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SE IL CLIMA FOSSE UNA BANCA, L’AVREBBERO GIA’ SALVATO

Il discorso del presidente venezuelano al vertice climatico di Copenhagen

DI HUGO CHAVEZ

Signor Presidente, signori, signore, amici e amiche, prometto che non parlerò più di quanto sia già stato fatto questo pomeriggio, ma permettetemi un commento iniziale che avrei voluto facesse parte del punto precedente discusso da Brasile, Cina, India e Bolivia. Chiedevamo la parola, ma non è stato possibile prenderla.

Ha parlato la rappresentante della Bolivia, e porgo un saluto al compagno Presidente Evo Morales qui presente, Presidente della Bolivia.

Tra varie cose ha detto, ho preso nota: il testo che è stato presentato non è democratico, non è rappresentativo di tutti i paesi. Ero appena arrivato e mentre ci sedevamo abbiamo sentito il Presidente della sessione precedente, la signora Ministra, dire che c’era un documento da queste parti, che però nessuno conosce: ho chiesto il documento, ancora non l’abbiamo. Credo che nessuno sappia di questo documento top secret.
Certo, la collega boliviana l’ha detto, non è democratico, non è rappresentativo, ma signori e signore: siamo forse in un mondo democratico? Per caso il sistema mondiale è rappresentativo? Possiamo aspettarci qualcosa di democratico e rappresentativo nel sistema mondiale attuale? Su questo pianeta stiamo vivendo una dittatura imperiale e lo denunciamo ancora da questa tribuna: abbasso la dittatura imperiale! E che su questo pianeta vivano i popoli, la democrazia e l’uguaglianza!

E quello che vediamo qui è proprio il riflesso di tutto ciò: esclusione. C’è un gruppo di paesi che si credono superiori a noi del sud, a noi del terzo mondo, a noi sottosviluppati, o come dice il nostro grande amico Eduardo Galeano: noi paesi avvolti come da un treno che ci ha avvolti nella storia [sorta di gioco di parole tra desarrollados = sviluppati e arrollados = avviluppati NdT]. Quindi non dobbiamo stupirci di quello che succede, non stupiamoci, non c’è democrazia nel mondo e qui ci troviamo di fronte all’ennesima evidenza della dittatura imperiale mondiale.

Poco fa sono saliti due giovani, per fortuna le forze dell’ordine sono state decenti, qualche spintone qua e là, e i due hanno cooperato, no? Qui fuori c’è molta gente, sapete? Certo, non ci entrano tutti in questa sala, sono troppi; ho letto sulla stampa che ci sono stati alcuni arresti, qualche protesta intensa, qui per le strade di Copenaghen, e voglio salutare tutte quelle persone qui fuori, la maggior parte delle quali sono giovani.

Non ci sono dubbi che siano giovani preoccupati, e credo abbiano una ragione più di noi per essere preoccupati del futuro del mondo; noi abbiamo – la maggior parte dei presenti – già il sole dietro le spalle, ma loro hanno il sole in fronte e sono davvero preoccupati. Qualcuno potrebbe dire, Signor Presidente, che un fantasma infesta Copenaghen, parafrasando Karl Marx, il grande Karl Marx, un fantasma infesta le strade di Copenaghen e credo che questo fantasma vaga per questa sala in silenzio, gira in quest’aula, tra di noi, attraversa i corridoi, esce dal basso, sale, è un fantasma spaventoso che quasi nessuno vuole nominare: il capitalismo è il fantasma, quasi nessuno vuole nominarlo.

È il capitalismo, sentiamo ruggire qui fuori i popoli. Stavo leggendo qualcuna delle frasi scritte per strada, e di questi slogan (alcuni dei quali li ho sentiti anche dai due giovani che sono entrati), me ne sono scritti due. Il primo è Non cambiate il clima, cambiate il sistema.

E io lo riprendo qui per noi. Non cambiamo il clima, cambiamo il sistema! E di conseguenza cominceremo a salvare il pianeta. Il capitalismo, il modello di sviluppo distruttivo sta mettendo fine alla vita, minaccia di metter fine alla specie umana. E il secondo slogan spinge alla riflessione. In linea con la crisi bancaria che ha colpito, e continua a colpire, il mondo, e con il modo con cui i paesi del ricco Nord sono corsi in soccorso dei bancari e delle grandi banche (degli Stati Uniti si è persa la somma, da quanto è astronomica). Ecco cosa dicono per le strade: se il clima fosse una banca, l’avrebbero già salvato.

E credo che sia la verità. Se il clima fosse una delle grandi banche, i governi ricchi l’avrebbero già salvato. Credo che Obama non sia arrivato, ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace quasi nello stesso giorno in cui mandava altri 30mila soldati ad uccidere innocenti in Afghanistan, e ora viene qui a presentarsi con il Premio Nobel per la Pace, il Presidente degli Stati Uniti. Gli USA però hanno la macchinetta per fare le banconote, per fare i dollari, e hanno salvato, vabbè, credono di aver salvato, le banche e il sistema capitalista.

Bene, lasciando da parte questo commento, dicevo che alzavamo la mano per unirci a Brasile, India, Bolivia e Cina nella loro interessante posizione, che il Venezuela e i paesi dell’Alleanza Bolivariana condividono fermamente; però non ci è stata data la parola, per cui, Signor Presidente, non mi conteggi questi minuti, la prego.

Ho conosciuto, ho avuto il piacere di conoscere Hervé Kempf – è qui in giro -, di cui consiglio vivamente il libro “Perché i mega-ricchi stanno distruggendo il pianeta”, in francese, ma potete trovarlo anche in spagnolo e sicuramente in inglese. Hervé Kempf: Perché i mega-ricchi stanno distruggendo il pianeta. Per questo Cristo ha detto: E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio. Questo l’ha detto Cristo nostro Signore.

…….
Bene, Signor Presidente, il cambiamento climatico è senza dubbio il problema ambientale più devastante di questo secolo, inondazioni, siccità, tormente, uragani, disgeli, innalzamento del livello del mare, acidificazione degli oceani e ondate di calore, tutto questo acuisce l’impatto delle crisi globali che si abbattono su di noi. L’attività umana d’oggi supera i limiti della sostenibilità, mettendo in pericolo la vita del pianeta, ma anche in questo siamo profondamente disuguali.

Voglio ricordarlo: le 500 milioni di persone più ricche del pianeta, 500 milioni, sono il sette per cento, sette per cento, seven per cento della popolazione mondiale. Questo sette per cento è responsabile, queste cinquecento milioni di persone più ricche sono responsabili del cinquanta per cento delle emissioni inquinanti, mentre il 50 per cento più povero è responsabile solo del sette per cento delle emissioni inquinanti.

Per questo mi sembra strano mettere qui sullo stesso piano Stati Uniti e Cina. Gli Stati Uniti hanno appena 300 milioni di abitanti. La Cina ha una popolazione quasi 5 volte più grande di quella degli USA.

Gli Stati Uniti consumano più di 20 milioni di barili di petrolio al giorno, la Cina arriva appena ai 5,6 milioni di barili al giorno, non possiamo chiedere le stesse cose agli Stati Uniti e alla Cina. Ci sono questioni da discutere, almeno potessimo noi Capi di Stato e di Governo sederci a discutere davvero di questi argomenti.

Inoltre, Signor Presidente, il 60% degli ecosistemi del pianeta hanno subito danni e il 20% della crosta terrestre è degradata; siamo stati testimoni impassibili della deforestazione, della conversione di terre, della desertificazione e delle alterazioni dei sistemi d’acqua dolce, dello sovrasfruttamento del patrimonio ittico, della contaminazione e della perdita della diversità biologica. Lo sfruttamento esagerato della terra supera del 30% la sua capacità di rigenerazione.

Il pianeta sta perdendo ciò che i tecnici chiamano la capacità di autoregolarsi, il pianeta la sta perdendo, ogni giorno si buttano più rifiuti di quanti possano essere smaltiti. La sopravvivenza della nostra specie assilla la coscienza dell’umanità.
Malgrado l’urgenza, sono passati due anni dalle negoziazioni volte a concludere un secondo periodo di compromessi voluto dal Protocollo di Kyoto, e ci presentiamo a quest’appuntamento senza un accordo reale e significativo.

E voglio dire che riguardo al testo creato dal nulla, come qualcuno l’ha definito (il rappresentante cinese), il Venezuela e i paesi dell’Alleanza Bolivariana per le Americhe, noi non accettiamo nessun altro testo che non derivi dai gruppi di lavoro del Protocollo di Kyoto e della Convenzione: sono i testi legittimi su cui si sta discutendo intensamente da anni.

E in queste ultime ore credo che non abbiate dormito: oltre a non aver pranzato, non avete dormito. Non mi sembra logico che ora si produca un testo dal niente, come dite voi. L’obiettivo scientificamente sostenuto di ridurre le emissioni di gas inquinanti e raggiungere un accordo chiaro di cooperazione a lungo termine, oggi a quest’ora, sembra aver fallito.Almeno per il momento. Qual è il motivo? Non abbiamo dubbi. Il motivo è l’atteggiamento irresponsabile e la mancanza di volontà politica delle nazioni più potenti del pianeta…

Il conservatorismo politico e l’egoismo dei grandi consumatori, dei paesi più ricchi testimoniano di una grande insensibilità e della mancanza di solidarietà con i più poveri, con gli affamati, con coloro più soggetti alle malattie, ai disastri naturali, Signor Presidente, è chiaramente un nuovo ed unico accordo applicabile a parti assolutamente disuguali, per la grandezza delle sue contribuzioni e capacità economiche, finanziarie e tecnologiche, ed è evidente che si basa sul rispetto assoluto dei principi contenuti nella Convenzione.

I paesi sviluppati dovrebbero stabilire dei compromessi vincolanti, chiari e concreti per la diminuzione sostanziale delle loro emissioni e assumere degli obblighi di assistenza finanziaria e tecnologica ai paesi poveri per far fronte ai pericoli distruttivi del cambiamento climatico. In questo senso, la peculiarità degli stati insulari e dei paesi meno sviluppati dovrebbe essere pienamente riconosciuta.

….
Le entrate totali delie 500 persone più ricche del mondo sono superiore alle entrate delle 416 milioni di persone più povere, le 2800 milioni di persone che vivono nella povertà, con meno di 2 dollari al giorno e che rappresentano il 40 per cento della popolazione mondiale, ricevono solo il 5 per cento delle entrate mondiale…

Ci sono 1100 milioni di persone che non hanno accesso all’acqua potabile, 2600 milioni prive di servizio di sanità, più di 800 milioni di analfabeti e 1020 milioni di persone affamate: ecco lo scenario mondiale.

E ora, la causa, qual è la causa? Parliamo della causa, non evitiamo le responsabilità, non evitiamo la profondità del problema, la causa senza dubbio, torno all’argomento di questo disastroso scenario, è il sistema metabolico distruttivo del capitale e della sua incarnazione: il capitalismo.

Ho qui una citazione di quel gran teologo della liberazione che è Leonardo Boff, come sappiamo, brasiliano, che dice: Qual è la causa? Ah, la causa è il sogno di cercare la felicità con l’accumulazione materiale e il progresso senza fine, usando, per fare ciò, la scienza e la tecnica con cui si possono sfruttare in modo illimitato le risorse della terra.

Può una terra finita sopportare un progetto infinito? La tesi del capitalismo, lo sviluppo infinito, è un modello distruttivo, accettiamolo.

…..
Noi popoli del mondo chiediamo agli imperi, a quelli che pretendono di continuare a dominare il mondo e noi, chiediamo loro che finiscano le aggressioni e le guerre. Niente più basi militari imperiali, né colpi di Stato, costruiamo un ordine economico e sociale più giusto e equitativo, sradichiamo la povertà, freniamo subito gli alti livelli di emissioni, arrestiamo il deterioramento ambientale ed evitiamo la grande catastrofe del cambiamento climatico, integriamoci nel nobile obiettivo di essere tutti più liberi e solidari.

….
Questo pianeta è vissuto migliaia di milioni di anni, e questo pianeta è vissuto per migliaia di milioni di anni senza di noi, la specie umana: non ha bisogno di noi per esistere. Bene, noi senza la Terra non viviamo, e stiamo distruggendo il Pachanama*, come dice Evo e come dicono i nostri fratelli aborigeni del Sudamerica…

Hugo Chavez

Fonte: http://selvasorg.blogspot.com

Testo originale: http://selvasorg.blogspot.com/2009/12/discurso-de-chavez-en-copenhage.html
16.12.2009

Traduzione per comedonchisciotte.org a cura di MARINA GERENZANI

*Pachanama = Madre Terra

Pubblicato da Davide

  • Mari

    SE IL CLIMA FOSSE UNA BANCA, L’AVREBBERO GIA’ SALVATO?

    Sicuramente.

  • cubainforma

    Discorso di chiusura:

    Buenas tardes.
    Señora Presidenta:

    Ha dicho usted una gran verdad, hay que almorzar.

    Napoleón Bonaparte decía que los ejércitos caminan sobre los estómagos. Agradezco mucho que nos hayan dado la palabra al presidente Morales y a este servidor, la habíamos solicitado desde temprano en la mañana, porque tenemos aquí varios días ya.

    Obama vino, habló y salió por la puertita esta, esa puertita, una puerta camuflada ahí, me imagino que para el servicio, para la logística, las coordinaciones de la presidencia, y por ahí se fue, por la puerta de atrás, ¡es el imperio!, el imperio que llega a medianoche; y en la oscuridad, ¿eh?, a espaldas de la mayoría, de manera antidemocrática pretenden cocinar un documento que nosotros no aceptamos ni aceptaremos, ¡jamás lo aceptaremos!

    Yo estoy absolutamente seguro de que por la dignidad que aquí defendemos nosotros, el gobierno anfitrión, el Reino de Dinamarca, a quien agradecemos la amabilidad, las atenciones: he cargado un chofer muy atento que se llama Thomas, los amigos que nos han dado la seguridad, la señora del hotel, los trabajadores del hotel; anoche nos reuníamos aquí en un gimnasio con miles, de movimientos sociales que han estado por las calles bajo la nieve, con pancartas; movimientos que luchan por la justicia social, partidos políticos; conseguimos aquí en Copenhague compatriotas de América Latina, del Caribe, de todos los países. Así que hemos estado muy contentos. Anoche apostamos una carrera; a pesar de que Evo es mucho más joven que yo, le he ganado una carrera de 100 metros planos sobre la nieve, y corre duro Evo. Así que estoy seguro de que el gobierno anfitrión comparte estos criterios de nosotros, la inmensa mayoría; los que no la comparten: el que sale por la puerta de atrás. Y así va a salir el imperio yanki de este mundo, por la puerta de atrás, ¡va a salir por la puerta de atrás, de manera indigna!

    Ahora, nosotros estuvimos muy preocupados porque nos enteramos de que había unas reuniones, un pequeño grupo de países amigos de la presidencia de la Conferencia. Nosotros no somos enemigos, ¿verdad?, nosotros somos amigos también de todos. No nos invitaron a participar para nada, ni siquiera una consulta para oír nuestra opinión, y nosotros queremos dejar bien firme que todos los países somos iguales y nosotros los presidentes, jefes de Estado y de Gobierno tenemos el mismo nivel, aquí no hay presidentes de primera y presidentes de segunda, ni hay pueblos de primera y pueblos de segunda, todos somos iguales, y eso queremos dejarlo bien claro aquí.

    Creo que ha sido un manejo no transparente, por decirlo de manera elegante, ¿saben?, para tratar de abortar aquí una solución que — como dijo Lula — solo un milagro salvaría, y como para esto no creemos en milagros, nosotros tenemos que partir, yo hablo a nombre no solo de Venezuela, he sido autorizado por los representantes aquí presentes de los países de la Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América, es decir, el gobierno y pueblo de Bolivia, el gobierno y pueblo de Cuba, el gobierno y pueblo de Ecuador, el gobierno y pueblo de Nicaragua, los gobiernos y pueblos del Caribe: los países Dominica, San Vicente y las Granadinas, Antigua y Barbuda, y Venezuela, no vaya a ser que de la puerta de atrás, por donde salió Obama, salga esta tarde, por debajo, un papelito en secreto, top secret, y se pretenda presentarlo al mundo como la solución. ¡Desde ya lo impugnamos!, porque nosotros no conocemos ningún documento tampoco. Han estado circulando por ahí versiones y documentos poco transparentes, eso hay que reclamarlo.

    Estamos seguros de que no se intentará ningún tipo de fraude, porque sería un fraude a los pueblos del mundo. Si algo debe implantarse en el mundo, recuperarse en el mundo es la confianza entre nosotros. Ya basta de que algunos se crean superiores a nosotros los indios del Sur, a nosotros los negros africanos, indígenas, los pueblos del Sur, todos somos iguales.

    Pues bien, dejamos sentada esa protesta, esa violación a los procedimientos de Naciones Unidas.

    Teníamos el temor, incluso, de que no nos dieran la palabra, nos habían dicho por aquí, por Secretaría, que ellos no lo garantizaban, y nos explicaban desde esta mañana que solo iba a hablar un grupo de presidentes, muy dignos jefes de Estado que estaban en una lista que alguien hizo, no se sabe quién la hizo ¿no? Por eso agradecemos mucho a la Presidenta que nos haya dado la palabra al presidente Morales y a mí, hubiera sido algo lamentable que nos hubiesen pretendido vetar en esta reunión. No quiero ni pensarlo, ¿no?, ni sospecharlo.

    El Protocolo de Kyoto — ya lo dijo Lula — no puede ser declarado muerto o extinguido, que es lo que pretende Estados Unidos. Por eso dice Evo una gran verdad: Si Obama, el Premio Nobel de la Guerra dijo aquí mismo — por cierto, ¡huele a azufre aquí!, ¡huele a azufre!, ¡sigue oliendo a azufre en este mundo! —que él a lo que vino fue a actuar. Bueno, demuéstrelo señor, no se vaya por la puerta de atrás, ¿eh?, haga todo lo que tiene que hacer para que Estados Unidos se adhiera al Protocolo de Kyoto, y vamos a respetar Kyoto, y a potenciar Kyoto y a responderle al mundo de manera transparente.

    Por otra parte, todos coincidimos en que las reducciones a las emisiones de carbono para el año 2050 no deben ser inferiores de un 80%, un 90%, la mayoría coincidimos en esto.

    Nosotros creemos, señora Presidenta, que Copenhague no termina hoy, para la dignidad de este pueblo. No queremos irnos con el amargo sabor de la frustración, no; queremos irnos con el recuerdo de un pueblo alegre, de un pueblo al que no conocíamos, una ciudad, un país, Dinamarca; queremos llevarnos a Copenhague en el corazón, no como una frustración sino como una esperanza.

    Anoche lo decíamos, Copenhague no termina hoy, Copenhague abrió las puertas para que sigamos dando un gran debate mundial sobre cómo salvar el planeta, cómo salvar la vida en el planeta. Copenhague no es un fin, Copenhague es un inicio, para que logremos los acuerdos que haya que lograr —y ya lo decía Evo—, lograr el equilibrio de la Madre Tierra, la Pachamama.

    Esto que dice Obama es algo verdaderamente ridículo. Estados Unidos, que tiene la máquina de hacer dólares; Estados Unidos, que creo que asignó 700000 millones de dólares para salvar los bancos — con razón dicen allí en las calles que si el clima fuera un banco ya lo hubieran salvado, ¿eh? —, ahora viene a decir que va a aportar 10 000 millones de dólares al año, una cifra irrisoria. Es algo así como un chiste lo que ha expresado el Presidente de Estados Unidos.

    El gasto militar de Estados Unidos es de 700000 millones de dólares al año; solo bajando el gasto militar a la mitad, por lo menos, habría. Estados Unidos que es el gran emisor, es el gran contaminante y es el gran culpable el imperio yanki de haberle impuesto a punta de invasiones, de guerras y de amenazas, de asesinatos y hasta de genocidios, el capitalismo a este mundo, Estados Unidos y sus aliados. ¡He ahí el gran culpable!, debería asumirlo con dignidad. Sabemos que no lo va a asumir en verdad este gobierno de Estados Unidos, porque no es sino la continuación del gobierno anterior. Obama quedará ante la historia como una de las más grandes frustraciones para mucha gente que creyó en él en Estados Unidos y en otras partes del mundo; ahí está demostrándolo, una gran frustración. Pero qué importa, ¡qué importa!, lo más importante es que los pueblos del mundo y los gobiernos dignos del mundo, la gran mayoría, nos pongamos de acuerdo e impulsemos soluciones verdaderas.

    Nosotros no venimos aquí a pedir limosnas, venimos en condiciones de igualdad a aportar modestas ideas para buscar fórmulas de solución. Que nadie lo olvide, ¡que nadie lo olvide!: la culpa es del capitalismo y hay que atacar las causas.

    Desde Venezuela, modestamente lo decimos: la única manera de conseguir el equilibrio de las sociedades, de salvar la vida, de obtener niveles superiores de vida, de llevar el ser humano a condiciones dignas de existencia es a través del socialismo. Ese es un debate eminentemente político, eminentemente moral, eminentemente necesario, absolutamente necesario. El capitalismo es el camino a la destrucción del planeta.

    Señora Presidenta, queremos que quede claro: Nosotros nos vamos, no podemos esperar más, nos vamos, pero los países del ALBA dejamos claro que impugnamos desde ya cualquier documento que saque Obama por debajo de la puerta, o que salga por allí de la nada, como ayer decían algunos de ustedes, tratando de presentar esto como una solución salvadora. ¡No hay soluciones salvadoras!

    Sencillamente nos vamos a sabiendas de que fue posible un acuerdo aquí en Copenhague, y no fue posible por lo que ayer decíamos: la falta de voluntad política de los países más desarrollados de la Tierra, comenzando por Estados Unidos, y esto es una verdadera vergüenza. Es el egoísmo de los más responsables, sobre todo por los patrones irracionales de producción y de consumo de su capitalismo hiperdesarrollado.

    Fidel Castro escribió —y con esto termino, para no interrumpir el almuerzo, la foto y las sesiones que vienen— una reflexión anoche, por ahí anda, pendiente, como está, desde La Habana, de esta reunión, con esperanzas de que se tomen decisiones para salvar a la humanidad, y hablaba de una ingloriosa clausura, una clausura sin gloria. Estoy de acuerdo, será una clausura sin gloria.

    Pero también quiero decir, señora Presidenta, en honor a todos los que han participado, porque aquí hay gente que no ha dormido en no sé cuántos días, un reconocimiento especial para ustedes, los negociadores, los ministros, los delegados, los jefes de delegación, los expertos, cuánto han trabajado, hay que darles un reconocimiento a todos, y tengamos fe en que el trabajo intenso de ustedes no se va a perder, es un aporte, es un aporte, nosotros nos vamos más conscientes del problema y más comprometidos a crear conciencia en nuestros pueblos por el tema del clima y por el tema del desequilibrio ambiental.

    Ahora, así como Fidel dice que es una clausura la que va a ocurrir sin gloria, no quiero decir que sea con pena; no, no es con pena, no es una penosa clausura la que va a ocurrir esta tarde, es una clausura que deja al mismo tiempo abiertas esas esperanzas, esas esperanzas de que nosotros logremos tomar decisiones para salvar a la humanidad, y solo lo lograremos dejando de lado los intereses egoístas, especialmente de los países más desarrollados.

    Quiero rendir tributo a Copenhague y a su espíritu, a su pueblo y a los pueblos del mundo, y comprometernos con la vida, comprometernos con el futuro.

    Ingloriosa clausura, pero bonita clausura, llena de esperanzas. Así nos llevamos a Copenhague en el corazón.

    Señora Presidenta, muchas gracias.
    Buenas tardes, señores

  • lucamartinelli

    difficile dare torto al presidente venezuelano. sono argomenti che stanno sotto gli occhi di tutti, di tutte le persone di buona volonta’. sento questa mattina che il vertice di Copenaghen è sostanzialmente fallito. non avevo dubbi. i paesi ricchi volevano far pagare ai paesi poveri il prezzo del “risanamento”. infatti la quota maggiore della riduzione dei gas-serra avrebbe dovuto essere a carico dei paesi emergenti. il ricco occidente si è impegnato a contribuire con una manciata di miliardi di dollari: il 3/4 % di quanto versato per salvare la banche. ma i tempi sono cambiati: i paesi emergenti e gli altri piu’ poveri si sono ribellati. l’argomento è di grande complessita’, a parte le notizie della falsificazione dei dati, come sapete, sul riscaldamento globale, da parte di alcuni (tanti) scienziati, rimane il problema di cosa possiamo fare noi comuni mortali. giorni fa leggevo un commento di Stefisworld che delicatamente diceva che un altro mondo è possibile. ha ragione. ma tocca a noi costruirlo. dagli “illuminati” possiamo solo aspettarci lacrime e sangue o per lo meno altre schifezze come quelle che abbiamo sotto gli occhi. buona domenica a tutti

  • Nellibus1985

    Discorso chiaro e lineare. Ho sempre ammirato Hugo Chavez.

  • gimmiendrix

    come si fa a non essere completamente d’accordo con Hugo Chavez?
    grazie x la traduzione

  • gimmiendrix

    quoto in toto,
    buona domenica a te.

  • Galileo

    É un buon discorso.

    Come si chiedeva “lucamartinelli” anch’io mi chiedo cosa possiamo fare noi comuni mortali”…é che ho l’impressione que sia impossibile fermare quella “macchina” capitalista messa in moto da queste 500 persone piu ricche del mondo. Come si fa a fermare un George Soros che ti finanzia programmi di istruzione nei paesi dell’Est per poi muovere rivoluzioni colorate e contemporaneamente decide di svalutare una moneta e assaltare un paese come L’Italia o L’Inghilterra, economicamente parlando…

    …che cosa gliene frega a questa gente del clima, che vivono giá da anni in ambienti presurizzati e credono nel Dio Aria Condizionata…perché sicuramente le loro case avranno vetri e finestre sigillati dal mondo esterno per proteggersi, perchè quella merda lì del Cambio Climatico rimanga chiusa fuori.

  • PIEROROLLA
  • alessio

    sono sempre dalla sua parte , Chavez il vero Robin Hood

  • vic

    Imbacuccati come cucchi siamo finiti a Copenhagen. Eccoci dentro un’anonima saletta, dove, sola soletta, la soita combriccoletta di non si puo’ dire chi, sta discutendo.

    presidente Zeta: C’e’ stata una figa di notizie. Chi e’ stato?
    X e Y (Si guardano sorpresi): Signore, la Danimarca e’ un paese molto aperto in questioni sessuali. Era inevitabile.
    pres Z: C’e’ un limite a tutto. Lasciar spifferare a quel piffero di Chavez la nostra strategia e’ troppo!
    Trombon Rock Schild Feller ad Libitum Petroleum: E’ troppo. Fortuna nostra che i delegati sono degli allocchi
    Y (con un certo sussiego): Noi si’ che siamo duri e puri (cough cough, tossisce), dei falchi.
    X (civettuola): E delle aquile.
    pres Z: Cantiamo in coro i nostri passi strategici.
    tutti (si alzano ed intonano senza noia l’inno alla gioia):

    Prima cosa da fare:
    il clima monetizzare.

    Seconda cosa da bere:
    i banchieri far sedere.

    Terza cosa da dire:
    coi soldi di tutti intervenire.

    Quarta cosa da fare:
    il tutto noi intascare.

    Gioiosi, annoiati ed infreddoliti andiamo a cercare se qualcuno ha un vin brûlé per i tapini come noi.

  • castigo
  • backtime

    Benchè i media occidentali tentino, comandati dalle maledette 500 famiglie più potenti al mondo di screditarlo, ritengo da sempre quest’uomo, uno dei leader più significativi dell’interà umanità.

    Non so se avete anche voi fatto caso che, quando c’è una emergenza collettiva, non sono mai i grandi del pianeta a darne la soluzione semmai è il contrario, questo per dire, che non mi fido ne mi fiderò mai di un Obama o di un Brown a cui non metterei mai in mano i miei sogni, ma una persona come Chavez darei in mano anche le mie notti e saprei già che i miei sogni sono al sicuro.

    Ci sarà mai un Chavez europeo, che sappia tirarci fuori dalla malasorte che ci attende? fiducioso mi auguro di si. Abbiamo troppo bisogno di cambiare, come tutte le generazioni abbiamo anche noi il dovere di lasciare ai posteri quanto ci è stato dato.

  • vimana2

    Sempre pieno appoggio al grande Chavez!

  • myone

    SE IL CLIMA FOSSE UNA BANCA, L’AVREBBERO GIA’ SALVATO
    Dice tutto in poche parole.
    Ma non solo il clima, avrebbeo gia’ salvato la vita, le sue articolazioni,
    la sua organizzazione, e tutto il resto.
    IL vero clima non e’ il clima, ma in che clima l’ uomo sia arrivato ad essere in queste condizioni.
    Fate sistemi, fate leggi, fate archetipi di ogni melgio e giusto,
    che poi si provvedera’ a come creare l’ oppposto o un simigliante,
    dove navigando in costa, si produrra’ il contrario del tutto, guastando alla fine tutto.
    Questo e’ il clima dove l’ umanita’ e’ sommersa. Inquinato dal e nel suo essere concepito, coltivato, e sostenuto.

  • myone

    La cosa che mi ha fatto andare in acido e non ci ho capito piu’ nulla e’ che:

    GLI USA STANZIERANNO 100 MILIARDI DI DOLLARI IN 10 ANNI

    =”/)/$é!?9??£=”(=£(/”&()£09″/3”973’28382’27(“)=”/?=(= ??????????

    fabbricano veramente carta, come le loro idee di carte.
    Gli usa con il debito che hanno, e i buchi che hanno, e la condizione che si trovano internamente,
    sono davvero gli untori e i sostenitori delle disfatte proprie e altrui.
    Vogliono curare il male altrui che e’ proprio, anche, con il male che creano per crearne altro,
    ma il loro non lo curano minimamente, lo esportano, lo impongono, lo fanno influenzare al rimanente,
    e lo giocano come fosse uno spettacolo di bravura o di magia.
    Miliaia e miliaia da ogni parte del mondo, e la clinton sembrava la star dello show.
    Una delle prime anarchie che bisognerebbe attuare, e’ il distaccamento dagli usa, dall’ europa,
    e se ci si affigliera’ a qualcosa, che sia a tavola a tarallucci e vino, come si suol dire,
    tanto per cambiare, e saper che bisogna cominciare dalle cose reali e semplici,
    le complesse, e’ ora che vi ci si affroghino tutti loro.

  • Zret

    Neanche un cenno a scie chimiche e HAARP, naturalmente…

    Comunque è “gomena” e non “cammello” la traduzione esatta. Ignoranza e demagogia di chavez.

  • gimmiendrix

    cos’è che ti sfugge?
    fmi
    banca mondiale
    ecco come si stanziano 100 miliardi
    o forse se li fanno prestare da tremonti
    a tasso negativo

  • myone

    Si e’ questo che sottointendevo pure. Non sono piu’ i soldi che hanno un valore, ma e’ un potere che ti da’ i soldi che per te sono un valore, per loro il loro valore e’ come gli danno la possibilita’ di fare come vogliono. Fanno fare scelte, le loro, non destabilizzando piu’ di tanto quello che a servizio loro frutta sempre, sia del loro che quello degli altri.

    Sentivo Vacca, e diceva che per lui non esiste calcolo o formula che faccia credere o dia una risposta ai cambiamenti al clima,
    dove l’ attivita’ umana sotto tanti profili, e’ inerme a confronto delle possibilita’ maggiori che ha la terra e gli elementi a gestire da se’ il caldo e il freddo della situazione.
    Che squilibri in alto o in basso, si sono avuti indipendentemente dall’ uomo.
    Pure lui dubita di tutto, e pensa che sia piu’ l’ uomo che usa problemi vari, per incentivare programmi dove il movimento di interessi e tanto altro, sono le vere leve che fanno muovere il tutto.
    Sentivo: che con la storia dell’ inquinamento, le produzioni alternative anti-inquinamento, non sono altro che nuove aperture a produzioni e a incentivi finanziari di investimento e di guadagno, dove non solo producono lavoro, ma anche miglioravano lo stile di vita pro-clima.
    Difficle venirne fuori a che sia veramente, una cosa certa e’ che, il vero clima lo facciamo noi,
    e anche fosse che il clima prenda e prosegua il suo corso, le cappe le creiamo di ogni sorta, a come siamo fatti, a come viviamo, e a come rispettiamo la natura, sopratutto quella umana,
    a partire dal suo pensiero, finendo a come siamo messi.

  • cinnamon

    Grande uomo, ottimo discorso.

  • lucamartinelli

    non sia crudele. è vero che Kamelos in greco significa grossa corda/gomena, ma da sempre anche santa madre chiesa traduce cammello. è un retaggio dei primi traduttori che quando credevano di conoscere un vocabolo non controllavano . lo facevamo tutti al liceo, per risparmiare tempo nei compiti in classe. non ha accennato a scie chimiche? sia buono, gli conceda di non averci pensato: in venezuela non hanno scie chimiche. oppure rifiuta il suo discorso perche’ non ha citato il progetto HAARP? chiedo scusa, ma è solo per capire se la sua critica è di sostanza o di faziosita’.

  • lucamartinelli

    magari un Chavez europeo. ma temo sia un sogno. ci siamo fatti turlupinare dal sistema in cambio di qualche settimana bianca e qualche cellulare. e dal 1 dicembre è in vigore il trattato di Lisbona, elegante dittatura massonica. è finita amico, noi si che ce la siamo cercata…..

  • vic

    Cosa vuoi farci, ci sono argomenti bianchi ed argomenti neri, da finanziare in nero.

    Su queste cose sara’ la societa’ civile a dover tirar fuori il diavolo dalla bottiglia, mi sa!

    Riassuntino o bigino della faccenda CO2
    La quantita’ di CO2 di origine umana e’ suppergiu’ il 3% del CO2 totale nell’atmosfera. Quello influenzabile dall’uomo verosimilmente molto meno. A Copenhagen puntano sul 20%: 20% di 3% fa 0.6%.
    Ergo i politici di tutto il mondo intendono combattere un presunto riscaldamento globale riducento del 0.6 % il CO2! Che come tutti sappiamo e’ il nostro problema principale, molto piu’ assillante di tutti gli altri problemi mondiale: quegli sciocchi problemi di guerre, di proliferazione nucleare (cucu’ Tzipi Livni, cucu’ Vununu), di inquinamento sopra e sotto i mari, di morti di fame (cucu’ a voi che morite di fame negli opu e lenti USA) e dei morti di malattie che dovrebbero essere sparite ed invece sempre son li’ a far cucu’.

    Figlioli, l’atmosfera e’ fatta per il 99% di azoto e ossigeno. Del restante 1% il CO2 e’ una quantita’ frazionaria. Vedete poi voi se volete credere a tutto sto can can.

    Per le feste di fine anno, mi raccomando, bevete solo liquidi senza CO2: niente gazzose, ne’ spumanti. Inoltre date un aiutino, sotto forma di salvietta per asciugarsi il sudore, ai poveri delegati di Copenhagen, che stanno tornando a casa a remi o in bicicletta e che mai si sognerebbero di brindare, loro lavorano seriamente, perbacco! E quando espirano non emettono mai CO2, loro!

  • lucamartinelli

    eppure, amico, penso ancora che si possa fare molto. naturalmente occorre essere in molti. ma è possibile che su 60 milioni di abitanti non ci si riesca a trovare in 100.000? 100.000 persone che abbandonano il consumismo, che riscoprono la sobrieta’, che bevono l’acqua del rubinetto e smettono di comprare quella in bottiglia. sai che in pochi minuti troveremmo mille modi per cambiare le cose?. d’altra parte non dimentichiamo che gli “illuminati” sono molto sensibili al danaro: facciamoglielo mancare o riduciamo i loro profitto e aumentiamo il nostro. è solo questione di trovarsi, organizzarsi e mettere giu’ un po’ di idee. nel mio piccolo lo faccio da anni. per esempo boicotto Nestlè da 20 anni col risultato che Nestle’ aumenta il fatturato e io ho la coscienza a posto. se fossimo in 100.000 avrei sempre la coscienza a posto e Nestle’ una diminuzione del fatturato. buone cose.

  • lucamartinelli

    piu’ che esatto!

  • Zret

    Sottoscrivo in toto.

  • Zret

    Sulle scie chimiche in Venezuela.

    http://www.tankerenemy.com/2009/12/scie-chimiche-in-venezuela.html

    Chavez, un lupo travestito da agnello, per restare in ambito evangelico.

    Comunque sono numerose e tendenziose le traduzioni errate nei Vangeli e quel cammello nella cruna è quasi grottesco come questa farsa sul CO2 che è lo 0, 6 per cento nell’atmosfera. De minimis curat mendax Obama.

  • cinnamon

    Chavez ha il petrolio (5 potenza del mondo) come arma, noi invece abbiamo solo il colosseo

  • lucamartinelli

    sono andato sul sito che mi ha indicato. mamma mia, puzza di bieca propaganda solo all’apertura. in Venezuela come a Cuba la pioggia non manca. saro’ stato sfortunato, ma quando sono andato io ho preso acqua tutti i santi giorni. pazienza. la foto in testa all’articolo non prova nulla, anzi mi sembra di riconoscere quella che ho scattato sopra casa mia. scherzo, ma lo faccio per non piangere: come si fa a prendere per buone le bufale?

  • lucamartinelli

    naturalmente sono d’accordissimo che le scie chimiche siano un problema enorme e anche il progetto HAARP.

  • vimana2

    Ci sono scie e scie, per il controllo militare radar oggi giorno senza il wireless significa aprire le porte al nemico che in questo caso sono gli USA no un repubblichina con 4 talebani…..
    Le scie chimiche in venezuela servono solo ed esclusivamente per permettere la comunicazione con il wireless….

    Uno potrebbe dire: ” che proponga agli USA di nn usare il wireless”
    Si è come proporre ad un ragno di nn usare la tela!

    Cosa sei un debunker che te la prendi per le scie chimiche in venezuela? E’ come dare la colpa al popolo di inquinare perchè troppo numeroso….sempre con i deboli bisogna prendersela!

  • lucamartinelli

    credo proprio di no. le comunicazioni militari hanno canali che non hanno nulla a che fare col wireless, che è una schifezza in quanto ad affidabilita’. conosci i meccanismi di interferenza-disturbi radio? usare il wireless e perdere la battaglia è la stessa cosa.anzi quando la Georgia ha attaccato l’Ossezia i Russi hanno scoperto che le coordinate ai missili intercettori NON erano calcolate col radar. tutto superato, quindi. altro che wireless. non sappiamo nemmeno cosa bolle in pentola nella ricerca militare. vedi cosa succede quando si eluccubra su cose segrete? sul sito sciechimiche.org puoi leggere il progetto HAARP, ma non posso garantire che sia la verita’. ma mi chiedo, che c’entra tutto questo con Chavez?? cosi’ si perde di vista la sostanza del discorso. abbiamo dato un ottima dimostrazione di come non si arrivi a nulla. al sottoscritto il discorso del presidente è sembrato ragionevole e condivisibile. tutto qua.

  • esca

    In fondo anche il meeting di Copenhagen ha il suo lato positivo: la conclusione e il rientro a casa di chi ha partecipato. Fine dei bagordi, delle ricreazioni e degli svaghi viziosi per tutti quanti. Altro che “non avete pranzato e non avete dormito”. E quante parole sprecate, quante menzogne. Prepariamoci al conto.

  • oldhunter

    Quoto! Solo che di elegante questa nuova dittatura europea non ha nulla. Tranne che non si voglia definire elegante la sfacciataggine ipocrita con cui ce l’hanno fatta digerire…

  • oldhunter

    Beh! consoliamoci. Il petrolio sta finendo mentre il colosseo durerà almeno altri 2.000 anni…

  • Carmignano

    Grande HUGO!!!!!!!! Tutte le volte che parla così godo!!!!!!!!!
    Concordo: è impossibile frenare il processo distruttivivo del pianeta senza cambiare modello di sviluppo.

  • Zret

    C’entra.

  • brunotto588

    SVEGLIA !!! Qualsiasi utopia “globalista” è assolutamente imprevedibile e totalmente folle e insensata, dato che la Storia insegna che il frazionamento in piccole entità nazionali e culturali ha sempre avuto la meglio su qualsiasi utopico e più o meno patologico progetto di grandiosa unificazione.

    Questo prima di tutto per la semplice motivazione “edipica” e psicologica che sta alla base di ogni evoluzione individuale, prima ancora che sociale: ogni individuo, non solo per evolversi ma proprio per evitare la follia, deve “individuarsi”, appunto, staccandosi emotivamente dal Padre ( “Genitore” in senso lato ).

    La cosiddetta “globalizzazione” è quindi un progetto follemente utopico già nella sua stessa premessa teorica, in quanto totalmente in opposizione con la più intima aspirazione dell’ individuo ad autodeterminarsi, individuarsi e “staccarsi”, aspirazione talmente forte che ne va della sua stessa salute mentale.

    Progetto folle quindi, e destinato a sicuro fallimento, di questo possiamo stare certi … e di ciò penso che siano perfettamente consapevoli gli stessi fautori della globalizzazione ( avranno letto almeno un libro di psicologia, parbleu !!! ) …

    Peccato che prima ci faranno patire le pene dell’ inferno, nella stupida volontà di perseguirlo a oltranza; in fin dei conti “fare e disfare è sempre guadagnare” … così si guadagna inquinando e poi disinquinando, conglobando popoli e nazioni e poi permettendo che si stacchino di nuovo.

    E’ l’ invenzione del moto perpetuo.

  • dana74

    meraviglioso Hugo Chavez!

  • Galileo

    …buone cose.

  • cinnamon

    grazie della segnalazione meritano veramente sia il video che l’articolo

  • cinnamon

    Sperando che nel frattempo lui possa costruire il suo “colosseo” per dare un futuro migliore al suo popolo che era alla fame, e augurandoci che il Colosseo resti italiano,visto che non abbiamo il petrolio per pagare i nostri debiti allo straniero.

  • rocks

    possiamo arrivare ad un compromesso. Se Hugo non avesse citato il clima il succo del suo discorso sarebbe risultato valido lo stesso. E questo è tutto dire…

  • CC

    Per coloro che non vivono in Venezuela è facile meravigliarsi con un discorso del genere che anch´Io non essendo una sua fan lo trovo giusto.Ma come si può parlare di ugualianza quando solo lui può spendere tutti i soldi che vuole nel mio paese. Quando non esiste niente vicino a una raccolta differenziata. Quando lui e tutti quelli che amano il “processo bolivariano” sono i più fedeli capitalisti?
    Beh, non si puo negare che sa capire quando deve dire le cose che deve dire..vi invito a sentire uno de i suoi discorsi dentro il paese e vediamo se opinarete positivamente lo stesso

  • danzu

    Anch’io bevo l’acqua del rubinetto…. ma, purtroppo, me l’hanno privatizzata!
    Buona fortuna ragazzi!

  • lucamartinelli

    volevo essere solo un po’ ironico

  • silviu

    e, dei dati farlocchi sul riscaldamento, acqua in bocca naturalmente!!!!! dei minimi assoluti di attività solare idem…..

  • pedronavaja

    Alla fine questo post mi ha convinto. Così mi sono iscritto anche a CDC.

    MI ha mosso un po’ il ribrezzo per l’acritico tifo per Hugo che, sia chiaro, ho avuto anch’io in anni passati e nulla toglie all’abilità istrionica-dialettica del personaggio.

    Anche sul manifesto (http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/12/articolo/2009/) sono più le critiche che gli elogi a Chavez. Mentre qui leggo il solito soliloquio di elogi. Lo slogan banche-clima, anche se non coniato da lui, sembra aver facile successo.
    Invito a leggere appunto alcuni miei commenti a quell’articolo sul manifesto per vedere cosa significa la politica del cosiddetto “parlar bene ma razzolar male”.

    Riporto solo un paio di dati:

  • il Venezuela “socialista” esporta 3 milioni di barili di petrolio al giorno. Nessuno gli chiede di fare un gesto unilaterale per diminuire le emissioni di co2 ma, se le parole contano, forse più che comprare sukhoi o navi da guerra, parte degli incassi potrebbero anche investirsi in altro.
  • IL consumo di co2 pro capite è uguale tra un venezuelano e un italiano. Se invece separiamo i consumi domestici pro capite di co2 (combustibili per autotrazione, riscaldamento, elettricità, ecc) da quelli industriali, un venezuelano consuma assai più di un italiano nonostante, per esempio, in Venezuela non esista consumo per riscaldamento.

    La realtà, nel caso del Venezuela e di altri bolivariani (come potete leggere per la Bolivia nei commenti nel manifesto) è quindi assai diversa dalle parole o gli slogan.

  • totonno

    Grande Chavez che dio ti protegga e ti dia la forza di continuare parlare e denunciare verità che altrimenti,in quelle sedi, non verrebbero dette.
    Presto il regno del male crollera ed allora solo i giusti regneranno.

  • tamolentegole

    Da wikipedia:
    In 7 anni di governo Chávez un milione e 406 mila venezuelani hanno imparato a leggere e scrivere in un anno e mezzo, e nel giro di poco tempo, agli stessi ritmi, il paese potrà dichiararsi libero dall’analfabetismo e tre milioni di venezuelani prima esclusi a causa della povertà, sono stati inseriti nell’educazione primaria, secondaria ed universitaria. Diciassette milioni di venezuelani (quasi il 70% della popolazione) ricevono, per la prima volta nella storia del Venezuela, assistenza medica e medicinali gratuiti e, in pochi anni, nelle intenzioni governative tutti i venezuelani avranno accesso gratuito all’assistenza medica. Si somministrano più di 1 milione e 700 mila tonnellate di alimenti a prezzi modici a 12 milioni di persone (quasi la metà dei venezuelani), un milione dei quali li ricevano gratuitamente, in forma transitoria. La questione è centrale in un Paese come il Venezuela dove le persone sottonutrite sono cresciute dal 1992 al 2003 del 7%, raggiungendo la cifra di 4,5 milioni

    Viva Chavez!!