UN COMMENTO SULLA SOCIETA' IRANIANA (RISPOSTA A GIULIA INNOCENZI)

UN COMMENTO SULLA SOCIETA' IRANIANA (RISPOSTA A GIULIA INNOCENZI)

DI GIULIA PRESBITERO

giuliainnocenzi.blogspot.it

Buonasera Giulia,
sono una studentessa di relazioni internazionali dell'Università di Torino e le scrivo in merito all'articolo che ha pubblicato riguardo alla sua vacanza in Iran.
Mi dispiace molto per i commenti sessisti, volgari o maleducati che alcune persone le hanno rivolto in merito al suo articolo o con altri pretesti, immagino debba essere difficile e pesante da sopportare.

Le scrivo con l'intento di esporre una critica in modo più educato ma non meno netto, affinché - spero - la mia critica sia presa maggiormente sul serio e possa forse stimolare una riflessione più approfondita.

Sono italiana, ma ho studiato e lavorato per lunghi periodi in Iran, parlo Persiano abbastanza fluentemente e credo di avere acquisito nel tempo - anche attraverso lo studio universitario in Italia - una discreta conoscenza della storia, della cultura e della società iraniana. L'Iran sta attraversando un periodo molto delicato, in cui grandi opportunità si accompagnano ad alti rischi. Se i rapporti con l'occidente continuassero a migliorare, il turismo potrebbe giocare un ruolo fondamentale per assicurare una ripresa economica del paese e per portare liquidità alle frange della popolazione che più hanno sofferto nel lungo periodo segnato dall'embargo e dalle sanzioni.
Ora, il fatto che una giornalista in vista come lei pubblichi un articolo sull'Iran in cui non dedica un minimo di approfondimento sulla realtà del paese, in cui si limita a offrire immagini-stereotipo accompagnate da frasi che sono poco più che luoghi comuni, lasciando spazio soltanto ad aneddoti di esperienze negative (per quanto sicuramente provanti) senza minimamente preoccuparsi dell'impatto che questo tipo di mala-informazione può avere sul pubblico, è molto, molto triste.

Non solo dall'articolo appare evidente la sua impreparazione sulle realtà culturali e sociali del Medio Oriente, ma il modo in cui ha reagito ai commenti negativi ricevuti (non intendo quelli volgari, ma quelli delle persone che come me conoscono la realtà iraniana e che l'hanno criticata per la superficialità dell'articolo) denota anche un disinteresse a comprendere meglio le questioni di cui parla e di cui si lamenta, le quali sono molto più complesse di come lei fa apparire in questo articolo.

C'è già tanta disinformazione sull'Iran in particolare e sull'Islam in generale, non c'è certo bisogno di altro pressapochismo sul tema. Il maschilismo in Medio Oriente è un problema molto serio e la condizione della donna nelle società islamiche è estremamente complessa: il modo in cui lei tratta questi temi nel suo articolo è a dir poco riduttivo.

La cosa più grave che trapela dal suo articolo è la sua scars(issima) conoscenza dei principi basilari del relativismo culturale e del postcolonialismo: per dirla in parole semplici, quella sospensione del giudizio di fronte a realtà che non sono basate sui nostri stessi parametri logico-culturali che è l'unica risorsa possibile per approcciare senza pregiudizio realtà profondamente diverse dalla propria, per porre le basi di società inclusive e per superare posizioni xenofobe e razziste.

Di fronte alla ragazza che non si siede a tavola con due uomini sconosciuti lei sfodera subito un giudizio semplicistico, sottovalutando o anzi non prendendo neanche in considerazione le norme sociali tradizionali che si depositano alla base di tutte le culture (compresa la nostra) e che fanno sì che certe cose siano ritenute accettabili ed altre sconvenienti. Paradossalmente, il padre della ragazza, applicando i parametri culturali propri della sua cultura a sua figlia, e applicando invece i parametri di quella che ha compreso essere la cultura occidentale a voi (se siete lesbiche unite pure i letti, se volete potete non indossare il velo per casa) dimostra una capacità di astrazione e di relativismo culturale molto maggiore della sua, Signorina Giulia!

Far passare le donne iraniane per povere vittime senza risorse di un sistema oppressivo è invece una bugia vera e propria. Il sistema è certamente oppressivo, ma le donne iraniane sono estremamente forti e combattive ed al di là delle apparenze e delle formalità il loro potere decisionale nella famiglia e nella società è altissimo. Le donne iraniane hanno imparato a sfruttare a loro favore molti aspetti della cultura in cui sono nate e spesso, al di là di quello che gli uomini affermano in pubblico, i veri capifamiglia nelle case iraniane sono donne, i veri motori dell'educazione iraniana sono donne, la futura classe dirigente non potrà che essere sempre più costituita da donne.

Riguardo agli spiacevoli incidenti che vi sono capitati in Iran, non è mia intenzione minimizzare: il problema nel paese esiste ed è più grave che in altri posti del mondo. Anche a me sono capitati un paio di episodi sgradevoli viaggiando da sola per l'Iran, ma niente di paragonabile a quello che descrivete voi. La frequenza e l'intensità delle violenze subite sono molto, moltostrane. Con ciò non dubito della loro autenticità e non intendo "puntare il dito contro la vittima", perchè la causa di questi episodi è certamente imputabile a un certo modo di concepire la mascolinità e la femminilità in quella parte del mondo, nonchè all'enfasi sulla separazione tra i sessi che viene imposta dall'educazione stabilita dal potere dominante e che produce effetti deleteri sulla psiche di molte persone.

Intendo però puntare il dito contro una giornalista impreparata che si reca in un paese molto complesso senza l'adeguata preparazione non solo razionale ma anche emotiva, sottovalutando fortemente le difficoltà derivanti dal calarsi in una cultura profondamente diversa dalla propria e la necessità inderogabile di conformarsi a determinate norme che nel proprio paese riterremmo ingiuste o degradanti. Ancora una volta: l'ignoranza in merito a tematiche di relativismo culturale e postcolonialismo. Mi rincresce dirlo in questi termini, ma l'Iran non è un qualsiasi altro paese del Medio Oriente, sotto tutti i punti di vista: sia quelli positivi, che negativi.

Per ottenere un record così alto di esperienze negative in un lasso di tempo così breve, qualcosa avete per forza sbagliato anche voi, e il fatto di non volerlo ammettere non vi fa onore nè aiuta la causa femminista delle donne iraniane. Ci sono cose / atteggiamenti / modi di guardare / di comportarsi / di vestirsi / di parlare che in Iran una donna non può permettersi, o meglio: può permettersi (e spesso la fa, tirando al limite la corda tra il lecito e l'illecito, per affermare la sua volontà all'autodeterminazione), ma essendo conscia dei rischi a cui di conseguenza si espone. Sottovalutare queste norme per poi scandalizzarsi delle conseguenze è a dir poco naif. Conformarsi non significa accettare queste norme come giuste per sè, ma riconoscere il fatto che in questo luogo il rapporto fra i sessi è regolato da altri standard, altre norme non scritte a cui due turiste straniere non possono pensare di soprassedere nè di dominarle appieno.
L'avanzamento dei diritti delle donne iraniane spetta alle donne iraniane, le quali stanno portando avanti da decenni un lento e misurato lavoro di scalpello sulla granitica pietra della loro cultura tradizionale. Già qualcun altro tanti anni fa ha pensato di provare con la dinamite, ma non ha funzionato, anzi.

Un altro errore grossolano denotato dalla mancanza di conoscenza della realtà in cui vi trovavate è quello del vostro rifiuto a ricorrere alla polizia: come vi hanno già fatto notare molti altri utenti, una cosa su cui si può certamente contare in Iran è l'affidabilità della sicurezza interna e la protezione degli stranieri nel paese. Garantire la sicurezza delle turiste straniere e assicurare che al loro ritorno parlino bene del paese e invitino altri a visitarlo è una priorità assoluta del governo iraniano e se vi foste rivolti alle autorità avreste sicuramente trovato aiuto (e probabilmente un "consiglio" su come conformarvi meglio al codice di vestiario e di comportamento islamico: "consigli" sempre fastidiosi e sgradevoli per noi ragazze occidentali, ma ahimè necessari se si vogliono evitare questi incidenti). Voi avete fatto esattamente il contrario: cariche di pregiudizio avete pensato che le autorità non vi potessero essere di nessun aiuto ("in un paese dove uomo e donna prima del matrimonio non possono nemmeno sfiorarsi" avete scritto..altra informazione falsa!) e al ritorno non avete esitato a scrivere un articolo che farà certamente passare la voglia di visitare il paese a qualche migliaia di persone, se mai queste ci avessero pensato. In mezzo ai tanti commenti negativi al suo articolo, infatti, si leggono moltissimi "grazie per l'interessante reportage, accidenti che brutto posto l'Iran!". Come se ce ne fosse bisogno. Un bel "grazie" da parte di tutti gli iraniani!

Ma ciò che mi ha fatto più arrabbiare del suo articolo è il paragrafo finale, perchè denota non solo superficialità nell'approcciare una cultura altra da sè, ma anche cecità di fronte alla realtà del proprio paese e insensibilità verso coloro che non condividono la sua posizione di privilegio. Quando la ragazzina in chador (altra precisazione necessaria: i chador non coprono MAI la faccia della donna, forse lei si confonde con il burqa) le dice che vorrebbe studiare scienze politiche ma che i suoi genitori non sono d'accordo, per cui studierà psicologia, lei commenta "Abbiamo cominciato a pensare a quante cose avrebbe potuto fare nella vita una donna brillante e curiosa come lei. Se solo fosse stata libera. Se solo avesse avuto il diritto di essere se stessa."

Il diritto di essere libera? il diritto di essere se stessa? Ma lei crede davvero che basti questo perchè una donna brillante riesca ad avere successo nella vita? Forse lei non si rende conto che la sua condizione - quella di essere una giovanissima giornalista di successo che dirige trasmissioni per le più importanti emittenti nazionali e collabora con i più famosi giornalisti nazionali - è una posizione di privilegio più unica che rara nel nostro fantastico paese in cui le donne sono "libere e padrone di se stesse"! Non metto in dubbio che lei sia arrivata a questa posizione per merito della sua professionalità, ma metto assolutamente in discussione che il suo caso possa essere portato ad esempio per noi migliaia di studentesse di scienze politiche che dopo la laurea ci barcameniamo per anni ed anni tra stage non pagati, collaborazioni "volontaristiche" e infine finiamo a svolgere lavori che nulla centrano con le nostre aspirazioni, coi nostri studi o coi nostri interessi! I genitori di quella ragazza, forse, consci delle simili difficoltà in cui si trovano i giovani iraniani in un paese in cui il tasso di disoccupazione giovanile pare si aggiri intorno al 20%, magari privi di contatti o conoscenze nell'ambito di interesse di sua figlia, hanno semplicemente tentato di proteggerla da un probabile fallimento e di indirizzarla verso una carriera più sicura. Che ciò sia giusto o meno, cos'ha questo a che vedere con il maschilismo o l'oppressione della donna? Di oppressione si tratterebbe se alla ragazza fosse stato proibito di andare all'università per sposarsi e vivere reclusa in casa, invece chi è informato sa bene che le studentesse donne in Iran sono più del 60% nelle università del paese.

La mia lettera è già abbastanza lunga e non sono affatto sicura che lei troverà il tempo di leggerla (chissà quante ne riceve ogni giorno!), quindi meglio che mi fermi qui, anche se cose da dire ne avrei ancora molte.
Cordiali saluti,
Giulia Presbitero

Fonte: http://giuliainnocenzi.blogspot.it

Link: http://giuliainnocenzi.blogspot.it/2015/08/due-donne-sole-in-iran-quello-che-gli.html

27.08.2015

com­mento com­parso in rispo­sta all'articolo di Giulia Innocenzi sul suo blog

LEGGI ANCHE: DUE DONNE SOLE IN IRAN: QUELLO CHE GLI UOMINI NON DICONO

Commenti (47)

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    1. andriun 30 agosto 2015

      Più che vittime di satana(anche se Eva ci ricorda qualcosa), sono vittime di loro stesse. Beata la donna che potrà sentirsi di appartenere ad un UOMO, semmai riusciranno ad uscire dall'impasse in cui ci si sono ficcate a loro malgrado e semmai dopo la loro dissennata attività di pulizia sociale, nè resterà ancora qualcuno.

    1. Bastian 30 agosto 2015

      Ne ho visti tanti, ne ho incontrati tanti personaggi così, in Medio Oriente, in Africa, ma anche nella ex Jugoslavia, in Ugheria, nelle Repubbliche Baltiche.

      Partono con i bagagli pieni di pregiudizi e ignoranza, dimenticandosi anche delle cose più ovvie tipo un copricapo per il deserto o una sciarpa per proteggere il collo dai venti del nord sempre presenti nel Baltico, vanno così come si va allo zoo.
      Nessuna volontà o anche minimo interesse a capire, non passa nemmeno per la loro testolina che quelle meraviglie che hanno sulla loro lista dei posti da non perdere e da fotografare per poi postare immediatamente su facebook, sono il prodotto della stessa cultura che ha i le sue regole, i suoi codici di comportamento, i suoi tabù.
      L'una cosa non può essere disgiunta dall'altra.
      Non ho mai, purtroppo, visitato l'Iran ma ne sono affascinato e spero che prima di raggiungere lo stato di impossibilità a farlo per morte o vecchiaia possa riuscire a visitarlo.
      Non posso quindi parlare del caso specifico più di tanto ma sul "tipo" di visitatore e/o turista che infesta ogni angolo del mondo sì, perchè appunto ne ho visti tanti, troppi.
      Dalle sconsiderate a seno nudo sulle rive giordane del Mar Morto (che si offendevano sdegnate all'invito a coprisri) alle turiste svedesi con gli short troppo stretti (ma quali contorsionismi hanno dovuto praticare per infilarseli?) e i fueseaux da manuale di anatomia ginecologica al tempio di Ercole ad Amman (con gli operai addetti al restauro che guardavano fra l'eccitato, lo sbalordito e il disgustato) alle mandrie di giovani e meno giovani, diversamente giovani e convinti di essere ancora giovani a Riga con una cosa sola in testa (secondo la provenienza geografica "fica" o "figa") e che non ho potuto evitare di mandare al diavolo ripetutamente.
      Li ho visti in Africa guardare estasiati i negri seminudi, buoni selvaggi mitizzati, esponenti di un'Africa mitica che non esiste più (se non nelle proposte turistiche con visita al villaggio tradizionale inclusa), per poi ritirarsi nei loro resorts equipaggiati di ogni comodità e serviti dai negri civilizzati.

      Il tipo del viaggiatore moderno che non ha nulla da spartire ne' con il Marco Polo (e altri viaggiatori dell'epoca) ne' con i più recenti Livingston e altri che con tutte le loro pecche avevano un impianto morale e una cultura alle spalle.

      Non interessa capire, non interessa conoscere, non interessa comunicare, non se ne parla nemmeno di rispettare, che diamine la superiorità della nostra cultura è talmente evidente e lampante (appena appena si possiede un attestato di V elementare o addirittura di III media!) che sono loro a dover rispettare noi (anche se magari hanno un paio di lauree conseguite a pieni voti), anche a casa loro.

      Non parlo solo degli italiani, noto sempre di più questi atteggiamenti anche da parte di Tedeschi, Francesi, Inglesi che un tempo erano mediamente migliori come atteggiamento. Per gli americani poi la cosa è patologica, sembra sempre che siano a Disneyland.

      Pazienza, questo è quello che produce il turismo di massa e l'analfabetizzazione di massa (non è un errore, è quello che producono le scuole occidentali).

      Quello che fa specie è che una giornalista abbia lo stesso atteggiamento di pregiudizio e non tenti nemmeno di fare il suo mestiere, cioè indagare, capire e spiegare, dare una visione critica ma aperta dei fatti.

      D'altro canto fa piacere constatare che nonostante i danni del sistema educativo esistono giovani come la Sig.na Presbitero che riescono a formarsi delle idee originali, mantengono un atteggiamento pur critico ma aperto e un equilibrio che definirei sorprendente, sia nell'analisi che nel tono della risposta.

      Il rispetto che pretendiamo per la nostra cultura a casa nostra lo dobbiamo, almeno a casa loro! alle altre culture.

      Non è chiamando "di colore" o "africano" un negro che gli si dimostra rispetto ne' indicandolo come negro che lo si umilia, il rispetto è ben altra cosa.


      Soprassediamo poi sull'imprudenza, che secondo me deriva da un'impianto mentale fondamentalmente razzista ed una presunzione di superiorità, di certi viaggiatori.

      Brava Giulia Presbitero, davvero brava!




    1. cardisem 30 agosto 2015

      Carina?
      Mah!
      Io distingue fra due forme di bellezza muliebre:
      quella che ispira rispetto, ad esempio “tanto gentile e tanto onesta...”,
      e quella che al massimo può ispirare delle “palpate al sedere”...

      Di certo pongo in caso in questione nella prima categoria...

      ...
      Sul resto non mi pronuncio, ma mi pare che siano esse stesse ad essersi posizionate in questa categoria se andando in Iran non sono riuscite ad avere una diversa attenzione... Dipende poi dall’indice di mascolinità dei palpatori... Vi potrebbero essere persone che in condizione estreme potrebbe palpare anche il sedere di una scimmia... Dipende, tutto relativo, tutto soggettivo...

    1. cardisem 30 agosto 2015

      La Innocenzi non merita nessun interesse, ma può essere oggetto di studio la forma della propaganda contro l’Iran, quasi tutta ispirata da Israele... Studiando le esternazioni di questa propaganda si può fare la mappatura (anche qui da noi in questo Forum presente) della informazione embedded... Noi saremmo delle “democrazie” che hanno la grande fortuna di essere manipolate da una Innocenzi a sua volta divinamente ispirata...

      Ormai, mi sono abituato a dare valore zero all’informazione corrente che ricevo dal mainstream, mentre invece la mia attenzione si concentra sempre più sul retropensiero dell’informatore, del disinformatore, del manipolatore... Costui mente ordinariamente sapendo o non sapendo di mentire, ma può essere per noi interessante NON ciò che pensa di dire, ma ciò che sta nella sua testa o il suo committente, la sua tesi di fondo...

      Ma non so se riesco a esprimermi: una verità la si può ricavare malgrado il giornalista che che pensa di fornircela, e la verità che ne viene fuori è spesso l’opposto di ciò che si vorrebbe spacciare...

      Scrivo sempre di getto, rubando tempo ad altre mie occupazioni...

    1. Neriana 30 agosto 2015

      Giulia Innocenzi, No Alpitour...... ? ahia ahi ahi ahi : )


    1. oggettivista 30 agosto 2015

      Si ringrazi piuttosto Santoro per i criteri in base ai quali seleziona le sue collaboratrici (carina, sorriso sbarazzino, giovanile, simpatica...).

      Inoltre, cosa aspettarsi da un'estimatrice delle Femen? conoscenza e rispetto per la propria ed altrui cultura e religione?

    1. MartinV 30 agosto 2015

      Molto rumore per nulla... un banalisimo aricolo di propaganda anti-iraniana da parte di una giornalista dei nostri giorni (ma dovrà pur lavorare la poveretta) non merita tanto interesse...

    1. cardisem 30 agosto 2015

      «al di là di quello che gli uomini affermano in pubblico, i veri capifamiglia nelle case iraniane sono donne...»
      -----
      Confermo che questo era (è) vero anche e soprattutto nelle nostre società meridionali...

      Quanto alla Signorina Innocenzi NON ha cultura di nessun genere... È questa la ragione che a prima vista le sue prime dieci parole suscitano in me un rigetto immediato, istintivo... Il NON aver cultura non è in sé una colpa, ma lo diventa quando si pretende di fare testo, di educare, di informare...

      L’attacco all’Iran, diretto o indiretto, incidentale o espresso, è uno degli indicatori per riconoscere anche in questo Forum la propaganda israeliana e i suoi troll, che esistono e son tanti, pagati o non pagati (dettaglio secondario)...

      Non io, ma Obama ha ribattuto ai suoi oppositori come gli attuali “negatori” di ogni accordo con l’Iran siano [congiuntivo] gli stessi che hanno spinto alla guerra contro l’Iraq, con conseguenze che durano fino ad oggi... Chi siano è presto detto: Israele e i suoi fan, dichiarati o occulti... La questione della bomba non poteva essere più mostruosamente stupida e tale perciò da far capire il grado di dipendenza dei media occidentali dalla Lobby israeliana (per non dire “ebraica”)...

      Quando Amadinejad, uomo mite e gentile programmaticamente diffamato, ebbe a dire alla Columbia University che in Iran NON esisteva gli omosessuali intende chiaramente dire che per un iraniano l’omosessualità è un disvalore, mentre è un valore SOLO nelle società occidentali, civilizzate...

      Il modo di rapportarsi degli uomini con le donne e delle donne con gli uomini (gli uni non possono fare a meno delle altre e viceversa) è una variante culturale che cambia nel tempo all’interno delle stesse società...

      Insomma, la signorina Innocenzi può occuparsi di tutto quel che vuole (e forse con talento), ma l’informazione, il rivolgersi agli altri pretendendo di ammaestrare, non è affar suo...

      Non ho prestato molto attenzione al suo testo (che consecutio temporum e congiuntivi a parte vale zero), ma al tentativo di farne un caso per presunte paccate sul sedere e di nuovo un attacco all’Iran... È significativo come di questa importante notizia su Repubblica sia apparso un articolo...

    1. andriun 30 agosto 2015

      Bravo, vedo che attraverso il ragionamento siamo arrivati finalmente ad una conclusione.

      Tenga conto che se in parte questa affermazione "...che farà certamente passare la voglia di visitare il paese a qualche migliaia di persone..." visto e considerata l'insoddisfazione e la fame di maschio da parte del sesso femminile che è presente da noi in Italia, dovuto in buona sostanza a quella pantomima che la donna italiana è costretta a recitare e che la vede nel ruolo di dominatrice, pena l'essere accusata di non essere intelligente(il che poi è vero se guardiamo ai fatti), è vera solo per una minima parte. Altre, creda a me, invidiano le due turiste e considerato che poi sono anche tornate vive e vegete, un pensierino lo fanno di sicuro per visitare quei posti.
    1. tersite 30 agosto 2015

      Gil, ieri sera in tv hanno trasmesso l'incontro tra Bibi e Renzie, da Firenze.


      Non ti dico cosa ha detto il primo nel suo intervento, ascoltalo se non l'hai fatto ancora.


    1. gix 30 agosto 2015

      Trovo notevoli le riflessioni di questa studentessa e le condivido in pieno. Come ho già avuto modo di osservare, la Innocenzi non è una turista qualsiasi che scrive un diario su un sito di turismo per l'appunto, ma è una giornalista che va in Televisione e raggiunge anche qualche milione di persone. Considerati gli strumenti che ha a disposizione e il credito che le viene accordato, ha quindi delle grandi responsabilità verso queste persone, soprattutto se di questa esperienza ne farà una trasmissione TV. Se avesse voluto dare la giusta importanza alle proprie osservazioni, forse avrebbe dovuto premettere che si trattava di un punto di vista per forza di cose limitato e che magari avrebbe richiesto un ulteriore approfondimento per verificare se le sue deduzioni potessero avere un valore più generale.

    1. gix 30 agosto 2015

      Vede Caro Gil, praticamente mio omonimo, il fatto è che non stiamo parlando di due turiste qualsiasi che scrivono i loro appunti di viaggio, come potremmo essere magari io e lei. Qui stiamo parlando di una giornalista che ha accesso alla tv con tanto di programmi di un certo livello, la quale magari su questa esperienza ci farà una trasmissione per l'appunto in TV. La differenza è banale ma è bene che ce la ricordiamo: se una così dice certe cose, specie in TV, avrà sicuramente un seguito importante, e se avrà dato false informazioni va da se che avrà causato un danno non indifferente, non solo all'Iran e alla sua cultura, ma anche a noi. Saluti

    1. searcher 30 agosto 2015

      Le donne occidentali sono solo delle povere cretine viziate,totalmente inconsapevoli di essere le vittime prescelte di satana stesso

    1. Gil_Grissom 30 agosto 2015

      Quindi in buona sostanza secondo lei il pensiero femminista ha avuto conseguenze piu' nefaste per la civilta' occidentale dell'Islam?

    1. GioCo 30 agosto 2015

      3 Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l'uomo, e capo di Cristo è Dio. 4 Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo. 5 Ma
      ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di
      riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata. 6 Se
      dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli!
      Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si
      copra.
      7 L'uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell'uomo. 8 E infatti non l'uomo deriva dalla donna, ma la donna dall'uomo; 9 né l'uomo fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo. 10 Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli.
      (Corinzi 11, 3-10)

      Commento splendido ma sprecato. Cosa vuoi dire a donne che rappresentano culturamente un paese dove ha origine la religione dell'amore paritetica non sessista come quella sopra? Cosa vuoi dire a donne che ostentano pratiche paritetiche prive di dignita propria?

      Signorina, la ammiro e mi sono già innamorato. Davvero, non scherzo, la preferisco alle pseudo-seguaci delle Femen, seguacismo che trovo triste. Troppo triste ... Lei invece, agguerrita che lotta con i mulini a vento, mi accende la speranza di un idea di donna che non vedo da troppo tempo. Peccato che con l'immagine un po' grottesca del Servantes non ci colga molto con la sua.
      Accidenti, in sta storia ce ne fosse una almeno un po' bruttina. Così almeno si poteva scrivere "dice cose interessanti ma preferisco l'altra perché più carina". No? Cioè, c'era un pochetto d'equilibrio.
      Invece Lei ci mette in crisi. A me in particolare.

      La sa una cosa? Il velo serve ad attenuare lo sparpagliamento di feromoni prodotti alla base della nuca nella femmina umana e che quindi ad eccitare i maschietti (e a quanto pare pure gli angeli, che a rigor di logica dovevano esserne immuni). Donna e uomo lo sanno per istinto e i testi sacri non possono di certo avere ignorato la questione. I nostri antenati non erano imbecilli.

      C'è chi poi, sapendolo anche istintivamente, mette avanti al bisogno istintivo la propria dignità e chi invece la perde in fretta. Ma non possiamo condannare nessuno, ognuno ci pensa da se a fare tutto da solo. Indiviniamo chi è? :))

    1. totalrec 30 agosto 2015

      Non ho detto che abbiano lo stesso peso, né le stesse responsabilità. Ho solo detto quale delle due entità mi pare attualmente più devastante per l'Europa e più urgente da annichilire.


      (GF)
    1. MarioG 30 agosto 2015

      Gia', proprio quella fra l'altro.

      Pensi che credenziali che ha quando esprime giudizi sulla Persia
    1. Gil_Grissom 30 agosto 2015

      Mi scusi l'eccezione ma lei sta paragonando una religione che affonda le sue radici nei secoli ad una tendenza di pensiero che esiste solo da non piu' di mezzo secolo. Sono due entita' completamente diverse e soprattutto, vista la differenza anagrafica, non possono avere lo stesso peso e le stesse responsabilita'.

    1. totalrec 30 agosto 2015

      Sono andate in Iran senza minimamente possedere il bagaglio di cultura, curiosità, apertura mentale, capacità interpretative e - last but not least - cautela che a un giornalista degno di questo nome dovrebbe essere indispensabile. L'unico strumento interpretativo che possiedono è il loro integralismo femminista uterocentrico, scaturito dall'ignobile humus ideologico del sistema propagandistico in cui si trovano ad operare, e ad esso riportano e riducono qualsiasi interpretazione.


      Detto per inciso: non amo affatto l'Islam. Devo però ammettere che la cultura di cui è portatore rende prospere e longeve intere, ampie collettività umane da 1400 anni. L'integralismo femminista, invece, ha portato il continente europeo sull'orlo dell'estinzione demografica nell'arco di pochi decenni. Mi pare inutile aggiungere quale tra queste due forme di integralismo ideologico/religioso presenti, a mio avviso, maggiore urgenza d'essere estirpata.

      (GF)
    1. Noumeno 30 agosto 2015

      giulia innocenzi quella che orgogliosa di avere le femen in studio ?

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