SI CHIAMAVA REDDITO MINIMO GARANTITO E NON PRODUSSE ALTRO RISULTATO CHE UN DISASTRO SOCIALE

SI CHIAMAVA REDDITO MINIMO GARANTITO E NON PRODUSSE ALTRO RISULTATO CHE UN DISASTRO SOCIALE

DI PIETRANGELO BUTTAFUOCO

ilfoglio.it

Per i cosiddetti Cinque stelle, cioè i deputati al seguito di Beppe Grillo, si dovrà procedere ai tagli, e pare che le spese superflue siano quelle che riguardano le Forze armate, dopo di che si dovrà far pagare l’Imu alla chiesa e, infine, procedere a quella che senza dubbio è una pensata tra le più assurde in tema di demagogia: “Seicento euro di reddito minimo a tutti”. Una cosa così ci fu in Sicilia qualche tempo fa. Si chiamava “reddito minimo garantito” e non produsse altro risultato che un disastro sociale. Fu come legare un cadavere a un uomo vivo. Chi aveva un lavoro si licenziava per campare con quello e con la pensione dei nonni. Prendendo quei soldi, poi, qualcun altro, arrotondava con lavoretti in nero facendo così morire ditte, negozi, piccole società e imprese di ogni genere.

Da allora in poi, in quella terra che è sempre fanalino di coda dell’economia nazionale, non s’è vista più luce. Praticamente, la decomposizione. L’assegnazione del Rmg era comunque competenza degli amministratori che se ne avvantaggiavano nell’allargare le clientele. A fine mese, davanti al Banco di Sicilia, si formavano file di simpatici sfaccendati pronte poi a riversarsi nei tanti bar dove consumare birra e gazzosa.

Non potrò mai scordare la faccia del cassiere dell’agenzia di Leonforte quando, trovandosi davanti una bella signora in pelliccia, non ebbe neppure il tempo di chiederle “deve fare un versamento?” che si sentì dire, non senza sorriso: “Sono venuta per il reddito minimo garantito. Mi spetta. E’ mio diritto”.

Pietrangelo Buttafuoco

Fonte: www.ilfoglio.it

Link: http://www.ilfoglio.it/riempitivo/494

9.11.2013

Commenti (83)

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    1. BIGIGO 12 novembre 2013

      semplice e chiaro, grazie

    1. BIGIGO 12 novembre 2013

      Se i bravi sono quelli che lavorano di + allora io non lo sono.
      Ritengo il lavoro una schiavitù, a maggior ragione oggi che le macchine fanno gran parte del lavoro degli uomini. Per questo lavoro il meno possibile, quanto basta alla sopravvivenza, perche credo che la ricchezza sia nel tempo che hai a disposizione per prenderti cura di te.

      Per questo sono d'accordo con tutto quello che hai scritto ed aggiungo anche che la eredità dei beni non dovrebbe esistere se non in minima parte ma per gran parte dovrebbe essere redistribuita a tutti in modo che alla nascita tutti abbiano le stesse possibilità (un terreno, una casa, ecc. GARANTITI)

      Rimango però dubbioso sul reddito garantito perchè temo che possa diventare uno strumento per alienare gran parte della società al volere di pochi, per dipendenza. Dato che la mancanza di lavoro dipende in gran parte dal fatto che oggi, rispetto a 40 anni fà, le macchine fanno gran parte del lavoro, sarebbe più dignitoso garantire il lavoro a tutti riducendolo a 4 ore al giorno a stipendio pieno, invece che far lavorare il 60% a ritmi insostenibili per mantenere un 40% a reddito minimo. Il rischio è che il 40% mantenuto diventi un bacino di sudditi a comando.
      In sostanza il rischio è quello di veder consolidare una società divisa fra chi lavora e chi percepisce il reddito garantito, questa divisione sarebbe totale negli intenressi fra le 2 parti e ci ritroveremo vittime del solito Dividi et impera che i potenti usano ormai senza che ne riusciamo a difenderci.

    1. ilsanto 12 novembre 2013

      Per me un cittadino deve avere il diritto a mangiare così come come c'è il diritto alla salute anzi a maggior ragione visto che se non mangi è difficile che ti conservi in salute o no ? ed allora a chi vigliaccamente nega il diritto di mangiare a chi è disoccupato chiedo se pensa che sia anche da eliminare la sanità pubblica e lasciarli morire sotto un ponte tanto sono solo dei lazzaroni improduttivi, che Dio ci aiuti.

    1. BIGIGO 12 novembre 2013

      Ti ringrazio per la schiettezza, è una di quelle Qualità carente oggi nelle persone.

      Non faccio nessuna questione morale e nessun giudizio, anzi, ritengo che ad ogni persona debba essere data la possibilità di sopravvivere ed anche che dovrebbe esserci una REALE pari opportunità fra le persone che vengono al mondo.

      Perciò trovo persino assurdo che esista l'eredità di parentela per cui la prima grande disparità nasce dal fatto che alcuni hanno la fortuna di nascere da ricche famiglie mentre altri da povere ed indigenti, sono dell'idea che una buona parte della eredità dovrebbe essere redistribuita a tutti i nuovi nati.

      Quello che mi preoccupa del reddito minimo garantito l'ho scritto in diversi post successivi, ed in sintesi è la dipendenza che crea verso il potere che lo eroga. Ad esempio se il 30% della nazione riceve tale reddito e se veniamo messi di fronte al fatto che per poter mantenere questo reddito dobbiamo entrare in un meccanismo economico sconveniente alla nazione oppure in un nuovo ordine mondiale, come pensi che voterebbe quel 30% ???
      Capisco il "soccorso" e l'emergenza di cui parli, vivo anche io quì, ma so anche che chi ci domina si muove per progetti a medio lungo termine e il reddito minimo potrebbe essere un tassello per modificare l'assetto delle società in modo da renderle servili alle prossime grandi scelte.
      Non sono contro a priori al reddito garantito ma ritengo che possa cambiare sostanzialmente la società in cui viviamo, quindi pensiamoci.

    1. vraie 12 novembre 2013

      Buttafuoco ha solo dimenticato di precisare che il RMG è l'unico responsabile della nascita di tutto il sistema mafioso

    1. Primadellesabbie 12 novembre 2013

      NerOscuro, per dare seguito al tuo suggerimento sarebbe molto adatta una "storia della medicina", centrata sul periodo della rivoluzione industriale, ma temo che non ne abbiano tradotte.

      D'altronde se uno non vede é tutto inutile. Solo non capisco perché non abbiano mai sentito il bisogno, anche morale, di andare in un posto tutto per loro. Invece, quando i Padri Pellegrini e tutte le altre ondate di fuggiaschi sognatori sono andate nei nuovi mondi, si sono precipitati al seguito e non si sono dati pace finché non hanno combinato una bella guerra, detta, molto impropriamente Civile, per dare un taglio a qualsiasi ulteriore sogno.

    1. RicardoDenner 12 novembre 2013

      Ma quale reddito garantito..con gli affitti alle stelle il reddito va tutto a pagarsi l'alloggio e siamo alla fame più totale..

      Ci vuole le casa garantita a buon prezzo..e part time obbligatorio per tutti..
      Così tutti hanno un lavoro..si può vivere senza scialare e quindi siamo in linea con lo sviluppo sostenibile e in più avremo tempo libero da dedicare ai corsi di samba .. di pesca alla mosca..o di filosofia indù..
      Insomma..la soluzione è facile..basta ridurre l'avidità di qualcuno per sistemare tutti..

    1. Truman 12 novembre 2013

      (Sostituisco post non formattato di Eshin)

      Reddito di cittadinanza, il modello sociale europeo che l’Italia ignora


      di Giovanni Perazzoli

      La trasmissione [www.serviziopubblico.it] sullo stato sociale di Michele Santoro è stata un’altra occasione persa per parlare dello stato sociale.
      Per me che vivo in Olanda appare assolutamente incomprensibile che non si ponga in Italia alcuna attenzione ai sussidi di disoccupazione europei.

      I giornali parlano di un “modello tedesco” che è frutto più di fantasia che di realtà. Tanto più, allora, perché non informare l’opinione pubblica italiana che in Germania (come in tutta Europa) non sono, attenzione, coloro che sono stati licenziati ad avere dallo stato l’affitto dell’alloggio e un sussidio illimitato, ma tutte le persone maggiorenni disoccupate, indipendentemente dal fatto che abbiamo o meno mai lavorato? Il sussidio termina, in mancanza di un’occupazione, con la pensione. Non è assolutamente vero quello che scrivono i giornali italiani che sia a tempo determinato. Confondono per ignoranza o in modo intenzionale l’indennità di disoccupazione e il sussidio di disoccupazione.

      Come si fa a ignorare in Italia un aspetto così importante della vita di ogni cittadino europeo? Non me ne capacito. In Italia non si sa neanche che chi in Europa (Francia, Germania, Gran Bretagna e non solo Danimarca, Svezia…) non guadagna abbastanza ottiene un’integrazione del reddito, e anche chi lavora part time ottiene un’integrazione del reddito. Poi si scopre che in Italia il reddito medio è da miseria. E tutti si sorprendono. Ma veramente in Italia si ignora l’abc dello stato sociale? Mi pare strano da credere.

      L’esistenza di quello che di fatto è un reddito di cittadinanza in Europa spiega molte cose che in Italia vengono riproposte, lasciatemi dire, in modo del tutto assurdo. Spiega la flessibilità europea (peraltro di gran lunga minore che in Italia), spiega l’assenza di lavoro nero, spiega l’assenza delle massicce raccomandazioni, spiega anche il fatto che le persone competenti occupino in genere il posto che compete loro (mentre così non è in Italia). Non capisco perché nonostante l'Europa raccomandi dal lontano 1992 all’Italia di introdurre un reddito di cittadinanza questo non succede neanche con la crisi. E soprattutto è incomprensibile che a sinistra nessuno ne parli chiaramente. A chi giova? Evidentemente a qualcuno gioverà.

      Certo non giova agli operai che si danno fuoco, alle famiglie che resteranno senza un reddito, e senza una casa di cui Santoro mostra ogni volta il dramma. Ma senza mostrare le soluzioni che in altri paesi hanno adottato da decenni, la denuncia mi pare parziale e anche un po’ ambigua. Non mi pare che sia uno scoop scoprire quello che per diversi milioni di persone è assolutamente normale. La Francia è stata l'ultimo paese in Europa ad adottare una forma di sussidio che di fatto è un reddito di cittadinanza ben venti anni fa. La rivista “Esprit” dedicò un numero speciale all'evento. Possibile che in Italia nessuno ne sappia nulla?

      Le persone giudicano per paragoni e confronti. Se il confronto con gli altri paesi viene loro negato non ci si può lamentare che non cambi nulla. La primavera araba è iniziata con la possibilità di guardare con la televisione e con internet fuori del recinto nazionale. Lo stesso avvenne nei paesi dell’Est.

      Forse non si vuole la democrazia europea e si guarda ad altro? In ogni caso, per scegliere bisognerebbe conoscere. Sapere che un’altra società non solo è possibile, ma già esiste da diversi decenni, impegnerebbe diversamente le forze politiche, e i sindacati. Questo sarebbe "rivoluzionario", e sarebbe europeo. L'unico che in Italia sta ponendo con coerenza il problema del reddito di cittadinanza sul modello europeo è Maurizio Landini; temo però sia un outsider, una scheggia impazzita del sistema.

      Ichino ha detto in trasmissione che l’indennità di disoccupazione che vorrebbe introdurre il governo Monti è di qualche mese più lunga dell’indennità di disoccupazione tedesca (12 o 18 mesi). Ma non ha spiegato bene (anche perché nessuno glielo ha chiesto) che dopo l’indennità di disoccupazione in Germania (e in tutta Europa) c’è un altro sussidio, meno “ricco”, per modo dire, ma che è illimitato (ovvero limitato solo dalla pensione e, ovviamente, da una nuova eventuale occupazione) e che copre anche l’affitto dell’alloggio. Vi pare poca cosa? Vi sembra un dettaglio trascurabile? Una donna sola e disoccupata con figli ha in Germania dallo stato più di 1800 euro mensili. Non mi fermo qui sulle cifre e sulla tipologia dei benefici che hanno le persone che non lavorano nei paesi europei e in particolare in Germania: l’ho fatto nel numero in uscita su MicroMega.

      Io mi chiedo sgomento: come è possibile dedicare un’intera trasmissione sullo stato sociale, far iniziare la Fornero con la sua proposta di riforma degli "ammortizzatori sociali", e non parlare dei sussidi di disoccupazione che esistono in Europa? Possibile che nessuno ritenga importante ricordare che è dal 1992 che l’Europa raccomanda all’Italia di adottare il reddito di cittadinanza? Possibile che nessuno abbia notato che anche nella famosa lettera della Bce (sic!) si rinnova al governo italiano l’invito a introdurre i sussidi di disoccupazione sul modello europeo e che la stessa cosa viene ripetuta nelle famose domande di chiarimento dell’Europa?

      Una breve ricerca su internet: ecco una parte del testo della raccomandazione 92/441 CEE pubblicato anche sulla Gazzetta ufficiale. Leggo:

      Ogni lavoratore della Comunità europea ha diritto ad una protezione sociale adeguata e deve beneficiare, a prescindere dal regime e dalla dimensione dell'impresa in cui lavora, di prestazioni di sicurezza sociale ad un livello sufficiente.
      Le persone escluse dal mercato del lavoro, o perché non hanno potuto accedervi o perché non hanno potuto reinserirvisi, e che sono prive di mezzi di sostentamento devono poter beneficiare di prestazioni e di risorse sufficienti adeguate alla loro situazione personale.


      Poi leggo:

      (12) … il Parlamento europeo, nella sua risoluzione concernente la lotta contro la povertà nella Comunità europea (5), ha auspicato l'introduzione in tutti gli Stati membri di un reddito minimo garantito, inteso quale fattore d'inserimento nella società dei cittadini più poveri;

      O anche

      il Comitato economico e sociale, nel suo parere del 12 luglio 1989 in merito alla povertà (6), ha anch'esso raccomandato l'introduzione di un minimo sociale, concepito ad un tempo come rete di sicurezza per i poveri e strumento del loro reinserimento sociale

      E dunque l’Europa raccomanda a tutti gli stati membri:

      di riconoscere, nell'ambito d'un dispositivo globale e coerente di lotta all'emarginazione sociale, il diritto fondamentale della persona a risorse e a prestazioni sufficienti per vivere conformemente alla dignità umana e di adeguare di conseguenza, se e per quanto occorra, i propri sistemi di protezione sociale ai principi e agli orientamenti esposti in appresso.

      E questo significa che al reddito minimo garantito si può avere accesso

      senza limiti di durata, purché il titolare resti in possesso dei requisiti prescritti e nell'intesa che, in concreto, il diritto può essere previsto per periodi limitati, ma rinnovabili

      ( http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:31992H0441:IT:HTML [eur-lex.europa.eu])

      In tutti i Paesi dell’Europa questo è realtà. Non in Italia, in Grecia e in Ungheria.

      Possibile che nessuno abbia capito che quello che manca in Italia è quella sicurezza economica che viene dalla rete dei sussidi che permette alle persone di cambiare lavoro con relativa tranquilli
      tà soprattutto da giovani? Un mio giovane amico olandese ha fatto un’infinità di mestieri; è stato, tra le altre cose, maestro di sci, ha aperto una scuola di windsurf, ha aperto un Hotel, poi lo ha chiuso e aperto una ditta di costruzioni. È questo che si chiama “flessibilità”, non la macelleria sociale che hanno in mente in Italia destra e sinistra.

      Possibile che non si capisca il significato di apertura del mercato e della protezione sociale? Non significa licenziare in massa la gente, significa fare in modo che i giovani possano sperimentare le loro possibilità e le loro idee in un mercato aperto e non controllato dalla corporazioni e dalle varie rendite (vera potenza italiana). È per questo che l’Europa chiede le liberalizzazioni, non certo per perseguitare i tassisti (una delle cose, non so se più ridicole o drammatiche, è stata la farsa sui tassisti, come se da loro dipendesse lo spread. Magari si voleva solo alzare un gran polverone e mandare tutto il resto in caciara?).

      Liberalizzare significa aprire l’accesso alle professioni senza doversi fare un tessera di partito, pagare tangenti, essere parte di un sistema di potere, di una lobby famigliare, politica, religiosa ecc. Significa che in Italia uno che vuole fare il giornalista o il notaio non debba essere figlio di un giornalista o di un notaio, significa che se vuole aprire un negozio si viene aiutati (come avviene in tutta Europa) e non ostacolati. È così difficile da capire? Aprire il mercato significa andare un po’ a vedere come si fa carriera nella televisione di stato, alla Rai. Significa andare a vedere quanti sono i figli di papà dentro le università. Magari dei papà “riformisti”. Ma veramente nessuno capisce che una cosa è la precarietà con la certezza del reddito e dell’alloggio, e un’altra è la precarietà con il niente?
      Ho capito che il reddito minimo garantito è come un punto archimedeo: sembra piccolo, ma in realtà è il punto d’appoggio di due concezioni della società completamente diverse.



      http://temi.repubblica.it/micromega-online/reddito-di-cittadinanza-il-modello-sociale-europeo-che-l%E2%80%99italia-ignora/

    1. Truman 12 novembre 2013

      Elenco aggiornato (solo Comunità europea, oltre 500 milioni di abitanti, la Norvegia è fuori):



      * Austria,

      * Belgio,

      Bulgaria,

      Cipro,

      Croazia,

      Danimarca,

      Estonia,

      * Finlandia,

      * Francia,

      * Germania,

      Grecia,

      * Irlanda,

      Italia,

      Lettonia,

      Lituania,

      * Lussemburgo,

      Malta,

      * Paesi Bassi,

      Polonia,

      Portogallo,

      * Regno Unito,

      Rep. Ceca,

      Romania,

      Slovacchia,

      Slovenia,

      Spagna,

      *Svezia.

      Ungheria

    1. NerOscuro 12 novembre 2013

      Da quell'elenco manca la Norvegia e c'è da aggiungere la Svezia, la Finlandia e l'Irlanda.
      http://www.ilpost.it/2013/03/10/reddito-minimo-garantito-reddito-di-cittadinanza/
      http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-reddito-minimo-garantito-tutto-quello-che-non-si-e-mai-detto/
      Anche senza di questi Paesi, con Germania, Francia e Gran Bretagna hai 260milioni di persone coperte da questa forma di sostegno minimo. Ma vuoi mettere Cipro, Bulgaria, Lituania, Rep. Ceca, Romania, Croazia messi insieme? Non scherziamo.

    1. yiliek 12 novembre 2013

      Di lavoro dello schiavo non manca, oggi viene anche retribuito

    1. NerOscuro 12 novembre 2013

      La rivoluzione industriale è stata fatta dalle macchine, così come quella verde, cioè dalle scoperte tecnologiche e scientifiche che hanno sostenuto quell'aumento di produttività. Lo spirito capitalistico non ha inventato quelle macchine e non ha nulla a che vedere con il miglioramento delle condizioni di vita, anzi. Leggiti Dickens e i suoi scritti sulla appena nata rivoluzione industriale e del suo impatto sulla Londra dei tempi per farti un'idea delle condizioni di vita e lavorative della gente.

    1. paolodegregorio 12 novembre 2013

      C'era bisogno di porre in vetrina questa opinione, mentre articoli interessanti trovano spazio solo nel forum?
      Quanto alla necessità di un reddito di CITTADINANZA vedremo in futuro quanto diventerà fondamentale per la sopravvivenza di milioni di persone, perchè anche se l'economia supererà la crisi attuale ciò non avrà effetti sulla occupazione se non minimi, il lavoro delocalizzato, effetto della globalizzazione, non tornerà indietro.

    1. giop 12 novembre 2013

      Il reddito di cittadinanza è una misura tampone, una soluzione di emergenza.

      Il finanziamento pubblico all'editoria invece è come il diamante, per sempre, VERO BUTTAFUOCO?

    1. guru2012 12 novembre 2013

      Per come la vedo io, il reddito di cittadinanza non deve essere un "aiuto" ai bisognosi, ma un diritto acquisito alla nascita. Leggo troppi commenti di gente che non si è ancora accorta dei cambiamenti avvenuti nella società e parla di lavoro come di un valore in sé. Da che mondo è mondo il LAVORO è stata l'arma di sfruttamento dei popoli in mano ai potenti di turno e la vera sfida, oggi, è quella di affrancarsi dal lavoro per acquisire il diritto alla "vita" indipendentemente dalle capacità produttive di ognuno. Poi quelli bravi, come Bigico, potranno fare tutti i lavori che vogliono per avere accesso a BENI che il solo reddito di cittadinanza non potrebbe garantire.

    1. AlbertoConti 12 novembre 2013

      ...demagogia: “Seicento euro di reddito minimo a tutti”. Certo, è la demagogia del dare notizie false (e ovviamente tendenziose), e come si vede nei primi commenti funziona sempre! Tanto per cominciare nella proposta M5S viene definita soglia di povertà quella cifra per una famiglia individuale, che scende a 500 € per una famiglia di due persone, a 443 € con tre persone, 407 con quattro componenti, 380 € con 5 in famiglia, ecc. E il famoso reddito è solo a copertura della differenza di reddito medio del nucleo familiare rispetto a tali cifre. La copertura del progetto è ben poca cosa, ad es. se paragonata alla proposta renziana di mettere 100 € in più in busta paga a tutti i lavoratori riducendo il cuneo fiscale. Ma soprattutto sono soldi spesi bene, che si traducono immediatamente in consumi rientrando in circolo con funzione antirecessiva, a differenza del rigor-mortis montiano e lettiano. E' incredibile come si ragioni facilmente col c..o al posto della testa ogni volta che si parla di dignità umana e rilancio del Paese. Certo i furbi tenteranno di approfittarne, ragione e occasione in più per intervenire sull'evasione fiscale.

    1. Truman 12 novembre 2013

      Dice pantos "il reddito di cittadinanza esiste in quasi tutta europa".



      Per esercizio ho preso l'elenco degli stati della Comunità europea, sono 28, dice wikipedia, ed ho segnato con un asterisco quelli segnalati da Aloisio: http://www.globalproject.info/public/resources/pdf/mappa_europea_reddito.pdf.

      * Austria,

      * Belgio,

      Bulgaria,

      Cipro,

      Croazia,

      Danimarca,

      Estonia,

      Finlandia,

      * Francia,

      * Germania,

      Grecia,

      Irlanda,

      Italia,

      Lettonia,

      Lituania,

      * Lussemburgo,

      Malta,

      * Paesi Bassi,

      Polonia,

      Portogallo,

      * Regno Unito,

      Rep. Ceca,

      Romania,

      Slovacchia,

      Slovenia,

      Spagna,

      Svezia.

      Ungheria



      A me vengono 7 con l'asterisco e 21 senza, ma lascio l'elenco a disposizione dei lettori.

    1. pantos 12 novembre 2013

      peccato che proprio Bagnai, uno dei più importanti economisti europei, abbia proprio detto il contrario. il reddito di cittadinanza esiste in quasi tutta europa.
      così quando la finiremo di scrivere stronzate a spese dello stato, il fascistissimo buttafango potrà emigrare e continuare a fare il peso per la società all'estero, se lo fanno entrare.

      è normale che il rmg debba essere regolamentato altrimenti si finisce come in venezuela con uomini che spariscono il giovedi sera e ricompaiono il martedi mattina, dopo giorni di sollazzo e bevazzo.

      ad esempio, se si rifiutano fino a 2 lavori offerti tramite collocamento il rmg cessa.

    1. Primadellesabbie 12 novembre 2013

      Un argomento per volta. Il femminismo alla prossima puntata.


      Qui si tratta di un singolare provvedimento di "soccorso", in quanto si tratta di restituire a chi si é trovato scoperto, una parte di ciò che gli spetta nel quadro del progetto generale.

      Qualsiasi valutazione a riguardo di meriti, mancanza di buona volontà, pellicce, e altre prodotti di indagine moralistica costituisce esercizio di futilità. Ogni comunità umana é costituita da quote di ogni tipo di tendenza, e deve scegliere se prendersi la responsabilità di sopprimere quelle che ad alcuni non piacciono o semplicemente tenerne conto e chiuderla lì.

      Se la tendenza prevalente risulta essere di fuga dal lavoro, la soluzione si deve cercare nel rendere il lavoro appagante, non nell'affamare le persone per costringerle a lavorare.

      Lo sfruttamento dell'essere umano (istruito, mediamente istruito o completamente impreparato) é condannato da tutte le tradizioni che ci appartengono. Se, in deroga a questo principio, con qualche equilibrismo dottrinario e conciliare, si é costruita la situazione in cui viviamo nessuno ha titolo per affermare principi insostenibili ed eterodossi.

      Di persone che corrono in soccorso di chi organizza inferni (a fin di bene, s'intende!) se ne trova sempre in abbondanza

      Mi scuso per la schiettezza.

    1. Aloisio 12 novembre 2013

      vai pure nel paese che ti aggrada , la lista è questa

      http://www.globalproject.info/public/resources/pdf/mappa_europea_reddito.pdf

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