Specie protetta, non protetta, fragile

Di Patrizia Ligabò, ComeDonChisciotte.org

Il periodo storico che stiamo vivendo, forse il più difficile dal dopoguerra, ci ha, volenti o nolenti, separato.

Gli anziani, i più fragili di ogni società, si sono ritrovati ancora più soli.

Volontà di proteggerli ingenuamente, a fronte di una sanità in ginocchio che non potrebbe provvedere; o di scansare la volontà di gestir loro e confrontarsi con la vecchiaia e tutto ciò che ne consegue?

Questo fenomeno del lasciar a sé stessi gli anziani, era già presente da prima nelle nostre società; non è certo la novità di oggi.

Si vedano i numeri nelle case di riposo, o chi vive da solo nell’abbandono più totale.

Inoltre siamo mortali, lo apprendiamo all’incirca all’età di sei anni, o forse come si vorrebbe oggi crediamo di essere immortali, perché la morte è divenuta tabù! Non si può più invecchiare, né morire, guai a noi!

Dove sia la vera motivazione, se puntiamo ad una reale protezione degli anziani o no, non è facile comprenderlo in questo marasma. Ci vorrebbe quella compassione , che ci permetterebbe di guardare oltre un corpo, un aspetto fisico, o un’età anagrafica.

“In Giappone ad esempio esistono fumetti che insegnano ai ragazzi e agli adulti quali potrebbero essere i bisogni degli anziani, ed a prendersi cura di loro” dichiara il Professor Jason Danely, docente di antropologia presso l’università di Oxford. Autore di “Aging and Loss”, che si svolge nel Giappone contemporaneo. Le persone sono messe sotto pressione volutamente, costrette fra salute e lavoro, due priorità.

Eppure queste società moderne, che tanto hanno voluto dimenticare la morte, la malattia, e l’invecchiamento, ora devono fare i conti con tutti e tre questi fenomeni contemporaneamente.

L’aggregazione sociale diviene sempre meno fattibile, gli anziani un tempo sacri, saggi e memoria storica delle famiglie, ed intoccabili, si ritrovano sempre più soli. A maggior ragione nelle città.
Senza i nipoti, senza gli amici al bar, al circolino, ai giardini, senza le loro attività tanto care nella quotidianità, soprattutto dall’età pensionabile. Quel tempo di svaghi guadagnato, dopo molti anni di sacrifici, di levatacce e lavoro. Dopo anni ad essere genitori, e lavoratori.

Restano solo i veri amici: gli animali, ed i libri. Lo stato non li supporta, o molto poco.
Ci sarebbe chi li vorrebbe segregati in casa, vittime sacrificali per salvare chi è più giovane.

Ecco ci manca solo la selezione tipo lager, a favore del più forte; una soluzione inumana e crudele.

Dario Nava, operatore Oss in Rsa ed appassionato del suo lavoro, mi racconta che molti di loro, malati terminali, chiedevano la lettura dei loro libri preferiti durante gli ultimi giorni. Volevano partire per l’altrove, insieme alle loro memorie più care. Tutto quello che restava loro.

Ecco che allora la lettura diviene compagnia; viaggiamo là dove ormai vetusti, siamo prigionieri forzatamente.
Il lettore accompagna l’uditore, siamo insieme in quegli istanti, non più soli. La crudeltà della morte ai tempi del Covid è morire da soli, un aspetto inaccettabile nel 2021.

Ho visto in parecchie situazioni familiari, dir loro: come vivere, cosa fare, cosa non fare, fino a non farli più respirare, fino a farli sentire incapaci. Certo, molti sono mossi da una sincera iper- protezione, lo comprendo bene. Direi quasi esagerata. Non ci si dovrebbe chiedere se la loro libertà non è forse importante quanto la nostra? Non dovrebbero decidere loro stessi come vivere?

Possiamo far decidere i potenti delle nostre vite come credono, senza opporci tutti uniti, e poi vogliamo fare lo stesso con i nostri anziani? Imporre, a mio avviso, è sempre sbagliato: “Lo faccio per te!”, ciò potrebbe trovare una spontanea e plausibile risposta.. “ Ma chi te l’ha chiesto?”.

Perché l’anziano sa bene che il tempo che gli resta è poco, dunque gradirebbe viverlo come più gli aggrada, finchè il fisico e la testa glielo permettono.

Secondo la SIGG Società Italiana di Geriatria e Gerontologia,  quando in tarda età arrivano i veri problemi, in molti pensano che curarsi non ne valga troppo la pena: in realtà, la spesa sanitaria è per il 40% destinata alle persone anziane e molto anziane. Si ricorda che la spesa pubblica per sanità è inferiore del 10% rispetto alla media europea e la percentuale dei costi a carico dei pazienti è la più alta (23% contro il 15%) (1).

C’è l’errata convinzione che una persona molto anziana non tragga benefici dalle terapie; quello che si sa dagli studi non sempre è applicabile ai malati veri. In Italia, la paura più grande degli anziani però non è esser curati male, ma, secondo uno studio del Censis, diventare non autosufficienti.

Se non moriranno di Covid, o di altre patologie, moriranno di solitudine , di malinconia, di depressione.
Quando questa generazione sarà scomparsa, generazione che ci ha aiutato quando eravamo in difficoltà, ci mancherà, in molti sensi. Ci ha aiutato spesso economicamente, e supportandoci in vari aspetti di una vita frenetica e competitiva. Dunque a volte sono un aiuto, a volte un peso, dipende.

Cerchiamo di averne rispetto finchè esistono e rispetto per la loro libertà d’individui, di esser grati per ciò che hanno fatto per noi.

La solitudine infine riguarda tutti noi; ma restare così soli non è già un po’ morire?

E vivere senza poter più far nulla perchè terrorizzati, si può definire vita? Perché questa comodità tanto esaltata è la peggior schiavitù, come sosteneva il Matma Ghandi.

Così vivendo potrò liberamente (si fa per dire) muovermi nel mio appartamento, ordinando tutto via web, vivendo via web, relazionandomi via web, ma certo… alla fine è tutto identico alla vita reale e… come no… da crederci veramente!

Il mio spazio di relazione si riduce, il contatto visivo, reale, fisico, viene meno ma pare che io non me ne accorga, o forse sembra che non comprenda bene ciò che sta avvenendo.
Mi illudo, ed è umano, che tutto prima o poi tornerà com’era prima, e che questo periodo infinito passerà, senza strascichi.
E potrò anche pensare che la mia solitudine mi sarà stata di giovamento, certo, se fosse una nostra scelta, non un’imposizione.
Scuserete il mio leggero sarcasmo, oggi sono proprio in vena.

Non è affatto difficile essere un autore comico – satirico , perché la realtà in giro supera di parecchio la fantasia.
Dove eravamo rimasti? Si, dicevo… potrò, grazie alle nuove tecnologie del futuro, arrivare anche a 160 anni. Ma c’è solo un dettaglio: il mio cervello è programmato per un tot di anni e basta.

Ovvio, senza dubbio.. ho fiducia nella scienza, e nel sistema, che non è affatto colluso, vai tranquilla! E come no!

E poi anche a quell’età piena/o di silicone e con il seno all’altezza dell’ascella, ed il fondoschiena sollevato, proprio naturale come gli africani, potrò pensare di dimostrare trenta, quaranta anni in meno.
Sicuramente risulterò naturale, si naturale come il vino in cartone venduto per Barolo d.o,c. Ed il rifacimento fisico riguarda entrambi i sessi, sia chiaro!

Ma siamo seri!

Ed ora, tornando alle fonti nel mondo reale: “La Corte europea dei diritti umani (Cedu) di Strasburgo ha condannato l’Italia per aver violato il diritto di una nonna a mantenere i contatti con la nipote, che le era stata affidata sin dalla nascita “(2). Nella sentenza i giudici indicano che tale violazione tuttavia sia stata frutto, dell’ “esistenza in Italia di un problema sistemico” per questo tipo di casi.
A ricorrere alla Corte nel giugno del 2018 è stata Emilia Terna, dopo aver tentato per anni di ristabilire i contatti con la nipote che, nel frattempo, era stata affidata ai servizi sociali.

Nella sentenza, i giudici affermano di non aver trovato prove che confermano quest’ultima tesi. I togati di Strasburgo sostengono invece che le autorità non hanno fatto quanto avrebbero dovuto per assicurare la continuazione del rapporto tra nonna e nipote, e questo, nonostante una decisione del tribunale dei minori che ha stabilito il diritto della signora Terna di incontrare la nipote, e i rapporti di vari esperti che indicavano che il mantenimento del rapporto con la nonna era positivo per la bimba. La Corte ha stabilito che lo Stato dovrà versare alla signora Terna 4 mila euro per danni morali e 10mila per coprire le spese legali.

Il saggio “Serenità. L’arte di saper invecchiare” (Edizioni Fazi) scritto da Wilhelm Schmid, ha alcuni passaggi molto interessanti sul tema:

“È sciocco pensare di aggirare il tempo che passa. Ogni età è affascinante: evitate i chirurghi plastici. Si incomincia a diventare anziani al momento del concepimento, dunque è meglio prepararsi. Come? Coltivando le amicizie, curando l’alimentazione, favorendo i contatti fisici. Abbracciarsi fa bene”.(3)

“I giovani, i giovani, i giovani. Non si parla che di giovani. Per chi fa parte di questa generica ma potente categoria dello spirito, la venerazione dell’avere poca vita dietro e molta davanti è gratificante, forse esaltante. Qui e ora. Ma, appena dopo, è un rischio serio. E nemmeno tanto dopo. “La vecchiaia inizia approssimativamente poco dopo il concepimento” (4), scrive Schmid. “Quindi sappiatelo: se vi illudete di aggirare la questione dell’invecchiamento, correte dei pericoli. Arriva sempre e sorprende. Meglio prepararsi. Può sembrare banale, ma nel mondo di oggi non lo è” (5).

Già, saper invecchiare: un filosofo che parla ai vecchi di oggi, ma anche a quelli che lo saranno domani. Per molti, però, la vecchiaia è la perdita della bellezza, della forza, del sesso.

“Non c’è perdita nell’età che avanza. C’è solo cambiamento. C’è la bellezza dell’età, se uno va d’accordo con la sua età. Se ci combatte contro, i segni sul suo volto non sono invece graziosi. Certo, è vero che invecchiando la forza si affievolisce: io suggerisco di mantenere le abitudini, le quali non richiedono forza. Quella che risparmiamo seguendo le nostre abitudini, possiamo usarla per nuove avventure.” (6)

Non facile. La società ama — o finge di amare — i giovani.

Viviamo in una società moderna. E il significato stesso di moderno è la venerazione del giovane, in quanto nuovo. Infatti, se guardiamo bene, questa esaltazione non c’è in Africa, in Asia, tra gli Inuit. È tipica delle società cosiddette moderne come le nostre. Altrove, il rapporto con la vecchiaia è diverso, per molti versi rovesciato (…) e anche da noi fino a un certo numero di anni fa era così. Eravamo giudicati sulla base dell’esperienza e della saggezza, il nuovo in quanto tale non contava. Oggi è il contrario”.(7)

Gli anziani delle società economicamente avanzate, sono dunque condannati a cercare di essere giovani?

L’«anti-aging» è fortissimo nell’industria della cosmetica come in quella della cultura e dell’informazione.

«Il termine stesso anti-aging racconta tutto: è la lotta contro l’età. Un combattimento che è perso in ogni caso: finisce comunque con la morte. È un termine senza senso. Io le contrappongo la art of aging, l’arte di invecchiare, che non è vivere l’età, ma con l’età. L’invecchiamento porta con sé inevitabilmente una certa sofferenza. Si tratta di accettare l’avanzamento dell’età e mitigare la sofferenza. Certo con la medicina, ma anche con una buona alimentazione, l’esercizio fisico, molto contatto con i giovani». Serenità e morte possono convivere?

Nei nostri tempi moderni molte persone non accettano la morte. Io propongo un test che può aiutare. Se non ci fosse la morte? Quanto vorrei vivere, cinquecento anni, mille, diecimila anni? Non c’è mai fine. E cosa faccio in mille anni? A un certo punto, tutto si ripete. A parte che i bambini continuerebbero a nascere mentre nessuno muore e ci sarebbe un terribile problema di sovrappopolazione, sarebbe anche mortalmente noioso. Meglio che ci sia un limite temporale, altrimenti dovremmo essere noi stessi a stabilirlo. E sarebbe molto difficile decidere quando è il momento giusto per la fine”. (8)

Bene, ma quando e come ci si prepara? “Si dovrebbe iniziare a vent’anni. Non per allarmarsi, ma, ad esempio, per stabilire amicizie e preservarle per il resto della vita. L’amicizia cresce di valore via via che dura. È un’esperienza meravigliosa dell’età avanzata, a 60, 70, 80 anni potere incontrarsi con gli amici e ricordare. Si può stabilire un’amicizia anche a 70 anni, naturalmente, ma è diverso, manca la memoria. Prepararsi alla vecchiaia dovrebbe essere un aspetto della vita. E a una certa età avere attorno bambini, nipoti: si usa dire che i bambini mantengono giovani. È una preparazione di lungo periodo. Non è solo un’affermazione filosofica”(9).

Consigli di lettura:

Lettere ed emozioni al tempo del Covid19. Ridisegnando il futuro“. Testimonianze raccolte da Lella Manzotti. Disponibile su : Ibs, Feltrinelli, il Libraccio.
“La morte amica” di Maria De Hennezel. Edizioni Bur.
“Una certa età. Per una nuova idea della vecchiaia” di Vittorino Andreoli Edizioni Solferino
“Il tempo senza età. La vecchiaia non esiste” di Marc Augé

Di Patrizia Ligabò, ComeDonChisciotte.org

ATTILIO ZOBBI

( il cognome è di mia zia, un omaggio anche a lei)
La tua dimora ormai disabitata, giace sconfitta ad attendere un tuo
impossibile ritorno, l’orto, la vigna, gli alveari, le arnie sono arresi.
Il prato ormai divenuto selvaggio in cui conversammo molti pomeriggi di argomenti
più vasti, il tavolino su cui si posarono i caffè , i dolci, le pagine sottolineate, le
fotografie sparse di antenate, di gioventù passate, di prigionie, e di guerre scampate.
I ricordi però restano imperterriti, vivi nelle menti, le sensazioni benefiche non ci
abbandonano, e quell’aurea di amor vero e longevo che fu tra voi due, resta ad
esempio e testimonianza che esso esiste seppur raro.
Come un fiore va curato, come un innesto preservato, e mai dimenticato.
Patrizia Ligabò

NOTE

(1)   E.Marescalco, A.Bordignon, C.Trevisan, M.Devita, A.Girardi, G.Sergi, E.Manzano, A.Coin, Fragilità ed isolamento sociale: fattori predittivi nella progressione del decadimento cognitivo. Studio pubblicato nel 2019 a cura di 64° Congresso Nazionale SIGG Società Italiana di Geriatria e Gerontologia, Padova

(2) “La Corte di Strasburgo condanna l’Italia: «Impedisce i contatti nonna-nipote “, Il Messaggero, 14/01/2021

(3) Da “La lettura” inserto del Corriere della Sera, intervista del 03/05/2015 estratti dal saggio “Serenità. L’arte di saper invecchiare” (Edizioni Fazi) scritto da Wilhelm Schmid

(4) Ibidem

(5) Ibidem

(6) Ibidem

(7)Ibidem

(8) Ibidem

(9) Ibidem

Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

63 Commenti
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Joe alive
Joe alive
7 Febbraio 2021 6:55

Articolo delirante: l’italia si sta estinguendo perché i giovani non hanno risorse per formare una famiglia mentre vengono destinate agli anziani ed ai clandestini. Progetto per sostituire etnicamente i popoli europei.
La autrice non è in grado di capire che sono i giovani quelli che perpetuano e rinnovano la società. E’ sempre stato cosi prima del 1968. Inoltre la autrice non deve mai essere uscita dall’Italia, si sarebbe altresì accorta che mai come in Italia gli anziani ricchi giocano a lavorare, per manifesta ignoranza ed incapacità di godersi la vita,rubando opportunità ai giovani. Solo in Italia trovi la bottegai
milionaria di 70anni che taglia prosciutto ancora fino alle 8 di sera e non si è mai fatta una vacanza in vita sua, parimenti solo in Italia trovi ricchi dinosauri drogati di lavoro in ogni settore economico. Basta prendere come esempio la televisione, appannaggio di cariatidi.
Non avete capito che lasceremo tutto prima o poi, su questa terra ??
La anima è eterna ed immortale: si ci dovrebbe preoccupare di presentarla a NS GESÙ CRISTO libera dalle cose materiali e no di giocare a lavorare fino al giorno prima del funerale.

oriundo2006
oriundo2006
Risposta al commento di  Joe alive
7 Febbraio 2021 7:34

Ti dò ragione, tranne sull’ultimo capoverso … l’anima non dipende da Gesù.
La mancanza di risorse per i giovani in realtà ha più cause, una delle quali è il prelievo fiscale enorme che non permette investimenti, anche solo di spese eccedentarie, quelle che fanno vivere le micro-imprese specie giovanili, unitamente alla gerontocrazia, condita da molta diffidenza tutta cattolica verso la natura umana specie ‘non collaudata’ a dovere da decenni di gavetta: per cui hai giovani laureati a stipendi ridicoli e vecchi stronzi inetti a aprire un file che guadagnano 10 volte di più nella stessa azienda. E’ un sistema che premia il consenso verso sè stesso prima di ogni altra cosa. Ma altrove non è forse lo stesso ? Cos’è lo spoil sistem anche aziendale di matrice americana ?
Una piccola rettifica di questo sistema potrebbe essere una stretta lista di incompatibilità per i professionisti con una limitazione a ricoprire incarichi in più società da parte delle stesse persone, con un limite chiaro e inattaccabile di … senioraggio ! Dopo i 72 anni ( numero a valenze esoteriche ! ) a casa e basta a rincretinirsi davanti alla TV.

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Risposta al commento di  oriundo2006
7 Febbraio 2021 8:32

Anche tu con le regole. Se vogliamo che le cose seguano un loro ordine che chiameremo molto impropriamente ‘naturale’ bisogna che la società offra un certo grado di sicurezza a tutti, e in ogni frangente. A proposito dei ’60/’70 (per inciso: anche in quegli anni i vecchi non mollavano l’osso, anche più di oggi perché siccome ‘avevano fatto la guerra’ quelli venuti dopo erano dei rammolliti e quindi non davano affidamento, fino a situazioni grottesche) ricordo un ristoratore veneto con cui avevo confidenza che, all’età canonica e con dispiacere dei clienti, cedette l’attività e andò in pensione, lo ritrovai pochi anni dopo per la strada, e piangeva mentre mi parlava, aveva messo da parte un gruzzolo che l’inflazione, allora improvvisamente galoppante, gli aveva fatto evaporare, la pensione non gli bastava per vivere e sua moglie si era ammalata. Se la comunità non assicura un grado di sicurezza per la quale ha senso la sua esistenza… (Coloro che oggi incolpano i vecchi si trastulleranno, quando toccherà a loro di spiegare ai discendenti che si ritroveranno nella società devastata da bigpharma&C. i quali discendenti, coerentemente con l’approssimazione progressivamente dominante, incolperanno loro per il regresso e allora, molto tardi, ma forse qualche cosa… Leggi tutto »

Joe alive
Joe alive
Risposta al commento di  oriundo2006
7 Marzo 2021 8:58

La anima dipende eccome solo da NS GESU CRISTO é la prova sono gli eventi soprannaturali e miracoli che si verificano solo con con Santi, Cattolici ed Ortodossi. Guarda alla icona della Santa Vergine de Guadalupe, i miracoli di Lourdes, le profezie di Don Bosco, i miracoli di Fatima, la opera della Valtorta. Solo per citare i più eclatanti ma ce ne sono una infinita.
I romani stessi non si sarebbero convertiti se non avessero sperimentati dei miracoli.
Se indaghi lo scoprirai anche te… E poi come mai il diavolo si accanisce solo contro la chiesa cattolico romana ?? perché sa che c’è li il soprannaturale…
Hai mai sentito un musulmano parlare di miracoli ??

giovanni cordioli
giovanni cordioli
Risposta al commento di  Joe alive
7 Febbraio 2021 9:04

Su una cosa ti do ragione: siamo un paese di vecchi decrepiti spesso attaccati al proprio ruolo e lavoro ben oltre la soglia della senescenza anche perché dopo una certa età il confine tra l’individuo e l’incarico che svolgeva diventa sempre più sfumato sino al punto che parecchi arrivano a credere di esistere solo in funzione di quello che fanno e hanno sempre fatto: al punto che spesso qui nel nord est è frequente vedere delle mummie più vecchie di Akhenaton, arrancare penosamente con passo incerto anche per svolgere le faccende più semplici mentre si aggirano confusi e storditi nelle loro ditte, tra i capannoni che li hanno visti crescere, e che li vedranno morire. Non mi stupirebbe se lasciassero testamento a sé stessi o se si facessero tumulare dentro i loro capannoni. Credo che in nessun nessun altro paese come in Italia ci sia una cosi enorme quantità di ricchezza posseduta e controllata da milioni di vecchi immarcescibili che continuano imperterriti a lavorare, accumulare, e risparmiare per niente. Per poi mangiarsi un pò di riso in bianco, uno stracchino come secondo, tenendosi spesso macchina, mobili, e case vecchie quanto loro, se non di più.. in pratica quasi tutte le… Leggi tutto »

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Risposta al commento di  giovanni cordioli
7 Febbraio 2021 9:29

“…Non mi stupirebbe…..se si facessero tumulare dentro i loro capannoni. …”

(Corriere.it, Esequie Bialetti):
https://www.corriere.it/cronache/16_febbraio_16/funerali-bialetti-una-moka-ceneri-imprenditore-d52f57b2-d4da-11e5-99b3-7190357675f4.shtml

giovanni cordioli
giovanni cordioli
Risposta al commento di  Primadellesabbie
7 Febbraio 2021 9:31

Ecco…
lo dicevo,io.

oriundo2006
oriundo2006
Risposta al commento di  giovanni cordioli
7 Febbraio 2021 13:10

Se ne esce con una bella pandemia.
Io avevo uno zio acquisito, cui volevo un sacco di bene, che era così. Leggendoti ho ricordato…Il vecchio poi, non fidandosi di parenti presumibilmente attaccati a quei beni da lui faticosamente messi insieme, si fida invece di estranei quali badanti e cameriere, giovani femmine che carpiscono quel poco di virilità che loro rimane…facendosi poi intestare tutto. Se tu ti informi presso uno studio legale o di notai ti diranno che sono pieni di casi così. Dunque sono solo dei vecchi fessi e l’ origine dell’attaccamento è solo un ingorgo libidico di gioventù, oramai irrimediabile !

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  Joe alive
7 Febbraio 2021 9:28

Esatto. Prima riforma da fare per tutelare i giovani: disincentivare il lavoro dei pensionati. Molti di loro infatti continuano a lavorare con partita IVA.

Se ti ritieni ancora in forze da lavorare, la pensione non devi prenderla, o al massimo, ti devi accontentare della minima, anziché fare concorrenza sleale alle nuove generazioni.

Patrizia Ligabò
Patrizia Ligabò
Risposta al commento di  Joe alive
7 Febbraio 2021 9:32

Ho iniziato a viaggiare molto giovane, ed ho vissuto in sei continenti. Per gli altri punti , risponderò con calma . Grazie per gli spunti .

Truman
Truman
Risposta al commento di  Patrizia Ligabò
7 Febbraio 2021 9:43

Ottima risposta, il commento di Joe alive mi sembrava irritante, ma ho evitato di rispondere di petto.
Però il numero dei continenti mi mette in crisi: sei stata in Antartide o conti due Americhe?

Patrizia Ligabò
Patrizia Ligabò
Risposta al commento di  Truman
7 Febbraio 2021 12:11

Nelle due Americhe intendo. Non è importante la.mia vita privata, era per dire che ho vissuto in altre società , molto diverse tra loro. Comunque trovo che dare la colpa ad altri di ciò che manca, od è criticabile, o si sarebbe dovuto far meglio , sia molto semplice Abbiamo tutti la responsabilità in una società , io per prima . Mi riferivo agli anziani nella loro vita quotidiana, non legati al luogo o sistema lavorativo solamente. Penso che le ultime generazioni hanno avuto molta meno grinta e coraggio di lottare, certamente penalizzate per il tipo di società create a livello antropologico e sociale .Se l’età pensionabile si alza, se i governi pagano consulenti in pensione anziché assumere certamente è un danno. Ma anch’essi come tutti noi, sono una parte molto importante . Sono la memoria storica di un mondo che sta scomparendo, hanno esperienza . Mi piace molto ascoltarli ed osservarli .

Bertozzi
Bertozzi
Risposta al commento di  Patrizia Ligabò
7 Febbraio 2021 12:15

Si, ha ragione, grande memoria storica, alcuni saprebbero riconoscere tutte le versioni della Gazzetta dello sport da quando non era ancora rosa, altri potrebbero elencare tutti i tipi di scale create ad hoc per ogni festival di Sanremo. Grande memoria storica di un mondo che speriamo prima o poi scompaia davvero. E a retorica stiamo a zero.

emilyever
emilyever
Risposta al commento di  Patrizia Ligabò
7 Febbraio 2021 12:28

Io invece ti ringrazio per quest’articolo, e non solo perchè sono anziana, ma perchè mostra una sensibilità particolare nel capire che cosa significa restare umani, indipendentemente dall’età. E mentre lo leggevo mi sono venute in mente due cose: una è la notizia della primavera scorsa, di quel nonno di Savona che si era ucciso perchè non concepiva di vivere senza più vedere il nipotino. La seconda è una giovane dottoressa di un rsa lombarda, che anche quando ha finito il suo turno, passava anche sei ore al giorno al telefono con i parenti dei suoi pazienti sia come tramite per farli parlare con loro, sia poi, a casa propria, per rispondere alle loro domande e se possibile rassicurarli.

Patrizia Ligabò
Patrizia Ligabò
Risposta al commento di  emilyever
7 Febbraio 2021 15:23

Grazie a te per la tua risposta.. Si per fortuna o purtroppo sono sensibile , e per fortuna molto umana . Ed intendo restare tale.

airperri
airperri
Risposta al commento di  Patrizia Ligabò
10 Febbraio 2021 11:25

Come fai a dire che le ultime generazioni hanno avuto molta meno grinta? Conosco persone che si fanno 100km in treno per 50euro quando va bene, io stesso con un master e due lingue mi sono trovato a fare il bagnino, idem come un amico avvocato, stesso lavoro estivo.
Qualunquismo a manetta.. e via a scrivere articoli.
Pazzesco..

giovanni
giovanni
Risposta al commento di  Joe alive
7 Febbraio 2021 15:20

Le cariatidi televisive sono le stesse che gli ascoltatori cariatidi esigono….
Visto il periodo, sa quanto ci costa il festival sanremese? Sa che le fila sono da decenni nelle mani di Orietta?…. tanto per cambiare…..

danone
danone
7 Febbraio 2021 8:23

La vecchiaia è un grande dono-opportunità, regalataci dalle Intelligenze creative divine, cioè noi stessi, per tornare alla Verità meravigliosa dell’Essere immortale, per non perderci eternamente dentro labirinti egoici di arrogante, giovanile e illusoria volontà di potenza.
L’invecchiamento del corpo fisico permette all’anima-coscienza di rendersi conto della transitorietà del piano materiale, nel quale lei si sta manifestando, dentro un veicolo atomico-biologico, necessariamente meccanismo a tempo con data di scadenza. Se non ci fosse l’invecchiamento dei corpi, le coscienze incarnate, non ancora auto-coscienti della loro vera identità-origine metafisica, sarebbero rapite completamente dalla incessante (perchè sempre giovane) ed esplosiva energia orgonica-sessuale della vitalità carnale, propria della natura corporale-animale. Identificandosi totalmente con essa, non si accorgerebbero della loro vera essenza-identità non fisica, non biologica, col risultato inevitabile di non potersi più liberare dall’illusione della falsa identità, l’Io fisico. L’invecchiamento dei corpi aiuta quindi il processo di auto-coscienza e la conversione dell’anima alla giusta comprensione di sè, lontano da casa. Poi arriva la morte che ci avvicina a casa, si spera, a meno che non ci tocchi un altro giro di ruota.

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Risposta al commento di  danone
7 Febbraio 2021 9:19

Puoi aggiungere che certe epoche rubano la giovinezza (con guerre falcidianti o sequestri smisurati con il pretesto dell’istruzione), altre, come l’attuale, scippano la vecchiaia imponendo la moda del giovanilismo.

Patrizia Ligabò
Patrizia Ligabò
Risposta al commento di  danone
7 Febbraio 2021 12:12

È molto interessante ciò che hai evidenziato .

Patrizia Ligabò
Patrizia Ligabò
Risposta al commento di  danone
7 Febbraio 2021 12:19

Grazie per aver scritto questo pensiero , molto profondo .

giovanni
giovanni
Risposta al commento di  danone
7 Febbraio 2021 15:48

Questo contrasta apertamente con quanto riferitomi giovedì sera da una conoscente, la cui figlia, barista di meno di trenta anni, ha ricevuto, da un ottantenne, l’offerta di 100 euro per una prestazione orale…
Aggiungo che non è l’unico caso a me noto e che offerte analoghe sono state fatte da altri saggi a ragazzine minorenni.
Le propongo, tradotta in lingua italiana dal piemontese, una antica massima:
Non è il porco che diventa vecchio,
ma il vecchio che diventa porco!
Personalmente penso che la grossa parte degli attuali anziani sia ben lungi dai percorsi animici richiamati nel suo commento.

Bertozzi
Bertozzi
Risposta al commento di  giovanni
7 Febbraio 2021 15:51

Concordo

danone
danone
Risposta al commento di  giovanni
7 Febbraio 2021 16:00

Non ho detto che è un automatismo, ma un opportunità per usare l’invecchiamento fisico inevitabile nel modo migliore, se poi uno non ne approfitta e sceglie altro, sono fatti suoi, come sempre nella vita. I giudizi morali lasciano il tempo che trovano. E’ tempo perso parlare di quello che fanno gli altri, pensa invece cosa è meglio e giusto per te. Se ti accorgi che fare proposte indecenti a tarda età a giovani donne, fa bene alla tua crescita interiore, fai benissimo a praticare quest’attività.

giovanni
giovanni
Risposta al commento di  danone
7 Febbraio 2021 16:29

Premesso che non sono ancora tardo mi pareva una critica a comportamenti, ripeto, ad oggi, piuttosto diffusi.

Patrizia Ligabò
Patrizia Ligabò
Risposta al commento di  danone
8 Febbraio 2021 7:07

Trovo questo punto di vista molto stimolante . Grazie molte .

danone
danone
Risposta al commento di  Patrizia Ligabò
8 Febbraio 2021 11:10

Grazie a te Patrizia.
Aggiungo che l’invecchiamento è solo un fenomeno dei corpi, quindi esteriore, non è una condizione che appartiene al mondo interiore, animico. Un’anima non invecchia, cresce. Al massimo può, in certi momenti, ristagnare, ma è un non crescere, in tal caso ci possiamo sentire vecchi dentro, ma in realtà è una sensazione-spia che ci avverte che ci dobbiamo dare una mossa. Un’anima può essere antica, avendo acquisito grande coscienza di sè, in tal caso è una grande anima, mai vecchia, come può invecchiare un essere immortale?

a-zero
a-zero
7 Febbraio 2021 10:23

Forse ci attribuiamo troppa responsabilità come bambini, giovani, vecchi, adulti per le storture e le brutture di questo mondo. Ovvio il mondo non è solo questo, ma il costrutto umano dominante, che è guidato dalle oligarchie di qualunque nazione, tende a chiudere le strade a bambini, giovani, vecchi, adulti verso le cose belle del mondo e delle sue possibilità di combinazione. Spesso una più completa conoscenza delle strade, dei percorsi di esistenza, delle varie possibilità di vivere assieme nella naturale mischia umana di armonie e conflitti, è già preclusa o parcellizzata in partenza, secondo i discrimini di un ordine sociale imposto dai più forti. Un ordine condotto dalle oligarchie, più o meno aristocratiche a seconda dei tempi. E le strade comunque percorribili sono quasi tutte a pedaggio. Vieppiù oggi gli oligarchi internazionali, ciascuno valendosi del suo patrimonio pecuniario, vale a dire il suo gregge nazionale, inventano nuove strade, sempre a pedaggio che portano dove vogliono loro. E’ dispendioso stare dietro le loro logiche. Per quanto siano spinti a competersi le greggi, tuttavia hanno sviluppato una potente rete di solidarietà fra dominanti. E’ totalmente folle rinunciare all’autonoma ricerca e pratica di strade altre da quelle strettoie staccionate a cui ci dirigono.… Leggi tutto »

Patrizia Ligabò
Patrizia Ligabò
Risposta al commento di  a-zero
7 Febbraio 2021 12:20

Esatto . Il patrimonio che ci hanno lasciato. Anche questo è un aspetto importante da considerare.

gix
gix
7 Febbraio 2021 9:23

Mah, molto semplicemente, sarà che io tutti questi vecchi che bloccano l’Italia e impediscono il suo ringiovanimento non li vedo. Vedo che numernicamente sono tanti, rispetto alle generazioni più recenti, e anche questo aspetto banale ha il suo peso, ma è un problema che presto si risolverà da solo. Come in ogni categoria umana ci sarà quello che è più o meno egoista, quello che è più o meno materialista, quello che è più o meno portato alle riflessioni metafisiche sulla morte e tutto il resto. Ma non credo sia un delitto o una manifestazione di egoismo da biasimare, se uno rimane attaccato alla propria azienda, al proprio lavoro, ai propri interessi fino a che le energie glielo permettono, e non mi risulta che in Italia gli anziani non siano pronti ad aiutare, molto spesso con quel poco che hanno, i figli o i nipoti: ci sono famiglie intere di giovani che campano (altrettanto egoisticamente) così, grazie al contributo dei vecchi, e molto spesso non ricambiano nemmeno la disponibilità. Ma, a parte questo, bisogna decidersi, vogliamo una società che rispetti l’essere umano in ogni sua età e secondo le esigenze che ne derivano, oppure vogliamo fissare delle regole, degli steccati… Leggi tutto »

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  gix
7 Febbraio 2021 9:31

La soluzione al problema è stata trovata in altre sedi. Te la riassumo:

– Curare il Covid con la Tachipirina.
– Vaccinare gli ultraottantenni con un farmaco sperimentale che induce una febbre che gli ultraottantenni non possono superare.

Roberto Rey
Roberto Rey
Risposta al commento di  Holodoc
7 Febbraio 2021 14:51

Proprio per queste soluzioni non voglio essere vaccinato, e di anni ne ho….Se poi mi becco il coviddo e ci lascio le penne, l’ho voluto io, Non me lo hanno imposto.

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  Roberto Rey
7 Febbraio 2021 15:12

Se integri con vitamine ha i una buona protezione contro il covid e gli altri virus influenzali, senza preoccuparti di varianti e mutazioni…

Patrizia Ligabò
Patrizia Ligabò
Risposta al commento di  gix
7 Febbraio 2021 12:13

Sono d’accordo .

Airperri
Airperri
Risposta al commento di  gix
9 Febbraio 2021 17:47

“E non mi risulta che in Italia gli anziani non siano pronti ad aiutare”. . .
Mi sento male.

giovanni cordioli
giovanni cordioli
7 Febbraio 2021 10:11

Sulla vecchiaia facciamoci due risate và..

https://www.youtube.com/watch?v=bsve9wB_sEA

Patrizia Ligabò
Patrizia Ligabò
Risposta al commento di  giovanni cordioli
7 Febbraio 2021 12:14

Carino questo video .

Bertozzi
Bertozzi
7 Febbraio 2021 12:02

L’idea che gli anziani raccolgano quello che han seminato non sfiora l’autrice che, se possibile, riesce con questo a fare peggio del primo articolo qui pubblicato, quello sulla poesia, tremendo. Gli anziani che secondo lei dovremmo ringraziare sono quelli che hanno rubato il presente e il futuro ai propri figli e nipoti, per pensione terza casa spider e cagnetto, e hanno tutta una serie di vantaggi economici e sociali che i loro figli e nipoti non si potranno nemmeno sognare, quando e se arriveranno alla vecchiaia (il che non importa, importa solo della vecchiaia dei boomer, solo loro hanno dignità storica, gli altri [email protected] loro, questo è il loro modus vivendi). Fatto troppo una bella vita, nel migliore dei mondi e tempi possibili, e infatti han mandato tutto al macero, creduto di poter comprare tutto (anche affetto-cagnetto e assistenza-filippino/moldava) e abbandonato tutti gli altri alle catene e alla povertà, ma non miseria, in quanto i principi della miseria, anche se ricchi, rimarranno sempre loro. (Poi che vi preoccupate, abbiamo appena incoronato un esponente di questi anziani che governano e distruggono da 60 anni, il Drago classe 47 di sicuro migliorerà la condizione della sua categoria degli anziani e degli italiani… Leggi tutto »

Patrizia Ligabò
Patrizia Ligabò
Risposta al commento di  Bertozzi
7 Febbraio 2021 12:28

Veramente è il terzo articolo, non il secondo . Va bene che tu sia un detrattore di ciò che scrivo, questo mi stimola ancora di più. Non si può piacere a tutti, e nemmeno vorrei . Non ho scritto un articolo parlando di politica , ma di società Trovo però che tu abbia un modo di fare critica distruttivo ed aggressivo , non costruttivo . Ciò fa parte del gioco, e non mi spavento di certo . Ognuno ha la propria opinione , ci mancherebbe , ma qui nella dialettica vi è o vi dovrebbe essere un confronto per poter riflettere e migliorare Quando scriverai con il tuo nome e cognome potrò così leggere cosa e come scriverai tu. Buona serata . Ti ho anche risposto al commento della scorsa volta . Buona serata

Bertozzi
Bertozzi
Risposta al commento di  Patrizia Ligabò
7 Febbraio 2021 13:06

Si, ho visto, ma non mi sembrava ci fosse nulla da replicare. Mi scusi se non tengo conto del numero dei suoi articoli e me ne sono perso qualcuno, proverò a migliorare ma non assicuro nulla. Sì per me non c’è nulla su cui confrontarsi, dialettica e bla bla bla, articoli come questi a mio parere non meritano risposta, chi non vede lo scempio a cui ci hanno portato i suoi eroi – di cui io denuncio le malefatte da anni ma forse si è persa qualche migliaio di miei post, io solo uno dei suoi ,- è perché il tal scempio se lo merita. Mi sembrava, leggendolo, di tornare a inizio panfollia quando il mainstream a reti unificate avanzava con la sua propaganda invitando a imbavagliare giovani e bambini per non mettere in pericolo i nostri cari nonni – che, per inciso, dei propri nipoti imbavagliati se ne sbattono altamente…- a bloccare tutte le attività per salvare i nostri cari vecchi, loro che avevano fatto la guerra (????) mica come noi a cui si chiedeva solo di stare sul divano. Ecco, questo genere di propaganda e retorica non merita risposta o dialogo, come i proclami e le sdolcinate prese… Leggi tutto »

Roberto Rey
Roberto Rey
Risposta al commento di  Bertozzi
7 Febbraio 2021 14:31

Con queste prospettive non le rimane che una soluzione, il suicidio.

Bertozzi
Bertozzi
Risposta al commento di  Roberto Rey
7 Febbraio 2021 14:36

Si, infatti si toglie la vita una sacco di gente anche giovane ogni giorno per questi motivi, e andando avanti saranno sempre di più, grazie a queste belle ‘prospettive’. Ma se ne parla poco, mainstream e pensionati preferiscono mantenere l’attenzione su altri argomenti, s’intende. Quando sarà il mio momento non mi tirerò indietro, ma fino a quel giorno non smetterò di ‘ringraziare’ chi ci ha ridotto in questo stato. Ma non parliamone che fa tristezza, parliamo della saggezza dei vecchi, vero tesoro per tutti.

giovanni cordioli
giovanni cordioli
Risposta al commento di  Bertozzi
7 Febbraio 2021 15:29

Domanda semplice:
Ma quello che hanno avuto i vecchi di oggi a suo dire “immeritatamente” gli è stato forse regalato da qualcuno?
Oppure lo hanno rubato a qualcuno?
Se si, in che modo lo avrebbero rubato?
Così tanto per sapere…

giovanni cordioli
giovanni cordioli
Risposta al commento di  Bertozzi
7 Febbraio 2021 15:29

Domanda semplice:
Ma quello che hanno avuto i vecchi di oggi a suo dire “immeritatamente” gli è stato forse regalato da qualcuno?
Oppure lo hanno rubato a qualcuno?
Se si, in che modo lo avrebbero rubato?
Così tanto per sapere…

Bertozzi
Bertozzi
Risposta al commento di  giovanni cordioli
7 Febbraio 2021 15:50

Gli è stato ‘regalato’ dai loro genitori – loro sì che han fatto la guerra e ricostruito e messo al mondo tutti questi boomer -, e da un periodo storico particolarmente favorevole, gli anni del dopoguerra ma soprattutto il trentennio 60/90 dove l’arraffamento ha raggiunto proporzioni ciclopiche; il problema loro è che credono veramente di esserselo meritato e di essere meglio di tutti quelli prima e tutti quelli dopo – in quanto nessuno né prima né dopo ha goduto di contingenze tanto favorevoli – non ponendosi minimamente il dubbio di aver qualche responsabilità sul disastro attuale, lo si nota anche da tutta una serie di commenti, in questo e mille altri post.

giovanni cordioli
giovanni cordioli
Risposta al commento di  Bertozzi
7 Febbraio 2021 16:46

…. A me personalmente non hanno mai regalato un tubo. Quindi beato chi si è potuto godere qualcosa perché io non ho avuto poi tutta ‘sta gran fortuna: e lo confesso sono un po’ invidioso, ma non rancoroso e avvelenato come lei. io per carattere quando vedo chi sta meglio di me tendo sempre a dire: ” Beato lui “…….invece di: ” Non è giusto, non se lo merita” Ma se proprio vogliamo farne un discorso generazionale, invece di tirare in ballo quelli dagli anni 60/70, ci sarebbe da accusare più che altro i nati dopo gli anni ’80 e ’90 loro si che sono stati la generazione dello sperpero, della fuga dalle responsabilità, e del disimpegno più totale. Perché a me invece risulta che quelli nati tra il 60 e il 70, molto spesso hanno dovuto cominciare a lavorare da bambini come il sottoscritto. E molti di quella generazione, dai loro genitori hanno avuto in “regalo” solo debiti, lavoro, obblighi, doveri, responsabilità, e botte. Cerchi di non essere cosi negativo e rancoroso verso il prossimo. Ci si rovina la salute così.. L’unica cosa che i genitori dovrebbero dare sempre generosamente ai loro figli è l’amore di certo non i… Leggi tutto »

Bertozzi
Bertozzi
Risposta al commento di  giovanni cordioli
7 Febbraio 2021 17:21

Grazie dei consigli ha ragione, però lei cerchi di capire quello che scrivo, non parlo di chi è nato negli anni 60/70 ma prima, parlo di chi in quegli anni se l’e’ goduta e ha messo giù le basi per il buco creato nel trentennio successivo in cui stiamo per cadere tutti. Per farle un esempio direi Mario Draghi, classe 47. Ecco, loro. Non c’è nessun rancore, né veleno, né tantomeno invidia, spiace doverlo dire tutte le volte, è solo che la verità molti la prendono per aggressività, forse perché non sanno reggerla.

Roberto Rey
Roberto Rey
Risposta al commento di  giovanni cordioli
7 Febbraio 2021 17:45

Sono nato negli anni 30. Per 10 anni in dittatura. Poi faticaccia per studiare e ottenere titolo di studio e lavoro. Nessun regalo. Ho lavorato 40 anni e risparmiato il possibile, pagato tutti i contributi. La pensione non l’ho rubata e basta per vivere a me e moglie. Con i risparmi aiuto mio figlio che ha perso il lavoro causa covid e ha moglie e due ragazzi. Mia nuora ha in negozietto di artigianato, chiuso per mesi, con affitto e altre spese. Ristori ? una bazzecola neanche servita a pagare l’affitto.
Meno male che io ci sono, non ho per ora problemi di salute.
Festeggiato tre giorni fa i dieci anni della seconda vita dopo che nel 2011 mi avevano dato per spacciato. ( ho trovato un super cardiochirurgo che mi ha rimesso in circolazione).
Non capisco tutto l’astio rovesciato sui vecchi che leggo nei commenti.

Hospiton
Hospiton
Risposta al commento di  Bertozzi
8 Febbraio 2021 19:07

Spero non commetta il mio sbaglio e non vada a leggerti i commenti sul sito del FattoQ o repubblica, una vagonata di viscidi individui belli stagionati (e che continuano a prendersela con i giovani, oggi auspicavano altri mesi di dad “altrimenti diffondono la variante inglese”). Qui su CDC per quanto mi riguarda le opinioni degli utenti sono ossigeno, capita di leggere alcuni commenti che non condivido ma niente di trascendentale, la maggioranza mi sembra nauseata quanto noi dall’andazzo (poi ognuno esterna il ribrezzo in modo diverso). Il guaio è che il cittadino medio è più o meno quello che frequenta i siti mainstream ed è lì che leggo roba che fa rabbrividire, cerco di evitarli il più possibile ma ogni tanto ci ricasco (e come dice Giovanni rischio di rovinarmi la salute).

Bertozzi
Bertozzi
Risposta al commento di  Hospiton
9 Febbraio 2021 7:25

No no, almeno quelli me li risparmio, a tutto c’è un limite.

Patrizia Ligabò
Patrizia Ligabò
Risposta al commento di  Bertozzi
7 Febbraio 2021 15:34

No. Ma fa lo stesso .

airperri
airperri
Risposta al commento di  Bertozzi
10 Febbraio 2021 11:18

Grande. Sottoscrivo in pieno. Quei pochissimi anziani che si salvano conservano la loro dignità facendosi da parte mentre dispensano consigli ed aiuti, quando possono. Per il resto solo infami egocentrici attaccati ai loro averi, spesso in maniera ottusa. Miracolati che spesso con la terza media si ritrovano ad avere 3, 4 case.. ”Eh ma noi abbiamo fatto i sacrificiiihh!11!!1”…
Mi fermo qui altrimenti rischio il ban.

ignorans
ignorans
7 Febbraio 2021 11:43

Preferisco una società dove il vecchio non autosufficiente viene ucciso, piuttosto che l’impostazione sentimentale attuale. A cosa conduce l’impostazione sentimentale? a riempire il vecchio di farmaci? A metterlo sotto i ferri? a concedergli il supporto di una badante?
Sono tutte soluzioni “da ricchi”, soluzioni di una società che si crede ricca e non vuole storie, ma… interrompere il flusso della “selezione naturale” si paga. Non si creda di avere soluzioni gratuite….

Roberto Rey
Roberto Rey
Risposta al commento di  ignorans
7 Febbraio 2021 14:45

Ne “Il mondo nuovo” di Huxley i “vecchi” compiuta una certa età (mi pare 60 anni, se ricordo bene) sono portati su una isola e lì lasciati morire. Le piace come soluzione ?
Posso chiederle quanti anni ha ?

giovanni cordioli
giovanni cordioli
Risposta al commento di  Roberto Rey
7 Febbraio 2021 14:49

Beh! …..Se è per questo mi pare che sia gli inuit che gli indiani d’america una volta diventati troppo vecchi si isolassero volontariamente dal loro villaggio andando a morire in solitudine di fame o di freddo.

ignorans
ignorans
Risposta al commento di  Roberto Rey
7 Febbraio 2021 14:59

Preferisco la natura che fa il suo corso. Questo significa che “la società” non si occupa dei vecchi. Non li salva, non li cura, niente, zero.
Abbiamo la natura che fa tutto lei, non capisco perchè dobbiamo intralciare il suo lavoro.

McBane
McBane
Risposta al commento di  Roberto Rey
8 Febbraio 2021 7:07

Non era proprio così… li prelevano intorno ai 60 anni e li ammazzano proprio…

Airperri
Airperri
Risposta al commento di  Roberto Rey
9 Febbraio 2021 17:49

Si, preferisco la visione di Huxley riguardo ai vecchi.

Airperri
Airperri
Risposta al commento di  ignorans
9 Febbraio 2021 17:48

Magari.

MEDIA MAINSTREAM FALSI
MEDIA MAINSTREAM FALSI
7 Febbraio 2021 12:21

La morte è importantissima, la morte è mia amica, La morte serve, la morte mi fa capire tante cose

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  MEDIA MAINSTREAM FALSI
7 Febbraio 2021 15:28

Quando non è causata dalla negligenza (o peggio) di chi dovrebbe curarti, concordo.

gian
gian
8 Febbraio 2021 3:24

L’approssimarsi della morte non è mai così sereno come tanti “romantici” vorrebbero dipingerlo, saggezza significa sapere anche comprendere quel turbamento interno.
È anche per questo che l’uomo cerca di allungare la sua vita, e giustamente, a mio parere, anche per una necessario bisogno di maggior maturità nel genere umano. Tendenzialmente si vorrebbe l’assenza della morte. La tecnoscienza aiuterà in questo senso. Ma ciò diminuirà in modo proporzionale la natalità, fino ad eliminarla qualora raggiunto il suddetto traguardo, questa dinamica è statisticamente provata.
Si può quindi affermare che vi è una sorta di conflittualità di fondo, culturale, di civiltà, tra le generazioni esistenti e le nuove generazioni e quelle a venire. Conflittualità peraltro evidente anche nel fenomeno “pandemia”.

Airperri
Airperri
9 Febbraio 2021 17:44

É evidente che l’autore dell’articolo non ha conosciuto mia nonna e gli altri miei parenti “anziani”: un tripudio di ego giganteschi, deliri di onnipotenza, case immense per viverci da soli, lamentele continue sul nulla, continue accuse reciproche, proprietà affittate per mantenere altre proprietà dove si recano due/tre volte l’anno, cinismo e prepotenze.
Paradossalmente la cosa migliore che può accadere a persone del genere, così piene di attaccamenti, è la morte.