
Nel 1990, in The Transparency of Evil, Baudrillard andò un po' oltre, sottolineando come, dopo gli anni 1970, tutto fosse stato liberalizzato: "E 'stata una grande orgia del reale, del razionale, del sesso, della critica" Quindi, chiese con un senso dell'umorismo surreale, da puro dadaista, che cosa si deve fare "dopo l'orgia"? Era come un Nietzsche ubriaco che vuol comprendere la morte di Dio - Si comincia tutto da capo. L' unica strada da seguire è quella di "far sempre finta", di ripetere ogni atto di quella "liberazione" più e più volte, una pallida e vacua ridondanza senza nessun significato. Una specie di Hollow Men di T.S. Eliot che marcia al ritmo della musica dei Kraftwerk.
Poi, quando dei vacui neo-hegeliani annunciarono la "fine della storia", dopo l'implosione dell'URSS, sempre strombazzando le regole della democrazia liberale occidentale, ha fracassato il loro sogno dicendo che era solo una mera "illusione della fine."
Attraversando tutto il go-go degli anni '80, tutti - da quelli della sinistra dell' incipiente antiglobalizzazione a a quelli appena-appena anarchici dell'altra-globalizzazione, dai progressisti-soft di John Stuart Mill ai distrutti neo-marxisti - hanno dovuto ricorrere al quello di Baudrillard che era entrato in loro, per comprendere dove arrivavano i tentacoli della medusa di un consumismo corrosivo ormai entrato in ogni 'ego' dove stava già diffondendo un virus tossico che uccide ogni possibilità di empatia e di spirito comunitario.

Quando nel 1986 Baudrillard pubblicò America era già molto avanti nella concettualizzazione del gioco finale della post-modernità; l'Industria del Segnale Totale, dell'Immagine Totale dei Media Totali, della Cultura Totale, tutto invischiato in una rete "iper-reale" di "simulacri reali". Fu lui che coniò il concetto di reality TV prima ancora che esistesse il reality. In questo processo, dove sta al fianco di Foucault, di Deleuze, di Derrida e di Lyotard, è diventato un Guns n Roses a livello delle superstar intellettuali che girano per le elite delle Università degli Stati Uniti. Dai Videodrome di David Cronenberg alla trilogia di Matrix, fino ad arrivare a Westworld, eccoci arrivati al mondo di Baudrillard, un modo sotto un controllo completo, ma contemporaneamente trasparente (e si vede tutto in modo scintillante) ma totalmente opaco (tutto ciò che significa qualcosa è velato), dove quello che si fa vedere non è mai quello che sembra (o, per dirla con Twin Peaks, un vero serial di Baudrillard, "i gufi non sono quello che sembrano").
Tutti a bordo del simulacro totale

Morto prima dell'era Obama, Baudrillard, forse non sarebbe riuscito a destrutturare né l' "invisibile" Kill List di Obama né la demonizzazione patologica di Russia e Iran. Ma lui ha avuto i suoi incontri imperiali collaterali sia con Bush padre che con Dubya. Sulla guerra del 1991, scrisse che non c'era mai stata: nessuna guerra, nessun morto; una "Chirurgia asessuata", solo un "no-war- videogame" con scene astratte (sarebbe stata un'altra storia però se avesse avuto accesso ai filmati della "autostrada della morte", quelli di un esercito americano impegnato nel tiro al bersaglio su migliaia di soldati iracheni disarmati e in fuga).
Sull' 11 settembre, scrisse un saggio miliare, The Spirit of Terrorism (che io lessi, spaventato, a Peshawar) che non lo giustificava, ma che cercava di dimostrare come la massima potenza doveva poter suscitare una reazione del contro-potere di un potenziale distruttivo massimo, anche se asimmetrico. L'11 settembre è stato l'ultimo evento a schermo TOTALE.

Baudrillard sarebbe stato sicuramente incuriosito dal maestro del reality, Trump - così come dall'attuale post-verità-della-guerra-civile. Avrebbe analizzato come Trump sia andato oltre praticamente tutto l'establishment del Beltway, incluse le multinazionali dei medi, per farsi eleggere, con la sua versione di marchio di fabbrica a schermo totale. Avrebbe visto che Trump è ben lungi dall'essere un Macbeth americano che semina un caos hobbesiano.
E avrebbe spiegato quel circolo vizioso della guerra sociopolitica americana che si gioca in tempo reale sullo schermo totale. Cosa fare dopo l'orgia? Lo troviamo nell'indice di Baudrillard, in mezzo agli studi del Journal of Baudrillard (IJBS), e benvenuti nell'era del Simulacro TOTALE di Trump.
Pepe Escobar
Link: https://sputniknews.com/columnists/201703071051346892-total-screen-how-baudrillard-anticipated-trump/
7.03.2017
GioCo 11 marzo 2017
Una delle difficoltà maggiori nella lettura delle politica internazionale è capire come la politica è strutturata nella maggior parte dei Governi Nazionali odierni. Nello specifico, capire che il politico che rappresenta una Nazione di solito ci mette la faccia ma non la testa nelle "battaglie" politiche che conduce. Obama, la Merkel, Hollande, sono individui che mettono la faccia per politiche che sono pianificate e poi messe in opera da una pletora di personaggi in ombra, per lo più burocrati che rimarranno fino alla fine dei loro giorni del tutto anonimi.
Questo ha tutta una serie di conseguenze grottesche e imbarazzanti. Per esempio potrebbe essere che un burocrate stinga accordi prima di renderli noti al politico a cui se ne attribuisce la paternità. In verità accade più speso di quanto si creda e nemmeno segue una scaletta di valore, ad esempio ritenendo che almeno accordi cruciali debbano essere comunicati al politico. Credo che in generale viga la regola che meno il rappresentante pubblico del Governo sa, meglio è per "il Governo". Lo stesso politico fa discorsi pubblici scritti da altri che non necessariamente sa cosa significano nel concreto. Tutto quello che deve fare questo pseudo-rappresentante di una Nazione è esporsi al pubblico in modo che l'attenzione mediatica si concentri su di lui, anche se ovviamente niente lo riguarda, dato che la "sua" politica non esiste. L'unica "politica" che un tale rappresentante vorrà sostenere è quella della sua immagine, fondamentale per rimanere "in sella" e godere di tutti i privilegi che la sua carica gli conferisce. In questo modo si realizza una scollatura totale tra l'atto politico pubblico è la rappresentanza del mandato democratico, conservando la facciata democratica pur essendo il Governo di fatto eterodiretto da volontà private (plutocrati). La struttura di burocrati è statale ma non cambia nel tempo. Per ciò è molto facile che pochi uomini del tutto anonimi dirigere nei fatti questi enti in modo del tutto trasparente, orientando la politica di un paese verso un unica direzione (quella di un interesse privato) a prescindere dal partito o dai politici eletti.
Questa struttura è replicata in molte nazioni nel mondo, ma non in tutte. In Russia ad esempio Putin è l'autore diretto della politica che viene messa in pratica. Questo crea tutta un altra serie di situazioni grottesche in politica internazionale, ad esempio quando esponenti politici di altre nazioni si confrontano con Putin su questioni spinose (come diatribe economiche e militari) probabilmente "scoprendo" da lui le cretinate politiche che hanno commesso, magari per via della firma di un certo accordo che era talmente cretino che nessuna capra l'avrebbe mai sottoscritto ma che non avevano nemmeno letto.
Putin quindi non ha sempre degli interlocutori all'altezza del dialogo politico, cioè in grado di decidere concretamente qualsivoglia cosa. Quando l'effettiva rappresentanza segue a un effettivo esercizio del potere (come in Cina ad esempio) allora non solo c'è dialogo ma anche concreta cooperazione che mette in scacco i paesi con la finta democrazia. La ragione è semplice: se la plutocrazia in occidente scendesse direttamente in campo, gli accordi internazionali funzionerebbero meglio, ma la democrazia di facciata dovrebbe cadere e i nuovi governanti dovrebbero ammettere che le misure economiche draconiane che ci stanno soffocando sono messe in pratica esclusivamente per reggere la struttura di un impero dell'avidità e non per l'imbecillità degli attuali fantocci politici.
Indubbiamente Boudrillard è stato uno dei pensatori occidentali che hanno cucito addosso a questo abominio lovecraftiano un vestitino accettabile per la massa.
Tonguessy 12 marzo 2017
Intanto si scrive Baudrillard, non Boudrillard. Poi ti chiedo: in che senso avrebbe cucito "un costume di scena accettabile per la massa"? A quale dei suoi libri fai qui riferimento e, nello specifico, a quali passaggi, frasi, aforismi?