TESTE DI GOMMA

TESTE DI GOMMA

DI GIANLUCA FREDA

blogghete!

Negli ultimi giorni, sotto la scuola in cui insegno, è comparso il manifesto che vedete qui riprodotto (vedi più sotto,ndr), dato alle stampe da un certo “Network Antagonista Piacentino”.

E’ poco leggibile, poiché non ho trovato sul web una riproduzione migliore. In ogni caso, vi campeggia una teen-ager troieggiante, con palloncino della Big Babol in bocca e piede di porco in spalla. La didascalia recita: “SCIOPERO STUDENTESCO! Scusa mamma se salto due giorni di scuola. Devo fare la rivoluzione!”. Segue invito ad unirsi alla fiumana di indignati in torpedone che il giorno 15 ottobre avrebbe dovuto recarsi nella capitale a strepitare contro una congiuntura internazionale di cui non arriva neppure a concepire l’origine e le cause, in gran parte al seguito di partiti e sindacati che di tale congiuntura si sono riempiti il portafogli.

Come sia andata a finire la “rivoluzione” di questa ridente baldracca, lo abbiamo visto ieri: nel modo consueto. Automobili di cassintegrati date alle fiamme, negozi sfasciati, supermercati saccheggiati (soprattutto gli alcolici, che conferiscono alle Big Babol un gradevole retrogusto di cognac), pompe di benzina distrutte, manifestanti dispersi con gli idranti, caos ovunque, una settantina di feriti, tra i quali alcuni in gravi condizioni. Una bella rivoluzione, davvero. Tra le tante amenità “antagoniste”, il volantino arringava gli adepti con l’immortale tiritera: “Riprendiamoci il diritto di cittadinanza! Riprendiamoci il futuro!”. Mi giunge invece notizia di come la sola cosa che la ruminante passeggiatrice è riuscita a riprendersi sia la solita gragnuola di manganellate. Non avrei mai pensato di poter un giorno invidiare i celerini, eppure ieri avrei voluto essere a Roma, al posto di uno di loro, per far sputare la cicca in un cestino alla gentile signorina a forza di randellate sui denti. Sua mamma non avrebbe dovuto permetterle di perdere due giorni di scuola. I minorati mentali ne hanno un bisogno disperato.



Lo chiedo a tutti coloro che hanno seguito, negli scorsi mesi, lo schema progettuale con cui è nata, si è sviluppata ed è giunta al suo apice l’aggressione della NATO contro la Libia: questi “antagonisti” debosciati e criminali, che spaccano vetrate, incendiano case, distruggono le stesse vite che nei loro deliranti samizdat dicono di voler proteggere, senza mai smettere per un attimo di masticare la loro cicca di merda, non vi ricordano proprio niente?



Ieri l’utente Ema ha postato nei commenti il LINK
a un video su Youtube in cui un ragazzo col cervello ancora in buono stato ipotizza che dietro queste sfilate nazionali di mentecatti vi sia un progetto di destabilizzazione del nostro paese da parte degli Stati Uniti, forse attuabile con modalità non troppo diverse da quelle che abbiamo visto utilizzare nel corso di quest’anno in Nord Africa e Medio Oriente. Non saprei dire quanto ci sia di vero in questa speculazione, non intendendo sottovalutare la forza portentosa dell’imbecillità spontanea, che è sempre in grado di sorprendere. Si tratta comunque di uno scenario che, se non è dimostrabilmente vero, è tuttavia ampiamente verosimile e credibile. Il fatto che i media abbiano, nelle scorse settimane, pompato a dismisura questa manifestazione romana, che a ben vedere non era diversa dalle tante sconclusionate proteste parasindacali priva del minimo punto di riferimento politico-teorico, è già un segnale di allarme; come pure la crescente presenza televisiva di certi manifestanti-simbolo, quali il Luca Cafagna citato nel video, già protagonista di uno scontro con La Russa ad Anno Zero e da allora onnipresente nelle interviste dei TG. Se mai l’Italia avrà una sua “rivoluzione colorata”, sappiamo già chi saranno i gloriosi combattenti del nostro CNT autoctono. Avranno il piede di porco sulla scapola, un pallone di chewingum davanti alla faccia e crederanno di poter fare la “rivoluzione” senza mai essere andati a scuola, crogiolandosi nell’analfabetismo più laido, ma non prima di aver chiesto alla mamma il permesso di saltare le lezioni (che verrà naturalmente accordato con gioia) per dare alle fiamme un paio di scooter.



Al pari dei “ribelli” libici, questi topi di fogna sprecano la violenza, che è una risorsa rivoluzionaria fondamentale, contro obiettivi di nessun conto, riuscendo solo a farsi detestare dalla popolazione e bastonare dagli agenti. Scagliano a capocchia le loro molotov, esattamente come i ratti libici di cui sono destinati a emulare le gesta sparacchiano a casaccio i loro proiettili contro i commilitoni e contro l’aria sottile, al solo scopo di farsi riprendere dalle telecamere e fare “ciao” alla mamma che li guarda da casa. Narrano le cronache che nella giornata di ieri questi masticagomme da strapazzo abbiano dato vita ad una guerriglia fatta di sassaiole e lanci di bottiglie contro gli altri manifestanti, rinverdendo così i fasti dei loro eroi di Bengasi, i quali rappresentano forse l’esempio più fulgido dell’intera storia umana di come sia possibile perdere una guerra, pur avendo dalla propria parte gli eserciti più potenti del mondo, con il semplice espediente di trascorrere il tempo a sparacchiarsi e farsi la pelle a vicenda, anziché approntare una comune strategia contro un avversario mille volte più debole. Il loro analfabetismo politico gli impedisce di identificare con chiarezza il nemico, il quale, come diceva Brecht, marcia tranquillo alla loro testa.


Poiché snobbano la scuola, sono privi di qualunque prospettiva teorica sulle dinamiche del potere, senza la quale non è possibile nessuna rivoluzione, ma solo il bordello etilico da rave-party, per cui appaiono naturalmente predisposti. Mancano di ogni cognizione dei meccanismi che sono alla base degli attuali sommovimenti geopolitici e dunque non sanno come intervenire su di essi, così come un orangutan non saprebbe intervenire su un guasto allo spinterogeno. Scimmiescamente, si limitano a massacrare il cofano con zampate disperate e poderose, anziché utilizzare la forza per svitare, tirare, sbullonare nei punti giusti ed eventualmente sostituire le parti difettose. A volte, grugnendo di rabbia impotente, si servono di rudimentali attrezzi a supporto della propria furia demolitrice, come ad esempio le ossa calcificate del “capitalismo”, del “proletariato” e della “lotta di classe”, esumate dritte dritte dal mausoleo della regina Vittoria e scaraventate alla cieca contro ogni oggetto a portata di tiro. Lo spinterogeno riderebbe di loro, se solo sapesse ridere e avesse la minima consapevolezza della loro esistenza.


Una volta sfogatisi e consumata la vendetta contro “il sistema” (simbolicamente rappresentato da utilitarie usate e serrande di tabaccheria), se ne tornano cheti alla gabbia del circo, pronti per la prossima kermesse “antagonista”, di cui non saranno loro, com’è ovvio, a decidere caratteri e tempistica, bensì l’impresario dello spettacolo. Ed è un peccato che gli impresari non lavorino per concedere “diritti di cittadinanza” e “futuro” alle scimmie, bensì per fare cassa, esibendole sulla pista e facendo loro ballare la cucaracha dinanzi al pubblico. Fanno tanta pena. Si vorrebbe spiegargli che per fare una vera rivoluzione non è sufficiente l’impeto di un branco di scimmie “proletarie” con il sangue agli occhi. Occorrono finanziamenti, armi, accordi internazionali, diplomazia, conoscenza approfondita degli ambienti e delle meccaniche del potere, contatti con i vertici dell’economia, dell’imprenditoria, delle forze armate, dei servizi segreti, finanche della criminalità organizzata, soprattutto tanto studio e tanta intelligenza politica... Ma come si fa a spiegare ai primati che la rivoluzione non è un pranzo di gala e nemmeno una scampagnata in corriera? Non sono bestie con capacità di astrazione sufficienti ad afferrare concetti così sottili. In compenso sanno produrre splendide bolle di lattice masticato e sputacchiato, ripiene di così tanta aria da scatenare tornadi di dibattiti e di analisi vaniloquenti nei notiziari di mezza sera.

Gianluca Freda

Fonte: http://blogghete.altervista.org/

Link: http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=879:gianluca-freda&catid=25:politica-italiana&Itemid=44#comments

16.10.2011

Commenti (100)

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    1. daetil 17 ottobre 2011

      Talmente contro il sistema che bastava sentire SKY che si spoerticava a dire quanto fossero giuste le proteste per risultare quanto meno sospetto ma crediamo ancora alle manifestazioni spontanee.

    1. daetil 17 ottobre 2011

      "quello che dico è frutto di 40 anni di militanza politica e sindacale" questo spiega molto sulle attuali condizioni di sinistra e sindacato. Magari hai anche piangto la morte di steve Jobs nuova icona della sinistra.

    1. mork 17 ottobre 2011

      E' interessante notare che l'articolo definisce chi protesta (al di là dei metodi sbagliati e degli obiettivi confusi) "baldracca" "topi di fogna" "mentecatti" mentre i manovratori occulti vengano semplicemente definiti "impresario dello spettacolo" e vengano brevemente citato solo nell'ultimo paragrafo dell'articolo.

    1. Giancarlo54 17 ottobre 2011

      Pur apprezzando di solito Gianluca Freda devo dire che l'articolo mi sembra un po' troppo sopra le righe. Non vi ho trovato molta logica e ho trovato incomprensibile l'accostamento tra i "teppisti" del 15 Ottobre e i "ribelli" libici.
      Una cosa è sicura, il confusionario movimento degli "indignados" italici è defunto. E la cosa non mi fa piacere.

    1. bstrnt 16 ottobre 2011

      Sui fatti del 14/10 a Roma, mi sembrano in troppi facili a sputar sentenze, magari standosene seduti davanti a un televisore.

      La materializzazione a circa duecento metri dall'inizio del corteo di una ventina di farabutti bardati di tutto punto con caschi e passamontagna, non credo sia stata casuale.

      Due di costoro si sono diretti con sicurezza verso un cartello stradale precedentemente divelto, ma ancora posizionato nel suo sito, e con questo si sono messi a sfondare le vetrine del negozio Elite, tra gli insulti dei manifestanti.

      La tranquillità con cui questi vigliacchi, che ben si guardano per incolumità personale ad inserirsi in qualche corteo della FIOM, hanno agito la dice lunga su quali potessero essere i possibili mandanti.

      Una ispezione del percorso fatta dalla polizia avrebbe sicuramente rivelato dove potevano aver luogo i tafferugli e agenti in borghese collegati tra loro e disseminati nel corteo e in prossimità dei cartelli stradali divelti avrebbero facilmente potuto aver ragione dei vandali anche perché sicuramente sarebbero stati aiutati dai dimostranti.

      La sensazione che questi casini fossero fortemente voluti e finanziati da qualcuno molto in alto è piuttosto forte .... che poi a questi gruppetti di facinorosi possano essersi aggiunti in seguito degli utili idioti, non è affatto improbabile.

      A Roma comunque la polizia si è comportata in maniera decisamente migliore che non a Genova nel 2001 (anche se ho sentito qualcuno lamentarsi dell'uso disinvolto degli idranti) e di questo credo si possa darne atto al dott. Manganelli.

      Ora spero proprio che dagli interrogatori ai fermati si possano evincere i mandanti e che gli stessi possano essere perseguiti, anche se, a pensar bene a chi potevano giovare questi scontri, ne scaturisce un quadro piuttosto inquietante.

    1. Ghibli 16 ottobre 2011

      Io mi preoccupo eccome, voi non siete in grado di riallargare niente, siete solo cani rabbiosi, che avete dimostrato solo di essere in grado di demolire inutili bersagli, perchè non siete in grado neanche di controllare voi stessi. Siete incapaci di riflettere, sentite solo l'impulso adrenalinico causato dallo sfogo inutile delle vostre personali frustrazioni. Imparate prima a lottare per cambiare voi stessi, poi, forse, potrete provare a cambiare qualcosa nel mondo.

    1. sheridan 16 ottobre 2011

      Bravo Consulfin! (somari tutti gli altri!)

    1. TitusI 16 ottobre 2011

      Si vede che non hai letto quanto ho scritto, io non intendo scassare auto, ho cose più serie da fare.




      La storia non è importante, la storia è tutto, ma regolare il proprio comportamento futuro SOLO sul passato è come voler guidare un auto guardando nello specchietto retrovisore.





      Le tattiche di guerra usate alla fine della prima guerra mondiale erano perfette per la prima guerra mondiale, per questo i francesi che volevano usarle contro i tedeschi nella seconda sono stati spazzati via ;)




      Non dico si debba fare tutto al contrario e non sono un sognatore, ma una persona pragmatica, se ci si vuole opporre al sistema occorre unità, l'unità richiede compromessi, tutto al contrario del dire "E' cosi' perché lo dico io..."


      Saluti

    1. castigo 16 ottobre 2011

      Lenin aveva una definizione pure per i tipi come te, sai?? ;-)

    1. TitusI 16 ottobre 2011

      Mi fa piacere che almeno ci siamo fatti una risata, comunque qui tutti dicono cose sensate, nessuno è fesso, il punto è che dovremmo smettere di fare come i galli di manzoniana memoria ;).

      Il potere che ci opprime è di carta, questo non dobbiamo mai dimenticarlo, è pericoloso è brutale, puo' schiacciare milioni di persone al giorno, ma resta sempre e solo un castello di carte.

      Se per un istante chi vi si vuole opporre concepisse quanto la sua forza è piu' concreta se usata all'unisono questo potere si scioglierebbe come neve al sole, cosi' velocemente che anche chi ne fa parte non crederebbe che sia mai esistito.

      E' per questo che il grande fratello salta balla e fa un gran casino, ci deve tenere stupidi, separati e possibilmente in lotta fra noi.

      Saluti.

    1. gianni72 16 ottobre 2011

      Caro Tiziano, tutte e dico tutte le rivoluzioni si sono fatte come ti ho descritto io e come ti ha descritto Freda. Se tu vuoi inseguire un nuovo modello di rivoluzione, facendo le cose al contrario di come andrebbero fatte e di come hanno sempre funzionato, liberissimo di farlo. Io (e gianluca) ti abbiamo dato gli strumenti cognitivi per capire una "rivoluzione". Se sei intelligente mi stai ad ascoltare e ti fai venire qualche dubbio. Altrimenti tanti auguri. Sarà il "popolo" stesso, che voi dite di rappresentare, a prendervi a calci negli zebedei quando vi vedrà che sfasciate le loro auto, i loro negozi, il loro lavoro.

    1. gianni72 16 ottobre 2011

      Semplicemente demenziale. Buone manganellate. Sempre se è vero che lei va in piazza a spaccare vetrine o se non è la solita tigre da tastiera.

    1. TitusI 16 ottobre 2011

      Ok, ora iniziamo a parlare la stessa lingua, ti cito un passo di una cosa che ho scritto:




      "Quello che dovrebbe fare chi intende ribellarsi è osservare il quadro complessivo, individuare aree in cui il malcontento è maggiore, non correre dietro alle sirene e alle luci del sistema, ma restare calmo, pacato, tenersi pronto e propagandare questo modo di vedere ed agire."




      Se vuoi leggere il resto (credo che comunque a te serva poco) lo trovi qui:
      http://bit.ly/qw1yKQ




      ora veniamo a quel che non va, a parer mio, in quel che dici.




      1) Se chi organizza la rivoluzione ha un potere cosi' grande come quello che ipotizzi, probabilmente la rivoluzione sarà fasulla, come sono fasulle le rivoluzioni a cui assistiamo da sempre.




      2)Le cose che tu suggerisci di fare si riferiscono a chi DOVREBBE organizzare la rivoluzione, non a chi deve scendere per strada a combattere, io credo che quando sarà IL momento lo si capirà perché sarà evidente, ma nel frattempo anche i "soldati" devono iniziare a conoscersi se dovranno rischiare insieme la pellaccia.




      3)Oggi, forse, c'e' la possibilità per quanto esile di fare una VERA rivoluzione (ossia al netto dei compromessi con il vecchio stile o almeno riducendo al minimo questa necessita), è una possibilità su un milione, ma cavolo se riesce...In questo non c'e' nulla di naive, so solo che se davide ha una fionda tutto quel che puo' fare contro Golia è usarla, se non la usa è un fesso.




      In conclusione, non trovo logico condannare chi è stato in piazza sopratutto chi ci è andato con l'ottica "Ok, io ci sono, vediamo che succede...", chi odia le banche e brucia le banche, beh non mi sento di biasimarlo, soprattutto quando tutti i media stanno già li ad insultarlo, e si dimenticano delle vite bruciate sempre dalle banche, c'e' davvero bisogno di aggiungersi a questo coro di venduti?
      Paragonarli poi i manifestanti alla masticante passeggiatrice poi... ;)


      Alcuni uomini vedono, per intelligenza, cultura o posizione, piu' lontano degli altri, devono aiutare a vedere, non prendere tutti a calci negli zebedei, so che lo stile di Gianluca Freda è questo, e apprezzo molto la sua abilità, funziona, ma trovo il pezzo pessimo e poco funzionale allo scopo ( o forse lo scopo del pezzo è un'altro meno palese...;) ).




      "Non chiederti se la penso esattamente come te, chiediti solo se andiamo nella stessa direzione"




      Saluti.

    1. uomospeciale 16 ottobre 2011

      Troppa condiscendenza nei confronti dei delinquenti che sfasciano e distruggono.
      Spero solo di non trovarmi mai a dovermi difendere da 200 teppisti che vogliono bruciarmi casa, macchina, e negozio frutto di una vita di lavoro e sacrifici....... O peggio ancora che cercano di far del male a me alla mia famiglia.

      Perché finché ho pallottole in canna e una sola goccia di sangue nelle vene continuerei a sparare.

      Ancora mi chiedo come ha fatto quel poliziotto circondato da 300 delinquenti e sfuggito per un soffio dal blindato in fiamme, a trovare la forza per NON ingranare la prima, e falciarne una trentina sotto le ruote.

      Io lo avrei fatto.

    1. uomospeciale 16 ottobre 2011

      condivido al 100% quanto dici anche perché ho visto in azione questi sfondatori di crani e distruttori di vetrine e automobili e sono proprio la feccia dell'umanità...

      il peggio del peggio.

      Sarà perchè io non ho mai protestato o manifestato contro nessuno,
      ma io non ho mai capito le ragioni dei teppisti o di chi protesta con la pancia piena, l'iPod e la macchina, la casa, il computer, e 50 cambi di vestiti diversi in casa.
      Penso alle generazioni di chi ci ha preceduto....... ai nostri nonni e padri che hanno rimesso in piedi un 'Italia ridotta in cenere nel 46.......E che non avevano nulla, neppure la forza di protestare nonostante che potessero portare in tavola solo pane, polenta, e speranze...
      Penso a loro e poi vedo questi branchi di animali cresciuti nell'abbondanza che non hanno mai provato la fame, il sacrificio, non hanno mai sofferto il freddo, non hanno mai dovuto "farcela" anche se non ce la facevano........
      Quasi tutti poi sudano (se mai hanno sudato...) in palestra o d'estate sulle spiagge......... Di certo non chinati sui campi o nelle miniere o in fonderia.
      Cresciuti nel privilegio, nell'abbondanza, (in Italia persino i barboni hanno la pancia...) quasi tutti disoccupati ed inutili...... Un peso per la società, un danno per la collettività, un cancro per l'Italia, un bubbone infetto e marcio nel buco del kiul0 dell'umanità........ E nonostante questo, grassi, violenti, arroganti, cattivi, infuriati con tutto il mondo e sempre pronti a distruggere, a bruciare, a devastare, quello che altri hanno costruito.
      Non ho mai partecipato ad un manifestazione e credo che non lo farò mai.
      Solo gli imbecilli e i falliti a vita vanno in piazza sperando di cambiare il mondo chi vale qualcosa invece, non ne ha bisogno.
      Sa perfettamente che le ragioni dei propri fallimenti vanno ricercate dentro sé stessi, invece di accusare gli altri.
      Non mi va di dire troppo i cazzi miei o quelli della mia famiglia, mauna cosa è certa.
      Quasi NESSUNO della mia età e generazione si è dovuto fare il mazzo che nella nostra famiglia ci siamo fatti tutti nessuno escluso per uscire dalla miseria.
      E parlo di miseria nera dove spesso in casa non c'era neppure da mangiare e da ragazzo andavo via con le scarpe prese alla san vincenzo e con i buchi sotto le suole coperti dal cartone perché d'inverno non entrasse l'acqua.
      Eppure a nessuno tra noi è mai passato per la testa di sfondare vetrine, bruciare macchine, o puntare il dito sugli altri accusandoli della nostra miseria.
      Noi tra i pochissimi italiani ancora poveri e in miseria nera perfino nel boom degli anni 70....Quando tutti intorno a noi già stavano bene.
      Per questo io non avrei alcuna pietà per questi vandali pieni di un odio senza ragione, motivazioni, né scopo.

      Io li passerei tutti per le armi.

    1. stefanodandrea 16 ottobre 2011

      Mi riferivo a Titus, anche se la risposta di Gianni un certo senso lo ha

    1. stefanodandrea 16 ottobre 2011

      Ho riso molto. Bravo!

    1. gianni72 16 ottobre 2011

      Stai scherzando vero? Credi davvero che le rivoluzioni le facciano (e le abbiano sempre fatte) il "popolo", senza nessun altro alle spalle? No dico, studiare come hanno funzionato le rivoluzioni colorate in romania, georgia, ucraina, serbia, per non dire delle altre, ti sembra troppo? La violenza della piazza è l'ultimo passo delle rivoluzioni, quando tutto è stato compiuto e serve la spallata definitiva. Se voi partite dall'ultimo invece che dall'inizio andate incontro solo alla sconfitta. Garantito. In fondo mi stai simpatico e se sei abbastanza intelligente quantomeno ti farai venire almeno qualche dubbio e forse seguirai le mie indicazioni. Ascolta bene quello che ti sto per dire.
      Otpor è un'organizzazione con base a Belgrado che ha contribuito a rovesciare Milosevic, mica uno qualunque. Insomma, sono quelli che sono riusciti a fare una rivoluzione. Il suo leader è un certo Ivan Marovic. Marovic, in una intervista, tra le altre cose dice che non c'è nulla di spontaneo nella progettazione di una rivoluzione: "Sembra come se le persone fossero appena scese in strada. Ma è il risultato di mesi o anni di preparazione. E' molto noioso fino a quando non si arriva al punto dove è possibile organizzare manifestazioni di massa o scioperi. Se è attentamente pianificato, dal momento in cui ha inizio, si conclude tutto nel giro di settimane". Ora hai capito? Non c'è nulla di spontaneo in una rivoluzione, bisogna pianificare tutto e solo alla fine deve arrivare la violenza nelle piazze. Ecco, ora prendi questi insegnamenti e cerca di diffonderli il più possibile, che solo così potrai far parte di una rivoluzione se veramente la vuoi. Se invece ti interessa solo sfogarti contro qualche vetrina, fa pure. Io ti guarderò divertito.

    1. gianni72 16 ottobre 2011

      Gentile geopardy, dopo aver scritto che "le democrazie sono sicuramente una delle forme più alte raggiunte dall'uomo se funzionassero come concepite" mi sento in diritto di consigliarle di studiare non solo la matematica, ma anche un pò di storia. Giusto quel tanto che basta per farle imparare che le "democrazie" FUNZIONANO esattamente come concepite, vale a dire oligarchie sostenute dalla pantomima elettorale. Il popolo non decide un bel nulla nelle democrazie tanto decantate da lei, serve solo a mettere la firma su uno status quo precedentemente stabilito da élite e gruppi dominanti che "candidano" i loro prescelti a suon di milioni. Per essere eletto e sperare di vincere nelle "democrazie" devi essere sostenuto economicamente da una élite che si scanna con un'altra élite per prendere il sopravvento. Il popolo non decide nulla e la forma democratica è perfetta per mantenerlo in gabbia. Non per caso la nazione ad oggi dominante, gli Usa, esportano con le bombe la "democrazia", cercando di impiantarla in paesi restii a volerla applicare. E' la forma perfetta per il controllo del popolo.
      Altra sciocchezza sesquipedale è quella che la democrazia non funziona con i popoli ignoranti. Mi spieghi, signor geopardy, qual'è il metro di misura per stabilire se un "popolo" è ignorante oppure no. Cosa si fa, un esame per stabilire il QI e poi si decide se quel popolo è degno della democrazia oppure no? Davvero ridicolo il suo ragionamento.
      Altra cosa ridicola, mi scusi: "...il taglio informativo...rischia di farci entrare in un mondo in cui chi gestisce i mezzi d'informazione la può sempre fare franca". Rischia di farci entrare? Ma se è sempre stato così, sin dalla nascita della scrittura se non addirittura dalla nascita dell'uomo! Esempio: secondo lei i faraoni facevano fare tutti quei geroglifici perchè gli piacevano i fumetti? No, era il loro modo di dare un "taglio informativo" alla storia, che veniva di volta in volta modificata a seconda di quello che volevano venisse propagandato. E quando un faraone prendeva il potere a volte cancellava tutta la storia che non gli piaceva e dava lui il "taglio" informativo cui tutti si adeguavano. La bibbia stessa, altro esempio, è un mezzo d'informazione.
      Mi sa che la sua logica dei numeri fa acqua da tutte le parti.

    1. bysantium 16 ottobre 2011

      Completamente d’accordo.

      E se solo a Roma è successo, ci sarà pur un motivo.

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