Simplicius
simplicius76.substack.com
Donnie Darko ha nuovamente lanciato segnali contrastanti riguardo alle sue contraddittorie e bellicose intenzioni. Da un lato, vengono inviate ancora più truppe statunitensi nella regione, con voci di "insider" filtrate attraverso i canali dei media mainstream che suggeriscono che l'invio di truppe di terra sarebbe decisamente in programma, mentre dall'altro lato, in un altro sfogo sui social media, ha parlato di un'imminente uscita di scena, sostenendo che gli Stati Uniti sarebbero vicini a concludere una guerra "pienamente riuscita" (leggi: disastrosa):
Nella la seconda metà del discorso, afferma che lo Stretto di Hormuz non è necessario agli Stati Uniti e che spetta agli altri alleati proteggerlo, un'affermazione che Trump ha poi ribadito davanti alle telecamere:
NOW - Trump: "We don't use the Strait [of Hormuz], the United States, we don't need it." pic.twitter.com/Qls7waXpNs
— Disclose.tv (@disclosetv) March 20, 2026
Gli Stati Uniti sono passati dall’affermare la propria totale superiorità nella regione, con dichiarazioni sicure sulla loro intenzione di spalancare lo Stretto, ad implorare aiuto agli alleati, per poi fare marcia indietro sostenendo che, in realtà, non hanno affatto bisogno dello Stretto. È sotto gli occhi di tutti la smidollata buffoneria dell’amministrazione controllata da Israele, che fatica ad improvvisare scuse dopo essere stata respinta in modo umiliante dall’Iran.
Va anche notato che Trump ha concluso la sua delirante sessione con un altro piccolo e interessante esempio di sovversione geopolitica:
Non solo ha pubblicamente umiliato i suoi principali alleati definendoli apertamente codardi, ma ha anche ammesso che la NATO è una inutile tigre di carta. Un paio di giorni prima aveva persino accennato alla possibilità che gli Stati Uniti si ritirassero dalla NATO.
È chiaro che, per quanto deplorevoli possano essere le sue azioni, gran parte di ciò che Trump sta facendo è il meglio che avrebbero potuto sperarer gli accelerazionisti e i sostenitori del Sud del mondo. Sta letteralmente lacerando i legamenti e i tendini che tengono insieme l'architettura globale, e questo è un fatto assolutamente positivo.
In realtà, sta in gran parte realizzando i principali obiettivi di lunga data sia dei sostenitori di MAGA che dei fanatici di QAnon, a tal punto da far quasi sorgere il dubbio che dietro la sua "follia" si nasconda un metodo. La NATO sta collassando, se non è già morta, l'ONU e le principali istituzioni globali hanno perso ogni credibilità, gli Stati Uniti stessi sono stati smascherati e vengono estromessi dal Medio Oriente: la recente guerra con l'Iran ha portato al ritiro delle truppe statunitensi ovunque e l'intensificarsi della resistenza e dell'opposizione irachena potrebbe portare ad un ritiro definitivo in futuro. Per non parlare del fatto che gli Stati Uniti si sono alienati tutti gli alleati con vari fiaschi, come la Groenlandia, i dazi, l'Ucraina e molti altri. È quasi come se Trump stesse facendo tutto questo di proposito, nel modo più folle e complesso possibile, per raggiungere obiettivi dichiarati da tempo.
Naturalmente, sappiamo che non è così, perché la dipendenza che lo lega a Israele e alla famiglia Adelson è evidente e ammessa apertamente, così come il suo odio per l'Iran.
A seguito degli attentati, è emerso che Trump ha una lunga storia di fanatismo intransigente nei confronti dell'Iran. Interviste recentemente scoperte hanno dimostrato che parlava di annettere l'isola di Kharg già negli anni '80.
[caption id="attachment_237524" align="aligncenter" width="680"]
Fonte[/caption]
Per certi versi, si potrebbe persino sostenere che quanto detto sopra dimostrerebbe che l'odio di Trump per l'Iran non sarebbe necessariamente legato a Israele, sebbene il coinvolgimento di Israele nell'ultima "operazione" sia lampante. A meno che, ovviamente, non si sostenga che Trump sia controllato da Israele e dagli Adelson fin dagli anni '80, ipotesi che non ho mai sentito. Siamo costretti a supporre che si tratti di una combinazione di radicate convinzioni razziste, ispirate al paradigma neoconservatore, e di debiti contratti con i donatori e potenziali ricatti.
Come parte dell'ultima, repentina mossa, il Dipartimento del Tesoro statunitense ha annunciato la revoca delle sanzioni contro il petrolio iraniano fino al 19 aprile.
Questo è avvenuto dopo la revoca di alcune sanzioni sul petrolio russo. È chiaro che Trump è terrorizzato dalle ripercussioni economiche, motivo per cui l'idea di "conquistare l'isola di Kharg" con i Marines statunitensi rimane sconcertante. Presumibilmente, l'obiettivo è quello di esercitare una qualche forma di ricatto nei confronti del "regime iraniano", ma l'Iran potrebbe facilmente bombardare l'isola stessa per danneggiare ulteriormente l'economia globale, qualora ritenesse che l'isola sia comunque persa e sotto il controllo degli Stati Uniti.
Questo punto è sostanzialmente irrilevante, dato che la capacità degli Stati Uniti di conquistare l'isola è fortemente contestata, poiché l'Iran è in grado di bombardarla a tappeto con missili balistici a medio e lungo raggio con testate a grappolo, che infliggerebbero notevoli perdite alle forze di terra ammassate in una sorta di "zona di fuoco".
L'altro piano di uscita finale discusso dall'amministrazione Trump – secondo alcune indiscrezioni – prevede il sequestro dei "materiali arricchiti" iraniani tramite un'operazione della Delta Force.
[caption id="attachment_237526" align="aligncenter" width="588"]
Fonte[/caption]
Ora che ben conosciamo le inclinazioni psicologiche di Trump, possiamo affermare con certezza che questa deve essere un'opzione allettante per lui, perché rappresenta la via d'uscita più "pulita" e sicura che gli permetterebbe di dichiarare una grande e audace "vittoria". Richiederebbe un minimo impiego di risorse e, teoricamente, presenta anche il minor rischio. Chissà, forse si potrebbe concludere un "accordo" segreto, proprio come in Venezuela, dove a Trump era stato permesso di fare il"Discombobulator" [1] con le sue forze armate: intervenire, ripulire il MacGuffin [2] e poi chiudere rapidamente il conflitto.
D'altro canto, gli alleati del Golfo sembrano diventare sempre più audaci nel voler prolungare la guerra. Oggi è giunta la notizia che l'Arabia Saudita avrebbe aperto all'aviazione statunitense una delle sue basi chiave per attaccare l'Iran, sebbene la notizia non sia ancora stata confermata.
[caption id="attachment_237527" align="aligncenter" width="686"]
Fonte[/caption]
Gli attacchi dell'Iran contro le basi statunitensi nel Golfo si stavano intensificando e gli Stati Uniti necessitavano di un maggiore accesso e di permessi di sorvolo più ampi. L'Arabia Saudita ha acconsentito ad aprire la base aerea King Fahd a Taif, nell'Arabia Saudita occidentale, agli americani, secondo quanto riferito a Middle East Eye da diversi funzionari statunitensi e occidentali a conoscenza della questione.
Un commentatore si chiede se gli alleati del Golfo vogliano davvero percorrere questa strada:
Il 70-80% dell'acqua negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita proviene da impianti di desalinizzazione.
Considerando che i 3 impianti più grandi producono il 30-40% dell'acqua disponibile, basterebbero una quindicina di droni shaed per portarli all'estinzione.
L'Iran non li ha presi di mira, ma probabilmente lo farebbe in una battaglia per la sopravvivenza.
Il Guardian propone un interessante paragone storico, evidenziando il declino dell'Impero britannico, simboleggiato dalla Guerra Boera del 1899:
[caption id="attachment_237528" align="aligncenter" width="680"]
Fonte[/caption]
Alla fine, la forza prevalse. La Gran Bretagna vinse la guerra boera, ma fu una vittoria effimera, ottenuta dopo quasi tre anni di conflitto e a caro prezzo. Il colpo al prestigio britannico – giunto in un momento in cui la sua egemonia globale era minacciata da Paesi in rapida crescita come gli Stati Uniti – fu durissimo. Lungi dal mettere in luce la portata del potere britannico, ne espose i limiti.
Un secolo e un quarto dopo, gli Stati Uniti rischiano di essere coinvolti in un conflitto equivalente alla guerra boera. Quella che avrebbe dovuto essere una vittoria facile rischia di trasformarsi in una guerra prolungata. Gli iraniani stanno usando con grande successo tattiche di guerriglia, proprio come i boeri. Non c'è dubbio che, alla fine, la superiorità della potenza di fuoco statunitense e israeliana prevarrà, ma a quale prezzo?
L'autore osserva giustamente la mancanza di buone alternative da parte di Trump: con la sua eccessiva audacia, Trump ha già garantito che entrambe le possibili vie d'uscita lasceranno gli Stati Uniti in una situazione peggiore rispetto a prima della scellerata decisione di scatenare questa guerra.
Trump si trova quindi di fronte ad una scelta difficile. Può porre fine alla guerra e affermare che gli Stati Uniti hanno raggiunto i loro obiettivi bellici, anche se ciò significherebbe lasciare il regime al potere a Teheran. Oppure può prolungare il conflitto, aumentando così il rischio di ripercussioni economiche e di una reazione politica negativa in patria. La prima opzione è la migliore, sebbene anche in questo caso si tratterebbe di una vittoria di Pirro, che dimostrerebbe sia i punti di forza che le debolezze degli Stati Uniti.
L'autore ha dimenticato di menzionare un aspetto: un ritiro ora con una falsa vittoria non significa semplicemente "lasciare il regime al potere": significa lasciare al potere un "regime" probabilmente molto più forte, più intransigente, più giovane e più vendicativo. E, soprattutto, significa lasciare al potere una popolazione iraniana completamente disillusa dal cosiddetto "salvatore" americano.
Numerosi rapporti affermano che persino la popolazione dissidente iraniana filo-occidentale ha ormai perso la fiducia nell'Occidente a causa della barbarie percepita degli attacchi statunitensi contro il popolo iraniano, e non solo contro il regime, per non parlare della totale insensibilità di Trump nel perseguirli.
[caption id="attachment_237529" align="aligncenter" width="750"]
Fonte[/caption]
Chi l'avrebbe mai detto?
Ora, un F-35 statunitense "invisibile" è stato di fatto distrutto e gli Stati Uniti hanno ammesso che il pilota è stato colpito da "schegge" e ha effettuato un "atterraggio brusco" dopo che l'aereo era stato ripreso mentre veniva colpito da un missile a infrarossi in un video diffuso dall'Iran.
Allo stesso modo, il Qatar ha ammesso ufficialmente i danni ingenti subiti dal più grande terminale GNL del mondo.
Providing an update on the damage from the missile attacks on Ras Laffan Industrial City H.E. Minister Saad Sherida Al-Kaabi: The missile attacks reduced Qatar’s LNG export capacity by 17% and caused an estimated loss of $20 billion in annual revenue - Extensive damage to our…
— QatarEnergy (@qatarenergy) March 19, 2026
- I danni ingenti ai nostri impianti di produzione richiederanno fino a cinque anni per essere riparati e ci costringeranno a dichiarare lo stato di forza maggiore a lungo termine.
Ora i massimi esperti mondiali di energia stanno ipotizzando ogni sorta di scenario catastrofico, qualora la chiusura di Hormuz dovesse protrarsi anche solo per qualche altra settimana.
Qualcuno ha riassunto la situazione in modo efficace, parafrasando:
L'Iran è sopravvissuto a decenni di sanzioni internazionali, ma il mondo non è riuscito a sopravvivere a due settimane di sanzioni contro l'Iran.
Simplicius
[1] Non è un termine ufficiale: è una parola inventata e umoristica che deriva dal verbo inglese to discombobulate = scombussolare, confondere, mettere in totale disordine psicologico/tecnologico.
[2] È un termine classico del cinema e della narrativa, inventato (o meglio, reso famoso) da Alfred Hitchcock, significa un oggetto, un obiettivo o un evento che fa muovere tutta la trama, ma che in sé è praticamente irrilevante.
Fonte: simplicius76.substack.com
Link: https://simplicius76.substack.com/p/whipsaw-effect-trump-again-signals
21.03.2026
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org22




gelsomino 22 marzo 2026
L'unica vera vittoria di Pirro gli USA la potrebbero ottenere lasciando bombardare l'Iran da Israele con le bombe atomiche, creando così anche i presupposti per una guerra mondiale nucleare, possibilità affatto remota considerando che l'obiettivo dichiarato dai pedo-satanisti è ridurre la popolazione mondiale di svariati miliardi e sostituirla coi robot (Samson option).
Dario Lampa 22 marzo 2026
Speriamo di no, nel modo più assoluto!
Per il bene dei nostri nipoti.
ric 22 marzo 2026
diciamo che massacrando 400 milioni di anglo/yankees con i loro"padroni" sarebbe gia'
un passo in avanti, per meritare il paradiso .
clausneghe 22 marzo 2026
Arriviamo fino a un miliardo, dai, il miliardo d'oro..
Ma ci siamo dentro anche noi, purtroppo.
ric 22 marzo 2026
ma se ne faccessimo una selezione. interna..le cose cambierebbero..