Ucciso il vincitore della vera guerra al terrorismo – SOLEIMANI, IL CHE GUEVARA DEL MEDIORIENTE – Cosa c’entra Gianluigi Paragone? C’entra, c’entra. Come ci dimostra Alessandro Di Battista

DI FULVIO GRIMALDI

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Guerra AL terrorismo? Guerra DEL terrorismo!

Il generale Qassem Soleimani è stato assassinato il 2 gennaio 2020 a Baghdad da un drone statunitense. Insieme a lui sono cadute altre 8 persone, tra cui il dirigente delle Forze di Mobilitazione Popolare irachene (Haashd al-Shaabi), Abu Mahdi al-Muhandis. E’ l’ennesimo atto di guerra illegale, di aggressione ai termini di Norimberga, diventato la costante della politica estera Usa.

Qassem Soleimani, comandante della Brigata “Al Quds” (Gerusalemme) delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, era nato nel 1957 da una famiglia di contadini nel villaggio montagnoso di Rabord, nella provincia di Kerman, vicino alle montagne dell’Afghanistan. Lo hanno assassinato coloro che, dal 2001, 11 settembre, nel nome della “Guerra al terrorismo”, terrorizzano il mondo intero con una serie di guerre terroristiche contro paesi e popoli che non si sono mai sognati di attaccarli, di cui non si vede né la fine, né l’ombra di una vittoria americana e Nato. Autentico difensore di popoli, sul piano militare era paragonato al maresciallo Zukov, vincitore di Hitler, o a Rommel, da Hitler assassinato.

Qassem Soleimani era la mente e il braccio strategici dell’Iran contro gli aggressori dell’Iran e dell’intero Medioriente. Primo consigliere della Guida Suprema, Ali Khamenei, era politicamente vicinissimo a Mahmud Ahmadinejad, l’ex-presidente amato dal popolo per la sua sensibilità sociale e l’irriducibile antimperialismo, grande amico di Hugo Chavez. Il suo successore, Hassan Rouhani, firmatario dell’accordo capestro con cui Obama costrinse l’Iran a smantellare la sua industria nucleare mirata a fini clinici ed energetici, trattato poi rinnegato da Trump, nel 2013 era invece stato eletto, nell’infausta divisione del campo radicale, dallo schieramento di destra, sostenuto dall’alta borghesia di Tehran.

In Iran, da Ahmadinejad, sul fronte di Soleimani

Quando, durante il secondo mandato di Ahmadinejad, per girare un documentario conobbi in profondità il meraviglioso paese e il suo popolo cordiale e sereno, a smentita assoluta delle descrizioni calunniose che se ne fanno da noi per compiacerne i nemici, nostri padroni, capitai nelle innevate montagne al confine con l’Afghanistan. Era la zona dove Soleimani era nato ed era presidiata da unità militari in quella fase da lui comandate. Si trattava della guerra ai trafficanti afghani di oppio ed eroina che, sotto la supervisione degli occupanti Usa, grandi promotori della produzione di droga, provavano a infiltrare in Iran stupefacenti. Operazione che, per i contrabbandieri significava enormi profitti, per gli americani la destabilizzazione sanitaria e sociale del paese disobbediente e già minato dalle loro feroci sanzioni.

Quando in un avamposto vidi appeso il poster del Che Guevara, immagine del resto diffusa in tutto il Medioriente e chiesi ai soldati di parlarmene, mi fu risposto: “Il nostro Che Guevara è il generale Qassem! E tale il comandante dei Pasdaran si dimostrò anche in Siria e in Iraq, nell’addestrare e guidare le milizie popolare, Hezbollah e altre, miste scite e sunnite, tutte animate da un fortissimo sentimento patriottico ed unitario. E sono stati tale addestramento e tali motivazioni a farne la forza risolutiva nella sconfitta dell’Isis a Mosul e poi in tutto l’Iraq, e nella cacciata di Daesh e delle varie formazioni Al Qaida dalla maggior parte della Siria.

Iraq dell’Iran o degli iracheni?

Ora la belluina stampa occidentale abbaierà con più forza contro un Iraq che, grazie anche al comandante delle sue milizie popolari, si starebbe facendo longa manus dell’Iran. A prescindere dal fatto che ciò favorirebbe meglio l’autodeterminazione della nazione, che non l’occupazione e il tiranneggiamento statunitensi, con i saccheggi delle risorse petrolifere che comporta, Qassem Soleimani non ha fatto altro che assolvere a quella che un tempo si chiamava solidarietà internazionalista con un popolo aggredito. Sui manifestanti che hanno invaso l’ambasciata Usa sventolavano appaiati la bandiera nazionale irachena, sempre quella di Saddam, e i vessilli degli Hezbollah e di altre brigate patriottiche.

Innumerevoli, evidenziate in video, foto, documenti e testimonianze, sono state le prove fornite dalle unità di Soleimani e dagli eserciti iracheno e siriano, sulla collaborazione di Stati Uniti e Nato con le orde dei jihadisti: armamenti, rifornimenti di ogni genere da aerei, intelligence, evacuazione da situazioni compromesse, come a Raqqa e Mosul. Oltre alle note e documentate attività di finanziamento, addestramento e fornitura di armi, nei paesi vicini, Turchia, Arabia Saudita, Giordania, supervisionati dagli Usa.

Tale era la popolarità, oltre che la forza militare, delle milizie volontarie guidate da Soleimani che, in Iraq, poterono esercitare una fortissima pressione sui successivi governi che, installati con il beneplacito di Washington, gradualmente assunsero posizioni sempre più ostili all’occupante e alle migliaia di militari e mezzi tuttora nel paese. Quando Trump trasferì dalla Siria truppe in Iraq, accadde l’inverosimile: il Parlamento iracheno compatto chiese agli Stati Uniti di togliere il disturbo.

Se l’attacco dei manifestanti iracheni all’ambasciata statunitense di Baghdad, la penetrazione nella blindatissima Zona Verde e l’incendio di parti della rappresentanza diplomatica vengono da Washington e dai suoi corifei nostrani portati a pretesto della strage in cui è perito Soleimani, il movente è un altro. Il generale iraniano e i combattenti iracheni hanno una volta di più negato che intrighi e complotti antinazionali e imperialisti prevalessero. Soprattutto – ed è questo che ha ridato coscienza e orgoglio nazionali agli iracheni – hanno sconfitto il possente mercenariato Isis-Al Qaida a cui gli Usa e l’Occidente tutto avevano dato il mandato di completare l’annientamento di due nazioni: Siria e Iraq. Il drone della strage di Baghdad era il portatore di questa vendetta.

Vendetta per aver sconfitto i mercenari Usa

Da anni sorrido al mantra di Giulietto Chiesa che, dagli anni ’90, va annunciando l’imminente Armageddon, la guerra mondiale, magari atomica, a giorni. Non ho mai capito se si trattasse di autentico timore, traveggole, o di qualcosa di strumentale. In ogni caso, come si vedeva allora e come s’è visto poi, tale conflagrazione globale non si prospettava per niente. C’erano e ci sono le sette guerre di Bush e poi di Obama, ma restano confinate nelle regioni da ricuperare al colonialismo. Oggi è tutto il coro degli strepitoni mediatici che intravvede bagliori di apocalisse all’orizzonte. Ovviamente, mica tanto per l’irriducibile bellicosità dell’apparato militar-industriale Usa, il Deep State e il suo Partito Democratico, quanto per un “Iran irresponsabile” che promette risposte. Senza la quale risposta, che io penso verrà comunque calmierata da Mosca, il paese perderebbe credibilità, sia all’interno, sia in tutta la regione, nel mondo arabo, nell’Islam di cui è il simbolo del riscatto. Magari sbaglio. Le 50 atomiche che Washington sposterebbe dalla base turca di Incirlik a Ghedi (BS) e che, nell’abietto servilismo della classe politica, si aggiungono alle altre 70-90 già nel nostro paese, non sono un buon auspicio.

Quanto alle dinamiche che hanno prodotto l’attentato terroristico di Baghdad, personalmente ritengo che sia stato ancora lo Stato Profondo Usa a prendere la mano all’eternamente traccheggiante Trump. Nel riferirsi alla matrice dell’operazione tutti accennano a Pompeo, segretario di Stato, a Mark Esper, ministro della Difesa, entrambi neocon, e al Pentagono. Il Trump che dilaga sui social per ogni mosca che vola, il Trump che aveva legato le sue speranze di secondo mandato alla distensione con Putin, con i nordcoreani e che non si decideva mai sull’attacco all’Iran, preteso anche da Netaniahu, su Facebook si era limitato a pubblicare la bandiera statunitense. Troppo poco per un tweeter maniacale e un successone militare del genere.

Luigi Paragone, Qassem Suleimani e omini, ominicchi e quaquaraquà

Nel titolo ho avvicinato Gianluigi Paragone, deputato 5Stelle, espulso dal Movimento, a Qassem Soleimani, nientemeno. Raffronto indubbiamente azzardato. Ma, si parva licet componere magnis, cosa che, quando si va per simboli, si può, provo a dimostrare che nel piccolo si rispecchia il grande e viceversa. Sia l’ambito della nostra miserevole repubblica, sia quello dell’assassinio di Soleimani inseriti nel quadro di un conflitto mondiale, fanno parte dell’ambito umano. E qui che, ci si trovi bimbetti nel nido, o generali, o presidenti, o manager, possiamo avere, nelle parole di Sciascia, omini, ominicchi e quaquaraquà.

E su questo piano abbiamo un uomo, Soleimani, un ominicchio, Trump, e tanti quaquaraquà, tutti i media e i politici (il patetico capoleghista in testa) che rovesciano la frittata e cianciano dell’assassinio di un uomo, di un grande uomo, di un uomo umano, come della rimozione di una minaccia. E abbiamo un uomo, Paragone, un ominicchio, Di Maio e i quaquaraquà da poltrona, sedia e strapuntino che, con l’osso in bocca, abbaiano contro colui che “non è stato alle regole”.

Siamo ad Antigone, a capocchia invocata per la mozza ONG di Soros, che sperona navi italiane. Paragone non ha obbedito alle regole che dovrebbero tenere a bada eventuali dissidenti del capo ominicchio, anche quando fa puttanate, o tradimenti di tutto ciò per cui è stato portato dove si trova e dove non merita minimamente di trovarsi. Paragone è stato alle regole che ha concordato con quella parte del popolo di uomini che lo ha votato. Non ha votato vergogne, le leggi imposta dagli avvoltoi UE e dai grassatori mafiopidini, repulsive a quel popolo e, perciò inevitabilmente a lui.

L’ho conosciuto da eccellente giornalista, competente come pochi su banche, finanza, manomorta europea e realizzatore della trasmissione “La Gabbia”, dove finalmente s’è visto qualche 5Stelle e si è tirato qualche schiaffazzo ai dominanti. Titolo appropriato, la Gabbia, se si pensa che spiccava in una rete, La7, dove informazione e analisi sono quelle di Gruber, Formigli, Floris, Giletti, Damilano, Zoro….. Senza dubbio uno dei più validi rappresentanti di quello che è stato – e spero sia tuttora – un autentico anelito al riscatto.

Non per nulla è uscito dal suo Grande Silenzio, Alessandro Di Battista: “Gianluigi è infinitamente più grillino di tanti che si professano tali. Non c’è mai stata una volta che non fossi d’accordo con lui”. Il 33% delle ultime politiche lo si deve a questi uomini e ai valori per la fedeltà a contro i quali un ominicchio senz’arte né parte si permette espulsioni. Sembra che ne abbia nel mirino un’altra trentina, di “uomini”.

Magari. Contiamo su di loro, su Paragone, su Di Battista, su Fioramonti, altro esempio di intelligenza e coerenza, dimessosi da ministro dell’Istruzione in opposizione all’eterna strategia dei padroni: rimbecillire i giovani italiani, tagliandogli fondi e conoscenza. Anche rendendoli obesi con le famigerate merendine e bevande zuccherine che un ministro, come non lo si era mai visto da quelle parti, voleva strappare agli intossicatori. Aspettiamo gli altri: Morra, Corrao, Lezzi, Lanutti, i tantissimi sul territorio. Non è più tempo di esitare. L’ominicchio, col vecchio guru uscito di senno, ha ridotto una galassia luminosa, il 33%, a pochi detriti stellari. Paragone, Di Battista, gli altri, i confusi, i persi per strada, tutto quello che non è né ominicchio, né quaquaraquà, riprendano il discorso, riaccendano le stelle spente dagli ominicchi e odiate dai quaquaraquà, ma ancora care al meglio di questa povera Italia.

 

Fulvio Grimaldi

Fonte: https://fulviogrimaldi.blogspot.com

Link: https://fulviogrimaldi.blogspot.com/2020/01/ucciso-il-vincitore-della-vera-guerra.html

3.01.2020

Pubblicato da Davide

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26 Commenti

  1. Contare su Paragone per resuscitare il M5S mi sembra quanto mai azzardato.
    Alea iacta est.

    • Per me non bisogna resuscitare nulla. Questo è il momento in cui chi ha un minimo di credibilità e di idee ancora valide, dovrebbe mettersi al servizio di una nazione e provare a portarle in campo. Il brand 5 stelle é definitivamente lordo, ma chi è rimasto con la schiena dritta ha a mio parere legittimità per andare avanti. È l’ultimo barlume di politica ancora possibile in questo paese, sempre se ancora possibile.

  2. -Questo articolo è un tentativo di fotografare la situazione tragica in MO che non riesce ad inquadrare l’elefante nella stanza, ma che si limita a dire : “che sia stato ancora lo Stato Profondo Usa a prendere la mano all’eternamente traccheggiante Trump.”, Ricordo a Grimaldi che gli USA non hanno nessun interesse nazionale, o impero coloniale da difendere in MO, e che il petrolio loro lo esportano, quindi la ragione per la quale sono pronti da 20 e più anni a sacrificare soldati e miliardi deve per forza essere un altra. Il generale Wesley Clarck ha pubblicamente affermato che già qualche giorno dopo l’11 Settembre 2001 c’era già una lista di 7 Paesi da far fuori in 5 anni e l’Iran era l’ultimo della lista. Vedere cosa è successo dal 2001 fino ad oggi per confermare quella previsione. Inutile dire che l’elefante nella stanza è proprio Israele e che le guerre in MO sono state condotte per eliminare i nemici di Israele, il quale con le potenti lobby che controllano il Congresso americano riesce a gestire la politica estera americana in MO per i propri fini. Trump è ricattabile ora e non lo sarà più dopo che sarà rieletto e inoltre ha abbastanza soldi per conto suo. Il voto al Senato sull’impeachment poi aggiunge ricattabilità. Il momento quindi è stato scelto con cura e la trappola nei confronti dell’Iran è stata posata in modo tale che se reagisce nello stesso modo degli americani, l’attacco su larga scala con bombardamenti per distruggere le infrastrutture militari e civili del Paese è già programmato. Trump da parte sua deve stare attento all’attentato ‘false flag’ perché Israele a quel punto prenderebbe due piccioni con una fava : eliminerebbe un presidente di destra contrario all’immigrazione e raggiungerebbe lo scopo di distruggere l’Iran.
    -Paragone è un signor nessuno che si è illuso, come molti, viste le percentuali di voto, che i 5S potessero costituire una forza di cambiamento reale del Paese. Paragonarlo a Seleimani è una assurdità.

    • Scrivi:
      “…Inutile dire che l’elefante nella stanza è proprio Israele e che le guerre in MO sono state condotte per eliminare i nemici di Israele, il quale con le potenti lobby che controllano il Congresso americano riesce a gestire la politica estera americana in MO per i propri fini. …”

      Ti ricordi Freda che usava il nick “totalrec”? Una persona di destra, coerente come ce ne sono talvolta, e particolarmente essenziale nel suo modo di pensare, qualità che apprezzo anche in persone delle quali non condivido pensiero ed obbiettivi. Ebbene costui, sostenendo una tesi ardita ma potenzialmente fondata su luogocomune di Mazzucco, ha scritto ieri in risposta ad un altro commentatore, sullo stesso argomento:

      “E basta con questa storia degli Americani servetti di Israele! Non è vero, e anche se lo fosse è una semplificazione sciocca che non giova all’analisi.”

      • Ha mai sentito parlare del saggio “La Israel Lobby e la Politica Estera Americana” di S.Walt e J.Mearsheimer ediz. Mondadori? Gli autori sono due professori universitari americani, Walt ha diretto la J.Kennedy School ad Harvard tra il 2002 ed il 2006, poi, dopo la pubblicazione degli articoli che compongono il saggio in questione, dovette dimettersi.

        Le consiglio di leggerlo attentamente, sapendo che nell’edizione italiana non troverà le note annesse al volume, ma dopo molte difficoltà, se anche avesse la fortuna di trovarle sul web, sappia che non sono tradotte (sic). Questo libro in USA ha fatto enorme clamore, e non è un caso…

        Se poi volesse ampliare le Sue conoscenze nella materia di cui si stà discutendo, Le consiglio anche di leggere almeno la pagina n° 177 del saggio “Chi Comanda in America” di M. Blondet dove Philip Zelikow* dice “l’Iraq non rappresenta una minaccia per gli Stati Uniti. E’ ed è stato un pericolo per Israele. Questo è il motivo primario per cui andiamo in guerra”.

        *Direttore esecutivo della commissione per l’11 settembre, Consulente del dipartimento di Stato USA, amico e co-autore di un libro con Condoleezza Rice.

    • Scrivere che gli USA non hanno interessi nazionali in MO è come entrare in una cristalleria dopo essere scappati dal circo.

    • Ho capito. Non leggendo quasi più niente, pensavo fosse lui, il Paragone, a paragonare Sulemaini al Che.

    • Quasi sempre con una fava si cerca di prendere più piccioni e se è vero che gli oligarchi usa continuano a fare gli interessi dei sionisti in MO io credo che anche il petrolio sia un gustoso piccione. Gli usa sono diventati con lo shale oil il più importante produttore di petrolio al mondo, superando i beduini sauditi e dopo circa settant’anni esportatori netti. Notoriamente lo shale oil ha costi di produzione maggiori di quelli dei normali giacimenti quindi solo alti prezzi del petrolio rendono conveniente quel tipo di estrazione. E’ esattamente ciò che sta avvenendo e non da oggi. Il caos del MO creato dagli usa, il controllo dei pozzi siriani, il tentativo di impedire all’Iran di esportare e chissà, forse anche l’attacco ai pozzi sauditi, hanno lo scopo di tenere alti, o addirittura far lievitare, i prezzi e aumentare i profitti dei petrolieri shale oil.

  3. Oggi hanno fatto a pezzi un altro comandante delle milizie sciite, ormai la guerra è dichiarata.
    Il nuovo capo della forza Quds ha detto: Diciamo a tutti di aspettare e avere pazienza, vedremo i cadaveri degli Americani in tutto il Medio Oriente.
    E quelli con il turbante non scherzano.
    E Giggino tutto denti, che dice?
    Sta a vedere che gli capita una guerra tra capo e collo e che hamma a ffà?

    • Vincenzo Siesto da Pomigliano

      Ma secondo lei il “Giggino” (o chiunque altro) starebbe alla Farnesina senza il beneplacido dei plutocrati giudaici (e no) ameri(cani)? Nella base degli ameri(cani) di Vicenza già sarebbe pronto a partire un contingente di soldati amer(cani) per il Libano ove già sono presenti un migliao di nostri soldati…

  4. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Cacchio!!!! Ancora non ho letto un commento del “Giggino” nazionale…

  5. Sono in accordo con Trump, il Generale doveva essere eliminato molto tempo prima ma adesso sarei d’accordo anche con Teheran se chiude i rubinetti di Hormuz come ritorsione…oddio…sto diventando gretino!!!!

  6. Gli americani – e i loro alleati – giocano la loro partita con la Morte come meglio ritengono opportuno, esattamente come fanno tutti gli altri popoli della Terra, da sempre. Oggi sono loro ad avere l’iniziativa (tecnologica) al servizio di una politica che è sempre e solo economica: la forza delle armi al servizio dei soldi, del loro accumulo, che è, da sempre e per chiunque, Potere.
    Il messaggio all’Iran, a questo Iran, che i centri ci analisi strategica occidentali sanno benissimo da anni che diverrà la potenza egemone della zona compresa tra il Mediterraneo e l’Indo, è chiaro: “se facciamo a fare i terroristi voi avete già perso: noi possiamo farvi saltare in aria un comandante al giorno, se vogliamo, a un costo irrisorio. Non potete permettervi uno scontro convenzionale: se colpiamo le vostre infrastrutture energetiche vi rimandiamo all’età della pietra in 2 settimane. Siete circondati da nostre basi. Vi resta una cosa sola da fare: trattare.”
    Perché? Semplicemente perché agli americani, e ai loro alleati, serve tempo. E questo tempo glielo può dare solo un prezzo del petrolio e del gas che tenga i russi sempre sull’orlo di una crisi finanziaria devastante, e attualmente solo le riserve energetiche iraniane possono tenere a bada lo strapotere russo sul mercato dell’energia.
    Poi, tra qualche anno, arriverà il gas israeliano e egiziano, che farà uscire l’Europa dallo scacco russo del gas. e saranno attivati i giacimenti artici canadesi e, con ogni probabilità, il Venezuela sarà riportato a miti consigli, e i texani potranno sganciarsi dal M.O.
    I texani, e non gli israeliani, sono il vero Potere che muove i militari e l’intelligence USA.

  7. … e poi, con tutto il rispetto, sig. Grimaldi: non dimentichi che la morte di Che Guevara ha fatto un gran comodo anche a Fidel Castro.

  8. Paragonare Solemaini a Che Guerava è pura blasfemia. Il Che era un……platonico. ma chi ha fatto questo paragone? Forse Paragone? ma quello che ne sa..?!
    Modifico: non è paragone a fare il paragone ma pare, l’autore dell’articolo. Beh il Che non c’entra niente.

  9. Marca male, devo cambiare anno di nascita, anche Bin laden era del 1957.
    Come diceva Sciascia, semplificando troppo, ci sono uomini, ominicchi e quaquaraqua indistinguibili sinchè non aprono la bocca, ma quando lo fanno si comprende bene che siamo circondati da quaquaraqua, che le masse seguono più volentieri assai per affinità….Paragone Di Maio, Salvini e Di battista ( solo per citarne alcuni) gli ho già visto fare tante inversioni ad U, che, non riesco ad inserirli neppure nelle categorie sciasciane, direi che su di essi sarebbe meglio applicare la fisica di Heinrich Rudolf Hertz, (25 e 150 Hertz: le fusa dei gatti) .
    Giulietto Chiesa è attento osservatore ( un pò tifoso, ma chi non tifa scagli la prima pietra) che non sia ancora scoppiata la terza guerra mondiale ( imminente 30 anni fà) non significa che sia in errore, il rischio è sempre imminente e l’allarme và tenuto alto ( forse non è ancora scoppiata proprio perchè sono in molti a denunciarne il pericolo e l’imminenza).
    Gli attentati terroristici americani di questi giorni ( per eportare democrazia ed evitare attentati terroristici, dove si ammazza per salvare vite umane) credo anch’io che non porteranno a guerra, ma il rischio c’è e l’allarme và tenuto alto alla Giulietto. Non credo che questa sia la goccia che farà traboccare il vaso, Russia e Cina non sono ancora pronti ma cominciano ad essere molti i paesi che, se solo potessero, regolarizzerebbero i conti.
    La questione è complessa e non facile da analizzare per mancanza di dati reali/veri, ( Wall street sale e brucia massimi su massimi, la disoccupazione, sulla carta è al 3,5%, ma nel paese infuria la battaglia delle lattine raccattate nei cassonetti dell’immondizia, per placare la fame e raccimolare qualche spicciolo vendendo l’alluminio, l’america, oggi, è quella di Wall street con quasi tutti occupati o è quella delle lattine ?
    Tralasciando, le molte e giuste analisi, fatte da molti, sugli evidenti interessi israeliani in M.O. supportate dal congresso americano, resta, in me, il dubbio che il tutto, abbraccio sionista compreso, possa avere un unico filo comune che è quello di convincere la pubblica opinione americana (cerca lattine), a focalizzarsi sul nemico esterno evitando di guardare all’interno….forse la goccia che può far traboccare il vaso in M.O. seppur molto rischiosa per il mondo intero, è comunque meno rischiosa , per gli states, che l’attenzione degli americani (ma anche degli alleati) sia attirata dal vaso interno già traboccato ed a rischio guerra civile……sono solo supposizioni mancano i dati certi, prove non ce ne sono ma cominciano ad esserci troppi indizi………Trump è impazzito o non poteva farne a meno? Qest’anno elezioni, è l’attenzione sarebbe tornata all’interno.

  10. il vero schifo è la russia…complice..la settimana scorsa hanno fatto operazioni congiunte sul golfo di Oman

    https://formiche.net/2019/12/cina-russia-iran-inedito-asse-golfo-sfidare-occidente/

    iran-russia-cina…quindi sono alleati militari,ma non fa nulla è solo grazie a Suleiman se la guerra in Siria è stata vinta..eppure la russia pensa già ai guadagni stellari che un nuovo conflitto potrà generare per il suo petrolio..

    e poi non può andare allo scontro diretto perchè ci sono i soliti 500miliardi di investimenti degli oligarchi russi in occidente che verrebbero immediatamente pignorati altro che sanzioni.

    quindi l’uccisione di migliaia di contractor e ribelli armati dagli USA ,è vero quanto dice trump,migliaia di morti USA ci sono stati ,ma nessuno gli chiede ‘quali?’ perchè non risultano soldati USA morti,solo mercenari a migliaia…ecco se un solo giornalista USA lo chiedesse dovrebbe qualcuno rispondere ”erano mercenari USA contro Assad e a favore di ISIS” invece il deep state USA che ha deciso questo attacco e che controlla tutti i media si guarda bene dal chiederlo..

    Anche la guerra in Yemen è stata vinta grazie a Suleiman e i sauditi armati fino ai denti con 100miliardi di armi USA miseramente battuti…ridicolizzato il sistema di difesa missilistico saudita (che è lo stesso di iron dome israeliano buono solo per i razzi Kassam poco piu che petardi) con gli ultimi modelli dei patriot che oltre a non beccare i missili yemeniti ad un certo punto invece di esplodere il volo dopo averli mancati di fatto hanno colpito a terra insediamenti sauditi..di fatto i veri danni li hanno fatti loro meno i missili yemeniti che però sono sierviti a dimostrare l’inutitlià della difesa antimissile USA…capaci sono di fare i gradassi grazie ai droni e soprattutto pagando i traditori ed infiltrando il nemico che poi dà la posizione gps della persona da eliminare..

    Infine gli USA cacciati dalla Siria,cacciati dalla Libia(al massimo gliene rimarrà un pezzetto),perso l’alleato storico Erdogan(Pompeo ha annunciato che le 50atomiche nella base turca di Incirlik saranno spostate a Ghedi,Brescia,e noi zitti a parlare di Di Maio e del cioccolataio Salvini che gioisce e plaude all’assassinio sperando che cosi’ il deep state USA ,non trump,chiami Napolitano mattarella e quindi il csm e le procure ed anche il tribunale dei ministri per farsi assolvere…e cosi’ tornare contento al papete..spero non gli rimanga un solo voto..)
    Salvini gioisce perchè ci sarà un esodo di migranti e lui potrà continuare a strepitare dall’opposizione contro i migranti,per carità nessuno li vuole,ma strepitare,estorcere il voto,e poi una volta al potere passare il giorno su youtube a mangiare nutella o in mezzo a superculone al papete…o fotografato dalla bella profittatrice mentre dorme come un fesso..questo no….e poi invece di rimpatriarne 600mila ne rimpatria 60
    e poi invece di bastonare la merkel che gliene ne ha rimandati 3000 sedati va al papete e si dimette come fece berlusconi per far insediare la troika di monti che è l’equivalenti di oggi col pd-gualteri ed i 5s che pur di non perdere la poltrona si allerebbero pure con satana

    • Finalmente qualcuno con un po’ di senno e di buon senso si trova anche qui . Prima di imbattermi nel suo commento ho trovato solo fan sfegatati di Putin e della Russia che speravano in una azionsle decisa di mosca o di Pechino al fianco dell’ Iran :
      Non capiscono che Putin e Xi sono pronti solo a fare business non sono ideologi come gli sciiti iraniani , Putin e Xi non sono pronti a difendere un loro alleato perché non sono imperi ma potenze regionali che non hanno nessuna ambizione planetaria ne un’ideologia da diffondere.

    • Salve, Adestil, i tuoi commenti sono principalmente volti a denigrare la strategia di Putin e Xi ma nel farlo non tieni conto dei dati e della elaborazione degli stessi che posseggono i governi di quei paesi ( e non solo di quelli ). In altri termini, dai per scontato che NOI sappiamo QUANTO loro sanno e sulla base di questo li critichi. Dire che il tuo approccio è fallace è anche troppo. Putin e Xi, insieme ad altri, hanno dati, rapporti di intelligence, proiezioni su sviluppi futuri, analisi strategiche che noi semplicemente ci sogniamo. Noi ragioniamo in base a quanto filtra dalla censura universale utile a tenerci buoni…qualcosa ogni tanto passa qualcosa ma poco e ci basta per formulare le nostre considerazioni. Questi invece hanno una ‘paletta’ di reports immensa e DECIDONO, ovvero hanno la terribile responsabilità sula vita e sulla morte degli abitanti della Terra, non solo dei loro cittadini. Perchè oggi, a differenza del passato, qualsiasi decisione si propaga sull’ intero Pianeta…si può dire che sia stata l’ arma atomica a ‘mondializzare’ e unire i popoli molto di più di quanto abbia fatto il resto della tecnologia. Rendiamoci conto della terribile responsabilità che pesa su di loro. Solo per la loro saggezza non siamo ancora finiti arrosto, perchè se fosse per gli anglosionisti già lo saremmo da un bel pò, se non altro per scrupolo ‘ecologista’. E la prima regola, derivata dal passato atroce della storia recente, è che chi attacca per primo in assenza di una ‘giusta causa’ esiziale per il suo Paese, ovvero che ne mette a rischio l’esistenza, è condannato a perdere. E nessuno, memore proprio di quello che è capitato all’ Italia, la Germania ed il Giappone, vuol far la fine di nazioni-pezze-da-piede per l’altrui egemonia, nazioni decapitate della possibilità di influire sui destini del mondo e considerate come perdenti-simbolo nella competizione globale. Dunque, prima di scatenare l’ Armageddon, Cina e Russia vogliono che sia ben chiara la responsabilità di chi inizia, chiaro l’attacco alla vita stessa delle loro Nazioni, e l’ impossibilità di pervenire ad un regolamento ‘equo e giusto’ delle rispettive ragioni in conflitto. Comunque, caro Adestil, fra non molto il tuo desiderio neppure troppo celato verrà accontentato. Aver assassinato, con giubilo, un esponente GOVERNATIVO di uno stato estero costituisce IL PASSO decisivo per l’ inizio di un confronto globale.

      • Splendida risposta per Adestil, caro Oriundo. Noi sappiamo poco e niente e io sono costretta ad orientarmi, a volte, persino con la mimica facciale dei vari personaggi politici . E in base a questo mi sento di dire: 1) Trump è tutto fuorchè un guerrafondaio, Putin e Xi Jianping idem. Però appena se ne andranno i primi due, si scatenerà l’Armagghedon e, mi dispiace dirlo, con qualche idiota democratico in Usa, e, convertita la Russia con qualche paio di calze di nylon, sarà Xi ad avere il mondo in mano e io tiferò per lui.

  11. Che senso ha un alleato che non difende un suo sodale,l’iran in questo caso?Gli USA difenderebbero subito i sauditi in caso di attacco o il giappone o israele etc..

    Solo la russia chiede la calma all’Iran di evitare escalation etc…mai sentito che ti uccidono il capo e si chiede la calma mentre si è ucciso colui che ha sconfitto l’ISIS facendo un grande piacere soprattutto ai russi (che sono ortodossi) e perchè in Siria ci doveva passare il tubo di petrolio e gas che avrebbe completamente tagliato fuori la russia dall’UE ..grazie a Suleiman questo non è avvenuto..
    ma gli oligarchi russi non lo vogliono non gli conviene..
    gli conviene anzi una bella crisi in modo da aumentare il prezzo del petrolio che gli porta denaro…
    e poi farsi pignorare in una guerra 500miliardi di dollari da USa-Nato ,proprietà degli oligarchi russi non sarebbe permesso a Putin..un alleato non affidabile..
    d’altronde anche in Ucraina ha lasciato massacrare gli abitanti del Donbass e poi quando poteva non ha eliminato 1500 addestratori della nato caduti in trappola in una conca,lasciandoli scappare, chissà in cambio di cosa…

    come premio si è visto incolpare per l’abbattimento dell’aereo ,false flag,un tribunale olandese gli ha appioppato 50miliardi di euro di risarcimenti con potere di pignoramento di beni russi equivalenti…
    per la Crimea(equivalente del Montenegro per la Nato)si è beccato pesantissime sanzioni sempre rinnovate..
    e dopo varie invenzioni di doping ed esclusioni parziali quest’anno è stata decisa la completa cacciata dalle olimpiadi di ogni atleta russo sia normale che disabile

    quindi l’alleanza con la russia è praticamente inutile..
    anche i militari russi sono scontenti di putin perchè ha sempre subito gli abbattimenti in Siria
    sia del sukoi che dello yushin con relativi morti..oltre che l’abbattimento dell’aereo col coro russo in Crimea..
    mai una reazione(ma d’altronde Putin è quello del Kursk che licenziò tutti i generali che volevano una risposta all’affondamento da parte USA)
    Dicono che è estremista ma è un moderato che vive di finanza e denari e che quindi fa comodo all’occidente perchè ricattabile e perchè è un argine a veri patrioti come Zirinosky e Zuganov

    • Gli USA non difenderebbero affatto i Sauditi, oggi. Nemmeno Obama li poteva più vedere. Si rifiutava di riceverli alla casa Bianca ultimamente. Aggiornati, il mondo cambia. E le vendette saranno servite fredde.
      Stai calmo che anche a me prudono le mani per quello che dici: non aiutare il Donbass, essere incolpati ingiustamente dell’abbattimento dell’aereo….invece pure quello del famosissimo Coro dell’Armata Rossa gli hanno abbattuto ! Ho chiesto a tale Dugin perchè Putin non perdesse la pazienza, e questo parecchi anni fa, e lui mi ha detto, se ti può interessare , che Putin prima avrebbe dovuto convincere la Duma . Cosa credi? I collaborazionisti del Nemico ce li ha anche la Russia. I collaborazionisti sono il male del mondo. Una sola ha saputo trattarli come meritano: Winnie Mandela col collare di fuoco.

  12. salvini, tanto acclamato su questo sito, ha fatto i complimenti a trump per l’uccisione di un pericoloso terrorista… CDC non lo fate un articolo sull’acume geopolitico dei sovranisti di cartone?

  13. Paragone ha solo rotto i maroni negli ultimi mesi e l’ha fatto per essere espulso. Sono stati ingenui i 5S a fargli il favore, dato che è stato troppo vigliacco per farlo da solo.

  14. Questo articolo mi ha fatto venire in mente il bellissimo (si fa per dire) momento in cui Di Battista salirà finalmente al “potere” al posto di Di Maio, per mettere in atto la tanto necessaria pulizia del m5s. D’altronde è per questo che è in esilio no, come jolly da tirare fuori dal mazzo quando nemmeno l’ultimo degli scemi ci crederà più?

    Poveri noi

  15. Salvini ha prontamente ringraziato Trump per aver ucciso un terrorista islamico.
    Presto ringrazierà anche i 3 provibiri del M5S.