si costruisce intorno, su chi siano i veri responsabili che ci tengono in questa situazione.
      Se non erro l’autore dell’articolo si è dichiarato in passato un rappresentante della MMT. Beh, credo che debba obbligatoriamente fare un ripasso, poiché la MMT è chiara sul tema in questione.

    2. doutdes 15 dicembre 2024

      Naturalmente è il deficit statale in sè a creare il denaro, senza che nel processo di acquisto dei titoli occorra l'intervento di una banca centrale (nazionale o sovrannazionale) per realizzare la "creazione". E' vero, tuttavia, che l'acquisto di titoli dal parte della BC (meglio se nazionale) favorisce le politiche espansive.
      Comunque è sbagliato da parte dell'autore parlare di avanzo primario che frena l'economia dal momento che in Italia, nel 2024, il disavanzo pubblico raggiungerà i 200 miliardi di euro di cui oltre 100 frutto di un DISAVANZO primario.
      Non è in corso alcuna austerità, ma soltanto le solite fregature a danno dei ceti medio bassi.

    3. Warren 15 dicembre 2024

      "E’ vero, tuttavia, che l’acquisto di titoli dal parte della BC (meglio se nazionale) favorisce le politiche espansive"

      Assolutamente NO! l'acquisto di titoli successivo da parte delle BC, serve solo a determinare il target di tasso che le BC si prefiggono di raggiungere. Non incide sulla quantità di spesa che è decisa dal governo. Sulla spesa, semmai incide, la decisione politica di autolimitarsi nel deficit.... ripeto una decisione politica e non frutto di una necessità tecnica.

      Riguardo invece all'avanzo primario, invece devo dare ragione all'autore dell'articolo. La mancanza di denaro, ovvero del deficit sufficiente per occupazione e consumi, è di tutto punto un freno all'economia. Il disavanzo a cui ti riferisci è raggiunto dopo la spesa per interessi, che ricordo essere una spesa fuori dal computo del PIL e di fatto un reddito da divano per chi ha risparmio. Ovvero una spesa pubblica a carattere decisamente regressivo. E quando tale spesa è finanziata con l'avanzo primario, di fatto è un trasferimento reale di soldi dal lavoro alla rendita. Stiamo parlando di 4000 mld di euro in 30 anni. D'ogni buon conto, anche se fossimo in presenza di deficit, come accaduto negli ultimi anni (dal Covid in poi), qualora permanga disoccupazione e bassi consumi, è un segno che il deficit è troppo basso.

    4. Tiziano Tanari 15 dicembre 2024

      Ma siamo perfettamente d’accordo, forse non sono stato sufficientemente chiaro?

    5. Tiziano Tanari 15 dicembre 2024

      Io, le fregature a danno dei ceti medio bassi, la chiamo austerità.

    6. Tiziano Tanari 15 dicembre 2024

      È evidente che le politiche espansive le decide il governo, è chiaro che la nuova moneta viene immessa attraverso i deficit di bilancio ma è altrettanto importante capire che tutto questo è possibile quando c’è la copertura della propria BC facente funzione di prestatrice di ultima istanza.

    7. Warren 15 dicembre 2024

      Non stiamo parlando della decisione su come spendere i soldi (politica fiscale), ma proprio della creazione del denaro, che ripeto avviene con la spesa in deficit dello Stato e non come tu lasci intendere attraverso una creazione da parte della Banca Centrale. La funzione di prestatrice di ultima istanza è altra cosa. E' la garanzia che la Bce presta sui titoli del debito pubblico, cosa che rientra nella sua funzione di determinare la curva degli interessi. Ma l'emissione di titoli da parte del Tesoro non rappresenta la creazione del denaro e nemmeno è necessaria per la creazione stessa. Come già detto, i titoli di stato sono una forma di risparmio per concedere un reddito a chi ha risparmio.
      Quindi, è errato affermare che l'Italia oggi senza la Bce non può creare il denaro. L'Euro in Italia lo crea il governo italiano che è l'unico che ha potere di spesa e tassare dentro il paese. Tutto questo lo abbiamo visto chiaramente con l'emissione dei noti crediti fiscali del Superbonus.
      Ripeto, chiarire chi emette il denaro, serve a far capire alla gente chi è il vero responsabile del disastro economico che avvolge il nostro paese.
      Se continuiamo a puntare il dito contro fantomatici nemici, proteggendo chi invece istituzionalmente è preposto a certe funzioni, oltre a fare cattiva informazione, facciamo un favore ai nostri governanti.
      Infatti, la loro narrativa (politici e Stampa) per anni è sempre stata quella di incolpare a turno i tedeschi, la Bce, la commissione europea, gli Stati Uniti, la CIA e chi più ne ha più ne metta.

    8. Warren 15 dicembre 2024

      Che non sei stato chiaro non c'è dubbio..... ma qui si tratta di fare corretta informazione e far credere che l'euro ce lo fornisce la Bce è del tutto sbagliato. Anche riguardo al tema tasso di interesse, l'Italia ha sempre la sua banca centrale ed è lei che procede agli acquisti dei Btp. Fermo restando che il tasso di interesse può essere facilmente stabilito per decreto e che una politica ZIRP in tema di tassi sarebbe l'ottimale.

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