Secondo gli Usa un collettivo italiano "E' un'organizzazione terroristica". Chiude Autistici Inventati

Secondo gli Usa un collettivo italiano "è un'organizzazione terroristica". Chiude Autistici Inventati


Di Alessandro Volpi


Un post che scrivo davvero mal volentieri e con amarezza, ma penso necessario.


L’afa dell’agosto 2026 non è stata soltanto meteorologica, ma ha portato con sé una tempesta geopolitica che ha scosso le fondamenta della sovranità digitale e finanziaria italiana, segnando forse il punto di non ritorno per l’esperimento della finanza alternativa nel nostro Paese.
Al centro di questo scontro si trova il destino di Autistici/Inventati, lo storico collettivo di hacktivismo che per venticinque anni ha garantito spazi di libertà espressiva e anonimato digitale, e che oggi si ritrova paradossalmente schiacciato tra le ambizioni tecnocratiche del nuovo Rhine Group di Mario Draghi e il pugno di ferro della politica estera statunitense.


La vicenda è precipitata il 26 agosto 2026, quando il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha firmato un provvedimento senza precedenti, inserendo il collettivo A/I nella lista degli Specially Designated Global Terrorists, accusandolo di fornire l’infrastruttura tecnologica per il coordinamento di movimenti eversivi transnazionali.


Questa mossa ha innescato una reazione a catena immediata e devastante attraverso il meccanismo del de-risking finanziario, costringendo Banca Etica a compiere un atto che contraddice la sua stessa ragion d’essere: la chiusura unilaterale dei conti correnti del collettivo.
In altre parole, il calcolo del rischio che la banca si assumeva per il mantenimento in vita dei conti dei A/I dopo il provvedimento di Rubio diventava l’elemento dominante rispetto all’azione etica della banca stessa.


La vicenda, peraltro, è complicata da un elemento altrettanto recente.


La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha emesso una sentenza molto rilevante che pone un argine fondamentale proprio all’influenza extraterritoriale delle sanzioni statunitensi sul suolo europeo, prendendo le mosse dal caso di un cittadino sloveno il cui conto corrente era stato chiuso unilateralmente dal proprio istituto bancario. L’uomo era stato inserito nelle “liste nere” del Dipartimento del Tesoro USA (OFAC), un provvedimento che aveva spinto la banca, per timore di ritorsioni americane e per una politica di estremo de-risking, a interrompere ogni rapporto finanziario.


Con questa pronuncia, i giudici di Lussemburgo hanno stabilito che il “diritto al conto di base” e i princìpi di sovranità sanciti dal cosiddetto Regolamento di Blocco dell’UE (Blocking Statute) prevalgono sulle decisioni politiche di Paesi terzi.
La Corte ha chiarito che una banca operante nell’Unione non può procedere alla risoluzione automatica di un contratto basandosi esclusivamente su provvedimenti amministrativi stranieri, qualora questi non siano stati recepiti formalmente dall’ordinamento europeo o dalle Nazioni Unite.


Secondo la sentenza, l’integrità del sistema bancario dell’UE non può essere sacrificata sull’altare della politica estera di Washington: gli istituti di credito hanno l’obbligo di fornire motivazioni concrete, oggettive e conformi al diritto comunitario prima di procedere a una chiusura, garantendo che nessun cittadino europeo venga privato dell’accesso ai servizi finanziari essenziali a causa di una “morte civile” decretata oltreoceano. Questa decisione rappresenta un precedente fondamentale anche per casi come quello del collettivo Autistici/Inventati, ribadendo che la finanza europea deve rispondere alle leggi di Bruxelles e non ai decreti di Segretari di Stato stranieri, salvaguardando così l’autonomia economica dei residenti dell’Unione di fronte alle crescenti pressioni della geopolitica statunitense.
In realtà, Banca etica, nonostante questa pronuncia, ha ritenuto, appunto, che l’eccesso di rischio finanziario di una decisione contraria alle decisioni dell’amministrazione Usa, non consentisse il mantenimento in vita dei conti di A/I.


La finanza, in sostanza, prevale su qualsiasi altro aspetto: difficile da spiegare a chi sceglie Banca etica proprio per la sua sostanziale diversità.


Non importa quanto una banca si proclami “etica” o attenta ai diritti sociali: nel momento in cui il sistema dei pagamenti internazionale è mediato dal dollaro e regolato dalle liste di proscrizione del Dipartimento di Stato, l’autonomia decisionale di un istituto come Banca Etica svanisce, trasformandola in un semplice terminale esecutivo di decisioni prese oltreoceano.


Il rischio è che questa vicenda non sia un caso isolato, ma il modello di una nuova architettura finanziaria dove la “compliance” alle direttive Usa diventa il filtro definitivo che decide chi ha il diritto di esistere economicamente e chi deve essere cancellato.


Se una banca nata per sostenere il dissenso e l’innovazione sociale non può più proteggere un cliente come Autistici/Inventati di fronte a un’accusa politica mossa da una potenza straniera, allora il concetto stesso di finanza etica rischia di svuotarsi di significato, riducendosi a una gestione cosmetica del risparmio che si ferma esattamente dove iniziano gli interessi della sicurezza nazionale americana.


In questo scenario, il think tank di Draghi funge da ponte verso una normalizzazione dove l’efficienza del mercato e la stabilità del sistema bancario prevalgono sistematicamente sulle libertà civili, lasciando intendere che nell’Europa del 2026 non ci sia più spazio per zone d’ombra digitali o per banche capaci di resistere alle pressioni della geopolitica.


La fine del rapporto tra Banca Etica e il collettivo A/I non è dunque solo una disputa contrattuale, ma il funerale della sovranità bancaria italiana, celebrato sotto l’egida di Marco Rubio e con il silenzio assenso delle nuove élite finanziarie europee che vedono nella tracciabilità totale e nell’allineamento atlantico l’unico futuro possibile, a costo di sacrificare l’ultimo baluardo del dissenso tecnologico e l’anima stessa del credito cooperativo.


Di Alessandro Volpi

01.09.2026


Alessandro Volpi. Economista e saggista.




photo_2026-09-07_23-22-24


Reuters: Collettivo tecnologico italiano chiude i battenti dopo la designazione come organizzazione terroristica da parte degli Stati Uniti

Di Anna Uras, 7 settembre 2026

7 settembre (Reuters) - Il collettivo tecnologico italiano Autistici/Inventati (A/I) ha dichiarato domenica che chiuderà i propri servizi dopo che la designazione come organizzazione terroristica da parte degli Stati Uniti ha portato alla sospensione del dominio .org e alla chiusura del conto bancario.

La chiusura interessa circa 16.000 caselle di posta elettronica, 1.500 siti web, 5.500 mailing list e 10.000 blog, secondo il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.

Il provider gestito da volontari, fondato nel 2001, offre servizi di posta elettronica, siti web, liste di distribuzione e blog incentrati sulla privacy ad attivisti, sostenitori di cause e altri soggetti alla ricerca di alternative alle piattaforme commerciali.

Gli Stati Uniti hanno designato il gruppo il 26 agosto come terroristi, ⁠sostenendo che fornisse supporto ad attivisti e organizzazioni estremiste attraverso servizi quali account di posta elettronica, siti web e strumenti di comunicazione.

A/I ha respinto le accuse, descrivendosi come un collettivo di volontari e attivisti digitali che fornisce strumenti di autodifesa digitale ad attivisti, individui, gruppi e associazioni.

Due giorni dopo, autistici.org è diventato irraggiungibile dopo che Public Interest Registry (PIR), l'operatore statunitense del dominio .org, lo ha posto in stato di «serverHold». PIR ha dichiarato di essere stato legalmente obbligato a sospendere il dominio a seguito della designazione.

Banca Etica, un istituto di credito italiano presso cui il collettivo deteneva un conto, ha successivamente sospeso il conto, adducendo rischi legati alle sanzioni. La banca ha criticato quello che ha definito l'uso delle sanzioni statunitensi a fini politici.

In una dichiarazione in cui annunciava la chiusura, A/I ha affermato di aver sperato di continuare a operare, ma di non poter più farlo in modo responsabile.

«Il giorno in cui abbiamo scoperto di essere stati designati come organizzazione terroristica globale, abbiamo promesso che avremmo cercato di resistere finché fosse stato possibile», ha dichiarato il collettivo.

Tuttavia, ha affermato di avere «la responsabilità di proteggere i nostri utenti» e di non poter ignorare il rischio che le persone associate all'organizzazione potessero subire conseguenze legali o finanziarie.

«La possibilità che il nostro lavoro possa causare conseguenze legali e finanziarie a coloro che ci sono vicini, o anche solo a chi ha qualcosa a che fare con noi, non ci lascia altra scelta», ha affermato.

Articolo di Anna Uras; contributo aggiuntivo di Leo Marchadon; a cura di Matt Scuffham

Fonte:

https://www.reuters.com/technology/italian-tech-collective-shut-down-after-us-terrorist-designation-2026-09-07/

---

Comunicato stampa Autistici / Inventati 29.8.2026



Il 26 agosto 2026 il Dipartimento del Tesoro statunitense, tramite OFAC – il settore che gestisce e applica sanzioni economiche e finanziarie -, ha sanzionato Autistici/Inventati (A/I), collettivo italiano che dal 2001 fornisce infrastrutture digitali a movimenti e attivisti. Washington lo ha designato come Specially Designated Global Terrorist (SDGT) accusandolo di aver fornito supporto finanziario, materiale o tecnologico a terrorismo e a organizzazioni già sanzionate. A/I respinge le accuse e sostiene che la propria attività consiste nell’offrire strumenti per l’autodifesa digitale e infrastruttura per la libertà di comunicazione.

La designazione statunitense non equivale automaticamente a una messa al bando di A/I in Italia o nell’Unione Europea. USA, UE e singoli stati dispongono di sistemi giuridici e liste antiterrorismo distinti. L’inserimento nella lista OFAC produce però una forte pressione sugli operatori che hanno rapporti con il soggetto designato: banche, piattaforme e fornitori di servizi si trovano costretti a interrompere rapporti con chi riceve sanzioni dell’OFAC per evitare ripercussioni penali.

Così, a meno di 48 ore dalla pubblicazione della notizia, il 28 agosto, il dominio autistici.org è risultato non normalmente raggiungibile. Il collettivo ha ricondotto il problema al livello DNS e al registry del dominio .org, Public Interest Registry (PIR). Nonostante i server che ospitano i servizi legati al dominio autistici.org fossero attivi, il dominio stesso era stato reso irraggiungibile in quanto il sistema DNS (Domain Name System), che traduce il nome leggibile di tutti i siti e di tutti i servizi internet nell’indirizzo numerico dei relativi server, aveva smesso di funzionare per il dominio autistici.org. Così sono diventate irraggiungibili sia le migliaia di caselle di posta gestite da Autistici/Inventati che molti altri servizi forniti da A/I.

Poche ore dopo, anche Noblogs.org, la piattaforma di blogging gestita dal collettivo Autistici/Inventati, è stata esposta a un problema di sicurezza che ha costretto i gestori di A/I a metterla temporaneamente offline per risolvere il problema tecnico.

Oltre a intessere una fitta comunicazione con utenti, giornalisti e avvocati, il collettivo A/I si è subito messo all’opera per ripristinare tutti i servizi, e ieri a fine giornata il servizio di posta era nuovamente accessibile per quasi tutti gli utenti e la piattaforma Noblogs.org è tornata online anche se solo in lettura, vale a dire che i blog si possono leggere ma che i loro gestori non sono ancora in grado di pubblicare nuovi post. I tecnici di A/i sono ancora all’opera per ripristinare completamente i servizi il prima possibile, mettendoli ulteriormente in sicurezza.

Le conseguenze della designazione americana non riguardano solo internet. Ieri sera, poco prima della chiusura degli uffici, Banca Etica ha comunicato al collettivo l’intenzione di chiudere il rapporto bancario in seguito all’inserimento di A/I nella lista OFAC. È un passaggio significativo perché mostra come una decisione presa da un’autorità statunitense possa produrre conseguenze concrete anche nei rapporti finanziari di un’organizzazione italiana., che ha considerato troppo rischioso mantenere i rapporti con A/I.

Le conseguenze riferite dal collettivo non riguardano solo il conto bancario: anche PayPal ha deciso immediatamente di bloccare l’account di Autistici/Inventati.

Il quadro complessivo è quindi quello di una possibile interruzione a cascata di servizi diversi: infrastruttura web, nomi a dominio, posta elettronica e strumenti finanziari. È proprio questa moltiplicazione dei punti di dipendenza che rende la vicenda diversa dal semplice oscuramento di una pagina web.

----

Oggi abbiamo appreso che il governo degli Stati Uniti ha deciso di inserire un piccolo collettivo di volontari e attivisti digitali italiani nell’elenco delle organizzazioni terroristiche mondiali meritevoli di sanzioni, come si può leggere nelle dichiarazioni del Dipartimento del Tesoro, in quelle del Dipartimento di Stato e nel relativo Ordine Esecutivo emesso.

Noi respingiamo al mittente tutte le accuse presentate in tali dichiarazioni e allo stesso tempo riaffermiamo con forza il nostro impegno nel fornire una piattaforma di strumenti di auto-difesa digitale per permettere ad attivist*, singole persone, gruppi e associazioni di comunicare liberamente.

Non ci fermeremo e continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto, opponendoci in ogni modo alle accuse false costruite da un’amministrazione politicamente disperata che ha il solo scopo di distrarre le persone e i media dalla propria violenza e dal proprio desiderio di guerra.

L’antifascismo e l’anticapitalismo non sono terrorismo. Protestare non è terrorismo. E tutti hanno il diritto di prendere parola e di lottare per tutta l’umanità.

Collettivo Autistici / Inventati — “Socializzare saperi senza fondare poteri”

Stay human

--

Fonte:

https://cavallette.noblogs.org/

Commenti (1)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 1 caricati
    1. peppe57 8 settembre 2026

      Per quanto riguarda Banca Etica e la sua azione, l'unica cosa che vedo è la possibilità per la Banca di lasciare il dominio del dollaro e cominciare a trattare i propri conti seguendo i dettami del Bric e della Banca Internazionale. Un altro mondo comincia ad esistere, ma è proprio da queste piccole (anche se non sono piccole, in realtà) azioni che si può cominciare affermare un mondo multipolare.

Visualizzati 1 di 1 commenti approvati.