SI CHIAMAVA REDDITO MINIMO GARANTITO E NON PRODUSSE ALTRO RISULTATO CHE UN DISASTRO SOCIALE

SI CHIAMAVA REDDITO MINIMO GARANTITO E NON PRODUSSE ALTRO RISULTATO CHE UN DISASTRO SOCIALE

DI PIETRANGELO BUTTAFUOCO

ilfoglio.it

Per i cosiddetti Cinque stelle, cioè i deputati al seguito di Beppe Grillo, si dovrà procedere ai tagli, e pare che le spese superflue siano quelle che riguardano le Forze armate, dopo di che si dovrà far pagare l’Imu alla chiesa e, infine, procedere a quella che senza dubbio è una pensata tra le più assurde in tema di demagogia: “Seicento euro di reddito minimo a tutti”. Una cosa così ci fu in Sicilia qualche tempo fa. Si chiamava “reddito minimo garantito” e non produsse altro risultato che un disastro sociale. Fu come legare un cadavere a un uomo vivo. Chi aveva un lavoro si licenziava per campare con quello e con la pensione dei nonni. Prendendo quei soldi, poi, qualcun altro, arrotondava con lavoretti in nero facendo così morire ditte, negozi, piccole società e imprese di ogni genere.

Da allora in poi, in quella terra che è sempre fanalino di coda dell’economia nazionale, non s’è vista più luce. Praticamente, la decomposizione. L’assegnazione del Rmg era comunque competenza degli amministratori che se ne avvantaggiavano nell’allargare le clientele. A fine mese, davanti al Banco di Sicilia, si formavano file di simpatici sfaccendati pronte poi a riversarsi nei tanti bar dove consumare birra e gazzosa.

Non potrò mai scordare la faccia del cassiere dell’agenzia di Leonforte quando, trovandosi davanti una bella signora in pelliccia, non ebbe neppure il tempo di chiederle “deve fare un versamento?” che si sentì dire, non senza sorriso: “Sono venuta per il reddito minimo garantito. Mi spetta. E’ mio diritto”.

Pietrangelo Buttafuoco

Fonte: www.ilfoglio.it

Link: http://www.ilfoglio.it/riempitivo/494

9.11.2013

Commenti (83)

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    1. guru2012 13 novembre 2013

      Sì, vabbè.

    1. guru2012 13 novembre 2013

      Concordo con quanto scrivi e comprendo le tue perplessità, ma tutta la faccenda, sempre a mio parere, va inquadrata in un contesto di passaggio da un sistema capitalistico basato sul "consumismo" e ciò che ne consegue, a qualcosa di diverso, dove ogni essere vivente possa trovare la sua dignità. Sarà pure utopistico, ma continuare a spolpare il pianeta come stiamo facendo, mi sembra da stupidi.

    1. pantos 13 novembre 2013

      io lascio questo blog.
      la difesa di truman sull'intervento di buttafuoco è il limite.

      addio. è stato un piacere.

    1. clack 13 novembre 2013

      domenicods.files.wordpress.com/2009/04/8882101711.pdf‎

    1. pantos 13 novembre 2013

      l'italia non è la sicilia?????
      e perchè in veneto o marche o lombardia le tasse la pagano? ma che razza di discorso è?????

    1. pantos 13 novembre 2013

      lei è il titolare di questo alternativissimo blog. e mi da un elenco di wikipedia???????

    1. karson 12 novembre 2013

      quoto in toto!

    1. karson 12 novembre 2013

      infatti... poi questo giornalista prende anche lui i soldi dei contributi che vengono dati ai giornali... oppure lui nn li prende? qui nn l'ha specificato...

    1. karson 12 novembre 2013

      Bravo

    1. karson 12 novembre 2013

      Hai assolutamente ragione! non si capisce perché debbano dare dei soldi a dei giornali che non sarebbero in grado di sopravvivere senza... mentre a famiglie che nn riescono a sopravvivere perché senza lavoro nn vengono trattate allo stesso modo... e nn si può nemmeno dire che lo si fa x tutelare la pluralità dell'informazione... altrimenti bisognerebbe spiegare perché la Gran Bretagna nella classifica della libertà di stampa è molto più avanti di noi pur nn essendoci i contributi pubblici ai giornali.
      quindi come mai ci sono 2 pesi e 2 misure?
      il giornalista che scrive lo prende il sussidio... da parte nostra!
      perché nn ci rinuncia se è coerente?

    1. yago 12 novembre 2013

      Se si desse la possibilità di andare in pensione anticipata con riduzione monetaria , molti non sarebbero costretti a lavorare da vecchi e la cifra equivalente risparmiata potrebbe essere usata per dare un lavoro part time ad un giovane. Non costerebbe nulla ed inserirebbe i giovani nel mondo del lavoro con produttività nettamente superiore a quella di chi è stanco e demotivato. Senza peraltro tener conto che gli anziani hanno scarsa dimestichezza con l'informatica che è invece pane quotidiano per un giovane.

    1. yago 12 novembre 2013

      Se si desse la possibilità di andare in pensione anticipata con riduzione monetaria , molti non sarebbero costretti a lavorare da vecchi e la cifra equivalente risparmiata potrebbe essere usata per
      dare un lavoro part time ad un giovane. Non costerebbe nulla ed inserirebbe i giovani nel mondo del lavoro con produttività nettamente superiore a quella di chi è stanco e demotivato.
      Senza peraltro tener conto che gli anziani hanno scarsa dimestichezza con l'informatica che è invece pane quotidiano per un giovane.

    1. grillone 12 novembre 2013

      hai ragione; in questa società, il reddito di cittadinanza produrrebbe disastri; ma la vera questione è cambiare le nostra società! cioè, vivere in un paese meno ince3ntrato sul lavoro, il consumo, le tasse, le grandi opere, ecc ecc ecc. e cercare invece di creare una società basata su autoproduzione, baratto, sobrietà; in modo da avere piu tempo libero per i nostri cari e per noi stessi

    1. Georgejefferson 12 novembre 2013

      http://temi.repubblica.it/micromega-online/mini-job-welfare-tedesco-e-disinformazione-italiana/

      Anonimo ha scritto

      Nel sistema statistico tedesco risultano occupati quelli che lavorano almeno 15 ore la settimana. Con molti mini job non ci si arriva perciò la Merkel si è inventata la genialata dei lavori di pubblica utilità, pagati una miseria e svolti per un numero di ore tali da arrivare alle famose 15. Così, si è creata un'occupazione puramente statistica.Che la Germania abbia attuato politiche mercantilistiche e abbia contribuito agli squilibri europei è innegabile. Guardarsi quanto sono aumentati gli stipendi rispetto alla produttività in tutta Europa e quanto in Germania.La deflazione salariale è ed è stato il loro cavallo di Troia.

      Vladimiro Giacché ha scritto

      faccio sommessamente notare che consentire alle imprese di pagare i dipendenti 400 euro al mese e coprire con denaro pubblico le spese sociali ecc rappresenta un aiuto di Stato alle imprese stesse, che dovrebbe essere sanzionato. E lo sarebbe, in un'Europa meno strabica e germanocentrica.credo di essere piuttosto preparato sulla realtà tedesca. I mini-job hanno destrutturato il mercato del lavoro e creato qualcosa che in Germania non c'era mai stato: un mercato del lavoro precario, che si affianca all'altro e lo sostiene (nel senso che rende possibili i profitti di cui beneficiano anche i lavoratori a tempo indeterminato delle grandi imprese). In ogni caso non si può minimizzare una realtà che conta 7 milioni di lavoratori (dati di un anno fa pubblicati sullo Spiegel). Queste sono le critiche che muovono alla Germania i sindacati tedeschi e centri studi molto seri come l'IMK (Hans Böckler Stiftung). In ogni caso il dato che non può essere smentito è che la crescita della produttività in Germania di questi ultimi 10-15 anni non è stata ripartita se non in misura minima sui salari. E quindi la Germania di fatto ha praticato una politica di deflazione salariale. La cosa può non piacere ma le cose stanno precisamente così.

      Federico Salari ha scritto

      Dai commenti non capisco se Bagnai scrive cavolate come dice Perazzoli oppure no.Io propendo a dare ragione a quest'ultimo, poichè ho avuto dimostrazione diretta dellla spocchia di Bagnai, che si è messo da solo su di un piedistallo e rifiuta confronti con chi vuole semplicemente capire come stanno le cose. Se qualcuno ha elementi e dati certi per contestare la tesi di Perazzoli - e cioè che che stabilire quanto si guadagna con un mini job occorre aggiungere al salario le provvidenze dello stato sociale tedesco ( affitto, cure mediche etc., salario minimo) - lo dica direttamente, senza fare riferimento ad altri siti informatici. Grazie.Bagnai sostiene, senza dare adeguata dimostrazione, che molti dei guai nei quali si dibatte la nostra economia dipendono dalla Germania, che ha un surplus di esportazioni verso gli stati del sud, Italia compresa e che, per aiutare questi ultimi dovrebbe stimolare la domanda interna. A me questa affermazione non mi convince e non mi paice, primo perchè se questo fosse il problema agli stati del sud basterebbe diminuire le importazioni dalla Germania; secondo perchè nessuno mi ha ancora spiegato in modo convincente per quale motivo i cittadini tedeschi, per aiutare noi, dovrebbero trasformarsi da risparmiatori quali sono in consumatori dei beni prodotti dalle imprese tedesche. Che titolo abbiamo noi italiani per chiedere ai tedeschi una così rilevante modifica del loro modo di vivere ? Buon Anno a tutti.

      Marco Cattaneo ha scritto

      Non è questione di avere titolo per chiedere qualcosa ai tedeschi. Il problema è la moneta unica. Il paese più competitivo accumula eccedenze commerciali e invece di avere una moneta che si rivaluta, il che spinge a maggiori consumi interni, miglior tenore di vita dei suoi cittadini e maggiori importazioni (quindi traino delle economie dei vicini) li ricicla in crediti finanziari che oltre certi limiti diventano inesigibili. Giustamente Keynes a Bretton Woods spiegò (non sufficientemente ascoltato) che gli sbilanci commerciali devono essere riequilibrati tramite azioni DAI DUE LATI, non solo da quello del paese in deficit. Questa è una verità economica, anzi ragionieristica, che i vari Merkel, Monti, Unione Europea ecc. si ostinano a non capire.

      Carmine Nucho Nobile ha scritto

      Infatti è quello che dicono chi vede nella moneta unica il problema dei paesi periferici,cioè prima di tutto abbattere il vincolo del cambio fisso che obbliga i paesi con economie più deboli a fare politiche economiche deflattive,e a scaricare sul salario l'aggiustamento degli squilibri della bilancia dei pagamenti.Chi si affanna a chiedere ai Tedeschi di riequilibrare sono i sinistri europeisti italiani(come l'autore di questo articolo),che per costringerci ad accettare politiche di destra ci spacciano il sogno della grande Germania ricca e virtuosa.

    1. Georgejefferson 12 novembre 2013

      http://temi.repubblica.it/micromega-online/mini-job-welfare-tedesco-e-disinformazione-italiana/

      Anonimo ha scritto

      Nel sistema statistico tedesco risultano occupati quelli che lavorano almeno 15 ore la settimana. Con molti mini job non ci si arriva perciò la Merkel si è inventata la genialata dei lavori di pubblica utilità, pagati una miseria e svolti per un numero di ore tali da arrivare alle famose 15. Così, si è creata un'occupazione puramente statistica.Che la Germania abbia attuato politiche mercantilistiche e abbia contribuito agli squilibri europei è innegabile. Guardarsi quanto sono aumentati gli stipendi rispetto alla produttività in tutta Europa e quanto in Germania.La deflazione salariale è ed è stato il loro cavallo di Troia.

      Vladimiro Giacché ha scritto

      faccio sommessamente notare che consentire alle imprese di pagare i dipendenti 400 euro al mese e coprire con denaro pubblico le spese sociali ecc rappresenta un aiuto di Stato alle imprese stesse, che dovrebbe essere sanzionato. E lo sarebbe, in un'Europa meno strabica e germanocentrica.credo di essere piuttosto preparato sulla realtà tedesca. I mini-job hanno destrutturato il mercato del lavoro e creato qualcosa che in Germania non c'era mai stato: un mercato del lavoro precario, che si affianca all'altro e lo sostiene (nel senso che rende possibili i profitti di cui beneficiano anche i lavoratori a tempo indeterminato delle grandi imprese). In ogni caso non si può minimizzare una realtà che conta 7 milioni di lavoratori (dati di un anno fa pubblicati sullo Spiegel). Queste sono le critiche che muovono alla Germania i sindacati tedeschi e centri studi molto seri come l'IMK (Hans Böckler Stiftung). In ogni caso il dato che non può essere smentito è che la crescita della produttività in Germania di questi ultimi 10-15 anni non è stata ripartita se non in misura minima sui salari. E quindi la Germania di fatto ha praticato una politica di deflazione salariale. La cosa può non piacere ma le cose stanno precisamente così.

      Federico Salari ha scritto

      Dai commenti non capisco se Bagnai scrive cavolate come dice Perazzoli oppure no.Io propendo a dare ragione a quest'ultimo, poichè ho avuto dimostrazione diretta dellla spocchia di Bagnai, che si è messo da solo su di un piedistallo e rifiuta confronti con chi vuole semplicemente capire come stanno le cose. Se qualcuno ha elementi e dati certi per contestare la tesi di Perazzoli - e cioè che che stabilire quanto si guadagna con un mini job occorre aggiungere al salario le provvidenze dello stato sociale tedesco ( affitto, cure mediche etc., salario minimo) - lo dica direttamente, senza fare riferimento ad altri siti informatici. Grazie.Bagnai sostiene, senza dare adeguata dimostrazione, che molti dei guai nei quali si dibatte la nostra economia dipendono dalla Germania, che ha un surplus di esportazioni verso gli stati del sud, Italia compresa e che, per aiutare questi ultimi dovrebbe stimolare la domanda interna. A me questa affermazione non mi convince e non mi paice, primo perchè se questo fosse il problema agli stati del sud basterebbe diminuire le importazioni dalla Germania; secondo perchè nessuno mi ha ancora spiegato in modo convincente per quale motivo i cittadini tedeschi, per aiutare noi, dovrebbero trasformarsi da risparmiatori quali sono in consumatori dei beni prodotti dalle imprese tedesche. Che titolo abbiamo noi italiani per chiedere ai tedeschi una così rilevante modifica del loro modo di vivere ? Buon Anno a tutti. Federico Salari

      Marco Cattaneo ha scritto

      Non è questione di avere titolo per chiedere qualcosa ai tedeschi. Il problema è la moneta unica. Il paese più competitivo accumula eccedenze commerciali e invece di avere una moneta che si rivaluta, il che spinge a maggiori consumi interni, miglior tenore di vita dei suoi cittadini e maggiori importazioni (quindi traino delle economie dei vicini) li ricicla in crediti finanziari che oltre certi limiti diventano inesigibili. Giustamente Keynes a Bretton Woods spiegò (non sufficientemente ascoltato) che gli sbilanci commerciali devono essere riequilibrati tramite azioni DAI DUE LATI, non solo da quello del paese in deficit. Questa è una verità economica, anzi ragionieristica, che i vari Merkel, Monti, Unione Europea ecc. si ostinano a non capire.

      Carmine Nucho Nobile ha scritto

      Infatti è quello che dicono chi vede nella moneta unica il problema dei paesi periferici,cioè prima di tutto abbattere il vincolo del cambio fisso che obbliga i paesi con economie più deboli a fare politiche economiche deflattive,e a scaricare sul salario l'aggiustamento degli squilibri della bilancia dei pagamenti.Chi si affanna a chiedere ai Tedeschi di riequilibrare sono i sinistri europeisti italiani(come l'autore di questo articolo),che per costringerci ad accettare politiche di destra ci spacciano il sogno della grande Germania ricca e virtuosa.

    1. Mattanza 12 novembre 2013

      E' il tuo un commento calzante,ma penso io a volte forse con troppo ottimismo:Se sono costretti a dare a un 40% (che non lavora)il reddito minimo,per renderli parassiti e cmnq asserviti al sistema...come sono messi?Alla frutta no?

    1. A-Zero 12 novembre 2013

      Faccio notare che lo stato sociale delel democrazie europee, in particolare quelle nordiche, si è basato anche sulla possibilità di accedere al sistema coloniale di approvvigionamento delle risorse da posizioni privilegiate. Storicamente hanno scaricato fuori il conflitto di classe.

    1. A-Zero 12 novembre 2013

      Annch'io sono contrario al reddito minimo garantito. Certo mi farebbe comodo, tanto quanto la morfina in caso di canro allo stomaco. Però ti lega ancora di più allo stato, al potere, alla politica a questo sistema economico. Moralmente è una cosa schifosa, anche se comoda e per certi versi utile. malgrado la miseria lega al potere, crea ulteriore spossesamento (il quale è alal base di ulteriore sfruttamento e prostituzione), almeno però la miseria lascia aperta la porta alla rottura rivoluzionaria, alla sommossa, al'insurrezione contro tutto il mondo del dominio di cui fanno parte i suoi manutengoli alla Buttafuoco. Mentre il reddito garantito addormenta tutti e tutto.

      Perciò No al salario garantito, Si all'esproprio proeltario delle signore impellicciate.

    1. ilsanto 12 novembre 2013

      E' giusto che tutti possano dire la loro anche buttafuoco che apprendo essere un ex MSI. Quello che mi fà specie è che è perfettamente in sintonia con FASSINA del PD. Ora a prescindere dall'aspetto umano che MAI dovrebbe essere dimenticato, anche l'aspetto sociale del discorso è una stupidaggine vi invito a leggere il commento di truman che riporta il discorso di un Olandese in merito non avendo molto da aggiungere.
      Penso solo che l'economista del PD non può dire che non ci sono i soldi ridicolizzando M5S no non quando si spendono 12 MLD x gli F35, no quando dal 1956 stiamo aspettando che si chiudano gli enti inutili che una stima prudenziale indica ad un costo di 10 MLD/anno, no quando la corte dei conti indica in 60 MLD/anno le tangenti pagate, no quando solo limitando a 3000 euro/mese le pensioni d'oro ( frutto di leggi ad hoc ) si risparmierebbero 11 MLD/anno, no quando esiste un senato che non ha più senso, no finchè ci sono più auto blu che negli USA, no finchè ci sono comuni sotto i 10.000 abitanti, no finchè ci sono 7200 partecipate statali con altretanti consigli di amministrazione, no finchè tutti gli acquisti non passeranno per la centrale acquisti anzichè alimentare ovvie corrutele, no finchè la burocrazia soffocante distrugge il tessuto produttivo. Per concludere se il PD va a braccetto col MSI in che paesi viviamo ?

    1. Georgejefferson 12 novembre 2013

      Mmm,insomma,il paradiso liberista.Ma tante cose non quadrano.I proprietari di casa sono una minoranza,i "meritevoli" diciamo.Poi mi piacerebbe sapere come starebbero le cose in mancanza di svalutazione che l'euro da ai paesi "core".Poi mi piacerebbe sapere come mai all'Italia brutta e corporativa del lavoro nero si "consiglia" il RdC da una parte,e la si "obbliga" a non sforare parametri ideologici di isteria da deficit,gli si toglie quel poco di sovranita' che aveva per inseguire "il libero commercio",ma si tace sul crescere geometrico degli interessi che accentrano sempre piu ricchezze in mano a pochi privati,pero "meritevoli".Si chiudono 3 occhi nei parametri ad altri messi come noi,e si drizzano le orecchie quando si sussurra che cosi non si va avanti.Il lavoro nero brutto in Italia,ma legalizzato (istituzionalizzato come disse BiniSmaghi) e bello in Germania.La corruzione "corporativa" brutta nostra,ma bella quella estera,specie quando non ne sai nulla dai media perche non la mostrano.L'evasione piccola brutta,ma bella quella grande perche "istituzionalizzata"(vedi colossi Google/Bosch/Microsoft)...Insomma,non quadra molto la retorica.Specia per l'Italia.Il grande e' bello e' il dogma del nuovo millennio,piu grande e',piu si allontana la pressione popolare di lotta di classe.E l'Italia,brutta e cattiva,e' ancora la 4 manufatturiera al mondo,nonostante tutto quello che ci hanno fatto,fatta di circa 4.500.000 di micro aziende piccole e medie.Una spina nel fianco,per le grandi distribuzioni,e un modello da diatruggere.Come da ultima ordinanza dei Savi.

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