TESTE DI GOMMA

TESTE DI GOMMA

DI GIANLUCA FREDA

blogghete!

Negli ultimi giorni, sotto la scuola in cui insegno, è comparso il manifesto che vedete qui riprodotto (vedi più sotto,ndr), dato alle stampe da un certo “Network Antagonista Piacentino”.

E’ poco leggibile, poiché non ho trovato sul web una riproduzione migliore. In ogni caso, vi campeggia una teen-ager troieggiante, con palloncino della Big Babol in bocca e piede di porco in spalla. La didascalia recita: “SCIOPERO STUDENTESCO! Scusa mamma se salto due giorni di scuola. Devo fare la rivoluzione!”. Segue invito ad unirsi alla fiumana di indignati in torpedone che il giorno 15 ottobre avrebbe dovuto recarsi nella capitale a strepitare contro una congiuntura internazionale di cui non arriva neppure a concepire l’origine e le cause, in gran parte al seguito di partiti e sindacati che di tale congiuntura si sono riempiti il portafogli.

Come sia andata a finire la “rivoluzione” di questa ridente baldracca, lo abbiamo visto ieri: nel modo consueto. Automobili di cassintegrati date alle fiamme, negozi sfasciati, supermercati saccheggiati (soprattutto gli alcolici, che conferiscono alle Big Babol un gradevole retrogusto di cognac), pompe di benzina distrutte, manifestanti dispersi con gli idranti, caos ovunque, una settantina di feriti, tra i quali alcuni in gravi condizioni. Una bella rivoluzione, davvero. Tra le tante amenità “antagoniste”, il volantino arringava gli adepti con l’immortale tiritera: “Riprendiamoci il diritto di cittadinanza! Riprendiamoci il futuro!”. Mi giunge invece notizia di come la sola cosa che la ruminante passeggiatrice è riuscita a riprendersi sia la solita gragnuola di manganellate. Non avrei mai pensato di poter un giorno invidiare i celerini, eppure ieri avrei voluto essere a Roma, al posto di uno di loro, per far sputare la cicca in un cestino alla gentile signorina a forza di randellate sui denti. Sua mamma non avrebbe dovuto permetterle di perdere due giorni di scuola. I minorati mentali ne hanno un bisogno disperato.



Lo chiedo a tutti coloro che hanno seguito, negli scorsi mesi, lo schema progettuale con cui è nata, si è sviluppata ed è giunta al suo apice l’aggressione della NATO contro la Libia: questi “antagonisti” debosciati e criminali, che spaccano vetrate, incendiano case, distruggono le stesse vite che nei loro deliranti samizdat dicono di voler proteggere, senza mai smettere per un attimo di masticare la loro cicca di merda, non vi ricordano proprio niente?



Ieri l’utente Ema ha postato nei commenti il LINK
a un video su Youtube in cui un ragazzo col cervello ancora in buono stato ipotizza che dietro queste sfilate nazionali di mentecatti vi sia un progetto di destabilizzazione del nostro paese da parte degli Stati Uniti, forse attuabile con modalità non troppo diverse da quelle che abbiamo visto utilizzare nel corso di quest’anno in Nord Africa e Medio Oriente. Non saprei dire quanto ci sia di vero in questa speculazione, non intendendo sottovalutare la forza portentosa dell’imbecillità spontanea, che è sempre in grado di sorprendere. Si tratta comunque di uno scenario che, se non è dimostrabilmente vero, è tuttavia ampiamente verosimile e credibile. Il fatto che i media abbiano, nelle scorse settimane, pompato a dismisura questa manifestazione romana, che a ben vedere non era diversa dalle tante sconclusionate proteste parasindacali priva del minimo punto di riferimento politico-teorico, è già un segnale di allarme; come pure la crescente presenza televisiva di certi manifestanti-simbolo, quali il Luca Cafagna citato nel video, già protagonista di uno scontro con La Russa ad Anno Zero e da allora onnipresente nelle interviste dei TG. Se mai l’Italia avrà una sua “rivoluzione colorata”, sappiamo già chi saranno i gloriosi combattenti del nostro CNT autoctono. Avranno il piede di porco sulla scapola, un pallone di chewingum davanti alla faccia e crederanno di poter fare la “rivoluzione” senza mai essere andati a scuola, crogiolandosi nell’analfabetismo più laido, ma non prima di aver chiesto alla mamma il permesso di saltare le lezioni (che verrà naturalmente accordato con gioia) per dare alle fiamme un paio di scooter.



Al pari dei “ribelli” libici, questi topi di fogna sprecano la violenza, che è una risorsa rivoluzionaria fondamentale, contro obiettivi di nessun conto, riuscendo solo a farsi detestare dalla popolazione e bastonare dagli agenti. Scagliano a capocchia le loro molotov, esattamente come i ratti libici di cui sono destinati a emulare le gesta sparacchiano a casaccio i loro proiettili contro i commilitoni e contro l’aria sottile, al solo scopo di farsi riprendere dalle telecamere e fare “ciao” alla mamma che li guarda da casa. Narrano le cronache che nella giornata di ieri questi masticagomme da strapazzo abbiano dato vita ad una guerriglia fatta di sassaiole e lanci di bottiglie contro gli altri manifestanti, rinverdendo così i fasti dei loro eroi di Bengasi, i quali rappresentano forse l’esempio più fulgido dell’intera storia umana di come sia possibile perdere una guerra, pur avendo dalla propria parte gli eserciti più potenti del mondo, con il semplice espediente di trascorrere il tempo a sparacchiarsi e farsi la pelle a vicenda, anziché approntare una comune strategia contro un avversario mille volte più debole. Il loro analfabetismo politico gli impedisce di identificare con chiarezza il nemico, il quale, come diceva Brecht, marcia tranquillo alla loro testa.


Poiché snobbano la scuola, sono privi di qualunque prospettiva teorica sulle dinamiche del potere, senza la quale non è possibile nessuna rivoluzione, ma solo il bordello etilico da rave-party, per cui appaiono naturalmente predisposti. Mancano di ogni cognizione dei meccanismi che sono alla base degli attuali sommovimenti geopolitici e dunque non sanno come intervenire su di essi, così come un orangutan non saprebbe intervenire su un guasto allo spinterogeno. Scimmiescamente, si limitano a massacrare il cofano con zampate disperate e poderose, anziché utilizzare la forza per svitare, tirare, sbullonare nei punti giusti ed eventualmente sostituire le parti difettose. A volte, grugnendo di rabbia impotente, si servono di rudimentali attrezzi a supporto della propria furia demolitrice, come ad esempio le ossa calcificate del “capitalismo”, del “proletariato” e della “lotta di classe”, esumate dritte dritte dal mausoleo della regina Vittoria e scaraventate alla cieca contro ogni oggetto a portata di tiro. Lo spinterogeno riderebbe di loro, se solo sapesse ridere e avesse la minima consapevolezza della loro esistenza.


Una volta sfogatisi e consumata la vendetta contro “il sistema” (simbolicamente rappresentato da utilitarie usate e serrande di tabaccheria), se ne tornano cheti alla gabbia del circo, pronti per la prossima kermesse “antagonista”, di cui non saranno loro, com’è ovvio, a decidere caratteri e tempistica, bensì l’impresario dello spettacolo. Ed è un peccato che gli impresari non lavorino per concedere “diritti di cittadinanza” e “futuro” alle scimmie, bensì per fare cassa, esibendole sulla pista e facendo loro ballare la cucaracha dinanzi al pubblico. Fanno tanta pena. Si vorrebbe spiegargli che per fare una vera rivoluzione non è sufficiente l’impeto di un branco di scimmie “proletarie” con il sangue agli occhi. Occorrono finanziamenti, armi, accordi internazionali, diplomazia, conoscenza approfondita degli ambienti e delle meccaniche del potere, contatti con i vertici dell’economia, dell’imprenditoria, delle forze armate, dei servizi segreti, finanche della criminalità organizzata, soprattutto tanto studio e tanta intelligenza politica... Ma come si fa a spiegare ai primati che la rivoluzione non è un pranzo di gala e nemmeno una scampagnata in corriera? Non sono bestie con capacità di astrazione sufficienti ad afferrare concetti così sottili. In compenso sanno produrre splendide bolle di lattice masticato e sputacchiato, ripiene di così tanta aria da scatenare tornadi di dibattiti e di analisi vaniloquenti nei notiziari di mezza sera.

Gianluca Freda

Fonte: http://blogghete.altervista.org/

Link: http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=879:gianluca-freda&catid=25:politica-italiana&Itemid=44#comments

16.10.2011

Commenti (100)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. hotwildweb 19 ottobre 2011

      Carissimo,

      dici: "Cioè che cosa cambia secondo te da una "guerra pianificata" ad una rivoluzione?"

      Praticamente nulla, ma le cose le chiamo con il suo nome, quello che Freda descrive è più un colpo di stato che una "sollevazione di popolo", meglio non confondere la gente per quanto possibile.

      Poi lascia stare cosa credo io dato che sostanzialmente non ho dato nessuna indicazione nel commento di cosa credo o non credo, invece credo sia non di tua competenza psicoanalizzare gli altri, non credi?!

    1. uomospeciale 18 ottobre 2011

      Magari era la volta buona che i teppisti la smettevano per sempre di comportarsi da teppisti.
      Io qualche anno di galera me lo sarei anche fatto pur di stabilire un principio elementare:

      " Chi aggredisce in 2-300 a colpi di bottiglia, sampietrini, e sprangate, poliziotti costretti a subire sputi, insulti, sassate, e offese per ore ed ore solo perché indossano una divisa , si deve aspettare che alla violenza si risponda con altrettanta violenza, e anche in modo sproporzionato all'aggressione compiuta.
      E sono cazzi degli aggressori, non di chi viene aggredito"

      Ti garantisco che in Austria dove ho vissuto per anni, te lo sogni di prendere a sassate sputi e bottigliate le forze dell'ordine perché ti fanno rimpiangere di essere nato.

      Fuori dagli stadi, ho visto con i miei occhi i vari teppisti ed ultras presi a manganellate sui testicoli e sui reni fino a farli svenire....

      Parecchi di questi terribilissimi ultras, li ho visti piangere come bambini e si pisciavano a cacavano letteralmente nelle mutante dal dolore sotto le manganellate che non venivano MAI date in testa, ma distribuite sapientemente solo sul resto del corpo sul dorso delle mani, sulle costole, sui testicoli, sui reni, dove facevano più male in assoluto, mentre il resto della folla assisteva compiaciuta e non di rado applaudiva pure.

      E ti garantisco che al 99.9% dei cittadini austriaci va benissimo cosi....... Anzi di solito sono proprio i cittadini comuni in prima fila in certe occasioni a spronare la polizia ad essere ancora più severa.

      in Italia avete scambiato la democrazia per l'anarchia e il diritto di manifestare o protestare pacificamente, con con quello di saccheggiare, aggredire, distruggere e bruciare.

    1. geopardy 18 ottobre 2011

      Bisognerebbe verificare se gli automezzi distrutti sono realmente di proprietà di qualche cittadino.

      A Genova, dopo un'inchiesta che facemmo attraverso i numeri di targa di un alcune di auto distrutte, venne fuori che nessuna era iscritta alla motorizzazione civile, la vedo dura per un qualsiasi cittadino munirsi di un auto non registrata, ma non voglio dire che tutte fossero così, ma è comunque strano che non ci facciano mai vedere cittadini indignati per la distruzione della propria auto, sarebbe un bell'effetto mediatico non trovate?

      Con questo non voglio dire che a Roma si abbia la stessa certezza, ma una seria indagine bisognerebbe farla dal momento che mia moglie era lì e mi ha riferito che òa macchina bruciata dove era lei non aveva la targa di dietro e davanti c'era una targa da lei mai vista.

      Oggi come oggi quello che conta è l'impressione (tipico di una società fondata sull'immagine), basti ricordare le sceneggiate girate in Arizona della inesistente resistenza del popolo del Kwauit nel 1991, che giustificò, poi, l'intervento internazionale (leggi Usa) contro l'Iraq.

      Sono almeno 20 anni che ci fottono con sceneggiature in stile Holliwoodiano ed ogni volta sono stati cazzi per tutti noi nel giro di pochi anni o non lo avete ancora capito?

      Ciao

      Geo

    1. DaniB 17 ottobre 2011

      il fatto è che TUTTE le rivoluzioni avvenute nella storia sono avvenute in questo modo (quello descritto da Freda nel passaggio riportato nel tuo commento). Quindi, come la mettiamo? Cioè che cosa cambia secondo te da una "guerra pianificata" ad una rivoluzione? Che la seconda è "spontanea"? Credi sia possibile senza pianificazione, senza alleanze con una parte dell'esercito, senza un'elite che ne progetta la fase sucessiva di ricostruzione? Ma credi che il mondo funzioni veramente così?

    1. DaniB 17 ottobre 2011

      Consulfin, te lo dico con benevolenza fraterna: distruggere una mercedes, la vetrina di un agenzia interinale e una banca, e credere così facendo di lottare contro il capitalismo, il lavoro precario e la finanza internazionale è veramente grottesco. GROTTESCO!!
      E sheridan.... somaro sarà tuo nonno...

    1. geopardy 17 ottobre 2011

      Mi sa che sto Freda, con il concetto di rivoluzione che ha espresso chiaramente in altri articoli e blandamente sottinteso in questo, si è formato nelle stesse scuole dei "rivoluzionari" di Bengazi, loro sì che hanno saputo a quali gruppi di potere rivolgersi per la "rivoluzione".

      Intanto il capo del Cnt libico, se ben ricordo ex-ministro di Gheddafi, ha già lodato La Russa (che non fa sicuramente parte dei potentati pro Libia revolution), dicendo che il periodo di colonialismo italiano è stato del massimo splendore per la Libia, figuriamoci quali parole di lode potrà avere per le richieste dei potentati a cui si sono rivolti.

      Libia docet, anche se non è ancora finita.

      Ciao

      Geo

    1. TitusI 17 ottobre 2011

      Eh vabbeh, non ti è piaciuto l'esempio, inutile continuare a parlarne tanto ripeterai ad libitum la stessa tiritera.Polemica inutile ed OT rispetto al tema di cui si intendeva parlare.Per inciso io leggo ANCHE i fumetti, e so distinguere il significato di qualcosa anche quando viene comunicato modo non "canonico",leggi qualche fumetto.Se vuoi ti faccio il disegnino come inizio facile ;)

      Amen.

    1. mork 17 ottobre 2011

      la mia critica sta proprio nel fatto che l'articolo così scritto sembra filo-governativo

    1. mork 17 ottobre 2011

      la mia critica sta proprio nel fatto che l'articolo così scritto sembra filo-governativo

    1. Caporal 17 ottobre 2011

      In fin dei conti sei un....uomo speciale che si è fatto tutto da sè.
      ;-)

      ...epperò se ne mettevi sotto trenta, poi li facevi diventare dei martiri e Piazza San Giovanni diventava Piazza Martiri 15 Ottobre 2011. E tutto questo al SISTEMA non piace!!! Sei uomo speciale ...ma non funzionale al sistema. arvz

    1. daetil 17 ottobre 2011

      E' dall'esempio utilizzato che si capisce la tua capacità di analisi. Ripeto vai alla grande continua così.
      Io so leggere te non so visto che ti ho spiegato come cerchi di esemplificare un analisi sociologico-politica con un analisi strategico-militare (peraltro limitata a meno di un ventennio). Magari qualche libro di storia è il caso che lo apri e smetti con i fumetti :)

    1. Giancarlo54 17 ottobre 2011

      Questa mi sembra grossa. Probabilmente non hai capito bene l'articolo di Freda che, ripeto, questa volta mi è parso non completamente lucido, ma da qui ad insinuare che Freda sia un filo-governativo ce ne passa.

    1. TitusI 17 ottobre 2011

      A daetil, era un esempio, UN ESEMPIO!!!




      Volevo mostrare come non sempre la riproposizione di un modello di successo sia destinata al successo!





      Va bene cosi' o posso sperare che almeno tu sappia leggere i disegnini e passiamo al piano b?

    1. chiaro_davvero 17 ottobre 2011

      non ho mai aspirato a prendere il comando di alcunchè in effetti, poi ora che anche la corretta ortografia ha il suo paladino il mondo è già migliore.. :-)

    1. geopardy 17 ottobre 2011

      Dovere della scuola, per stare in uno stato democratico, non dovrebbe essere solo acculturante, sia ben inteso, ma dovrebbe contribuire a formare lo spirito critico delle persone.

      Per società ignoranti intendo quelle in cui si tende il meno possibile a sviluppare lo spirito critico, la società nordamericana, ad esempio, è maestra in questo operato.

      Non credo che i padri filosofici antichi e moderni della democrazia avessero concepito il tutto per favorire i pochi.

      Chiaro come l'acqua che l'intera storia delle società europee (e non solo) vada verso il tentativo di affrancamento dai poteri forti.

      In passato ci si doveva scannare a vicenda, in uno stato "democratico" il conflitto è filtrato diversamente, ma guai ad abbassare la guardia, si rischia quello a cui stiamo assistendo e che ho descritto nel commento.

      In questa fase della crescita umana siamo approdati a questo, in futuro non possiamo dire con certezza quale sarà il modo più consono per organizzare la società e naenche che questo sia il modo definitivo.

      Non sono un fanatico della "democrazia" a tutti i costi, credo di aver sviluppato un sufficiente spirito critico per non esserlo, ma sottopongo il tutto a delle condizioni chiave per un suo funzionamento migliore.

      Ritengo che la forza "conciliante" delle contrapposizioni possa essere ancora possibile, all'interno di queste imperfette democrazie (la perfezione non è di questo mondo, ma bisogna sempre tendervi, per questo ho scelto il limite matematico per esprimerlo).

      Democrazia=capitalismo non è un'uguaglianza naturale, semmai è nella contrapposizione che quest'ultimo sta prevalendo.

      Ancona ha scritto che i potentati sono stati molto cauti fin quando c'era un modello (per quanto imperfetto) antagonista esterno alle "democrazie" e che si poteva riflettere al suo interno, ora questo è venuto meno e si vedono i risultati; ora il difficile è sviluppare un modello alternativo dall'interno (quelli esterni odierni non ci entusiasmano molto), questa è la sfida del XXI° secolo, se le "democrazie" riusciranno a fare questo, potrei omettere il virgolettato quando le cito e dimostrerebbero di essere efficaci, altrimenti necessiterà un'altra forma di convivenza.

      Ciao

      Geo Ciao

      Geo

    1. daetil 17 ottobre 2011

      Margari leggere qualche articolo di Freda prima di inserirlo nella scheda dei filogovernativi? Troppo difficile vero?

    1. geopardy 17 ottobre 2011

      Senti, noi sempre più maggioranza del popolo, non noi 2-300 rabbiosi, sia ben inteso.
      Ponderate prima di parlare e non vomitate sentenze facendo finta di essere contro il sistema che in realtà adorate.
      Geo

    1. daetil 17 ottobre 2011

      Probabilmente lo fanno a "aggratise" le spese Freda ha spiegato bene chi le paga :)

    1. daetil 17 ottobre 2011

      "quelle danneggiate che ho visto io erano mercedes, Suv, mini e altre auto che costano sette/otto anni di reddito di cassintegrato. "
      Qui consiglio un salto dall'oculista o almeno ammettere che essendo li si ha una visione parziale; ma vabbe.
      "Per quanto riguarda le vetrine di tabaccherie (e stiamo parlando di operatori economici che incassano soldi a palati grazie alla disperazione della gente che si da al gioco più stupido pur di sognare ad occhi aperti)"
      Questa chicca mi rocrda molto Bersani che si scaglia contro le pericolosse lobbies dei tassisti e fa capire molto sulla capacità di analisi delle persone presenti alla manifestazione.
      La prossima volta assialtiamo i pericolosissimi fornai che affamano la popolazione decuplicando il prezzo della farina!!

      "Neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità dell'uomo"

    1. daetil 17 ottobre 2011

      Bell'analisi sui movimenti sociologici: ridurre tutto a tecniche di guerra di un ventennio(decisamente un periodo di analisi ampio) si vede che la conosci approfonditamente la storia. Un grosso complimento, vai alla grande.

      "Neanche gli dei possono nulla contro la stupidità umana"

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